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Paesi | Asia | Asia meridionale orientale | Malesia

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Kuala Lumpur
Area del Paese in chilometri quadrati: 329740
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 78
Forma di governo: Monarchia costituzionale
Data dell'indipendenza: 31 agosto 1956
Indipendenza da: Regno Unito
Moneta: Ringgit

Spazio fisico

Testo completo:

Geomorfologia della penisola. La Malaysia Peninsulare occupa la parte terminale della penisola malese, per una lunghezza di circa 750 km e una larghezza massima di 350 km; l'ossatura del rilievo è costituita dall'appendice meridionale della catena, formatasi durante il Mesozoico, che serpeggia lungo la penisola allacciandosi a nord alla dorsale che interessa la sezione centrale dell'Indocina. Il basamento è prevalentemente costituito da calcari scistosi e marnosi del Paleozoico; durante il Mesozoico si ebbero episodi di sommersione di cui sono testimonianza le cospicue coltri sedimentarie, soprattutto a renacee, diffuse nella regione centro-meridionale, più depressa, e si manifestarono gli ultimi piegamenti, accompagnati da vaste e potenti intrusioni magmatiche. A queste risalite, per lo più granitiche, si deve la formazione di alcuni dei principali mas sicci. Nel Cenozoico, per i contraccolpi dell'orogenesi alpino-himalayana, si manifestò un generale sollevamento disturbato e complicato dallo sviluppo di numerose faglie, che determinarono la frammentazione del rilievo in blocchi rialzati o abbassati. L'allineamento montuoso più sviluppato, per quanto discontinuo, noto come Catena Centrale (Central Range), corre da nord-ovest a sud-est per oltre 450 km, con una larghezza massima di 70 km e un'altezza che quasi sempre oltrepassa i 1.000 m. Più che di una vera catena si tratta di una successione di tavolati granitici man mano digradanti verso le coste; le cime più alte si trovano spostate a est e toccano i 2.190 m col picco quarzitico di Gunong Tahan . Le coste sono prevalentemente basse e sabbiose, orlate da piane alluvionali più o meno ampie, spesso paludose per l'ostacolo al deflusso delle acque offerto da cordoni litorali. La Penisola di Malacca è bagnata da mari poco profondi: durante il Pleistocene Sumatra e la Malacca furono spesso unite; resti di questo collegamento sono le numerosissime isolette che a sud di Singapore costituiscono l'Arcipelago di Riau, appartenente all'Indonesia. La Penisola di Malacca e il Borneo sono collegati senza soluzione di continuità dalla piattaforma continentale da cui affiorano diverse isole, delle quali solo le più occidentali appartengono alla Malaysia come Perhentian Besar, Redang, Tenggol, Tioman e Aur. Tra le piccole isole della costa occidentale, lungo lo Stretto di Malacca, le più estese sono Langkawi, quasi al confine con la Thailandia, e Pinang.

Malaysia Orientale. La Malaysia Orientale occupa gran parte della fascia settentrionale dell'isola del Borneo, costituita dal versante volto al Mar Cinese Meridionale delle catene che si succedono prevalentemente in direzione sud-ovest/nord-est (monti Kapuas, Iran, Penambo) formando l'ossatura centrale dell'isola, e dalla porzione terminale degli stessi allineamenti che si affacciano al Mar di Sulu aprendosi a ventaglio. Lo spartiacque di regola rappresenta il confine col Borneo indonesiano o Kalimantan. Il Sarawak, a ovest, e il Sabah, a est, sono separati da una catena costiera, la Crocker Range. I rilievi maggiori sono elevati in media sui 1.500-2.500 m e presentano forme non meno aspre: paleozoici, sono stati coinvolti nell'orogenesi cenozoica che ha provocato fratture e dislocazioni, accompagnate nel settore di nord-est, dove si eleva l'imponente Horst granitico del Kinabalu (4.101 m), massima elevazione dell'isola, da manifestazioni magmatiche. Le coste, per lo più basse e ricoperte da fitte formazioni di mangrovie, si presentano talvolta intagliate da profondi estuari e fronteggiate da numerosi isolotti.

