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Paesi | Oceania | Australia e Nuova Zelanda | Nuova Zelanda

Spazio fisico

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Geologia. Il nucleo essenziale della Nuova Zelanda, formato dalle due grandi isole del Nord e del Sud, divise dallo Stretto di Cook , largo appena 26 km, è inserito nel grande arco insulare melanesiano. Sia le due isole principali sia le isole minori sorgono da una platea profonda non oltre 1.000 m., la piattaforma della Nuova Zelanda, estesa circa 1 milione di km 2 , che a ovest sprofonda verso il piano abissale del Mare di Tasman e a sud-est verso i fondali del settore oceanico delimitato dalla dorsale delle Macquarie e da quella pacifico-antartica. Immediatamente a est delle Isole Kermadec , sulla prosecuzione del bordo orientale della piattaforma, si apre la profonda e lunga incisione occupata dalla Fossa delle Kermadec e da quelle delle Tonga, che precipitano a oltre 10.000 m; lungo questo allineamento passa il confine tra la regione circumpacifica e il dominio pacifico vero e proprio. L'emersione e la conseguente delineazione strutturale della Nuova Zelanda si sono verificate in tempi relativamente recenti, in conseguenza del sollevamento di una zolla crustale nell'ambito dell'attività tettogenetica che durante il Cenozoico ha investito l'arco melanesiano. Il processo di sollevamento si è sviluppato in diverse fasi, l'ultima delle quali sembra essersi conclusa agli inizi del Pleistocene (Neozoico): soprattutto vigorosa è stata la fase orogenetica manifestatasi nel Pliocene, che spinse il rilievo ad altezze maggiori delle attuali. Le varie sollecitazioni cui sono state sottoposte le formazioni rocciose in conseguenza del sollevamento hanno provocato numerose fratture ed effusione di magma; la stessa separazione tra le due isole principali si è prodotta per frattura. L'attività vulcanica ha avuto notevole sviluppo nell'Isola del Nord, attestata dalla presenza di imponenti edifici vulcanici e dove tuttora permangono segni di un vulcanismo non completamente sopito, mentre nell'Isola del Sud si è espressa principalmente nell'erezione dei due apparati che costitu iscono le penisole di Otago e di Banks, lungo la costa orientale. Molto più intensa nell'Isola del Sud è stata invece l'attività orogenetica, culminata con il sollevamento della grande dorsale montuosa delle Alpi Neozelandesi. Oltre alle formazioni vulcaniche per lo più cenozoiche e neozoiche particolarmente diffuse nell'Isola del Nord, affiorano sul suolo neozelandese rocce di tutte le età, dal Precambriano al Neozoico, prevalentemente rappresentate da terreni sedimentari e metamorfici, argilliti e are narie, scisti, gneiss, quarziti e marmi. Le rocce più antiche compaiono soprattutto nell'Isola del Sud, in particolare in numerose piccole aree lungo la fascia costiera nord-occidentale. Terreni paleozoici affiorano tanto nell'Isola del Nord, attorno alla Baia delle Isole, quanto nell'Isola del Sud, in particolare nella sezione meridionale delle Alpi Neozelandesi, nella Regione di Otago e, alle due estremità dell'isola, nell'area di Nelson a nord-ovest e in quella del Southland a sud-ovest. Formazioni triassiche e giurassiche si possono seguire con continuità attraverso tutta l'Isola del Nord, dalla Baia dell'Abbondanza a Wellington. Durante la lunga stasi orogenetica protrattasi dal Cretaceo fino al Miocene l'erosione attaccò profondamente le aree eme rse: l'enorme quantità di materiale detritico prodotta progressivamente colmò numerosi bacini di sedimentazione seppellendone altresì la vegetazione e avviando così il processo di carbonizzazione al quale si devono i litantraci e le ligniti neozelandesi. Dopo le fasi orogenetiche del Cenozoico superiore-Pleistocene già ricordate, e fondamentali per l'assetto strutturale della Nuova Zelanda, si è giunti all'attuale conformazione nel corso del Neozoico con il riempimento delle depressioni tra i rilievi principali e la formazione delle pianure costiere; mentre nell'Isola del Nord perdurava l'attività vulcanica, preponderante per il modellamento dell'isola meridionale è stata l'azione degli imponenti ghiacciai che hanno ricoperto gran parte della stessa durante i periodi glaciali.
