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Paesi | Africa | Africa occidentale | Benin

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Porto-Novo
Area del Paese in chilometri quadrati: 112620
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 75
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 11 agosto 1960
Indipendenza da: Francia
Moneta: Franco CFA

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio corrisponde strutturalmente a una sezione del penepiano guineano; è cioè formato da antichi rilievi che costituiscono la dorsale divisoria tra i bacini nigeriano, voltaico e guineano. Essi non superano in generale i 600 m d'altezza e morfologicamente si presentano con profili spianati e maturi. Il massiccio dell'Atakora , nella sezione nord-occidentale, è la parte residuale d'un rilievo archeozoico di rocce quarzitiche che conserva ancora l'originario allineamento delle pieghe, da nord-est a sud-ovest; altrove dominano Inselberge granitici che sovrastano lievi ondulazioni, conche e vallate molto aperte. Il rilievo digrada progressivamente verso sud, dove alle formazioni archeozoiche dello zoccolo si sovrappongono terreni sedimentari, prevalentemente marnosi, del Cenozoico, e a questi, in prossimità del litorale, depositi alluvionali. La zona meridionale, pianeggiante, è la sezione più ricca e popolosa del Paese; essa si affaccia al mare con una costa di 120 km, bassa e rettilinea, orlata da cordoni sabbiosi che chiudono ampie lagune. Queste si susseguono ininterrottamente; la maggiore è la laguna di Nokoué, che mediante un canale comunica col mare.

 

Clima e flora. Dal punto di vista climatico il Paese presenta condizioni guineane nelle sezioni meridionale e centrale, sudanesi nel nord: ciò significa che da sud a nord mutano le precipitazioni e il loro regime, nonché le temperature. Queste, sulla costa, hanno poche variazioni stagionali e oscillano tra i 25 e i 27 °C; nel nord le medie si abbassano di qualche grado, ma le escursioni termiche giornaliere e stagionali sono marcate. Le precipitazioni, apportate dalle masse d'aria marittime tra marzo e ottobre (in due successivi periodi, da marzo a luglio e da settembre a ottobre, corrispondenti alle piccole e alle grandi piogge), non superano in generale i 1.300-1.400 mm annui sulla costa (Cotonou) e si elevano sino a 1.500 mm sui primi rilievi occidentali. In tutta la parte settentrionale, dove si ha il tipico clima sudanese a due stagioni, le precipitazioni non superan o i 900 mm (Kandi, Savé) e cadono massimamente tra luglio e agosto. Nel complesso, tra i Paesi guineani, è questo uno dei meno piovosi e ciò soprattutto per la sua posizione rientrata rispetto alla generale linea di costa dell'area guineana; tuttavia la duplice stagione delle piogge nel sud è assai favorevole all'agricoltura. La vegetazione forestale è quasi assente, salvo che lungo i corsi d'acqua (foresta a galleria); prevale invece la savana-parco, con le specie tipiche dell'area sudanese guineana (a cacie, baobab, arbusti caducifogli), che verso nord si dirada e presenta vasti spazi erbosi. In tutta l'area meridionale, invece, predominano le coltivazioni, specie della palma da olio.

 

Idrografia. A parte il Niger, che per ca. 150 km segna il confine con l'omonimo Stato, il maggior fiume del Paese è l'Ouémé, che con un corso meridiano attraversa il Benin centrale e meridionale per 450 km, sfociando nella laguna di Nokoué. Parallelamente a esso scorrono, più a ovest, altri tributari dell'Oceano Atlantico, tra cui il Kouffo e il Mono, che nel tratto inferiore fa da confine col Togo. La parte più settentrionale del Paese appartiene invece idrograficamente al bacino del Niger, che qui riceve vari affluenti, tra cui l'Alibori e il Mékrou, e in piccola misura a quello del Volta al quale tributa, tramite l'Oti, il fiume Pendjari.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolazione. Numerosi gruppi etnici, differenti tra loro culturalmente e linguisticamente, oltre che per caratteristiche somatiche, abitano il Paese. Assai varia è anche la distribuzione della popolazione. Le maggiori concentrazioni si hanno nel sud, in rapporto sia alle più ampie possibilità agricole sia al secolare processo di addensamento innescato dalle attività commerciali promosse dal colonialismo e all'urbanesimo relativo. Nella sezione meridionale vivono i gruppi etnici predominanti, i Fon, eredi del regno di Abomey, e gli Yoruba, venuti dalla Nigeria ma stanziati largamente nel Paese; inoltre nelle lagune sono insediate, in caratteristici villaggi palafitticoli, popolazioni di pescatori (Aizo ecc.). La sezione centrale del Paese ospita popolazioni (Adja o Agia, Ana ecc.) che rappresentano etnicamente l'anello di raccordo tra Fon e Guineani in genere e genti sudanesi, mentre nel nord, accanto a varie consistenti gruppi sudanesi (come i Bariba, i Dendi, i Peul), sopravvivono tribù residuali paleonegritiche quali i Somba dell'Atakora, agricoltori insediati nelle loro curiose case- fortezza (sukala). Il Benim è uno dei Paesi più densamente popolati dell'Africa occidentale. La rapida crescita demografica pone grossi problemi allo Stato e già da anni vi è una consistente emigrazione verso il Ghana. L'emigrazione riguarda certe zone del sud, dove vi è tra l'altro un continuo apporto di gente dal nord, che è povero e trascurato.

