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Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Belgrado
Area del Paese in chilometri quadrati: 88361
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 112
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 5 giugno 2006
Indipendenza da: Serbia e Montenegro
Moneta: Dinaro serbo

Spazio fisico

Testo completo:

Il territorio, pianeggiante nella sezione settentrionale, è montuoso in quella meridionale; è attraversato da W a E dal Danubio in cui sfociano i fiumi Tibisco, Drina, Kolubara, Sava, Morava, Mlava e Timok; l'estremo settore sudoccidentale tributa al mar Adriatico tramite il Drin Bianco. Il rilievo è costituito da numerosi gruppi montuosi isolati (Kopaonik, Golija, Povlen) appartenenti alle Dinaridi, tranne a SE, dove si innalzano le propaggini occidentali dei Balcani, e a SW, dove si allungano le Alpi Albanesi (Ðaravica, 2656 m); tra la Sava e il Danubio sorge isolato il gruppo della Fruska Gora (539 m). Il clima è di tipo semicontinentale, con inverni freddi (temperatura media di gennaio inferiore a 0 ºC) ed estati calde (media di luglio superiore ai 20 ºC); le precipitazioni, molto copiose (anche 2000 mm annui) sui rilievi, diminuiscono nelle zone pianeggianti (nella Vojvodina, 500-750 mm annui).

Ambiente umano

Testo completo:

Il paese è abitato prevalentemente da popolazioni serbe, con piccole minoranze albanesi, ungheresi, croate ecc. Il Kosovo da secoli ha attirato correnti migratorie dalle montagne albanesi, tanto che, alla fine dell'Ottocento, nella sua composizione etnica gli albanesi risultavano essere il 77% della popolazione: questo spiega gli aspri contrasti tra albanesi kosovari e governo serbo negli anni Ottanta e Novanta del Novecento e la richiesta albanese, dopo la guerra NATO contro la Jugoslavia nel 1999 che ha prodotto un'ulteriore riduzione della componente serba in Kosovo, di fare della regione uno stato indipendente monoetnico. La Vojvodina, invece, è abitata da popolazioni slave originariamente immigrate a partire dal tardo sec. XVII, e non slave, tra le quali spicca la componente magiara (i coloni tedeschi sono stati espulsi alla fine della seconda guerra mondiale). Anche tra questa regione e il governo centrale si sono aperti accesi conflitti, tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta del secolo scorso, che hanno determinato la migrazione di decine di migliaia di magiari verso la vicina Ungheria. La densità di popolazione è di 112 ab. per km².

Aspetti economici

Testo completo:

Durante gli anni Novanta del Novecento la difficile transizione dall'economia pianificata al libero mercato e l'embargo commerciale imposto dall'Occidente, hanno causato una lunga crisi concretizzatasi in un crollo della produttività e del commercio estero, inflazione altissima e ampia disoccupazione, inesistente ai tempi del comunismo. Questa crisi si è accentuata con la guerra del 1999 per il Kosovo, in cui la Serbia ha costituito l'obiettivo principale degli attacchi NATO che hanno prodotto pesanti danni alle strutture produttive e alle infrastrutture di comunicazione, azzerando il commercio estero della repubblica che non ha potuto più avvalersi dei ponti sul Danubio, distrutti dai bombardamenti. Dopo la caduta del regime di Milošević, la repubblica ha iniziato una ripresa economico-finanziaria, che ha dato come primo risultato la fine dell'inflazione grazie allo stretto collegamento instaurato tra il dinaro iugoslavo e il marco tedesco. Negli anni successivi, nonostante i progressi realizzati, il quadro economico si è presentato ancora piuttosto problematico. Infatti, la produzione agricola e manifatturiera della Serbia, posta di fronte alla libera concorrenza internazionale, data la fragilità dei suoi settori economici, sarebbe risultata soccombente all'impatto con i mercati esteri qualora non sostenuta dallo stato con tariffe protettive. Questa politica doganale si è scontra fino al 2006 con gli interessi del Montenegro, che intendeva acquistare al libero mercato internazionale i prodotti agricoli e industriali di cui necessitava, senza dovere accettare le tariffe richieste dalla Serbia per le proprie merci. Il contenzioso economico tra le due repubbliche estese anche al settore energetico: infatti, mentre il Montenegro importava i prodotti petroliferi già pronti per il consumo, la Serbia si limitava ad acquistare dall'estero solo il greggio, che veniva raffinato internamente. Dopo la separazione dal Montenegro, la Serbia si presenta come un paese produttore, sebbene abbia ancora un'economia protetta. § Nella Serbia post-bellica è avvenuto un processo di migrazione interna verso le campagne, si sono riscontrate infatti difficoltà occupazionali nelle città, dovute al taglio dei posti di lavoro nella pubblica amministrazione, alla ristrutturazione delle imprese per adeguarle agli standard internazionali e alle privatizzazioni delle aziende pubbliche. Questo fenomeno è particolamente accentuato nella Vojvodina, che per il suo fertile territorio pianeggiante ha visto aumentare la popolazione dedita al primario dal 4% nel 1992 a quasi il 10% nel 1999. È in controtendenza, invece, il Kosovo, che dopo l'ingresso delle forze internazionali nella regione ha avuto una forte urbanizzazione alimentata dalle nuove opportunità di lavoro offerte dalle organizzazioni internazionali e dalle ONG occidentali che operano sul territorio; nella regione, infatti, i redditi agricoli per gli abitanti sono inferiori a quelli che si possono ottenere dalle rimesse degli albanesi all'estero, dagli aiuti umanitari forniti dall'Occidente e dagli impieghi presso le basi militari e i datori di lavoro privati di provenienza straniera. § La Serbia basa la sua economia soprattutto sull'agricoltura (cereali, barbabietole da zucchero, girasole, lino, canapa, patate, luppolo, tabacco, frutta); altre risorse sono l'allevamento del bestiame (bovini, ovini, suini), lo sfruttamento del bosco e del sottosuolo (lignite, rame, piombo, cromo, zinco, argento, oro, minerali di ferro, antimonio) e l'industria (metallurgica, meccanica, tessile e chimica). Le città principali, oltre alla capitale, sono Niš, Kragujevac, Leskovac, Pancevo, nella Serbia propriamente detta, Novi Sad, Subotica, Sombor, e Zrenjanin in Vojvodina, Priština e Péc in Kosovo.

