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Paesi | Europa | Europa occidentale | Paesi Bassi

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Amsterdam
Area del Paese in chilometri quadrati: 41530
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 393
Forma di governo: Monarchia costituzionale
Data dell'indipendenza: 30 gennaio 1648
Indipendenza da: Spagna
Moneta: Euro

Spazio fisico

Testo completo:

Geologia. Se si eccettua l'estrema appendice meridionale del Limburgo, dove si elevano le ultime propaggini collinari delle Ardenne, strutturalmente il territorio dei Paesi Bassi, di recente formazione, costituisce un lembo dei bassopiani che si stendono ai margini dei massicci antichi dell'Europa centrale. In particolare la pianura interna dei Paesi Bassi rappresenta essenzialmente il colmamento di un mare costiero a opera di depositi alluvionali, soprattutto del Reno. Il territorio è situato per circa 2/5 al di sotto del livello del mare ed è protetto da dune e dighe: già all'epoca romana Batavi e Frisoni avevano eretto terrapieni a difesa del mare, e nei secoli VIII e IX compare un organico sistema di dighe. Il territorio a ogni modo supera ben raramente i 100 m d'altitudine. La struttura geologica è piuttosto semplice. Eccetto esigui lembi di terreni mesozoici (che a loro volta poggiano su strati del Carbonifero, cioè paleozoici) presenti nell'estremo settore meridionale dei Paesi Bassi, i suoli più antichi, di formazione sia marina sia continentale, datano dal Cenozoico e costituiscono per così dire il basamento del Paese. Essi però affiorano solo in limitate aree meridionale e orientale, in quanto vi si sovrapposero nel Neozoico, in un intricato sistema deltizio, rilevanti apporti alluvionali della Mosa, della Schelda e del Reno; all'inizio del Neozoico (Pleistocene) i ghiacciai scandinavi ricopr irono la regione, costringendo con le loro ampie deiezioni moreniche i corsi d'acqua a piegare verso ovest e sovrapponendo le morene di fondo agli strati argillosi, nelle cui depressioni si formarono successivamente le torbiere. Alla fine della glaciazione, in seguito a un lento innalzamento del livello del mare (ingressione flandriana) la regione venne nuovamente invasa dalle acque, da cui emergevano soltanto i terrazzi fluviali più alti, le colline moreniche, e verso ovest le dune formate dalle corren ti marine e dal vento. Una leggera regressione, verificatasi tra il II millennio a.C. e l'epoca storica, favorì la formazione di lunghi cordoni dunosi e quindi di una seconda serie di torbiere sul territorio dei Paesi Bassi che si estendeva sino alla linea segnata oggi dalle isole Frisone ; tuttavia nei secoli XII-XIV violentissime mareggiate spezzarono il cordone di dune e il mare invase nuovamente il Paese formando ampi golfi lungo la costa sud-occidentale e, più a nord, in luogo dell'area paludosa del Lago Flevo, la vasta insenatura dello Zuiderzee. Proprio da questi golfi ebbe inizio la riconquista del terreno al mare da parte dell'uomo, impresa immensa che non è ancora stata terminata.

 

Morfologia. L'attuale morfologia del Paese, in gran parte determinata dall'opera di trasformazione umana (il territorio può essere definito il più "artificiale" del mondo), è nel complesso unitaria: esistono tuttavia difformità tra la parte più interna del Paese, occupata da terrazzi fluvio-glaciali formati dagli antichi conoidi di deiezione della Mosa, della Schelda e del Reno, in cui oggi le paludi naturali hanno lasciato il posto alle coltivazioni, e che comprende le Colline del Veluwe (107 m nel Torenberg), e la sezione occidentale, marittima, dei Paesi Bassi in buona parte sotto il livello del mare, dove si estende un paesaggio anfibio costituito dalla Zelanda, dai bracci della Mosa e del Reno, da paludi (Biesbosch) e da polders (Olanda e Frisia): è questa la zona protetta dal baluardo delle dune, che fu squarciato nel Medioevo e in epoca moderna (disastrose rotture di dighe si ebbero nel 1963) come mostrano i resti ancora visibili nella Zelanda e nelle isole Frisone; senza le dighe che canalizzano i letti dei fiumi o si oppongono al mare, quasi un terzo di questo territorio sarebbe nuovamente sommerso. Una regione a parte è infine il Limburgo olandese, estremo lembo dell'altopiano cretacico del medio Belgio, dove si estendono terrazzi ciottolosi e ampie vallate argillose che testi moniano le fasi di erosione e di deposito legate alla glaciazione e alle variazioni del livello del mare e che piegano verso nord-ovest, per scomparire sotto il delta attuale della Mosa e del Reno.

