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Paesi | Europa | Europa settentrionale | Irlanda

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Dublino
Area del Paese in chilometri quadrati: 70270
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 60
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 6 dicembre 1921
Indipendenza da: Regno Unito
Moneta: Euro

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Morfologicamente l'isola si presenta piuttosto semplice: al centro si estende una vasta e pressoché uniforme pianura, rialzata ai bordi da rilievi antichissimi e di moderata altezza, che peraltro non formano un orlo compatto ma in ampi tratti lasciano spazio alla pianura di giungere sino al mare. Un tempo unita alla Gran Bretagna, l'isola poggia su uno zoccolo antichissimo, archeozoico e paleozoico inferiore (Cambriano e Siluriano), che fu interessato dalle due grandi orogenesi dell'era paleozoica: la Caledoniana e l'Ercinica. Alla prima si devono i rilievi dell'Irlanda settentrionale e sud-orientale, dal tipico andamento sud-ovest-nord-est, ben riscontrabile anche in Scozia e nella Scandinavia, regioni parimenti incluse nell'Europa caledoniana; all'orogenesi ercinica (di cui specificamente interessò l'Irlanda il corrugamento detto armoricano) vanno invece ascritti gli allineamenti dell'Irlanda sud-occidentale, a pieghe grosso modo parallele e disposte da ovest a est, che hanno riscontro nei rilievi della Cornovaglia (Inghilterra) e della Bretagna (Francia). Gneiss e scisti cristallini con potenti intrusioni granitiche, verificatesi durante le fasi del corrugamento, sono ampiamente presenti nei rilievi caledoniani, mentre quelli armoricani mostrano una prevalenza di scisti, quarziti e arenarie. Il bassopiano centrale è formato invece essenzialmente da una potente stratificazione calcarea risalente al Carbonifero, quando gran parte dell'isola fu invasa dal mare. Anche i sommovimenti cenozoici, culminanti nell'orogenesi alpina, ebbero ripercussioni in Irlanda (probabilmente portarono alla separazione dell'isola dalla Gran Bretagna); si verificò un'intensa attività vulcanica con conseguente fuoriuscita di vaste colate laviche, di cui è un vistoso esempio l'altopiano basaltico di Antrim, nell'Irlanda nord-orientale, che raggiunge il mare con le imponenti scogliere a struttura colonnare chiamate Giant's Causeway (selciato del gigante). Tra i principali modellatori della morfologia irlandese è infine da annoverare la glaciazione pleistocenica; i ghiacci quaternari ricoprirono largamente la superficie dell'isola, lasciando al loro ritiro depositi morenici soprattutto ingenti nel bassopiano centrale, spesso strutturati in drumlins (alture a dorso di balena) ed eskers(cordoni allungati) e originando numerosissimi specchi lacustri. L'antichità del rilievo e l'incessante azione erosiva fanno sì che l'isola manchi di cime elevate, culminando nei MacGillycuddy's Reeks (Monte Carrantuohill, 1.041 m) nell'estrema e assai accidentata sezione sud-occidentale dell'Irlanda. Tra gli altri principali rilievi, che in nessun punto toccano i 1.000 m, sono: a nord i monti del Donegal (Monte Errigal, 752 m), i Monti Sperrin (819 m) e il citato altopiano di Antrim, fiancheggiato più a sud dai Monti Mourne (Monte Slieve Donard, 852 m); a ovest i Monti Nephin (807 m) e Mweelrea (819 m); a sud-est l'imponente massiccio dei Wicklow (Monte Lugnaquillia, 926 m); infine sovrastanti da sud la conca centrale, la cui altezza media si aggira sui 100 m, i Monti Silvermine (Keeper Hill, 695 m) e Slieve Bloom (Monte Arderin, 529 m). Lembi più o meno estesi di basse terre s'interpongono tra i rilievi periferici (per esempio la piana attorno a Dublino, la depressione del Lough Neagh ecc.) determinando una costa bassa, ma fittamente articolata per effetto dell'erosione fluvio-glaciale. Altrove il litorale è alto e roccioso, specie in corrispondenza del massiccio del Donegal e dei monti dell'Irlanda sud-occidentale, dove si protendono nell'Atlantico digitate penisole, che rappresentano le estremità occidentali dei rilievi armoricani; esse si formarono a seguito di una relativamente recente trasgressione marina che ha invaso il tratto inferiore di numerose vallate, dando origine a fiordi e rías.

