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Paesi | Americhe | America meridionale | Paraguay

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Asunción
Area del Paese in chilometri quadrati: 406752
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 15
Forma di governo: Repubblica costituzionale
Data dell'indipendenza: 14 maggio 1811
Indipendenza da: Spagna
Moneta: Guarani

Spazio fisico

Testo completo:

 

Geomorfologia. Il territorio paraguayano occupa la sezione settentrionale del grande bassopiano platense che separa gli antichi tavolati del Brasile dal Sudamerica andino. L'elemento geografico più importante del Paese, tanto da dargli appunto il nome, è il Río Paraguay, asse vitale sia per le comunicazioni sia per la sua funzione di polo di attrazione umana. Esso divide il Paese in due parti molto nette, geomorfologicamente e antropicamente: a est la sezione che si riallaccia ai massicci brasiliani e che concentra quasi tutta la popolazione, a ovest quella che si ricollega al pedemonte andino, semidesertica. La parte vitale del Paese corrisponde al Paraguay orientale, compreso tra il corso del Río Paraguay e quello del Río Paraná, vasto triangolo di basse terre nel quale si spingono le propaggini estreme degli altopiani brasiliani; l'antichissimo zoccolo cristallino dello Scudo Brasiliano (Archeozoico) emerge in taluni punti, ma in genere è ricoperto da una spessa coltre sedimentaria paleozoica e mesozoica (prevalgono le arenarie triassiche), con espandimenti basaltici cenozoici. Tali appendici montagnose sono movimentate da una tettonica di stile rigido, con fratture, depressioni e Horst, pur presentando una morfologia sostanzialmente matura; le dorsali hanno un generale andamento da nord a sud (Sierra de Amambay, Sierra de Maracaju ecc.), le altitudini non sono mai molto elevate e solo in qualche punto superano i 500 m (700 m presso Villarrica, 880 m presso Pedro Juan Caballero). A parte questa sezione montuosa, il Paraguay orientale è piatto, con ampie superfici paludose lungo il corso dei fiumi Paraguay e Paraná, alle cui periodiche inondazioni si deve la formazione di estese aree anfibie (esteros). A ovest del Río Paraguay il territorio si spinge verso il pedemonte andino, comprendendo quindi una vasta sezione del Chaco (Chaco Boreal), ampio tavolato costituito da accumuli sedimentari a carattere continentale (alluvioni e depositi eolici neozoici), la cui altitudine media è ovunque inferiore ai 200 m, interrotti soltanto da alcuni rilievi isolati (Cerro León, 1.000 m).

 

Clima. La posizione astronomica e il moderato influsso dei venti provenienti dall'anticiclone subatlantico, unitamente all'azione delle masse d'aria più fresca affluenti da sud, conferiscono al Paese, attraversato dal Tropico del Capricorno, un clima di tipo subtropicale, che domina in maniera quasi uniforme su tutto il territorio, benché variazioni progressive si registrino sia da nord a sud (soprattutto per le temperature), sia da est a ovest (in specie per le precipitazioni). Le temperature non sono in media molto elevate (Asunción: 25-26 °C); si possono tuttavia registrare, a causa del carattere continentale del Paese, escursioni termiche notevoli sia stagionali sia giornaliere, con massimi anche superiori ai 40 °C e minimi eccezionalmente al di sotto di 0 °C. Le precipitazioni sono portate dalle masse d'aria atlantiche durante i mesi dell'estate australe, da ottobre ad aprile, mentre durante i mesi invernali si fanno sentire prevalentemente le masse d'aria collegate all'espansione del fronte polare antartico, responsabili di cieli sereni, ma spesso accompagnate da venti freddi e violenti (pamperos). Nella sezione sud-orientale del Paese cadono annualmente 1.000-1.400 mm di pioggia, valori che diminuiscono progressivamente verso nord-ovest, fino a raggiungere i 500 mm e ancor meno nel Chaco, regione perennemente semiarida.