Morfologia. La Nuova Zelanda si allunga in direzione sud-ovest/nord-est per circa 1.500 km: la costa occidentale e quella orientale però quasi mai distano più di 200 km. Le coste, in genere molto articolate, si sviluppano per 4.800 km. L'Isola del Nord è particolarmente frastagliata lungo la stretta Penisola di Auckland, che si protende verso nord-ovest per circa 330 km, saldata al resto dell'isola da un sottile istmo, tra le insenature di Waitemata a est e di Manukau a ovest, su cui è sorta la principale città della Nuova Zelanda, Auckland. Ottimo porto naturale è anche Port Nicholson, su cui si affaccia la capitale, Wellington. L'Isola del Nord presenta una morfologia tormentata e varia: al centro, tutt'in torno al bacino del Lago Taupo, si allarga un altopiano sui 400-600 m, antico massiccio calcareo-arenaceo spianato dall'erosione e ricoperto da espandimenti lavici e da depositi piroclastici; vi si elevano numerosi coni vulcanici, anche raggruppati in catena come i Monti Hauhungaroa. Per lo più sono considerati attivi, come il Ruapehu (2.797 m., la cima più alta dell'Isola del Nord), il Ngauruhoe (2.291 m.) e il Tongariro (1.968 m.); sicuramente spento è l'Egmont (2.518 m.). Numerose sono in questa complessa regione vulcanica le manifestazioni del vulcanismo secondario, dalle fumarole alle solfatare, dai geyser alle sorgenti termali. Per il resto l'ossatura dell'isola è costituita dal succedersi di brevi catene con altezze massime varianti tra 1.400 e 1.750 m, disposte sul lato orientale e dirette secondo l'allineamento generale del rilievo neozelandese, cioè da sud-ovest a nord-est, dalla Tararua Range alla Raukumara Range; la lunga appendice della Penisola di Auckland presenta un rilievo disarticolato e di aspetto collinare che non oltrepassa gli 800 m. Molto più compatta e omogenea è l'Isola del Sud, percorsa lungo il bordo occidentale dal poderoso sistema delle Alpi Neozelandesi, particolarmente elevate nella sezione centrale con numerose vette oltre i 3.000 m., la più alta delle quali, il Monte Cook , tocca i 3.764 metri. A nord le Alpi Neozelandesi si frantumano in una serie di brevi catene separate da lunghe valli longitudinali che nell'estremità nord-orientale, dove sono parzialmente sommerse, danno luogo a un caratteristico paesaggio a rías. Il versante orientale delle Alpi Neozelandesi digrada lentamente, spegnendosi nell'ampia pianura costiera di Canterbury, profonda una trentina di km e lunga circa 150. Sullo Stretto di Fo Veaux si affaccia l'altra maggiore pianura dell'isola, delimitata a nord-est da modeste alture, al di là delle quali si apre una nuova area pianeggiante estesa fino alla Penisola di Otago. Oltre lo Stretto di Foveaux l'Isola di Stewart presenta modesti rilievi (massima altezza è il Monte Anglem, 980 m), in parte di natura vulcanica, a nord, e per il resto granitici. Anche le altre principali isole neozelandesi denunciano un'origine vulcanica più o meno manifesta: così, interamente vulcaniche sono le Auckland e le Campbell , tutte con tracce evidenti di modellamento glaciale, e le Kermadec, la maggiore delle quali, l'Isola Raoul, presenta ancora un certo vulcanismo secondario attivo, mentre nelle Chatham gli edifici vulcanici cenozoici si innalzano a non più di 300 m al di sopra di un basamento scistoso paleozoico, alternandosi con formazioni calcaree.
