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Paesi | Europa | Europa occidentale | Germania

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Berlino
Area del Paese in chilometri quadrati: 357050
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 231
Forma di governo: Repubblica federale
Data dell'indipendenza: 18 gennaio 1871 (unificazione Regni germanici)
Moneta: Euro

Spazio fisico

Testo completo:

Geomorfologia. I tratti fondamentali del territorio tedesco sono caratterizzati dalla successione, da nord a sud, di tre grandi entità regionali: il bassopiano, con un'altitudine media inferiore ai 50 m, i rilievi centrali (Monti Medi Germanici, Mittelgebirge), variamente articolati e di modesta altitudine, e infine gli altopiani e i rilievi prealpini, generalmente assai più elevati. Dove la Germania assume i suoi caratteri più spiccati, riflessi anche nel paesaggio, è la regione centrale, la cui nota morfologica predominante consiste negli antichi massicci ercini ci che si elevano tra il Bassopiano Settentrionale, affacciato al Mar Baltico e al Mar del Nord, e l'avampaese alpino a sud. Questi massicci, che in genere non raggiungono i 1.000 m e mostrano profili maturi, sono la "chiave di volta" della geografia germanica. Costituiti in prevalenza da rocce scistoso-cristalline e da lembi sedimentari permo-carboniferi, i rilievi dei Monti Medi rappresentano i resti di antiche catene sollevate dall'orogenesi ercinica e successivamente spianate. Nel Mesozoico però tutta la regione fu in diverse riprese invasa dal mare, come mostra la presenza di estesi strati sedimentari che vanno dal Triassico al Cretaceo. L'orogenesi alpina ha avuto effetti importanti sulle già stabilizzate strutture erciniche; ha suscitato infatti spinte e contraccolpi, in seguito ai quali i massicci hanno subito un certo "ringiovanimento" con numerose fratture e faglie e conseguenti formazioni di Horst (pilastri) e Graben (fosse). Agli stessi perturbamenti tettonici è collegata poi l'attività vulcanica, cui si deve la nascita di vari isolati rilievi. Tra i massicci paleozoici s'impongono nell'estremo lembo occidentale l'Eifel e l'Hunsrück, prosecuzione degli altopiani delle Ardenne, con il Taunus, il Westerwald, il Rothaar-Gebirge e le alture del Sauerland, a est del Reno, che costituiscono il cosiddetto Massiccio Scistoso Renano. Nella sezione orientale i massicci, caratterizzati da un allineamento a graticciata romboidale, sono quelli della Selva di Turingia, della Selva di Franconia, dei Monti Metalliferi e della Selva Boema. Edifici di origine vulcanica sono invece il Vogelsberg, il Rhön e parte dell'Harz, massiccio paleozoico con intrusioni granitiche che raggiunge i 1.142 m nel Brocken e domina i bassopiani della Sassonia. Massiccio antico di gneiss e scisti cristallini è lo Schwarzwald, la Selva Nera, zolla sollevata ai bordi della Fossa Renana, così come gli antistanti Vosgi e come, più a nord, l'Hardt e l'Odenwald. La Fossa Renana è infatti un elemento di origine tettonica derivato da una serie di fratture parallele submeridiane, provocate dai contraccolpi dell'orogenesi alpina; essa ha aperto la strada al Reno, che ha inciso più a nord il Massiccio Scistoso Renano. Sulla Fossa Renana convergono anche i bacini della Svevia e della Franconia, orlati a sud e a est dal Giura Svevo e dal Giura Francone, anticlinali di rocce giurassiche che rappresentano i primi piegamenti dell'avampaese alpino. Questo ha il suo caratteristico ambiente nell'Altopiano Svevo-Bavarese, dominato a sud dalle crestate cime delle Alpi Bavaresi (Zugspitze, 2.963 m), con laghetti di formazione glaciale, colline moreniche e vasti accumuli di löss. Infine, il Bassopiano Settentrionale tedesco (Tiefland) rappresenta sostanzialmente la prosecuzione da un lato delle pianure della Frisia, dall'altro di quelle polacche. Il Tiefland è costituito da successive formazioni sedimentarie su cui poggiano coltri di materiale recente di origine diversa, glaciale e fluvio-glaciale; cospicui sono stati infatti gli apporti dei ghiacci scandinavi, che nelle fasi di maggior espansione coprivano pressoché tutto il bassopiano, depositando durante le fasi di ritiro quei rilevanti materiali morenici che sono all'origine della varietà del paesaggio attuale, caratterizzato a est dell'Elba da un pressoché ininterrotto succedersi di cordoni collinari (il cosiddetto "arco baltico") inframmezzati da depressioni occupate dai numerosi laghi (Rialto Lagoso) del Brandeburgo e del Meclemburgo. A sud di quest'arco collinoso si aprono dei solchi (Urstromtäler) diretti da sud-est a nord-ovest, nei quali dopo l'ultima glaciazione si incanalarono le acque di fusione dei ghiacciai; oggi sono in parte seguiti dai fiumi che scendono dai Monti Medi, la cui zona di saldatura con il bassopiano è data da una fascia di terreni fertili, lössici (Börden). A nord delle colline moreniche, avvicinandosi alla costa, alle formazioni di ciottoli e ghiaie succede una striscia sabbiosa (Geest), che sul lato del Mare del Nord è ancora acquitrinosa per larghi tratti, terminando su una costa dalle ampie barene invase dalle acque durante le maree (Watten); questa zona è ormai però prosciugata e protetta da dighe e occupata da ricche praterie (Marschen). Le stesse basse pianure si ripetono sul lato del Mar Baltico, dove si hanno estese formazioni insulari e lagunose.