 

Flora. In rapporto alla varietà delle precipitazioni il manto vegetale assume diversi aspetti: nella parte orientale, più umida, soprattutto nelle zone più elevate o lungo i corsi d'acqua, il paesaggio è dominato dalla foresta tropicale, con piante di cedro, mogano, acajoú, quebracho blanco , palme (tra cui quella detta babassú), l'Ilex paraguayensis, tipico del Paraguay, e con un fitto sottobosco di liane ed epifite. Nelle pianure la foresta tropicale cede alle savane, sia erbacee (campos limpios ) sia arborate (campos cerrados). Graminacee altissime, felci e piante acquatiche caratterizzano gli esteros. Nel Chaco predominano invece le distese steppiche; non mancano tuttavia le savane arborate, con piante che ben sopportano la siccità come arbusti spinosi, cactus ecc.; nelle aree più elevate si hanno boschi di quebracho colorado, pregiata essenza dal legno durissimo.

Idrografia. Le due regioni fisiche, ben definite strutturalmente e morfologicamente, in cui viene diviso comunemente il Paese, acquistano una più precisa identificazione considerando l'idrografia. La parte orientale, racchiusa tra il Paraguay e il Paraná, comprende infatti una fitta rete di corsi d'acqua navigabili, le cui considerevoli portata e costanza di regime sono dovute alle copiose piogge, che tramite il basso corso del Paraná comunicano direttamente con l'Atlantico e rimediano pertanto in grande misura all'assenza nel Paese di sbocchi sul mare. Il Paraguay, uno dei maggiori fiumi sudamericani, discendendo dal Mato Grosso (Brasile) attraversa il territorio da nord a sud per un migliaio di chilometri; si snoda nel Paraguay con corso meandriforme, in un letto ricolmo di alluvioni fangose, fra vaste aree acquitrinose; la sua larghezza varia da 300 a 1.000 m. Riceve numerosi affluenti tra cui soprattutto da sinistra l'Apa, lo Jejui-Guazú, il Tebicuary, e da destra il Monte Lindo e il Pilcomayo. Poco a nord-est della città argentina di Corrientes tributa nel Paraná, di cui costituisce il massimo affluente. Il Paraná interessa però limitatamente il Paraguay, di cui segna in parte i confini meridionale e orientale (Argentina e Brasile); scorre prevalentemente incassato fra rocce cristalline e arenarie molto resistenti, che incide con un letto profondo interrotto da numerose cascate tra cui quelle di Guaíra (o di Sete Quedas), presso l'omonima città. Il corso del fiume si fa più calmo e regolare solo nella parte meridionale del Paraguay, dove appunto riceve il Paraguay. Nella sezione occidentale, dove assai più scarse sono le piogge, la rete idrografica è invece appena accennata: i corsi d'acqua si dirigono verso sud-est seguendo la pendenza generale del territorio e molti si esauriscono addirittura nei permeabili depositi del bassopiano, senza arrivare al mare. Unico importante fiume è il menzionato Pilcomayo che peraltro è piuttosto marginale, segnando per lungo tratto il confine tra Paraguay e Argentina; nato dalle Ande, esso attraversa la Pianura del Chaco e nelle zone più basse il suo letto si perde in vaste aree acquitrinose ingombrate di vegetazione.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento e reducciones. La maggior parte della popolazione india del Paraguay all'epoca della conquista spagnola era rappresentata da gruppi guaraní che vivevano essenzialmente sull'agricoltura itinerante; essi accolsero senza inimicizia i primi europei che vennero a stabilirsi nelle loro fertili terre, ma l'istituzione delle encomiendas, dove gli indigeni lavoravano quasi in stato di schiavitù, e il reclutamento forzato ebbero su di loro conseguenze disastrose. In questo quadro si inserisce l'azione dei gesuiti, che trovarono nel Paraguay il luogo ideale per realizzare i loro programmi di incivilimento e di salvaguardia degli indios. Asunción, fondata nel 1537 sul Río Paraguay, già agli inizi del XVII secolo era un vivace centro di colonizzazione e di qui prese via l'opera missionaria dei gesuiti, che istituirono le reducciones, villaggi comunitari dove non esisteva la proprietà privata, ogni famiglia aveva la sua dimora in usufrutto e tutti i membri lavoravano per il benessere della comunità. Le reducciones, divenute circa una trentina, nel giro di un secolo riuscirono a raggiungere un efficiente grado di organizzazione. Nel 1767 la soppressione della compagnia dei gesuiti ebbe pertanto gravi ripercussioni sulla vita del Paese: le reducciones, che andavano contro gli interessi degli encomenderosappoggiati dalla Spagna, vennero distrutte e molti indigeni furono ridotti in schiavitù o cercarono scampo nelle foreste, dove tuttora vivono. Il Paese, passato in mano alle oligarchie creole e guidato da intraprendenti dittatori, conobbe successivamente momenti di prosperità, ma intorno alla metà del secolo scorso, in un'epoca in cui emergevano le prime entità nazionali con i loro interessi, le loro ambizioni, i loro confini da salvaguardare, il Paraguay fu gettato dagli spropositati sogni di grandezza dei suoi dittatori in due guerre sanguinose che lo lasciarono stremato e decimato.