 

Clima. Dal punto di vista climatico i Paesi Bassi rientrano nell'area europea soggetta agli influssi atlantici occidentali; tuttavia gli influssi oceanici si allentano verso l'interno, dove il Paese risulta interessato dalle masse d'aria continentali particolarmente avvertibili sulle temperature invernali, che si abbassano sotto lo zero. Il territorio si trova in tutte le stagioni sulla traiettoria delle depressioni del fronte polare; ciò spiega la varietà e la frequenza della nuvolosità e delle precipitazioni durante l'anno. Queste cadono sotto forma di piogge minute in tutti i mesi (sulle coste prevalentemente in autunno), ma non sono abbondanti, data la mancanza di rilievi. La maggiore quantità si registra sui terrazzi del Veluwe e sui rilievi del Limburgo meridionale (750-800 mm), quella minima sulle coste zelandesi e in alcuni lembi del litorale dell'IJsselmeer (600-650 mm). Per quanto riguarda la temperatura, la latitudine già abbastanza elevata (tra i 51° e 54° latitudine nord) determina nei Paesi Bassi inverni piuttosto rigidi, con frequenti gelate, ed estati fresche; nel complesso le temperature medie diminuiscono da sud (Flessinga 10,6 °C) verso nord (Eelde, presso Groninga, 9,1 °C).

 

Flora. Il clima fresco e umido del territorio è stato alla base d ell'originaria foresta di latifoglie, sostituita già da tempo dalla formazione vegetale della landa, con brughiere e ginestre, che copre ancora vaste superfici, anche se viene attaccata da ogni parte dall'uomo (il quale costruisce anche pedologicamente il proprio territorio, in quanto tratta opportunamente e dissala i suoli dei polders), per lasciare il posto alle conifere da rimboschimento e alle coltivazioni.

 

Idrografia. Ai Paesi Bassi non appartiene per intero alcun corso d'acqua importante, ma nel territorio sono compresi il basso corso e la foce di alcuni dei maggiori fiumi europei. Essi corrono del tutto estranei rispetto al territorio che li circonda, dal quale non ricevono alcun affluente di rilievo: infatti sono contenuti in più punti da possenti argini e quindi pensili rispetto alla pianura circostante. L'idrografia olandese è stata talmente modificata dall'uomo che è ben difficile ricostruirne le condizioni originarie. La Mosa è il fiume che appartiene ai Paesi Bassi per maggior tratto (239 km). Dopo aver segnato il confine con il Belgio, entra in territorio olandese e mantiene il suo corso quasi parallelo a quello del Reno, anzi fino al principio del secolo andava a gettarsi nel ramo del Reno che prende il nome di Waal; ma, data la diversità di regime dei fiumi, il che creava inconvenienti nel deflusso, si decise di dare in parte uno sbocco proprio alla Mosa: un ramo si unisce al Waal, un altro sfocia nell'estuario del Hollandschdiep. Il Reno non appena entra in territorio olandese si divide in due rami: quello meridionale, che col nome di Waal corre parallelo alla Mosa, e quello settentrionale, che a sua volta si divide in due rami: il basso Reno, che volge a ovest e con il nome di Lek va a gettarsi nel Mare del Nord, e l'IJssel , che si dirige a nord e sfocia nell'IJsselmeer. Della Schelda appartiene al territorio olandese solo la foce; il Vecht (Vechte in Germania) vi scorre in gran parte e il fiume Hunse interamente. Oltre a questi corsi d'acqua, i Paesi Bassi posseggono un numero grandissimo di canali: di bonifica, di scolo e per la navigazione.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. Il territorio olandese ha attratto l'uomo fin da epoche assai remote, com'è testimoniato dai numerosi resti dell'attività umana risalenti al Paleolitico superiore. A partire dal II millennio a.C., per la sua posizione di convergenza nell'ambito dell'Europa, gli apporti culturali che il Paese ricevette furono diversi: provennero sia da parte di genti celtiche da sud, sia da parte di popolazioni germaniche (Frisoni, Batavi) da nord e da est. Dalla sintesi dell'elemento franco-germanico i Paesi Bassi hanno acquistato i loro caratteri definitivi che si sono espressi, oltre che sul piano politico e culturale, nella grande conquista agricola medievale. Nei secoli successivi vi furono solo modesti apporti esterni; la popolazione si è accresciuta in pratica indipendentemente da queste immigrazioni, costituite in prevalenza da profughi per motivi religiosi (essenzialmente protestanti) venuti dalle Fiandre e dalla Francia. Aumentava intanto la percentuale della popolazione urbana (oggi è tra le più alte del mondo). Benché non manchino città di fondazione romana, come per esempio Utrecht, esse risalgono per lo più al Medioevo, spesso sorgendo, come Amsterdam, là dove era eretta una diga a sbarrare i corsi d'acqua. I successivi sviluppi del Paese ebbero come elementi promotori i centri più favoriti dal punto di vista commerciale, pre cipuamente i grandi porti, alla cui ricca borghesia si collegano quei grandi movimenti che portarono all'indipendenza dalla Spagna, alla nascita di una potente nazione marinara (si calcola che nel Seicento battessero bandiera olandese dalle 16.000 alle 20.000 navi), alla costruzione del vasto impero coloniale.

