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Paesi | Europa | Europa orientale | Ungheria

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Budapest
Area del Paese in chilometri quadrati: 93030
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 108
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 25 dicembre 1000
Indipendenza da: Corona di Re Stefano I
Moneta: fiorino ungherese

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. L'arco dei Carpazi a est e a nord, le estreme propaggini delle Alpi Orientali a ovest, il versante esterno del sistema dinarico a sud racchiudono una delle più vaste depressioni tettoniche d'Europa, il bacino (o pianura) pannonico, che, compreso in massima parte entro i confini dell'Ungheria, determina l'aspetto dominante del paesaggio. La depressione, oggi attraversata da nord a sud dal Danubio e dal suo affluente Tibisco, si formò nell'era cenozoica verso la fine dell'orogenesi alpina; allo sprofondamento tettonico si accompagnarono fenomeni vulcanici ai margini della pianura stessa, dei quali permangono ancor oggi manifestazioni secondarie sotto forma, per esempio, di quelle sorgenti termali di cui è così ricco il Paese. Invasa dal mare, la pianura ungherese divenne un immenso bacino chiuso, dal quale emergevano solo le cime più alte dei rilievi preesistenti; questo enorme "mare" interno, il cui ultimo residuo può essere considerato il Lago Balaton, fu a poco a poco colmato dai depositi fluviali, costituiti da depositi più grossolani cui si alternano sedimenti più fini di löss di trasporto eolico, particolarmente abbondanti nei periodi interglaciali. Circa il 70% del territorio ungherese è formato comunque da pianure e il restante da modeste ondulazioni (solo il 2% supera i 400 m sul livello del mare e nessuna cima supera i 1.015 m); tuttavia, includendo anche le prime elevazioni carpatiche così come taluni rilievi isolati, quali la Selva Baconia, strettamente legati al sistema alpino, nel Paese si possono distinguere varie regioni morfologicamente e strutturalmente ben differenziate. La prima fondamentale ripartizione distingue: a ovest il Transdanubio (Dunántúl ) a occidente del Danubio, che è il basilare elemento divisorio della geografia ungherese; a est la Grande Pianura o Pianura Ungherese Inferiore (Nagyalföld o più semplicemente e comunemente Alföld , terra bassa) a oriente del fiume; a nord una ristretta zona montuosa, costituita dai rilievi precarpatici racchiusi tra il Danubio e il Tibisco.

 

Transdanubio. Il Transdanubio, che si estende tra il Danubio, la Drava e le propaggini orientali del sistema alpino, comprende in effetti subregioni assai varie: il Kisalföld o Piccolo Alföld a nord, di cui l'Ungheria possiede solo la sezione meridionale (quella settentrionale è inclusa nella Slovacchia), al centro la Selva Baconia, insieme di gruppi collinari che si allunga fra i rilievi prealpini e quelli precarpatici; infine a sud la sezione transdanubiana meridionale. Nel Kisalföld i corsi del Danubio e del suo affluente Rába racchiudono una zona acquitrinosa ancor oggi non interamente drenata; nella parte più depressa sussiste il Lago di Neusiedl (Ferro), ungherese solo nell'ultimo tratto meridionale, mentre per la quasi totalità è austriaco. Però nell'estremità occidentale del Kisalföld , in prossimità della frontiera con l'Austria, il terreno diviene più rilevato, per la presenza delle ultime propaggini prealpine: i massicci di Sopron e di Köszeg, anche se di modesta altitudine, dominano una cintura di basse colline. La Selva Baconia (il Bakony) è un complesso di rilievi formatosi contemporaneamente alle Alpi e ai Carpazi, fra i quali costituisce una specie di collegamento; rotto da fratture in parte colmate da più recenti depositi, il Bakony (704 m nel monte Korishegy) ha una morfologia assai varia, con valli profonde, pianori ondulati, frequenti fenomeni carsici per le rocce calcaree, accanto però ad affioranti graniti e a colate basaltiche; l'originaria foresta, da cui la zona ebbe nome, è stata ampiamente diboscata per dar vita nei fondovalle a centri agricoli e industriali. Continuano il Bakony a nord-est i gruppi di Vértes, di Gerecse, di Pilis e le colline di Buda, sovrastanti la capitale. La sezione transdanubiana meridionale, che si estende a sud del Lago Balaton, è più monotona, pur comprendendo oltre a una vasta piattaforma di löss vari rilievi collinari. L'Alföld, che corrisponde alla sezione principale dell'antico bacino pannonico, copre metà del territorio ungherese. Esso include la zona interfluviale tra il Danubio e il Tibisco (la cosiddetta Mesopotamia ungherese) e quella a est del Tibisco o Transtibisco (Tiszántúl), oltrepassando morfologicamente e strutturalmente i confini ungaro-romeni, sino a raggiungere le prime alture della Transilvania.

