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Paesi | Europa | Europa settentrionale | Norvegia

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Oslo
Area del Paese in chilometri quadrati: 323800
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 12
Forma di governo: Monarchia costituzionale
Data dell'indipendenza: 7 giungo 1905
Indipendenza da: Unione con Svezia
Moneta: Corona norvegese

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio norvegese corrisponde a una lunga striscia, ininterrottamente montuosa (esigue pianure si hanno solo nella sezione sud-orientale del Paese), che si sviluppa da nord a sud lungo il bordo occidentale della Penisola Scandinava, e precisamente da Capo Nord, l'estremità settentrionale del continente europeo, alle coste dello Skagerrak. Essa termina al mare con una costa frastagliatissima, intagliata da innumerevoli fiordi e fronteggiata da una miriade di isole e scogli: montuosità e continua penetrazione marittima rappresentano le peculiarità morfologiche del Paese, conferendogli un'organica unitarietà. Tali elementi traggono la loro origine dalle vicende geologiche che in varia epoca hanno interessato, oltre alla Norvegia, tutta la Scandinavia. Estrema porzione occidentale dello Scudo Baltico, l'ossatura cioè precambriana dell'Europa, la Norvegia è stata sottoposta nel Paleozoico all'orogenesi caledoniana, cui deve la nascita delle sue montagne, poi peneplanate e in più riprese sommerse dalle acque. Tali rilievi, dalle forme mature, con vasti altopiani e cime tondeggianti, furono però "ringiovaniti" dall'orogenesi cenozoica, assumendo spesso quell'aspetto alpestre (talora sono infatti definiti, seppure impropriamente, Alpi Scandinave) tipico dei sistemi cenozoici. Tale sollevamento ne ha in ogni caso accentuato la montuosità; tra le maggiori cime, sulle quali nella Norvegia settentrionale corre spesso il confine con la Svezia, sono il Glittertind (2.470 m), la Snøhetta (2.286 m), il Rondane (2.183 m). Il ringiovanimento diede inoltre nuova forza agli agenti erosivi, tra cui soprattutto i ghiacciai . Questi infatti hanno contribuito ampiamente a modellare il Paese, che fu lungamente soggetto alle glaciazioni pleistoceniche. In tali periodi si ebbero vaste calotte glaciali con formazione di lunghe lingue nei solchi vallivi che scendono al mare; al loro ritiro vennero alla luce le valli piatte a trogolo (kiølen), gli altopiani montonati (fielde), i laghi glaciali. Oggi i ghiacciai coprono complessivamente una superficie di circa 5.000 km 2 , di cui oltre 800 km 2 spettano allo Jostedalsbre , il più vasto dell'Europa continentale. Allo stesso tempo il livello del mare subì notevoli oscillazioni, legate all'espansione e alla riduzione delle masse glaciali.

 

Fiordi e isole. Antiche valli glaciali occupate dal mare sono appunto i fiordi, allungati, profondi, ramificati: dall'ampio Trondheimsfjord all'Oslofjord, sulla cui diramazione settentrionale si affaccia la capitale, al Sognefjord , lungo oltre 200 km e profondo 1.244 m, all'Hardangerfjord ai piedi dell'omonimo ghiacciaio ecc. (spesso sulle carte geografiche sono però indicati al plurale, cioè Trondheimsfjorden, Oslofjorden ecc., in considerazione del fatto che il più delle volte non si tratta di un'insenatura singola ma di un complesso di rientranze, quindi di più fiordi). Elemento non meno caratteristico dei fiordi sono le innumerevoli isole rocciose (il cosiddetto skjargård, o giardino degli scogli), che fronteggiano le coste norvegesi: si tratta per lo più delle aguzze sommità emerse di un'esigua piattaforma costiera frantumata dalle erosioni marine e glaciali. Vere e proprie isole si hanno solo al largo della costa nord-occidentale dove, al di là dei Vestfjorden (in realtà oggi un braccio di mare) affiorano le Lofoten e le Vesterålen .