Clima. Il clima è di tipo equatoriale con temperature elevate, pressoché uniformi tutto l'anno (25-28 °C); le precipitazioni sono abbondanti con una media annua di 3.000 mm: i valori massimi si registrano sulle alteterre centrali con punte fino a 6.500 mm. Le piogge non hanno una distribuzione del tutto uniforme nel corso dell'anno per via dell'influsso dei monsoni: al monsone di sud-est, che si avverte particolarmente nell'area sud-occidentale e occidentale della Malaysia Peninsulare, si deve l'accentuarsi delle precipitazioni tra aprile e agosto, mentre quello di nord-est interessa, tra ottobre e gennaio-febbraio, la parte orientale della Malaysia Peninsulare e il Borneo.

Flora. Date le condizioni climatiche, la copertura vegetale prevalente è la rigogliosa e ricchissima foresta pluviale, che riveste le pendici montane fino ai 1.800 m per la Malaysia Peninsulare, ai 2.500 per i territori nel Borneo; il sottobosco, fittissimo, abbonda di epifite: ospita tra l'altro oltre 800 specie di orchidee. Diffusissimi sono il bambù , il pandanus e il rotang, una palma rampicante. In molte zone l'intervento dell'uomo ha degradato la foresta pluviale al cui posto sono subentrate le colture, la savana o la foresta secondaria. Lungo le coste e le fasce fluviali hanno note vole sviluppo le formazioni di mangrovie.

Idrografia. La Malaysia Peninsulare ha fiumi ricchi d'acqua ma dal breve corso. I bacini più estesi si aprono sulla costa orientale: il maggiore appartiene al fiume noto come Pahang nel tratto terminale solcante la piana omonima, Jelai nella sezione mediana attraversante la Catena Centrale, Telon all'inizio. Sul versante occidentale il fiume maggiore è il Perak, che per un lungo tratto corre tra la Catena Centrale e le alture di Larut; la sezione meridionale della penisola infine è attraversata dal fiume Johore, che sfocia con un ampio estuario di fronte all'isola di Singapore. Ricchi d'acqua sono anche i fiumi della Malaysia Orientale, ma non favoriscono la penetrazione verso l'interno o per la presenza di rapide o perché la loro foce è sbarrata da banchi di sabbia; comunque il Rajang (tributario del Mar Cinese Meridionale) è navigabile per 100 km da piccoli battelli e il Kinabatangan (Mar di Sulu) per 200 km da canotti.

Ambiente umano

Testo completo:

Composizione etnica. Alla posizione geografica, che la rende agevole ponte tra il continente e l'Arcipelago della Sonda , si deve la complessa composizione etnica della Malaysia. Anche se oggi 3 sono i gruppi di maggior consistenza e peso politico-economico, i Malesi (60%), i Cinesi (30%) e gli Indiani (9%), numerosi sono quelli minori, dovuti a molteplici ondate migratorie e a più o meno marcate mescolanze etniche. I più antichi abitatori comprendo no circa 2.000 Semang, negritos affini agli Aeta delle Filippine, rifugiatisi nelle foreste settentrionali dove conducono vita nomade; a questi si sovrapposero i Senoi, scesi dal nord, di origine mongolica e linguisticamente appartenenti al Mon-Khmer, dediti al ladang, l'agricoltura itinerante, e infine i proto-Malesi, originari forse di Sumatra, di pelle più scura dei veri e propri Malesi (o deutero, cioè secondi, Malesi), cui si deve l'introduzione della risicoltura e delle attività marinare. Sono per lo più insediati nella parte meridionale della penisola, dove conducono vita sedentaria lavorando nelle piantagioni, a eccezione dei cosiddetti Oranglaut (uomini del mare) che vivono sulla costa occidentale dello Johor. Sostanzialmente risultato di incroci diversi è il maggior gruppo etnico, quello dei Malesi, particolarmente dediti all'agricoltura e alla pesca: vivono in piccoli villaggi in prossimità della costa, o lungo i corsi d'acqua e le vie di comunicazione, si considerano i soli autoctoni e detengono il potere politico.

