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Paesi | Americhe | America meridionale | Argentina

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Buenos Aires
Area del Paese in chilometri quadrati: 2780400
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 14
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 9 luglio 1816
Indipendenza da: Spagna
Moneta: Peso argentino

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il carattere essenziale del rilievo è dato dalla netta contrapposizione fra le pianure orientali e la cordigliera andina, che segna il confine col Cile. Nella parte settentrionale i rilievi hanno aspetto massiccio e tabulare e racchiudono un vasto altopiano desertico (Puna de Atacama, 3.400-4.000 m). Nelle Ande centrali la catena si restringe, ma si fa più impervia, raggiungendo le massime elevazioni (Aconcagua 6.959 m, Mercedario 6.770 m). Per l'aridità del clima, il limite delle nevi persistenti è assai elevato (6.000 ma 28 o latitudine sud). A sud delle sorgenti del Neuquén, le Ande patagoniche (culminanti a 3.554 m nel Cerro Tronador) a clima umido sono invece ricoperte di nevi e di ghiacciai malgrado l'altezza relativamente modesta. A est della regione andina si incontrano regioni molto varie, sia dal punto di vista climatico che morfologico. Da nord a sud si distinguono il Chaco , vasto bassopiano attraversato da fiumi dal corso lento e divagante e coperto da una prateria sparsa di arbusti; la Pampa , sterminata distesa pianeggiante con clima temperato, ricoperta da una steppa di graminacee che l'uomo ha sostituito in parte con colture di cereali; la Mesopotamia argentina , compresa tra i fiumi Paraná e Uruguay, bassa e paludosa; la regione patagonica , a sud del Río Colorado, stepposa e poco popolata, che scende a ripiani dalle Ande alla costa atlantica, solcata in senso trasversale da profonde valli.

 

Clima. L'essere situata nella porzione più sottile dell'America Meridionale ha una forte incidenza sul clima dell'Argentina, che presenta perciò relativamente attenuati gli effetti della continentalità: di fatto la più peculiare (ed economicamente importante) area climatica dell'Argentina è quella centrale, pampeana, dal clima temperato, anche se in certe zone scarse sono le precipitazioni; data però la notevole estensione del Paese nel senso della latitudine (da 22° a 55° sud) le condizioni variano sensibilmente tra il nord e il sud, passando da un clima tropicale o subtropicale nella Mesopotamia e nel Chaco, con estati calde e inverni miti (media annua 18-20 °C), a un clima di tipo oceanico freddo nella Patagonia. Il clima della regione andina risente naturalmente anche dell'altitudine e presenta i caratteri tipicamente montani (forti escursioni termiche, inverni assai rigidi ecc.): nella Puna e in genere nelle Ande Settentrionali è accentuata l'aridità, mentre piovosità assai abbondante si registra a sud dove, per l'abbassarsi della catena andina e l'estremo assottigliarsi del territorio, prevale dovunque il clima oceanico. L'Argentina meridionale è l'unica area sottoposta all'azione dei venti del Pacifico, data la barriera altrove frapposta dalle Ande al loro passaggio; sul lato opposto la particolare direzione delle masse d'aria promosse dall'anticiclone dell'Atlantico meridionale fa sì che esso investa direttamente solo la parte più settentrionale del Paese. Qui infatti, a ridosso degli altopiani brasiliani, si verificano le precipitazioni più abbondanti, con massimi intorno ai 1.800 mm annui; altrove si scende ai valori propri dei Paesi semiaridi o addirittura aridi, con una generale diminuzione procedendo da est verso ovest: così il Chaco passa da oltre 1.000 a 500 mm di precipitazioni, registrando nell'area occidentale un clima tipicamente tropicale, caratterizzato d'inverno da una lunga stagione secca. A clima subtropicale monsonico senza stagione asciutta è invece la striscia della Mesopotamia; nella Pampa si passa dai 1.000 mm della costa ( pampa húmeda ) ai 600 mm dell'interno ( pampa seca), dove si ha un clima temperato stepposo, con estati assai calde e inverni miti. Subdesertica è la Patagonia, contraddistinta da inverni assai rigidi, escursioni termiche molto forti e precipitazioni tra i 200 e i 400 mm annui; procedendo verso sud, sino a includere la Terra del Fuoco, le piogge aumentano per i citati influssi oceanici, mentre le temperature si abbassano sensibilmente (media annua di 5 °C): qui il limite delle nevi perenni, che sulle Ande Settentrionali è a 5.000-6.000 m, scende a 1.000 m sullo stretto di Magellano.

