conosci

Paesi | Americhe | America meridionale | Uruguay

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Montevideo
Area del Paese in chilometri quadrati: 175016
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 19
Forma di governo: Repubblica costituzionale
Data dell'indipendenza: 25 agosto 1825
Indipendenza da: Brasile
Moneta: Peso uruguaiano

Spazio fisico

Testo completo:

 

Morfologia. L'Uruguay ha una morfologia molto semplice essendo costituito da piane costiere e da aree intensamente spianate dall'erosione, che ha loro conferito un aspetto dolcemente ondulato: l'altitudine media si aggira infatti sui 100 m, mentre le modeste catene montuose, che non superano i 500 m d'altezza (501 m raggiunge un'isolata eminenza, nel Sud del Paese), interessano appena il 3% della superficie complessiva. Il territorio rappresenta l'estrema sezione meridionale degli altopiani facenti parte del grande scudo precambriano del Brasile. Le rocce (gneiss e graniti in prevalenza), intensamente metamorfosate e fratturate, affiorano allo scoperto nella parte meridionale del Paese, spingendosi fin sulle coste del Río de la Plata, dove l'erosione spesso le ha modellate a falesie (note localmente col nome di barrancos); nell'Uruguay settentrionale sono invece in genere coperte da potenti serie sedimentarie di arenarie, argilliti e calcari di età da devoniana (Paleozoico) a triassica (Mesozoico): sono anch'esse notevolmente peneplanate e fratturate e in più punti fenomeni di denudamento erosivo hanno messo allo scoperto il substrato cristallino. Numerosi sono gli espandimenti lavici di natura basaltica, manifestatisi nel Cenozoico, nell'ambito dell'intensa attività orogenetica di quell'era. Depositi neozoici, sia continentali sia marini, ricoprono le fasce costiere e le aree più basse dei fondo valle. Il rilievo si articola essenzialmente su due principali allineamenti che attraversano da nord-est a sud-ovest il Paese, le dorsali collinose della Cuchilla de Haedo, a nord-ovest, e della Cuchilla Grande , a sud-est, delimitanti l'ampio bacino del Río Negro; da esse si diramano in varie direzioni più basse e dolci ondulazioni, che si spengono con sporgenze rocciose e barrancos sul Río de la Plata e con superfici piatte, orlate di cordoni di dune sabbiose e di lagune, tra cui la vasta Laguna Merin (in portoghese denominata Lagoa Mirim), sull'Atlantico.

 

Clima. Il clima è temperato, con forti influssi oceanici. La piovosità media è di 1.000-1.200 mm annui, con aumento graduale da sud a nord; i periodi più piovosi cadono nei mesi di marzo e aprile e di settembre, quando più sensibile è l'influsso dell'anticiclone dell'Atlantico meridionale; le differenze stagionali sono però molto contenute. Le temperature sono miti: a Montevideo oscillano tra i 12,5 °C di luglio (durante cioè l'inverno australe) e i 22,6 °C di gennaio; lungo la costa atlantica le escursioni termiche annue sono attenuate dagli influssi delle ultime terminazioni della corrente calda del Brasile, che rende particolarmente ospitali i centri balneari uruguayani.

 

Flora. Quanto alla vegetazione, il paesaggio dominante è quello delle praterie, regno delle graminacee, presenti in un gran numero di varietà (oltre 500 sono le specie note), il che giustifica il notevole sviluppo dell'allevamento bovino. Lungo il corso dei fiumi settentrionali e dell'Uruguay si incontra la foresta a galleria, ricca di essenze tropicali; sulle zone più elevate delle cuchillas la vegetazione è rappresentata da rade boscaglie xerofile.