Clima. Privo di grandi rilievi, il territorio germanico è aperto agli influssi oceanici; il clima della Germania si può in generale definire di tipo atlantico, piovoso, con piogge distribuite nell'arco annuale con una certa regolarità e un regime termico senza sbalzi eccessivi. Tuttavia rilevante è la continentalità nella parte più interna e più orientale del Paese, che dista in misura notevole dal mare e subisce fortemente gli effetti delle masse d'aria provenienti dalle pianure sarmatiche, cui si devono le marcate escursioni termiche annue e la minore piovosità. Alla duplice influenza delle masse continentali e di quelle atlantiche si devono perciò fondamentalmente i caratteri del clima germanico, con le sue alternanze stagionali riguardanti sia le temperature, sia le precipitazioni. Le temperature d'estate variano da nord a sud, passando dai 16 °C della costa nord-occidentale (Amburgo), tutta aperta al soffio mitigatore atlantico, ai 18-19 °C dell'interno (Stoccarda), sino ai 20 °C della Fossa Renana; i dati si riferiscono alle medie di luglio. D'inverno le temperature tendono a variare da est a ovest in rapp orto agli influssi delle masse di aria continentale: si passa dai -3 °C e anche -4 °C di Berlino ai 1-2 °C di Aquisgrana (medie di gennaio). Le precipitazioni in generale sono uniformemente distribuite nel corso dell'anno, pur con accentuata piovosità estiva; con l'attenuarsi delle influenze atlantiche diminuiscono alquanto da ovest a est passando dagli oltre 700 mm delle regioni occidentali ai 500-600 di quelle orientali. Nelle zone soggette al clima oceanico cadono però prevalentemente d'inverno e irrorano abbondantemente i versanti dei massicci meglio esposti (in tutta la Germania peraltro le piogge sono però abbondanti nelle zone montuose): così nella Selva Nera si hanno sino a 2.000 mm di pioggia annui. Nel complesso si possono individuare quattro principali regioni climatiche: quella orientale, dalla spiccata continentalità, con inverni lunghi e freddi, estati calde e scarse precipitazioni annue; quella settentrionale, dal clima tipicamente oceanico, mite e piovoso, nella parte affacciata al Mar del Nord, più rude e asciutto nell'area baltica; quella renana, che corrisponde alla parte più soleggiata e mite, con inverni dolci ed estati calde e asciutte (lo dimostra la diffusione della vite, fatto abbastanza unico in un ambiente temperato continentale); infine l'ampia fascia montuosa della Germania centrale e meridionale, dove nuovamente predomina la continentalità e che presenta perciò inverni rigidi ed estati assai calde, ma che, procedendo verso sud (regione svevo-bavarese), assume gradatamente le caratteristiche del clima alpino, con estati piovose, spesso temporalesche, e una più ridotta escursione termica annua.

Flora. Il manto originario della Germania è quello selvoso di cui narrano le saghe della mitologia germanica. Il clima piovoso delle regioni più occidentali ha favorito lo sviluppo di un ricco ammanto di latifoglie, tra cui domina il faggio; nelle regioni centrali e meridionali, dove i caratteri di continentalità si accentuano, crescono in prevalenza conifere (pini, abeti). Verso est, al limite della pianura polacca, le minori precipitazioni determinano la presenza delle praterie. Infine nella fascia costiera sui suoli sabbiosi del Geest predominano le brughiere a ericacee. Il manto originario è stato però largamente distrutto o alterato, anche se tra i Paesi europei la Germania è riuscita più d'altri a conservare parecchi lembi forestali (circa il 30% del territorio). I boschi occupano soprattutto le parti eminenti delle alture, formano la corona delle lunghe dorsali dei massicci antichi (da ciò l'identificazione del rilievo con la selva, Wald), ammanti scuri di conifere che sono uno dei motivi peculiari del paesaggio germanico.

Idrografia. Sulle coste settentrionali si aprono i profondi estuari dei fiumi germanici (la Germania possiede una rete idrografica di grande importanza): dell'Oder sul Mar Baltico, dell'Elba, del Weser e dell'Ems sul Mar del Nord. Tutti questi fiumi, come il Reno, hanno un corso diretto da sud a nord, con le tipiche deviazioni verso nord-ovest del tratto inferiore dovute alla direzione dei solchi d'epoca glaciale. L'Oder è in effetti un fiume polacco: nasce dai Beskidi e attraversa la Polonia, lambendo il territorio germanico solo nel tratto finale. L'Elba ha la sua origine dai Monti dei Giganti (Sudeti); dopo aver solcato col suo corso superiore la depressione boema entra in Germania e, superati gli ultimi rilievi, diventa un fiume navigabile importante (vi si affaccia subito una grande città, Dresda), costituendo l'asse geografico dei Länder orientali: sul suo lungo e protetto estuario sorge Amburgo, massimo porto tedesco. Il Weser è meno importante dell'Elba, dato il suo sviluppo più limitato (il suo principale ramo sorgentifero nasce dalla Selva di Turingia), però è anch'esso navigabile e come l'Elba dotato di un ottimo e profondo estuario, sul "collo" del quale è situta Brema. Dei fiumi germanici però il maggiore è il Reno, vero perno dei Länder occidentali, cui fanno capo diversi affluenti che penetrano tra i massicci dei Monti Medi, come la Mosella , il Neckar, il Meno ecc. Il Reno è certamente il più vitale corso d'acqua dell'Europa centrale. È un fiume d'origine alpina e a Basilea, all'ingresso della Fossa Renana, è già ampio e magnificamente navigabile: da ciò deriva la sua importanza nella geografia germanica ed europea, in quanto collega la regione alpina col Mar del Nord, dove il fiume sfocia con un ampio delta che costituisce gran parte del territorio olandese. Il quadro idrografico della Germania si completa con il Danubio , che raccoglie le acque dell'ampio bacino compreso tra la Selva Nera, le Alpi e il Giura Svevo-Francone, sfociando nel Mar Nero attraverso la regione pannonica e quella balcanica. La funzionalità dei fiumi germanici dal punto di vista della navigazione è accresciuta dai numerosi canali di raccordo, che nell'insieme formano una rete estesissima, di livello internazionale imperniata sul Reno, che è allacciato da un lato all'Elba (con il Mittellandkanal), dall'altro al Rodano, alla Mosa e alla Senna. È recente il collegamento Reno-Danubio.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. Il popolamento della Germania ebbe, sin dall'antichità, la sua area di attrazione principale nei Monti Medi (Mittelgebirge). Qui si insediarono i maggiori gruppi di quelle genti germaniche che, provenienti dalla Scandinavia meridionale, riuscirono a espandersi verso ovest sino al Reno, dove si scontrarono con le popolazioni celtiche; verso est furono sempre contenute dagli Slavi, e l'Elba fu per lungo tempo il confine tra i due grandi gruppi etnici. La valorizzazione del Reno come asse di popolamento, benché antichissima, si ebbe compiutamente sotto il dominio romano. Sull'asse renano si innestarono le vie trasversali, verso est fino all'Elba, verso ovest al Bacino Parigino. Su questa strutturazione territoriale sorsero quei centri vitali che ancor oggi corrispondono a grandi e importanti città, come Colonia, Magonza, Treviri ecc.