Clima. Nonostante la Nuova Zelanda si allunghi per circa 13° di latitudine, tra 34° e 47° sud (escludendo le isole minori), non si hanno forti differenziazioni climatiche per il profondo influsso delle acque oceaniche, relativamente fresche, e dei forti venti occidentali (i cosiddetti westerlies ), promossi dall'anticiclone dell'Oceano Indiano e attirati dalle depressioni australi, particolarmente sensibili a sud del 40° parallelo, che investono quasi costantemente il Paese, scaricando sui rilievi perpendicolari al loro flusso abbondanti precipitazioni: si hanno in media da 150 a 200 giorni piovosi. I valori medi di temperatura non sono elevati e le escursioni termiche alquanto contenute (a Wellington la media annua è di 13,5 °C con una estiva di 17 °C e una invernale di 8,5 °C): in generale il clima può essere definito temperato oceanico . Nella parte settentrionale dell'Isola del Nord e nella Penisola di Auckland però si hanno condizioni climatiche semitropicali (la temperatura media estiva sale a 21 °C, quella invernale a 11 °C), di tipo mediterraneo, e si risente del passaggio di pert urbazioni cicloniche tropicali, mentre in quella meridionale dell'Isola del Sud, nelle regioni di Otago e di Southland, il clima tende al continentale (a Dunedin si ha una media invernale di 6 °C, una estiva di 15 °C). Le precipitazioni sono naturalmente più abbondanti sui versanti occidentali, soprattutto lungo la barriera delle Alpi Neozelandesi dove alla quota di 2.000 m cadono anche oltre 5.000 mm di pioggia all'anno. Sulle regioni orientali le precipitazioni sono molto più contenute, da valori into rno a 1.100 mm nell'Isola del Nord, a meno di 1.000 mm per gran parte del versante orientale dell'Isola del Sud e addirittura al di sotto dei 500 mm nella regione di Otago; la fascia pedemontana orientale risente inoltre dell'influsso di venti caldi e se cchi, di genesi analoga al föhn . Rare al livello del mare, le precipitazioni nevose si fanno più intense e diffuse sui rilievi; sulle cime più alte si hanno nevicate per almeno trenta giorni all'anno; in particolare nell'Isola del Sud la neve permane al suolo a lungo oltre i 1000 m e tutto l'anno al di sopra dei 2.100 m, alimentando numerosi ghiacciai che lungo il versante occidentale scendono con le loro lingue fino a 300-400 m.
Flora e fauna. Dal punto di vista floristico la Nuova Zelanda ospita numerose specie endemiche. La foresta è prevalentemente costituita da latifoglie, soprattutto Nothofagus, il faggio australe, e conifere tra cui il maestoso pino kauri, con un denso sottobosco ricco di epifite e di felci arbor escenti; nella penisola di Auckland è diffusa una specie di macchia sempreverde, mentre su gran parte delle aree orientali dell'Isola del Sud predomina la prateria con formazioni arbustive xerofile nelle zone più aride, analoghe allo scrub . La caratteristica principale della fauna neozelandese è rappresentata dagli Uccelli, sia quelli incapaci di alzarsi in volo (kiwi, takahe) sia i pappagalli. I Mammiferi sono rappresentati da due soli pipistrelli in quanto gli altri sono stati introdotti dall'uomo (cervo europeo, daino, cane, ratto). Fra gli Anfibi figurano le rane del genere Leiopelma e fra i Rettili il tuatara o sfenodonte.
Idrografia. La Nuova Zelanda è ricca di fiumi ben alimentati dalle copiose precipitazioni e, nell'Isola del Sud, dalle acque di fusione dei ghiacciai; il loro corso è però in genere breve e a forte pendenza, quindi non navigabile. Solo nell'Isola del Nord la conformazione del rilievo ha consentito lo sviluppo di corsi d'acqua navigabili: l'accesso alle foci è tuttavia reso difficile da barre e cordoni litorali. I fiumi più importanti sono, nell'Isola del Nord, il Waikato (425 km), emissario del Lago Taupo e tributario del Mare di Tasman, e il Wanganui (290 km), che sfocia nello Stretto di Cook. Nell'Isola del Sud i principali fiumi scendono invece all'Oceano Pacifico, come il Clutha (322 km) e il Waitaki (209 km). Numerosi sono anche i bacini lacustri, in genere però poco estesi. Il più ampio (606 km 2 ) è il Taupo, nell'Isola del Nord, dove i laghi hanno per lo più origine vulcanica; nell'Isola del Sud sono invece in prevalenza di escavazione glaciale: ai piedi della dorsale montuosa, e per lo più allungati in senso perpendicolare al rilievo, si susseguono, tra i molti, i laghi Tekapo, Pukaki e Ohau che mandano le proprie acque a confluire nel fiume Waitaki, e i laghi Hawea, Wanaka e Wakatipu che alimentano invece il Clutha; il più esteso è il Te Anau (344 km 2 ).