Idrografia. Idrograficamente la maggior parte del territorio appartiene al bacino dell'Uruguay, il cui corso si è impostato proprio al contatto tra penepiano e depressione platense. L'Uruguay è qui per gran parte navigabile, ma ostacolato dalle rapide di Salto Grande e di Salto Chico: vi si gettano il Cuareim, il cui corso segna parte del confine col Brasile, dove è detto Quaraí , l'Arapey Grande e il Queguay Grande, la cui lunghezza oscilla tra i 200 e i 300 km, tutti provenienti dalla Cuchilla de Haedo, e soprattutto il Río Negro (750 km), che drena oltre 1/3 del territorio uruguayano. Il Río Negro nasce poco oltre il confine brasiliano e attraversa diagonalmente la fascia mediana del Paese, ricevendo numerosi affluenti; è stato sbarrato nel tratto medio del suo corso, dando origine a un vasto (1.100 km2 ) lago artificiale. Modesti sono i fiumi che raggiungono direttamente il mare come il Santa Lucia, tributario del Río de la Plata; altri si gettano nella Laguna Merín , tra i quali il Río Yaguarón, che segna per gran tratto del suo corso il confine col Brasile.

Ambiente umano

Testo completo:

 

Popolamento. I più antichi abitanti furono gruppi di cacciatori di estrazione pampide e altri di raccoglitori e di coltivatori propri dell'ambiente amazzonico. Quando i bianchi iniziarono a insediarsi in Uruguay nel XVI secolo la popolazione era costituita da tribù indie prevalentemente appartenenti ai Ciarrua (Charrua), popolo di guerrieri e cacciatori delle praterie e quindi di ambiente pampide; lungo il corso dell'Uruguay si erano insediati, probabilmente da poco, anche gruppi di Guaraní, culturalmente superiori ai Ciarrua e di estrazione amazzonica. I Ciarrua si opposero fieramente alla colonizzazione bianca, ma furono man mano sospinti dall'avanzata dei bianchi verso l'interno: il loro numerosi ridusse progressivamente tanto da annullarsi complessivamente poco dopo il 1830. Un certo apporto alla formazione della popolazione è stato dato anche dall'elemento nero, costituito dai discendenti di negros ladinos , schiavi provenienti dal Brasile e non direttamente dall'Africa, introdotti fino al 1842, quando fu abolita la schiavitù. Il ruolo fondamentale nella formazione dell'attuale popolazione uruguayana è stato invece svolto dall'immigrazione europea. I primi nuclei di diffusione furono alcune fattorie lungo la sponda settentrionale del Río de la Plata, grazie alle quali fu introdotto nel Paese l'allevamento del bestiame: questo fin dall'inizio rappresentò la base dello sviluppo economico dell'Uruguay, condizionandone modi di vita e costumi, data la mancanza di risorse minerarie e di attività di piantagione.

Sviluppo demografico. Nel 1778 la popolazione dell'Uruguay, indios esclusi, assommava a circa 20.000 abitanti (di cui oltre 1/5 a Montevideo, città che ebbe sempre un ruolo prioritario nella vita del Paese), saliti a circa 75.000 al momento della conquista dell'indipendenza e a 132.000 al censimento del 1852. Ma fu la prosperità dovuta alle fortune dell'allevamento, cui diede tra l'altro grande impulso la creazione di impianti per la preparazione di estratti di carne a opera della Compagnia Liebig, attiva in Uruguay sin dal 1864, ad attirare, a iniziare dalla seconda metà del secolo scorso, un numero assai ingente di immigrati. Le ripercussioni della crisi economica mondiale del 1929 imposero delle restrizioni all'immigrazione, riadottate anche dopo la seconda guerra mondiale.

 

Gruppi etnici. In conseguenza delle vicende del popolamento la composizione della popolazione uruguayana è molto eterogenea: conservano la loro nazionalità circa 400.000 persone; i maggiori gruppi etnici sono quelli italiano e spagnolo, seguiti da quelli brasiliano, argentino, francese, tedesco ecc. A differenza di quelli europei, prevalentemente insediati nella capitale, gli immigrati brasiliani e argentini gravitano di preferenza intorno alle zone di frontiera con i rispettivi Paesi di origine.