 

Sviluppi demografici. La prosperità raggiunta dal Paese tra i secoli XVII e XIX suscitò incrementi demografici notevoli; all'inizio del secolo scorso si contavano già 2 milioni di abitanti, divenuti 2,6 milioni nel 1830, quando fu indetto il primo censimento; cento anni dopo, nel 1930, questa popolazione era salita a 7,9 milioni, cioè si era più che triplicata, grazie all'elevata natalità e alla bassa mortalità. L'invasione delle armate tedesche, agli inizi della seconda guerra mondiale, e la successiva, durissima occupazione del Paese arrecarono danni gravissimi alla nazione e forti perdite demografiche; tra l'altro fu pressoché interamente sterminata la popolazione di origine ebraica. Negli anni del dopoguerra, parallelamente alla ripresa economica, è iniziata quella demografica: la natalità, sebbene molto più bassa che nel secolo scorso, si mantiene tuttavia piuttosto elevata per un Paese dell'Europa occidentale, la mortalità d'altro canto è fra le più basse del continente; il coefficiente di accrescimento risulta pertanto superiore alla media europea e la popolazione ha ormai superato largamente i 15 milioni di abitanti.

 

Densità e distribuzione. La di stribuzione è tuttavia piuttosto ineguale, soprattutto in rapporto ai diversi sviluppi dell'urbanesimo e dell'industrializzazione, più che alle condizioni ambientali, di fronte alle quali il tenace popolo olandese non si è mai arreso. Le province più densamente popolate sono quelle dell'Olanda Settentrionale e Meridionale, che accolgono insieme quasi i 2/5 della complessiva popolazione; un posto a sé occupa il triangolo Rotterdam, L 'Aia e Amsterdam, dove vivono circa 3 milioni di abitanti; si tratta infatti di un'area pressoché interamente urbanizzata, centro vitale della nazione che concentra tutte le attività direzionali dei vari settori della vita economica, politica e finanziaria del Paese. Hanno pure densità superiori alla media le province di Utrecht, del Limburgo e del Brabante Settentrionale, grazie al lo sviluppo che vi hanno preso le industrie. Tutte le altre province hanno densità inferiore alla media nazionale; in relazione al resto del Paese appaiono scarsamente popolate le torbiere e le lande che ancora rimangono nella Frisia, nella Drenthe e nella Zelanda .

