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Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Kiev
Area del Paese in chilometri quadrati: 603550
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 78
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 24 agosto 1991
Indipendenza da: Unione Sovietica
Moneta: Hrivnia

Spazio fisico

Testo completo:

 

Morfologia. Il territorio comprende un vasto lembo del Bassopiano Sarmatico, mosso a sud-est dalle Alture del Donec e a ovest dal ; solo alla periferia si elevano i monti: a ovest quelli dell'arco dei Carpazi e nell'estrema punta meridionale i Monti della Crimea . Le coste lungo il Mar d'Azov e il Mar Nero sono prevalentemente basse e caratterizzate dalla formazione di lagune attraverso le quali sfociano i fiumi della regione.

 

Idrografia e clima. I principali corsi d'acqua sono il Danubio (il cui percorso segna il confine con la Romania), il Dnestr (presso la frontiera con la Moldova), il Bug Meridionale, il Dnepr (nella cui ampia valle imponenti opere di sbarramento hanno formato una serie di grandi bacini, sfruttati sia per l'irrigazione sia per la produzione di energia elettrica) e il Donec (affluente del Don). Nella parte settentrionale del Paese, vaste foreste si alternano a zone paludose. Il 57% del territorio è occupato da pianure steppose ricoperte di terra nera, particolarmente fertili. Il clima è %di tipo semicontinentale, con inverni rigidi, tranne che sulle coste del Mar Nero, che godono di un clima temperato. Le precipitazioni diminuiscono procedendo da ovest verso est.

Ambiente umano

Testo completo:

La popolazione è composta da Ucraini (64,7%) con una consistente minoranza di Russi (32,8%) e piccole percentuali di Ebrei (0,7%), Moldavi (0,6%), Tatari (0,4%), Bielorussi (0,3%) e altri. La capitale, Kiev , è situata sul fiume Dnepr (Dnipro); altre città importanti sono Kharkiv, Dnipropetrovs'k, Donets'k, Odessa, L'viv = Leopoli, Simferopol, Sebastopoli e Zaporizhzhia.

Aspetti economici

Testo completo:

 

Agricoltura e allevamento. Malgrado l'avvio, nel 1991, di un programma di privatizzazione delle terre, le produzioni del settore primario sono ancora gestite in buona parte da grandi aziende collettive. L'agricoltura, favorita dalle condizioni ambientali, è una risorsa fondamentale del Paese e produce frumento, orzo, avena, mais, patate, barbabietole da zucchero, girasole, lino, tabacco, ortaggi (soprattutto pomodori), frutta (mele). Estesi vigneti si trovano nella valle del Dnepr e in prossimità delle coste. Importante è pure l'allevamento sia bovino sia suino; discreto è anche il numero di volatili da cortile.

 

Risorse minerarie. Il sottosuolo è ricco di giacimenti di carbone (famoso il Bacino del Donec), minerali ferrosi (Rryvy Rih), manganese (Nikopol), petrolio e gas naturale (Rommy e regione dei Carpazi), minerali polimetallici (Donbass), zolfo, uranio, caolino, sali potassici, lignite, torba. L'energia è fornita da centrali idriche e termiche, con un consistente apporto di quelle nucleari, pur tra le difficoltà connesse con i problemi della sicurezza (Cernobyl ).

 

Industria, comunicazioni e commercio. L'industria è sviluppata particolarmente nei settori siderurgico, metallurgico, meccanico (locomotive, trattori, autoveicoli, biciclette), chimico (ammoniaca, fertilizzanti azotati), elettronico (televisori), cantieristico (Odessa, Sebastopoli), dell'abbigliamento, delle calzature, tessile, del legno, della carta, del tabacco e di trasformazione dei prodotti agricoli. Discretamente sviluppate le vie di comunicazione, che si avvalgono di una rete ferroviaria di oltre 22.000 km, di due aeroporti internazionali (Kiev e Charkiv), di due porti importanti (Odessa sul Mar Nero; Mariupol', sul Mar d'Azov) e altri minori (Jalta , Jevpatorija ecc.), di una rete di 3.700 km di vie navigabili interne sui fiumi e su canali, in comunicazione con Mosca attraverso il Canale Don-Volga. Nei rapporti commerciali è ancora preminente la posizione della Russia (che utilizza i porti ucraini sul Mar Nero per i propri traffici), specialmente per le forniture energetiche; in fase di avvio sono quelli con l'Unione Europea (Germania soprattutto) e con la Cina. Le esportazioni sono rappresentate da metalli, macchinari, minerali, prodotti chimici, alimentari e tessili, le importazioni da manufatti, macchinari, minerali, materie plastiche.