Insediamenti. L'Uruguay è uno tra i Paesi più densamente popolati dell'America Latina; il valore medio della densità non rispecchia minimamente la reale distribuzione della popolazione, che per quasi la metà è concentrata nella capitale e in genere diffusa soprattutto nella sezione meridionale del Paese, lungo il Río de la Plata. Montevideo ospita tutte le principali attività culturali, economiche e finanziarie dell'Uruguay ed è un porto attivissimo. Le altre città hanno ruoli nettamente inferiori: le principali sono Salto e Paysandú, porti fluviali sull'Uruguay, Rivera e Melo, nella fascia a ridosso del confine brasiliano. Numerosi sono i centri balneari sulla costa atlantica, come l'elegante Punta del Este. Nell'interno si hanno solo cittadine con funzioni commerciali, cui fanno capo le estancias, l'elemento insediativo più caratteristico dell'Uruguay, con al centro la residenza dell'estanciero e attorno, a una certa distanza, gli steccati per la raccolta del bestiame, i magazzini per la lana e le abitazioni dei dipendenti.

Aspetti economici

Testo completo:

 

Un tempo indicato come la «Svizzera dell'America Latina» per le conquiste sociali e la relativa prosperità che lo distinguevano (prosperità iniziata già nel secolo scorso e protrattasi fino agli anni Cinquanta), l'Uruguay ha visto successivamente deteriorarsi le proprie istituzioni democratiche e le proprie strutture economiche. All'origine della crisi, divenuta gravissima, si pone un pluridecennale immobilismo degli organismi produttivi (per tacere delle crescenti sperequazioni sociali), sempre più pericoloso in un Paese, come l'Uruguay, privo di materie prime e le cui uniche risorse poggiavano e poggiano tuttora sull'allevamento del bestiame, un Paese quindi costretto a gravose importazioni di combustibili e della maggior parte dei generi industriali. La contrazione sui mercati esteri dell'acquisto dei tradizionali prodotti zootecnici uruguayani causò la rovina economica del Paese; il governo rispose con la svalutazione della moneta, il blocco dei salari e una serie di altre misure restrittive. La reazione dei sindacati fu di forte opposizione alla politica governativa, inaspritasi dal 1973 al 1985 con i militari al potere. Nel 1985 il nuovo governo civile avviò una ripresa economica attraverso gli aiuti del Fondo monetario internazionale e gli accordi di cooperazione commerciale con Brasile, Argentina e Paraguay (mercato comune Mercosur, operante dal 1995).

 

Agricoltura. Tra le colture agricole prevalgono i cereali, in particolare il frumento, il riso, il mais, l'orzo e il sorgo. Le altre principali colture alimentari riguardano le patate, le batate, la vite, gli agrumi (arance e limoni) e la frutta in genere, mentre fra le colture industriali hanno discreto rilievo quelle oleifere (lino, girasole, arachidi, soia ecc.), della canna e della barbabietola da zucchero, infine del tabacco. Modestissimo è il patrimonio forestale, che copre poco più del 5% del territorio nazionale.

 

Allevamento e pesca. L'allevamento del bestiame, che fruisce di spazi amplissimi (prati e pascoli permanenti coprono ben il 76% della superficie territoriale), rappresenta sempre la principale attività; organizzato tuttora sulle grandi estancias , fa capo a moderni macelli, che alimentano impianti conservieri ottimamente attrezzati. Prevalgono i bovini e gli ovini, cui si aggiungono suini e cavalli; relativamente minore importanza hanno i volatili da cortile. Grazie a rilevanti prestiti internazionali il governo uruguayano ha però provveduto a incentivare il settore della pesca, che oggi ha raggiunto posizioni di tutto rispetto.

 

Risorse minerarie e industrie. Il sottosuolo, del tutto privo di minerali energetici, fornisce solo quarzo, marmo, graniti e talco. Cospicuo è però il potenziale idroelettrico; nell'ambito della politica di incentivazione del settore energetico si colloca la realizzazione delle due grandi centrali idriche di Salto Grande (in parte argentina) e di Palmar (in parte brasiliana) che, a lavori ultimati, consentiranno all'Uruguay di esportare elevati quantitativi di energia elettrica. Le principali industrie sono quelle tessili, alimentari (soprattutto zucchero e birra), chimiche, del cemento, che, sviluppatesi grazie a forti investimenti esteri, hanno accusato una notevole contrazione a causa della pesante restrizione degli scambi.