 

Flora. Dalla varietà di condizioni climatiche deriva una notevole diversità di ambienti. Quello più caratteristico, più tipicamente argentino, è la pampa , grande pianura erbosa, alimentata dalle piogge invernali, che verso l'interno più arido si fa stepposa, ma in genere sempre su ricchi suoli agricoli adatti alla cerealicoltura. Nel nord subtropicale umido, il paesaggio fluviale è caratterizzato da lembi forestali dove si trova anche l' Ilex paraguariensis . Il chaco è un ambiente savanico, con palme e associazioni arboree di quebracho nelle aree più umide. La Patagonia è un'unica regione stepposa, talora desertica, con vegetazione oasica raccolta lungo i fiumi. I primi rilievi andini presentano una vegetazione cespugliosa xerofila (caratteristica l'associazione detta monte formata da mimosacee). Sugli altopiani settentrionali si trova il desolato ambiente della puna e solo nella sezione più meridionale, oceanica, compare la foresta, con conifere e latifoglie, che crescono talora ai margini delle lingue glaciali. Nella Terra del Fuoco queste si spingono sino al mare, dato che, come si è detto, il limite delle nevi perenni in queste zone australi è molto basso.

 

Fauna. Anche la fauna è quanto mai varia. Nella pampa i pochi cervidi rimasti sono confinati nelle zone più aride; numerosi invece sono roditori, donnole, furetti, volpi, guanachi, tapiri, armadilli e, fra gli uccelli, i nandù. Nel chaco vivono cebi e callitrici, vampiri, puma, giaguari, formichieri e armadilli. Nella Mesopotamia argentina numerose sono le scimmie, i serpenti, i giaguari e i tapiri. Nelle Ande caratteristici sono la vigogna, che vive solo oltre i 3.500 m, il guanaco, alcuni cervidi e il condor. Infine nella Patagonia, ricca di armadilli e guanachi, vivono roditori e pappagalli, mentre sulle rive gelate della Terra del Fuoco si trovano uccelli antartici e leoni di mare.

Idrografia. Dal punto di vista idrografico il territorio argentino è diviso tra il bacino del Río de la Plata-Paraná e, in piccola parte, i bacini autonomi dei fiumi che dalle Ande scendono direttamente all'Atlantico. Il bacino del Río de la Plata-Paraná è, dopo quello amazzonico, il più esteso dell'America Meridionale, interessando oltre 3 milioni di km 2 . Esso è formato dal Paraná, che scende dagli altopiani brasiliani, dal Río Paraguay, che accoglie le acque di una vasta sezione tra lo spartiacque amazzonico e le Ande boliviane, infine dai fiumi andini che attraversano il Chaco e le pianure pedemontane in direzione sud-sud-est, attratti là dove il bassopiano platense ha la sua maggior depressione: si origina così quel Río de la Plata che è al tempo stesso un estuario e una rientranza continentale di straordinaria ampiezza e al quale giunge anche il Río Uruguay, che segna il confine dell'Argentina con l'omonimo Stato, di cui raccoglie le acque. Il Paraná è navigabile e, con il Río Paraguay, forma una preziosa via di comunicazione del Paese. Dei fiumi andini che tributano direttamente all'Atlantico, il più importante è il Río Colorado; seguono i fiumi patagonici (Negro, Chubut, Deseado ecc.) che hanno un corso pressoché parallelo, da ovest a est, e incidono i tavolati sedimentari della regione sfociando al mare con profondi estuari. Laghi veri e propri, taluni dei quali anche di vasta area e celebri per le loro bellezze paesaggistiche (come il Nahuel Huapí, il Buenos Aires, il Viedma, l'Argentino ), sono presenti nelle Ande patagoniche e hanno caratteristiche tipicamente alpine.

