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Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Skopje
Area del Paese in chilometri quadrati: 25710
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 79
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 8 settembre 1991
Indipendenza da: Yugoslavia
Moneta: Dinaro

Spazio fisico

Testo completo:

Prevalentemente montuoso (massima elevazione il monte Korab, 2.764 m), il territorio si abbassa al centro nella valle del fiume Vardar, che lo attraversa in direzione del Mar Egeo; a sud-ovest ingloba i settori settentrionali dei laghi di Ocrida e Prespa. Il clima è prettamente continentale, con accentuate escursioni termiche.

Ambiente umano

Testo completo:

La popolazione è costituita da Macedoni (66,4%), Albanesi (23,1%), Turchi (3,9%), Musulmani (2,3%), Rumeni (2,3%), Serbi (1,9%) e altre minoranze; sparsa in piccoli nuclei abitati su tutto il territorio, si addensa maggiormente, oltre che nella capitale, in alcune città di modeste dimensioni (Bitola, Kumanovo, Prilep ), corrispondenti ai principali centri produttivi.

Aspetti economici

Testo completo:

Tra le risorse, l'agricoltura produ ce soprattutto cereali, tabacco, patate, cotone, pomodori, mele, uva e tabacco: quest'ultimo rappresenta una voce importante delle esportazioni. L'allevamento (bovini, ovini e volatili da cortile) è abbastanza sviluppato. Dalle diffuse foreste si ricava legname. Il sottosuolo fornisce ferro (Gevgelija), cromite (Radusa), magnesite (Stip), lignite (che garantisce al Paese l'autonomia in campo energetico), amianto, rame, piombo e zinco. Le industrie operano soprattutto nei settori siderurgico (Kumanovo), metallurgico (piombo e zinco a Titov Veles, rame a Radivos), meccanico (Skopje, Ocrida, Kocani), chimico (Skopje), tessile, dell'abbigliamento, del tabacco (Prilep, Skopje, Kumanovo), del cemento (Skopje), della carta e alimentare.

 

Comunicazioni e commercio. Le ferrovie, assai limitate, misurano una lunghezza complessiva di 700 km, di cui 233 km elettrificati. Le strade si sviluppano per 9.6 00 km, di cui 5.200 km asfaltati. Le comunicazioni aeree fanno capo ai due aeroporti internazionali di Skopje e di Ocrida.

 

Il commercio estero si svolge soprattutto con la Germania, la Bulgaria, l'Italia e il Regno Unito; si esportano in particolare manufatti, prodotti agricoli, materie prime, prodotti chimici e si importano macchinari e veicoli, prodotti petroliferi e prodotti alimentari.

Storia

Testo completo:

La regione macedone, già parte dell'impero romano d'Oriente, quindi dell'impero bizantino, ospitò i primi insediamenti slavi verso la fine del VI secolo; successivamente fu sottomessa dalle diverse potenze che si avvicendarono nella regione, dall'impero bulgaro al regno serbo, finché fu conquistata dall'impero ottomano nel 1371. Sottoposta al dominio ottomano fino al 1912, dalla fine del XIX secolo la Macedonia fu oggetto delle rivendicazioni dei nuovi Stati indipendenti bulgaro, serbo e greco.
Effettivamente con il Trattato di Bucarest (1913), al termine delle guerre balcaniche, il territorio macedone fu spartito fra Serbia (Macedonia settentrionale), Grecia (Macedonia meridionale) e Bulgaria (Macedonia orientale).
La Macedonia settentrionale (che costituisce il territorio dell'attuale Stato macedone) subì da parte di Belgrado una politica annessionistica, volta all'assorbimento dell'elemento macedone. La Chiesa macedone venne posta sotto il controllo del patriarcato serbo e l'uso della lingua serba divenne obbligatorio nella vita pubblica e nelle scuole, così come l'adozione dell'alfabeto cirillico. Tale politica, proseguita anche dopo la formazione dello Stato iugoslavo, il Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni nel 1918 (divenuto regno di Iugoslavia nel 1929), alimentò nella popolazione macedone un sentimento antiserbo accompagnato da spinte filobulgare. Durante la seconda guerra mondiale la Bulgaria, alleata della Germania nazista, occupò la maggior parte della Macedonia iugoslava imponendo alla popolazione macedone un regime fortemente autoritario che le alienò ogni simpatia. Così, se in un primo momento il movimento di liberazione guidato da Tito aveva avuto delle difficoltà a radicarsi fra la popolazione macedone, dalla fine del 1943 i partigiani ebbero un seguito crescente anche a Skopje. Nel 1946 la Macedonia entrò a far parte, come repubblica costitutiva, della Federazione Iugoslava. Per i suoi legami linguistici e storici con la Bulgaria, essa rappresentava un importante asse del progetto titino di realizzazione di una federazione balcanica, tuttavia fallito per l'opposizione sovietica e la conseguente rottura fra Tito e Stalin. Da quel momento, le relazioni fra la Repubblica di Macedonia e la Bulgaria furono tese e l'atteggiamento di Sofia nei confronti della questione macedone fu basato sulla negazione di una specifica identità etnico-linguistica macedone. Invece, Belgrado si adoperò per la valorizzazione della nazione macedone, accompagnata dalla promozione della lingua, distinta tanto dal serbo quanto dal bulgaro, e dalla valorizzazione dell'identità culturale, storica e religiosa macedone.
La crisi della Federazione iugoslava nel corso degli anni Ottanta favorì le spinte nazionaliste anche in Macedonia. Quest'ultima, timorosa per la propria autonomia in uno Stato ad egemonia serba, ma anche per la propria sopravvivenza, a fronte di possibili rivendicazioni territoriali da parte della Bulgaria o della Grecia, proclamò l'indipendenza nel novembre 1991. Mentre Sofia riconosceva il nuovo Stato fin dal 1992, l'opposizione greca bloccò un più ampio riconoscimento internazionale della Macedonia: il governo di Atene contestò infatti il mantenimento del nome di Macedonia da parte di uno Stato divenuto indipendente, temendo a sua volta che esso potesse alimentare rivendicazioni territoriali nei confronti dell'omonima regione greca. L'ammissione della Macedonia all'ONU con la denominazione provvisoria di Repubblica ex iugoslava di Macedonia fu possibile solo nell'aprile 1993 grazie a un arbitrato internazionale, ma tale soluzione di compromesso non portò a una distensione dei rapporti con la Grecia. Nel 1994-1995 vennero adottate da parte greca misure restrittive di carattere commerciale; fra queste il divieto di utilizzo del porto di Salonicco, particolarmente grave per un Paese, come la Macedonia, sprovvisto di un proprio accesso al mare. Tali problemi aggravarono la situazione economica del Paese, che risentì fortemente della disgregazione del mercato federale, della guerra civile in Bosnia ed Erzegovina e delle sanzioni imposte dai Paesi occidentali alla Repubblica Federale di Iugoslavia. Solo nell'ottobre 1995 fu sottoscritto da Atene e Skopje un accordo provvisorio per il reciproco riconoscimento delle frontiere e il rispetto della sovranità e dell'indipendenza dei due Paesi. Ne conseguì il ritiro da parte greca del veto al riconoscimento internazionale della Macedonia e alla sua partecipazione ad accordi internazionali e regionali. Il governo macedone, da parte sua, si impegnò a emendare la Costituzione e a eliminare i passaggi giudicati irredentisti da Atene. Dopo gli accordi con la Grecia dell'ottobre 1995 e gli accordi di pace per la Bosnia ed Erzegovina nel dicembre 1995, la fine dell'isolamento economico e commerciale permise un lieve miglioramento della situazione economica del Paese. Intanto, sul piano interno, erano emersi forti contrasti fra la maggioranza macedone della popolazione e la consistente minoranza albanese; quest'ultima, concentrata nella Macedonia occidentale, rivendicò il pieno riconoscimento dei propri diritti nazionali e l'istituzione di una propria regione autonoma. Ondate di proteste e gravi disordini si verificarono ripetutamente, mentre il tentativo di istituire un'università di lingua albanese a Tetovo fu violentemente contrastato dalle autorità macedoni nel 1994-1995. Fin dal 1992 fu dispiegato lungo il confine con la Iugoslavia un contingente delle Nazioni Unite con compiti di monitoraggio e prevenzione, ma ciò nonostante la Macedonia risentì fortemente della recrudescenza delle tensioni interetniche registrata nel 1998 nel Kosovo, anche per gli stretti legami familiari, culturali ed economici esistenti fra le due comunità albanesi, macedone e kosovara.