 

Città. Oltre la metà della popolazione è rurale; Cotonou, valorizzata dalla costruzione di un porto moderno, è oggi la città principale e più viva, sede delle attività economiche più incisive, meta principale degli uomini che lasciano i villaggi. Porto-Novo , la capitale, è rimasta la città di un tempo, con il suo urbanesimo di vecchio stampo africano. Ai margini della pianura costiera è situata Abomey, la cui storia è legata all'antico regno dei Fon; nel centro del Paese è Parakou, importante mercato agricolo e capolinea della ferrovia, mentre nel nord stanno prendendo forma nuovi centri con funzioni prevalentemente commerciali: i principali si trovano sulla grande strada meridiana che collega Cotonou al Niger.

Aspetti economici

Testo completo:

Non del tutto privo di risorse minerarie (sono stati scoperti per esempio giacimenti di petrolio nelle acque territoriali), favorito altresì dal punto di vista commerciale in quanto il centro portuale di Cotonou è largamente al servizio degli Stati vicini, il Benin rimane pur sempre un Paese assai povero, con un'economia basata su un'agricoltura di pura sussistenza. Così, nonostante i nuovi orientamenti politici dell'attuale governo socialista, volto a realizzare un modello di sviluppo in grado di ridurre la dipendenza del Paese dall'estero, con l'obiettivo prioritario di conseguire almeno l'autosufficienza alimentare, esso deve tuttora ricorrere in larga misura agli aiuti internazionali.

 

Agricoltura . L'agricoltura occupa oltre la metà della popolazione attiva, si regge tuttora pressoché interamente su due colture: il cotone e la palma da olio, che copre la maggior parte della superficie coltivata nella pianura costiera, oltre a notevoli quantitativi di noci. Per le necessità interne si coltivano nella fascia costiera vari prodotti alimentari come la manioca, il mais, le banane, alcuni ortaggi, mentre nella sezione centrale, come in tutto il nord, prevalgono i cereali poveri (miglio, sorgo) e le patate. Tra i prodotti avviati all'esportazione hanno invece una certa importanza, oltre al cotone e ai derivati della palma, il cacao e le arachidi.

 

Foreste, allevamento e pesca . Un terzo del territorio è ricoperto da foreste, che forniscono legname da opera e da ebanisteria (mogano, ebano ecc.). Nel settore zootecnico, anche per la scarsa estensione delle aree a prato e pascolo permanente, l'allevamento bovino è del tutto insufficiente rispetto alle richieste interne; predominano caprini e ovini, cui si aggiungono volatili e i numerosi suini allevati nei villaggi costieri. La pesca è praticata largamente nelle lagune e sulla costa; il pesce viene in parte essiccato.

 

Industria. Il patrimonio minerario consiste in modesti giacimenti di lignite, fosfati, ferro e petrolio, e l'industria estrattiva si limita in pratica ai materiali da costruzione. L'industria riguarda la lavorazione dei prodotti agricoli, annoverando perciò oleifici, pastifici, birrifici, complessi perla sgranatura del cotone ecc., cui vanno aggiunti taluni cementifici e una fabbrica per il montaggio di autoveicoli.