 

Sviluppo demografico. Demograficamente il Paraguay è sempre stato poco dinamico: alla elevata natalità non è mai corrisposto un abbassamento dell'indice di mortalità, a causa delle povere condizioni di vita della popolazione e della precaria situazione igienico-sanitaria. Al popolamento del Paraguay poco ha contribuito il fattore immigratorio; l'immigrazione infatti, specie se confrontata con quella degli altri Stati latino-americani, è sempre stata limitata (ha interessato soprattutto Spagnoli, Tedeschi, Giapponesi, Sovietici), sia per le conseguenze stesse delle guerre, sia per le scarse possibilità offerte da un Paese isolato, estraneo alle correnti più dinamiche dell'economia della regione platense; d'altro canto massiccia è sempre stata l'emigrazione, dovuta alle migliori condizioni di lavoro offerte dai Paesi vicini. Solo negli ultimi anni l'incremento demografico ha attinto indici elevati e la popolazione ha ormai superato i 5 milioni di abitanti, quasi tutti stanziati a est del Río Paraguay. Le zone più popolate sono i distretti agricoli della Región Oriental, compresa tra il Paraguay e le alture orientali; la densità va diminuendo sia verso le regioni forestali settentrionali sia in quelle verso il corso del Paraná. Densità bassissime si registrano nel Chaco, dove vi sono poche aree colonizzate intorno a vecchie guarnigioni militari.

 

Composizione e distribuzione. La maggioranza della popolazione è formata da indios guaraní, più o meno meticciati. Di essi alcuni gruppi, valutati complessivamente a 40.000 individui, vivono ancora isolati, in condizioni primitive, secondo i costumi originari (Lengua, Macá, Cainguá ecc.), nel Chaco e nelle aree forestali del Paraguay orientale. I meticciamenti più accentuati si hanno nei centri urbani, dove vive anche la maggior parte dei creoli e degli europei. I villaggi sono poveri, con capanne fatte di adobes, i mattoni di argilla seccati al sole. Caratteristici sono però gli insediamenti fondati dai coloni europei, che vivono in genere del tutto isolati, senza contatti con la popolazione locale, puntigliosamente perpetuando abitudini e costumi ormai scomparsi in Europa. Essi inoltre si concentrano in determinate zone: i Tedeschi nell'area di Encarnación, gli Italiani a Villeta, poco a sud di Asunción, i Mennoniti a Filadelfia e in altre località del Chaco.

Centri urbani. L'urbanesimo è poco sviluppato, anzi è unicamente rappresentato da Asunción, grossa città che da sola assorbe quasi un sesto della popolazione del Paese, con gli aspetti tipici dell'urbanesimo ispano-americano, dalle strade rettilinee, le case basse, le chiese barocche. Favorevolmente situata sulla sponda sinistra del Río Paraguay, essa ha sempre avuto un ruolo importante come centro di traffici fluviali e come base di colonizzazione delle regioni interne del bacino platense; oggi è resa vitale dal fatto di accentrare tutte le principali attività del Paese, economiche, finanziarie, culturali e amministrative. Gli altri centri hanno dimensioni assai modeste e non superano i 50.000 abitanti; essi rappresentano il fulcro delle zone più colonizzate e popolate nei migliori distretti agricoli, come Villarrica, o nei centri commerciali situati sulle sponde dei fiumi, come Encarnación sul Río Paraná e Concepción sul Río Paraguay.

