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Paesi | Africa | Africa centrale | Ciad

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: N'Djamena
Area del Paese in chilometri quadrati: 1284000
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 8
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 11 Agosto 1960
Indipendenza da: Francia
Moneta: Franco CFA

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Dal punto di vista morfologico il Ciad ha un elemento che gli conferisce una certa unità: la grande depressione del lago omonimo, delimitata da rilievi di origine vulcanica, quali il massiccio del Tibesti (3.415 m nell'Emi Koussi) a nord, a est il massiccio dell'Ennedi e gli altri monti che culminano, già in territorio sudanese, nel Gebel Marra (3.088 m) e le alteterre che a sud-ovest proseguono, nel Camerun, con l'altopiano dell'Adamaua. A sud la depressione è chiusa da una serie di tavolati che dividono il bacino del Ciad da quello congolese. All'interno dell'orlo montuoso si trovano due aree fortemente depresse: una è il Bodélé, nella parte settentrionale del Paese, l'altra, corrispondente all'odierno Lago Ciad , nella sezione centrale, alimentato dallo Chari, unico vero corso d'acqua del Paese, e dai suoi vari affluenti (Kéita, Salamat e, soprattutto, Logone).

 

Clima e flora. Per la sua posizione il Ciad ha un clima molto diverso da nord a sud: si passa da condizioni sahariane con tutti gli eccessi del deserto (sul Tibesti può anche nevicare) alle fasce poco piovose del sahel (500-600 mm a N'djamena) e a quelle più piovose delle aree meridionali (fino a 1.400 mm), dove il clima è molto umido e ingrato e si riducono le escursioni termiche, sia annue sia giornaliere: Moundou, nella sezione sud-occidentale del Paese, ha una temperatura pressoché costante sui 26 °C, mentre a N'djamena, nell'area centrale, si passa da una media invernale di 23 °C a una estiva di 28 °C. A questa gradazione per fasce orizzontali corrisponde, come ovunque in Africa, la diversa successione delle formazioni vegetali: dal deserto, costellato da rare oasi, alla fascia cespugliosa e arbustiva del sahel, a quella delle savane erbose e arborate a sud, dove s'insinua lungo i fiumi la foresta a galleria.

Ambiente umano

Testo completo:

Alla diversità di ambienti corrisponde una profonda differenziazione etnica. Nel semidesertico Ciad settentrionale si hanno popolazioni sahariane, i Tebu, i nomadi del Tibesti, che rappresentano antiche mistioni tra genti "bianche" e genti "nere"; nel sahel vivono popoli, come i Daza e gli Zagaoua (Zaghawa), derivati da fusioni tra Tebu e negri; più a sud sono stanziati i Sudanesi, agricoltori, tra cui i Massa, i Mundang e i Sara, principale gruppo etnico del Paese, che si raccoglie tra il Logone e il Chari. Da epoche remote sono presenti nel Paese popolazioni negridi protagoniste, come i Sao, di culture originali; tra i maggiori gruppi negri arcaici si annoverano gli Hadjeraj, che vivono sul massiccio montuoso di Guéra. Non mancano infine genti arabe filtrate nei secoli passati verso sud (Salamat, Uled Sliman ecc.) che sono in prevalenza allevatori, al pari dei Peul (o Fulbe). Il Paese, per la sua posizione, è sempre stato teatro di scontri tra popoli del nord e popoli del sud, tra nomadi e sedentari, tra allevatori e coltivatori, tra animisti e musulmani. Con il colonialismo non si ebbero importanti trasformazioni, perché il Paese, lontano dal mare, offriva poche prospettive di sfruttamento. Ai Francesi si deve la fondazione dei centri principali, come Fort-Lamy (oggi N'djamena), buon porto sul fiume Chari, e Sarh (ex Fort-Archambault) nel Ciad meridionale, entrambe inizialmente con funzioni di presidi militari; altri centri furono sedi di missioni; altri ancora erano antichi mercati, come Abéché : sono queste le città d'oggi, in continua crescita demografica per la fuga dai villaggi, in atto qui come altrove in Africa.

