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Paesi | Europa | Europa settentrionale | Estonia

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Tallin
Area del Paese in chilometri quadrati: 45230
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 30
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 20 agosto 1991
Indipendenza da: Unione Sovietica
Moneta: Corona estone

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il Paese ha una morfologia prevalentemente pianeggiante, con una serie di rilievi collinari di natura morenica, formati dall'azione del glacialismo pleistocenico, che si elevano non oltre i 318 m del Munnaberg. Le coste, piuttosto frastagliate, sono accompagnate da numerose emergenze insulari, tra cui le grandi isole di Hiiumaa e Saremaa, che chiudono a nord-ovest il Golfo di Riga. L'idrografia è rappresentata da brevi corsi d'acqua e da frequenti specchi lacustri intermorenici: i maggiori sono il Lago Wirz, il Lago Narva e il Lago dei Ciudi (3.550 km 2 ), che segna, insieme con il suo emissario, il fiume Narva, sfociante nel Golfo di Finlandia , il confine con la Russia.

 

Clima e flora. Per via della posizione geografica, il clima è di tipo continentale, anche per la scarsa influenza esercitata dal Mar Baltico, le cui acque sono poco profonde e si ricoprono di ghiaccio nei mesi invernali. Le temperature medie di gennaio sono infatti di circa 5 °C e quelle di luglio oscillano tra i 15 e i 17 °C. Assai modeste le precipitazioni, prevalentemente estive e con valori di poco superiori ai 500 mm annui. La vegetazione è costituita da limitate estensioni di foreste di conifere e da brughiere nelle depressioni.

Ambiente umano

Testo completo:

Sottomessi alla Russia fin dal 1710 (in precedenza si erano avvicendati nella regione Danesi, cavalieri dell'Ordine Teutonico e Svedesi), gli Estoni ottennero una certa autonomia nel 1917 e proclamarono l'Estonia Repubblica indipendente nel 1918. Ma all'inizio della seconda guerra mondiale l'Estonia fu incorporata (1940) nell'URSS. Poco meno dei due terzi della popolazione è rappresentato da Estoni, un gruppo etnico assai vicino per lingua a quello finlandese, i Russi - in gran parte trasferiti in Estonia dopo la seconda guerra mondiale - rappresentano il 28% ca., mentre modeste sono le minoranze di Ucraini (2,5%) e Bielorussi (1,5%). La maggior parte della popolazione si concentra nella capitale e nelle altre città (Tartu, Narva , Kohtla-Järve, Pärnu ).

Aspetti economici

Testo completo:

Agricoltura. Circa il 57% della superficie dell'Estonia è coltivata e l'agricoltura, insieme con l'allevamento, costituisce la principale attività del settore primario, finora svolta da fattorie statali o collettive, completamente meccanizzate. Vengono prodotti soprattutto cereali (orzo, avena, frumento) e patate. Il patrimonio zootecnico consiste di bovini, suini e volatili da cortile. Modesta è invece l'attività peschereccia. Lo sfruttamento delle foreste, che ricoprono circa 1/5 del territorio nazionale, alimenta l'attività di numerose segherie e quindi delle industrie del mobile, della carta e dei fiammiferi.

 

Risorse minerarie e industria. Il sottosuolo delle regioni nord-orientali fornisce scisti bituminosi, da cui si ricavano petrolio e metano, prodotti negli impianti di Kohtla-Järve e da qui inviati con apposite condutture a Tallinn e a San Pietroburgo. Nei dintorni di Tallinn si estraggono fosforiti da cui si ricavano, con appositi impianti, superfosfati, mentre numerosi sono i giacimenti di torba, utilizzata come combustibile in centinaia di piccole centrali elettriche nelle aziende agricole. Altre industrie presenti sul territorio estone sono quelle elettromeccaniche, chimiche, tessili (abbigliamento), alimentari e del cuoio (calzaturifici).

 

Comunicazioni. Le comunicazioni sono in genere facilitate dalla mancanza di veri ostacoli morfologici. La rete ferroviaria si sviluppa per 1.030 km ca., quella stradale per 16.500 km ca. Tallinn, principale porto del Paese, monopolizza, con i nuovi impianti di Nomme Tallinn, il traffico mercantile. La città è anche sede di uno scalo aereo, che assicura i collegamenti con le isole e con i Paesi vicini.