 

Insediamenti rurali. La distribuzione degli insediamenti rurali è in stretta relazione con le caratteristiche dell'ambiente naturale, le vicende storiche e l'evoluzione che vi ha subito l'agricoltura nel corso dell'ultimo secolo. Nei terrazzi sabbiosi delle regioni orientali (Drenthe), dove l'ambiente naturale era sfavorevole e il terreno coltivabile è stato dissodato palmo a palmo, i villaggi sono formati da case raggruppate senza ordine particolare e sono separati da zone a bosco e pascolo, un tempo sfruttate in comune dagli abitanti; nel Limburgo e nel Brabante Settentrionale si trova invece un tipo di villaggio costituito da un nucleo centrale compatto e da una serie di propaggini formate da case più rade che si diramano lungo le strade in tutte le direzioni; eccettuata la Frisia, con la sua grande casa rurale coperta da un tetto di paglia, non molto frequente è la fattoria isolata. In netto contrasto con le aree orientali, dove i villaggi sono per lo più sorti senza un piano preordinato, nelle zone prosciugate e bonificate dei Paesi Bassi occidentali l'insediamento rurale presenta una straordinaria regolarità. Gli abitati si allungano a fiancheggiare le strade e i canali, con andamento tanto più regolare, talora addirittura geometrico, quanto più le bonifiche sono recenti; qui nulla è lasciato al caso e le fattorie hanno la forma e le dimensioni più convenienti.

 

Strutture urbane. Quasi tutte le città hanno un centro monumentale che rievoca gli splendori urbanistici del Seicento e del Settecento; l'attuale armatura urbana si è tuttavia formata dopo la seconda guerra mondiale e ancor più nel corso degli ultimissimi anni: il grande sviluppo dell'industria moderna ha fatto sorgere nuove città quasi dal nulla e ha determinato il forte accrescimento di molte di quelle già esistenti (le zone più densamente popolate corrispondono infatti ai grandi distretti industriali); Amsterdam, Rotterdam e L'Aia si sono talmente sviluppate da rendere necessaria la costruzione di nuovi quartieri satelliti. Profondo è il contrasto tra gli antichi nuclei urbani e i sobborghi recenti, concepiti in modo da realizzare un equilibrato rapporto tra aree edificate e spazi verdi. Le città più importanti si trovano nella sezione occidentale del Paese e formano una specie di ininterrotta cintura urbana attorno ai polders dell'Olanda; vi si trovano le tre città principali, Amsterdam, nell'Olanda settentrionale, Rotterdam e L'Aia nell'Olanda Meridionale, e altri importanti centri come Utrecht e Haarlem.

 

Grandi città. Amsterdam, la capitale, la "Venezia del Nord" edificata su una novantina di isolotti, deve la sua fisionomia ai grachten (canali ad arco di cerchio collegati da canali trasversali), alle sue strade d'argine fiancheggiate da alte e strette case di mattoni a fronte triangolare, mentre sui lati occidentale e orientale, ma soprattutto su quello meridionale, i vasti quartieri moderni si allargano sempre più sui polders circostanti; è attivissimo centro portuale e industriale ma anche splendida città d'arte e di cultura, frequentata meta del turismo internazionale. Sede di poderose industrie ma ancora più importante per i traffici è Rotterdam; posta sulla cosiddetta Nuova Mosa, in effetti il tratto terminale del Lek (Reno), dopo aver spodestato già dal secolo scorso Amsterdam come massimo centro portuale olandese, nella sua straordinaria ascesa ha ormai conquistato il primato mondiale, grazie ai collegamenti diretti con la valle del Reno e quindi con la Ruhr; è città dal volto assai moderno, essendo stata quasi totalmente distrutta dal bombardamento del maggio 1940. L'Aia, sede del governo, centro tipicamente amministrativo e residenziale, si è ampiamente ramificata non soltanto verso il mare, dove forma un'unica città con Scheveningen, la più celebre stazione balneare del Paese, ma anche verso i polders, circondandosi di una vasta cintura di città-giardino. Capoluogo della provincia omonima, Utrecht ha conservato il suo prestigio di grande centro culturale e religioso ricco di insigni monumenti, e ha ricevuto un nuovo impulso commerciale per essere situata all'incrocio di importanti vie di comunicazioni stradali, ferroviarie e fluviali. Anche a Haarlem, famosa soprattutto per la produzione dei fiori, la parte vecchia della città, intersecata da numerosi canali, conserva notevoli testimonianze del passato. Leida, un tempo il principale centro olandese dopo Amsterdam, non ha tratto uguali vantaggi dall'impulso dell'economia e rimane celebre innanzitutto come città universitaria. Nei Paesi Bassi settentrionali sono Leeuwarden, capoluogo della Frisia e importante mercato agricolo, e Groninga, capoluogo della provincia omonima, centro commerciale, industriale e culturale. Nella Gheldria le storiche città renane di Arnhem, capoluogo della provincia, e di Nimega devono la loro importanza all'industria, maggiormente rappresentata però nel centro di Eindhoven , nella provincia del Brabante Settentrionale.