 

Comunicazioni. Le vie di comunicazione, sia stradali sia ferroviarie, sono relativamente buone e proseguono nei Paesi confinanti. Fulcro delle comunicazioni è Cotonou, capolinea della ferrovia e della grande strada del nord per il Niger, oltre che centro di raccordo stradale e ferroviario lungo la fascia costiera; il porto della città, di recente potenziato, è altresì al servizio del Niger, Paese privo di sbocco al mare, e della Nigeria, per la quale provvede ad alleggerire l'ormai eccessivo movimento di Lagos; Cotonou dispone infine di un ben attrezzato aeroporto internazionale.

Storia

Testo completo:

Cronologia 

Per una cronologia storica aggiornata del Benin, vedi la sezione Cronologia dell'Atlante di Nigrizia.

Elementi del periodo neolitico furono rintracciati nel 1956 e 1958 dalla missione Davies nel Benin settentrionale. L'esistenza d'una industria neolitica è testimoniata dalla scoperta – sempre nel Nord del Paese (Atakora, Somba, Savalou, Alibori) – di asce di pietra levigata e altri utensili. Tradizioni orali tramandate da popolazioni delle regioni sudoccidentali affermano che le genti adja si sarebbero stanziate verso il sec. XII o il XIII lungo le rive del Mono, dove sorgeva il centro di Tado. Successivamente un gruppo adja (o agia) avrebbe fondato più lontano la città di Allada (o Ardra) futura capitale del regno omonimo. Agli inizi del sec. XVII i tre figli del re Akpadi formarono con nuove conquiste i regni di Adjatché e di Kerelou Abomey. Quest'ultimo avrà gli sviluppi più fortunati e duraturi nei sec. XVII e XVIII. Nel 1818 il re di Abomey, Adandoza, fu deposto da Ghezo (denominato anche Dada, cioè il Buono), il quale regnò per 40 anni (1818-58) dando al Paese un forte e singolare apparato militare (fondò il corpo delle Amazzoni col quale riuscì a sconfiggere anche gli Yoruba). Ghezo seppe instaurare valide basi di collaborazione con gli europei e operare una coraggiosa e illuminata riconversione economica sostituendo al nefasto pilastro della tratta quello più edificante della coltura della palma da olio. Le prime ricognizioni europee del litorale del Benin risalgono ai portoghesi João de Santarem e Pedro de Escobar (1471-73). Il Portogallo entrò però ben presto in lotta, lungo tutte le coste del golfo di Guinea, con inglesi, olandesi e francesi impegnati anch'essi nell'esercizio del traffico degli schiavi che si protrasse fino all'inizio del sec. XIX. La Francia fondò nel 1704 a Ouidah una stazione commerciale che, abbandonata nel 1797, fu riattivata dai portoghesi per la raccolta e l'imbarco degli schiavi diretti al Brasile.

Nel 1843 M. Brue, agente della Società commerciale marsigliese Regis, stabilì i primi contatti col re Ghezo ad Abomey. Ne scaturì, il 1º luglio 1851, un trattato con la Francia, la quale dieci anni dopo stabiliva il suo protettorato su Porto-Novo. Nel 1868 il re Glèlè (1858-1889), succeduto a Ghezo, cedeva Cotonou ai francesi; ma in seguito i rapporti peggiorarono e, quando nel 1890 gli succedette il figlio Béhanzin, il contrasto degenerò in aperto conflitto e il re fu esiliato nella Martinica. Il nuovo re Agoliagbo firmò l'accettazione del protettorato francese.

Negli anni successivi la Francia delimitò, attraverso convenzioni con la Germania (1897) e con la Gran Bretagna (1898), i confini del Dahomey et Dépendances. Nel 1904 la colonia assunse – nel quadro della Federazione dell'Africa Occidentale Francese – una struttura politico-amministrativa definitiva. Con la Costituzione del 1946 che dava vita all'Unione francese, il Dahomey acquisì, al pari delle altre colonie francesi, lo status di territorio d'oltremare e, con la “Loi Cadre” del 1956, ottenne l'autonomia interna nel contesto della Comunità Francese. Costituitosi in Repubblica autonoma il 4 dicembre 1958 (Repubblica del Dahomey), il Paese si diede una propria Costituzione il 15 febbraio 1959. Il 30 maggio dello stesso anno entrò a far parte del Consiglio dell'Intesa insieme alla Costa d'Avorio, al Niger e all'Alto Volta (oggi Burkina). Infine il 1º agosto 1960 il Dahomey raggiunse la piena indipendenza e adottò una nuova Costituzione (26 novembre 1960).