Aspetti economici

Testo completo:

Sembrano ancora lontane le possibilità di un pur modesto sviluppo per un Paese che alle molteplici difficoltà d'ordine geofisica, umana ed economica unisce il dramma di una guerra civile che ha reso difficile l'impostazione di un autentico programma economico. Molte regioni soffrono di grave penuria alimentare, anche a causa della perdurante siccità, che a partire dagli anni Settanta ha frequentemente colpito il Paese.

 

Agricoltura, allevamento e pesca. Oltremodo precaria è l'esistenza di una popolazione che nell'assoluta maggioranza si dedica a una modestissima agricoltura di sussistenza: in particolare a una cerealicoltura povera, rappresentata quasi esclusivamente dal miglio, che sopperisce alle necessità interne unitamente alle batate, al sorgo, alla manioca, ad alcune oleaginose (sesamo, arachidi) e ai datteri; nel Ciad settentrionale l'attività prevalente è però l'allevamento del bestiame. Avviata dai Francesi, la coltivazione del cotone prospera nel Ciad meridionale, dove trova sufficienti precipitazioni e facilità d'irrigazione dei terreni. Mancano adeguate infrastrutture per rendere effettivamente redditizio l'allevamento del bestiame (che ha subito forti decimazioni nel 1972, nel 1982 e nel 1983), che pure rappresenta la seconda principale fonte di reddito e che dispone di vasti spazi: prati e pascoli permanenti occupano il 35% della superficie territoriale. Diffusa è la pesca, effettuata nel Lago Ciad e nei fiumi Chari e Logone.

 

Giacimenti e industrie. Benché si parli molto dei giacimenti di uranio (che sarebbero ingenti, così come quelli di stagno, tungsteno, magnesite, cassiterite, bauxite, petrolio), sinora quasi inesistente è l'attività estrattiva, limitata allo sfruttamento di salgemma a nord del Lago Ciad. L'attività industriale è basata sulla lavorazione dei prodotti agricoli e zootecnici locali (oleifici, zuccherifici, cotonifici, concerie ecc.).

 

Comunicazioni e commercio. Mancano le ferrovie e il Ciad scarseggia anche di buone strade; N'djamena è dotata di un aeroporto internazionale. Le esportazioni sono rappresentate prevalentemente dal cotone, seguito da carni, bestiame, pesce ecc.; le importazioni riguardano macchinari e mezzi di trasporto, generi alimentari, prodotti petroliferi, tessuti.

Storia

Testo completo:

Il territorio fu, fin da tempi remoti, sede di potenti reami come quelli di Kanem (sec. IX) e di Baghirmi (sec. XVI) che, dopo aver subito un diffuso processo di islamizzazione, estesero la loro influenza e il loro controllo su vaste regioni limitrofe dell'Africa centrale subsahariana. La tratta degli schiavi, praticata ai danni delle tribù nere autoctone, costituì (insieme al traffico dell'avorio e delle penne di struzzo) una delle attività più tristemente remunerative ed ebbe come destinazione soprattutto l'Egitto e i Paesi dell'Oriente.

Nella seconda metà del sec. XIX la Francia, che perseguiva un ambizioso disegno di espansione coloniale nell'Africa occidentale ed equatoriale, penetrò nelle regioni del Ciad, traendo anche spunto dai conflitti tra potentati indigeni e dall'aggressiva condotta di Rabah Zubair che, dopo aver conquistato il Baghirmi nel 1892, aveva invaso anche il Bornu. Dopo una campagna difficile e non priva di insuccessi, le truppe francesi sconfissero e uccisero Rabah il 22 aprile 1900 a Kousseri. Gli accordi di protettorato conclusi a partire dal 1892 assicurarono in pratica alla Francia tutta l'area del Ciad, con la quale poteva così realizzarsi la saldatura dei territori dell'Africa occidentale con quelli dell'Africa equatoriale. L'organizzazione amministrativa del Ciad, che aveva nei primi tempi carattere militare, subì numerosi mutamenti nei primi decenni del sec. XX fino ad assumere un assetto ben definito nel 1920 allorquando il Paese acquistò lo status di colonia.

