conosci

Paesi | Americhe | America meridionale | Brasile

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Brasilia
Area del Paese in chilometri quadrati: 8514215
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 22
Forma di governo: Repubblica federale
Data dell'indipendenza: 7 settembre 1822
Indipendenza da: Portogallo
Moneta: Real

Spazio fisico

Testo completo:

Geologia. Il territorio del Brasile ha i suoi fondamenti strutturali in tre elementi che sono alla base della stessa America Meridionale: il Massiccio della Guayana, l'Altopiano del Brasile e l'interposta depressione amazzonica. I due elementi orografici rappresentano le strutture archeozoiche del subcontinente e affiorano per ampi tratti: sostanzialmente sono dei penepiani dai quali emergono dei massicci granitici che dominano antiche superfici dove prevalgono le rocce metamorfiche (gneiss, micascisti, quarziti). Esse sono però parzialmente coperte da sedimenti del Paleozoico e del Mesozoico (con prevalenza di arenarie) e da espansioni laviche: tali formazioni sedimentarie sono soprattutto estese sull'altopiano brasiliano, mentre interessano solo marginalmente il Massiccio della Guayana. Per quanto riguarda la depressione amazzonica, essa ha un substrato archeozoico coperto da coltri sedimentarie, dato che il mare coprì la regione per lunghi periodi, sino a tutto il Pliocene. Formazioni plioceniche si trovano anche nei terreni affacciati all'Oceano Atlantico.

 

Morfologia. Dalle diverse strutture geologiche dipende la morfologia del Paese. Il Massiccio della Guayana è costituito da un altopiano non elevato (la media è sui 500 m) sormontato da montagne granitiche che, al confine con il Venezuela, superano di poco i 3.000 m (Pico da Neblina , 3.014 m, massima cima del Paese). Gli altopiani sono morfologicamente più vari. Essi si estendono dalla costa atlantica fino alle grandi depressioni continentali interne dell'Amazzonia e del Paraná, divise tra loro dall'altopiano del Mato Grosso che continua a ovest nei penepiani che precedono le Ande. In genere per questi altopiani si parla di planaltos , ma le loro forme sono diverse. Non mancano le strutture tabulari ( chapadas ) che terminano con tipiche scarpate a cuestas e sono costituite sia da formazioni sedimentarie sia da formazioni vulcaniche; in altri casi si hanno superfici pianeggianti od ondulate dominate da residui affioramenti cristallini. Considerati nel loro insieme gli altopiani presentano una caratteristica dissimmetria, sono cioè inclinati verso l'interno, terminando a est con un orlo rilevato: qui si succedono delle serras ben marcate e di eguale orientamento, come la Serra do Mar , la Serra da Mantiqueira, la Serra do Paranapiacaba e la Serra do Espinhaço, che toccano in media i 2.000 m e che raggiungono la massima altezza nel Pico da Bandeira (2.890 m). Queste montagne, che rappresentano l'orlatura del subcontinente, sono prevalentemente formate da rocce granitiche e dominano da vicino il litorale. In taluni casi il rilievo termina direttamente sul mare, originando un contorno costiero roccioso e vario, con insenature che hanno il loro magnifico esempio nella Baia di Guanabara (o di Rio de Janeiro), dominata dai morros , alture granitiche dalla caratteristica forma a pan di zucchero; in altri casi la scarpata termina su brevi pianure costiere ( restingas ) tra le quali si aprono spesso delle lagune ( lagoas ) chiuse da cordoni sabbiosi: la più vasta è la Lagoa dos Patos (Laguna delle Anitre), lunga 300 km.

 

La depressione amazzonica. Le pianure costiere si fanno naturalmente ampie sul lato settentrionale, dove inizia la depressione amazzonica, morfologicamente rappresentata da un piatto territorio orlato dalle scarpate del Massiccio della Guayana a nord e dalle chapadas dell'Altopiano Brasiliano e del Mato Grosso a sud. Tutta la parte centrale dove scorre il Rio delle Amazzoni è costituita da depositi alluvionali; per il resto predominano i terreni sedimentari cenozoici che lasciano poi il posto, intorno al massiccio guayanense e all'altopiano del Brasile, al penepiano cristallino o alle formazioni paleozoiche. Nella parte più interna la depressione amazzonica è delimitata dal penepiano del Mato Grosso, regione archeozoica alta non più di 500 m, che continua verso ovest nella Serra dos Parecis, bordo settentrionale del bacino del Paraguay-Paraná, solo in parte incluso nel territorio brasiliano.