Comunicazioni e commercio. Ben sviluppate sono le vie di comunicazione, che si avvantaggiano di una morfologia ovunque pianeggiante e collegano agevolmente l'Uruguay sia con l'Argentina sia con il Brasile. Le vie di comunicazione si diramano a ventaglio da Montevideo, che è anche il porto più attrezzato e attivo del Paese. La rete stradale ha uno sviluppo di oltre 50.000 km; 2.484 km appartengono alla Carretera Panamericana. La rete ferroviaria è complessivamente limitata (2.000 km ca.) ma ben collegata con quella brasiliana e, dal 1981, anche con quella argentina (linea Concordia-Salto). Svolgono un considerevole ruolo per i trasporti sia merci sia passeggeri il Río de la Plata e l'Uruguay, quest'ultimo navigabile per circa 500 km e sul quale sono i porti di Fray Bentos, Paysandú e Salto. I servizi aerei raccordano le maggiori città (compagnia di bandiera è la PLUNA, Primeras Líneas Uruguayas de Navegación Aérea ); aeroporto principale è quello internazionale di Carrasco, presso Montevideo. L'interscambio commerciale si svolge eminentemente con il Brasile, l'Argentina, gli USA, la Germania. Un considerevole apporto di valuta è dato dal turismo.

Storia

Testo completo:

Abitato da tribù indigene prevalentemente nomadi, l'attuale territorio uruguayano fu esplorato per la prima volta da J. D. de Solís nel 1516. Verso il principio del sec. XVII vi giunsero sempre più frequentemente i bandeirantes, portoghesi avventurieri che venivano dal Brasile alla caccia di manodopera per le loro piantagioni. In difesa dei nativi si schierarono i gesuiti, il cui appoggio si rivelò determinante. Tuttavia numerosi bandeirantes preferirono fermarsi in Uruguay per condurvi traffici di contrabbando, a danno degli Spagnoli occupanti l'Argentina. Il contrabbando si rivelò così prospero che le autorità del Brasile decisero di proteggerlo costruendo nel 1680 un forte di fronte a Buenos Aires, chiamato Colonia do Sacramento, che fu la causa di una lotta serrata con la Spagna, finché con il Trattato di Utrecht del 1713 il forte ritornò al Portogallo. Per bilanciare questa perdita, dal 1724 gli Spagnoli edificarono Montevideo e ne fecero la capitale di un circondario, adibito all'allevamento del bestiame, dopo avervi sterminato i nativi Ciarrua che lo abitavano. Nuovi conflitti tra Spagna e Portogallo finirono con il Trattato di San Ildefonso del 1777 che riconobbe la sovranità della Spagna, e questa si impegnò a liberalizzare il commercio, con l'apertura dei porti di Buenos Aires e Montevideo. Il dinamismo economico che ne seguì ispirò nei coloni della Banda Oriental uno spirito di indipendenza che si concretizzò nel 1808 con la costituzione di una giunta, a Montevideo, che contestò sia il potere di Madrid, sia l'aspirazione annessionistica argentina. Il movimento riprese nel 1811 con il patriota J. G. Artigas, che si batté contro i Luso-Brasiliani accorsi per impadronirsi del territorio e contro gli Argentini. Questi occuparono Montevideo il 20 giugno 1814 e Artigas continuò nell'interno ad alimentare la guerriglia.