 

Grande Pianura. Nemmeno la Grande Pianura è uniforme, soprattutto per la struttura del suolo, nei punti più elevati composto da tavolati di löss e dorsali sabbiose, mentre in quelli più depressi da aree allagabili o addirittura da bacini paludosi. L'Alföld è in via di trasformazione, pur rimanendo la puszta dai vasti orizzonti la sua nota dominante; rimboschimenti, opere d'irrigazione, introduzione di nuove colture tendono a rendere questa regione una delle più ampie aree agricole d'Europa.

 

Rilievi precarpatici. Ben diversa si presenta, nel margine settentrionale, la terza fondamentale regione ungherese, il Felföld (terra alta). Si tratta di alture che si possono considerare strutturalmente precarpatiche e che costituiscono la zona più elevata del Paese. Questi rilievi furono soggetti, come d'altronde la fascia interna dei Carpazi, a intensi fenomeni di vulcanesimo, lasciando ben visibili tracce di imponenti colate. Ogni massiccio ha caratteristiche che ben lo differenziano dagli altri. A partire da ovest s'innalza il Börzsöny (939 m), in cui colate andesitiche s'interpongono frastrati di arenarie; dopo il più modesto gruppo di Cserhát s'eleva il massiccio dei Monti Mátra che, pur simile per formazione al Börzsöny , per la maggior altitudine (è qui la massima vetta ungherese, il Monte Kékes, di 1.015 m) ha più risentito dell'effetto dei processi periglaciali; segue infine il gruppo calcareo dei Monti Bükk (959 m). Appartengono alla regione settentrionale anche il prolungamento del cosiddetto Carso slovacco, con le famose grotte stalattitiche di Baradla che, lunghe 22 km, sono situate per 2/3 in territorio ungherese, e le alture di Hegyalja.

 

Clima. Il clima, data la posizione geografica del Paese, è nettamente continentale, con forti escursioni termiche sia giornaliere sia annue; in alcune località si possono riscontrare valori massimi di 41 °C e più e minimi di -34 °C. A Budapest normalmente si registrano medie annue sugli 11-12 °C con medie di gennaio intorno a -1 °C e di luglio sui 22 °C. In tutto il Paese però notevole è la variabilità del clima, essendo questo condizionato dall'alternarsi del predominio estivo delle masse d'aria d'origine mediterranea e di quello invernale degli anticicloni continentali provenienti da nord-est. Nelle stagioni di transizione hanno rilevanza gli influssi atlantici, responsabili delle precipitazioni, piuttosto variabili anch'esse; nel complesso sono però scarse, in genere più copiose all'inizio dell'estate (giugno-luglio) con valori medi in autunno; i massimi quantitativi si hanno sui rilievi occidentali (circa 1.000 mm annui) e i minimi nella regione orientali, steppica (meno di 600 mm annui); a Budapest sono dell'ordine degli 800 mm annui.