 

Clima e flora. Il Paese è subpolare quanto a latitudine, sicché buona parte del territorio è posta a nord del Circolo Polare Artico; la Norvegia deve a ciò la lunghezza dei periodi diurni estivi (famoso è il fenomeno del "sole di mezzanotte") e per contro il persistere, durante il lungo inverno, dell'oscurità notturna, che cede solo per alcune ore a una grigiastra luce crepuscolare. Quanto invece alle temperature queste sono, confrontando quelle di territori posti alle medesime latitudini, particolarmente miti: ciò per effetto dell'azione della calda corrente del Golfo, un cui ramo costeggia interamente il litorale norvegese e fa sì che le acque superficiali non gelino mai. Ne deriva che il clima non è molto aspro, almeno sulle coste, dove assume caratteri oceanici (estati fresche, inverni non rigidi, abbondanti precipitazioni) con frequenti nebbie, indotte dalla corrente del Golfo; dato però che nella sua sezione settentrionale e centrale la Norvegia è poco più di una striscia di terra lungo il mare, le condizioni di un clima continentale sono significative solo nella porzione meridionale, dove il territorio si interna sino a una lunghezza di 430 km. La disposizione nel senso dei meridiani delle catene montuose, il cui crinale corre in genere prossimo alla costa, influisce sull'andamento delle isoterme e delle isoiete: temperature e piogge cioè più che variare secondo la latitudine, da nord a sud, variano da ovest a est. La media invernale sulla costa passa dai-1/-3 °C di Oslo e Trondheim ai +2/+3 °C di Bergen, mentre nelle sezioni montuose più interne può arrivare a -12/-14 °C; i valori estivi hanno un'escursione più ridotta passando in media dai 9/10 ° C ai 12/14 °C. Le piogge, portate dai venti atlantici, decrescono dalla zona costiera (dove in talune aree sud-occidentali superano anche i 2.000 mm annui) verso l'interno: nel Finnmark si registrano spesso valori inferiori ai 500 mm annui. Frequenti sono le precipitazioni nevose. La vegetazione è largamente di tipo subartico. Si hanno, soprattutto a sud, dense foreste di conifere (pini e abeti), cui succedono boschi di betulle e salici, quindi, alle alte quote e nella Norvegia settentrionale, la tundra con arbusti nani e licheni, ancor oggi dominio incontrastato della renna.

 

Idrografia. Per la vicinanza dello spartiacque alla costa, i fiumi della Norvegia sono brevi, impetuosi, interrotti da rapide e cascate che ne limitano la navigabilità; sono però abbondantemente alimentati dai ghiacciai e assai adatti allo sfruttamento idroelettrico. Il più importante è il Glomma, che per 600 km attraversa da nord a sud la Norvegia orientale e sfocia nel fiordo di Oslo. I laghi, che ricoprono complessivamente un'area di 14.000 km 2 , sono numerosissimi ma di modesta superficie; sono tutti di origine glaciale, profondi e allungati, simili spesso a fiordi interni.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. Abitata forse dall'VIII-VII millennio a.C., la Norvegia sin dall'età più remota si caratterizza per essere popolata da genti dedite soprattutto alla navigazione e quindi a fiorenti commerci, mentre attività assai povere, considerate persino spregevoli, erano l'agricoltura e la pastorizia. Incisioni rupestri risalenti all'Età del Bronzo già raffigurano le navi dalle alte prore tipiche dei Vichinghi, il popolo di marinai (e razziatori) con i quali, a partire dall'VIII secolo d.C., la Norvegia entrò prepotentemente nella storia di tutta Europa. I rapporti più duraturi si ebbero però con l'Inghilterra e con i Paesi bagnati dai mari del Nord (rapporti ancor oggi fondamentali per la Norvegia), donde quella matrice scandinava, più ampiame nte atlantica, che porterà alla maturazione economica e sociale in senso borghese, poi socialdemocratico, del Paese. Un certo aumento demografico in un territorio dalle enormi difficoltà ambientali, dall'estrema povertà di aree coltivabili, spinse ben pr esto i Norvegesi a cercare nuove terre (il che è alla base tra l'altro delle loro straordinarie spedizioni sulle coste nordamericane e groenlandesi, della colonizzazione dell'Islanda ecc.); tuttavia si calcola che attorno al Mille la popolazione fosse inferiore al mezzo milione di unità, e comunque era di 540.000 abitanti alla metà del XVII secolo; ancora ai primi del XIX secolo era di soli 885.000 abitanti.

 

Sviluppo demografico. Al passaggio dall'unione (o dominazione) danese a quella svedese, nel 1814, il Paese già cominciava a entrare in un periodo di nuova prosperità; da qui un rapido incremento demografico, superiore tuttavia alle pure aumentate disponibilità locali. Infatti nel cinquantennio 1870-1920 oltre 600.000 Norvegesi furono costretti a emigrare, soprattutto negli Stati Uniti. Anche se oggi è contenuto ai tipici livelli scandinavi, l'accrescimento continua e ha portato dai 2 milioni di abitanti della fine del secolo scorso agli oltre 4,4 milioni attuali, tra cui circa 21.000 Lapponi, stanziati nelle regioni settentrionali, dove furono sospinti da sopraggiunte popolazioni germaniche (donde derivarono gli odierni Scandinavi), e dove si spostano con i loro branchi di renne; molti però sono oggi pescatori o allevatori sed entari.