 

Clima. Dal punto di vista climatico il Brasile rientra per intero nell'area tropicale; e proprio questa tropicalità costituisce il carattere più marcato della sua geografia per le incidenze che essa ha sul paesaggio oltre che sugli uomini e le loro attività. Vi sono peraltro diversità notevoli da regione a regione. Si può anzi fare una prima distinzione riconoscendo un clima equatoriale umido nella regione amazzonica, uno subequatoriale nella fascia immediatamente a sud e un clima tropicale a due stagioni, più o meno piovoso, nel resto del Paese, il cui settore più meridionale fa ormai presentire il clima temperato (clima subtropicale): tale ampio raggio di condizioni zonali si deve all'estensione del Paese, che è compreso tra i 5° nord e 34° sud. In quanto ai meccanismi che determinano il clima occorre tenere conto della conformazione del territorio, che è aperto, privo di catene montuose elevate e quindi largamente esposto all'Atlantico, donde provengono le masse d'aria che apportano precipitazioni. Nella regione amazzonica, situata nella fascia delle convergenze intertropicali, tale apporto è dovuto agli alisei di nord-est e di sud-est, i cui effetti si sommano dando luogo alle condizioni di equatorialità che fanno di questa regione una delle aree più umide e piovose della Terra con valori annui di precipitazioni che si aggirano in media sui 2.000 mm e con temperature quasi costanti, sui 26 °C. Anche in Amazzonia vi è tuttavia una attenuazione delle piogge che si verifica nei mesi dell'inverno australe (luglio-settembre), cioè in corrispondenza della massima zenitazione del Sole nell'emisfero boreale. In questa stessa stagione le superfici continentali tropicali sono dominate da formazioni anticicloniche che mantengono condizioni stabili e che rientrano perciò come fattori responsabili del clima a due stagioni di gran parte del Brasile. La stagione secca, che nell'Amazzonia è molto effimera e relativa, a sud di essa diviene marcata e si prolunga sino a sei mesi. Le precipitazioni si verificano massimamente nei mesi dell'estate australe, da novembre a marzo, e apportano intorno a 1.500 mm annui di pioggia. Anche le temperature, specie nella parte interna dove la continentalità è più accentuata, variano molto, con escursioni termiche annue sino a 7-8 °C e con escursioni termiche giornaliere che raggiungono i 15 °C sugli altopiani interni più meridionali. A Brasília, dove però l'altitudine contribuisce ad abbassare notevolmente le medie, si passa dai 22 °C di gennaio ai 19 °C di luglio. Valori più elevati si registrano sulla costa, dove si fa sentire l'effetto mitigante del mare: a Rio de Janeiro si passa dai 27,5 °C di gennaio ai 23 °C di luglio. Nella regione costiera è di nuovo elevata la piovosità e ciò perché le alte scarpate continentali hanno un effetto di cattura nei confronti delle masse d'aria umida atlantiche; si ha qui un clima di tipo monsonico, con precipitazioni complessive che superano anche i 2.000 mm annui sui rilievi. Un'area eccezionale è tutto il Nord-Est ( Nordeste ), regione che si trova defilata rispetto alla direzione prevalente dei venti atlantici e che perciò ha un clima tropicale tendenzialmente secco, con precipitazioni in ogni caso saltuarie, irregolari, che determinano sovente condizioni critiche. In certe zone del bacino del São Francisco non si toccano i 500 mm annui; le temperature raggiungono qui valori particolarmente elevati.

 

Flora. Dal punto di vista del clima e delle condizioni ambientali il territorio brasiliano si può suddividere in alcune grandi regioni: il Norte, o Amazzonia; il Nordeste , corrispondente alla grande sporgenza orientale del subcontinente; il Leste o Sudeste , che comprende tutta la parte atlantica centrale; il Centro-Oeste , relativo alle distese interne; infine il Sul , cioè l'area più meridionale del Paese. La regione amazzonica, col suo clima equatoriale piovoso, è dominata dalla foresta pluviale, la più estesa e vigorosa manifestazione vegetale della Terra, ricca di specie che si sviluppano variamente a seconda dei suoli più o meno umidi: all' igapó , zona anfibia occupata dalle mangrovie, succede la varzea , l'area inondabile, con formazioni non molto alte ma intricate; nei terreni al riparo dalle inondazioni ( terra-firme ) si hanno le formazioni più possenti, con alberi che giungono sino a 60 m d'altezza. Tra le piante industriali basti ricordare l' hevea , così importante nello sviluppo economico del Brasile. Negli ambienti semi-aridi si parla in generale di caatinga , cioè di una successione di arbusti, alberi e distese erbose, in cui non mancano le specie con caratteri xerofili, particolarmente spiccati nel siccitoso Nordeste . Nel Leste , dato il suo clima piovoso, si ha un ambiente forestale che nelle zone più favorite, sui versanti montuosi elevati, dà luogo a una tipica foresta ( mata atlântica ) esuberante e ricca di specie, tra cui Caesalpinia echinata il cui legno (brasile) ha dato il nome al Paese; sulla fascia costiera si trovano terreni fertili ( massapé ) che, in rapporto al clima caldo e umido, ne fanno la regione più adatta all'agricoltura di piantagione. Al di là delle serre, sull'altopiano, ritorna, più o meno ricca, la caatinga , che cresce sui suoli (la terra roxa ) adattissimi al caffè. Nel Centro-Oeste prevale nuovamente la caatinga , che inizia già nel Mato Grosso, dove si hanno arbusti e zone arborate. Piante dominanti sono diversi tipi di palma, tra cui quella vitifera e quella gommifera; nella zona più meridionale cresce spontaneo l'albero del mate. Nel Sul infine le zone più basse sono ricoperte da praterie a graminacee che preludono alle pampas uruguayane.