Ambiente umano

Testo completo:

 

Popolamento e composizione etnica. L'Argentina è il Paese americano che conserva meno tracce delle antiche popolazioni indigene, quasi totalmente sostituite dai bianchi. I Puelche, popolo di cacciatori delle praterie, sono stati pressoché sterminati; scomparsi da tempo sono i Diaghiti, agricoltori superiori la cui cultura si diffuse nelle regioni nord-occidentali, mentre nel nord esistono ancora alcune minoranze di Guaraní e di altri gruppi più arcaici che un tempo occupavano la vasta area del Chaco. Terra di grande attrazione europea anche per il clima e la ricchezza dei suoi suoli, l'Argentina cominciò però a essere massicciamente popolata solo in epoca recente. In passato praticamente essa costituiva una terra di sbocco dei traffici che portavano alle zone minerarie (oro, argento) delle Ande; venuti meno i traffici di metalli preziosi, gli Spagnoli cominciarono a sfruttare gli spazi liberi della pampa, dove l'allevamento bovino ed equino trovò condizioni ideali. Nacque qui il gaucho , quello che si considera il fondatore della nazione. Le fortune dell'allevamento determinarono prosperità e benessere che, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, suscitarono la grande immigrazione europea. Essa continuò per decenni, raggiungendo l'apice nel primo decennio di questo secolo. Nel 1869 la popolazione argentina era di 1,7 milioni di abitanti e nel 1914 era già di 8 milioni; la crescita continuò ancora, seppure ben presto sostenuta anche dall'incremento naturale; nel 1936 vi erano 12 milioni di abitanti . Alla formazione del popolo argentino hanno contribuito soprattutto gli Italiani (35% degli immigrati) e gli Spagnoli (24%), in misura minore Tedeschi, Francesi, Slavi ecc.

Distribuzione. Nelle città vive una elevata percentuale della popolazione argentina, persino esagerata se si pensa che l'Argentina non ha ancora un'economia di tipo industriale. Massima espressione dell'urbanesimo argentino è Buenos Aires , una delle più grandi città del mondo, polo fondamentale di tutta l'organizzazione territoriale.

Aspetti economici

Testo completo:

 

Allevamento e agricoltura. L'economia dell'Argentina ha avuto sviluppi tipicamente latino-americani, anche se complessivamente più fortunati a causa di vari fattori. All'inizio l'allevamento forniva soprattutto pelli e cuoiami (limitata era invece la produzione di carni, lavorate localmente in grandi saladeros ); nella seconda metà del secolo XIX l'invenzione delle celle frigorifere e la loro introduzione sulle navi consentirono uno sfruttamento ben più redditizio dell'attività zootecnica, in quanto fu resa possibile l'esportazione delle carni in Europa. Ben presto l'Argentina divenne un grande Paese esportatore: all'azione avventurosa e pionieristica del gaucho si sostituì una complessa organizzazione produttiva e commerciale che portò benessere nel Paese. L'agricoltura occupò dapprima le terre pampeane ma si spinse anche nell'interno, nelle pianure del Paraná, nelle conche e nelle vallate preandine. Nonostante le inevitabili flessioni dovute a fattori contingenti e all'imporsi sul mercato mondiale di altri Paesi produttori di carni e cereali (Stati Uniti e Canada soprattutto), non si pensò mai a una diversificazione dell'economia.

