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Ambienti naturali e questione ambientale

Il Gabon si trova nella fascia climatica equatoriale ed è caratterizzato da una grande varietà biologica, che costituisce un patrimonio fondamentale per il paese.

Per tutelare questo patrimonio sono stati istituiti diversi Parchi Nazionali. Tra questi, al centro del paese, si trova il parco nazionale Ivindo, dove si trovano le cascate Kongou (foto).

La zona delle cascate è però minacciata da un progetto di costruzione di una grande diga inserita in un ampio programma di sfruttamento della miniera di ferro di Belinga.

Il Gabon, infatti, è un paese ricchissimo di materie prime che influenzano in modo determinante l'economia del paese: petrolio, uranio, oro, manganese. Lo sfruttamento delle materie prime però porta vantaggi a un numero molto limitato di gabonesi, mentre i danni ambientali sono molto rilevanti.

Anche il legname è una risorsa fondamentale, ma anche in questo caso c'è un conflitto tra la volontà di ottenere il maggior profitto e la necessità di preservare un contesto ambientale unico che costituisce un patrimonio inestimabile non solo per le popolazioni locali, ma per l'intera umanità.

Flora, fauna e attività umane

Il territorio del Gabon presenta una grandissima varietà di specie animali e vegetali. Anche in omaggio a questa sua caratteristica, nel 2010 si è svolta nella capitale Libreville la conferenza africana sulla biodiversità intitolata "Biodiversità e lotta alla povertà: quali opportunità per l'Africa?".

Uno dei problemi principali per quanto riguarda le risorse forestali è costituito dal commercio illegale di legname che riguarda anche l'Italia, tra i principali importatori mondiali di legname tropicale.

Tra le specie animali più importanti minacciate dall'intervento umano, in Gabon si trovano il Gorilla e lo Scimpanzé.

Nelle regioni forestali si può trovare la più grande vipera esistente: la Bitis gabonica o Vipera del Gabon.

 

fonte: Michael Poliza, www.flickr.com/photos/poliza/

Territori urbani

Il Gabon ha una popolazione molto bassa (circa 1,5 milioni) e concentrata nelle principali città. La capitale Libreville (foto) è anche la città principale, ma la sua popolazione (circa 600.000 abitanti) è ancora relativamente bassa rispetto alla media africana.

Il nome, Libreville, "città libera" in francese, è dovuto al fatto che la città accoglieva schiavi liberati negli anni successivi all'abolizione della schiavitù. In particolare rimase celebre il caso di un gruppo di schiavi affrancati che arrivarono nella città nel 1849 dopo che la nave che li trasportava illegalmente era stata intercettata al largo delle coste dell'Angola.

La principale città nelle zone interne del paese, Franceville, venne fondata nel 1880 dal celebre esploratore italo-francese Pierre Savorgnan de Brazzà.

Territori rurali

Buona parte del territorio del Gabon è costituita da foresta equatoriale dove l'insediamento umano è difficile.

Nella zona costiera e in parte della zona sud-orientale si può invece trovare un ambiente di savana.

Nelle aree rurali si trovano sia popolazioni sedentarie di orgine bantu che popolazioni pigmee nomadi e seminomadi (foto).

fonte: Luis Devin, www.pygmies.org

Reti stradali e ferroviarie

Anche in Gabon, come in gran parte del continente africano, le reti di trasporto hanno ancora una struttura fortemente condizionata dalla storia coloniale: la ferrovia e le principali strade, infatti, collegano i centri dell'interno dove vengono estratte le materie prime ai porti sull'Oceano Atlantico.

La ferrovia transgabonese (foto) collega la capitale con Franceville, la principale città dell'interno. La ferrovia è stata costruita negli anni '80 dall'azienda italiana Salini che ha l'incarico anche per la costruzione della diga che dovrebbe sorgere nella zona forestale e che per questa ha suscitato le proteste della popolazione civile.

 

fonte: www.clubmodeliste-beausoleil.org/

Popoli

Inizialmente il territorio del Gabon era abitato prevalentemente da pigmei.

In epoca moderna sono giunte da nord popolazioni bantu, di etnia Fang che hanno progressivamente colonizzato il territorio fino a costituire il gruppo etnico più importante del paese.

Oggi, tra i gruppi pigmei presenti nelle foreste del Gabon i più rilevanti sono i Bakoya e i Baka.

I pigmei sono minacciati dalla deforestazione che li priva del loro ambiente di vita e spesso non vedono riconosciuti i loro diritti dai governi nazionali.

Diritti e cittadinanza

Negli ultimi anni in Africa occidentale è cresciuto molto il fenomeno del traffico di bambini. Molti dei giovani sottratti alle loro famiglie vengono poi condotti nei paesi più ricchi come il Gabon per costringerli a lavorare come schiavi.

L'Organizzazione Non Governativa Alisei sta conducendo una campagna sui diritti in Gabon: nella parte orientale del paese l'attività si è concentrata sui rifugiati congolesi, mentre nel resto del paese è stato promosso un progetto di tutela dei diritti dell'infanzia.

