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Paesi | Africa | Africa occidentale | Togo

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Lomé
Area del Paese in chilometri quadrati: 56790
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 110
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 27 aprile 1960
Indipendenza da: Francia
Moneta: Franco CFA

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il Togo è costituito da una stretta fascia (da 50 a 120 km di larghezza) che si allunga per circa 600 km tra i 6° e gli 11° nord di latitudine. Dal punto di vista geologico il territorio rappresenta una sezione molto antica del continente africano che non fu mai ravvivata né da vistose dislocazioni, né da movimenti orogenetici: si possono riconoscere a est e a sud una zona precambriana, costituita dalle più antiche formazioni dello zoccolo continentale (micascisti, gneiss, quarziti, con intrusioni granitiche) e una zona paleozoica a ovest e a nord. Nei suoi lineamenti morfologici il territorio si presenta come una successione di diverse fasce che dal mare si portano pressoché parallele verso l'interno. La costa è bassa e sabbiosa, orlata di lagune, stagni, piccoli laghi che si allungano sul litorale; al di là si estende una regione collinare, con una profondità variabile dai 30 ai 40 km, e che raggiunge un'altitudine di 100-200 m. Ancora più all'interno il rilievo, pur conservando inalterato il suo tipico aspetto senile, si eleva gradualmente e assume la forma di altopiano sui 400 m su cui si elevano i Monti del Togo (1.020 m), sezione dell'ampia dorsale che separa i bacini dei fiumi Niger e Volta; essi attraversano il Paese in senso submeridiano, costituendone l'element o morfologico più caratteristico. Infine a nord-ovest dei Monti del Togo il territorio torna nuovamente ad abbassarsi in corrispondenza del bacino del medio corso del fiume Oti.

 

Clima. A grandi linee si può dividere il Paese in due distinte regioni climatiche: il Togo settentrionale, caratterizzato da un regime pluviale che si avvicina a quello tropicale sudanese con un'unica stagione di piogge corrispondente ai mesi estivi e una stagione secca da ottobre ad aprile; il Togo meridionale, contraddistinto da un regime subequatoriale analogo a quello del vicino Benin con due stagioni di piogge (da marzo a giugno e da settembre a ottobre) quando il Sole passa e ripassa allo zenit, inframmezzate da due brevi stagioni secche. Le piogge non sono molto copiose (770 mm annui a Lomé) ma aumentano nelle aree montuose interne, superando i 1.000 mm nella fascia montuosa sud-occidentale, più esposta ai venti umidi provenienti dal Golfo di Guinea; tornano a diminuire nella zona pianeggiante settentrionale. Anche per quanto riguarda le condizioni termiche, un'importanza notevole ha l'altitudine; in genere le temperature medie di tutti i mesi dell'anno si mantengono intorno ai 27 °C sulla costa, ai 30 °C nel nord, con oscillazioni fra le medie estreme inferiori ai 5 °C ma con variazioni diurne molto sensibili; le zone più elevate presentano eccessi termici meno marcati e quindi temperature più miti.

 

Flora. Le precipitazioni atmosferiche, relativamente poco abbondanti, non sono in grado di alimentare una copertura vegetale continua e intensa come la foresta pluviale, frequente invece in altre regioni guineane ma che qui è limitata alle aree più elevate e quindi più umide; nelle zone collinari e pianeggianti la foresta compare soltanto lungo i principali corsi d'acqua (foresta a galleria). Altrove predomina, quasi incontrastata, la savana più o meno arborata o arbustiva, spesso fortemente degradata dalle secolari attività delle popolazioni agricole; sulla costa è tipica la palma.

 