Aspetti economici

Testo completo:

 

Il Paraguay, tradizionalmente uno dei più arretrati Paesi dell'America Latina, ha sensibilmente accelerato il proprio sviluppo economico a partire dalla seconda metà degli anni Settanta. In effetti, svariate sono le possibilità di cui dispone: il clima subtropicale e i terreni fertili consentono numerose coltivazioni; le foreste hanno essenze pregiate; i ricchi pascoli favoriscono un fiorente allevamento; addirittura colossale è il potenziale idroelettrico; non vi sono problemi di sovrappopolamento. Tuttavia vari condizionamenti legati soprattutto a ben precise scelte governative, in particolare all'isolamento politico del regime dittatoriale che da decenni regge il Paraguay, e alla chiusura alle spinte innovatrici provenienti dall'estero hanno determinato un notevole ritardo economico del Paese. È bensì vero che la stessa mancanza di sbocchi al mare ha sempre rappresentato un fattore fortemente negativo.

 

Profilo generale. In pratica il potere economico è costantemente rimasto nelle mani delle antiche oligarchie terriere, a scapito di un'emergente classe imprenditoriale, rimasta a lungo mortificata nelle proprie aspettative. Tuttavia una sorta di rivoluzione industriale, o meglio di «rivoluzione energetica», sta mutando il volto anche del Paraguay; già autosufficiente in campo energetico sin dal 1976, quando fu ultimata con i finanziamenti del Brasile e dell'Argentina la centrale idroelettrica di Acaray sul fiume Paraná, il Paese è diventato un importante esportatore di energia elettrica. La colossale diga di Itaipú, essa pure sul fiume Paraná, alimenta la più grande centrale idrica del mondo; il gigantesco sbarramento è stato completato nel 1984 e fornisce energia venduta quasi totalmente al Brasile, che ne detiene la comproprietà con il Paraguay. La costruzione della diga di Itaipú e in genere la poderosa potenzialità idrica del Paese hanno fatto sì che quasi all'improvviso il grande capitale internazionale «scoprisse» la possibilità dell'economia paraguayana e i vantaggi derivanti dall'operare massicci investimenti nel Paese; rilevantissimo è l'afflusso di denaro estero, attirato da un boom economico che si è tradotto in un tasso d'incremento del prodotto nazionale di oltre il 7% annuo nel periodo 1973-85. Bisogna però tenere presente che nel Paese sussiste una forte disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza e che quindi l'effettivo reddito di buona parte della popolazione è estremamente ridotto: in specie l'ambiente rurale presenta gravi sacche di povertà e di disoccupazione.

 

Agricoltura. Le attività primarie, agricoltura e allevamento, sono tuttora alla base dell'economia paraguayana, ma molte sono le aree fertili che ancora attendono di essere messe a coltura. Le strutture produttive sono in gran parte arcaiche; predominano il latifondo o la piccola e piccolissima proprietà: in entrambi i casi assai scarso è il grado di meccanizzazione fondiaria. Tuttavia le restrizioni poste dall'Unione Europea all'acquisto delle carni paraguayane, che sino alla metà degli anni Settanta rappresentavano una delle fondamentali esportazioni per il Paese, hanno indotto il governo a potenziare talune produzioni agricole, come il cotone e la soia, per le quali esiste invece una forte richiesta sui mercati esteri.