Nel 1815 Buenos Aires venne a patti con Artigas e gli cedette Montevideo. Ma l'anno successivo i Portoghesi invasero la Banda Oriental e la ridussero a “Provincia Cisplatina” del Brasile. La resistenza di Artigas e del suo compagno d'armi J. F. Rivera fu tenace, ma venne domata. Il conflitto si riaccese nel 1825: un gruppo di esuli capitanato da J.A. Lavalleja (i “trentatré immortali”) penetrò nel territorio dall'Argentina e riuscì a sollevare la popolazione. La lotta infuriò fino al 1828 quando all'Uruguay fu riconosciuta l'indipendenza.

Il 18 giugno 1830 la giovane Repubblica Orientale dell'Uruguay si diede la prima Costituzione. Sempre in quell'anno J. F. Rivera venne eletto presidente. Lotte intestine portarono però alla formazione di due schieramenti: i blancos (bianchi) e i colorados (rossi). I primi agivano sotto il controllo dei grandi proprietari terrieri e degli allevatori dell'interno, erano conservatori e si appoggiavano all'alto clero; i secondi, tendenzialmente liberali, rappresentavano gli interessi dei coltivatori della costa, dei commercianti, della burocrazia impiegatizia, degli intellettuali. Rivera era colorado; alla testa dei blancos figurava M. Oribe. Nel 1835 l'urto divenne inevitabile e pochi anni dopo coinvolse il dittatore argentino Rosas, chiamato dai blancos. A difendere l'indipendenza del Paese accorsero uomini amanti della libertà, fra i quali G. Garibaldi. Pure il Brasile scese in campo contro Rosas. Il 3 febbraio 1852 la battaglia di Monte Caseros, in Argentina, sconfisse per sempre Rosas e l'Uruguay fu salvo. Blancos e colorados continuarono però a contrastarsi e furono decenni di convulsioni, sinché i cittadini si diedero nel 1898 un capo neutrale, J. L. Cuestas, ma le cose non mutarono.

Nel 1903 un colorado democratico, J. Batlle y Ordóñez, superò finalmente la politica delle faide e inaugurò un programma di sviluppo. Ma nel 1929 la morte di Battle y Ordóñez e la crisi economica mondiale arrestarono l'opera di riforma, specialmente nel 1931, quando salì al potere G. Terra, che instaurò un regime dittatoriale. Solo nel 1938, eleggendo il colorado A. Baldomir, la democrazia fu ripristinata.

Dopo la seconda guerra mondiale (durante la quale l'Uruguay fu dapprima neutrale e poi al fianco degli Alleati) riprese la contesa tra colorados e blancos. I primi trionfarono fino al 1957 e introdussero un sistema di governo collegiale. Con la vittoria dei blancos (1958) il sistema collegiale fu abolito. Ambedue i partiti però non avevano saputo adeguarsi ai tempi, con grave danno per il funzionamento delle istituzioni. Anche a Montevideo esplose la violenza, come forma esasperata di protesta. Sorsero gruppi che organizzarono la guerriglia urbana e fra questi molto attivi si rivelarono i . Le elezioni del 1971 furono vinte da J. M. B. Arocena del partito colorado. Nel 1973, nel corso della campagna contro i tupamaros (che vide migliaia di arresti indiscriminati, uccisioni, scomparse di oppositori, ecc.), i militari, con a capo J. M. Bordaberry imposero lo scioglimento dei partiti politici e la chiusura del Parlamento. Nel 1976 l'esercito costrinse Bordaberry a dimettersi e fece eleggere al suo posto A. Méndez. Nel 1980 i militari indissero un referendum per far approvare una Costituzione di loro gradimento, ma l'elettorato la bocciò. L'esercito nominò allora (1981) presidente G. Alvarez Armellino col compito di restituire il potere ai civili nel 1985. Nel 1982 i partiti politici furono riammessi; finalmente il 25 novembre 1984 il popolo andò alle urne per eleggere sia i membri del Parlamento, sia il nuovo presidente della Repubblica. Vinse J. M. Sanguinetti (colorado), che si insediò il 1º marzo 1985. Le speranze di sviluppo suscitate dal ritorno alla democrazia sfumarono presto di fronte alle persistenti difficoltà economiche, che portarono a cercare più stretti legami di cooperazione sia con i Paesi europei sia, soprattutto, con Argentina e Brasile: con questi ultimi, dopo un primo accordo firmato nel maggio 1987, fu infatti decisa (marzo 1991) la creazione di un mercato comune, detto MERCOSUR (Mercato Común del Sur), con la partecipazione anche del Paraguay. Immediata fu la ripercussione della crisi sulla politica interna, animata da una vivace agitazione sociale: per la prima volta dal 1962 le elezioni del 1989 (novembre) segnarono la vittoria del Partido Nacional (Blanco) e avviarono alla presidenza della Repubblica il candidato da esso espresso, L. A. Lacalle Herrera, che pur non godendo della maggioranza assoluta in Parlamento accedeva alla carica grazie all'appoggio di una più vasta base politica (marzo 1990). Tale alleanza (denominata Coincidencia Nacional), in cui entrava in realtà solo una parte del Partido Colorado (ovvero la Corriente Batllista Independiente), ha comunque manifestato scarsa compattezza nell'affrontare i punti più critici del programma economico governativo e in particolare la questione della privatizzazione (necessaria al risanamento economico), che ha anzi creato schieramenti trasversali provocando contrapposizioni all'interno di ogni partito. Il clima di incertezza politica era peggiorato dalle iniziative terroristiche dell'estrema destra nel 1992.