Profilo sociale. La società malese è tradizionalmente divisa in due classi: l'aristocratica, formata dai componenti le famiglie dei sultani regnanti, e la contadina, tributaria della prima. Nelle città inoltre si è venuta formando anche una borghesia musulmana di lingua malese che però ha per lo più matrice araba o indiana. Gli altri due maggiori gruppi etnici, i Cinesi e gli Indiani, hanno avuto uno sviluppo sensibi le solo in tempi recenti. Solo dalla metà del secolo scorso infatti l'immigrazione cinese si è sviluppata, richiamata prima dallo sfruttamento delle miniere di stagno e poi dallo sviluppo delle piantagioni, per cessare infine dal 1950, mentre un gran numero di Indiani, specie del sud, è stato fatto affluire dagli Inglesi sul finire del secolo scorso per colmare la carenza di personale nelle piantagioni e in vari settori dell'amministrazione pubblica. I Cinesi si dedicano per lo più ad attività commerciali e industriali e vivono prevalentemente nelle città; gli Indiani sono ancora oggi fortemente rappresentati tra il personale delle piantagioni e inoltre sono attivi nell'amministrazione pubblica, nelle ferrovie, nella polizia e nel piccolo commercio.

Distribuzione. La Malaysia Peninsulare ospita circa l'80% dell'intera popolazione; nella Malaysia Orientale i Malesi predominano (60%) nel Sabah e rappresentano poco più del 20% nel Sarawak, mentre i Cinesi costituiscono il 20% della popolazione del Sabah e il 30% di quella del Sarawak; per il resto si hanno popolazioni paleoindonesiane il cui nucleo più forte è formato dai Dayak (Daiacchi), soprattutto numerosi nel Sarawak, dove costituiscono il maggior gruppo etnico, dediti, nell'interno del Paese, alla caccia, alla raccolta e al ladang e, sulle coste, alla pesca. Nella Malaysia Peninsulare la zona più popolata è la fascia occidentale, mentre l'area orientale è popolata in modo discontinuo.

Centri urbani. La vita si svolge prevalentemente in piccoli villaggi: solo un terzo dei Malaysiani vive in centri di oltre 5.000 abitanti. I centri più importanti della penisola si trovano nella parte occidentale e sono di sviluppo recente, a parte la città un tempo più nota, Malacca (Melaka), fondata dagli Arabi e a lungo il porto principale dell'intera area malese-indonesiana; decaduta per la concorrenza di Singapore, conta meno di 300.000 abitanti ed è un vivace porto commerciale e peschereccio. La capitale, Kuala Lumpur , sorge a 40 km dalla costa occidentale all'incrocio delle principali vie di comunicazione ed è servita dall'attivo porto di Kelang o Klang. Centro portuale è anche Pinang (George Town), nell'isola di Pinang: caratterizzato da un'urbanistica di modello occidentale, svolge intense attività industriali e commerciali, tra cui fondamentale la lavorazione dei minerali di stagno in raffinerie tra le più grandi del mondo. In rapido sviluppo è Ipoh, centro minerario tra la Catena Centrale e le alture di Larut; Johor Baharu deve invece la sua importanza all'essere situata nella più ricca regione risicola del Paese. Nel Sabah centri di rilievo sono il capoluogo, Kota Kinabalu, e Sandakan, mentre nel Sarawak prevalgono Kuching , il capoluogo, e Sibu.

Aspetti economici

Testo completo:

La situazione economica della Malaysia appare, grazie alle ingenti risorse naturali di cui dispone (caucciù, palma da olio, legname, petrolio, stagno ecc.), una delle più floride e sicure tra quelle degli Stati asiatici in via di sviluppo, come attesta il relativamente alto reddito pro capite. La discreta dinamica dell'assetto produttivo ha permesso alla Malaysia di superare le ripercussioni negative della crisi mondiale particolarmente acuta fra il 1973 e il 1975; il Paese può nuovamente contare su un consistente attivo della bilancia commerciale e su un elevato incremento del prodotto nazionale. Tuttavia questi elementi positivi non devono mascherare taluni perduranti aspetti di debolezza organica, dovuti ai marcati antagonismi territoriali ed etnici: non è sempre facile conciliare gli interessi spesso contrastanti dei due gruppi di maggior rilievo, i Malesi e i Cinesi. Né bisogna dimenticare la persistente dipendenza di tipo neocoloniale delle strutture produttive, il cui pur favorevole andamento va posto in larga misura in relazione ai cospi cui afflussi di capitali provenienti dall'estero, in particolare dal Giappone, dagli Stati Uniti ecc.