 

Prodotti agricoli. Nel complesso l'agricoltura è piuttosto diversificata; essa è rivolta alla produzione sia di generi destinati al consumo interno, specie quelli alimentari, sia di generi avviati all'esportazione. Le principali colture alimentari sono la manioca, ampiamente diffusa, il mais, presente nella sezione centrale e orientale del Paese, e altri cereali, tra cui il riso, coltivato nelle pianure alluvionali inondabili tra i fiumi Paraguay e Paraná, e il frumento; hanno altresì un ruolo tradizionalmente importante nell'alimentazione locale la patata dolce e i legumi, in particolare i fagioli. Ben rappresentata è la frutticoltura, con prevalenza di agrumi (soprattutto arance), introdotti dai gesuiti nell'epoca coloniale, le banane e gli ananas; nel distretto di Villarrica si coltiva la vite. Ai fini dell'esportazione prevale il cotone, che ha registrato considerevolissimi sviluppi; notevole rilievo hanno inoltre il tabacco, la canna da zucchero, il caffè, la soia e altre oleaginose, tra cui il ricino, il tung, le arachidi, la palma da olio. Purtroppo l'agricoltura del Paraguay ha subito un duro colpo nel 1983 a causa di tremende alluvioni. Come si è detto, un'altra grande risorsa del Paraguay è data dalle foreste, che ricoprono un terzo della superficie territoriale; oltre al legname (con prevalenza di cedro, mogano e noce) si ricavano il tannino, ottenuto dal quebracho colorado, un particolare legno durissimo e assai pesante, e la yerba mate , che serve a preparare una bevanda simile al tè ed è ricavata dalle foglie essiccate e triturate dell'Ilex paraguayensis.

 

Allevamento. L'allevamento è stato a lungo un fattore essenziale nell'economia del Paese ed è tuttora molto importante; dispone di aree assai vaste (quasi il 54% della superficie territoriale) e può contare su un patrimonio zootecnico considerevole, specie per quanto riguarda i bovini, i suini e i volatili da cortile. Tuttavia solo nel Nord si è affermato l'allevamento bovino in grandi e moderne estancias e con razze selezionate; altrove predominano ancora le piccole aziende familiari.

 

Risorse minerarie. Le risorse minerarie accertate sono piuttosto scarse, limitate a pochi giacimenti di manganese, rame e ferro; mancano però tuttora adeguate prospezioni geologiche, se si eccettuano i sondaggi petroliferi in corso nel Chaco: in attesa di buoni ritrovamenti è stata fondata nel 1981 la compagnia petrolifera statale Petropar. La mancanza di minerali energetici ha spinto il governo, come già detto, a sfruttare le ingentissime disponibilità di risorse idriche.

 

Industria. Quello industriale è stato sinora il settore più trascurato dell'economia paraguayana, data la tradizionale opposizione dei grandi proprietari terrieri; ma gli anni Ottanta si sono aperti con prospettive assai lusinghiere per l'industria.

 

Comunicazioni. Una gravissima remora a un rapido sviluppo economico del Paraguay deriva però dall'insufficiente sistema della viabilità interna che, nonostante i progressi compiuti nell'ultimo decennio, permane molto carente. Fondamentali arterie di comunicazione sono tuttora quelle fluviali (circa 3.000 km), rappresentate dai corsi del Paraguay, del Paraná e dei loro affluenti; essi congiungono il Paese con il Río de la Plata e quindi con l'Oceano Atlantico. Il principale porto fluviale è quello di Asunción; seguono quelli di Encarnación, Pilar e Concepción. La flotta mercantile è però molto modesta; gran parte del commercio estero è svolta da navi argentine o di altri Stati. Limitato è il settore ferroviario: se si eccettuano alcuni tronchi a scartamento ridotto, utilizzati soprattutto per il trasporto del legname dal Chaco ai porti fluviali, il Paese dispone solo della linea Asunción-Encarnación di 441 km; da quest'ultima un traghetto sul Paraná raccorda la ferrovia paraguayana con quella argentina a Posadas. Modesta è anche la rete stradale: le zone meglio servite sono quelle a est e a sud della capitale. Tra le maggiori arterie (solo in parte asfaltate) sono la cosiddetta Carretera Panamericana , che da Asunción giunge a Ciudad del Este, dove il ponte «Amicizia» scavalca il Paraná, consentendo le comunicazioni con il Brasile, e la strada attraverso il Chaco, che collega Asunción con la Bolivia. Buoni e in continuo sviluppo sono i servizi aerei, specie quelli internazionali (compagnia di bandiera è l'Air Paraguay ); l'aeroporto della capitale, per la sua posizione nel cuore del continente, serve da scalo intermedio per molte linee internazionali e raccorda con voli diretti il Paraguay con vari Paesi americani.