Storia

Testo completo:

La vita primitiva e indipendente degli estoni venne alterata, all'inizio del sec. XIII, dalle invasioni dei Germani, che imposero loro il cristianesimo e la presenza dell'ordine religioso-cavalleresco dei Portaspada. Questi ultimi, con i Danesi sbarcati in Estonia in loro aiuto in seguito a un patto di alleanza, nel 1227 avevano ormai sottomesso tutto il Paese. A questo periodo risale anche la fondazione della capitale, Tallinn (1219), che nel 1248 entrò a far parte dell'Hansa. La rivolta della popolazione indigena, costretta a lavorare in dure condizioni a vantaggio degli invasori, non provocò alcun mutamento: i Danesi (metà del sec. XIV) cedettero le loro terre all'Ordine Teutonico che aveva assorbito i Portaspada. Migliore il dominio degli Svedesi, che nel sec. XVI s'insediarono in Estonia al posto dell'Ordine Teutonico e presero le parti della popolazione locale contro i baroni balto-tedeschi.

Nel 1721, con l'occupazione da parte dei Russi, nella regione si riaffermò la pressione intollerabile dei vecchi proprietari terrieri. I contadini estoni, parzialmente affrancati dallo zar Alessandro I, raggiunsero una condizione più umana solo nella seconda metà del sec. XIX, grazie alla loro tenace resistenza di fronte all'oppressione economica e alla russificazione. Inutili furono le lotte anche per le riforme sociali; il potere politico era tutto in mano al ceto dei feudatari, che soli rappresentarono l'Estonia alla I Duma russa (1906).

Sempre combattendo su due fronti – la russificazione da un lato, la germanizzazione dall'altro – l'Estonia giunse a proclamare la sua autonomia nel 1917 e l'indipendenza nel 1918. Alla fine del 1919 una radicale riforma agraria riuscì a disgregare il latifondismo germanico e molti proprietari tedeschi abbandonarono il Paese. Se, fra le due guerre, l'Estonia riuscì a mantenersi in equilibrio tra Russia e Germania, nel 1940 fu incorporata nell'URSS come Stato federato. Invasa da forze tedesche tra il 1941 e il 1944, alla fine della guerra venne di nuovo integrata nell'URSS.

Al periodo dell'occupazione sovietica risale la scelta dell'esilio per ca. 70.000 estoni, fuggiti prevalentemente negli Stati Uniti, in Canada e in Svezia. L'opposizione al potere insediatosi, che ebbe espressione estrema nei “Fratelli della Foresta” (movimento di resistenza il cui ultimo esponente alla macchia fu ucciso nel 1978), fu contrastata dalle autorità moscovite con la russificazione del territorio: venne promossa infatti una forte immigrazione (principalmente di russi e bielorussi) che apportasse forza lavoro alle industrie da poco impiantate grazie proprio alla maggior scolarità e preparazione tecnica fornite dalla popolazione locale; allo stesso tempo si adottarono peraltro misure di deportazione verso la Siberia e l'Asia centrale, che coinvolsero fra il 1940 e il 1954 ca. 141.000 persone.

Divenuta in seguito terra di esperimenti economico-produttivi, l'Estonia negli anni Sessanta e Settanta realizzò una discreta crescita economica, tale da confermarla fra le repubbliche più ricche dell'Unione Sovietica (reddito pro capite superiore del 20% ca. alla media). Con l'avvento della perestrojka il fiero sentimento nazionale, a lungo discriminato anche nella sua componente linguistica, riprendeva vigore riuscendo a esprimersi apertamente: all'aggregazione di esponenti riformisti del Partito Comunista della Repubblica, e quindi dall'appoggio alla perestrojka, nell'ottobre 1988 si giungeva alla formazione di un Fronte popolare (Estimaa Rahvarinne) e successivamente, anche attraverso di esso, a una radicalizzazione in senso secessionista, secondo un'evoluzione comune anche alle altre Repubbliche baltiche. Dalla dichiarazione di sovranità del marzo 1990 si era così passati alla deliberazione parlamentare (maggio dello stesso anno) per la restaurazione dell'indipendenza dopo un periodo di transizione, mentre veniva ricostituito con Lettonia e Lituania il Consiglio del Baltico (attivo fra 1934 e 1939).