Storia

Testo completo:

Dall'epoca romana al secolo XVII.

 

Il territorio dell'attuale Serbia, abitato nell'antichità da Illiri e da Traci, fu occupato da Roma nel 29 a. C. ed entrò a far parte della provincia della Mesia (Mesia Superiore con Diocleziano). Nel sec. VII fu invaso dai serbi, un popolo slavo dedito alla pastorizia, senza precise strutture politiche. Istituto fondamentale era la tribù retta da un zupan. Queste carenze e il bassissimo livello culturale (i serbi non conoscevano la scrittura) spiegano come questi popoli subirono senza reazioni il dominio bizantino. Nel sec. IX il cristianesimo fu introdotto dai discepoli di Cirillo e Metodio che riuscirono a convertire lo zupan Mutimir. Nel 925 si costituì un vescovado nazionale con sede in Ras (successivamente Novi Pazar) legato alla Bulgaria, per cui ne nacque una guerra tra Bulgari e Bizantini. Dopo un'effimera supremazia bulgara, sembrò per un momento (931) che i serbi riuscissero a costituire un governo autonomo ma l'intervento dell'imperatore Basilio II restituì la Serbia a Costantinopoli, anche se, di fatto, una certa indipendenza continuò a sussistere in Bosnia durante i sec. X e XI. Ed è proprio dal territorio “libero” di Raska che nel 1167 lo zupan Stefano Nemanja diede inizio alla lotta contro il dominio bizantino. Lotta vittoriosa, conclusa dal figlio Stefano II Nemanjic (1196-1224) che, con l'aiuto del fratello vescovo, San Sava, poté infine farsi incoronare re con il riconoscimento di papa Onorio III. Ma soltanto con Stefano VI (1282-1321) la Serbia assurse anche formalmente a stato indipendente, quando l'imperatore Andronico II ne legittimò l'esistenza dando in sposa al re la propria figlia (1299). La decadenza bizantina favorì l'espansione dei serbi che sotto la guida di Stefano IX (1331-55) conquistarono Macedonia, Albania, Epiro, Etolia e Tracia cosicché Dušan, al culmine del suo potere personale nella regione, giunse a intitolarsi “imperatore dei serbi e dei greci”. Ma un ben più temibile nemico era alle porte: l'impero ottomano che nel 1389 con la battaglia di Cossovo stroncava in un sol colpo l'indipendenza del giovane stato. Inizialmente tuttavia (come del resto accadde in altri Paesi dell'area balcanica) il dominio turco non fu affatto rigido e si limitò in pratica all'esazione di tributi e al formale riconoscimento dei re da parte della Porta. Ma dopo la conquista di Costantinopoli (1453) e la morte di re Lazzaro III (1458) i Turchi assunsero il dominio diretto anche della Serbia con conseguenze sociali profonde perché essendo, per il diritto turco, tutte le terre proprietà del sultano, i serbi ne furono completamente espropriati in favore di ufficiali e di funzionari turchi cui venivano “affidate” in cambio del loro servizio. Ci fu quindi un generale livellamento delle classi sociali e un notevole abbassamento del livello economico. Tutto ciò non favorì lo spirito nazionalistico e per secoli la vita della Serbia si svolse all'ombra del potere politico degli ottomani.

 

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 9856222
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 56,37
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Serbi 82,9%, ungheresi 3,9%, rom 1,4, yugoslavi 1,1%, bosniaci 1,8%, montenegrini 0,9%, altri 8%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Serbo 88,3% (ufficiale), ungherese 3,8%, bosniaco 1,8%, rom 1,1%, altre 4,1%, non specificate 0,9%

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Religioni:

Serbi ortodossi 85%, cattolici 5,5%, protestanti 1,1%, musulmani 3,2%, non specificate 2,6%, altre o non specificate o atei 2,6%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 0,00
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 11,61
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 11,61

Media dell'area geografica: 7.7599999734334 (su un totale di 14 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 10,80
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 12,60
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Numero medio di figli per donna: 1,62
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Rapporto tra i sessi: 97,97
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,08
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 37,58
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 71,70
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 76,34

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 64

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 43,32
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 5.725,16
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 16
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 10
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 6
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 31.568,90
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 0

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 99
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 99
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 98
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 96
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 96
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 91
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 89

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 37,32
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 125,39
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 42,20

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

50,08

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

4,3