 

Clima.I fattori principali che condizionano il clima dell'Irlanda sono l'insularità del Paese e la posizione sulla direttrice delle masse d'aria atlantiche le quali, data la frammentarietà dei sistemi montuosi periferici, penetrano facilmente nell'interno. L'intera isola è perciò caratterizzata da un clima di tipo oceanico, mite e piovoso; le piogge si aggirano sugli 800-1.400 millimetri annui, con massimi di 3.000 millimetri sui più esposti versanti montuosi sud-occidentali e minimi di 600-700 millimetri nella più protetta fascia costiera orientale. Invero più dell'eccesso di precipitazioni è rimarchevole la loro uniforme distribuzione (la maggior parte del territorio presenta oltre 200 giorni di piogge all'anno): per contro assai scarsa è l'insolazione, anzi il cielo quasi costantemente nuvoloso è uno dei tratti distintivi del paesaggio irlandese. La temperatura media annua si aggira sui 9 °C; gli inverni non sono rigidi, mantenendosi al di sopra degli 0 °C, mentre le estati sono fresche, con medie di 15 °C.

 

Flora. Per l'elevata umidità e la temperatura relativamente mite l'isola aveva anticamente ampie zone boschive, specie di latifoglie; un plurisecolare e irrazionale diboscamento ha ormai pressoché ovunque distrutto l'antica copertura forestale, mentre da tempo predominano nettamente gli spazi erbosi, grazie ai quali si è peraltro potuta sviluppare quell'attività zootecnica che è la principale e tradizionale risorsa economica degli Irlandesi.

 