In concomitanza del tentato golpe moscovita dell'agosto 1991 l'Estonia proclamava definitivamente la sua indipendenza, fatta valere anche come atto di assoluta dissociazione dalla minacciata svolta autoritaria. Il sostegno, seppure indiretto, fornito fin dal primo momento alla difesa del processo di democratizzazione sovietico era quindi valso all'Estonia, all'indomani del fallito golpe, il riconoscimento, da parte del neocostituito Consiglio di Stato moscovita, dell'acquisizione della piena sovranità (6 settembre 1991). La Repubblica, presieduta da A. Rüüytel, aveva quindi celermente riallacciato le formali relazioni diplomatiche con vari Paesi, a cominciare da quelli occidentali, chiedendo al contempo l'ingresso nelle principali organizzazioni internazionali ed entrando, fin dal settembre 1991, a far parte dell'ONU e della OSCE Nel giugno 1992 gli Estoni votavano una nuova Costituzione e nell'occasione veniva confermata una legge sulla cittadinanza che escludeva dal voto i russofoni. Alle elezioni politiche i partiti nazionalisti e di destra ottenevano una schiacciante maggioranza, e il nuovo Parlamento eleggeva presidente della Repubblica Lennart Meri (rieletto nel 1996). Intanto, gli importanti passi avanti in ambito economico inducevano la Commissione Europea a inserire il Paese, unico tra quelli dell'area baltica, nel primo gruppo dei futuri membri dell'UE. L'Estonia sottoscriveva, inoltre, all'inizio del 1998, un accordo con Lettonia, Lituania e Stati Uniti, in base al quale questi ultimi si impegnavano ad appoggiare il suo ingresso nella NATO.

Frattanto la politica di affermazione della nazionalità e della lingua estone procedeva incurante delle proteste nell'ambito dell'OSCE e della Russia. Alle elezioni legislative del 1999 il Partito di Centro prevaleva ma non riusciva a formare una maggioranza, così che si dava vita a un governo di coalizione capeggiato dal leader di destra Mart Laar, cui succedeva, nel 2002, Siim Kallas, sempre del centro destra. Nel frattempo veniva eletto presidente l'ex comunista Arnold Ruutel (2001). Nel dicembre 2002, al vertice di Copenaghen, l'Estonia concludeva il negoziato per l'adesione alla UE, approvata dalla popolazione con un referendum nel 2003. Sempre nel 2003 veniva nominato primo ministro Juhan Parts. Nel marzo 2004 il Paese aderiva alla NATO e in maggio entrava nell'Unione Europea. Nel settembre 2006 il Parlamento eleggeva Toomas Hendrik Ilves presidente. Nel marzo 2007 si tenevano le elezioni politiche vinte dal partito del premier uscente Andrus Ansip che si insediava nuovamente al governo il mese successivo.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 1341140
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 69,49
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Estoni 67,9%, russi 25,6%, ucraini 2,1%, bielorussi 1,3%, finnici 0,9%, altri 2,2%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Estone 67,3%, russo 29,7%, altre 2,3%, non specificate 0,7%

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Religioni:

Evangelici luterani 13,6%, ortodossi 12,8%, altri cristiani (metodisti, avventisti del settimo giorno, cattolici, pentecostali) 1,4%, non affiliati 34,1, altri e non specificati 32%, nessuna 6,1%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): -0,07
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 11,72
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 12,42

Media dell'area geografica: 10.097000169754 (su un totale di 10 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 6,90
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 8,50
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Numero medio di figli per donna: 1,64
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Rapporto tra i sessi: 85,50
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 39,67
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 68,35
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 79,17

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 33

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 22,21
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 16.568,20
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 16
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 7
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 5
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 0,00
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 0

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 99
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 97
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 98
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 96
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 94
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 95

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 100
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 100
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 98
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 97
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 96
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 91
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 88

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 35,20
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 138,98
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 76,50

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

129,14

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

2,3