 

Fauna. La fauna del Brasile è quanto mai varia, data anche l'estensione del Paese, e coincide in pratica con la fauna della parte settentrionale dell'America Meridionale. Vi sono presenti quasi tutte le Scimmie Platirrine, tutti i Maldentati (formichieri e armadilli), numerosi pipistrelli tra cui il vampiro e il pipistrello pescatore. Molto diffuso è il capibara, un grosso roditore, mentre tra i Felini sono presenti il giaguaro, il puma e lo yaguarondi. Non mancano i Mustelidi come il taira e i Carnivori come la volpe grigia delle pampas del Brasile meridionale, la volpe dalle orecchie corte dell'Amazzonia e dell'Orinoco, il crisocione e lo speoto, rinvenuto allo stato fossile prima ancora che ne fossero trovati esemplari vivi. Nel Rio delle Amazzoni si trovano infine numerosissime specie di pesci, in particolare tutti quelli appartenenti alla famiglia (scienze naturali) Caracidi (compreso il pesce tigre o piranha), oltre ai terribili barracuda. Nelle acque alte si trovano anche l'inia, grosso cetaceo, e il lamantino brasiliano, specie di sirenide proprio delle Amazzoni. Per quanto riguarda gli altri Vertebrati il Brasile non offre grande varietà di animali. Sono quasi del tutto assenti gli Anfibi fatta eccezione per le raganelle arboricole, mentre tra i Rettili un posto di primo piano spetta agli anaconda, allo jacaré e all'iguana dai tubercoli; e tra gli Uccelli ai pappagalli e ai tucani.

Idrografia. Idrograficamente il Paese è inserito nella rete dei due maggiori fiumi sudamericani, il Rio delle Amazzoni (al cui bacino appartiene il 56% del territorio) e il Paraná (10% ca.); il resto raggiunge l'Atlantico tramite i fiumi che dagli altopiani scendono direttamente alla costa, il maggiore dei quali è il São Francisco. Dal territorio brasiliano tributano al Rio delle Amazzoni, interamente navigabile e che ha una larghezza di vari chilometri, i fiumi Purus, Madeira (che però attinge ai versanti andini), Tapajós, Xingu; il Tocantins (con l'affluente Araguaia ), che scende dagli altopiani, ha in comune con il Rio delle Amazzoni soltanto la foce. Hanno per lo più un profilo maturo, anche se talvolta il loro corso è rotto da rapide; taluni si impantanano in più o meno ampie depressioni anfibie ( pantanais ), come il Rio Xingu nel Mato Grosso. Tutti risentono fortemente delle variazioni stagionali delle precipitazioni, contribuendo in misura determinante al particolare regime idrico del Rio delle Amazzoni, caratterizzato da fasi di piena che danno luogo a estese inondazioni in fasce laterali formanti la cosiddetta varzea . Il Paraná sviluppa la parte più elevata del suo bacino sugli altopiani brasiliani; il suo spartiacque orientale corre qui sulle serre marginali, non lontano dalla costa atlantica, cui attingono importanti affluenti (come il Paranaíba, il Rio Grande, l'Iguaçu ) che scendono verso occidente superandole scarpate dei planaltos con una serie di cascate e cateratte tra cui quelle grandiose dell'Iguaçu. Giunto nella parte più depressa del suo bacino, già fuori del Brasile, il fiume riceve il Paraguay , che ha le sue sorgenti nell'altopiano del Mato Grosso; alla base di questo una marcata depressione dà luogo a un esteso pantanal , che rientra tutto in territorio brasiliano. Il più importante dei fiumi che appartengono interamente al Brasile è il São Francisco, che scorre in un ampio solco, dai profili ormai smussati, tra le catene costiere e quelle interne; non è molto ricco d'acque, dato che il suo bacino si estende nell'arido Nordeste . Notevole lunghezza raggiunge anche il Paranaíba, che drena tutto il versante settentrionale dell'altopiano, mentre un corso breve hanno i fiumi costieri, data la morfologia piuttosto ripida della scarpata continentale, ma abbondante portata.

Ambiente umano

Testo completo:

Colonizzazione portoghese. Prima dell'arrivo degli Europei il territorio brasiliano era occupato da importanti gruppi amerindi. Di questi hanno conservato la loro identità etnica e la loro purezza razziale quasi unicamente gli amazzonici, cioè le popolazioni stanziate in quell'unica grande area di rifugio che può considerarsi la foresta amazzonica, ben difesa dalla penetrazione bianca. Questa è infatti iniziata ed è a lungo rimasta attestata sulle coste atlantiche, intorno ad alcuni importanti centri portuali, divenuti le basi di quei rapporti con l'Europa che sono stati determinanti per lo sviluppo del Paese. Tale sviluppo trovò le sue giustificazioni iniziali nello sfruttamento minerario e forestale, poi nelle attività di piantagione che nobili e ufficiali portoghesi, privilegiati dai re lusitani, avviarono nelle terre costiere. A partire soprattutto dal XVII secolo le fazendas divennero le componenti di un'organizzazione territoriale che, appoggiandosi ai centri amministrativi, trasformarono rapidamente la vita e l'economia locali, con immediate conseguenze anche sulla struttura etnica. Dapprincipio i Portoghesi impiegarono nei lavori di sfruttamento gli indios , che essi reclutavano in forme schiavistiche nell'interno del Paese; ma questi, abituati a un genere di vita e ad attività tanto diversi, mal si adattavano ai lavori pesanti imposti dai colonizzatori: d'altronde il contatto con i bianchi era già risultato estremamente pernicioso, a causa delle malattie e dell'alcolismo.