Commercio. Il commercio interno è poco sviluppato, data la povertà della popolazione, e limitato ad alcuni generi di maggior consumo; abbastanza vivaci sono invece gli scambi con l'estero. Si esportano soprattutto cotone, oleaginose, legname, carne, tabacco; vengono per lo più importati macchinari e mezzi di trasporto, prodotti industriali vari, frumento ecc. Gli scambi più rilevanti si svolgono con l'Argentina, il Brasile, il Giappone, gli Stati Uniti.

Storia

Testo completo:

Dalla coloniazzazione al conflitto con la Bolivia.

Abitato da Indios guaraní, a partire dal 1521 il territorio fu percorso da numerose spedizioni spagnole spinte da voci di favolose ricchezze. Una di queste, diretta da Juan de Salazar, portò il 15 agosto 1537 alla fondazione del forte di Asunción, al centro del territorio guaraní. Domingo Martínez de Irala estese la conquista e si proclamò governatore di Asunción. Per consolidare la loro presenza, gli Spagnoli inviarono altre truppe dal Perú e dall'Argentina. Il Paraguay cominciò in tal modo a seguire le vicende politico-amministrative e socio-economiche delle altre colonie sudamericane. Inserito nel vicereame del Perù, nel sec. XVII ospitò numerose missioni di gesuiti. Questi, gradualmente, istituirono popolose comunità di Indios, osteggiate tuttavia dalle autorità spagnole che vi scorsero un pericolo per la sovranità regia finché, nel 1767, i gesuiti furono espulsi da tutti i territori soggetti al dominio della corona di Spagna.

Nel 1776, sotto il regno di Carlo III, fu creato il vicereame del Río de la Plata, con Buenos Aires per capitale: ne fecero parte, oltre all'Argentina, la Banda Oriental (Uruguay), l'Alto Perú o Charcas (Bolivia) e il Paraguay. I fremiti indipendentistici che percorsero tutta l'America Meridionale in seguito all'emancipazione degli Stati Uniti del Nord, all'esplosione del romanticismo in Europa e all'epopea napoleonica, coinvolsero anche il Paraguay. Al punto che, quando in varie città sudamericane, tra il 1810 e il 1811, si costituirono giunte patriottiche in vista del distacco dalla metropoli, Asunción fu una delle più sollecite ad aderire. Ma Buenos Aires, dove nel 1810 era stata proclamata la nascita dello Stato delle Province Unite, non intendeva accettare la perdita del Paraguay: perciò inviò un esercito verso la provincia ribelle, al comando del generale Belgrano.