Storia

Testo completo:

Gli ucraini attuali discendono dalle popolazioni slave che s'insediarono nelle terre a cavallo del fiume Dnepr tra il sec. VI e il VII. Nel sec. IX la regione da essi occupata divenne con la città di Kijev il centro di una vasta organizzazione statale estesa dal Mar Baltico sin quasi al Mar Nero, nota col nome di Rus’ e governata dalla dinastia di origine scandinava fondata da Rjurik “il rosso”. Lo sviluppo della civiltà kijeviana collocò il gruppo etnico ucraino in una posizione storica di preminenza rispetto agli altri gruppi della stessa area geografica; a Kijev furono introdotti verso l'anno Mille il cristianesimo e con esso l'alfabeto cirillico e molti elementi della cultura greco-bizantina che poi gradualmente si estesero a tutta l'area russa. Duri furono per la Rus’ kijeviana i sec. XI e XII sia per le incessanti lotte dinastiche sia per le reiterate scorrerie dei Polovcy (detti anche Cumani), invasori nomadi d'origine turca che devastarono le terre ucraine.

Nel sec. XIII poi, Kijev fu distrutta (1236) e gran parte dell'attuale Ucraina venne occupata dai Mongoli che ne fecero parte del proprio stabile dominio (lo Stato dei Tartari dell'Orda d'Oro, con capitale a Sarai, sul Volga). Intanto, già a partire dal sec. XII, nella parte occidentale dell'Ucraina era andato formandosi un altro Stato che comprendeva la Volinia e il bacino dell'alto Dnestr con la città di Galič e che rimase libero dal dominio dell'Orda d'Oro. Questo principato, dopo un periodo di splendore, si sfasciò nel sec. XIV, quando la Volinia fu conquistata dal granducato di Lituania e la regione di Galic (o Galizia) dal regno di Polonia.

Alla fine del secolo, con l'unione dinastica polacco-lituana, l'intera regione occidentale dell'attuale Ucraina divenne parte del più esteso regno polacco. I polacchi instaurarono un regime duro, esoso e intransigente: furono imposte servitù e corvée pesantissime; si tentò con ogni mezzo di estirpare l'ortodossia a favore del cattolicesimo. Alla fine del sec. XV il basso bacino del Dnepr, dove erano andate raccogliendosi folle di contadini ucraini fuggiti dal dominio polacco, costituendo libere comunità di agricoltori-soldati (i Cosacchi), era una terra di nessuno, contesa dai polacchi, dai russi e dai tartari. Le comunità cosacche crebbero di numero e forza, fino a guadagnarsi una vera e propria indipendenza, tra continue guerre e scorrerie. Finché a metà del sec. XVII il più autorevole leader cosacco, l'atamano Bogdan Chmelnickij, al culmine di un ennesimo conflitto con le truppe polacche, si rivolse allo zar Alessio Michajlovič per averne la protezione (Trattato di Perejaslavl, 1654). Dopo una guerra aspra, la Pace di Andrusovo (1667) assegnò alla Polonia le terre a destra del Dnepr, alla Russia quelle a sinistra con la città di Kijev; più tardi, con il crollo del regno polacco e la sua seconda spartizione (1793) la Russia ottenne anche gran parte delle terre a destra del Dnepr, salvo la Galizia che venne invece annessa all'impero asburgico.