 

Composizione etnica. Per limitare le decimazioni degli indios (alcune popolazioni si ritirarono sempre più nelle foreste) ci furono da un lato le fondazioni, un po' utopistiche, delle reducciones da parte dei gesuiti, dall'altro la massiccia introduzione di schiavi africani. Su queste basi ebbe origine la particolare composizione etnica del Paese, quel trípticovital che è considerato l'espressione della vitalità e dell'originalità del Brasile. Esso ha potuto attuarsi grazie anche all'atteggiamento degli immigrati lusitani, uomini spesso rozzi, che trovarono nelle donne indie un loro ideale femminile e che non ebbero mai veri e propri pregiudizi razziali: a ciò si deve la rapidità con cui la mistione razziale è avvenuta, arricchendosi successivamente con l'arrivo dei neri, che si calcola siano giunti dall'Angola e dal Congo in numero di 4 milioni. Tuttavia i rapporti interrazziali non hanno coinvolto tutti gli strati sociali. La grande immigrazione europea del secolo scorso e dei primi decenni di questo secolo ha portato masse di Italiani, Spagnoli, Tedeschi, Scandinavi e Slavi che hanno conservato la loro identità europea, spesso nazionale, e che solo marginalmente si sono mescolati con individui di sangue diverso. Il grado delle mistioni presenta peraltro varie sfumature. Oggi, semplificando, i dati ufficiali parlano di bianchi, di sanguemisti ( pardos ), di negri, di indios do mato (indiani della foresta) o indios bravos . Tra i sanguemisti si classificano i mulatti, nati da bianchi e neri, e i meticci, nati da indios e bianchi, secondo un processo iniziato all'epoca delle colonizzazioni. Sempre molto rari sono stati gli incroci tra indios e neri ( cafusos ). Quantitativamente queste diverse presenze etniche variano fortemente da una parte all'altra del Paese. Fino al secolo scorso la colonizzazione ebbe i suoi centri principali sulle coste del Nordeste ed è qui che si possono osservare ancor oggi gli aspetti più interessanti della mistione razziale, benché prevalenti siano neri e mulatti. La maggior parte della popolazione bianca è stanziata invece più a sud (dove ha trovato più adatte condizioni climatiche) con massimi centri a Rio de Janeiro, San Paolo, Pôrto Alegre e nelle altre città di più recente sviluppo. L'immigrazione e l'incessante incremento demografico hanno fatto raggiungere al Brasile una popolazione ben presto elevatissima, che dai 9,9 milioni ca. del 1872 è passata ai 30,6 milioni del 1920, ai 41,2 milioni del 1940, ai circa 160 milioni di oggi.

 

Distribuzione della popolazione. Il Paese è popolato in modo estremamente irregolare. I maggiori squilibri, derivati dalla colonizzazione e dalla sua particolare occupazione territoriale, si hanno tra le zone costiere e l'interno; non si hanno mai densità superiori ai 25 abitanti/km 2 oltre i 500 km dalla costa, tranne oggi l'area di Brasília. In tutta la regione amazzonica si hanno valori di ca. 1 abitante/km 2 e di poco superiori nel Mato Grosso: anche qui tuttavia si trovano nuclei di popolamento, promosso da città pioniere come Manaus sul Rio delle Amazzoni o Cuiabá nel Mato Grosso. Nella fascia tra la costa e gli altopiani le densità medie sono di 25 abitanti/km 2 , con valori massimi di 100 abitanti/km 2 nelle aree che fanno capo a Recife, Salvador e Pôrto Alegre, in quella che si stende tra Rio de Janeiro e Belo Horizonte nel Minas Gerais, e nel belt del caffè, che da San Paolo penetra fino quasi al Rio Paraná. Se si eccettuano le zone attorno ai grandi centri, dove si addensano le principali attività industriali, i territori di media densità sono per lo più occupati da popolazioni che praticano l'agricoltura e risultano spesso fin troppo popolati rispetto alle capacità effettive di contenimento. Le immense distese savaniche sono sfruttate dall'allevamento e quindi con densità bassissime, dato il carattere estensivo dell'attività. L'urbanesimo (pur con le sue piaghe, le sue incapacità di assorbimento, denunciate dalle favelas presenti in tutte le città brasiliane) è infatti il grande episodio del Brasile di oggi, registrando negli ultimi decenni incrementi impressionanti. Tipica espressione dell'insediamento brasiliano è sempre la fazenda ; molte di esse, fondate nella fascia costiera ai primi tempi della colonizzazione, e comprendenti la casa grande del proprietario, l' engenho (lo zuccherificio artigianale) e le abitazioni degli schiavi, sono state all'origine di future città.