Aspetti economici

Testo completo:

I Paesi Bassi rappresentano uno straordinario esempio di come un Paese scarsamente dotato di risorse naturali, svantaggiato altresì da un ambiente "anfibio" e in lotta perenne per salvaguardare il territorio dagli assalti del mare, riesca a conseguire livelli economici e sociali tra i più avanzati del mondo grazie soprattutto agli sforzi costanti di una collettività efficiente e organizzata in modo ottimo.

 

Strutture produttive. Storicamente le basi della prosperità olandese poggiano sull'agricoltura specializzata e intensiva e ancor più sull'attività commerciale che, sfruttando i vantaggi della posizione geografica favorevole agli scambi, allo sviluppo dei trasporti e delle relazioni internazionali (tra l'altro i Paesi Bassi sono il naturale sbocco dei prodotti tedeschi), è progressivamente divenuta una poderosa fonte di ricchezza: da tempo infatti gli Olandesi godono di una solidissima reputazione di esperti agricoltori, di abili mercanti e intermediari commerciali, di grandi banchieri e finanzieri. A partire dal secondo dopoguerra il Paese è stato però testimone di una sensibile trasformazione delle proprie strutture produttive: per far fronte all'espansione demografica e poter conservare l'elevato tenore di vita, si rese indispensabile potenziare l'apparato industriale sino ad allora piuttosto debole (le attività manifatturiere del passato, pur varie, avevano nel complesso una consistenza abbastanza limitata), così da assicurare un razionale equilibrio tra un'agricoltura moderna, ma che sempre più denunciava una grave eccedenza di manodopera, e un ipertrofico settore terziario. Il processo di industrializzazione è stato piuttosto rapido, favorito da opportuni interventi dello Stato (determinante è stato ed è tuttora per esempio il controllo sugli sviluppi urbanistici e in genere sulla gestione territoriale) nell'ambito però di una struttura economica liberistica, aperta all'iniziativa privata, ma che tiene conto di indirizzi governativi.

 

Legami internazionali. L'industrializzazione ha provocato peraltro nuovi orientamenti nella politica economica nazionale, data la necessità di trovare adeguati sbocchi commerciali ai prodotti olandesi e di conseguire una maggiore integrazione con gli altri Paesi, specie nell'ambito dell'Unione Europea. Un assetto produttivo come quello olandese, obbligatoriamente ancorato al quadro economico internazionale, all'andamento dei mercati esteri e alle oscillazioni dei prezzi delle materie prime d'importazione, sulla cui trasformazione per lo più vivono le industrie olandesi, non poteva non risentire immediatamente della gravissima crisi mondiale in atto. In effetti tra le cause principali del presente deterioramento economico dei Paesi Bassi si pone proprio il declino della competitività dell'industria; e in un Paese che vive tradizionalmente della prosperità del suo commercio, le difficoltà interne del mondo industriale insieme al rallentamento dell'interscambio internazionale e alla recessione mondiale rischiano di mettere in crisi il modello stesso di società, il Welfare State olandese, duramente toccato sul fronte del lavoro dalla disoccupazione.

 