Idrografia. La rete idrografica non è molto sviluppata e per il rialzo montuoso periferico poco organico; le caratteristiche climatiche, in particolare l'omogenea distribuzione delle piogge nel corso dell'anno, assicurano però una rimarchevole costanza del regime. I principali fiumi nascono dalle alture maggiormente pronunciate del bassopiano centrale, dove spesso però vagano lentamente, espandendosi di frequente in bacini lacustri, elemento tipico della morfologia irlandese; il loro corso ampiamente senile subisce in genere un processo di ringiovanimento in prossimità della costa, dove devono spesso aprirsi a fatica un varco tra i monti e il loro declivio aumenta sensibilmente. Il maggior fiume irlandese è lo Shannon, che si origina dai margini interni dei rilievi settentrionali e, dopo aver solcato da nord a sud il bassopiano, sfocia con un lungo estuario nella costa occidentale; il dislivello delle sue acque tra l'uscita dal Lough Derg e l'inizio dell'estuario, a Limerick, è sfruttato da una centrale che fornisce energia elettrica a buona parte dell'isola. Dall'orlo rialzato formato dai Monti Silvermine e Slieve Bloom si originano i fiumi Barrow , Nore e Suir, che si riuniscono nel Waterford Harbour; insieme al Blackwater, al Lee (che scendono verso est tra le vallate dei monti del Kerry) e allo Slaney (che sfocia nel Wexford Harbour, cui convogliano le acque dei versanti meridionali e occidentali dei Monti Wicklow) costituiscono i maggiori fiumi dell'Irlanda meridionale. La regione montuosa settentrionale è solcata parimenti da numerosi fiumi, anch'essi originatisi dalle alture ai margini del bassopiano centrale; i principali sono il Bann e il Foyle, che sfociano nel Canale del Nord, e l'Erne, che dopo essersi espanso nei laghi Erne Superiore ed Erne Inferiore sbocca nella baia di Donegal. Molteplici sono i bacini lacustri, i loughs lasciati nell'isola dalla glaciazione quaternaria; si ricordano il lago Neagh , il più esteso (396 km2 ), i citati Erne, il Ree e il Derg, attraversati dai fiumi Shannon, il Mask, il Corrib, il Conn, tutti nella regione del Connacht, nell'Irlanda occidentale.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. La sezione orientale dell'Irlanda, la più prossima alla Gran Bretagna e la più climaticamente protetta, ha sempre rappresentato l'area di più fitto popolamento, ospitando tra l'altro le due principali città irlandesi, Dublino e Belfast. Ivi si ebbero i più antichi insediamenti, già nel VI millennio a.C., di pescatori e cacciatori giunti dalla Scozia e, poco dopo (nel Neolitico, lungo il fiume Bann, e nell'Eneolitico) dei primi pastori e agricoltori la cui presenza è ben attestata anche da centinaia di dolmen. Nel IV secolo a.C. sbarcarono nell'isola i Celti provenienti dal Galles che in breve tempo colonizzarono tutta l'isola: a loro si devono la diffusione dell'agricoltura - a detrimento peraltro delle aree forestali, già da allora degradate - e la fondazione di numerosi centri stabili. La successiva invasione dei popoli nordici, localmente chiamati Danesi, giunti nell'isola per depredare, portò alla fondazione di quelle minute basi portuali da cui si sarebbero poi sviluppate quasi tutte le principali città irlandesi, a cominciare da Dublino. L'occupazione normanna dell'Inghilterra e il suo conseguente espansionismo provocarono, dal XII secolo, la progressiva invasione inglese dell'isola cui si deve l'edificazione di Belfast, piazzaforte sorta a contrastare la penetrazione scozzese. Nel complesso, però, la popolazione rimase a lungo piuttosto scarsa, anche per la stagnazione dell'economia dell'isola, pressoché priva di risorse naturali e duramente sfruttata dagli Inglesi; si calcola che alla fine del XVII secolo contasse appena 1,3 milioni di abitanti.

 

Flussi migratori. L'introduzione della coltura della patata determinò un rapido e sensibilissimo incremento demografico; già 100 anni dopo l'Irlanda aveva 4 milioni di abitanti, passati a ben 8,5 milioni nel 1845. Ma negli anni 1846-47 si manifestò, come in altri Paesi d'Europa, una gravissima infestazione della peronospera della patata, che determinò una carestia di enormi proporzioni e con tragici effetti: in 5 anni la popolazione diminuì di circa 1/4, scendendo nel 1851 a 6,5 milioni. Dei 2 milioni di Irlandesi risultati in meno, 700.000 (o 1 milione secondo altra stima) erano morti, gli altri erano emigrati, per lo più negli Stati Uniti. Tale flusso migratorio proseguì ininterrotto fin dopo la metà del XX secolo. Non che non vi fossero state forti correnti migratorie; l'espatrio aveva sempre rappresentato l'unica risposta alle insufficienti risorse locali; tuttavia, mentre si calcola che tra il 1780 e il 1845 avessero lasciato l'isola 1,8 milioni di Irlandesi, tra il 1845 e il 1950 gli emigranti furono ben 6 milioni. La popolazione è andata pertanto diminuendo fino al minimo di 4,1 milioni del 1966; la successiva ripresa demografica ha stabilizzato gli abitanti intorno ai 5 milioni. La densità nelle due compagini politiche irlandesi è, però, assai diversa: ben 112 abitanti/km2 si registrano nell'Irlanda del Nord, 51 abitanti/km2 nella Repubblica d'Irlanda. Sono pressoché analoghe le percentuali tra popolazione rurale e urbana, che è quasi il 57% nella seconda, oltre il 55% nell'Irlanda del Nord. Tuttavia il fenomeno dell'urbanesimo, strettamente legato all'evoluzione dell'economia, è recente e in pratica ha interessato solo Dublino e Belfast; le altre maggiori città sono Cork, Limerick e Dún Laoghaire (Repubblica d'Irlanda) e Londonderry (Irlanda del Nord).