Insediamenti antichi. Entro questa maglia urbana le popolazioni germaniche vivevano nelle radure forestali, praticando l'agricoltura e l'allevamento, vivendo in villaggi a organizzazione patriarcale, formati o da gruppi di casali isolati (Weiler) o negli Haufendorfen (villaggi ammucchiati), già descritti da Tacito. Molti di questi insediamenti dell'antico mondo germanico sono perdurati; altri ne sono sorti soprattutto in età medievale, all'epoca riformatrice e stim olatrice di Carlo Magno. Ma nel contempo ebbe nuovi impulsi anche l'urbanesimo, specie nei centri vivacizzati dalle attività portuali e commerciali promosse dalla Lega anseatica (Amburgo, Brema, Lubecca ecc.). La formazione di un'organizzazione territoriale unitaria si ebbe piuttosto tardi, date le divisioni politiche che hanno contraddistinto la storia tedesca fino al XIX secolo. Nonostante Berlino fosse divenuta capitale dello Stato prussiano nel 1701, è solo con l'affermarsi dell'economia industriale nell'Ottocento che il territorio germanico assume l'assetto moderno (benché poi parzialmente sconvolto dalla seconda guerra mondiale e dalle conseguenze della divisione in due Stati del Paese), incentrato sugli elevati addensamenti lungo l'asse renano e nei bacini dei Monti Medi, cui si contrappone una relativa rarefazione nelle pianure della Bassa Sassonia, del Meclemburgo e del Brandeburgo, in cui è peraltro situato il vasto agglomerato di Berlino.

Sviluppo demografico. Nel complesso la Germania è un Paese altamente popolato; ciò è largamente il risultato del grande incremento demografico che alla metà del XIX secolo aveva portato i Tedeschi a superare i 36 milioni di abitanti (all'inizio del secolo si aggiravano sui 20 milioni). Nella seconda metà del XIX secolo l'incremento subì nuovi impulsi, tanto che la Germania divenne ben presto il Paese d'Europa con la maggior crescita demografica; alla fine del secolo la popolazione superava i 55 milioni e nel 1914 i 68 milioni. A causa della eccessiva pressione demografica vi fu anche in Germania una nutrita corrente d'emigrazione, soprattutto verso l'America: si calcola che dal XIX secolo fino al 1913 ben 6 milioni di Tedeschi abbiano lasciato il Paese. L'emigrazione rallentò durante la prima guerra mondiale, che inferse alla Germania notevoli perdite, tanto che la popolazione tra il 1914 e il 1923 passò da 68 a 62 milioni. Nel contempo si ebbe una sensibile diminuzione dell'incremento demografico, che nel 1939 si ridusse allo 0,67%. Proprio in quell'anno il censimento registrò una popolazione di 69 milioni di abitanti.

Conseguenze della guerra. Anche la seconda guerra mondiale sconvolse profondamente l'assetto demografico sia per effetto della diminuita natalità, che toccò nel 1946 limiti eccezionalmente bassi, sia per le gravi perdite di civili e militari per cause belliche. I morti furono complessivamente 5 milioni, cifra che appare vistosamente nella piramide delle classi d'età (dove fanno difetto appunto le classi maschili tra il 1910 e il 1924). Le gravi perdite sono state in parte rimpiazzate dalla grande immigrazione dei Tedeschi che, con la disfatta hitleriana, furono costretti ad abbandonare i territori posti al di là dell'Oder-Neisse (i cosiddetti te deschi nazionali, Reichsdeutsche) e di quelli che abbandonarono l'Unione Sovietica, la Cecoslovacchia, l'Ungheria, la Polonia, la Romania (i cosiddetti tedeschi etnici, Volksdeutsche ), dove erano emigrati, talvolta già in epoca medievale, a seguito della grande espansione germanica. Complessivamente rientrarono 12 milioni di Tedeschi e questa immigrazione si può considerare come uno dei più grandi movimenti di popolazione della storia recente d'Europa. In seguito alla divisione politica del territorio tedesco in due distinti Stati (1949), la Repubblica Federale di Germania, sotto la sfera di influenza delle potenze occidentali, e la Repubblica Democratica Tedesca, sotto quella sovietica, la maggior parte dei profughi raggiunse la Repubblica Federale (9 milioni circa). Questa fu successivamente la meta di numerosi profughi della Repubblica Democratica: tra il 1950 e il 1961 il flusso portò annualmente dall'uno all'altro Stato circa 260.000 persone, per un totale di 3 milioni (2,2 milioni tra il 1955 e il 1961, di cui solamente 275.000 dalla Repubblica Democratica alla Repubblica Federale). Nel 1961 fu eretto il "muro" di Berlino e l'irrigidimento della Repubblica Democratica fece cessare la grande fuga, benché l'emigrazione continuasse con circa 20.000 partenti all'anno, rappresentati soprattutto da vecchi. In conseguenza di questi fatti la situazione demografica si andò alquanto diversificando nelle due Germanie, dato che la Repubblica Democratica registrò, dopo il 1945, continue perdite di popolazione mentre nella Germania Federale si ebbero forti aumenti per effetto della grande immissione dei Tedeschi provenienti dall'Est. Nel 1950 nei due Stati vi erano 69 milioni di abitanti, cioè più o meno quanti erano all'inizio della seconda guerra mondiale: questa ha però portato a un generale invecchiamento della popolazione e a una forte disparità tra maschi e femmine, con dirette conseguenze sull'incremento naturale. Nel 1960 la popolazione era notevolmente cresciuta e nel 1997 aveva superato gli 82 milioni di abitanti.
Il tasso di incremento naturale è da alcuni anni vicino allo zero a causa dei bassi indici di nuzialità, fecondità e natalità. Dopo una forte immigrazione di lavoratori dall'Italia e poi da altri Paesi (Turchia, Iugoslavia, Polonia ecc.) verificatasi a partire dal 1950 soprattutto nella Germania Federale per sopperire alle esigenze di manodopera richiesta dagli sviluppi economici, i flussi migratori dall'estero sono notevolmente rallentati negli ultimi anni in seguito alle misure restrittive adottate dal governo. Alla fine del 1995 vi erano in Germania circa 7,2 milioni di stranieri, di cui circa 586.000 Italiani, 798.000 ex Iugoslavi e più di 2 milioni di Turchi.