Industria e politiche monetarie. Una prima industrializzazione fu avviata solo durante l'ultima guerra, grazie a quel momento così fortunato per l'economia dell'Argentina, che dall'Europa aveva richieste di grano e carni più forti che mai e quindi poteva largamente investire nelle industrie. La gravissima crisi economica del 1973 ebbe immediate ripercussioni in Argentina; salirono alle stelle i prezzi dei prodotti industriali necessari al Paese, mentre la CEE operava pesanti tagli all'importazione delle carni e degli altri prodotti agricolo-zootecnici. L'inflazione toccò punte del 500% e persino del 900% nel 1976 e si registrarono il crollo della produzione industriale, la drastica caduta degli investimenti stranieri, la fuga dei capitali all'estero. Vi erano tutte le premesse per il colpo di Stato militare del 1976. La politica economica del governo militare stabilitosi al potere non diede i risultati sperati e il governo liberamente eletto nel 1983, dopo la tragica avventura del conflitto con l'Inghilterra per le Isole Falkland , si trovò di fronte a una situazione estremamente difficile. Venne varato un piano di riforma, che tuttavia diventò veramente efficace soltanto nel 1991 con la decisione di privatizzare le maggiori imprese statali e con la liberalizzazione del mercato con Brasile, Paraguay e Uruguay. I risultati sono stati una drastica riduzione dell'inflazione, un aumento della produzione industriale e un calo della disoccupazione. Tutto ciò, anche grazie alla decisione (1992) di agganciare al cambio del dollaro statunitense una nuova moneta, il peso, equivalente a 10.000 vecchio australes.

Storia

Testo completo:

Secondo l'opinione dominante, i più antichi gruppi umani giunsero in Argentina verso il VII millennio, provenienti dalle regioni più settentrionali, raggiunte a loro volta da genti dell'America Settentrionale. Queste popolazioni erano dedite in prevalenza alla caccia, che praticavano usando, fra l'altro, punte litiche a forma di foglia, di cui si sono trovati esemplari ad Ayampitin e in altri siti come per esempio Intihuasi, i cui livelli più antichi sono datati 8065±95 e 7970±100 anni fa. Alcuni millenni più tardi andarono diffondendosi anche in Argentina l'agricoltura, la cui zona d'origine s'individua nel Messico, e, quasi parallelamente, l'impiego della ceramica, con usanze che si protrassero a lungo sino ai tempi protostorici.

 

Dalla conquista all'indipendenza.

Il nome di Argentina deriva dal poema secentesco La Argentina di Martín del Barco Centenera, che lo aveva introdotto riprendendo una convinzione popolare: la constatazione che i Guaraní portavano anelli e collane d'argento aveva infatti indotto a ritenere che i grandi fiumi celassero favolosi depositi di minerali preziosi. La regione era abitata, prima dell'intervento europeo, da Indios di ceppi diversi: i Quechua a N, i Tola e i Mataco nel Gran Chaco, i Guaraní lungo il bacino del fiume Plata, i Querandí intorno a Buenos Aires, i Puelche nella Pampa, i Patagoni (o Tehuelche) nella Patagonia, i Fuegini nella Terra del Fuoco; popolazioni in prevalenza primitive e nella maggioranza nomadi, tra le quali solo i Quechua avevano raggiunto un certo grado di civiltà. Tutti comunque opposero una tenace resistenza alla penetrazione spagnola e ritardarono considerevolmente la colonizzazione.

Juan Díaz de Solís, il primo conquistador arrivato all'estuario del Río de la Plata (1516), fu ucciso poco dopo lo sbarco dagli indigeni; l'esplorazione tuttavia continuò grazie ad Alejo García, Sebastiano Caboto, Diego García, Francisco César. Ferdinando Magellano esplorò la zona nel 1520, ma solo nel 1535 Pedro de Mendoza, alla testa di ca. 2500 uomini, diede inizio alla vera e propria conquista del Paese fondando una città-fortilizio, Santa María de los Buenos Aires, che avrebbe dovuto permettere arroccamenti difensivi nel caso di assalti degli Indios e offrire una base per successivi balzi in avanti. Nonostante la distruzione della città da parte degli Indios, Juan de Ayolas e Domingo Martínez de Irala proseguirono le esplorazioni e costruirono il forte di Asunción. Altre spedizioni, partite dalle coste del Pacifico (Perú e Cile), ebbero come conseguenza la fondazione di Santiago del Estero (1553), Tucumán (1565), Córdoba (1573), Santa Fe (1573).