Idrografia. La rete idrografica è piuttosto semplice. L'asse orografico dei Monti del Togo costituisce infatti la principale linea displuviale del Paese, dividendolo in due grandi bacini, ambedue tributari del Golfo di Guinea: a nord-ovest quello dell'Oti, a sud-est quello del Mono; entrambi sono ricchi d'acqua nella stagione delle piogge, pressoché asciutti nel periodo secco. L'Oti, che nasce nel Benin col nome di Pendjari, segna per lungo tratto il confine tra Togo e Ghana entrando poi in quest'ultimo Stato dove confluisce, dopo un corso complessivo di circa 500 km, nel Lago Volta . Più importante per il Togo è però il Mono, che attraversa interamente il Paese, arricchito da un ventaglio di affluenti, e tributa direttamente al Golfo di Guinea dopo aver segnato nel suo corso inferiore il confine con il Benin.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. Il Togo, ossia il "Paese sulla costa della laguna" (da to, laguna, e go, costa), era abitato originariamente da popolazioni paleonegritiche suddivise in piccole tribù di agricoltori itineranti (Tingedane, Tamberma, Bassari, Kabure o Kabre); successivamente fu invaso da genti sudanesi appartenenti alla stirpe dei Mossi e gruppi affini, provenienti da nord, che crearono effimeri Stati. Nelle regioni meridionale la massiccia invasione degli Ewe (secoli XII-XIV) portò all'unificazione degli autoctoni: gli Ewe costituirono una sorta di federazione che contrastò ai gruppi Mossi l'egemo nia sul Paese fino a quando la tratta degli schiavi prima e la penetrazione europea poi ridussero, alla fine del XIX secolo, il Paese alla completa anarchia.

 

Gruppi etnici e distribuzione. Il fatto che il Togo non abbia mai conosciuto potenti ed evoluti organismi statali in grado di imprimere alle varie popolazioni una certa omogeneizzazione culturale ha avuto un ruolo di primaria importanza nel determinare le vicende del popolamento, caratterizzato ancora oggi dalla convivenza di decine di gruppi etnici ben distinti fra loro; i principali sono gli Ewe (44%), i Kabre (27%), gli Uaci (Ouatchis, 16%), quindi i Losso, i Mina, i Mossi ecc. Nel 1997 i Togolesi erano stimati ammontare a 4.736.000 abitanti; la densità pone il Paese fra quelli più popolosi dell'Africa occidentale. Le regioni meridionali, specie quella Marittima, sono le aree di più fitto insediamento; i gruppi più rappresentativi (Ewe, Uaci, Mina) sono agricoltori sedentari. Per contro il centro e le regioni settentrionali presentano densità molto inferiori alla media e sono popolati da gruppi di seminomadi, tra cui i Kabre. Gran parte della popolazione è rurale e vive in villaggi di piccole e medie dimensioni. Nel Sud il villaggio è caratterizzato da capanne rettangolari, specie nelle aree più popolate, spesso allineate lungo la strada; numerosi sono lungo il Lago Togo i villaggi palafitticoli dei pescatori. Nel Nord predomina invece il villaggio sudanese con le capanne circolari e in genere una distribuzione più svincolata dalle vie di comunicazione.

 

Centri urbani. I centri urbani sono dovuti per gran parte alla colonizzazione europea. Il centro principale è la capitale Lomé, di creazione abbastanza recente. Il suo nome, che significa "piccolo mercato", richiama la funzione che la città aveva all'epoca del colonialismo e trova conferma nel suo ruolo attuale di maggior centro commerciale, oltre che nodo stradale e ferroviario più importante del Paese. Gli altri centri hanno dimensioni assai modeste, non superando i 50.000 abitanti; situati sulla strada e la ferrovia che da Lomé portano verso il nord, essi rappresentano il fulcro delle zone più popolate nei maggiori distretti agricoli e commerciali, come Sokodé, donde si dirama un'importante strada per Bassar (o Bassari), Atakpamé, Tsévié (17.000 abitanti); Kpalimé (32.000 abitanti), collegata per ferrovia con la capitale, è invece posta presso il confine con il Ghana; Aného è sulla ferrovia litoranea.

Aspetti economici

Testo completo:

Profilo generale. Il Paese presenta nel complesso un'economia povera, gravata da squilibri strutturali sia per quanto riguarda il non conseguito amalgama tra le decine di diversi gruppi etnici che popolano il Togo, sia per l'eccessivo peso che riveste tuttora l'agricoltura tra le varie attività produttive, sia infine per la gravosa dipendenza dal capitale estero. Anche se non ha sinora dato i risultati che si speravano, l'acquisizione dell'indipendenza, realizzata nel 1960, si è pur tradotta in qualche sensibile vantaggio per il Paese: considerato un po' come l'elemento di equilibrio fra gli Stati anglofoni e quelli francofoni dell'Africa occidentale, il piccolo Togo è riuscito ad assumere una posizione di primo piano nella creazione della Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale, istituita a Lagos nel 1975; la capitale togolese ha inoltre avuto il privilegio di essere scelta come sede della cosiddetta Convenzione di Lomé, stipulata nel 1975 (e rinnovata nel 1980) tra i membri della Comunità Economica Europea e alcuni Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (Paesi ACP) allo scopo di regolare le relazioni commerciali e finanziarie, nonché la cooperazione economica e tecnica fra i Paesi in via di sviluppo e quelli industrializzati. Ma anche nell'ambito economico interno non sono mancate iniziative di rilievo: la più importante riguarda la nazionalizzazione, nel 1974, della Compagnie Togolaise des Mines de Bénin, già appartenente per l'80% a un consorzio francese e che rappresenta la più grande società mineraria del Togo. Essa sfrutta i giacimenti di fosfati del Paese, che sono tra i più cospicui del mondo e che in realtà costituiscono la sola ricchezza nazionale. L'assetto industriale è però entrato in crisi tanto che nel 1983 si è deciso di tagliare il 32% degli investimenti nel settore con la chiusura di parecchie industrie statali.

 

Agricoltura. L'agricoltura è il settore portante dell'economia, in quanto copre il fabbisogno alimentare locale e consente discrete esportazioni; ben il 43% del territorio è coltivato. Fra i prodotti destinati al consumo interno prevalgono i cereali, come mais, miglio e riso, oltre alla manioca, diffusa un po' in tutto il territorio; a questi si aggiungono patate dolci, banane, agrumi (soprattutto arance), ortaggi; le principali colture di piantagione sono costituite da cacao, caffè, presente nel Togo centro-occidentale, palma da olio e da cocco, diffusa nella fascia meridionale, arachidi e cotone, coltivato nell'area centrale.

 

Foreste e allevamento. Le foreste, benché occupino circa il 16% della superficie nazionale, appaiono fortemente degradate per l'irrazionale sfruttamento del passato, che le ha soprattutto impoverite delle essenze di pregio, sicché hanno ora scarsissimo valore economico. Del pari conta poco nell'economia nazionale l'allevamento, praticato quasi esclusivamente nel Nord del Paese e che è del tutto insufficiente alle necessità alimentari della popolazione (ovini, caprini, volatili da cortile, bovini, suini), sicché si deve ricorrere a massicce importazioni. Nella laguna costiera è invece tradizionalmente attiva la pesca, ma ancora una volta si deve dire che dà scarsi rendimenti a causa dell'impiego di tecniche arretrate.

 

Risorse minerarie. I fosfati, scoperti in Togo nel 1952, assicurano un quarto del valore delle esportazioni; i principali giacimenti sono quello di Hahotoé, collegato per ferrovia al porto minerario di Kpémé, e quello di Akoupané. Il Paese possiede pure minerali di ferro e bauxite, ma la mancanza di infrastrutture ne rende lo sfruttamento antieconomico. Mancano i minerali energetici, per cui il Paese deve ricorrere a cospicue importazioni di petrolio, necessario tra l'altro per alimentare le centrali elettriche, quasi tutte termiche.

 

Industria. L'attività industriale è estremamente limitata; oltre a un importante stabilimento attrezzato per la lavorazione dei fosfati, si hanno solo piccole aziende, quasi tutte ubicate a Lomé e che per lo più trasformano i prodotti agricoli, producendo beni di largo consumo (oleifici, birrifici, cotonifici, calzaturifici, zuccherifici, saponifici ecc.), cui si aggiungono un cementificio e una raffineria di petrolio, entrata in funzione nel 1978 e che utilizza il greggio proveniente dalla Nigeria. È in progetto la realizzazione di uno stabilimento chimico per produrre localmente fertilizzanti, acido fosforico ecc.