In linea con quanto avviene negli altri Paesi europei avanzati, la popolazione della Repubblica d'Irlanda ha registrato una fortissima diminuzione; nel 1841 contava 6,5 milioni di abitanti, scesi a 3 milioni nel 1921, l'anno dell'indipendenza, e a 2,8 milioni (il livello più basso) nel 1966; da allora si è registrato un certo incremento, giungendo agli attuali 3,6 milioni. La densità della popolazione è tra le più basse d'Europa; più fittamente abitata è la fascia orientale, meno umida, meglio coltivata, più industrializzata e in genere più economicamente ricca (97 abitanti/km 2 registra la provincia del Leinster, dov'è ubicata la capitale), mentre area particolarmente depressa è il Connacht. Dublino ospita quasi 1/4 dell'intera popolazione. Come tutte le maggiori città irlandesi, è un centro portuale, il più importante del Paese, posto alla foce del Liffey nel Mar d'Irlanda; vertice delle comunicazioni stradali e ferroviarie e sede delle maggiori industrie, la capitale è parimenti un grande centro artistico e culturale, ospitando tra l'altro il prestigioso Trinity College. Intenso traffico portuale, soprattutto però di passeggeri con l'avamporto di Cobh, svolge Cork , la seconda città del Paese, sulla costa meridionale dell'isola.

Aspetti economici

Testo completo:

Sino a pochi decenni or sono l'economia irlandese era caratterizzata da condizioni di forte arretratezza; scarsamente fornita di materie prime, non molto favorita quanto a condizioni climatiche e ambientali (i suoli sono poco fertili e il clima è umido e piovoso per gran parte del l'anno), l'Irlanda era in pratica asservita agli interessi commerciali della Gran Bretagna, poiché l'acquisizione dell'indipendenza politica non aveva minimamente significato l'ottenimento di quella economica. L'economia continuava a essere basata sull'agricoltura e sulla zootecnia, mentre del tutto inadeguate erano le strutture manifatturiere, sicché il Paese in cambio dell'esportazione in Gran Bretagna, soprattutto di carne e altri prodotti zootecnici, riceveva dalla ben più progredita industria inglese tutti i beni necessari al suo fabbisogno.

 

Sviluppi moderni. Solo a partire dagli anni Cinquanta l'Irlanda ha impresso un ritmo di sviluppo più rapido alla sua economia; ciò fu operato mediante l'adozione di una serie di incentivi, s pecialmente fiscali, diretti ad attrarre finanziamenti esteri: la maggior parte dei nuovi investimenti industriali è stata infatti attuata con capitale britannico, statunitense, tedesco-occidentale, olandese ecc. L'agricoltura detiene ancora un posto di rilievo nell'economia irlandese, benché soppiantata per importanza dall'industria, opportunamente controllata dall'IDA (Industrial Development Authority ). Gravissimi svantaggi tuttavia, rimangono sia la fondamentale dipendenza dal petrolio d'importazione sia l'accentuarsi dei processi inflazionistici e del tasso di disoccupazione.

 

Agricoltura. Ancora poco è stato fatto per l'agricoltura, che interessa solamente il 19% della superficie territoriale. La scarsa meccanizzazione e la ristretta gamma delle colture praticabili, unite all'eccessivo frazionamento fondiario, in cui prevale nettamente la conduzione diretta, non consentono, in genere, elevate produttività dei suoli; è tuttavia in atto una progressiva concentrazione delle piccole aziende agricole in cooperative. Orzo, avena e frumento, barbabietole da zucchero e patate sono i principali prodotti, in buona parte utilizzati per l'alimentazione del bestiame.