Le elezioni del 1994 vedevano di nuovo vincitori i Colorados e sancivano il successo personale di J. M. Sanguinetti, predecessore del presidente uscente. Tra il dicembre 1996 e il gennaio 1997 veniva approvata una riforma in materia elettorale. Nelle elezioni del novembre 1999, il Paese manteneva il tradizionale orientamento, eleggendo alla presidenza J. Batlle, rappresentante dei Colorados. Successivamente l'Uruguay entrava in una fase di recessione, complicata, nel 2002, dalla crisi argentina, che comportava un'elevata disoccupazione e un forte rialzo dell'inflazione. Le elezioni presidenziali del 2004 venivano vinte dal socialista Tabarè Ramòn Vazquez Rosas, mentre quelle del 2009 vedevano la vittoria di José " Pepe" Mujica, ex guerrigliero tupamaros degli anni Settanta. Nel 2010 l'ex dittatore J. M. Bordaberry veniva condannato a 30 anni di carcere.

Popolazione

(?)
Numero degli abitanti del Paese: 3368786
(?)
Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 92,55
(?)
Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Bianchi 88%, Meticci 8%, Neri 4%, Amerindi (poche comunità)

(?)
Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Spagnolo, Portunol o Brazilero

(?)
Religioni:

Cattolici 47,1%, Cristiani non cattolici 11,1%, Chiese non confessionali 23,2%, Ebrei 0,3%, Atei o Agnostici 17,2%, altre 1,1%

Demografia

(?)
Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 0,28
(?)
Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 15,10
(?)
Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 9,34

Media dell'area geografica: 6.3316666682561 (su un totale di 12 stati)

(?)
Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 11,70
(?)
Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 14,40
(?)
Numero medio di figli per donna: 2,12
(?)
Rapporto tra i sessi: 93,29
(?)
Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
(?)
Eta' mediana degli abitanti del Paese : 33,72
(?)
Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 72,72
(?)
Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 79,85

Indice di sviluppo umano

(?)
Posizione / 179: 51

Indicatori economici

(?)
Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 46,71
(?)
Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 13.866,30
(?)
Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 7
(?)
Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 8
(?)
Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 4
(?)
Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 14.349,60
(?)
Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -50000
(?)
Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 0

Indicatori socio-sanitari

(?)
Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 100
(?)
Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 96
(?)
Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
(?)
Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 100
(?)
Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
(?)
Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 99
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 100

Istruzione

(?)
Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 100
(?)
Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 98
(?)
Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 94
(?)
Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 99
(?)
Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 99
(?)
Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 73
(?)
Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 66

Comunicazioni

(?)
Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 28,55
(?)
Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 140,75
(?)
Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 51,40

Trasporti

(?)
Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

 

(?)
Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

1,2