Durante la seconda guerra mondiale, dopo l'armistizio franco-tedesco del giugno 1940, il governatore F. Eboué si pronunciò per la continuazione della guerra a fianco del generale De Gaulle e il Ciad divenne base importante per le operazioni delle truppe alleate. Nel frattempo, ancora per opera di F. Eboué, vennero attuate una decentralizzazione amministrativa e l'incorporazione di alcune istituzioni native nel regime politico-amministrativo del Paese. Con la Legge Quadro del 1956 fu concessa maggiore autonomia anche al Ciad che, a seguito del referendum istituzionale del 1958, si costituì in Repubblica autonoma nell'ambito della Comunità franco-africana. L'11 agosto 1960 il primo ministro F. Tombalbaye proclamò la piena indipendenza del Paese nell'ambito della Comunità e divenne anche capo dello Stato.

Il 28 novembre 1960 il Ciad adottò una Costituzione, sostituita il 16 aprile 1962 da un'altra che istituiva un potere presidenziale e riconosceva il Partito Progressista come partito unico. Nel 1963 iniziarono però nelle regioni settentrionali, orientali e nordorientali movimenti di rivolta determinati dalla pressione fiscale e dalle discriminazioni razziali e religiose, intese a risolvere con la forza le contraddizioni tra il Nord nomade e musulmano e il Sud sedentario e animista. Nel 1966 i partigiani della lotta armata fondarono il Frolinat (Fronte di liberazione nazionale del Ciad), diretto dal dottor Aba Siddik; Tombalbaye in risposta chiese l'intervento dell'esercito francese. Numerosi appartenenti al Frolinat si riaccostarono allora al governo (1970). Successivamente il Frolinat, grazie al sostegno della Libia e approfittando del ritiro del corpo militare francese, intensificò la guerriglia occupando nel febbraio 1973 Am-Timan. Nel novembre 1974 Tombalbaye decise di ristabilire una stretta cooperazione con la Francia. Ma un putsch militare rovesciò nel 1975 il regime civile, uccidendo Tombalbaye e affidando il potere a Félix Malloum. Questi avviò una politica di riconciliazione nazionale, assegnando a Hissène Habré (capo delle Forze armate del Nord, che si erano scisse dal Frolinat) la carica di primo ministro. Nel Paese si scatenò la guerra tra le opposte fazioni e nel 1979 il potere fu assunto da un governo provvisorio di unione nazionale, presieduto da Goukouni Oueddei. Nel 1980 la tensione fra i diversi gruppi provocò aspri scontri fra gli uomini di Habré e quelli di Goukouni, sostenitori questi ultimi di una politica di cooperazione con la Libia che Habré rifiutava.

Nel giugno del 1980 le Forze armate del Nord conquistarono a N'djamena il complesso degli edifici presidenziali, ma il 16 giugno dello stesso anno venne data notizia della conclusione di un trattato fra il Ciad e la Libia (che aveva appoggiato le forze guidate da Goukouni). Habré, rifugiatosi all'estero, riorganizzò le sue forze e lanciò una violenta controffensiva; nel giugno 1982 poté rientrare a N'djamena. Goukouni si rifugiò in Algeria e nel mese di ottobre Habré assunse la presidenza della Repubblica; nel 1983 il suo governo fu riconosciuto dall'OUA. Nel 1984 il Paese fu spartito in due lungo la linea del 16º parallelo: la parte settentrionale era retta dal governo di unione nazionale (GUNT) di Goukouni, appoggiato dalla Libia, quella meridionale era controllata dal governo (internazionalmente riconosciuto) di Habré, sostenuto dai parà francesi e poi anche dagli Stati Uniti. Superata nel 1986 la linea del 16º parallelo, Habré riconquistò progressivamente tutto il Nord del Paese; nel settembre del 1987 venne finalmente proclamato il cessate il fuoco.