 

Allevamento e pesca. Assai più rilevante è l'attività zootecnica, che può contare su estesissime aree a prato e pascolo permanente; prevalgono i bovini, seguiti da ovini, suini e volatili da cortile, con una produzione molto elevata di carne, latte, prodotti lattiero-caseari. Benché sia in atto un programma di rimboschimento, modesto è il patrimonio forestale, ridotto, dopo un indiscriminato sfruttamento, a lembi piuttosto esigui. La pesca, riesce a coprire le richieste del mercato interno e può contare su buoni porti pescherecci, come Sligo e Galway , sulla costa atlantica, Dún Laoghaire e Arklow, su quella orientale.

 

Risorse minerarie. Scarseggiano i minerali energetici (si hanno in pratica solo discreti giacimenti di torba) e anche le numerose prospezioni petrolifere nelle acque territoriali hanno dato risultati deludenti (si estrae gas naturale dal giacimento di Kinsale Head, non lungi da Cork). Rilevanti sono invece taluni minerali metalliferi, soprattutto lo zinco, di cui l'Irlanda è tra i massimi produttori europei, e il piombo.

 

Industria. L'industria occupa ormai un posto rilevante nell'economia irlandese; particolare sviluppo hanno registrato le industrie chimiche (fertilizzanti, gomma, prodotti farmaceutici, fibre sintetiche), petrolchimiche, elettroniche ecc., che si sono affiancate con successo ai più tradizionali settori, cioè all'alimentare e al tessile, eminentemente legati alle materie prime locali. Numerosi sono perciò zuccherifici, manifatture di tabacchi, birrifici (famosa è la birra "Guinness"), caseifici, conservifici, lanifici, cotonifici ecc. Si annoverano inoltre complessi meccanici, cementifici, cartiere, un'acciaieria ecc., mentre antica fama godono le industrie grafiche ed editoriali. Il maggior centro industriale è Dublino, seguito da Cork. Tra gli obiettivi dell'IDA è però anche una politica di più ampia industrializzazione regionale, specie nelle aree depresse d ell'Irlanda occidentale.

 

Comunicazioni. Le vie di comunicazione ferroviarie e stradali, che si sviluppano rispettivamente per quasi 1950 e oltre 92.000 km, hanno per lo più un andamento radiale, collegando la capitale con Cork e con le altre principali città irlandesi; in particolare la rete stradale è buona e viene continuamente migliorata per favorire il turismo, mentre un certo calo presenta la navigazione interna, che può contare su 430 km di canali e fiumi navigabili. Il maggior centro portuale è Dublino, seguito da Cork, Dún Laoghaire, Waterford , Cóbh ecc. I crescenti servizi aerei sono assicurati dalla compagnia di bandiera Aer Lingus; il principale aeroporto, usato per i voli transcontinentali, è quello di Shannon, ma internazionali sono anche gli aeroporti di Dublino e di Cork.

 

Commercio. In rapporto all'espansione e alla differenziazione dell'attività industriale notevoli progressi sono stati compiuti nel commercio estero per quanto riguarda sia la composizione merceologica sia i partners commerciali. Anche se il ruolo della Gran Bretagna è tuttora di assoluta preminenza, sono in continuo aumento i rapporti commerciali con gli Stati Uniti e nell'ambito dell'UE, della quale l'Irlanda è entrata a far parte nel 1973; in particolare, notevole è l'interscambio con la Germania e la Francia. L'Irlanda esporta soprattutto carne, bestiame e prodotti zootecnici, ma anche macchinari, prodotti chimici e tessili, generi di abbigliamento ecc., mentre importa essenzialmente macchinari e mezzi di trasporto, prodotti industriali in genere, combustibili. Il turismo viene considerato la seconda industria irlandese.

