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Ambienti naturali e questione ambientale

Gilgel Gibe III 

A partire dal 2000 il governo etiopico ha iniziato la costruzione di un sistema di dighe, nel bacino del fiume Omo, per la produzione di energia elettrica destinata all'esportazione. Secondo le ricerche della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, la costruzione di queste dighe e in particolare l'ultimo progetto, chiamato Gilgel Gibe III, avranno un impatto molto negativo sull'ecosistema locale e sulla vita delle popolazioni che popolano la valle dell'Omo.

 

Il territorio presenta rilevanti fenomeni di desertificazione, causati dallo squilibrio tra la popolazione, i sistemi produttivi e le caratteristiche ambientali.

In Etiopia sono presenti numerose aree protette gestite dallo Stato e in collaborazione con organizzazioni non goverantive come il WWF. I parchi più importanti sono quello dell'Omo, quello di Simien, il Parco Nazionale Mago e quello delle montagne di Bale.

 

Flora, fauna e attività umane

L'Etiopia occupa un territorio molto vasto, all'interno del quale si trovano diversi ambienti e climi, ognuno dei quali caratterizato da una flora specifica: dalle zone di alta montagna, alla regione dell'altopiano, fino alle foreste tropicali e alle savane nelle aree a più bassa quota.

In Etiopia si trovano anche molti mammiferi di grande dimensione, come la giraffa, il leopardo, l’ippopotamo, il leone e l’elefante.

La distruzione dell'habitat naturale di questi animali sta mettendo in pericolo la loro sopravvivenza, come nel caso della giraffa nubiana, dello stambecco dell'Abissinia e del Lupo del Simien (foto), di cui sopravvivono poche centinaia di esemplari, soprattutto nel Parco Nazionale dei monti Bale.

Il leone è stato un animale simbolo per l'Etiopia: la bandiera dell'Impero d'Etiopia aveva al centro un'immagine del leone della tribù di Giuda. La bandiera dell'Impero d'Etiopia è stata ereditata dal movimento Rastafari.

Territori urbani

La capitale Addis Abeba (foto), con più di 2 milioni di abitanti, è anche la più grande città dell'Etiopia.

Fondata dal re Menelik II nel 1887, Addis Abeba è diventata capitale dell'Etiopia due anni più tardi, divenendo così una delle poche capitali africane non fondate dai colonizzatori.

Con l'occupazione italiana del 1935, Addis Abeba divenne la capitale dell'Africa Orientale Italiana e vennero elaborati importanti progetti di riorganizzazione urbana, culminati nel Piano Regolatore di Addis Abeba. Il piano, terminato nel 1938, fu realizzato solo in minima parte a causa dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

Addis Abeba è la sede dell'Unione Africana, l'organizzazione internazionale che raccoglie tutti i paesi africani tranne il Marocco al fine di favorire l'integrazione politca, sociale ed economica del continente.

Addis Abeba è anche considerata città sacra dai Rastafari. Nel 2005 nella città si è tenuto un importante concerto in memoria di Bob Marley, l'esponente forse più noto del movimento afro-caraibico.

Negli ultimi anni, come molte città africane, Addis Abeba sta cambiando il suo volto, con costruzioni moderne che sostituiscono quartieri ed edifici storici.

Altra importante città etiopica è Macallé, capoluogo della regione del Tigré. Nel 1886 le truppe italiane che occupavano la città furono sconfitte dall'esercito abissino che rientrò in possesso della città fino alla nuova occupazione italiana nel 1935.

Territori rurali

Le popolazioni che abitano le aree rurali vivono perlopiù di un'agricoltura destinata all'autoconsumo o della produzione di caffè, il principale prodotto agricolo destinato all'esportazione.

La qualità della vita dipende in buona parte dal prezzo del caffè sul mercato internazionale. Per questa ragione il governo etiope nel 2009 ha iniziato a far quotare il caffè alla borsa di Addis Abeba e non più a quella di New York.

Le aree rurali dell'Etiopia vivono ormai da decenni periodiche crisi alimentari, causate dallo squibrio tra popolazione e risorse. La più nota è stata quella del 1984-'85 che ha causato la morte di più di un milione di persone, nonostante la mobilitazione di milioni di persone nel mondo per raccogliere aiuti in favore delle popolazioni colpite dalla carestia. Molti aiuti raccolti anche con il famoso concerto Live Aid furono in realtà usati per scopi militari.

La crisi alimentare ha avuto anche origini e conseguenze di natura politica, come spiega lo storico Angelo Del Boca in questo articolo pubblicato sul mensile Nigrizia del 1985.

Per migliorare la qualità della vita delle popolazioni rurali in Etiopia sono attive numerose organizzazioni internazionali. Guarda i progetti dell'Organizzazione Non Governativa italiana LVIA.