 

Flora. Clima e composizione del suolo si ripercuotono sensibilmente sulla vegetazione, benché questa nelle sue forme naturali sia ormai limitata a zone sempre più ristrette, dati i massicci interventi attuati nella trasformazione dell'ambiente a fini soprattutto agrari. Bei boschi, specie di querce e di altre latifoglie, sussistono sulle colline e sui rilievi più elevati allignano foreste di conifere; vaste aree dell'Alföld sono tuttora occupate dalla puszta, la caratteristica steppa ungherese dai suoli lössici, un tempo dominio dell'allevamento nomade, ma anche questa cede spazio alle colture.

 

Idrografia. La rete idrografica non è ricca, malgrado due grandi fiumi, il Danubio e il Tibisco, attraversino, come si è detto, il Paese. Il Danubio (o Duna ) su una lunghezza totale di 2.860 km è in effetti ungherese solo per poco più di 400 km, e di questi ben un terzo corrono lungo il confine. Il fiume, entrato nel Kisalföld attraverso la stretta Porta Ungarica, ha ben presto sbarrato il cammino dai rilievi precarpatici, sicché volge a sud; riduce la pendenza divagando lento in una zona ampiamente inondabile in cui si sofferma in numerosi meandri e si suddivide in bracci che circoscrivono isole dalla forma allungata, fra cui la più importante è quella di Csepel. Benché sia soggetto a magre e la sua portata raggiunga punte massime solo nei mesi estivi e benché sia povero di affluenti, il Danubio è navigabile per quasi tutto l'anno e costituisce il vero asse del Paese; ha inoltre particolare rilievo per Budapest, cui fornisce l'acqua. Il Tibisco (o Tisza ) attraversa l'Ungheria per circa 600 km con corso grosso modo parallelo a quello del Danubio; il suo cammino è molto lento, sinuoso, e notevoli sono le variazioni della sua portata, con massimi che coincidono con lo scioglimento primaverile delle nevi e con minimi alla fine dell'estate; nel percorrere una zona fortemente depressionaria sino al secolo scorso le acque del Tibisco frequentemente straripavano, mentre oggi dighe e canali hanno di molto diminuito il pericolo di gravi inondazioni. L'Ungheria possiede il più vasto lago dell'Europa centrale (591 km 2 ), il Balaton, elemento fondamentale dell'idrografia ungherese. Poco profondo (in media solo 3 m, con un massimo di 11 m), questo "mare degli Ungheresi", sulle cui rive si affacciano note stazioni turistiche e termali, è soggetto a violente burrasche malgrado si sia provveduto a regolare con chiuse il deflusso d'acqua del suo emissario, il Sió, affluente di destra del Danubio. Altri laghi sono il già citato Lago di Neusiedl (Fertö), al confine con l'Austria, e il piccolo Velence. Il suolo è ricco di falde freatiche, grazie alle quali si è potuto fortemente incrementare l'irrigazione e l'approvvigionamento d'acqua alle città e alle industrie.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. Gli Ungheresi non appartengono alla grande famiglia indeuropea che, a eccezione dei soli Finlandesi, comprende tutti gli altri attuali abitatori dell'Europa; essi discendono infatti dai Magiari, Asiatici inclusi nel gruppo etno-linguistico degli Ugro-Finnici, di cui hanno conservato appunto la lingua nonché vari tratti culturali, tuttora rintracciabili nel ricco folclore ungherese. I Magiari giunsero in Europa in epoca piuttosto recente; nell'odierna Ungheria, che anteriormente era stata popolata da Celti, quindi soggetta al dominio dei Romani, artefici di una sapiente organizzazione territoriale, più tardi devastata da molteplici invasioni di Unni, Slavi ecc., trovarono ampie pianure steppiche, affini alle loro terre d'origine, e vi si stanziarono, fondendosi con i preesistenti elementi slavi e latini e dando vita alla fine del X secolo a uno Stato ben organizzato. Questo, subito cristianizzato, andò col tempo sempre più rinsaldando i suoi legami con il resto d'Europa, pur mantenendo profonde connotazioni originarie e un forte attaccamento ai valori nazionali, non intaccati nemmeno dal dominio turco e da quello asburgico; alla caduta dell'Impero austro-ungarico, al termine della prima guerra mondiale, il Paese fu in pratica definito nei suoi attuali confini. Durante l'epoca asburgica l'Ungheria aveva fatto tuttavia notevoli progressi economici, rispecchiati anche dal fortissimo accrescimento della popolazione, che era passata dai 2 milioni di abitanti della fine del XVIII secolo ai 6,8 milioni di abitanti della fine del secolo scorso.