Il 9 marzo 1811 i Paraguayani diedero battaglia a Tacuarí e sconfissero gli Argentini. Il 14 maggio successivo il leader nazionalista José Gaspar Rodriguez de Francia annunciò solennemente l'indipendenza del Paraguay. L'anno seguente si riunì il primo Congresso del nuovo Stato che decise di affidarne i poteri a due consoli. Rodriguez de Francia fu dapprima compartecipe di questa investitura costituzionale; poi, progressivamente, liquidò gli altri capi politici e assunse il titolo di primo console; finalmente rimase solo al comando e si fece chiamare El Supremo. Governò sino all'anno della propria morte (1840). Il Paraguay tornò a essere guidato da una coppia di consoli, Mariano Roque Alfonso e Carlos Antonio López. Quest'ultimo riuscì presto a eliminare il compagno. Anch'egli, come Rodriguez de Francia, fu un dittatore, ma contrariamente a quanto aveva fatto il primo, non chiuse le porte ai contatti con l'estero bensì favorì lo sviluppo di relazioni commerciali e culturali con le nazioni vicine. Inoltre costruì strade, ferrovie, scuole e si sforzò di migliorare le condizioni di vita, oltremodo infelici, degli Indios. Morto Carlos Antonio López nel 1862, gli succedette il figlio Francisco Solano, generale dell'esercito e ministro della Guerra. Ambizioso e intelligente, quest'ultimo si era formato culturalmente in Europa, soprattutto in Francia, alla corte di Napoleone III. Costruì uno Stato forte, bene organizzato, che presto venne a contestare la potenza dei Paesi geograficamente più estesi, quali l'Argentina e il Brasile. In realtà, F. S. López era un nazionalista convinto e aveva individuato dietro i governi di Rio de Janeiro e di Buenos Aires grossi interessi stranieri, che, a suo giudizio, potevano minacciare l'indipendenza economica, e perciò anche politica, delle Repubbliche sudamericane. Questo conflitto sfociò nel 1865 in una guerra: da una parte il Paraguay, dall'altra una triplice alleanza formata da Argentina, Brasile e Uruguay. Lo scontro durò cinque anni e per l'America Latina fu decisivo: infatti si concluse con la sconfitta totale del Paraguay e con l'affermazione, per converso, degli interessi internazionali combattuti da F. S. López. Ma per il Paraguay non fu soltanto un rovescio militare: fu un vero e proprio disastro, che costò rovine e perdite immense. Solano López morì fuggiasco (1870). Asunción e altre città del Paese vennero occupate per alcuni anni da truppe degli Stati vincitori. In quelle condizioni, la ricostruzione del Paraguay sembrò quasi impossibile. Pure, agli inizi del 1871, si trovò l'energia di introdurre una nuova Carta costituzionale e di avviare la marcia del risanamento lungo binari diversi da quelli percorsi da Solano López. Ammaestrata dall'esperienza, la classe dirigente evitò di consegnare il potere a uomini audaci e preferì a essi deboli personalità. In quel lasso di tempo presero corpo pure due partiti politici: il Partito radicale (o liberale) e il partito Colorado: erano entrambi espressioni di ceti dominanti, ma il secondo perseguiva obiettivi più decisamente conservatori.

Dopo un lungo periodo di permanenza al governo dei conservatori, all'inizio del nuovo secolo ascesero i liberali. Ma la situazione non mutò fondamentalmente; la vita politica continuava a essere caratterizzata dalle lotte tra i potentati rivali. La prima guerra mondiale e le sue conseguenze accentuarono il fenomeno; tuttavia esplosero anche agitazioni popolari, dovute alle richieste di miglioramenti salariali. In un clima così teso scoppiò nel 1932 il conflitto con la Bolivia per il possesso del Chaco Boreal al quale non furono estranei i contrasti fra le Compagnie straniere operanti nel settore petrolifero. Le ostilità effettive durarono fino al 1935. L'esercito boliviano, addestrato da un generale tedesco, si era gettato nella mischia certo di conseguire una rapida vittoria; ma i Paraguayani seppero resistere con abilità e coraggio. Ne risultò una situazione di stallo che portò all'intervento della Società delle Nazioni. Nel 1938 un arbitrato permise la conclusione della pace: il Paraguay conservò la quasi totalità del Chaco Boreal, la Bolivia ricevette qualche facilitazione di transito per l'accesso all'Atlantico.

 

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 6454548
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 61,93
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Meticci (incrocio tra spagnoli e amerindi) 95%, altri 5%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Spagnolo e Guarani (ufficiali)

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Religioni:

Cattolici 89,6%, Protestanti 6,2%, altri Cristiani 1,1%, altre o non specificate 1,9%, nessuna 1,1%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 1,80
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 24,83
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 5,51

Media dell'area geografica: 6.3316666682561 (su un totale di 12 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 27,20
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 36,70
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Numero medio di figli per donna: 3,08
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Rapporto tra i sessi: 101,82
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 23,07
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 69,67
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 73,90

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 111

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 24,08
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 3.687,54
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 7
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 22
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 11
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 6.010,90
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -40000
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 5

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 100
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 96
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 99
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 66
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 86
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 90
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 40
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 70

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 99
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 99
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 78
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 86
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 86
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 62
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 58

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 5,67
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 99,40
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 23,90

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

7,88

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

0,0