Nella classifica della corruzione mondiale stilata dall'organizzazione Transparency International il Gabon si trova al 106° posto su 180 paesi,

Uno dei principali problemi inerenti i diritti riguarda le popolazioni pigmee: minacciati dalla deforestazione, spesso i pigmei non vedono riconosciuti i loro diritti dagli stati dell'Africa centrale. Le terre su cui vivono i pigmei sono infatti spesso destinate ad usi commerciali o alla realizzazioni di parchi naturali.

Secondo la classifica della libertà di stampa stilata dall'organizzazione Reporter Sans Frontières, il Gabon si trova al 129° posto su 175°. In generale il governo del Gabon non ha esercitato censure particolarmente rilevanti, ma le pressioni sulla stampa sono sempre forti e si sono intensificate nel corso della campagna per le elezioni presidenziali del 2009.

 

Realtà economica e politica

Politica

La vita politica del Gabon dopo l'indipendenza raggiunta nel 1960 è stata segnata da una figura estremamente controversa: Omar Bongo (foto).

Divenuto Presidente nel 1967, Bongo ha conservato il potere fino alla sua morte, avvenuta nel 2009.

Ha conservato per lungo tempo ottimi legami con l'ex madrepatria francese, anche se negli ultimi anni le relazioni si erano parzialmente raffreddate, anche in seguito ai processi a suo carico avviati in Francia con l'accusa di malversazione di fondi pubblici.

La famiglia Bongo ha creato nel corso dei decenni una potente rete economica e politica. Anche per questo non è stato difficile per il figlio Ali Bongo Ondimba vincere le elezioni che lo hanno portato alla Presidenza del Paese il 30 agosto 2009.

 

Economia

L'economia del Gabon dipende in larga misura dall'esportazione di petrolio e legname.

Il Gabon ha un reddito pro-capite molto più alto degli altri paesi della regione, ma in realtà è il frutto di una ricchezza che rimane nelle mani di poche persone. I dati sociali come il tasso di alfabetizzazione e la speranza di vita media, infatti, sono decisamente meno positivi, poco più alti della media africana.

Monete e banconote

Il Gabon è membro della Comunità Economica e Monetaria dell'Africa Centrale (CEMAC) e quindi adotta come moneta il franco CFA, il cui valore è stato prima ancorato al Franco francese ed è oggi legato all'Euro.

Nel 2008 a Libreville è stata inaugurata la Borsa Valori dell'Africa Centrale, a conferma dell'importante ruolo economico e finanziario svolto dal Gabon in Africa centrale.

 

Case e insediamenti umani

Le popolazioni che vivono nelle zone forestali sono organizzate sia in insediamenti temporanei, sia in villaggi stabili: i pigmei Baka costruiscono accampamenti nella foresta e villaggi semisedentari lungo le piste principali.

Sempre in zona di foresta si trovano i villaggi dei pigmei Bakoya e delle popolazioni Bakota (bantu) (foto).

Nonostante il Gabon sia uno dei paesi africani con il reddito medio più alto, anche a Libreville sono presenti quartieri informali privi dei servizi essenziali ed abitati da una popolazione estremamente povera.

 

fonte: Luis Devin, www.pygmies.org

Arte tradizionale e moderna

Le popolazioni fang presenti in Camerun e in Gabon sono note in tutto il mondo per la loro arte e in particolare per le maschere tradizionali (foto).

Le maschere fang influenzarono molto l'arte occidentale all'inizio del XX secolo. Il legame tra arte africana e le opere occidentali è molto evidente, ad esempio, in artisti come Picasso, Matisse o Modigliani.

Nella cultura Fang si trovano anche i feticci utilizzati in tutto il golfo di Guinea per invocare le divinità in caso di malattie, giuramenti o altri momenti importanti. L'aspetto particolare di questi feticci è dato dal fatto che ogni volta che si cercava la comunicazione con la divinità le piccole statue venivano trafitte da un chiodo o da un altro oggetto acuminato.

Yvette Berger, in arte Owanto, è un'artista contemporanea nata a Parigi, ma di origine gabonese. Le sue opere hanno rappresentato il Gabon alla Biennale di Venezia nel 2009.

 

Musiche e danze

La musica è una parte fondamentale della cultura tradizionale africana. Ascolta le musiche dei pigmei Baka e Bakoya presenti nelle foreste del Gabon.

La musica pop in Gabon si è affermata a partire dagli anni Settanta, soprattutto grazie al cantante Pierre Akendengué (foto), nato nella piccola isola di Awuta nel 1943.

Oggi Patience Dabany è la cantante di musica pop più nota in Gabon e all'estero. Guarda e ascolta il video di una sua canzone.

In Gabon sono molto apprezzate le musiche tipiche dell'Africa centrale come la makossa, la rumba congolese e il soukous.

