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Paesi | Europa | Europa meridionale | Croazia

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Zagabria
Area del Paese in chilometri quadrati: 56540
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 79
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 25 giugno 1991
Indipendenza da: Yugoslavia
Moneta: Kuna

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia e clima. Il territorio è morfologicamente assai vario: la Croazia continentale comprende a est l'estremo lembo del bassopiano pannonico tra la Drava e la Sava (Slavonia, Podravina e Posavina), mentre a ovest si innalzano i rilievi calcarei delle Dinaridi, con estesi altopiani carsici (Gorski Kotar, Lika) strapiombanti sul mare e digradanti verso l'interno con una serie di ripiani. La Croazia adriatica comprende la Penisola Istriana, quasi tutta la Dalmazia, entrambe prevalentemente calcaree con diffusi fenomeni carsici, più frequenti in Istria, e una continua cortina di isole lungo tutto il litorale. I fiumi Drava e Sava convogliano gran parte delle acque croate verso il Danubio. La regione dalmata è attraversata invece da alcuni corsi d'acqua che sfociano nell'Adriatico (Zrmanja, Krka, Cetina, Narenta). Il clima è di tipo mediterraneo nella fascia costiera, ma diviene sempre più continentale man mano che si procede verso l'interno.

Ambiente umano

Testo completo:

La popolazione risulta composta dal 78% ca. di Croati, dal 12% ca. di Serbi (di cui circa la metà vivente nella regione autonoma della Krajina) e da altre minoranze (Musulmani, Magiari, Sloveni, Italiani, Albanesi). La maggior concentrazione demografica, mediamente piuttosto bassa, si riscontra in corrispondenza delle aree industrializzate nei pressi della capitale Zagabria e delle altre città maggiori: Spalato ( Split), Fiume (Rijeka), Osijek, Pola (Pula), Karlovac , Sisak. Le sanguinose vicende del conflitto che dal 1991 ha visto contrapposte le vecchie Repubbliche iugoslave di Croazia, Serbia e Bosnia-Erzegovina, e specialmente le sistematiche operazioni di "pulizia etnica" e gli spostamenti forzati delle popolazioni locali, hanno prodotto un rimescolamento demografico che ha ridotto drasticamente la presenza serba.

Aspetti economici

Testo completo:

L'economia del Paese, legata per molti anni a quella della Federazione iugoslava, ha potuto avviare un processo di riassestamento soltanto una volta placate le lotte tra le fazioni interne e con le Repubblich e confinanti.

Agricoltura, allevamento e pesca. Largamente praticata è l'agricoltura, i cui principali prodotti sono i cereali, le patate, le barbabietole da zucchero, ortaggi e frutta nelle zone nord-orientali, l'uva e le olive in quelle costiere. Diffuso l'allevamento del bestiame (bovini, suini, ovini e volatili da cortile), mentre nelle zone montuose si sfruttano le cospicue risorse forestali. Una certa importanza ha anche la pesca, che alimenta una discreta industria conserviera.

Risorse minerarie e industrie. Le ricchezze del sottosuolo sono rappresentate da carbone (Arsia), bauxite (Istria), petrolio e gas naturale (Goijlo, Klostar Ivanic). Prima delle distruzioni causate dalla guerra la Croazie era, con la Slovenia, la repubblica iugoslava più industrializzata. Oggi, grazie anche all'afflusso di notevoli capitali esteri, molti settori sono tornati competitivi: la siderurgia, la metallurgia, la chimica e la petrolchimica, la meccanica, la cantieristica, l'industria alimentare e quella tessile.

Turismo e comunicazioni. Il turismo registra una notevole ripresa. Le comunicazioni sono assicurate da una rete ferroviaria e da una rete stradale di circa 28.000 km. I porti principali sono quelli di Fiume, Pola, Spalato, Ploce (Kardeljevo) e Ragusa (Dubrovnik); aeroporti a Zagabria, Spalato e Ragusa.

Storia

Testo completo:

Abitata dagli Illiri e colonizzata dai Greci, la regione fece parte in epoca romana della Pannonia e nel 356, dopo essere stata provvisoriamente sottomessa dagli Ostrogoti, fu annessa da Giustiniano a Bisanzio. Conquistata dagli Avari (568), fu progressivamente abitata, a partire dal sec. VII, da popolazioni slave che, provenienti dal N dei Carpazi, occuparono la zona posta tra la Sava e la Drava (cosiddetta Croazia pannonica) e quella lungo la costa (Croazia dalmatica o marittima). Costretti a subire l'ostilità degli Avari, queste popolazioni identificate poi negli antenati della nazione croata, finirono per chiedere appoggio ai Franchi e a Bisanzio. Convertite al cristianesimo sotto l'influenza franca, furono legate più all'influenza germanica che a quella bizantina e l'elemento religioso finì per catalizzare le esigenze di indipendenza dal dominio bizantino, ristabilito tra l'877 e il 910.