Distribuzione della popolazione. Prima della seconda guerra mondiale, esisteva una marcata disparità nella distribuzione della popolazione, ma la situazione bellica costrinse la popolazione ad abbandonare le città soggette ai bombardamenti e a insediarsi, spesso definitivamente, nelle zone meno urbanizzate e industrializzate. Dopo la guerra l'arrivo dei profughi contribuì anch'esso a popolare zone prima di bassa densità: lo Schleswig-Holstein ha avuto per esempio un aumento di oltre il 60% del numero degli abitanti rispetto all'anteguerra. Ancor oggi tuttavia, a prescindere dalle concentrazioni urbane, le aree meno popolate corrispondono alle pianure costiere del Tiefland, mentre la densità diviene subito notevolissima nella fertile fascia delle Börden. Anche nei bacini dei Monti Medi si hanno addensamenti molto elevati; la valle del Reno forma poi un'unica grande fascia con densità sempre elevate, grazie anche alla presenza di numerosi centri urbani che ospitano attività industriali. A queste si deve in particolare l'ecce zionale popolamento del Bacino della Ruhr. Le densità si abbassano nelle dorsali montuose svevo-franconi e in Baviera. Nelle regioni orientali l'area più fittamente popolata è rappresentata dal medio bacino dell'Elba. Nelle pianure non molto popolate del Brandeburgo rappresenta un'eccezione Berlino, che già all'inizio del Novecento superava il milione di abitanti

Urbanesimo. Alle elevate densità demografiche contribuisce in effetti lo sviluppo dell'urbanesimo, a sua volta legato alla forte industrializzazione. La più alta concentrazione di grandi città si registra nella Germania renana, dove ancor prima della guerra si aveva il maggior raggruppamento di attività industriali. Oggi nella Germania, oltre a Berlino, Amburgo e Monaco , che superano il milione di abitanti, vi sono 9 città con oltre mezzo milione di abitanti e un'ottantina di città con oltre 100.000 abitanti. Strutture d'origine medievale o addirittura anteriore, oltre a esser chiaramente identificate in vari villaggi d'impianto antico (i menzionati Haufendorfen, gli Strassendorfen, o villaggi su strada, i Runddorfen, o villaggi circolari ecc.), formano anche il nucleo di città ingranditesi in epoca moderna e particolarmente negli ultimi vent'anni in concomitanza con l'espandersi dell'industria, dato che ormai esistono ben pochi centri, anche di piccole dimensioni, che vivano esclusivamente di agricoltura. L'armatura urbana nella Germania occidentale è molto articolata. Non esiste una città che assuma una posizione gerarchica assolutamente primaria, ma si possono tuttavia indicare delle metropoli con compiti speciali prioritari, come nel caso di Amburgo, massimo porto tedesco, o come Francoforte sul Meno, primo centro finanziario, o Bonn, che per oltre quarant'anni è stata la capitale della Germania Federale e ne ospita ancora numerose strutture governative. Le città industriali si concentrano lungo l'asse del Reno, ma analoghe "vocazioni" si ritrovano anche in città assai lontane dalla fascia rena na, come Monaco, in Baviera, e come Hannover , principale centro nella fascia di saldatura tra i primi rilievi dei Monti Medi e le pianure sassoni.

Città tedesche. A parte Berlino, la città più popolosa è Amburgo, già florido porto anseatico, magnificamente disposta all'inizio dell'estuario dell'Elba. Importante città portuale è anche Brema, sull'estuario del Weser, nodo delle comunicazioni tra i porti nordici e l'area renana. Sul Reno è Colonia, città d'origine antichissima, che non ha mai perduto il ruolo di grande centro commerciale e industriale. Poco a nord è Düsseldorf, che con Duisburg, massimo porto fluviale sul Reno alla confluenza con il fiume Ruhr, già entra a far parte della conurbazione della Ruhr, prodigioso "grappolo" di grossi centri urbani che ha pochi eguali al mondo (a queste due città infatti si allacciano quelle poste a est del Reno, con i popolosi centri di Essen, Bochum, Gelsenkirchen, Dortmund); nel complesso questa regione-città, ricca di industrie sorte per la presenza di grandi giacimenti carboniferi, accoglie oltre 8 milioni di abitanti. Più a sud, sempre sul Reno, sono situate le città di Magonza, Darmstadt, Mannheim, Karlsruhe; alla fascia renana fanno capo popolosi bacini laterali, tra cui in primo luogo quello del Meno, che ospita la dinamica e importantissima Francoforte, e quello del Neckar, dov'è Stoccarda, città industriale vivacissima e con un ruolo prioritario nell'ambito del Baden-Württemberg. Monaco, capitale della Baviera, è oggi per numero di abitanti la terza città della Germania, favorita dalla sua posizione su importanti vie di comunicazione e ricca di industrie; in posizione chiave per le vie di comunicazione è anche Norimberga .
Nella Germania orientale l'urbanesimo è sempre stato invece meno marcato; con un'economia fondata essenzialmente sull'agricoltura, le città si erano sviluppate in base alle loro funzioni commerciali, benché non mancassero centri industriali come Lipsia, Dresda e naturalmente Berlino. Negli ultimi decenni tuttavia l'urbanesimo ha conosciuto forti incrementi e la popolazione rurale si è ridotta sensibilmente. Lipsia, dinamica e popolosa ancor prima della guerra, sede di attività commerciali (la sua fiera è tuttora prestigiosa) e industriali, è situata in un favorevole punto di convergenza delle vie di comunicazione che allacciano il pedemonte delle Montagne Metallifere col resto della Germania. Più a sud, ai margini dei rilievi, sulle sponde dell'Elba, è Dresda, città d'arte nobilitata dai re sassoni, ma anche ricca di industrie e oggi con posizione preminente in una vasta regione industrializzata che comprende, più a ovest, Chemnitz, sede di industrie tessili, Zwickau ecc. Nelle pianure del Brandeburgo solcate dall'Elba un grosso centro è Magdeburgo, porto fluviale attivo anche in passato; un ruolo assai più importante, con un hinterland che comprende anche gran parte della Repubblica Ceca ha però il porto baltico di Rostock . Al centro del Rialto Lagoso brandeburghese è infine Berlino. Valorizzata dai sovrani prussiani, ebbe il massimo sviluppo a partire dal XIX secolo per i suoi traffici, ma anche per le sue industrie. All'inizio del Novecento era una delle più popolose città del mondo: nel 1939 contava circa 4 milioni di abitanti. La trentennale divisione ha rotto il tessuto urbano unitario di un tempo dando origine a due distinte città, anche per i diversi sviluppi urbanistici imposti dai due regimi che l'amministravano. La riunificazione ha imposto un ridisegno della sua struttura urbanistica ed economica, adeguato alle riacquistate funzioni di capitale di un grande Paese, che la pongono in una posizione di preminenza tra le metropoli europee.