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Giochi e attività ludiche

Il Gabon partecipa alle Olimpiadi estive dal 1972, ma non ha mai vinto medaglie.

La Nazionale di calcio del Gabon ha partecipato diverse volte alla Coppa d'Africa, il principale torneo calcistico del continente. Nel 1996 ha raggiunto i quarti di finale, suo miglior piazzamento nella competizione.

Il Gabon, insieme alla Guinea equatoriale, ospiterà le partite della fase finale della prossima Coppa d'Africa, nel 2012.

Il Gabon ha sfiorato la qualificazione ai mondiali di calcio del 2010: decisiva è stata la partita con il Camerun, persa dai gabonesi 2 a 1. Il goal del Gabon è stato segnato dall'attaccante Daniel Cousin, il più noto calciatore gabonese in attività.

Il calciatore gabonese Pierre Aubameyang ha giocato per una stagione nel campionato italiano, nella triestina. Oggi lavora per il Milan e i suoi figli Catilina, Pierre-Emerick e Willy sono cresciuti nelle giovanili di questa squadra.

Feste e riti religiosi

La religione Bwiti, diffusa tra il popolo fang, si caratterizza per danze rituali, lunghe veglie di preghiera e cerimonie nella foresta dove convivono riti animisti e letture del Vangelo (foto).

Le cerimonie rituali costituiscono una parte fondamentale della cultura delle popolazioni rurali bantu e pigmee: guarda i riti dei gruppi Baka (pigmei) e Bakota (bantu), presenti in Gabon.

Il 17 agosto 2010 il Gabon ha festeggiato i 50 anni di indipendenza dallo Stato francese.

 

Scuola ed educazione

Il tasso di alfabetizzazione in Gabon è piuttosto alto rispetto alla media dell'Africa sub-sahariana. Anche l'equilibrio tra la componente maschile e quella femminile è abbastanza rispettato, con un tasso di alfabetizzazione del 90% per gli uomini e di oltre l'80% per le donne.

Nel 2004-05 alcune associazioni italiane come Proafrica, Gaia e Amici della Terra, con il supporto della Regione Lombardia hanno finanziato un progetto intitolato "Africa in rete" per la diffusione delle conoscenze informatiche e la creazione di internet point in due città del Gabon (Libreville e Makuku).

Il partner locale di questa iniziativa era Brainforest, un'importante organizzazione ambientalista gabonese presieduta da Marc Ona Essangui.

Fiabe e racconti

Come in tutta l'Africa sub-sahariana, la cultura orale svolge un ruolo fondamentale, soprattutto nelle aree rurali: leggi un racconto gabonese

Spesso le fiabe, in tutte le culture, vengono utilizzate per l'educazione dei bambini e per porre la loro attenzione sui più importanti eventi naturali: leggi una breve fiaba gabonese sul sole.

Anche i proverbi svolgono un'importante funzione educativa. Eccone alcuni provenienti dal Gabon.

Massimo Squillacciotti, professore di antropologia all'Università di Siena, ha pubblicato un libro di racconti del Gabon, intitolato "La piroga di R'Agnambie". Leggi la scheda di presentazione con la sintesi delle diverse storie.

Testimonianze

Leggi il racconto di un viaggio in Gabon a sostegno delle attività di Albert Schweitzer (1875-1965), il medico missionario che nel XX secolo ha dedicato decenni della sua vita all'assistenza dei malati africani a partire proprio dall'ospedale di Lambaréné, nel territorio dell'attuale Gabon.

 

Albert Schweitzer

Personaggi

Il personaggio che più ha segnato la storia politica del paese è Omar Bongo, Presidente del paese dal 1967 alla sua morte, avvenuta nel 2009.

Oggi il gabonese più noto a livello internazionale è però Jean Ping (foto), diplomatico di padre cinese che oggi presiede la Commissione dell'Unione Africana, la più importante organizzazione politica panafricana.

Leggi una sua intervista al giornale "Nigrizia". Negli ultimi anni Jean Ping si è impegnato in modo particolare nella campagna per l'abolizione della pena di morte.

 

Mar Ona Essengui si batte da anni per la difesa della foresta gabonese contro il progetto del governo di costruire una grande diga per favorire lo sfruttamento delle miniere di ferro. Per questa sua lotta ha ricevuto nel 2009 il premio Goldman per l'impegno ambientale.

Albert Schweitzer è stato un medico alsaziano nato alla fine dell'Ottocento e morto nel 1965. Trasferitosi in Gabon all'inizio del secolo, fondò a Lambaréné un ospedale che seguì per decenni, coinvolgendo un vasto movimento di assistenza internazionale.

Pierre Savorgnan de Brazza fu un celebre esploratore italo-francese. Le sue spedizioni più rilevanti si diressero essenzialmente in Africa centrale e interessarono anche la parte sud-orientale del territorio dell'attuale Gabon. Nel 1875 partì da Libreville per esplorare la regione del fiume Ogooué. Nel 1880, dirigendosi verso la regione del Congo fondò la città di Franceville.