Ambiente umano

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Popolazione. Il censimento del 1996 indicava in 523.374 i rappresentanti della popolazione indigena, i Maori , concentrati quasi esclusivamente nell'Isola del Nord, specie nell'area statistica di Auckland. Divisi in numerose tribù su base aristocratica, spesso in lotta tra di loro, i Maori, popolo assai evoluto che aveva elaborato la più complessa e ricca cultura dell'Oceania, opposero ben presto un fronte comune all'invasione bianca; tuttavia le durissime e vane lotte cond otte contro gli Inglesi li decimarono così come, deposte le armi, l'alcolismo e le malattie introdotti dagli immigrati. Negli ultimi decenni i Maori hanno invece registrato un sensibile incremento, grazie a un coefficiente di accrescimento doppio di quello dei Neozelandesi d'origine europea, rappresentati pressoché esclusivamente da Inglesi, Scozzesi e Irlandesi (oltre a piccole comunità di Tedeschi e Scandinavi). A questi peraltro si deve fondamentalmente il popolamento dell'arcipelago.
Sviluppo demografico. Nel 1840, quando la Gran Bretagna proclamò la propria sovranità sulla Nuova Zelanda, i bianchi erano circa un migliaio, ma già nel 1868 erano 171.000 e oltre 500.000 nel 1880. Ciò fu il risultato di un'intensissima immigrazione originata dalla "corsa all'oro", scoperto nel 1852 (ma lo sfruttamento iniziò solo nel 1861 a Otago). All'estrazione dell'oro, ridottasi in breve tempo ad attività di modesta importanza, seguì la ben più consistente e duratura diffusione dell'agricoltura e dell'allevamento; a difesa della proprietà dei terreni agricoli e dei pascoli furono anzi poste forti restrizioni all'immigrazione e la crescita demografica, che portò la popolazione a oltre 1 milione di abitanti nel 1911, a circa 2 milioni nel 1951 e agli attuali 3,8 milioni, fu da allora dovuta essenzialmente all'incremento naturale. Quasi i 3/4 degli abitanti vivono nell'Isola del Nord, i cui ambienti sono assai più favorevoli alle attività agricole; l'isola presenta una densità di 25 abitanti/km 2 contro i 6 abitanti/km 2 dell'Isola del Sud.
Centri urbani. La popolazione si addensa nelle aree costiere, mentre vaste aree dell'interno sono pressoché desertiche; è soprattutto concentrata in quattro città, tutte nate come centri portuali: Auckland e Wellington (nella cui area statistica è il grosso centro di Hutt) nell'Isola del Nord, Christchurch e Dunedin nell'Isola del Sud. Auckland è il più popoloso agglomerato urbano della Nuova Zelanda, cuore economico del Paese, massimo scalo marittimo e sede delle principali industrie. Wellington è stata la prima città fondata dagli Inglesi (1840) e per la sua posizione sullo Stretto di Cook, al centro del Paese, ha assunto la funzione di capitale: è anch'essa un porto attivissimo, cui fa capo la rete di comunicazioni stradali e ferroviarie dell'Isola del Nord, collegata, mediante traghetti attraverso lo Stretto di Cook, anche all'Isola del Sud. Di quest'ultima la città più importante è Christchurch, sbocco della pianura di Canterbury mediante l'avamposto di Lyttelton; è sede di industrie legate alla lavorazione dei prodotti dell'allevamento. Dunedin è invece il maggior centro commerciale nella Regione di Otago, sulla ferrovia che si snoda lungo la costa orientale dell'isola. Tra le altre principali città: Manukau, a sud-est di Auckland, e Hamilton nell'Isola del Nord, Invercargill e Nelson nell'Isola del Sud.