Agricoltura. Arativo e colture arborescenti coprono circa il 23% del territorio nazionale. Il settore agricolo continua tuttavia a presentare al suo interno un ben preciso sdoppiamento tra l'agricoltura di sussistenza, che poggia prevalentemente sulla grande diffusione della risicoltura, e le produzioni destinate all'esportazione: nel primo caso, nonostante gli interventi governativi per la modernizzazione, dominano le piccole proprietà molto frazionate con insufficienti legami commerciali e i cui prodotti sono in gran parte finalizzati all'autoconsumo; nel secondo, invece, la coltivazione del caucciù e della palma da olio, nonché lo sfruttamento delle ingenti risorse forestali, sono in larga misura strutturati con criteri propriamente capitalistici e vedono l'intervento massiccio delle multinazionali, che organizzano la vendita dei vari prodotti. Come si è detto, base dell'alimentazione locale è il riso; le altre principali colture alimentari sono quelle della manioca, delle banane e di altri frutti tropicali, soprattutto di ananas, quindi delle patate dolci, degli ortaggi ecc.; lungo le coste prospera la palma da cocco. Molto importante ai fini commerciali è invece la coltivazione della palma da olio che, introdotta su vasta scala solo in epoca recente, pone la Malaysia ai vertici mondiali per la produzione di tale olio (massimo prodotto agricolo d'esportazione del Paese) e per le noci. Si coltivano inoltre arachidi, tabacco, tè, caffè, cacao, canna da zucchero, pepe (nel Sarawak).

Foreste. Circa 2/3 del territorio sono ricoperti da un fitto manto forestale il cui sfruttamento rappresenta una rilevantissima fonte di reddito per il Paese. Il Governo, tramite soprattutto l'ente di Stato Malaysian Timber Industry Board, tende ad attuare uno sfruttamento delle foreste razionale, necessario innanzitutto per la conservazione del suolo e inoltre per poter disporre di materiale da costruzione e per alimentare lo sviluppo dell'industria del legno. Ma ancor più conta nell'economia del Paese il caucciù, di cui la Malaysia è uno dei maggiori produttori mondiali. L'Hevea brasiliensis è stata introdotta solo alla fine del secolo scorso e i primi a credere nelle sue possibilità furono i Cinesi; successivamente, vastissime piantagioni, anche di alcune migliaia di ettari (l'attuale tendenza è però di frazionarle), furono impiantate da grandi società occidentali, tra cui il Dunlop. Oltre la metà del caucciù viene prodotta in piantagioni di almeno 40 ha, il rimanente è fornito da varie decine di migliaia di piccoli appezzamenti, che per la metà appartengono a Malesi, per il resto sono di proprietà in parte di Cinesi e in parte di Indiani.

Allevamento. L'allevamento ha invece scarsa importanza, anche per la limitata estensione di terreni adatti al pascolo; predominano i suini e soprattutto i volatili da cortile, mentre bovini e bufali sono presenti in numero più limitato; nelle aree risicole comunque è tradizionale l'allevamento dei bufali, impiegati nei lavori dei campi.

Pesca. La pesca è invece da sempre un'attività diffusissima presso i Malesi; la notevole ricchezza ittica dei mari malesi sopperisce al fatto che la pesca, cui sono adibite stabilmente migliaia di persone, venga tuttora praticata generalmente con metodi antiquati e poco redditizi; non mancano tuttavia appositi programmi volti in particolare a dotare la flotta peschereccia di mezzi moderni e a potenziare le attrezzature per la conservazione.

Risorse minerarie. Rilevantissime sono anche le risorse minerarie, specie per quanto riguarda lo stagno: i principali giacimenti (che vanno però impoverendosi) sono situati nel Perak e presso Kuala Lumpur; giacimenti minori si hanno nello Johor e nel Pahang (nelle fonderie di stagno si ottengono come sottoprodotti columbite e ilmenite). Seguono i minerali di ferro, la bauxite, l'oro, il manganese, il tungsteno, il rame, il carbone (nel Sabah), i fosfati e l'antimonio (nel Sarawak). Anche il petrolio sta assumendo una crescente importanza nell'economia nazionale, grazie alla presenza di ricchi giacimenti off shore, dove si trova associato a giacimenti di gas naturale. Nel 1974 è stato fondato un ente di Stato, il Petronas, che disciplina i rapporti di proprietà di produzione tra il governo malaysiano e le multinazionali che operano nel settore petrolifero. Per far fronte alla crescente richiesta energetica delle industrie e consentire inoltre l'elettrificazione integrale delle zone agricole, il governo tende a realizzare progetti che sfruttino il notevole potenziale idrico; tuttavia le ormai buone disponibilità petrolifere consentono di incrementare anche la produzione di energia elettrica di origine termica.