Risvolti politici ed economici della riunificazione. Mentre la riunificazione politica, sotto la pressione popolare e grazie ai mutamenti avvenuti nel mondo comunista, poté avvenire in modo celere e senza contrasti (fino all'annessione formale della Repubblica Democratica Tedesca alla Germania Federale nell'ottobre 1990), ben più complesso si è rivelato il problema dell'integrazione fra le due economie. Si trattava di adeguare le strutture economiche della ex RDT, direttamente amministrate nella loro quasi totalità dallo Stato con sistemi di pianificazione rigi di e centralizzati, all'economia di mercato e alla libera iniziativa vigenti nella Repubblica Federale di Germania e nei Paesi occidentali. I dirigenti della Germania unita hanno scartato l'idea di un cambiamento graduale, che cercasse soprattutto di evitare traumatici contraccolpi sulle condizioni sociali dell'ex RDT, e hanno scelto una brusca estensione ai nuovi Länder orientali del sistema liberistico, imponendo una fulminea unificazione delle monete e la massiccia privatizzazione di tutte le imprese tedesco-orientali, anche a costo di mettere in crisi quelle che per arretratezza tecnologica o inadeguatezza economica non erano in grado di reggere la concorrenza interna e internazionale. Si è messo così in moto un processo comportante una rilocalizzazione di aziende e attività economiche e una ridefinizione degli orientamenti produttivi più complessivi, destinato a creare non pochi problemi in fatto di occupazione, di costi e di tensioni sociali ed economiche. Ne è la riprova il crollo della produzione industriale nei territori dell'ex RDT (-27%) verificatosi nel corso del 1990 e nell'impennata della disoccupazione (7%). Gli sviluppi dei prossimi anni diranno se il poderoso sforzo di trasformazione messo in atto dal governo federale, che ha sollecitato al riguardo anche cospicui investimenti esteri, riuscirà a dare i risultati sperati in tempi relativamente brevi. È fuori di dubbio comunque che, con l'apporto delle risorse umane ed economiche di cui disponeva l'ex RDT, la nuova Germania si pone ormai come la massima potenza europea, il cui peso politico è destinato inevitabilmente a occupare un ruolo di primo piano nella scena mondiale.

Aspetti economici

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L'economia tedesca, favorita dal boom delle esportazioni, è in continua crescita e mantiene sempre alto il suo livello di competitività; inoltre la Germania è uno dei Paesi che maggiormente investono all'estero, soprattutto negli Stati dell'Europa orientale e balcanica.

Agricoltura. Interessa un terzo della superficie territoriale; negli ultimi anni un processo di concentrazione e di ampliamento delle aziende agricole ha consentito l'incremento della meccanizzazione. Le principali produzioni sono quelle cerealicole: frumento, diffuso nelle più fertili parti centrale e meridionale del territorio, orzo, segale, prevalente nel settentrione perché più adatta a suoli più poveri e a climi più freddi, e mais. Notevole importanza hanno anche l'avena e soprattutto la patata. Estesamente coltivate sono la barbabietola da zucchero, il luppolo (che alimenta una fiorente industria della birra), la colza, il girasole e il tabacco (zone del Baden e del Palatinato). Tra le colture frutticole prevalgono le mele, le pere e le prugne. Ragioni climatiche limitano la coltura della vite al Palatinato renano e alle valli del Reno, della Mosella, del Meno e del Neckar: la produzione offre vini di ottima qualità. Piuttosto estese (30% del territorio), le foreste alimentano nelle zone montane e collinari numerose industrie del legno, della cellulosa e della carta. Un accurato rimboschimento impedisce il depauperamento del patrimonio boschivo, formato per la maggior parte da conifere.

Allevamento. L'agricoltura è largamente al servizio dell'allevamento del bestiame, che tradizionalmente costituisce un settore molto qualificato e remunerativo dell'economia, contribuendo per oltre due terzi alla formazione del reddito del settore primario. In particolare l'allevamento bovino è condotto in modo intensivo e con tecniche altamente specializzate; accurata è la selezione degli animali, specie per le vacche lattifere, che trovano ottime condizioni climatiche e di terreno nel pedemonte alpino e nella Frisia. Più numerosi sono i suini; discreto è il numero di volatili da cortile, mentre relativamente esigui sono gli ovini e i caprini, per il progressivo ridursi delle aree adatte. I prodotti dell'allevamento sono rappresentati in special modo da latte, carne (per oltre metà suina), burro e formaggi; il Paese è tuttavia costretto a rilevanti importazioni di carni e di uova, mentre è un buon esportatore di prodotti caseari.

Pesca. La pesca è praticata in misura molto modesta nelle acque interne e in quelle costiere; è invece di rilevanti proporzioni la pesca d'alto mare (Mar del Nord, Mar di Barents e lungo le coste di Islanda, Groenlandia, Terranova). Il pescato è rappresentato soprattutto da aringhe e merluzzi; i principali porti pescherecci sono Bremerhaven, Cuxhaven, Amburgo, Kiel, Sassnitz, Stralsund, Rostock e Wismar.