Reti stradali e ferroviarie

La rete viaria e ferroviaria è molto debole, anche se, soprattutto nei pressi della capitale, sono in corso lavori di ristrutturazione.

La celebre ferrovia Addis Abeba – Gibuti, è stata costruita all’inizio del XX secolo per volontà dell’imperatore Menelik II e del governo francese, presente nell’area per interessi coloniali. Oggi che l’Etiopia è priva di accessi diretti al mare, la ferrovia consente al paese di sfruttare il porto marittimo di Gibuti.

 

 

La stazione di Addis Abeba. Fonte: www.selamta.net/addis_ababa.htm

 

Dopo alterne vicende legate alla storia politica del paese, la ferrovia è stata recentemente riabilitata con l’intervento di un consorzio di imprese italiane.

Con la fine della guerra con l'Eritrea, l'Etiopia ha potuto destinare più fondi ai servizi alla popolazione. Attualmente è allo studio un progetto per l'ampliamento della rete ferroviaria con il contributo dell'Unione Europea.

Popoli

L'Etiopia ha una storia millenaria e sul suo territorio si sono incontrate e incrociate culture diverse. Oggi nel paese sono dunque presenti diverse etnie e sono parlate molte lingue diverse. I due gruppi etnici principali sono gli Amhara, concentrati nel centro-nord del paese, e gli Oromo, prevalenti nell'area centro-meridionale.

Tra le etnie minoritarie una delle principali è quella tigrina, nel nord del Paese. La storia recente di questa etnia è profondamente legata alle evoluzioni politiche del paese e al conflitto con la vicina eritrea, stato in cui i tigrini sono maggioritari. Il presidente attuale Meles Zenawi, tigrino, è stato a lungo il leader del Fronte di Liberazione del Popolo Tigrino che ha contribuito a deporre il dittatore Menghitsu nel 1991.

Diverse comunità etniche minoritarie, soprattutto nella Valle dell'Omo sono particolarmente in pericolo a causa della difficoltà ad autosostenersi e dei conflitti con ilo governo centrale.

Le lingue ufficiali sono l'Amarico e il tigrigna, anche se sono molto parlati anche la lingua Oromo e l'arabo.

Diritti e cittadinanza

Il Presidente Mélès Zenawi, conserva il potere dal 1991 e nelle elezioni del 2005 ci sono state forti proteste sulla regolarità delle operazioni di voto. La protesta è stata però repressa e i principali leader politici dell'opposizione sono stati incarcerati.

Sulla repressione dei diritti politici e civili, leggi il rapporto annuale di Amnesty International. Dopo due anni dall'arresto, molti prigionieri sono stati graziati, ma alcuni, come Birtukan Mideksa (foto), leader di uno dei partiti di opposizione, sono stati imprigionati nuovamente dopo poco tempo.

Le elezioni che si sono svolte nel maggio 2010, ha confermato al potere Zelawi, ma anche in questo caso il partito del Presidente è stato accusato di condizionare il risultato dello scrutinio.

Nella classifica della corruzione curata dall'organizzazione Transparency International, l'Etiopia occupa il 120° posto, una posizione non buona, ma migliore di molti stati africani e soprattutto più alta rispetto agli stati confinanti come il Sudan, la Kenya, l'Eritrea e la Somalia.

Realtà economica e politica

Per la sua storia, la sua posizione geografica e le buone relazioni con i principali paesi occidentali, L'Etiopia è uno dei centri geopolitici del continente africano. Tuttavia, la situazione politica ed economica del paese è molto difficile.

 

Politica

La storia politica recente dell'Etiopia inizia con la deposizione, nel 1991, del dittatore Menghistu, al potere dal 1977. Dopo il 1991 il protagonista della vita politica è stato Meles Zenawi (foto), prima Presidente e poi Primo Ministro. La vita politica è dominata dal Fronte Democratico Rivoluzionario d'Etiopia, una coalizione di partiti erede del movimento di liberazione dalla dittatura.

Negli ultimi dieci anni le forze di opposizione si sono rafforzate, fino a insidiare il partito di maggioranza nelle elezioni del 2005. Dopo le elezioni del 2005, tuttavia, si è intensificata la repressione nei confronti della stampa e delle forze politiche di opposizione. Le elezioni del 2010 hanno confermato al Potere Zenawi, anche se sono continuate le proteste dell'opposizione sulla correttezza delle operazioni di voto.

Dopo l'indipendenza ottenuta dall'Eritrea nel 1993, la politica estera è stata segnata in primo luogo dalla guerra contro il piccolo paese confinante, iniziata nel 1998 e terminata ufficialmente nel 2000. In realtà l'accordo tra i due paesi non è mai stato trovato e la situazione rimane estremamente tesa. Le Nazioni Unite hanno organizzato una missione internazionale, chiamata UNMEE, per garantire la messa in pratica gli accordi di pace. La missione ha cessato le sue attività nel 2008.