Industria. La Malaysia è impegnata nel diversificare il più possibile le sue industrie: grazie all'intervento di vari enti pubblici, quale il Malaysian Industrial Development Finance , e grazie anche ai cospicui investimenti esteri, nonché all'assistenza tecnica di numerosi Paesi industrializzati, il settore partecipa ormai per oltre un terzo alla formazione del prodotto nazionale. Ciò è il risultato di una crescente importanza acquisita dai processi di lavorazione di molti prodotti locali, un tempo esportati prevalentemente grezzi: la Malaysia ha ormai un'industria metallurgica, metalmeccanica e petrolchimica di discreta portata. Le fonderie malaysiane (a Pinang, Butterworth, Kelang) forniscono quasi il 20% della produzione mondiale di stagno; impianti siderurgici lavorano i minerali di ferro locali; a Kuching, nel Sarawak, opera una fonderia di antimonio; funzionano raffinerie di petrolio, come quella di Lutong, sempre nel Sarawak, dove è anche attivo un impianto di liquefazione di gas naturale presso Bintulu. L'industria meccanica può contare su importanti cantieri navali (a Pinang), sulle officine ferroviarie di Kuala Lumpur, su vari complessi per il montaggio di autoveicoli, trattori ecc. Anche l'industria chimica è stata notevolmente incrementata e fornisce in discreta misura fertilizzanti, estratti tannici ecc. Sono attivi anche cementifici e industria della gomma (pneumatici). Floride sono le attività che riguardano il campo alimentare (oleifici, zuccherifici, conservifici di frutta), le manifatture dei tabacchi, i calzaturifici, gli stabilimenti tessili e dell'abbigliamento, le segherie e gli altri impianti legati alla lavorazione del legno.

Comunicazioni. Se si eccettuano le zone forestali, la Malaysia dispone di un discreto sistema interno di comunicazioni , specie nella parte peninsulare, mentre è collegata con l'estero da un'efficiente rete di linee aeree e marittime. L'asse ferroviario fondamentale (di 787 km) è quello che segue la costa occidentale della Malaysia Peninsulare, collegando Singapore a Butterworth e raggiungendo più a nord, a Padang Besar, la rete ferroviaria thailandese. Un'altra linea corre in gran parte nella fascia centrale della penisola, da Gemas a Tumpat, presso Kota Baharu, sulla costa orientale. Non esistono ferrovie nel Sarawak, mentre a Sabah un tronco di 148 km, a scartamento ridotto, raccorda Kota Kinabalu con Tenom, nell'interno, servendo in parte anche la costa occidentale. È stata particolarmente migliorata e potenziata in tutto il Paese la rete stradale, che oggi ha uno sviluppo complessivo di oltre 64.000 km; la motorizzazione, seppure in aumento, è modesta, contandosi circa 3 milioni di autoveicoli. Tradizionalmente intenso è il traffico marittimo (i porti principali sono quelli di Kelang e di Pinang) sia internaziona le sia locale; quest'ultimo è svolto però tuttora in gran parte dai praho , le tipiche imbarcazioni malesi; inoltre un servizio di navi-traghetto consente il collegamento delle reti ferroviarie della Malaysia Peninsulare e di Sumatra. Attivi sono anche i servizi aerei, gestiti dalla compagnia di bandiera Malaysia Airline System (MAS); essi si avvalgono di buoni aeroporti, specie dei 5 scali internazionali di Kuala Lumpur, Kota Kinabalu, Pinang, Langkawi e Kuching.