Aspetti economici

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Profilo generale. La recessione mondiale, che a partire dagli anni Settanta ha colpito praticamente tutti i Paesi sviluppati, ha raggiunto anche la Nuova Zelanda, rallentandone il tasso di sviluppo economico, innescando processi inflattivi e accrescendo il numero dei disoccupati, anche se quest'ultimo valore è piuttosto contenuto. Moderato è stato negli ultimi anni anche l'incremento del prodotto lordo pro capite. In effetti la recessione, anche se non ha causato danni di particolare gravità, ha evidenziato i profondi squilibri strutturali presenti nell'economia neozelandese. Il Paese basa tradizionalmente la propria prosperità sull'allevamento del bestiame e sulle connesse attività industriali, quali la conservazione delle carni, la produzione e la lavorazione del latte, la concia delle pelli, la lavorazione della lana, attività che danno anche un contributo essenziale all'esportazione. Ne deriva che sia la produzione sia l'esportazione risultano scarsamente diversificate e largamente influenzate dalle oscillazioni dei prezzi sui mercati internazionali; inoltre l'ingresso della Gran Bretagna nella CEE ha sensibilmente diminuito la possibilità di collocare vantaggiosamente i prodotti tradizionali delle esportazioni. Il governo si è quindi da tempo preoccupato di favorire l'espansione industriale, sviluppando nuovi settori produttivi, e di trovare altri sbocchi commerciali al Paese, in particolare nella stessa Oceania (l'Australia si colloca ormai al primo posto nel complessivo interscambio della Nuova Zelanda) e in Asia, dove è il Giappone a costituire ormai uno dei principali partner commerciali neozelandesi.
Agricoltura e foreste. Come si è detto, agricoltura e soprattutto allevamento sono tuttora alla base dell'economia neozelandese e forniscono, con i relativi prodotti industriali, circa il 45% alle complessive esportazioni. Arativo e colture arborescenti coprono il 14% della superficie territoriale; prevalgono oltre alle foraggere (che sono al servizio dell'allevamento) le colture cerealicole, in specie quelle di frumento e orzo e di mais; una certa importanza hanno altresì i prodotti ortofrutticoli, come patate e pomodori. Fra le colture industriali si annoverano il tabacco e il Phormium tenax, pianta tessile tipica della Nuova Zelanda e le cui fibre, eccezionalmente robuste, sono utilizzate per la produzione di cordami. Oltre 1/4 del territorio nazionale è occupato dalle foreste, da cui si ricavano grossi quantitativi di legname; particolare rilevanza economica hanno le foreste create artificialmente con l'introduzione di conifere proprie dell'emisfero settentrionale e a rapido sviluppo, destinate ad alimentare soprattutto l'industria cartaria.
Allevamento e pesca. È tuttavia l'allevamento a trovare in queste isole ottime condizioni ambientali che l'uomo ha saputo utilizzare al meglio mediante un'organizzazione produttiva efficiente e altamente progredita; le aziende, di media estensione, sono per la gran parte caratterizzate da una conduzione di tipo familiare. Prevalgono nettamente gli ovini (la Nuova Zelanda ne è tra i primi produttori mondiali), distribuiti in entrambe le isole. Data la generale mitezza del clima, le greggi possono stazionare quasi ovunque all'aperto. Gli ovini forniscono elevati quantitativi sia di lana (per la quale la Nuova Zelanda è al secondo posto su scala mondiale dopo l'Australia), sia di carne, che una volta congelata è largamente avviata all'esportazione, sia infine di prodotti caseari. Anche i bovini sono allevati su vasta scala, specie nell'Isola del Nord, sfruttando assai razionalmente la produzione di foraggi. Numerosi sono pure i volatili da cortile. La pesca, che ha registrato in questi ultimi anni una crescente espansione, è praticata soprattutto lungo le coste orientali, con porti a Auckland, Gisborne, Napier, Timaru.