 

Distribuzione. Per la sua natura particolarmente aspra, la Norvegia è un esempio veramente tipico di un ambiente naturale che condiziona la distribuzione della popolazione. Non solo la densità media è tra le più basse del mondo, ma in alcuni distretti del nord scende allo zero assoluto. I centri abitati si trovano di norma nelle vallate o lungo i fiordi, là dove è possibile lo sfruttamento del suolo o del mare, ma con marcata preferenza per la fascia costiera, toccando in limitate aree della costa sud-occidentale e attorno al fiordo di Oslo il valore di 25-50 abitanti/km 2 . Negli ultimi anni anche la Norvegia è stata raggiunta dal fenomeno dell'inurbamento. Nelle zone agricole accanto al villaggio non manca la fattoria, mentre la casa isolata è di norma adibita ad abitazione temporanea (per la pesca, la villeggiatura ecc.). Caratteristiche sono le case in legno, dipinte a colori vivaci, con i tetti sovente rivestiti da un tappeto erboso come isolante termico; famose sono le chiese lignee, le stavkirker, alcune delle quali risalenti al Medioevo.

 

Città. Circa l'11% dei Norvegesi vive a Oslo, la cui fortuna iniziò solo quando divenne capitale dello Stato indipendente; è lo sbocco commerciale di tutto il Paese, massimo centro marittimo nonché metropoli industriale, finanziaria, amministrativa. Città portuale, la principale della costa occidentale, è anche Bergen, affacciata al Byfjord, che alla tradizionale prosperità legata ai commerci marittimi ha aggiunto le nuove attività industriali, soprattutto vitali nei settori tessile, cantieristico, del legno, conserviero (lavorazione del pesce). Sulla sponda meridionale dell'omonimo fiordo è Trondheim, città d'antica origine che fu a lungo residenza dei sovrani norvegesi e il maggior centro culturale e religioso del Paese, oggi con una fiorentissima economia basata sui commerci e su varie industrie nel cuore di una delle più ricche aree agricole e forestali della Norvegia, il Trøndelag. Altri importanti centri costieri sono Stavanger, attivissimo porto peschereccio, e Narvik, sbocco del minerale di ferro proveniente dalla Svezia; in Lapponia sono Tromsø, centro peschereccio e punto di partenza delle spedizioni dell'Artico, e Hammerfest , considerata la più settentrionale città d'Europa.

Aspetti economici

Testo completo:

Profilo generale. Le difficili condizioni climatiche e ambientali e l'esiguità delle terre coltivabili (solo il 2,8% della superficie territoriale è coperto da colture, mentre ben il 71% è incolto o improduttivo) condizionarono nei secoli l'economia della Norvegia; sino al secolo scorso le sue principali fonti di reddito poggiavano tradizionalmente sulla pesca, sull'allevamento, sullo sfruttamento forestale, su un'agricoltura assai stentata. Eppure, nonostante queste limitate possibilità (sono poco rilevanti anche le risorse minerarie, se si eccettuano i minerali di ferro e i giacimenti di idrocarburi del Mare del Nord, la cui scoperta risale solo alla fine degli anni Sessanta), la Norvegia presenta oggi un prodotto pro capite largamente superiore a quello medio europeo, pressoché pari al prodotto dei Paesi nettamente più dotati; è altresì caratterizzata da quell'alto livello di vita, diffuso a tutta la popolazione, che globalmente viene definito di "tipo scandinavo". Il benessere di cui gode la Norvegia (anche se a partire dalla metà degli anni Settanta sono emerse pesanti difficoltà per l'economia nazionale in concomitanza con la crisi produttiva e occupazionale che domina la scena economica mondiale) è per gran parte merito della capacità umana e della moderna e razionale organizzazione del lavoro di una popolazione necessariamente poco numerosa. I settori fondamentali, come quello idroelettrico e in linea di massima le industrie di base, sono in mano allo Stato, che guida l'economia impostando piani di sviluppo e attuando una politica assistenziale avanzata, cui si associano una fortissima imposizione fiscale e un'equa ridistribuzione del reddito nazionale mediante la partecipazione dello Stato alla gestione dei servizi di interesse generale. Lo Stato è altresì intervenuto attivamente nella gestione economica incoraggiando gli investimenti e sostenendo quei settori produttivi, come l'agricoltura, la zootecnia e la pesca, che avrebbero potuto essere danneggiati dal potenziamento industriale.