 

Comunicazioni. Per quanto riguarda le vie di comunicazione, il Paese è abbastanza dotato, specie nella più densamente popolata sezione meridionale. Le ferrovie, il cui sviluppo complessivo è di 575 km, comprendono una linea che si diparte da Lomé verso l'interno (la capitale è naturalmente il perno di tutte le comunicazioni) e un'altra che segue la costa sino al Benin. La rete stradale misura oltre 12.000 km; nel 1980 è stata ultimata la fondamentale arteria che unisce il Nord e il Sud del Paese, collegando il Burkina Faso, il Niger e il Mali, Paesi tutti privi di sbocco al mare, con il porto di Lomé, destinato quindi a svolgere un ruolo di rilievo per buona parte dell'Africa occidentale. Oltre che principale scalo marittimo del Paese, la capitale è anche il massimo centro aeroportuale grazie all'aeroporto internazionale di Tokoin, a breve distanza dalla città; compagnia di bandiera è la Air Togo, ma il Paese detiene anche il 7% delle azioni della Air Afrique.

 

Commercio. Gli scambi non sono molto intensi, né quelli interni né quelli con l'estero; il Togo esporta fosfati, cacao, caffè, noci di cocco, cotone ecc., mentre importa in prevalenza macchinari, combustibili, prodotti industriali vari, generi alimentari. Gli scambi più intensi si svolgono con la Francia (per circa 1/4), con la Germania, con la Costa d'Avorio e con la Nigeria per le importazioni, con il Canada, il Burkina Faso, la Francia e la Germania per le esportazioni.

Storia

Testo completo:

Per la sua posizione geografica il Togo fu al centro di emigrazioni e di conquiste a opera dei vicini regni di Abomey e degli Ashanti. Di queste vicende si hanno notizie più precise a iniziare dalla seconda metà del sec. XVII. Tra i regni locali un certo rilievo assunse quello di Nuatja che ebbe in Agokoli (prima metà del sec. XVIII) il sovrano di maggior spicco. Intanto già a partire dal 1741-73 i portoghesi João de Santarém e Pedro de Escobar portarono sul litorale del Togo attuale, che nel secolo successivo fu al centro della tratta meritandosi il tristo appellativo di “Costa degli schiavi”.

A cominciare dalla prima metà del sec. XVII i Francesi fondarono delle colonie commerciali. Nella contesa tra Francia e Gran Bretagna s'inserì però la Germania che, anche con l'appoggio di propri missionari, stabilì la sua influenza sul Togo grazie agli accordi conclusi nel 1882 col fiduciario del re di Anécho, Kouadjoavi. Il 4 luglio 1884 il console generale Gustav Nachtigal issava la bandiera tedesca a Bagida e il 5 a Lomé. Con i trattati del 1897 e del 1899 si definivano i confini rispettivamente coi territori francesi e inglesi.