Il principe croato Tomislao costituì uno Stato croato indipendente ed ebbe nel 925 il titolo di re. Nel sec. XI lo Stato croato si consolidò e si estese fino alla Dalmazia, ma lotte interne e rivalità delle potenze interessate alla Croazia portarono Pietro IV Kresimir (1058-74) ad appoggiarsi all'Ungheria, finché, estintasi la dinastia croata nel 1102, la corona di Croazia e Dalmazia passò a Colomanno, re d'Ungheria; nel 1260 Bela IV di Ungheria divise la Croazia, separando il Regno di Croazia e Dalmazia dal Regno di Slavonia.

La regione rimase agli Ungheresi fino al 1526 quando, in seguito alla sconfitta delle truppe ungaro-croate da parte dei Turchi (Mohacs), passò sotto gli Absburgo. Impegnata in una continua resistenza ai Turchi e contemporaneamente a difendere la propria autonomia nei confronti dei Serbi e dell'accentramento asburgico, la popolazione croata fu sollecitata a mantener viva la propria coscienza “illirica” e dopo il dominio napoleonico (1809-13) si sviluppò in Croazia un movimento politico-culturale che faceva capo a L. Gaj: l'illirismo.

La lotta per la propria autonomia continuò a caratterizzare la vita della Croazia fino alla fine della prima guerra mondiale, quando il dissolvimento dell'Impero austro-ungarico portò all'unione di Croazia, Slovenia e Serbia nel Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni (1918) con capitale Belgrado, ridenominato Regno di Iugoslavia nel 1929. Un forte antagonismo contro l'elemento serbo e contro la sua politica di accentramento rese difficile la vita del nuovo Stato nell'ambito del quale nel 1939 (25 agosto) la Croazia fu infine costituita in banato autonomo. Con l'occupazione tedesca di Zagabria (aprile 1941), gli ustascia (nazionalisti croati) proclamarono uno Stato indipendente di Croazia esteso anche all'odierna Bosnia ed Erzegovina, che in realtà era asservito ai nazifascisti, offrendone la corona al principe italiano Aimone d'Aosta.

Lo Stato croato, che aveva perseguito l'obiettivo di assicurare la purezza etnica nel proprio territorio eliminandovi serbi, zingari ed ebrei in quanto non croati, ebbe termine con la conquista della regione da parte degli Alleati al N e con l'arrivo delle truppe di Tito (6 maggio 1945). Il 30 novembre 1946 la Croazia come Repubblica dal territorio corrispondente a quello dello Stato croato odierno entrò nel sistema federale della Repubblica Popolare Iugoslava.

Negli anni Settanta gli ustascia ricostituirono un movimento separatista clandestino di ispirazione fascista, che compì numerose azioni terroristiche in Iugoslavia e all'estero. Alla fine degli anni Ottanta, in seguito al crollo dei regimi comunisti nell'Europa orientale, si sviluppava in Croazia una forza politica secessionista che, dopo un referendum popolare favorevole in larga maggioranza al distacco dalla Federazione delle Repubbliche iugoslave, induceva il Parlamento a proclamare, il 26 giugno 1991, l'indipendenza della Croazia. Questa tuttavia, così come la contemporanea dichiarazione di sovranità della Slovenia, non era riconosciuta dalle istituzioni federali di Belgrado, che mobilitavano l'esercito contro le repubbliche ribelli, responsabili di avere proclamato la secessione alterando unilateralmente le strutture federali dello Stato. La sanguinosa guerra civile che ne seguiva, resa ancor più cruenta dagli scontri etnici con l'agguerrita minoranza serba presente in Croazia, non si placava neanche dopo il riconoscimento dell'indipendenza croata da parte dei Paesi della CEE (gennaio 1992) e di gran parte della comunità internazionale, tanto da determinare l'invio di un forte contingente dell'ONU.

La presenza di una forza di interposizione e, soprattutto, l'evoluzione delle vicende bosniache allentavano di fatto la tensione tra Croazia e Serbia, se si esclude la pur importante questione della Krajina dove, nel 1993, la popolazione serba si pronunciava per l'unificazione con i serbo-bosniaci. Contestualmente la Croazia era protagonista, proprio in Bosnia ed Erzegovina, di un'altalenante politica fatta di accordi ufficiali con i governanti musulmani, mentre le milizie croato-bosniache perseguivano quella pratica della pulizia etnica che ha costituito il leitmotiv della crisi balcanica.