Città. Conobbero per primi un certo sviluppo i centri costieri del Nordeste , in quanto gli approdi più vicini all'Europa, tutti con funzioni portuali rispetto alle aree di piantagione circostanti (meno nei confronti dell'interno, che le scarpate montuose rendono non facilmente accessibile): oggi la città più popolosa, con oltre 2 milioni di abitanti, è Salvador, la vecchia Bahia, che è stata la prima capitale del Paese, seguita da Recife, con 1,3 milioni di abitanti; altri centri portuali sono Fortaleza, Natal e São Luís, collegati con ferrovia a Teresina, grosso centro dell'interno. Ma la vera metropoli costiera è Rio de Janeiro, che conta con la sua area urbana 6 milioni di abitanti e che è importante sia per il porto, sia per il passato ruolo di capitale; oggi, spodestata da Brasília, Rio risente della perdita delle sue antiche funzioni, nonostante lo straordinario fascino esercitato da questa città che forse più di tutte esprime l'anima del Brasile e che con la sua splendida baia è considerata una delle più belle del mondo. Essa è ben collegata con Belo Horizonte (2 milioni di abitanti), terza città del Brasile, massimo centro delle attività minerarie e industriali del Minas Gerais. Rilevante attività portuale registrano, infine, Belém, sbocco dell'area amazzonica, e Santos, sviluppatasi in funzione di San Paolo e di tutta l'area del caffè. La metropoli paulista, che fu alla base della valorizzazione delle regioni interne degli altopiani, è una città sempre dinamica, industriale, commerciale, nodo di comunicazioni ferroviarie fondamentali e, con ca. 10 milioni di abitanti, massimo centro del Paese. Grosse città sono anche Curitiba , capitale del Paraná, e Pôrto Alegre, del Rio Grande do Sul; Brasília (1,8 milioni di abitanti) è infine la grande città nuova, cresciuta rapidamente nonostante l'iniziale sfiducia e divenuta il polo di attrazione e di propulsione verso i centri pionieri dell'interno insieme con la non lontana Goiânia.

Aspetti economici

Testo completo:

 

Dotato di un enorme potenziale di risorse umane e naturali, il Brasile è di gran lunga il più importante Paese dell'America Meridionale, ma è altresì quello in cui più compiutamente si esprime la storia economica sudamericana con le sue marcate dipendenze sia dall'Europa sia dagli Stati Uniti e con i suoi periodi di rapido arricchimento alternati ad altrettante fasi di recessione per i mutati interessi del capitale internazionale.

 

Cicli economici. Sin dagli inizi dell'epoca coloniale il Brasile fu contrassegnato infatti da una serie di cicli economici, cominciati con lo sfruttamento del legname pregiato, proseguiti con il lungo periodo della coltivazione di canna da zucchero, con l'allevamento nelle aree del sertão , con le fortune minerarie del Minas Gerais; in epoca più recente si ebbero l'intenso sfruttamento di caucciù della selva amazzonica e la vera e propria epopea del caffè, iniziata alla metà del secolo scorso e che determinò un sensibile spostamento verso sud degli interessi economici brasiliani. Ma anche oggi che il Paese sta attraversando un poderoso processo d'industrializzazione, il Brasile continua a presentare un assetto economico fondamentalmente subordinato al capitale straniero. L'economia poggia su basi essenzialmente privatistiche, benché il governo, che presiede ai principali settori di base (come il siderurgico, il petrolchimico, il cantieristico, l'energetico), sia intervenuto in modo sempre più marcato nella politica economica nazionale, nonché in vari ambiti propriamente sociali, quali l'istruzione, la sanità ecc., in cui tuttora esistono, specie nelle campagne e nel sottoproletariato urbano, sacche di arretratezza enormemente gravi. Il valore del reddito, assai elevato per l'America Latina, non esprime il basso livello di vita di gran parte della popolazione, e nasconde i macroscopici squilibri regionali che si manifestano tra le aree ultra depresse, come il Nordeste , e le regioni altamente progredite e produttive, specie lo Stato di San Paolo. Tra 1991 e 1992 una grave recessione ha colpito il Paese; con la disoccupazione in costante aumento sono saliti l'inflazione e il debito estero.