Commercio. Il commercio interno si è andato attivando solo a partire dal secolo scorso a seguito della penetrazione europea, che ha avviato lo sfruttamento minerario e l'economia di piantagione; si è via via sempre più intensificato in concomitanza al generale sviluppo dell'economia malaysiana. Quanto al commercio estero, sensibili cambiamenti si verificano nelle voci di esportazione: mentre in passato erano in pratica limitate al caucciù e allo stagno, un peso sempre crescente stanno acquistando il legname, il petrolio, il gas naturale, l'olio di palma, ma anche taluni prodotti industriali, specie dell'industria meccanica e chimica. Le importazioni sono invece eminentemente rappresentate da macchinari e mezzi di trasporto, prodotti industriali vari e, in discreta misura, da generi alimentari. L'interscambio è positivo, data la costante richiesta sui mercati mondiali delle materie prime offerte dalla Malaysia; principali partners commerciali sono Singapore, il Giappone e gli Stati Uniti. Un buon andamento presenta anche il turismo, che costituisce una buona fonte di entrate in valuta estera.

Storia

Testo completo:

Il progetto di formazione di questo Stato fu avanzato per la prima volta nel maggio 1961 dal principe Abdul Rahman, primo ministro malese, forse dietro suggerimento delle stesse autorità britanniche che vedevano in esso la possibilità di condurre a termine il processo di decolonizzazione dei loro territori asiatici dando vita a uno Stato amico e abbastanza forte per resistere a eventuali pressioni da parte dei Paesi circostanti. I contatti e le trattative tra le parti furono portati avanti abbastanza faticosamente per circa due anni. Alle difficoltà e ai dissensi tra i Paesi direttamente interessati si aggiunsero subito quelli di carattere esterno. Le Filippine, infatti, rivendicavano il Borneo settentrionale in quanto antica dipendenza del sultanato delle Sulu; l'Indonesia, dal canto suo, denunciava il progetto come una manovra neocolonialista e appoggiava gli elementi nazionalisti del Borneo settentrionale. Nel dicembre 1962 A. M. Azahari, un uomo politico del sultanato di Brunei, provocò con l'appoggio dell'Indonesia una rivolta mirante a creare uno Stato indipendente nel Borneo settentrionale (Kalimantan Utara). La rivolta fu tuttavia sconfessata dal sultano del Brunei e rapidamente domata dalle truppe britanniche. Le parti interessate raggiunsero un'intesa con l'Accordo di Londra del 9 luglio 1963 e il 16 settembre si costituiva il nuovo Stato, una Federazione di cui erano membri gli undici Stati della precedente Federazione malese, più Singapore, Sarawak e il Borneo settentrionale, che assumeva il nome di Sabah. Il Brunei rifiutava all'ultimo momento di aderire, soprattutto per divergenze di carattere economico connesse con la presenza nel sultanato di importanti giacimenti petroliferi. Negli anni successivi, mentre si attenuava in pratica l'ostilità filippina e, dopo la scomparsa di Sukarno, quella indonesiana, la vita politica malaysiana risultava caratterizzata da perduranti difficoltà interne soprattutto per l'antagonismo tra l'Alleanza, fronte tri-etnico (Malesi, Cinesi, Indiani) guidato dal primo ministro Abdul Rahman, e il Partito d'Azione Popolare che, sotto la guida di Lee Kuan Yew, controllava l'elettorato di Singapore. Si giungeva così, il 9 agosto 1965, alla concordata uscita di Singapore dalla Federazione. Nel 1969 scoppiavano nella capitale Kuala Lumpur gravi incidenti razziali che inducevano il governo a sospendere provvisoriamente le garanzie politiche. Più tardi la situazione si normalizzava e le elezioni del 1974 registravano il successo del Fronte nazionale, ampia coalizione interrazziale di partiti dominata dall'UMNO (United Malays National Organization), guidata da Abdul Razak, alla cui morte (1976) successe Hussein Onn che dovette fronteggiare la ripresa della guerriglia e i disordini politici nello Stato del Kelantan dove venne introdotto lo stato d'emergenza. Nel 1981 diventava primo ministro Mahathir Mohamad, anch'egli esponente dell'UMNO. Il nuovo premier instaurava rapporti più stretti con i Paesi dell'ASEAN e con il Giappone, a scapito dei tradizionali legami con la Gran Bretagna. Nel 1984 era eletto re il sultano di Johor, che si metteva subito in urto con il più liberale Mahathir Mohamad, che riusciva comunque a rimanere alla guida del Paese. Nonostante le tensioni di carattere etnico, Mahathir sapeva infatti superare le prove elettorali sia legislative (1986) sia di partito (1987, con illegalità che portavano a una rifondazione della formazione politica), per essere infine riconfermato nelle proprie funzioni dalle consultazioni dell'ottobre 1990. Nel 1989 la scena politica vedeva peraltro le rilevanti novità dello smantellamento della forza militare del Partito Comunista Malese, attiva da quattro decenni, e della costituzione del Fronte Unito Musulmano, soggetto a influenze integraliste. Nel marzo dello stesso anno era eletto capo della Federazione il sultano del Perak, Azlan Muhibuddin Shah a cui