 

Agricoltura. Le attività primarie (agricoltura, pesca, silvicoltura) occupano un'aliquota estremamente ridotta di manodopera. Le difficoltà maggiori riguardano l'agricoltura, settore nel quale la Norvegia dipende fortemente dall'estero; i coltivatori sono però avvantaggiati dalla politica governativa di sostegno dei prezzi e da sgravi fiscali. Predomina ancora la piccola proprietà con una resa per ettaro piuttosto modesta, date le difficili condizioni ambientali; generalmente la vendita dei prodotti agricoli avviene però mediante cooperative. Delle colture cerealicole l'avena e l'orzo sono quelle più adatte al clima rigido del nord insieme alla patata, componente molto importante dell'alimentazione locale; nelle aree meridionali più favorite si coltivano, oltre al frumento, ortaggi (pomodori, cavoli) e frutta (mele, pere, prugne). Tra i Paesi nordici la Norvegia è la meno dotata quanto a risorse forestali (le aree boschive ricoprono il 25% della superficie territoriale), oggetto peraltro di particolari attenzioni dopo l'indiscriminato sfruttamento dei secoli passati; il Paese è però favorito dalla prevalenza nelle sue foreste dell'abete, che fornisce la miglior materia prima per la fabbricazione della cellulosa, della carta e della pasta di legno.

 

Allevamento. Attente cure sono altresì dedicate all'allevamento che, data l'esiguità delle aree a prato e pascolo permanente (lo 0,4% della superficie nazionale), è quasi interamente stallivo; prevalgono gli ovini, i bovini e i suini; nelle distese della tundra i Lapponi allevano le renne (200.000 capi falcidiati dall'inquinamento dei pascoli causati dall'incidente alla centrale nucleare sovietica di Cernobyl nel 1986). Le sempre crescenti richieste del mercato internazionale hanno inoltre incentivato l'allevamento degli animali da pelliccia, soprattutto di volpi e visoni.

 

Pesca. La più caratteristica e tradizionale attività norvegese è tuttavia la pesca, in buona parte praticata su basi individuali, ed è essa pure un settore che beneficia largamente di sovvenzioni statali. È l'incontro di correnti calde e fredde che, ossigenando le acque e favorendo la formazione del plancton, determina la ricchezza ittica del Paese: nel nord, presso le Isole Lofoten, prevale il merluzzo, a sud l'aringa e in misura minore lo sgombro; presso Stavanger è diffuso lo spratto (Clupea sprattus ), localmente noto come acciuga o sardina norvegese. I Norvegesi partecipano anche alla grande pesca atlantica; il pesce, una volta sbarcato, viene sottoposto a una prima lavorazione, per essere poi avviato alle grandi industrie di trasformazione, ubicate principalmente a Bergen, Trondheim e Stavanger. Nonostante la forte opposizione della comunità internazionale, la Norvegia pratica ancora la caccia alle balene.

 

Risorse minerarie. L'abbondanza del potenziale idroelettrico fece, come si è detto, la fortuna dell'economia norvegese; a partire dal 1971 (anno in cui entrarono in attività) i giacimenti di idrocarburi del settore norvegese del Mare del Nord, a Statfjord, Eldfisk, Ekofisk ecc., hanno fornito al Paese un'ulteriore e assai cospicua base energetica. Prospezioni condotte nel Mare di Barents, in collaborazione con la Russia, hanno portato all'accertamento di una riserva di gas naturale nell'ordine di 240 miliardi di m3 (forse la più grande del mondo), per ora, tuttavia, non sfruttabile. Se si eccettuano i minerali energetici, tra cui si possono includere modesti quantitativi di carbone estratto dalle Svalbard, nel complesso la Norvegia non possiede risorse minerarie di particolare rilievo; ben rappresentato è però il ferro, cui si aggiungono le piriti e, in più modesta misura, minerali di rame, zinco, piombo, vanadio, molibdeno, titanio.

 