La vita del nuovo Stato fu però travagliata da ricorrenti crisi politiche: nell'ottobre 1963 il governo del presidente Hubert Maga fu rovesciato da un colpo di stato militare che portò al potere il generale Nicéphore Soglo, a sua volta deposto nel dicembre 1967 da unità paracadutiste guidate dai maggiori Kouandété e Kérékou. Questi predisposero un ritorno al governo civile istituendo il 7 maggio 1970 un Consiglio Presidenziale formato dal triumvirato Maga, Apithy, Ahomadégbé, ma nel 1972 un colpo di stato militare consentì a Mathieu Kérékou di diventare capo dello Stato. Nel 1975 Kérékou proclamò l'adozione della via marxista-leninista e diede alla Repubblica del Dahomey l'odierna denominazione di Repubblica Popolare del Benin.

Nel 1979 fu eletta l'Assemblea Nazionale sulla base di una lista unica di candidati, che nel 1980 scelse come presidente della Repubblica lo stesso Kérékou. La lunga parentesi del regime instaurato da Kérékou, con il concorso del Partito della rivoluzione popolare (PRPB) entrò in crisi sul finire degli anni Ottanta nonostante ancora nel 1989 il presidente fu confermato nella carica dall'Assemblea nazionale rivoluzionaria. Spia evidente dell'insofferenza verso il dilagare della corruzione era già stato il tentativo di colpo di stato attuato nel 1988 da un gruppo di ufficiali. La situazione precipitò alla fine del 1989 quando, in seguito a una vasta contestazione che portò alla paralisi dell'amministrazione, delle scuole e dell'università, il PRPB fu costretto a rinunciare all'ideologia comunista e ad avviare un processo di liberalizzazione.

Nei primi mesi del 1990 una Conferenza delle forze vive della nazione, pur mantenendo Kérékou nell'incarico, nominò primo ministro Soglo (già al potere dal 1963 al 1967), abrogò la vecchia Costituzione, sciolse l'Assemblea nazionale rivoluzionaria e istituì un Alto Consiglio della Repubblica. Questo, assunte le funzioni di Assemblea legislativa provvisoria, varò una nuova Costituzione democratica che venne approvata con referendum (dicembre 1990). Le elezioni generali, svolte nel marzo 1991, confermarono la svolta e Soglo, vincitore, sostituì il vecchio dittatore nella carica di capo dello Stato. Le decisioni, soprattutto quelle economiche, del presidente Soglo furono però vivacemente contestate e gli furono mosse accuse non infondate di nepotismo, tanto che le elezioni del 1996 lo videro sconfitto nei confronti di Kérékou che venne nuovamente eletto presidente della Repubblica. Le scelte economiche contestate al suo predecessore erano però ormai inevitabili e anche Kérékou fu costretto a impopolari decisioni in questo campo.

Nel febbraio 1998, il malessere della popolazione sfociò in una dura protesta contro il governo, che fu costretto a ridefinire il programma di spesa pubblica. Kérékou e Soglo si candidarono anche alle elezioni del 2001: Soglo però accusando la parte avversa di brogli elettorali si ritirò consegnando la vittoria al presidente in carica. Nel marzo del 2006 Kérékou concluse il suo secondo e ultimo mandato come presidente del Benin e con esso anche la sua carriera di leader del Paese durata ca. 33 anni. Nuovo presidente veniva eletto Yayi Boni.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 8849892
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 44,92
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Von 39,2%, Adja 15,2%, Yoruba 12,3%, Bariba 9,2%, Peul 7%, Ottamari 6,1%, Yoa-Lokpa 4%, Dendi 2,5%, altri 1,6%, non specificati 2,9%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Francese (ufficiale), Von e Yoruba e altre

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Religioni:

Cristiani 42,8%, Musulmani 24,4%, Voudou 17,3%, altre 15,5%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 2,96
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 40,74
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 12,44

Media dell'area geografica: 12.313125014305 (su un totale di 16 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 94,70
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 101,10
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Numero medio di figli per donna: 5,49
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Rapporto tra i sessi: 97,27
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,04
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 17,95
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 52,72
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 56,50

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 166

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 7,30
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 802,16
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 1.422,68
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: 50000
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 47

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 18
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 84
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 84
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 69
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 75
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 24
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 4
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 12

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 43
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 65

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 1,68
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 85,33
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 3,50

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

 

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

0,7