Nel 1580 Juan de Garay riedificò Buenos Aires, che undici anni dopo fu proclamata capitale del Territorio del Plata. Il complesso dei possedimenti spagnoli nella regione fu posto dalle autorità iberiche alle dipendenze del governatorato di Asunción, nel quadro del Vicereame di Lima, finché nel 1617, cresciuti gli interessi locali, l'Argentina ebbe, pur sempre nell'ambito del Vicereame del Perú, un proprio governatore con sede a Buenos Aires. Intanto la Pampa aveva cominciato a svelare come la vera ricchezza della regione fosse da cercarsi nella possibilità di sviluppo agricolo (produzione di cereali e allevamento del bestiame). Si costituirono così ben presto gruppi privilegiati (gli hacendados) che non tardarono a divenire i veri padroni della colonia. Fu dall'entroterra che cominciò a emergere, già sul finire del sec. XVII ma in particolare agli inizi del XVIII, la figura tipica del gaucho: una specie di cow-boy autoctono, che viveva libero da ogni vincolo politico e stipulava soltanto accordi con gli hacendados e che, elemento determinante della colonizzazione, non tardò a venire in urto con gli interessi degli abitanti della costa (Buenos Aires), dove risiedeva l'autorità centrale. Il conflitto con la costa, acuito dal fatto che gauchos e hacendados avevano bisogno, in modo sempre più pressante, di sbocchi sul Plata dove c'era, da parte dei residenti, una sempre più netta pretesa di controllo e di predominio, condizionò l'intero fluire della storia argentina di cui costituì, insieme al problema dei rapporti con l'impero portoghese del Brasile, un elemento costante. In seguito alle scorrerie dei pionieri di San Paolo (i bandeirantes), impegnati nella ricerca di nuove terre da colonizzare e di Indios da schiavizzare, sorsero i primi dissidi tra Spagna e Portogallo; le guarnigioni spagnole dell'estuario e i gesuiti delle missioni del Paraguay riuscirono a ricacciare i bandeirantes ma non poterono impedire l'infiltrazione dovuta all'arrivo di mercanti che con una fittissima rete di contrabbando cominciarono a trafficare con Buenos Aires. Per meglio organizzare il commercio essi fondarono sulla costa della Banda Oriental (il moderno Uruguay) la località di Colonia che divenne più tardi, mentre il contrabbando prosperava, pomo di discordia fra Spagna e Portogallo tanto che il problema della città si inserì persino nelle trame politico-diplomatiche dei conflitti europei del sec. XVIII. Dopo alterne vicissitudini, e con il favore dell'Inghilterra e della Francia, il Portogallo si vide assegnare Colonia nel 1737. I creoli di Buenos Aires ne furono indignati e accusarono Madrid di non averli saputi difendere. Il malessere durò a lungo tanto che, per prevenire lo scoppio di una vera rivolta, Carlo III di Spagna elevò nel 1776 Buenos Aires al rango di capitale del nuovo Vicereame del Plata, comprensivo di Argentina, Uruguay, Paraguay e della Bolivia. Il viceré Pedro Ceballos l'anno seguente occupò Colonia e perfezionò l'assestamento spagnolo nella Banda Oriental. Sempre nel 1777, quale ulteriore concessione ai creoli argentini, i porti di Buenos Aires e Montevideo vennero aperti al commercio internazionale. La nuova situazione, che favorì i porteños (abitanti di Buenos Aires) provocando di riflesso una maggiore tensione nei rapporti con i gauchos, accese nei cittadini bonaerensi l'esigenza di una maggiore autonomia politica; i fermenti si acuirono quando in Europa divampò l'incendio napoleonico. In questa situazione gli Inglesi tentarono, sbarcando truppe a Buenos Aires (26 giugno 1806), di procurarsi sul continente americano nuove basi (dopo la perdita, in seguito all'indipendenza degli Stati Uniti, delle colonie del nord) che avrebbero dovuto servire da centri di rifornimento e di sbocco per l'economia britannica, messa in crisi dalle guerre contro Napoleone. Dopo un apparente successo iniziale, lo sbarco inglese provocò la reazione dei porteños che, organizzatisi, riuscirono in pochi mesi a respingere gli invasori; ugualmente infruttuosa fu una seconda spedizione inviata da Londra nel giugno 1807.