 

Agricoltura. L'agricoltura, pur disponendo di un'ampia superficie coltivabile, sfrutta solo il 6% dell'area totale. Inoltre la maggior parte dei territori è occupata da colture commerciali, mentre relativamente limitata è la superficie destinata a quelle alimentari, le cui produzioni non bastano alle necessità di una popolazione tanto numerosa e in parte devono essere importate. Tra le colture alimentari predominano la manioca, consumata diffusamente insieme alle patate e ai fagioli, il mais e il riso, coltivato nelle zone irrigue del Goiás, del Minas Gerais, del San Paolo e del Rio Grande do Sul; da quest'ultimo proviene anche per lo più il frumento. Nettamente più importanti sono le colture di piantagione, per molte delle quali il Paese si colloca ai primi posti nella graduatoria mondiale. Il caffè ha il suo ambiente più adatto negli altopiani a terra roxa che da San Paolo si stendono sino al Rio Paraná; la coltura, diffusasi a partire dal secolo scorso, raggiunse la massima espansione verso il 1920; tuttavia il Brasile è tuttora al primo posto nel mondo, fornendo un quarto dell'intera produzione mondiale. Anche la coltura della canna da zucchero vede il Brasile primo produttore mondiale. Altra coltura di rilievo è il cacao, pianta originaria del Brasile, diffusa principalmente nelle zone costiere dello Stato di Bahia. Ricchissimo è il panorama delle piante oleifere, sia coltivate come la soia, le arachidi, il ricino, il lino ecc., sia spontanee come la palma da olio, la palma babaçú che dà le cosiddette noci del Brasile ecc. Con le sue varietà climatiche il Paese può consentirsi una gamma assai vasta di frutta: colossali le produzioni di banane e di arance, di cui è il primo produttore del mondo, quindi di ananas, noci di cocco, uva. In continua espansione è il cotone, presente nell'area del caffè e nel Nordeste ovunque sia possibile l'irrigazione; elevata è anche la produzione di sisal, che con la iuta completa il quadro delle piante tessili. Si ricordano ancora il tè e soprattutto il tabacco, coltivato negli Stati del Rio Grande do Sul, di Santa Catarina e di Bahia.

 

Foreste. Grandiose sono le risorse delle foreste, che coprono una buona metà della superficie nazionale e sono per larga parte comprese nel bacino amazzonico, che ha nella ricca foresta pluviale essenze di ogni genere. In essa trova il suo ambiente originario l' hevea ; lattice gommifero si ricava anche dalle palme. Dalla foresta della facciata atlantica provengono invece legni pregiati come il palissandro e il cedro, mentre dai pinheros del Sul , dove predomina il pino del Paraná, si ricava legname da opera e per l'industria della carta.

 

Allevamento. L'allevamento è praticato su basi eminentemente commerciali nei vasti spazi dell'interno; il Brasile possiede un patrimonio bovino tra i più cospicui del mondo, mentre minor peso hanno gli ovini e i caprini, cui si aggiungono, in numero relativamente elevato, i cavalli, impiegati soprattutto nel Nordeste . Diffuso è l'allevamento dei suini e dei volatili da cortile. Notevole importanza presenta infine la pesca.

 

Risorse minerarie. Considerato per secoli un Paese pressoché unicamente agricolo, il Brasile si avvia a diventare una potenza mineraria: in particolare per il ferro è già il secondo produttore del mondo e i depositi amazzonici di Serra dos Carajás, che si affiancano a quelli di più antico sfruttamento del Minas Gerais, sono ritenuti i più vasti del mondo. Per molti altri minerali il Brasile si pone ai primi posti nella graduatoria mondiale, per esempio per il cristallo di rocca, in pratica addirittura monopolio brasiliano, la cromite, la mica, lo zirconio, il berillo; molto cospicui sono anche i giacimenti di manganese, magnesite, cassiterite, bauxite, nichel, uranio, titanio, amianto, fosfati, tungsteno ecc., che si aggiungono ai minerali di tradizionale estrazione, come l'oro, proveniente in particolare dal Minas Gerais, donde si ricava anche una buona quantità di diamanti e di pietre preziose (acque marine, ametiste, topazi). Le fonti energetiche non sono invece abbondanti: il carbone è piuttosto scarso e così pure il petrolio. Enorme è per contro il potenziale idroelettrico; il Paese dispone di centrali colossali, come quella di Urubupungá, sul Rio Paraná, di ben 4.600.000 kW; sempre sul Paraná è stato realizzato il complesso di Itaipú, della potenza finale di 12 milioni di kW, il più grande del mondo. Non meno promettente è il settore dell'energia nucleare; a seguito della scoperta di importanti giacimenti di uranio, nel 1977 il Brasile ha firmato un accordo con la Germania per la costruzione di alcune centrali nucleari.

 

Industrie. Quanto all'industria, è stato soprattutto grazie al suo sviluppo se il Paese ha conosciuto il più elevato tasso di accrescimento del prodotto nazionale dell'America Latina. A tale periodo sono però seguite le gravi crisi degli anni Ottanta e Novanta che hanno in parte annullato i progressi conseguiti. L'industria di base è stata creata sin dagli anni Sessanta grazie a poderosi aiuti governativi, cui si deve per esempio il grande centro siderurgico di Volta Redonda, nello Stato di Rio de Janeiro, al quale sono stati affiancati numerosi altri complessi; quello di Açominas, nel Minas Gerais, è il maggiore dell'America Latina con una capacità produttiva di 10 milioni di t annue. Anche l'industria meccanica ha enormemente allargato la propria attività e di particolare rilievo è il potenziamento dell'industria automobilistica, concentrata attorno a San Paolo.