Storia

Testo completo:

Colonizzata verso il sec. IV a. C. da popolazioni celtiche che si sovrapposero ai preesistenti Prittani, di origine sconosciuta, l'isola formò una serie di staterelli tra cui quello di Connaught prevalse al punto che il suo re venne considerato l'“alto re” da parte di tutti gli altri, costituendo in tal modo un'unità di tipo feudale ante litteram. Sfuggita alla conquista romana, venne convertita al cristianesimo a partire dal 432 da San Patrizio. La nuova religione fu accolta con molto favore dai sovrani locali e con essa si diffuse la cultura latina: i monasteri irlandesi divennero nei secoli bui dell'Europa autentici focolai di sapere che non rimase confinato all'isola ma si diffuse sul continente quasi a restituire parte di quanto da esso aveva assorbito.

Sulla fine del sec. IX iniziarono le incursioni e le parziali conquiste da parte dei Vichinghi favorite dalle guerre scoppiate tra i re locali. Solo nel 1014 l'isola fu liberata e nel 1103 venne stroncato l'ultimo tentativo compiuto dai Norvegesi, ma la libertà dell'isola durò ben poco: attribuita da papa Adriano IV a Enrico II d'Inghilterra nel 1154, fu invasa da questi nel 1171 e conquistata grazie all'aiuto del clero. L'Irlanda venne allora percorsa da avventurieri inglesi che, dopo aver rubato e razziato, vi si stabilirono; i tentativi di Giovanni Senza Terra per porvi rimedio non ebbero effetto per la debolezza politica del re. Venne istituito a Dublino un Parlamento sul modello inglese, cui nel 1310 furono ammessi anche i rappresentanti delle città (i “Comuni”).

Per tutto il sec. XIII infuriò la lotta fra avventurieri inglesi e potenti famiglie irlandesi, ma gli sforzi di queste per respingerli furono vani nonostante il temporaneo aiuto degli Scozzesi: gran parte dell'isola rimase agli Inglesi. La situazione migliorò quando di fronte all'arrivo di nuovi avventurieri si opposero i discendenti dei primi invasori, che nel frattempo s'erano fusi con l'elemento locale, e in una parte dell'isola, il Connaught, tornarono a rifiorire la lingua gaelica e le arti. Lo scoppio della guerra dei Cent'anni fra Inghilterra e Francia (1338) consigliò la prima a restringere l'area di occupazione a poche contee sulla costa orientale (Pale) che furono sottoposte a forzata anglicizzazione, mentre il resto dell'isola veniva considerato territorio nemico e si rompeva pertanto con esso ogni rapporto (Statuti di Kilkenny, 1366). La vita irlandese riprese vigore anche se sull'isola incombeva il pericolo che, una volta finito il conflitto con la Francia, gli Inglesi ne tentassero la riconquista partendo dal Pale, il che avvenne coi Tudor: Enrico VII nel 1494 sottopose il Parlamento di Dublino al proprio controllo ed Enrico VIII nel 1541 si fece proclamare re d'Irlanda.

La riforma anglicana, favorevolmente accolta dagli Irlandesi in un primo momento, venne avversata quando a partire dal regno di Edoardo VI (1547-53) vi si introdussero principi calvinisti: scoppiarono numerose rivolte, tutte infruttuose, contro Elisabetta I Tudor e contro Giacomo I Stuart, nonostante la buona volontà di quest'ultimo di trattare con i cattolici. Fu presa allora una decisione che per il futuro dell'Irlanda si dimostrò fatale: nella parte settentrionale (Irlanda del Nord o Ulster) vennero inviati coloni protestanti e l'unità dell'isola fu così spezzata. Divamparono lotte terribili tra cattolici, anglicani e puritani, duramente represse da Cromwell tra il 1649 e il 1652 e da re Guglielmo III d'Orange nel 1689-90, quando lo spodestato Giacomo II Stuart tentò dall'Irlanda la riconquista del trono. La questione divenne sempre più, oltre che religiosa, sociale, in quanto la massima parte delle terre fu data ai protestanti. Inoltre i cattolici furono esclusi dal Parlamento di Dublino e il commercio del bestiame e la produzione della lana ostacolati. Per un secolo le condizioni dell'Irlanda cattolica furono misere.