Risorse minerarie. I grandi bacini carboniferi (Ruhr, Saarland, Aquisgrana, Zwickau-Ölsnitz) sono sempre meno sfruttati e il numero delle miniere attive è in continua diminuzione; notevoli sono le riserve di lignite dei bacini della Renania Settentrionale- Vestfalia, dell'Assia settentrionale, dell'Alto Palatinato, della Lusazia Inferiore (Senftenberg, Cottbus, Glückauf, Welzow ecc.) e della zona di Lipsia-Halle-Bitterfeld-Merseburg. Minerali radioattivi e uranio vengono estratti a Menzenschwand (Selva Nera) e nelle zone di Aue e di Ronneburg.
Il petrolio si estrae soprattutto nell'Emsland, presso il confine olandese (a Rühle, Georgsdorf) e nella regione di Hannover (Nienhagen, Wesendorf, Fuhrberg, Steimke); al petrolio si associa il gas naturale, estratto nell'Emsland, nella Bassa Sassonia (Weser-Ems, foce del fiume Ems), nel Bacino delle Molasse a est di Monaco, nell 'Assia Superiore (Stockstadt, Eich) e poi a Rüdersdorf, Staakow, Mühl, Langensalza, Roxförde. Una fitta rete di oleodotti, tra cui il Rotterdam-Francoforte e quelli che da Marsiglia, Genova e Trieste fanno capo a Ingolstadt, è al servizio della poderosa industria di raffinazione. Tra gli altri minerali, presenti in misura più o meno rilevante, sono piombo, piriti, ma soprattutto sali potassici (che collocano il Paese tra i primi produttori mondiali), diffusi nelle valli della Leine e della Werra e nelle zone di Bleicherode e di Halle, e salgemma, estratta nel Württemberg, in Baviera e nella pianura settentrionale (Halle, Schönebeck, Stassfurt). La ricca disponibilità di carbone e lignite assicura una larga parte della produzione di energia elettrica, che in misura sempre più determinante è tuttavia affidata all'approvvigionamento dall'estero di idrocarburi; non di meno i perduranti altissimi costi relativi al rifornimento del petrolio hanno spinto la Germania a intensificare l'utilizzazione dell'energia nucleare. Attualmente funzionano una ventina di centrali nucleari (tra le più potenti sono quelle di Biblis, Brokdorf, Brunsbüttel, Emsland, Grafenrheinfeld, Grohnde, Gundremmingen, Isar, Krümmel, Mülheim, Neckarwestheim, Obrigheim, Philippsburg, Stade, Unterweser) che contribuiscono per circa il 30% alla produzione totale di energia elettrica.

Industrie di base. Il settore industriale è molto solido e ben sviluppato e copre tutta la gamma delle produzioni. Pur ridimensionata, la siderurgia tedesca conserva un ruolo di primo piano in Europa; la maggior parte degli impianti è concentrata nel Bacino della Ruhr (a Duisburg, Rheinhausen, Hattingen, Hagen-Haspe, Mülheim/Ruhr, Oberhausen, Bochum, Gelsenkirchen). Altri impianti si trovano nella Bassa Sassonia, nel Saarland, nell'Alto Palatinato, nella zona di Lubecca e a Riesa an der Elbe, Gröditz, Henningsdorf, Brandeburgo, Freital-Dohlen/Dresda, Thale am Harz, Eisenhüttenstadt (quinto posto tra i produttori mondiali di ghisa e acciaio). Nel settore metallurgico, in particolare, fiorentissima è l'industria dell'alluminio (a Innwerk, Rheinfelden, Lippewerk, Rheinwerk, Erftwerk, Bitterfeld, Aken, Lauta), benché sia basata essenzialmente su bauxite d'importazione; dello zinco (a Datteln, Harlingerode, Duisburg, Nordenham, Freiberg); del rame (ad Amburgo, Lünen, Duisburg, Berlino, Eisleben, Hettstedt, Ilsenburg); del piombo (a Braubach, Nordenham, Binsfeldhammer, Amburgo, Norimberga, Freiberg); del magnesio (a Knapsack, Pocking); dello stagno (a Essen, Duisburg, Amburgo, Freiberg); del cadmio.

Industrie meccaniche. Assai estesa è la gamma dell'industria meccanica, che ha il suo settore più prestigioso nel l'industria automobilistica (la Germania ne è il terzo produttore mondiale); i complessi più importanti sono quelli di Wolfsburg (sede principale della Volkswagen), Rüsselsheim (Opel), Stoccarda (Daimler-Benz/Mercedes), Colonia (Ford), Heilbronn e Neckarsulm (Audi), Monaco (BMW), Kassel, Augsburg, Düsseldorf, Braunschweig, Zwickau, Eisenach ecc. Ben rappresentato è anche il settore del ciclo e del motociclo (Zschopau, Berlino, Chemnitz ecc.). Benché in parte sia localizzata nei centri siderurgici della Ruhr, l'industria meccanica ha tuttavia dislocazioni piuttosto varie. Così Augusta, Frankenthal, Offenbach, Plauen e Coswig hanno rilievo per la fabbricazione delle macchine da stampa; Mannheim, Hannover, Esslingen, Lipsia, Magdeburgo, Halle, Weimar e Stralsund per quelle agricole; Mönchengladbach, Esslingen e Chemnitz per le macchine tessili; Reutlingen e Heidenheim per quelle da carta; Solingen e Remscheid per la coltelleria. In varie città, tra cui Berlino, Monaco, Kassel, Esslingen, Essen, Düsseldorf, Wildau, Potsdam, Henningsdorf si fabbricano locomotive; a Colonia, Duisburg, Braunschweig, Berlino, Görlitz, Halle, Werdau, Dessau carri ferroviari; a Hannover, Kassel, Colonia, Mannheim, Zwickau, Nordhausen, Brandeburgo trattori; le costruzioni navali sono localizzate nei grandi porti di Amburgo, Brema, Emden, Kiel, Flensburg, Rostock, Wismar, Stralsund. Infine un'altissima qualificazione internazionale caratterizza la meccanica di precisione (Berlino, Oberkochen, Monaco, Böblingen, Kassel, Göttingen, Lahn, Kempten, Jena, Lipsia, Freiberg, Dresda), l'industria ottica e delle apparecchiature fotografiche, quella del materiale elettrico ed elettronico (a Berlino, Lipsia, Dresda, Erfurt, Radeberg, Weimar ecc.), benché taluni rami abbiano risentito della concorrenza giapponese.