Comunicazioni. Le comunicazioni interne hanno un andamento che rispecchia l'organizzazione territoriale: sono cioè relativamente sviluppate lungo le zone costiere e sono invece povere per quanto riguarda i collegamenti con l'interno. Ciò vale sia per la rete stradale sia per quella ferroviaria. Questa ha il suo massimo centro a San Paolo e fondamentalmente raccorda i centri costieri con l'immediato retroterra; i collegamenti in senso meridiano sono scarsi e si hanno solo sugli altopiani. La ferrovia raggiunge Brasília e Goiânia ed è allacciata poi alla Bolivia da un lato, all'Uruguay e all'Argentina dall'altro. La rete stradale, che dispone di soli 225.000 km asfaltati su un totale di ca. 1.825.000, sta notevolmente ampliandosi verso l'interno: due lunghe strade collegano Brasília a Belém e San Paolo con Cuiabá e Pôrto Velho attraverso il Mato Grosso, mentre la famosa Transamazzonica, lunga ca. 5.000 km, raccorda i centri del Nordeste con il Perù. Assai importante in tutto il Paese e fondamentale nell'Amazzonia, dove i fiumi sono ancor oggi le principali vie di comunicazione, è la navigazione interna, che si svolge per 52.000 km; oltre al Rio delle Amazzoni, accessibile da navi oceaniche sino a Manaus, sono navigabili il São Francisco, il Paraná e il Paraguay. Particolare rilievo rivestono le comunicazioni aeree; il Brasile possiede ormai una rete assai fitta di trasporti aerei interni, superando i 390 milioni di km annui volati.

Storia

Testo completo:

Dal colonialismo alla prima costituzione del 1824.

Il Brasile precolombiano non conobbe civiltà progredite, simili a quelle che fiorirono nel Messico o nel Perú; i Portoghesi, sbarcati nel 1500 con Cabral, trascurarono inizialmente il nuovo dominio, tanto che i Francesi, anch'essi in espansione, poterono stabilire un forte sulla costa del Pernambuco. Nel 1530 la corte lusitana, decisa a interessarsi più attivamente della colonia, vi inviò Martim Afonso de Souza che, dopo avere estromesso i Francesi dal Pernambuco, rinforzò le guarnigioni portoghesi e cominciò a istituire i primi servizi amministrativi. Nel 1533 il re Giovanni III introdusse il sistema delle capitanías: si trattava di un'estensione territoriale che il sovrano assegnava a un nobile (donatário), sulla base di suddivisioni effettuate lungo la linea costiera e prolungate idealmente verso occidente fino a raggiungere i limiti previsti dal Trattato di Tordesillas con il quale nel 1494 Portogallo e Spagna si erano accordati per tratteggiare i confini delle rispettive, eventuali conquiste in America. Il Brasile risultò così diviso in dodici capitanías, che sul tratto costiero erano lunghe da venticinque a sessanta leghe e nelle quali i donatários non tardarono a trasformarsi in signorotti, forniti di poteri praticamente illimitati. Nel 1549 Giovanni III per riprendere il controllo della situazione nominò Tomé de Sousa governatore generale ed elevò la città di Bahia a capitale della colonia; da quel momento il consolidamento della presenza lusitana poté procedere con maggiore efficacia. Nel 1567 il governatore generale Mem de Sá respinse un tentativo di occupazione da parte di ugonotti emigrati e, nel posto che gli invasori avevano chiamato Francia Antartica, fondò Rio de Janeiro. Il periodo della dominazione spagnola sul Portogallo, dal 1580 al 1640, fu molto importante per la formazione nazionale brasiliana: abbandonati in buona misura a se stessi, i coloni dovettero provvedere con le proprie forze a difendersi dagli assalti stranieri, che in quell'epoca si moltiplicarono a opera di Inglesi, Francesi e Olandesi. I primi si limitarono a qualche scorreria, i secondi, sistematisi entro la zona che è parte del Maranhão, ne vennero espulsi nel 1615; gli Olandesi, sbarcati numerosi, erano riusciti a impiantarsi nel Pernambuco. La loro comunità, specie durante l'amministrazione del principe Giovanni Maurizio di Nassau (1637-44), si era assestata così solidamente che i Portoghesi-Brasiliani si videro costretti a prolungare i loro sforzi bellici per la liberazione sino al 1654. In quell'anno, dopo un'estrema difesa a Recife, gli Olandesi capitolarono. Quando tornarono i rappresentanti della corona portoghese, la situazione in Brasile era perciò sostanzialmente mutata: gli abitanti di Rio, di São Paulo e delle zone settentrionali avevano acquistato una coscienza nazionale con aspetti rivendicativi poco graditi a Lisbona. Spinte espansionistiche si verificarono da parte dei pionieri di São Paulo che, in gruppi più o meno numerosi, si avventurarono verso l'ovest e il sud alla ricerca di nuove terre e di indigeni da rendere schiavi per il lavoro nelle piantagioni. Lo scontro fra i bandeirantes (così erano chiamati i pionieri) e i gesuiti fu inevitabile quando i primi raggiunsero le reducciones, vale a dire quegli stanziamenti fortificati che i padri della Compagnia avevano eretto, soprattutto nella zona dell'attuale Paraguay, per garantire agli elementi autoctoni una vita sicura, anche se appesantita da norme autoritarie e inflessibilmente religiose. Gli scontri furono numerosi e i bandeirantes ebbero la meglio solo quando la posizione dei gesuiti cominciò a indebolirsi tanto in Portogallo quanto in Spagna (nella seconda metà del sec. XVIII furono espulsi). Il Brasile intanto, con l'aiuto di compagnie appositamente costituite, entrava in una fase di sviluppo commerciale, traendo vantaggio inoltre dalle riforme amministrative introdotte dal primo ministro, marchese di Pombal, durante il regno di Giuseppe I (1750-77). L'autorità centrale fu ulteriormente rafforzata a svantaggio dei donatários e la colonia, che nel 1714 era già stata elevata al grado di vicereame, ebbe dal 1763 Rio de Janeiro come capitale. Quel periodo di assolutismo illuministico, che tra l'altro condusse pure al provvedimento formale di abolizione della schiavitù per gli Indios, fu però troncato dalla politica reazionaria della regina Maria I (1777-1816). In tutto il Brasile covarono sentimenti di ostilità verso Lisbona. Si ebbero in tal modo, in coincidenza con eventi analoghi in altri Paesi sudamericani, i primi moti indipendentistici. Nel 1789, in concomitanza quindi con l'inizio della Rivoluzione francese, nella provincia di Minas Gerais alcuni patrioti guidati da Cláudio da Costa e dal giovane ufficiale Joaquím José Xavier da Silva (soprannominato Tiradentes dalla sua professione di dentista) organizzarono una congiura per spingere il popolo alla rivolta; fallita la cospirazione, nel 1792 Tiradentes fu arrestato e condannato alla pena capitale. La bufera napoleonica fece precipitare gli avvenimenti. Nel 1808 l'intera corte portoghese si trasferì a Rio de Janeiro, che pertanto divenne provvisoriamente la capitale del regno. Nel 1816 Giovanni VI, salito al trono alla morte di Maria, assunse il titolo di re del Regno Unito del Portogallo e del Brasile; nel corso dello stesso anno fu occupato il territorio spagnolo della Banda Oriental (l'odierno Uruguay) che diventò Provincia Cisplatina del Brasile. Nel 1821, quando Giovanni VI, dovendo rientrare a Lisbona, lasciò a Rio il figlio Dom Pedro come reggente, la situazione venne interpretata in Portogallo come preludio all'indipendenza del Brasile; parlamento e governo ingiunsero perciò più volte a Dom Pedro di rimpatriare, mentre i Brasiliani, a loro volta, lo convinsero a trattenersi e a difendere la propria posizione. Una nuova ingiunzione di tornare in patria fu ricevuta da Dom Pedro mentre stava ispezionando le truppe sulle rive del fiume Ypiranga, alle porte di São Paulo; in quell'occasione egli si rivolse ai soldati e lanciò il grido: “Indipendenza o morte!”. Era il 7 settembre 1822. Il 1º dicembre successivo, in una Rio de Janeiro esultante e adornata dei nuovi colori nazionali, il verde e il giallo, il figlio di Giovanni VI fu incoronato imperatore del Brasile e prese il nome di Pietro I e due anni dopo diede al Paese la sua prima Costituzione, di stampo autoritario.