Risorse minerarie. Pochi sono i minerali presenti nel Paese in concentrazioni tali da renderne conveniente l'estrazione; tuttavia il settore energetico è discretamente rappresentato da carbone e lignite, da gas naturale, con principale giacimento a Taranaki, nell'Isola del Nord, da cui si diparte una vasta rete di gasdotti, e in minor quantità da petrolio. Si estraggono inoltre quantitativi molto modesti di oro (in declino), argento, ferro (elevate potenzialità di sfruttamento hanno però le sabbie ferrifere delle spiagge occidentali della Penisola di Auckland), minerali di rame, bentonite ecc.; ma una certa importanza hanno le saline del Lago Grassmere presso Blenheim , nell'Isola del Sud, che forniscono oltre 80.000 t di sale all'anno. Ingenti sono però, come si è detto, le possibilità idriche, in particolare nell'Isola del Sud; l'energia elettrica prodotta è per 3/4 di origine idrica; un elettrodotto sottomarino, posto attraverso lo Stretto di Cook, convoglia energia dall'Isola del Sud, dove sono ubicati i maggiori impianti, all'Isola del Nord. Ingenti sforzi governativ i sono tesi al potenziamento del settore energetico, al fine di ridurre la dipendenza del Paese dalle importazioni di combustibili.
Industria. Le industrie riguardano prevalentemente la lavorazione e la trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici. È in corso tuttavia un'ampia diversificazione delle attività produttive. L'industria di base, benché abbia nell'insieme un ruolo più modesto, è oggetto di opportune incentivazioni; operano nel Paese raffinerie di petrolio, nonché compl essi siderurgici e metallurgici (tra cui una grande fonderia di alluminio, che lavora bauxite d'importazione), tessili, chimici, della carta, del tabacco e del cemento.
Comunicazioni. La morfologia tormentata del territorio, la scarsa navigabilità dei corsi d'acqua, la divisione stessa del Paese in due isole principali hanno reso difficoltoso lo sviluppo delle comunicazioni. Le ferrovie oggi si estendono per circa 3.900 km, in parte elettrificati; sono gestite dallo Stato e assicurano i collegamenti tra i principali centri neozelandesi. Nell'Isola del Sud l'asse principale corre lungo il litorale orientale da un capo all'altro dell'isola, mentre uno trasversale raccorda le due coste, attraversando le Alpi Neozelandesi, da Christchurcha Greymouth; nell'Isola del Nord, la maggiore arteria congiunge Wellington con Auckland. Supplisce alle relative carenze delle ferrovie una buona rete stradale che si sviluppa per oltre 94.000 km (di cui poco più della metà asfaltati), unendo ormai tutte le regioni del Paese. Altamente efficienti sono i servizi aerei sia interni (gli scali collegati da linee regolari sono oltre una trentina) sia con l'estero, con principali aeroporti quelli internazionali di Auckland, Wellington e Christchurch; compagnie di bandiera sono la Air New Zealand e la Ansett New Zealand.
Commercio. Il commercio estero è vitale per l'economia neozelandese e si basa essenzialmente sull'esportazione di carne, lana, burro e formaggi, carta e pol pa di legno, pelli e cuoi, nonché sull'importazione di macchinari e mezzi di trasporto, combustibili, prodotti industriali in genere (chimici, tessili). L'equilibrio della bilancia commerciale dipende quindi dall'andamento dei prezzi dei prodotti zootecn ici sul mercato internazionale. L'interscambio si svolge soprattutto con l'Australia, seguita da Giappone, Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania.