Produttività agricola. Anche se in termini relativi, l'agricoltura ha perduto d'importanza nell'ambito dell'economia nazionale in conseguenza della recente evoluzione presentata dall'industria, così come ne è fortemente diminuita la percentuale degli addetti, la secolare esperienza degli Olandesi nell'organizzazione territoriale e nell'opera di valorizzazione delle terre strappate al mare fa sì che il settore agricolo sia fra i più progrediti del mondo quanto a tecniche e rendimenti unitari. Lo spazio a disposizione è limitato (circa 920.000 ha, poco più del 23% della superficie territoriale, contro un incolto e improduttivo pari al 42%), ma un complesso sistema di regolazione delle acque funziona ininterrottamente, controllando anche la profondità della falda acquifera che, insieme alla natura dei suoli, condiziona le possibili colture. I rendimenti, come si è detto, sono elevatissimi; ciò è dovuto sia all'alto livello di preparazione professionale degli agricoltori, sia all'uso intensivo di fertilizzanti, alla diffusa meccanizzazione, alla selezione delle specie vegetali e grazie infine all'attenta presenza dello Stato, che interviene mediante la creazione di adeguate infrastrutture. Le proprietà agricole sono in genere di piccole dimensioni, a conduzione diretta; l'esistenza poi di cooperative di produttori e di distributori, collegate con quelle dei consumatori, assicura ulteriori vantaggi e facilita il buon andamento del settore.

 

Principali prodotti agricoli. Circa metà dell'arativo è occupato dai cereali; principale prodotto è il frumento, limitato tuttavia alle aree argillose meridionali, mentre maggiore diffusione hanno l'orzo, l'avena e la segale. Tuttavia i raccolti cerealicoli sono insufficienti alle necessità interne e si deve fare largo ricorso all'importazione. Diffusa ovunque è la coltivazione della patata, che dà luogo a notevoli esportazioni e all'industria della fecola; la patata è altresì l'alimento nazionale insieme ai legumi secchi (fagioli, piselli) e ai cavoli. Le buone terre argillose delle pianure marittime favoriscono anche la coltura della barbabietola da zucchero, che consente una notevole industria saccarifera; tra le oleaginose sono soprattutto rappresentate la colza e il lino, coltivazione quest'ultima qui tradizionale come nel vicino Belgio e che fornisce fibra e semi. Ampi spazi sono altresì lasciati alle colture foraggere in funzione di un allevamento veramente prestigioso; ma forse l'aspetto più interessante dell'agricoltura dei Paesi Bassi è dato dalla diffusione delle serre riscaldate, presenti nelle province dell'Olanda sia meridionale sia settentrionale. Si calcola che circa metà della superficie delle serre europee si trovi proprio nei Paesi Bassi, dove sono adibite a coltivazioni di fiori - tulipani, giacinti, crisantemi, rose da serra - e di primizie ortofrutticole, la cui maturazione accelerata consente la relativa esportazione soprattutto verso i mercati tedeschi e svizzeri sin dall'inizio della primavera. Sono oggetto di esportazione in tutto il mondo anche i bulbi che, al contrario dei fiori, vengono coltivati all'aperto, in particolare nella regione compresa tra Alkmaar e L'Aia. Estremamente limitata è per contro l'area boschiva, pari a più dell'8% della superficie nazionale.

 

Allevamento. Data la morfologia del territorio e le condizioni climatiche, assai estese sono le aree a prati e a pascoli permanenti che, insieme alla diffusione delle colture foraggere, favoriscono lo sviluppo di una fiorentissima zootecnia; prevale l'allevamento bovino, che si avvale di razze altamente selezionate, tra cui la famosa frisona da latte, raggiungendo rendimenti difficilmente eguagliabili. L'allevamento è anzi alla base della prosperità di molte zone specificamente agricole ed è praticato soprattutto in funzione dell'industria lattiero-casearia, che è ottimamente organizzata e produce formaggi destinati in ampia misura all'esportazione; i Paesi Bassi si collocano fra i principali produttori europei anche per il burro e la margarina. Del pari ampia diffusione hanno i suini, per i quali si utilizzano i sottoprodotti dell'industria casearia, e i volatili da cortile.

 

Pesca. La pesca rappresenta altresì un settore di rilievo, anche perché modernamente organizzato. Le aringhe, di cui gli Olandesi trovarono per primi il processo di affumicatura necessario per la loro conservazione, costituiscono il prodotto più importante, con principale centro di lavorazione a Vlaardingen; altri porti pescherecci sono Scheveningen, Katwijk e IJmuiden. A Bergen op Zoom prospera l'ostricoltura.