 

Sviluppo demografico. Successivamente, anche a causa delle perdite belliche, gli sviluppi demografi ci sono stati più contenuti; oggi la popolazione è di 10,2 milioni di abitanti, con un incremento assai basso, dovuto soprattutto al modesto indice di natalità; ormai esigue sono le minoranze allogene (Tedeschi, Slovacchi, Serbo-Croati, Romeni ecc.), che in passato ebbero una certa consistenza numerica, i Tedeschi soprattutto, cui vanno aggiunti alcuni gruppi nomadi o seminomadi di zingari; più rilevante è il numero di Ungheresi all'estero (stimati sui 4-5 milioni), specie in Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Stati Uniti, Israele, Canada, ex Yugoslavia ecc. La distribuzione della popolazione è piuttosto omogenea. Tra le zone di più bassa densità sono le aree collinari e montane del Felföld e le regioni più aride dell'Alföld, oggi tuttavia teatro di una spinta colonizzazione agricola e quindi di nuovo popolamento. Assai forte è però la corsa verso la città.

 

Città. I maggiori centri, tutti con funzioni industriali e commerciali e situati sulle grandi linee di comunicazione che si diramano dalla capitale, sono: Pécs , la romana Sopinae, famosa per monumenti, importanza culturale (vi fu fondata nel 1367 la prima università ungherese) e testimonianze storiche, situata nell'estremità meridionale del Transdanubio, a metà strada tra il Danubio e la Drava; nella fascia settentrionale, nel Felföld, Miskolc , ai margini orientali dei Monti Bükk, essa pure centro industriale ma anche vivace per commerci, incentivati dalle risorse agricole della regione; nell'Alföld, Seghedino (Szeged), affacciata al Tibisco a breve distanza dal confine con la Yugoslavia, e Debrecen, situata in un'area steppica, agricola e pastorale, in prossimità della Romania, oggi potenziata però da molteplici industrie. Il 20% circa della popolazione vive nella capitale, Budapest , metropoli sin troppo grande rispetto al resto del Paese, di cui accentra le funzioni politiche, economiche, culturali, artistiche, rappresentative in genere, oltre a essere il perno dell'intera organizzazione territoriale ungherese.

Aspetti economici

Testo completo:

 

Profilo generale. A partire dal 1947 l'economia ungherese fu retta da piani di sviluppo volti a trasformare un Paese eminentemente agricolo in uno prevalentemente industriale; l'agricoltura fu riorganizzata sulla base di una radicale riforma che, eliminate le grandi proprietà, puntò sulla creazione delle cooperative, l'industria venne sistematicamente potenziata a danno delle altre attività e, al suo interno, furono nettamente privilegiate le produzioni di base a scapito di quelle destinate ai consumi. Il malcontento di vasti strati della popolazione sfociò nella ben nota insurrezione del 1956; ne seguì un tentativo da parte del governo di realizzare una programmazione più flessibile e meglio rispondente alle richieste del Paese, pur sempre però nei limiti imposti da un sistema economico rigidamente centralizzato. Ma nel 1968 il cambiamento fu radicale: fu dato avvio a un graduale decentramento della pianificazione, furono adottati nuovi criteri di competitività e di profitto aziendale, la formazione dei prezzi di alcuni prodotti fu lasciata ai puri meccanismi del mercato. Questo processo di liberalizzazione (cui si è man mano accompagnato un potenziamento dell'economia privata) ha avuto un effetto positivo grazie anche al copioso afflusso di capitali esteri. Dal 1982 piccole e medie industrie producono beni di largo consumo per l'interno, con uno spostamento produttivo dall'industria pesante a quella leggera. Tecnologicamente avanzata, l'Ungheria ha attivato un buon scambio con l'estero a prezzi molto competitivi, tanto da esportare il 50% della sua produzione manifatturiera, oltre a prodotti agricoli e zootecnici disponibili sia grazie all'ampia estensione dei terreni fertili sia per l'ottima incidenza della produzione realizzata oltre i limiti della collettivizzazione.