Nell'aprile 1989, dopo un periodo di apparente unità politica, venne sventato un tentativo di colpo di stato guidato dal ministro dell'Interno, dall'ex comandante delle Forze armate e dal consigliere del capo dello Stato, Idriss Déby, che si rifugiò in Libia. Quest'ultimo, data vita in Sudan a un nuovo movimento d'opposizione, riuscì a organizzare nei mesi successivi una robusta attività di guerriglia: radicandosi in rivalità etniche e fra gruppi di potere, nonché sfruttando armi e consiglieri libici, essa poté rafforzarsi fino a conquistare N'djamena fra l'1 e il 2 dicembre 1990, nell'indifferenza del contingente francese, intervenuto invece nel 1983 e nel 1987 in difesa delle forze governative. Fuggito Habré, Déby, leader del Movimento Patriottico di Salvezza (MPS), assunto il potere, si dichiarò favorevole all'introduzione del multipartitismo e di riforme democratiche, pur sciogliendo il Parlamento e sospendendo la Costituzione voluta dal precedente regime (dicembre 1989). Il processo di democratizzazione incontrò tuttavia seri ostacoli nel perdurare di conflitti etnici, con sanguinose azioni di guerriglia scatenate dai ribelli fedeli al deposto presidente Habré. Il periodo di passaggio verso una democrazia multipartitica, iniziato nel Paese nel novembre 1993 e la cui scadenza era prevista per l'aprile 1995, venne prolungato per la seconda volta di un anno dal Consiglio superiore di transizione (CST), confermando le numerose difficoltà implicite nel processo di democratizzazione del Paese. Il CST successivamente nominò un nuovo primo ministro: Koibla Djimasta.

Nel giugno 1996 si svolsero le sospirate elezioni presidenziali, rese possibili anche grazie al decisivo sostegno della Francia. Déby ottenne circa il 44% dei consensi al primo turno e il mese successivo, con circa il 70% dei suffragi, fu eletto presidente. Con le elezioni legislative, tenutesi nel gennaio-febbraio 1997 e vinte dal MPS, sembrava concludersi la prima fase del faticoso avvio del Paese verso la democrazia.

Il lento processo di rinnovamento democratico era tuttavia minato dai continui scontri armati con i gruppi di opposizione al governo. Nel maggio 1998 il governo e le forze ribelli firmarono un accordo, ma, un anno dopo, gli scontri fra le forze governative e le truppe del Movimento per la Democrazia e Giustizia nel Ciad (MDJT) ripresero nella regione settentrionale e soltanto nel luglio 1999 il governo riuscì a porre fine ai combattimenti, firmando un accordo di riconciliazione con il gruppo di opposizione armata. Nel maggio del 2001 Déby venne rieletto presidente al primo turno in un clima reso turbolento da sospetti di brogli. Nel 2004, a causa della guerra scoppiata in Darfur (Sudan) oltre 95.000 profughi di questa regione invasero il Ciad sollevando gravi problemi di sicurezza ed economici. Nel giugno 2005 un referendum per la modifica della Costituzione riguardante il mandato presidenziale, permise a Déby di presentarsi una terza volta, grazie anche al ritiro dell'opposizione dalla competizione elettorale, e riconfermarsi presidente (2006). A causa della guerra in Darfur e della presenza di forze ribelli sul confine fra Ciad e Sudan i rapporti tra i due stati divenivano sempre più tesi. Nel maggio del 2007 il presidente Déby e il presidente sudanese Bashir firmavano un accordo di pace che dovrebbe garantire il reciproco rispetto della sovranità territoriale.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 11227208
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 21,79
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Sara 27,7%, Arabi 12,43%, Mayo-Kebbi 11,5%, Kanem-Bornou 9%, Ouaddai 8,7%, Hadjarai 6,7%, Tandjile 6,5%, Gorane 6,3%, Fitri-Batha 4,7%, altri 6,4%, non specificati 0,3%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Francese ed arabo (ufficiali), Sara (nel Sud), più di 120 lingue locali

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Religioni:

Musulmani 53,1%, cattolici 20,1%, protestanti 14,2%, animisti 7,3%, altre 0,5%, non specificate 1,7%, atei 3,1%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 2,75
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 45,91
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 17,05

Media dell'area geografica: 14.052222145928 (su un totale di 9 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 112,40
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 125,80
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Numero medio di figli per donna: 6,20
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Rapporto tra i sessi: 98,89
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 17,13
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 47,15
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 49,90

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 184

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 9,35
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 891,88
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 1.820,93
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -75000
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 62

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 65
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 53
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 67
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 44
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 50
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 23
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 4
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 9

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 39
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 54

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,27
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 31,80
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 1,90

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

 

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

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