La russificazione dell'Ucraina (chiamata anche "Piccola Russia") avvenne in forma dura e intollerante, dopo aver messo in ginocchio le organizzazioni cosacche, costrette a disperdersi nei territori più remoti dell'impero zarista come coloni e presidi militari delle frontiere. La popolazione ucraina fu considerata russa a tutti gli effetti e la sua lingua fu assimilata a un qualsiasi dialetto. Lingua e tradizioni ucraine vennero invece preservate nella Galizia, sotto sovranità austriaca: Leopoli (oggi L'viv) divenne così il centro animatore di un pacifico “risorgimento culturale” ucraino. La Galizia diventò inoltre per migliaia di ebrei, in fuga da un'ondata di antisemitismo che negli ultimi anni del sec. XIX si scatenò in Russia, un rifugio naturale anche se a volte solo provvisorio sulla strada verso l'Europa occidentale e l'America.

L'Ucraina russa, intanto, seguiva le vicende generali dell'impero zarista, comprese le agitazioni politico-sociali del 1905, fino alla prima guerra mondiale: quando le vicende belliche e le convulsioni rivoluzionarie del 1917 la portarono per un breve e confuso periodo fuori dal controllo di Mosca. Le rivoluzioni del 1917 (febbraio e ottobre) avvennero mentre parte dell'Ucraina era occupata dalle truppe austrogermaniche: in aprile una Società del Progresso (intellettuale e nazionalista) proclamò la repubblica ucraina indipendente e riunì una Rada (Parlamento), ma in dicembre a Harkiv si costituì un governo sovietico che in breve raggiunse Kijev obbligando la Rada borghese a rifugiarsi a Zhytomyr. Questa trattò separatamente coi tedeschi la Pace di Brest-Litovsk (febbraio 1918) e ottenne l'appoggio delle armate germaniche che occuparono Kijev; in aprile fu a sua volta sciolta dagli occupanti che affidarono il potere formale all'atamano P. Skoropadskij.

Caduti gli Imperi Centrali e con loro anche il governo filotedesco (novembre 1918), il potere fu assunto dall'atamano S. Petljura, il quale chiese aiuto agli anglo-francesi per resistere alla pressione delle forze bolsceviche che, tuttavia (febbraio 1919), riuscivano a occupare Kijev. Nell'estate dello stesso anno, l'Armata Bianca di A. Denikin costrinse l'Armata Rossa a ritirarsi verso Nord, ma in novembre era già stata a sua volta cacciata per l'insofferenza della popolazione. Nel 1920 entrarono in scena anche i polacchi, che avevano appena riconquistato l'indipendenza: una loro armata penetrò profondamente in Ucraina e giunse sino a Kijev (7 maggio) con l'appoggio di Petljura, ma la controffensiva dell'Armata Rossa risospinse i polacchi entro i loro confini.

Nel 1921, terminati gli eventi bellici, si costituiva la Repubblica Sovietica d'Ucraina come membro costitutivo dell'URSS: una larga parte della popolazione rimaneva fuori dai nuovi confini, in Polonia (Galizia), Romania (Bucovina e Bessarabia) e Cecoslovacchia (Rutenia subcarpatica). Negli anni Venti e Trenta l'Ucraina contadina subiva anche le conseguenze peggiori della politica staliniana, con una spaventosa carestia dovuta alle requisizioni forzate dei raccolti e con la successiva persecuzione dei contadini più ricchi (Kulaki), che produssero centinaia di migliaia di vittime.

Dopo la seconda guerra mondiale, durante la quale l'Ucraina fu completamente occupata dai tedeschi, che vi sterminarono la minoranza ebraica dando vita anche a un esercito ucraino filonazista, quasi tutti i territori abitati da ucraini vennero riannessi alla Repubblica Sovietica Socialista d'Ucraina. Nel 1954 alla RSSU veniva aggiunta anche la Crimea, fino ad allora parte della Russia.