 

Agricoltura e foreste. L'agricoltura rimane sempre una delle principali voci dell'economia ungherese; largamente meccanizzata, può altresì contare su condizioni ambientali molto favorevoli: l'arativo e le colture arborescenti coprono quasi il 54% della superficie territoriale, un valore che è tra i più alti d'Europa. Essa non solo sopperisce al fabbisogno interno, ma fornisce insieme ai prodotti zootecnici ben un quinto delle esportazioni. Circa il 10% delle terre è di proprietà privata; prevalgono però le circa 1270 cooperative, che ne posseggono il 90%. Primeggiano i cereali, mais e frumento soprattutto (complessivamente essi coprono quasi la metà dell'intero arativo); il mais è utilizzato largamente come foraggio, mentre il frumento è il principale alimento della popolazione. Seguono l'orzo, la segale e l'avena, poi il riso. Si coltivano inoltre in notevole quantità patate e vari ortaggi, specie pomodori, cipolle, fagioli, piselli ecc. Tra le colture frutticole primeggiano le mele, quindi le prugne, le pesche, le pere, le albicocche; particolare importanza riveste la viticoltura, che, diffusa sin dal Medioevo specie nelle regioni collinari dell'Ungheria settentrionale e occidentale, fornisce uva per lo più al servizio di un'enologia largamente affermata (tra i vini il ben noto tokaj). Produzione tipicamente ungherese è infine la paprica, derivata dal peperoncino rosso. Le colture industriali comprendono la barbabietola da zucchero, il tabacco, piante tessili come la canapa e il lino, oltre a varie oleaginose quali il girasole, la colza e la soia. Il manto forestale è piuttosto modesto nonostante i programmi di rimboschimento, coprendo poco più del 19% della superficie territoriale.

 

Allevamento e pesca. Il patrimonio zootecnico costituisce una delle principali ricchezze del Paese. L'allevamento, un tempo praticato solo in modo brado ed estensivo, è oggi in via di generale trasformazione e va sempre più assumendo redditizie forme stallive. I bovini sono ben rappresentati da razze sia da latte sia da carne; diffusi in tutto il Paese sono i suini e i volatili da cortile, i cui prodotti concorrono alle complessive esportazioni del settore zootecnico; discreto è anche il numero di ovini. Famosi in tutta Europa sono infine i cavalli (con prestigiosi allevamenti di razze da corsa), benché il loro numero sia in costante diminuzione. La pesca, limitata al Danubio, al Tibisco e al Lago Balaton, è attività modernamente condotta.

 

Risorse minerarie. Il sottosuolo ungherese non è particolarmente dotato, ma il Paese ha una discreta disponibilità di minerali energetici: lignite, carbon fossile, localizzato nel Bacino di Pécs, petrolio, estratto nell'Ungheria sud-occidentale, gas naturale, uranio presso Pécs. Fra i minerali metalliferi, un posto preminente occupa la bauxite, localizzata principalmente nei Monti Vértes; sono inoltre presenti, ma in limitate quantità, oro, ferro, manganese, rame, piombo, zinco. La discreta ricchezza di combustibili ha facilitato la realizzazione di numerose centrali termoelettriche; la produzione energetica è quasi interamente di origine termica. A Páks, nella contea di Tolna, è in funzione una centrale nucleare; tuttavia per soddisfare le proprie necessità energetiche il Paese è costretto a gravose importazioni di petrolio.