subentrava nel 1994 Tuanku Jaafar Abdul Rahman, sultano del Negeri-Sembilan. Nello stesso anno si concludeva, con le dimissioni del primo ministro del Sabah, una lunga polemica che aveva opposto quello Stato alle istituzioni federali con seri rischi di separazione. L'unico serio pericolo per un sistema così poco permeabile a modificazioni poteva forse venire dai fermenti religiosi che negli anni Novanta avevano investito gran parte dei Paesi musulmani. Ma la reattività delle istituzioni malesi si rivelava immediata anche nei confronti di gruppi islamici sospettati di intromissioni politiche, giungendo allo scioglimento della potente setta sufica Al-Arqam i cui beni venivano confiscati (agosto 1994). In tale situazione il risultato elettorale che nel 1995 confermava la vittoria del Fronte e, al suo interno, dell'UNMO, assicurava la continuità del sistema malese e Mahathir poteva proseguire nel suo programma di rafforzamento dei poteri dell'esecutivo. Alla fine del 1997, per fronteggiare la grave crisi finanziaria che aveva investito tutto il Sudest asiatico, il governo era costretto ad adottare severe misure restrittive della spesa pubblica. Nel 1999, con una forte propaganda elettorale contro le opposizioni, formate dal Partito nazionale per la giustizia, il cui leader Anwar Ibrahim, era stato espulso dal governo nel 1998 e arrestato per corruzione, e dal Partito musulmano, accusato di voler instaurare nel Paese una Repubblica islamica, il Fronte vinceva ancora una volta le elezioni politiche, riconfermando primo ministro Mahathir. Nel 2001 veniva eletto capo della Federazione Tuanku Syed Sirajuddin. Nel 2003 Mahathir, dopo essere stato in carica per 22 anni, lasciava l'incarico di primo ministro a Abdullah Ahmad Badawi. Nelle elezioni legislative del marzo 2004 vinceva nuovamente il Fronte nazionale, guidato da Badawi, mentre il Partito musulmano, all'opposizione, subiva una netta perdita di consensi. Nel 2009 A. A. Badawi si dimetteva e veniva sostituito dal suo vice Njib Tun Razak.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 28401017
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 72,76
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Malese 50,4%, cinese 23,7%, autoctoni 11%, indiani 7,1%, altri 7,8% (2004)

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Bahasa Malesia (ufficiale), inglese, cinese (cantonese, mandarin, hokkien, hakka, hainan, hoochow), tamil, telugu, malayalam, panjabi, thai, lingue locali (Iban e Kadazan sono le più diffuse)

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Religioni:

Musulmani 60,4%, buddisti 19,2%, cristiani 9,1%, hindu 6,3%, confuciani, taoisti e religioni cinesi tradizionali 2,6%, altre o non specificate 1,5%, nessuna 0,8% (2000)

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 1,69
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 20,94
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 4,67

Media dell'area geografica: 6.4036362821406 (su un totale di 11 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 7,90
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 9,90
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Numero medio di figli per donna: 2,72
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Rapporto tra i sessi: 102,96
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 26,03
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 71,24
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 75,72

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 64

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 287,94
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 10.084,60
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 6
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 23
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 11
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 94.467,90
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: 84494
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 0

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 80
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 79
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 99
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 96
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 95
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 96

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 99
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 98
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 96
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 94
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 94
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 71
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 66

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 14,70
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 127,04
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 61,00

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

43,65

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

0,6