Industrie chimiche e petrolchimiche. Un'altra colossale branca dell'industria tedesca è quella chimica con la petrolchimica. L'industria chimica, che si è enormemente sviluppata grazie ai massicci investimenti destinati alla ricerca scientifica, è concentrata nella zona basso-renana, da Colonia-Leverkusen alla Ruhr; in quella medio-renana, da Mannheim-Ludwigshafen-Oppau a Francoforte-Höchst-Griesheim; nella zona di Leuna, Bitterfeld, Wolfen, Schkopau, Schwedt ecc. Principali prodotti sono l'acido solforico, l'ammoniaca, l'acido cloridrico, il cloro, le ceneri di soda, la soda caustica, oltre a coloranti (Francoforte, Lipsia), prodotti farmaceutici (a Leverkusen, Jena, Wolfen, Marburg an der Lahn), esplosivi, fertilizzanti, materie plastiche e resine, fibre artificiali e sintetiche (a Wuppertal, Marl, Veentrop , Krefeld, Siegburg, Troisdorf, Deutz, Dormagen, Oberbruch, Kassel, Bobingen, Rottweil). Quanto all'industria petrolchimica, alle raffinerie situate nei porti di arrivo del greggio se ne sono aggiunte numerose altre nelle aree di maggior consumo (principali raffinerie ad Amburgo, Brema, Heide, Emden, Lingen, Salzbergen, Peine, Misburg, Gelsenkirchen, Düsseldorf, Colonia, Speyer, Duisburg, Essen, Dinslaken, Francoforte, Mannheim, Karlsruhe, Wörth, Neustadt an der Donau, Ingolstadt, Burghausen, Vohburg, Völklingen, Wilhelmshaven, Schwedt, Gölzau, Lipsia) rifornite per mezzo di numerosi oleodotti, provenienti soprattutto da Marsiglia, Rotterdam, Genova, Trieste.

Altre industrie. Dipende quasi interamente dall'estero per l'approvvigionamento della materia prima l'industria tessile che, anche se in leggero declino, riveste pur sempre un ruolo importante nel quadro dell'economia nazionale. I settori più sviluppati sono tradizionalmente quello cotoniero e il laniero. I principali distretti tessili sono la zona renana, parallela al confine olandese (da Aquisgrana a Münster e Osnabrück); la zona del sud-ovest (bacino del Neckar, con Esslingen, Reutlingen, Ebingen e altre località sparse); il triangolo Plauen-Lipsia-Zittau. Lavorazioni tessili di minore rilievo sono quelle della seta (Krefeld), del lino e della canapa. Tra le industrie alimentari e affini prevalgono: lo zuccherificio, concentrato nelle zone di produzione delle barbabietole, in particolare nell'area di Braunschweig; l'industria della birra, che ha i principali centri in Baviera (Norimberga, Monaco), poi a Francoforte, Dortmund, Brema, Amburgo e di cui il Paese è il terzo produttore del mondo dopo gli Stati Uniti e la Cina; i settori conserviero e caseario. Tra le altre industrie si annoverano quella cartaria, quella del cuoio e delle pelli (fama mondiale hanno le pelletterie di Offenbach, Hanau, Norimberga, Berlino, Lipsia, Apolda), quella calzaturiera (Palatinato renano, Stoccarda, Monaco, Erfurt, Weissenfels, Groitzsch), della gomma sintetica (Schkopau) e dei pneumatici (in tre zone di particolare concentrazione: nella Germania settentrionale, nella Vestfalia e Renania; nella Germania meridionale), la manifattura dei tabacchi (Baden, Palatinato), l'industria del cemento (a Beckum, Brema, Osnabrück, Paderborn, Neuwied, Heidelberg, Karlstadt, Hennickendorf, Rüdersdorf, Eisenhüttenstadt, Berburg, Coswig, Wolfen, Unterwellenborn), del vetro (Ruhr, Saarland, Sassonia, Turingia) e della ceramica (che vanta gli antichi centri di produzione di Berlino-Charlottenburg, Monaco-Nymphenburg, Meissen, Selb, Ilmenau, Kahla, Eisenberg); Norimberga è celebre per i giocattoli, mentre varie località dei Monti Metalliferi, della Selva Nera e della Selva di Turingia sono rinomate per gli orologi da muro o in legno e per i giocattoli in legno, e non meno note sono Mittenwald, Trossingen, Markneukirchen, Erlbach, Zwota e Klingenthal per gli strumenti musicali; Pforzheim, Kempten-Neugablonz e Idar-Oberstein per i gioielli. Ruolo preminente anche in ambito mondiale hanno la fabbricazione e la vendita di pellicce: la sede principale di tale attività è a Francoforte sul Meno.

Comunicazioni. Il grande apparato industriale, che si basa su intensissimi scambi, ha al suo servizio un sistema di trasporti, vie di comunicazione, infrastrutture portuali e aeroportuali tra i meglio organizzati nel mondo, favoriti anche dalla felice posizione geografica al centro del continente europeo e dalle non marcate o comunque non difficilmente superabili asperità del territorio. Assai fitte sono le maglie delle reti ferroviaria e stradale, che spesso ricalcano antiche vie commerciali; a esse si affianca una rete autostradale di notevole sviluppo (oltre 11.000 km) e perfezione tecnica, il cui asse principale è la Amburgo-Francoforte-Basilea. La rete stradale si sviluppa per oltre 228.000 km e sopporta un traffico imponentissimo, dato l'assai elevato numero di autoveicoli in circolazione (oltre 44 milioni); tuttavia non meno grandiosa è la rete ferroviaria (oltre 41.000 km, di cui 18.000 km elettrificati), che assorbe un contingente molto considerevole del movimento merci e passeggeri. Anche le vie d'acqua interne, con i loro circa 7.500 km di canali e fiumi navigabili, in specie il Reno, rivestono una notevole importanza per il trasporto delle merci; il più grande porto fluviale d'Europa è quello renano di Duisburg. Assai intenso è il movimento commerciale dei maggiori porti marittimi (benché da tempo quelli olandesi e belgi abbiano preso il sopravvento), come Amburgo, Wilhelmshaven, Brema, Lubecca, Rostock, Brunsbüttel, Puttgarden, Sassnitz, Kiel, Nordenham, Emden, Stralsund. Le fittissime comunicazioni aeree sono assicurate soprattutto dalla Lufthansa , una delle maggiori compagnie aeree del mondo; tra i più attivi aeroporti internazionali sono quelli di Francoforte sul Meno, Düsseldorf, Amburgo (Fuhlbüttel), Monaco, Hannover, Stoccarda, Colonia-Bonn, Lipsia, Norimberga e Berlino (Tegel, Tempelhof e Schönefeld).