 

Industria. L'Ungheria può ormai contare su una struttura industriale moderna ed efficiente. L'industria è quasi interamente nazionalizzata; esistono però piccole e medie aziende private e cooperative industriali considerate per così dire "di appoggio" all'attività delle gran di industrie statali, il cui ulteriore ingrandimento risulterebbe antieconomico. In continuo ampliamento è la gamma delle produzioni industriali; fortemente potenziati i settori tecnologici di punta (elettronica, informatica ecc.), ottimamente competiti vi sui mercati occidentali. L'industria siderurgica produce acciaio, ghisa e ferroleghe; quella metallurgica lavora bauxite, zinco, piombo ecc. Assai diversificata è l'industria meccanica, concentrata per lo più attorno a Budapest, ma presente anche a Györ e a Miskolc. Fornisce soprattutto trattori, materiale ferroviario, veicoli commerciali, motori, utensili di vario genere, apparecchi radio e televisivi, materiale elettrico e apparecchiature elettroniche. Un buon livello ha raggiunto l'industria tessile, largamente distribuita nel Paese e che lavora cotone e lana, ma anche fibre tessili artificiali e sintetiche. Quello chimico è un altro dei settori di punta dell'economia ungherese; il Paese può contare su numerosi complessi, che forniscono fertilizzanti azotati, prodotti farmaceutici, resine e materie plastiche, soda caustica, acido nitrico, cloridrico e solforico ecc. In progresso è anche l'industria petrolchimica; l'Ungheria possiede varie raffinerie, che in parte lavorano il greggio nazionale e in parte (come la raffineria di Százha lombatta, a sud-ovest di Budapest) il petrolio russo, che giunge mediante il famoso "Oleodotto dell'amicizia". Di antica tradizione, ma tuttora di rilievo, è l'industria alimentare; fra i vari settori prevalgono quello molitorio, il saccarifero, l'oleario e il conserviero (particolare rinomanza hanno le carni insaccate); numerosi sono altresì i birrifici e le manifatture di tabacchi. Si annoverano infine cartiere, cementifici, fabbriche di gomma; di eccellente livello sono i cristalli e le ceramiche artistiche.

 

Comunicazioni. L'Ungheria riveste un ruolo di particolare rilievo nell'ambito delle comunicazioni dell'Europa centro-orientale grazie alla sua posizione e alla morfologia del suo territorio che, sebbene compreso entro una cerchia di monti, ha transiti facili pressoché in ogni direzione e che soprattutto è solcato dal Danubio, fondamentale arteria di traffici per gran parte del continente. La navigazione interna riveste tuttora notevole importanza e si svolge, oltre che sul Danubio, sul Tibisco e sul Lago Balaton, accessibile però solo a piccoli battelli passeggeri a causa dei suoi bassi fondali; le vie navigabili totalizzano oltre 1.300 km e, oltre ad agevolare i trasporti interni, facilitano i collegamenti con gli Stati limitrofi. Fitta è la rete ferroviaria (circa 8.000 km), nel complesso molto efficiente e che fa capo per lo più a Budapest; la rete ungherese è poi allacciata sia a quella dei Paesi dell'Europa orientale sia a quella di vari Paesi dell'Europa centro-occidentale. Le strade, un tempo trascurate, sono state oggetto di fondamentale potenziamento. Esse si sviluppano per oltre 30.000 km; nuovamente la capitale è il grande nodo delle comunicazioni, servita da numerose superstrade che portano a Vienna, Belgrado, Cracovia ecc. Non esistono ancora servizi aerei per l'interno del Paese, ma la compagnia di bandiera MALEV (Magyar Légiközlekedési Vállalat), fondata nel 1946, ha una fitta rete di collegamenti in tutta Europa, nell'Africa settentrionale e nel Medio Oriente; è stato di recente ingrandito l'aeroporto internazionale di Ferihegy, a 16 km dal centro di Budapest.