Industria. L'industria norvegese non è molto diversificata, basandosi sulle produzioni che richiedono elevati apporti energetici, come la metallurgia e la chimica, nonché sulla lavorazione dei prodotti ittici e forestali. L'industria metallurgica lavora in buona parte minerali d'importazione: pur priva di bauxite, la Norvegia è per esempio uno dei primi produttori del mondo di alluminio. Si lavorano inoltre minerali di rame, piombo, magnesio, zinco; sviluppata è anche la siderurgia, alimentata da minerale nazionale. L'industria meccanica opera nei settori degli autoveicoli, dei macchinari in genere, ma soprattutto in quello cantieristico, tradizionale e di grande prestigio, con cantieri a Oslo, Moss, Stavanger, Bergen , Trondheim ecc.; tuttavia il già fiorentissimo settore cantieristico è oggi in crisi, fenomeno questo che coinvolge, più o meno gravemente, l'industria navale di tutto il mondo. Buono sviluppo hanno anche le industrie chimiche (acido solforico, cloridrico e nitrico, soda caustica, fertilizzanti azotati, materie plastiche ecc.) e quelle petrolchimiche; le raffinerie di petrolio hanno una capacità di raffinazione notevolmente inferiore ai quantitativi di greggio estratto. Come si è detto, tradizionale e attiva industria è quella legata allo sfruttamento forestale e del pari, nell'ambito alimentare, il settore che riguarda la lavorazione del pesce; tuttavia l'industria alimentare è nel compl esso discretamente rappresentata (complessi lattiero-caseari, birrifici ecc.).

 

Comunicazioni. Data la conformazione del Paese, le comunicazioni sono oltremodo difficili; e poiché l'area vitale è sulle coste, ecco l'importanza delle comunicazioni marittime, di cabotaggio per i collegamenti interni, ad ampio raggio, naturalmente, per quelli esterni. Relativamente poco sviluppata è la rete ferroviaria (circa 4.000 km), che è concentrata quasi unicamente nel sud, ma che si spinge sino a Bodø, capoluogo del Nordland. Anche la rete stradale (91.000 km) è fortemente condizionata dalla morfologia della Norvegia; tuttavia oggi è possibile raggiungere abbastanza facilmente Capo Nord in auto. Diffusissime sono invece le comunicazioni aeree, sv olte soprattutto dalla SAS (Scandinavian Airlines System), che comprende anche le compagnie aeree danesi e svedesi; fra i numerosi aeroporti ricordiamo quelli di Fornebu (Oslo), di Flesland (Bergen) e di Sola (Stavanger). Grandi porti oceanici sono Oslo, Trondheim, Bergen ecc., nei quali converge il sistema di comunicazioni terrestri; cospicua è la marina mercantile norvegese.

 

Commercio. Il commercio è per la Norvegia una vitale necessità, data la povertà delle risorse natural i; il Paese importa soprattutto macchinari e mezzi di trasporto, minerali per i propri complessi metallurgici, prodotti industriali vari (chimici, tessili, alimentari ecc.); le esportazioni riguardano principalmente petrolio e gas naturale (per oltre il 50% del valore totale), quindi metalli non ferrosi, imbarcazioni, ferro e acciaio, pesce e suoi preparati, carta e pasta di legno. L'interscambio si svolge eminentemente con la Gran Bretagna, seguita dalla Svezia e dalla Germania. I proventi dei noli e, più recentemente, del turismo forniscono un ulteriore contributo alle entrate del Paese.

Storia

Testo completo:

Coperto dalla coltre glaciale per tutto il Pleistocene, il territorio norvegese poté essere abitato soltanto dopo il X millennio a. C.: le più antiche testimonianze della preistoria norvegese sono perciò riferibili ai tempi epipaleolitici, in cui primeggiano i due aspetti culturali di Fosna e di Komsa, del gruppo Finnmarkiano. Più copiosi i resti appartenenti al Neolitico, epoca alla quale si riferisce soprattutto la cultura detta dei vasi a imbuto e a cui possono farsi risalire le più arcaiche incisioni rupestri, rappresentanti soprattutto figure animali e imbarcazioni; il maggior numero dei petroglifi risale però alle successive Età del Bronzo e del Ferro in cui gli aspetti culturali norvegesi non presentano una spiccata fisionomia, ma rientrano nei complessi coevi degli altri Paesi scandinavi.

 

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 4883111
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 79,39
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Norvegesi 94,4% (inclusi sami, circa 60.000), altri europei 3,6%, altri 2%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Norvegese bokmal e novegese nynosk (ufficiali), minoranze sami e finniche

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Religioni:

Chiesa di Norvegia 85,7%, pentecostali 1%, cattolici 1%, altri cristiani 2,4%, musulmani 1,8%, altre 8,1

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 1,09
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 12,57
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 8,85

Media dell'area geografica: 10.097000169754 (su un totale di 10 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 3,40
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 3,50
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Numero medio di figli per donna: 1,92
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Rapporto tra i sessi: 100,10
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 38,73
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 78,12
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 82,71

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 1

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 485,40
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 97.607,30
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 15
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 5
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 5
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 0,00
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: 171232

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 100
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 100
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 100

Istruzione

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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 99
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 99
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 99
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 95
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 95

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 31,05
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 115,62
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 93,97

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

28,88

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

1,4