Il conflitto tra Etiopia ed Eritrea destabilizza tutta la regione del Corno d'Africa. Nel 2007 l'Etiopia è intervenuta direttamente in Somalia contro le Corti Islamiche e a favore di un governo di transizione. Dopo un primo successo militare, tuttavia, l'impossibilità di controllare relamente il territorio ha portato l'Etiopia al ritio dal territorio somalo.

La regione dell'Ogaden, al confine con la Somalia, è particolarmente importante perché ricca di giacimenti petroliferi e interessata da un movimento indipendentista in conflitto con il potere centrale.

 

Economia

L'Economia del paese è in grave difficoltà: l'agricoltura di sussistenza è costantemente minacciata dalle siccità e il reddito pro-capite è uno dei più bassi al mondo (170° su 181 paesi censiti). La principale risorsa economica del paese è la produzione di caffè destinato all'esportazione.

Negli ultimi anni, per ridurre la dipendenza dal mercato internazionale e migliorare la vita dei contadini, sono state avviate numerose iniziative di commercio equo e solidale che, pagando un prezzo equo e stabile ai produttori, sostengono l'attività di cooperative locali impegnate nella filiera del caffè.

Monete e banconote

La moneta ufficiale dell'Etiopia è il Birr che ha un valore di circa 5/6 centesimi di euro.

Il birr è stato ripetutamente svalutato per favorire le esportazioni, soprattutto di caffè, ma questo ha reso più cari i prodotti importati, mettendo in difficoltà la popolazione e le finanze del governo.

 

Cibo, alimentazione e ricette

La base dell'alimentazione tradizionale è costituita dall'injera, un pane simile a una cialda spugnosa che accompagna carni, verdure, formaggi e salse tipiche, soprattutto a base di berberé.

L'Injera si prepara a partire dal teff, un cereale tipico dell'altopiano etiope: l'impasto viene tradizionalmente cotto su piastre circolari, ma in alternativa può essere cotto su più semplici padelle antiaderenti. Leggi alcune ricette a partire da quella dell'injera.

Il caffè è il principale prodotto agricolo di esportazione, ma fa anche parte della cultura alimentare tradizionale dell'Etiopia e spesso viene consumato con un lungo e complesso rituale.

Case e insediamenti umani

Le diverse etnie presenti sul territorio etiope sono caratterizzate da specifiche forme dell'architettura tradizionale, come nel caso del popolo Dorze (foto), nella parte meridionale del paese.

Nelle principali città, e in particolare nella capitale Addis Abeba, l'architettura risente dell'influenza italiana e del periodo del regime socialista.

Negli ultimi anni, tuttavia, la capitale sta vivendo importanti trasformazioni architettoniche che stanno cambiando il volto della città

Arte tradizionale e moderna

La cultura etiopica ha una storia millenaria che nasce dall'incontro di culture africane, mediterranee e asiatiche. L'arte tradizionale, in particolare quella legata alla chiesa cristiana copta, è molto ricca sia dal punto di vista figurativo che da quello architettonico.

Il piccola città di Lalibela, in particolare, custodisce 11 chiese copte scavate nella roccia che rappresentano un bene architettonico di straordinario valore che per questo nel 1978 è stato dichiarato dall'Unesco Patrimonio dellUmanità.

L'artista contemporanea più nota è oggi forse la pittrice Julie Mehretu (foto), nata ad Addis Abeba nel 1970, ma da tempo residente negli Stati Uniti. Leggi una scheda sulla mostra "Grey Area", esposta al museo Guggenheim di Berlino nel 2010.

Tra le figure artistiche più riconosciute a livello internazionale vi è anche il regista Haile Gerima: nel 2008 il suo film Teza ha ottenuto il Premio Speciale della Giuria al Festival di Venezia, oltre a numerosi riconoscimenti In Europa, America e Africa.

Musiche e danze

La musica tradizionale etiopica è particolarmente ricca, in particolare per quanto riguarda gli strumenti a perrcussione, quelli a corda e il canto polifonico.

Aster Aweke è la più importante cantante etiope, esponente della cosiddetta world music.

Sempre in un ambito vicino alla world music, il cantante Mahmoud Ahmed è una delle figure musicali più note a livello internazionale. Ascolta la sua interpretazione della canzone tradizionale Tizita (memorie)

Negli ultimi anni, Mahmoud Ahmed ha collaborato con un altro grande esponente della musica etiope contemporanea: Mulatu Astatke (foto), vibrafonista e fondatore del cosiddetto ethio-jazz, un genere musicale che mescola la musica jazz con elementi tipici della musica etiope.