 

Risorse minerarie. Il Paese è scarsamente provvisto di risorse minerarie; in pratica è del tutto privo di minerali metalliferi. Migliore è la situazione nell'ambito energetico; più però del petrolio (giacimenti di Coevorden e di Rijswijk) conta il gas naturale, di cui anzi i Paesi Bassi sono tra i maggiori fornitori del mondo (il primo d'Europa, Russia esclusa), con vasti giacimenti soprattutto nei dintorni di Groninga . Uns fitta rete di gasdotti attraversa tuttavia il Paese e si può dire che ogni casa olandese utilizzi gas naturale. Esso soddisfa oltre metà delle richieste energetiche del Paese, che per il rimanente dipende essenzialmente dal petrolio d'importazione; viene inoltre esportato in vari Stati, tra cui la Germania, la Francia e il Belgio. I giacimenti di carbon fossile del Limburgo sono inattivi dal 1989. La produzione totale di energia elettrica consente un elevato consumo annuo pro capite, che corrisponde alle più elevate medie europee. Modesta rispetto ad altri Stati è la produzione di energia di origine nucleare (centrali di Borsele e Dodewaard), che trova forti opposizioni all'interno del Paese, e geotermica.

 

Industria e commercio. Le industrie olandesi traggono la loro origine dalle svariate attività manifatturiere basate sulla lavorazione dei prodotti agricoli locali e dei prodotti coloniali importati (tabacco, spezie, cacao, zucchero, caucciù, semi oleosi, frutta tropicale), che le ricche colonie fornivano a basso costo e la potente flotta mercantile faceva facilmente affluire. Ancor oggi questo tradizionale settore è assai fiorente, con complessi in gran parte ubicati a Rotterdam e ad Amsterdam o nei dintorni di queste città (precipua è infatti la duplice funzione, mercantile e industriale, delle due metropoli): più in generale, circa la metà delle industrie olandesi è concentrata nella sezione occidentale del Paese, specie nella cosiddetta Randstad Holland, dove la presenza dei porti ha favorito lo sviluppo delle attività manifatturiere, essenzialmente legate alle merci d'importazione. Oggi i Paesi Bassi, oltre a essere tra i maggiori produttori mondiali di sigari e sigarette, occupano un buon posto nella produzione di cacao, cioccolato, margarina, zucchero, birra, liquori (rinomanza mondiale ha il curaçao ); Amsterdam è il massimo mercato mondiale per il chinino e il centro più celebre per il taglio dei diamanti.

 

Industrie metallurgiche, elettromeccaniche e chimiche. L'assenza di minerali metalliferi non ha impedito l'affermarsi dell'industria metallurgica (d'altronde già nel secolo XVIII gli Olandesi lavoravano il rame e il ferro con materie prime d'importazione); oggi è particolarmente importante il settore siderurgico, ma altresì ben rappresentata è la metallurgia dell'alluminio, dello zinco, dello stagno e del piombo. Di rilievo è anche il settore meccanico: antica fama hanno le costruzioni navali (con principali cantieri a Rotterdam, Amsterdam e Flessinga), che dopo la gravissima crisi del settore negli anni Settanta ha ripreso un buon ritmo produttivo. Di tutto rispetto è la produzione delle industrie aeronautiche (i famosi aerei Fokker), di quelle automobilistiche, collegate a una fiorente industria della gomma, e di quelle del materiale ferroviario. Nei campi elettrotecnico ed elettronico i Paesi Bassi sono specializzati nella fornitura di lampadine, valvole, dispositivi a semiconduttori; a Eindhoven ha sede la Philips, una potenza mondiale nel settore. Quasi tutta concentrata lungo il confine tedesco è l'industria tessile, in gran parte ristrutturata e rivolta soprattutto alla lavorazione del cotone e della lana. Poderoso è stato anche lo sviluppo dell'industria chimica, attiva nei settori delle fibre tessili artificiali, dei fertilizzanti azotati, delle materie plastiche, dell'acido solforico, dei prodotti farmaceutici, e di quella petrolchimica: le raffinerie, localizzate in prevalenza a Rotterdam, hanno una ottima capacità di raffinazione. I cementifici e le lavorazioni del cuoio, della carta, delle porcellane (Delft) completano il quadro della grande industria dei Paesi Bassi.