Storia

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La colonizzazione e la costituzione del dominion.

 

La Nuova Zelanda, abitata da tribù maori – il cui insediamento si colloca intorno al 1000 d. C. – fu a lungo disertata dagli Europei a causa dell'aggressività degli indigeni. Sul finire del sec. XVIII solo qualche piccolo gruppo di criminali fuggiti dalle prigioni australiane, di naufraghi e di cacciatori di foche, vi si installò, sfidando la fama sanguinaria dei maori, finché, nel sec. XIX, vi giunsero missionari protestanti (dal 1814) e cattolici (dal 1838). I primi convinsero alcuni capi maori a chiedere la protezione dell'Inghilterra, che si limitò però a inviare un residente per impedire tentativi francesi di sbarco e solo nel 1839 autorizzò la costituzione della New Zealand Company, che si proponeva di svolgere opera di colonizzazione nell'Isola del Nord, e inviò un emissario, il capitano Hobson, con l'incarico di affermare la sovranità britannica. Hobson fece firmare il 6 febbraio 1840 a 46 capi maori, convenuti nella Baia delle Isole (Isola del Nord), un trattato con cui cedevano i propri diritti di sovranità alla regina Vittoria in compenso del riconoscimento dei loro diritti di proprietà e dell'ottenimento della protezione britannica: inoltre essi attribuivano alla corona un diritto di prelazione sulle terre che avessero inteso vendere. Poche settimane dopo Hobson proclamava la sovranità britannica sulle due isole e poneva la capitale ad Auckland nell'Isola del Nord. Nel novembre successivo il governo di Londra concedeva alla nuova colonia una Costituzione (governatore, Consiglio esecutivo, Consiglio legislativo formato da membri nominati dal governatore) e quindi nel febbraio 1841 accordava una carta di incorporazione alla New Zealand Company. Il problema dell'acquisto dei terreni da parte dei colonizzatori e i rapporti con i maori portarono la situazione a un punto critico, fino a che intervenne un energico governatore, il capitano George Grey (1845-55), che ristabilì l'ordine, abolì la carica di protettore degli indigeni, instaurò rapporti stabili con i capi indigeni, dopo averne fatto arrestare uno, e concluse un accordo con la New Zealand Company, che si rivelò tuttavia fonte di controversie tali da indurre la Compagnia a sciogliersi dietro rimborso delle spese sostenute (1850). Nel 1852 entrò in vigore una nuova Costituzione di tipo sostanzialmente federale, che divise la colonia in sei province. Due anni dopo Londra concedeva un governo responsabile (1854) tuttavia con due importanti limitazioni: i rapporti tra europei e maori e la materia relativa alla compravendita di terreni restavano nella competenza esclusiva del governatore. Il continuo incremento della popolazione europea (nel 1858, 61.000 Europei contro 56.000 maori) e il passaggio in proprietà della corona o di privati di enormi estensioni di terreno favorirono la creazione di una lega dei capi maori, che elesse un proprio re. Il tentativo del governo di acquistare il cosiddetto Waitara block nei pressi di Taranaki, sul quale il diritto del cedente era dubbio, fu la scintilla che provocò la rivolta dei capi della lega, che inflissero dure sconfitte agli Inglesi (1860-61). La guerra ebbe l'effetto di umanizzare la politica dell'Inghilterra: fu vietata la vendita di terre da parte dei maori che non dimostrassero in maniera certa i loro diritti; fu istituito un apposito tribunale per le terre degli indigeni; quattro deputati e due senatori maori furono ammessi nel Parlamento. Nel 1863 tuttavia scoppiò una seconda guerra con i maori sempre per questioni di terre e molti continuarono la lotta anche dopo il 1868 per motivi religiosi e razziali. Nel 1865 la capitale fu portata da Auckland a Wellington. La scoperta dopo il 1861 di giacimenti auriferi nell'Isola del Sud (dove la popolazione maori era scarsa) attrasse un gran numero di immigranti. Sorse nel contempo la questione della ripartizione delle entrate e delle spese tra le due isole nonché dell'ammortamento dei debiti pubblici tra governo centrale e governi provinciali. I debiti vennero riuniti e convertiti in un unico grande debito consolidato; quindi, su iniziativa di un giornalista immigrato, Julius Vogel, divenuto ministro delle Finanze (1869-73) e poi primo ministro (1873-75), fu dato inizio a un grandioso programma di lavori pubblici finanziato con prestiti. Ciò provocò inflazione e contrasti tra governo centrale e