Nel marzo 1999, alle forze dell'ONU subentrarono quelle della NATO, ma il governo macedone chiese che non venissero utilizzate nell'offensiva aerea contemporaneamente scatenata contro la Iugoslavia. Nel frattempo, un flusso di decine di migliaia di profughi albanesi, in fuga dalle truppe serbe e dai bombardamenti della NATO, si riversò sul Paese. Tale afflusso acuì le difficoltà sia sul piano dei rapporti interetnici (la popolazione macedone temette che ne potesse risultare alterato il rapporto numerico fra le due principali componenti etniche) sia su quello economico.
Alla fine di un decennio di vita come Stato indipendente, la Macedonia si trovava quindi in una situazione di forte incertezza, pienamente esposta all'instabilità che continuava ad attraversare la Penisola Balcanica. L'incertezza fu approfondita dall'avvicendamento alla guida del Paese verificatosi nel 1998-1999: dopo diversi anni di governo a guida socialdemocratica (1992-1998), le elezioni politiche dell'ottobre-novembre 1998 portarono infatti al potere un'eterogenea coalizione formata dai nazionalisti albanesi più radicali e dal partito nazionalista macedone VMRO (Organizzazione rivoluzionaria interna macedone, denominazione analoga a quella della formazione nazionalista macedone di fine Ottocento). Nel dicembre 1999, inoltre, il candidato di questo partito, Boris Trajkovski, subentrò nella carica di presidente della Repubblica all'ex comunista Kiro Gligorov, che l'aveva detenuta fin dal 1991. Le elezioni del novembre 2002 furono vinte dal centro-sinistra, che superò nettamente la coalizione conservatrice al Governo. Nel marzo 2003 il Paese si schierò a fianco degli USA nella guerra contro l'Iraq. Nel maggio dello stesso anno, insieme con Albania e Croazia, la Macedonia ha sottoscritto un accordo con gli Stati Uniti (la Carta adriatica.) che rafforzava i rapporti bilaterali dei tre Paesi con gli USA e li avvicinava alla NATO. Dal marzo 2003 il contingente della NATO, presente in Macedonia dal marzo 1999 in seguito al conflitto con la ex Iugoslavia, è stato sostituito da un contingente di 350 soldati della UE (missione Concordia). Nel febbraio 2004 il presidente, Boris Trajkosvki, moriva in un incidente aereo; nelle successive elezioni presidenziali, svoltesi in aprile, vinceva il socialdemocratico Branko Crvenkovski. In novembre il primo ministro Hari Kostov si dimetteva per contrasti nel governo e al suo posto veniva nominato Vlado Buckovski. Nelle elezioni legislative del luglio 2006 si affermava il partito Vmro-Dpmne, di centrodestra, precedentemente all'opposizione.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 2060563
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 59,28
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Macedoni 64,2%, albanesi 25,2%, turchi 3,9%, rom (gipsy) 2,7%, serbi 1,8%, altri 2,2%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Macedone 66,5, albanese 25,1%, turco 3,5%, rom 1,9%, serbo 1,2%, altre 1,8%

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Religioni:

Ortodossi macedoni 64,7%, musulmani 33,3%, altri cristiani 0,37%, altre non specificate 1,63%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 0,22
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 11,08
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 9,09

Media dell'area geografica: 7.7599999734334 (su un totale di 14 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 14,30
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 15,40
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Numero medio di figli per donna: 1,46
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Rapporto tra i sessi: 100,37
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,08
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 35,88
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 72,12
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 76,32

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 78

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 10,64
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 5.162,19
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 6.286,40
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: 2000
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 0

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 94
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 99
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 98
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 98
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 95
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 96
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 96

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 99
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 99
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 97
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 94
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 93

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 20,45
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 107,23
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 56,70

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

54,20

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

2,7