 

Comunicazioni. Ottimo è il sistema delle vie di comunicazione; esso tocca i suoi massimi vertici a Rotterdam e ad Amsterdam e si allaccia perifericamente ai porti del Mar e del Nord, connettendosi sul lato orientale con la Germania, su quello meridionale con il Belgio. Tale trama vale sia per le ferrovie sia per le strade e le vie d'acqua interne; queste ultime, che complessivamente si sviluppano per circa 5.000 km (la densità idroviaria olandese è la più elevata del mondo) e per le quali transita 1/3 delle merci trasportate nel Paese, hanno avuto in particolare una funzione decisiva nella determinazione del ruolo prevalente di Amsterdam e Rotterdam. Vie d'acqua preminenti sono quelle del Reno-Waal e della Mosa; molto fitta, sebbene meno importante, è la rete di canali che nella sezione settentrionale del Paese fa capo a Groninga. Le reti ferroviarie e stradali, del pari efficientissime, collegano il Paese con il resto dell'Europa occidentale. Assai attivi sono i collegamenti aerei internazionali, che hanno a Schiphol (Amsterdam) uno dei più funzionali scali d'Europa; seguono per importanza gli aeroporti di Zestienhoven (Rotterdam), Eelde (Groninga), Beek (Maastricht), parimenti internazionali. Compagnia di bandiera è la KLM (Royal Dutch Airlines), che è la più antica linea aerea commerciale del mondo, essendo stata fondata nel 1919, e tra le principali per ampiezza di rete. L'importanza degli scambi spiega anche lo sviluppo della marina mercantile olandese e, ancora più, delle attrezzature portuali. Il movimento commerciale con l'estero si svolge essenzialmente attraverso i porti di Rotterdam e di Amsterdam. Rotterdam è congiunta al mare e al modernissimo scalo di Europoort mediante il Nieuwe Waterweg (Nuovo Canale), lungo il quale si affacciano gli imponenti complessi petrolchimici della città; il collegamento marittimo di Amsterdam è assicurato mediante il Canale del Mare del Nord. Tra gli altri principali porti Hoek van Holland (di fronte a Europoort) e Flessinga contano invece per il movimento passeggeri.

 

Scambi commerciali. Gli scambi sono vitali per l'economia olandese: per talune branche produttive il mercato estero è più importante di quello interno. Si esportano soprattutto combustibili, prodotti chimici e petrolchimici, generi alimentari (carne e derivati, latticini, prodotti ortofrutticoli ecc.), veicoli e macchinari (tra cui ben rappresentate le apparecchiature elettriche), prodotti industriali vari; si importano in prevalenza cereali e altre derrate alimentari, petrolio, minerali, materie prime in genere, ma altresì molteplici prodotti industriali che il Paese non è in grado di fornire. La bilancia commerciale è attiva.

Storia

Testo completo:

Sebbene i reperti non siano molto abbondanti, è documentata la presenza di genti preistoriche insediatesi nei Paesi Bassi fin dal Paleolitico medio. Il graduale ritiro dei ghiacciai pleistocenici favorì il formarsi di zone abitate anche nel Mesolitico, ma per vedere una maggiore occupazione del territorio olandese occorre giungere ai tempi oloceni, in cui si assiste al succedersi di varie culture europee, tra cui soprattutto quelle neolitiche della ceramica a bande e quella del vaso imbutiforme, più proprie dell'Europa centrale, e quella eneolitica del vaso campaniforme di estrazione iberica.

 

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 16612988
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 83,18
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Olandesi 80,7%, altri UE 5%, indonesiani 2,4%, turchi 2,2%, surinamesi 2%, marocchini 2%, abitanti Antille Olandesi e Aruba 0,8, altri 4,8

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Olandese e frisone (ufficiali)

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Religioni:

Cattolici 30%, riformati olandesi 11%, calvinisti 6%, altri protestanti 3%, musulmani 5,8%, altre 2,2%, nessuna 42%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 0,37
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 11,34
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 8,21

Media dell'area geografica: 6.9088888168335 (su un totale di 9 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 4,20
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 4,80
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Numero medio di figli per donna: 1,75
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Rapporto tra i sessi: 98,49
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 40,74
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 78,05
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 82,19

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 4

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 838,11
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 50.216,40
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 14
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 11
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 3
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 0,00
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: 50006

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 100
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 100
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 100

Istruzione

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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 99
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 99
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 88
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 87

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,00
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 0,00
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 92,30

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

330,64

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

8,3