Il conflitto croato-musulmano in Bosnia ed Erzegovina, vera e propria guerra dentro la guerra, si concludeva, almeno ufficialmente, con l'accordo siglato nel marzo 1994 per la formazione di una federazione croato-musulmana contrapposta ai serbi di Bosnia. Il governo croato si impegnava quindi a ristabilire il proprio dominio su tutto il suo territorio della Croazia propriamente detta, in parte tramite accordi, in parte con operazioni militari: nel 1995 le sue truppe, con l'appoggio politico e materiale degli Stati Uniti, riconquistavano gran parte dei territori che sin dall'indipendenza erano stati occupati dai serbi e da essi costituiti nell'autoproclamata Repubblica della Krajina; nel 1998 il governo riprendeva il controllo della Slavoniaorientale (sottoposta dal gennaio 1996 all'amministrazione transitoria dell'ONU).

I rapporti tra Croazia e Iugoslavia, segnati positivamente, dopo cinque anni di guerra, dall'accordo siglato ad Atene (agosto 1996) dal presidente croato Franjo Tudjman (in carica dal 1990) e dal leader iugoslavo Milošević per il riconoscimento reciproco, con relative relazioni diplomatiche, si deterioravano nel 1999, dopo l'intervento armato della NATO contro la Repubblica federale di Iugoslavia. La morte di Tudjman nel dicembre 1999, la successiva sconfitta del suo partito (HDZ) alle elezioni politiche del gennaio 2000, vinte dalla coalizione di centro-sinistra (socialdemocratici e liberali) di Ivica Racan e, soprattutto, la vittoria di Stjepan Mesić (56%), candidato del Partito Popolare, alle elezioni presidenziali del febbraio 2000, segnavano una svolta nella storia della Croazia, finalmente avviata a liberarsi del proprio nazionalismo e a darsi l'assetto di una democrazia parlamentare europea. Tuttavia le tensioni all'interno del governo e un'economia che stentava a decollare comportavano che alle elezioni legislative del novembre 2003 l'HDZ, guidata da Ivo Sanader, vinceva.

Nel giugno 2004 il Paese avviava i negoziati per l'adesione alla UE, mentre le presidenziali del gennaio 2005 erano nuovamente vinte da Mesić. Tuttavia, la politica europeista dei governi croati del dopo-Tuđjman ha visto diminuire i consensi tra l'opinione pubblica, dal momento che le istituzioni europee richiedono quali condizioni imprescindibili per l'ingresso dello Stato nell'UE, la consegna dei criminali di guerra tra cui spicca la figura del generale Ante Gotovina – considerato invece un eroe dai croati – oltre al rientro dei profughi delle minoranze nazionali costretti a lasciare il Paese negli anni Novanta. Infatti, le trattative per l'adesione che avrebbero dovuto pervenire a una fase decisiva a partire dal 17 marzo 2005, sono state bloccate per il mancato arresto del generale Gotovina e per lo scarso zelo con cui il governo croato attua i programmi di rientro per i 180.000 fuoriusciti serbi, ancora profughi in Serbia e Montenegro e in Bosnia ed Erzegovina.

In seguito a un atteggiamento di maggiore collaborazione da parte del governo croato, i negoziati si sono avviati nuovamente a partire dall'ottobre 2005. Nel novembre 2007 si svolgevano le elezioni legislative vinte di misura dall'HDZ con il 32% mentre i socialdemocratici si attestavano al 31%. Successivamente I. Sanader veniva riconfermato premier. Al vertice della NATO di Bucarest dell'aprile 2008 la Croazia veniva formalmente invitata ad aderire all'organizzazione. Nel giugno 2009 il premier si dimetteva e il mese dopo il parlamento votava la fiducia a Jadranka Kosor, prima donna a ottenere quest'incarico nel Paese. Nel gennaio 2010 il candidato democratico Ivo Josipovic vinceva il ballotaggio delle elezioni presidenziali con il 64,6 per cento dei consensi, battendo il sindaco di Zagabria Milan Bandic.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 4403330
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 57,80
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Croati 89,6%, serbi 4,5%, altri (inclusi bosniaci, ungheresi, sloveni, cechi, rom) 5,9%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Croato 96,1%, serbo 1%, altre e non specificate (incluse italiano, ungherese, ceco, slovacco, tedesco) 2,9%

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Religioni:

Cattolici 87,8%, ortodossi 4,4%, altri cristiani 0,4%, musulmani 1,3%, altre e non specificate 0,9%, nessuna 5,2%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): -0,18
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 9,54
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 11,74

Media dell'area geografica: 7.7599999734334 (su un totale di 14 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 6,00
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 6,30
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Numero medio di figli per donna: 1,42
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Rapporto tra i sessi: 92,83
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 41,50
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 72,45
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 79,49

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 47

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 62,43
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 14.181,70
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 16
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 9
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 4
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 37.480,00
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: 10000
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 0

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 97
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 99
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 99
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 98
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 99

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 100
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 100
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 99
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 95
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 95
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 94
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 91

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 40,06
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 116,37
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 70,71

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

51,83

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

4,9