All'inizio degli anni Novanta, nel nuovo clima portato dalla perestrojka, aspirazioni separatiste trovavano espressione anche sul piano politico, sia con la nascita di alcuni partiti sia con la contestazione del redigendo Trattato dell'Unione (giugno 1991). L'Ucraina, infatti, proclamava la propria indipendenza il 24 agosto 1991, all'indomani del fallito colpo di stato moscovita che aveva dato il via al definitivo smembramento dell'Unione Sovietica. Le elezioni presidenziali, effettuate contestualmente al referendum sulla ratifica dell'indipendenza (1º dicembre), confermavano al vertice dello Stato L. Kravčuk, in carica sin dal luglio dell'anno precedente; analogamente il Parlamento, composto per la maggior parte di deputati eletti nel marzo 1990 nelle liste del Partito Comunista Ucraino (sciolto nel luglio 1991).

Meno aspri che altrove nell'ex URSS si sono presentati i contrasti etnici: tra le questioni di maggior importanza, le richieste di autonomia della parte orientale della regione del Donbass e della Rutenia transcarpatica (in particolare del distretto di Beregovo, a maggioranza magiara). Più complessa la questione della Crimea, al centro di un contenzioso politico e militare: una parte consistente della popolazione russofona rifiutava di seguire le sorti dell'Ucraina, mentre Mosca rivendicava la potestà sulla flotta del Mar Nero e sulla sua base di Sebastopoli. La questione dei rapporti con la Russia, insieme allo scontro sul modello economico da seguire, condizionava tutta la vita politica del Paese dopo l'indipendenza. All'inizio la disputa era tra il presidente Kravčuk e il primo ministro L. Kučma: più conservatore e attento al richiamo nazionalista il primo, sostenitore di un piano di forte privatizzazione e di una politica di stretta collaborazione con la Russia il secondo. Kravčuk imprimeva alla sua politica estera un'impronta decisamente autonomista firmando l'adesione dell'Ucraina alla "Partnership per la pace" con la NATO, cosa che gli consentiva di ottenere aiuti da parte degli USA. Ma le elezioni presidenziali del 1994 vedevano la vittoria di Kučma, che predisponeva un piano triennale di privatizzazioni e cercava un accordo con Mosca per la Crimea e per la flotta: accordo che veniva raggiunto in due tappe fra il 1995 e il 1997, con la spartizione della flotta, l'affitto alla Russia della base di Sebastopoli e una nuova autonomia per la Crimea (dove intanto i separatisti russofoni venivano elettoralmente sconfitti). Nel 1994 veniva ratificato anche il trattato di non proliferazione e l'Ucraina rinunciava al proprio status di potenza nucleare, trasferendo in Russia i suoi armamenti atomici.

Maggiori erano le difficoltà sul piano interno, con continui scontri sulla politica economica: un braccio di ferro in Parlamento sulla riforma fiscale e sui tagli alle spese sociali portava a ripetuti cambi di governo, mentre la privatizzazione di migliaia di aziende statali avveniva in modo spesso oscuro, premiando personaggi ambigui e alimentando la corruzione di funzionari e dirigenti dello Stato. Nelle presidenziali del novembre 1999 Kučma veniva rieletto, ma le successive elezioni legislative del marzo 2002 facevano registrare una forte avanzata dell'opposizione, con la coalizione liberale guidata da Viktor Juščenko. Kučma, con l'appoggio di numerosi deputati indipendenti, manteneva il controllo del governo, ma il suo regime diventava via via più contestato e protagonista di scandali, finanziari e politici, compresa la misteriosa uccisione di un giornalista di opposizione, V. Gongadze, della quale Kučma veniva accusato di essere il mandante. L'Ucraina si è associata alla coalizione guidata dagli USA nella guerra contro l'Iraq, inviando un contingente di soldati.