Commercio. L'importanza dell'economia tedesca su scala mondiale trova una immediata rispondenza nell'entità dei suoi scambi internazionali. Data la struttura dell'economia, le importazioni riguardano soprattutto materie prime per le industrie di base, combustibili, macchinari, prodotti semilavorati e taluni generi alimentari; le esportazioni sono invece principalmente costituite da macchinari, veicoli, prodotti chimici, apparecchiature elettriche ed elettroniche, manufatti in genere, contraddistinti nel loro insieme da caratteristiche di alta precisione. Gli scambi con l'estero si svolgono essenzialmente all'interno dell'Unione Europea, specie con i Paesi del Benelux, la Francia e l'Italia, quindi, al di fuori della UE, con gli Stati Uniti, il Giappone e la Svizzera; tuttavia i crescenti interessi della Germania in vaste aree del Terzo Mondo hanno incrementato gli scambi con vari altri Paesi, come il Brasile, la Lib ia, la Nigeria, la Cina ecc., così come in aumento sono i contatti con i Paesi dell'Europa orientale. La bilancia commerciale è sempre largamente attiva. Quanto al turismo, se è vero che il Paese accoglie numerosi stranieri (principali mete turistiche sono la Selva Nera, le montagne della Turingia, la valle del Reno, alcune grandi città e i villaggi lungo la Romantische Strasse), è altrettanto vero che "esporta" un numero assai superiore di Tedeschi, diretti soprattutto verso la Scandinavia, l'Italia, la Spagna e la Grecia.

Storia

Testo completo:

Il territorio compreso tra il Reno e l'Oder fu abitato fin da tempi molto remoti. Tra i più antichi resti umani noti nel continente europeo si colloca la mandibola di Mauer nel Baden-Württemberg, scoperta nel 1907, associata a una fauna del Pleistocene medio a Elephas antiquus, Rhinoceros etruscus e Machaïrodus e attribuita a una varietà europea di Homo erectus. Altri resti umani, riferiti allo stesso gruppo, sono stati scoperti a Bilzingsleben, in Turingia, associati a industria su scheggia del Paleolitico inferiore. I resti del Riss o dell'ultimo interglaciale di Ehringsdorf e Steinheim sono stati attribuiti a rappresentanti arcaici dell'uomo di Neandertal. Uno scheletro umano incompleto, rinvenuto nel 1857 in una grotta nella vallata omonima, ha dato il nome a questa specie. Il Paleolitico inferiore è conosciuto in un gran numero di siti, tra cui si ricordano i rinvenimenti acheuleani di Balver Hohle, di Hannover-Dohren, di Jeinsen, di Karlich e di Markkleeberg. Numerose sono le segnalazioni relative al Paleolitico medio e superiore: Bockstein, Hohlenstein, Kartstein e, in particolare, l'importante sito di Vogelherd, con una sequenza compresa tra il Micocchiano e il Magdaleniano. Le fasi arcaiche del Paleolitico superiore (Aurignaziano) sono note, tra gli altri giacimenti, a Geissenklosterle (ca. 35.000 anni fa) e a Breitenbach. Il Magdaleniano è attestato in importanti siti con resti di abitazioni lastricate in pietra, come a Andernach-Martinsberg e a Gonnersdorf, a Groitzsch, Petersfels, Kniegrotte, Oelknitz e Teufelsbrucke, o attraverso resti di arte mobiliare, tra cui la famosa figurina antropomorfa in avorio con testa di felino rinvenuta a Hohlenstein. Una facies culturale che prende il nome di Hamburgiano, parzialmente contemporanea al Magdaleniano, è stata riconosciuta a Meiendorf e a Stellmoor, mentre la fine del Paleolitico superiore e il Mesolitico sono noti, per esempio, a Sesselfelsgrotte, nel già citato sito di Geissenklosterle, nel gruppo di Hulsten, di Fien e di Jühnsdorf. Grande diffusione ebbero in tutto il territorio le culture neolitiche, per le quali si distinguono le stazioni preistoriche di Aichbühl, Eberstadt, Flomborn, Hinkelstein e Roessen. Nell'Età del Bronzo primeggiano soprattutto le due culture dei tumuli e dei campi d'urne, entrambe diffuse anche negli altri territori dell'Europa centrale. Alla tarda protostoria appartiene la civiltà di Halstatt, caratterizzata dallo sviluppo di una cultura complessa, attestata dalle “rocche” principesche e dai ricchi corredi di alcune sepolture a tumulo.

 

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 82302465
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 73,93
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Tedesci 91,5%, turchi 2,4%, altri (inclusi greci, italiani, polacchi, russi, serbo-croati, spagnoli) 6,1%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Tedesco

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Religioni:

Protestanti 34%, cattoli 34%, musulmani 3,7%, non affiliati o altre 28,3%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): -0,06
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 8,36
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 10,28

Media dell'area geografica: 6.9088888168335 (su un totale di 9 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 4,00
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 4,20
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Numero medio di figli per donna: 1,36
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Rapporto tra i sessi: 96,14
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 44,30
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 77,20
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 82,39

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 5

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 3.607,36
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 44.111,00
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 20
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 1
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 4
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 0,00
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: 550001

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 100
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 100
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
(?)
Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 100

Istruzione

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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 98

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 63,05
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 132,30
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 83,00

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

180,27

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

13,8