Scoppiato il conflitto mondiale, il Togo venne occupato nell'agosto 1914 da forze anglo-francesi e affidato nel 1919 dal Consiglio Superiore Alleato come mandato B (poi legittimato dalla Società delle Nazioni) alla Francia e in parte minore alla Gran Bretagna (Togoland). Nel dicembre 1946 il mandato venne trasformato in amministrazione fiduciaria dall'ONU. Il 24 agosto 1956 il Togo francese acquistò, previa intesa con l'ONU, lo status di Repubblica autonoma con N. Grunitzky come primo ministro, mentre nello stesso anno il Togo anglofono sceglieva mediante referendum l'annessione al Ghana. In base alla risoluzione del 1957 dell'Assemblea Generale dell'ONU che prevedeva la cessazione dell'amministrazione fiduciaria sul Togo nel 1960, questo territorio accedette alla piena indipendenza il 27 aprile 1960 e, nell'aprile dell'anno seguente si diede una Costituzione di tipo presidenziale: Olympio diveniva capo dello Stato. La vita del Togo fu però travagliata da ricorrenti e drammatiche crisi interne: nel gennaio 1963 Olympio fu assassinato e il potere venne assunto da Nicolas Grunitzky, che promulgò il 5 maggio 1963 una nuova Costituzione. Nel gennaio del 1967 con un colpo di Stato salì al potere il colonnello É. G. Eyadéma: con lui e con il suo regime personalistico si apriva per il Togo un periodo di stabilità e di progresso. Nel 1969 fu fondato il nuovo partito unico, il Rassemblement du Peuple Togolais (RPT) e dieci anni più tardi, nel 1979, furono indette le elezioni. I togolesi approvarono la nuova Costituzione ed elessero Eyadéma presidente. Nel gennaio del 1980 fu proclamata la nascita della “Terza Repubblica”. Nel corso degli anni Ottanta del secolo scorso, superato nel 1986 un tentativo di colpo di Stato, la vita politica interna conobbe una progressiva, anche se difficile,democratizzazione, culminata nella Conferenza nazionale (8 luglio-28 agosto 1991) che poneva fine al monopolio politico del RTP, eleggeva primo ministro ad interim J. Kokou Koffigoh attribuendogli gran parte dei poteri del presidente in carica Eyadéma e, infine, creava l'Alto Consiglio della Repubblica (ACR), supremo organo legislativo, con il compito di guidare il Paese verso un sistema multipartitico. Contrario a tale evoluzione Eyadéma organizzò un golpe militare: le Forze armate occuparono la sede del governo, sciolsero l'Assemblea legislativa e Koffigoh venne sequestrato per alcune ore. Per porre fine agli scontri armati, il capo dello Stato e il primo ministro formarono un governo provvisorio di unione nazionale che fissava un calendario per un ritorno alla democrazia. Le elezioni presidenziali (25 agosto 1993), largamente boicottate dalle forze di opposizione, riconfermarono però Eyadéma a capo dello Stato. In un clima di crescente agitazione politica e sociale un centinaio di individui armati cercarono di uccidere Eyadéma. Le elezioni legislative del febbraio 1994, registrarono la vittoria delle opposizioni, che furono costrette a formare un governo che includesse i membri del vecchio regime. Anche le nuove elezioni presidenziali, di nuovo caratterizzate da brogli, (1997) videro riconfermato Eyadéma alla guida del Paese: nei mesi successivi si susseguirono numerose manifestazioni di protesta. Un rapporto di Amnesty International, nel maggio 1999 denunciava gravi violazioni dei diritti umani e centinaia di uccisioni avvenute in occasione delle presidenziali del 1998. Nel 2001 avrebbero dovuto essere indette elezioni parlamentari, ma non vennero concesse dal regime e, ancora una volta fra le proteste delle opposizioni, le elezioni presidenziali del 2003, riconfermarono Eyadéma. Dopo quasi quarant'anni di potere Eyadéma nel 2005 morì: la Costituzione venne modificata e gli succedesse il figlio Faure Gnassingbé. In seguito alle proteste internazionali e agli scioperi indetti dall'opposizione, egli indisse elezioni presidenziali (aprile 2005) e le vinse; l'opposizione invitò all'insurrezione, centinaia di persone morirono durante gli scontri. In giugno Edem Kodjo venne nominato primo ministro. Nell'agosto 2006 il governo insieme ai partiti politici e a rappresentanti della società civile firmava un accordo, che consentiva di superare la crisi innescata dall'elezione di Gnassingbé, in quanto prevedeva la formazione di un governo di unità nazionale e la convocazione delle elezioni politiche. La formazione di questo governo, guidato da un esponente delle opposizioni, Yawovi Agboyibo, concedeva stabilità al Paese. Nel 2007 si svolgevano le elezioni legislative, vinte dall'RPT, partito del presidente F. Gnassingbé. Nel 2009 il parlamento decideva all'unanimità di abolire la pena di morte. Nel marzo 2010 il presidente vinceva le elezioni (60,9%), sconfiggendo Jean-Pierre Fabre, leader dell'Unione delle forze per il cambiamento.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 6027798
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 38,01
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Ewe, Mina e Kabre 99%, Europei e Siro-libanesi meno dell' 1%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Francese (ufficiale e lingua commerciale), Ewe e Mina (lingue principali parlate nel Sud), Kabye e Dagomba ( lingue principali parlate nel Nord)

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Religioni:

Cristiani 29%, Musulmani 20%, Animisti 51%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 2,17
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 33,19
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 11,32

Media dell'area geografica: 12.313125014305 (su un totale di 16 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 81,90
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 95,10
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Numero medio di figli per donna: 4,30
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Rapporto tra i sessi: 98,11
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,02
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 19,71
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 54,24
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 57,14

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 159

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 3,70
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 599,93
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 643,12
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -5430
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 39

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 8
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 87
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 87
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 41
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 60
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 24
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 3
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 12

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 68
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 85
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 69

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 3,90
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 50,45
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 3,50

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

 

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

1,0