Le elezioni presidenziali del novembre 2004 venivano vinte al ballottaggio dal candidato filo-russo, Viktor Yanukovič. Questo risultato fu però sospeso dalla cosiddetta "rivoluzione arancione": subito dopo i risultati elettorali l'opposizione scendeva in piazza denunciando brogli e veniva appoggiata dagli osservatori dell'OSCE e dai governi di USA e UE, che facevano sapere di non riconoscere l'esito del voto. Dopo giorni di tensione con il Paese diviso in due blocchi contrapposti, con minacce di secessione da parte dei filo-russi, si arrivava alla decisione della Corte suprema di ripetere il ballottaggio il 26 dicembre. Si affermava quindi il leader dell'opposizione V. Juščenko, che annunciava una politica filooccidentale improntata al liberismo e nominava Julija Tymošenko come premier. Dopo pochi mesi, mentre l'economia subiva una forte frenata e i rapporti con Mosca diventavano sempre più tesi, anche il nuovo assetto politico andava in crisi: i contrasti politici tra presidente e primo ministro portavanoo alla caduta del governo di J. Tymošenko, sostituita da I. Yekhanurov.

Alle elezioni legislative del marzo del 2006 il Partito delle regioni guidato dal filo-russo di Viktor Janukovič, otteneva la maggioranza, non sufficiente però a formare un governo stabile. Si ricompattava l'alleanza della "rivoluzione arancione" del 2004 e il presidente incaricava la Tymošenko di formare un nuovo governo di coalizione. In luglio un ribaltone nella coalizione di governo portava Aleksandr Moroz, leader del partito socialista ad allearsi con Yanukovič e con i comunisti, candidando al premierato lo stesso Yanukovič, che riceveva l'incarico dal presidente Juščenko. La situazione si aggravava nell'aprile 2007 quando, dopo la defezione di alcuni parlamentari passati dall'opposizione alle file della maggioranza, Juščenko scioglieva il Parlamento. In ottobre si svolgevano le elezioni anticipate, vinte dal partito di Yanukovič con il 34% dei consensi, seguito dalla Tymošenko con il 31%, la quale, in dicembre, veniva nominata premier. Nel 2008 il presidente Juščenko firmava l'accordo di adesione del Paese al WTO, dopo 14 anni di trattative, mentre nel febbraio del 2010 si svolgevano le elezioni presidenziali tra V. Yanukovič e la premier Tymošenko, vinte al ballottaggio dal candidato filo-russo con il 48,9% dei voti. In marzo veniva varato un nuovo governo con a capo Mykola Azarov, leader del Partito delle regioni (PR). In aprile il governo raggiungeva un accordo con la Russia per prolungare di 25 anni l'affitto della base navale di Sebastopoli, alla marina militare russa, che avrebbe dovuto lasciare il porto nel 2017.

 

 

 

 



 

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 45448329
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 68,87
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Ucraini 77,8%, Russi 17,3%, Bielorussi 0,6%, Moldavi 0,5%, Tatari di Crimea 0,5%, Bulgari 0,4%,Ungheresi 0,3%, Rumeni 0,3%, Polacchi 0,3%, altri 2%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Ucraino 67%, Russo 24%, altre 9%

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Religioni:

Ortodossi ucraini - Patriarcato di Kiev 50,4%, Ortodossi ucraini - Patriarcato di Mosca 26,1%, Grecocattolici - ucraini 8%, Ortodossi autocefali ucraini 7,2%, Cattolici 2,2%, Protestanti 2,2%, Ebrei 0,6%, altre 3,2%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): -0,64
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 10,44
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 16,66

Media dell'area geografica: 12.884000110626 (su un totale di 10 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 10,90
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 14,60
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Numero medio di figli per donna: 1,39
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Rapporto tra i sessi: 85,24
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 39,28
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 61,78
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 73,54

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 78

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 165,25
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 3.623,94
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 3
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 6
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 3
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 134.481,00
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -40006
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 0

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 99
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 98
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 97
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 98
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 97
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 90
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 95

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 100
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 100
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 98
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 89
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 89
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 85
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 85

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 28,06
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 122,98
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 30,60

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

28,08

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

3,9