 

Commercio. Notevole è la vivacità degli scambi interni, ma il commercio internazionale è addirittura basilare per l'economia ungherese. Il Paese esporta prevalentemente macchinari e mezzi di trasporto, prodotti industriali (chimici e petrolchimici, tessili, metallurgici), prodotti agricoli e zootecnici; importa in larga misura combustibili e minerali, varie materie prime (fibre tessili, legname ecc.) e semilavorate, macchinari per specifiche industrie. La bilancia commerciale è quasi in pareggio; principale partner commerciale è la Germania, seguita dalla Russia, dall'Austria, dall'Italia, dalla Repubblica Ceca e dalla Slovacchia.

Storia

Testo completo:

Le più note testimonianze della più antica presenza umana in quest'area sono quelle del sito di Vertesszöllös, poco distante da Budapest, scavato da L. Vertes, dove sono stati rinvenuti importanti livelli del Paleolitico inferiore con industrie su scheggia e resti fossili umani attribuiti inizialmente a Homo erectus o a un rappresentante arcaico di Homo sapiens. Ben rappresentato è il Paleolitico medio, in particolare nel giacimento all'aperto di Èrd (Budapest), con industrie su piccoli ciottoli di quarzite di età compresa tra la fine dell'interglaciale Riss-Würm e la prima fase del Würm, e associate a una fauna con orso predominante. Allo stesso periodo appartengono i livelli rinvenuti in altri giacimenti all'aperto come Tata (Komárom) o in grotta (Subalyuk, nei Monti Bükk).

Il Paleolitico superiore è particolarmente diffuso. La sua fase iniziale è nota col nome di Szeletiano (datazioni più antiche al C14 intorno a 41.000 anni da oggi) dalla Grotta di Szeleta (Hámor); livelli dell'Aurignaziano antico sono datati nella Grotta di Istállós-Kö (Szilvasvárad) tra circa 44.000 e 39.000 anni da oggi.

Particolarmente frequenti sono i resti di insediamenti di diverse fasi del Gravettiano orientale ungherese con età comprese tra circa 28.000 (Bodrogkeresztúr nel nord-est dell'Ungheria), 20.000 (Grotta di Balla nei Monti Bükk) e 12.000 anni da oggi (Dunaföldvár sul Meandro del Danubio, ecc.). Altrettanto interessanti le testimonianze dei tempi neolitici (stazioni di Alföld, di Bükk, di Körös, di HerpalyHalom, di Lengyel, da cui hanno preso nome altrettanti complessi culturali). Per le successive Età del Bronzo e del Ferro vanno ricordate soprattutto le scoperte fatte a Dunapentele, Egyek e Fuzesabony, spesso in necropoli composte di centinaia di sepolcri con abbondante corredo funebre.

A partire dal sec. VII a. C. si diffondono elementi di cultura scitica, provenienti dalle steppe euroasiatiche di cui l'Ungheria può essere considerata l'estrema propaggine.

 

 

 

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 9983645
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 69,46
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Ungheresi 92,3%, Rom 1,9%, altri 5,8%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Ungherese 93,6%, altre 6,4%

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Religioni:

Cattolici 51,9%, Calvinisti 15,9%, Luterani 3%, Greco- Cattolici 2,6%, altri Cristiani 1%, altre o non specificate 11,1%, non affiliati 14,5%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): -0,21
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 9,75
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 13,31

Media dell'area geografica: 12.884000110626 (su un totale di 10 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 6,70
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 6,90
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Numero medio di figli per donna: 1,34
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Rapporto tra i sessi: 90,38
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 39,84
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 69,54
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 77,64

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 37

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 140,30
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 14.050,00
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 11
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 8
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 3
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 107.677,00
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: 75000
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 0

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 100
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 100
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 100

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 99
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 99
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 98
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 96
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 96
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 91
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 92

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 29,43
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 117,30
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 59,00

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

214,52

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

9,0