 

Popolazione

(?)
Numero degli abitanti del Paese: 194946470
(?)
Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 84,62
(?)
Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Bianchi 53,7%, Mulatti (incrocio tra bianchi e neri) 38,5%, Neri 6,2%, altri (compresi giapponesi, arabi, amerindi) 0,9%, non specificati 0,7%

(?)
Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Portoghese (ufficiale), altre lingue europee, giapponese e numerose lingue amerinde

(?)
Religioni:

Cattolici 73,6%, Protestanti 15,4%, Spiritualisti 1,3%, Bantu/ Woodoo 0,3%, altre 1,8%, non specificate 0,2%, nessuna 7,4%

Demografia

(?)
Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 0,94
(?)
Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 16,35
(?)
Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 6,42

Media dell'area geografica: 6.3316666682561 (su un totale di 12 stati)

(?)
Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 20,00
(?)
Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 27,00
(?)
Numero medio di figli per donna: 1,90
(?)
Rapporto tra i sessi: 96,90
(?)
Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
(?)
Eta' mediana degli abitanti del Paese : 29,07
(?)
Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 68,66
(?)
Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 75,93

Indice di sviluppo umano

(?)
Posizione / 179: 85

Indicatori economici

(?)
Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 2.492,91
(?)
Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 12.788,50
(?)
Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 6
(?)
Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 6
(?)
Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 3
(?)
Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 404.317,00
(?)
Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -499999
(?)
Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 4

Indicatori socio-sanitari

(?)
Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 100
(?)
Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 98
(?)
Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 99
(?)
Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 84
(?)
Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 97
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 87
(?)
Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 37
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 80

Istruzione

(?)
Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 99
(?)
Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 97
(?)
Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 94
(?)
Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 96
(?)
Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 85
(?)
Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 78

Comunicazioni

(?)
Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 21,88
(?)
Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 124,26
(?)
Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 45,00

Trasporti

(?)
Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

18,60

(?)
Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

0,3