L'Etiopia è un punto di riferimento fondamentale per tutta la cultura rastafariana, di cui il reggae è lo stile musicale di riferimento. Il musicista etiope più noto in questo settore è oggi Teddy Afro. La sua opposizione al governo in carica gli ha portato importanti problemi con la giustizia etiope, culminati nella detenzione per 8 mesi nel corso del 2009.

 

 

Giochi e attività ludiche

In Etiopia, come in molti paesi africani, si trova il gioco tradizionale della famglia dei mancala, talvolta chiamato anche "gioco della semina", in alcune varietà tipiche di questa regione: l'Alemungula, l'Anywoll, il Latho e il Lamlameta.

 

Sport

L'Etiopia partecipa ai Giochi olimpici dal 1964 e ha raccolto, fino al 2010, 38 medaglie, di cui ben 18 d'oro. L'Etiopia ha una grande tradizione nelle corse di fondo: 5000, 10.000 e maratona,

Il nome più celebre dell'atletica etiope è quello del maratoneta Abebe Bikila, che alle Olimpiadi di Roma del 1960 vinse la maratona a piedi scalzi, portando al continente africano la sua prima medaglia d'oro.

Più recentemente l'atleta più importante della squadra etiopica è stato Heile Gebrselassie, vincitore di molte maratone e di due medaglie d'oro nei 10.000 metri alle Olimpiadi. Alle Olimpiadi di Pechino del 2008, tuttavia, i 10.000 metri sono stati vinti dal più giovane giovane Kenenisa Bekele e alla maratona il miglior piazzamento è stato il bronzo di Tsegay Kebede.

Feste e riti religiosi

Le feste principali sono quelle della chiesa ortodossa etiopica, legata alla chiesa copta, maggioritaria nel paese: l'Annunciazione, il Natale, la Teofania, la Domenica delle Palme, la Pasqua, l'Ascensione e la Pentecoste.

Il calendario copto è diverso da quello europeo e anche il conteggio delle ore segue regole differenti.

Accanto alle feste cristiane sono però presenti anche le tradizionali feste del calendario islamico e svolgono un ruolo importante anche i riti tradizionali, come nel caso dei riti di passaggio della popolazione Hamer.

Scuola ed educazione

L’Etiopia ha un tasso di alfabetizzazione estremamente basso, inferiore al 40%, con forti differenze tra la componente maschile (50%) e femminile (23%).

Diverse organizzazioni internazionali sono dunque intervenute per migliorare le possibilità di accesso all'istruzione dei bambini etiopi. Leggi la scheda di presentazione del progetto "Dalla strada alla scuola" promosso dall'associazione Coopi.

Fiabe e racconti

La diverse culture presenti in Etiopia hanno prodotto un ricco patrimonio di fiabe e racconti, una selezione del quale è stato anche pubblicato in Italiano in un volume edito da Mondadori, intitolato Fiabe etiopi.

Nell'ambito del progetto "Acqua per la vita", alcune classi dell'Istituto Comprensivo dei comuni di Arcevia, Montecarotto e Serra de' Conti (AN), hanno lavorato sulla cultura dell'Etiopia, raccogliendo e pubblicando on-line due fiabe etiopiche: L'uomo e lo sciacallo e Un serpente generoso.

Anche in Etiopia, come nel resto del continente africano, i proverbi svolgono un importante ruolo sociale e culturale. Leggine alcuni provenienti dalle diverse regioni del paese.

Testimonianze

Nelle aree rurali dell'Etiopia la situazione sociale ed economica è molto difficile e spesso non è garantito l'accesso a un'alimentazione sufficiente in quantità e qualità. Leggi alcune testimonianze.

A supporto delle popolazioni locali sono intervenute da diverse parti del mondo molte associazioni di cooperazione internazionale. Leggi il racconto di una volontaria dell'associazione Cuamm, impegnata soprattutto nel settore sanitario.

Dopo le elezioni del 2005 ci furono importanti manifestazioni di protesta contro il governo, accusato da più parti di aver falsato le operazioni di voto. Le proteste vennero represse duramente dalle autorità: ecco il racconto di un ex-prigioniero.

Ragioni economiche e sociali, oppure ragioni politiche,sono alla base della scelta di molti cittadini etiopi di intraprendere il percorso migratorio verso l'Europa: la testimonianza di un esule politico in attesa di ottenere il diritto di asilo in Norvegia.

Personaggi

Birtukan Mideksa, leader del Partito dell'Unità per la Democrazia e la Giustizia, è stata condannata al carcere a vita per la sua opposizione al governo in carica. Leggi l'appello dell'associazione internazionale Amnesty International.

Hailé Selassié (foto) è stato l'ultimo imperatore d'Etiopia, dal 1930 al 1974. La sua figura è divenuta celebre perché il movimento Rastafari, reso noto in tutto il mondo dal cantante Bob Marley, ne ha fatto il proprio riferimento religioso.