Le vicende della Spagna, dove Ferdinando VII era stato detronizzato, provocarono una nuova reazione a Buenos Aires: i cittadini si radunarono in cabildo abierto e il 25 maggio 1810 concordarono la nomina di una giunta provvisoria delle Province Unite del Río de la Plata, che avrebbe governato ancora in nome del re e di cui erano membri Cornelio Saavedra (presidente), Mariano Moreno, Manuel Belgrano e Bernardino Rivadavia. La decisione, prontamente avversata dai provincianos dell'interno (hacendados e gauchos), che non vedevano di buon occhio il sorgere a Buenos Aires di un'autorità centrale dotata di poteri autonomi, risvegliò istanze separatistiche in Paraguay, in Bolivia e nella Banda Oriental.

Il Paraguay si proclamò indipendente nel 1811; si era nel frattempo scatenata anche la reazione spagnola, alla quale facevano riscontro le gesta dell'esercito guidato dal generale José de San Martín, e nel 1816, traendo profitto dalle difficoltà della situazione, il Brasile occupò la Banda Oriental. Il 9 luglio di quello stesso anno, un'assemblea costituente, convocata per impedire lo sfaldamento definitivo della compagine politico-territoriale uscita dal cabildo abierto del 1810, si riunì a Tucumán e statuì solennemente l'indipendenza delle Province Unite del Plata. Fece seguito a questo atto, che sanciva in realtà l'indipendenza argentina, un periodo di turbolenze e conflitti fratricidi, riaccesi dall'antagonismo fra porteños e provincianos. La contrapposizione ebbe al centro la forma del nuovo Stato: si lottò cioè per configurare un'Argentina unitaria, quale la volevano i porteños, o un'Argentina federale secondo le esigenze dei provincianos; unitarios e federales furono chiamati i protagonisti del contrasto.

Allo scontro di fondo, che caratterizzò il processo formativo del Paese, si aggiunse nel 1824 una guerra con il Brasile per il possesso della Banda Oriental; le ostilità si conclusero nel 1828, con la firma di un trattato che garantiva l'indipendenza del territorio, erettosi in Repubblica Orientale dell'Uruguay. La fine della guerra contro il Brasile favorì, a Buenos Aires, l'ascesa di un governo unitario, retto dal generale Juan Lavalle, contro il quale i provincianos si affidarono alla guida di un giovane caudillo, Juan Manuel de Rosas. Questi, organizzato un esercito, marciò sulla capitale ed estromise Lavalle (1829).

 

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 40412376
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 92,51
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Bianchi (prevalentemente spagnoli e italiani) 97%, Meticci (incrocio tra bianchi e amerindi), Amerindi o altri gruppi non bianchi 3%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Spagnolo (ufficiale), Italiano, Inglese, Tedesco, Francese

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Religioni:

Cattolici 92%, Protestanti 2%, Ebrei 2%, altre 4%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 0,88
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 17,48
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 7,72

Media dell'area geografica: 6.3316666682561 (su un totale di 12 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 11,80
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 15,00
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Numero medio di figli per donna: 2,25
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Rapporto tra i sessi: 95,76
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,04
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 30,36
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 71,53
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 79,07

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 45

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 444,61
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 10.959,10
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 5
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 5
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 3
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 114.704,00
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -199997
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 1

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 100
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 99
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 98
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 80
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 97
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 91
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 77
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 90

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 99
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 99
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 96
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 85
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 76

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 24,87
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 134,92
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 47,70

Trasporti

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

1,2