governi provinciali, che furono risolti con la creazione di un bilancio unico nazionale. Nel 1879 fu concesso il suffragio universale maschile. Ma i nuovi immigrati, esperti di lotte sindacali e politiche portarono nel 1891 alla fondazione del primo partito politico neozelandese: quello liberale-laburista, che ebbe tre grandi capi (Ballance, Stout, Seddon) e rimase al potere sino al 1912. I liberali-laburisti spezzarono il latifondo e favorirono la creazione di piccole e medie proprietà; le terre della corona furono date in affitto o in enfiteusi; dazi doganali vennero introdotti per proteggere l'industria nazionale; il diritto di voto fu esteso alle donne (1893). Il Partito liberale-laburista neozelandese divenne famoso in tutto il mondo per la sua legislazione sociale d'avanguardia. Un ministro del Lavoro realizzò il cosiddetto “socialismo di Stato”: vennero fissati gli orari e le condizioni di lavoro nelle fabbriche, nelle miniere, nei porti, sulle navi, ecc.; furono istituiti uffici di conciliazione e un tribunale per le vertenze; vennero introdotte le assicurazioni sugli infortuni, sulle malattie, ecc. La lunga permanenza al potere logorò il Partito liberale-laburista, divenuto poi solo liberale perché da esso si staccò un primo gruppo, che fondò un Partito laburista indipendente (1905) mentre la massa degli agricoltori si accostò al vecchio partito conservatore, denominato Partito della riforma e poi Partito nazionale. Nel Partito laburista confluirono i liberali di idee più avanzate, che si dicevano socialriformisti se non anche marxisti. Di orientamento marxista si dichiarò la Federazione del Lavoro, costituita nel 1909, in cui confluirono potenti unioni sindacali. Nel 1907 la Nuova Zelanda ricevette il titolo di Dominion, attribuito a tutte le colonie a governo responsabile.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 4368136
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 86,23
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

europei 69,8%, maori 7,9%, asiatici 5,7%, popolazioni del Pacifico 4,4%, altri 0,5%, misti 7,8%, non specificati 3,8% (2001)

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Inglese, maori, linguaggio dei segni della Nuova Zelanda (ufficiali)

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Religioni:

Anglicani 14,9%, cattolici 12,4%, presbiteriani 10,9%, metodisti 2,9%, pentecostali 1,7%, battisti 1,3%, altri cristiani 9,4%, altri 3,3%, non specificati 17,2%, nessuna 26% (2001)

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 1,10
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 14,92
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 6,97

Media dell'area geografica: 6.8249998092651 (su un totale di 2 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 4,10
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 5,00
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Numero medio di figli per donna: 2,14
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Rapporto tra i sessi: 96,47
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 36,56
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 78,03
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 82,16

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 6

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 158,87
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 35.973,00
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 17
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 17
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 3
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 0,00
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: 65004

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 100
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 100
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100

Istruzione

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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 100
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 99
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 97
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 95

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 42,59
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 109,19
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 86,00

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

35,22

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

1,5