Solo a partire dal 1778 le leggi che la opprimevano furono attenuate, ma la simpatia degli Irlandesi per la Francia rivoluzionaria tornò a peggiorarle: il Parlamento di Dublino venne soppresso e l'isola ridotta a un'appendice della Gran Bretagna. Quando quivi il liberalismo economico trionfò, la situazione irlandese peggiorò drasticamente, aggravata dalla crisi agricola prodotta dalla distruzione del raccolto delle patate, il cibo dei poveri. La reazione fu la nascita d'un partito rivoluzionario irlandese (Fenian) che, unendo la propria azione a quella più moderata svolta nel Parlamento britannico da Parnell e da Davitt, finì col creare nella stessa Gran Bretagna un movimento di comprensione per la sorte dell'Irlanda. A Gladstone si devono, tra il 1871 e il 1881 i provvedimenti che migliorarono le sorti dei proprietari terrieri. Tuttavia, l'autogoverno (Home Rule), approvato dalla Camera dei Comuni, fu respinto nel 1886 e nel 1893 da quella dei Lord. La caduta di Gladstone (1894) e il ritorno dei conservatori al potere nel 1895 bloccarono ogni iniziativa a favore dell'Irlanda dove nel 1899 sorse un nuovo movimento rivoluzionario, il Sinn Fein. Solo nel 1905 i liberali, tornati al potere a Londra, ripresero in esame la questione irlandese, senza successo immediato sempre a causa dell'opposizione della Camera dei Lord. Un'alleanza tra deputati liberali e deputati irlandesi riuscì nel 1911 a varare la legge in base alla quale non era più possibile ai Lord respingere più di due volte un progetto di legge approvato dai Comuni. Nel 1913 venne così votato l'autogoverno, ma lo scoppio della prima guerra mondiale l'anno seguente ne impedì l'attuazione. Sotto la guida di Pearse gli indipendentisti irlandesi promossero nel 1916 a Dublino un'insurrezione che venne soffocata nel sangue. Tutto ciò portò a un rinvio della soluzione e soltanto dopo che il Sinn Fein nel 1920 passò all'insurrezione armata e al terrorismo, il governo di Londra si decise a risolvere la questione: l'Ulster, in maggioranza protestante, ebbe una larga autonomia e continuò a far parte del Regno Unito, mentre il resto dell'Irlanda costituì un Dominion nell'ambito del Commonwealth. Tale soluzione, approvata dal Parlamento di Dublino il 7 giugno 1922, doveva essere foriera di futuri conflitti.

Nella parte cattolica si sviluppò un acceso nazionalismo, che portò alla resurrezione della lingua gaelica e a un progressivo distacco dalla Gran Bretagna. Nel 1937 si costituì così la Repubblica di Irlanda, che nel 1949 uscì anche dal Commonwealth, divenendo completamente indipendente. Per la storia contemporanea si veda Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 4469900
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 62,20
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Irlandesi 87,4, altri bianchi 7,5%, asiatici 1,3%, neri 1,1%, misti 1,1%, non specificati 1,6%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Inglese (ufficiale), irlandese (gaelico, ufficiale, parlato prevalentemente lungo la costa occidentale)

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Religioni:

Cattolici 87,4%, Chiesa d'Irlanda 2,9%, altri cristiani 2,9%, altre 2,1%, non specificate 1,5%, nessuna 4,2%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 1,45
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 16,37
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 6,55

Media dell'area geografica: 10.097000169754 (su un totale di 10 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 4,50
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 4,50
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Numero medio di figli per donna: 2,10
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Rapporto tra i sessi: 100,13
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,07
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 34,68
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 77,33
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 82,02

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 7

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 221,22
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 48.288,70
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 16
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 14
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 3
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 0,00
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: 100000

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 100
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 100
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 100
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 98
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 99

Istruzione

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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 97
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 96
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 91
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 88

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 45,22
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 108,41
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 76,82

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

 

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

4,7