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Paesi | Europa | Europa orientale | Repubblica Ceca

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Praga
Area del Paese in chilometri quadrati: 78870
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 129
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 1 gennaio 1993
Indipendenza da: Separazione della Cecoslovacchia
Moneta: Corona ceca

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il paesaggio appare composito per la presenza di due unità regionali, ben distinte strutturalmente e morfologicamente. La sezione occidentale del Paese è occupata dalla Boemia, vasto quadrilatero di alte terre rialzato ai bordi e inserito nell'area dell'Europa ercinica; la porzione orientale corrisponde alla Moravia, sorta di corridoio pianeggiante inclinato verso il Danubio. Il rilievo cominciò a delinearsi nel Paleozoico, quando si sollevò l'Horst boemo, compatto tavolato di rocce cristalline; peneplanato e logorato dall'erosione, fu poi sommerso dal mare mesozoico, che ricoprì di marne, argille e arenarie i graniti e gli scisti paleozoici (che oggi affiorano dove la coltre sedimentaria è stata distrutta dall'erosione). L'intera regione fu poi nuovamente sollevata e ringiovanita durante l'orogenesi alpina, che vistosamente fratturò i rilievi periferici: a nord-ovest i Monti Metalliferi, che declinano verso la Germania ma presentano un pendio interno assai ripido, precipitando sulla fossa tettonica percorsa dal fiume Ohre; a nord-est i Sudeti, che si sviluppano per circa 300 km ma non formano un sistema unitario, bensì si frammentano in più catene, tra cui si interpongono conche e depressioni che ne facilitano l'attraversamento, e culminano a 1.602 m nello Snezka, nei Monti dei Giganti; a sud-ovest la Selva Boema , regione ricoperta da una fitta vegetazione boschiva; a sud-est infine le Alture Morave (o di Moravia), dorsali collinari elevate in media 500-600 m, che sovrastano le pianure della Moravia. In conseguenza dell'orogenesi alpina si ebbero anche vistose manifestazioni vulcaniche, specie nel versante interno dei Monti Metalliferi, dove la presenza di numerose sorgenti calde ha fatto nascere celebri stazioni termali, come Karlovy Vary e Mariánské Lázne. La Boemia venne così ad assumere il suo generale carattere di bacino, dolcemente inclinato verso nord e sovrastato da irregolari dorsali e da cime isolate; esso presenta un compatto blocco di rocce antiche nella sezione meridionale, mentre a nord depressioni più o meno ampie sono state colmate da depositi cretacei, come nella valle dell'Elba, e cenozoici, originando aree assai adatte allo sfruttamento agricolo. Una diminuzione delle spinte verificatasi nelle ultime fasi dell'orogenesi alpina determinò la formazione della depressione morava, area di subsidenza tra il blocco ercinico e quello alpino-carpatico. Ricoperta da sedimenti cenozoici e neozoici, sui quali si è deposi tato un fertile strato di löss, la Moravia rappresenta una sorta di collegamento tra le basse terre danubiane e quelle dei bacini dell'Oder e della Vistola, benché allineamenti collinari e la dorsale di Chriby interrompano la continuità delle distese pianeggianti, originando un seguito di bacini (di Olomouc, Zlín, Brno, Hodonín) sempre più ampi da nord a sud. A nord-est la Moravia è chiusa da un orlo montuoso, corrispondente all'ex porzione austriaca della Slesia e che, estendendosi dai Monti Jeseník (Sudeti) a ovest ai primi contrafforti dei Beskidi (Carpazi) a est, costituisce un'area di raccordo tra i rilievi ercinici e quelli cenozoici; si tratta inoltre di una regione di grande importanza economica per i suoi ricchi giacimenti carboniferi

 

Clima. Data la posizione nel cuore del continente, la Repubblica Ceca presenta un clima continentale temperato, non dimenticando però che la presenza dei rilievi è causa di sensibili differenze climatiche da zona a zona. D'inverno la Repubblica Ceca è soprattutto soggetta all'influsso delle masse d'aria anticicloniche di nord-est, sicché si determina una stagione fredda e asciutta; a partire dalla primavera sino all'autunno si hanno invece manifestazioni cicloniche, provenienti da ovest e da sud, e di conseguenza condizioni di clima più mite ma più piovoso rispetto a quello delle aree sarmatiche. La continentalità è espressa dalle rilevanti escursioni termiche annue (a Praga la media annua è di 9 °C, con medie estive in luglio di 18 °C e invernali in gennaio di 1 °C), che tendono ad aumentare verso est. Al pari della temperatura, la piovosità è largamente condizionata dal rilievo, ma in complesso non è mai particolarmente elevata. Sui monti, peraltro investiti dai venti atlantici, le precipitazioni sono più copiose, superando ovunque i 1.000 mm annui; nei bacini interni, riparati dalle masse d'aria marittima, le piogge sono invece scarse: a Praga per esempio la media annua è di 500 mm, a Brno di 600

 

Flora. La copertura vegetale, pur rispecchiando le varie condizioni climatiche, è largamente influenzata nelle diverse zone dal tipo di popolamento, più o meno antico e più o meno denso. Così il manto forestale è profondamente alterato in Boemia, dove la copertura o riginaria è ormai limitata alle alte terre periferiche. Scarsa è invece generalmente la vegetazione nei bassopiani, assumendo caratteri decisamente steppici nelle aree più interne della Moravia

Idrografia. Il territorio ha un'idrografia complessa e invia le sue acque al Mar Nero tramite il Danubio per il 54,3%, al Mare del Nord con l'Elba per il 38,5%. La Boemia corrisponde a un'unità idrografica ben individuata; i fiumi scendono dai rilievi periferici e tendono a confluire al centro, dove sfociano nella Moldava, come la Berounka e la Sázava, o direttamente nell'Elba, come l'Ohre, che, nata dai Monti dei Giganti, scorre in territorio ceco per 256 km, quindi esce dal "quadrilatero" attraverso le spettacolari Gole di Decín, nei Monti Metalliferi. Il fiume boemo per eccellenza è però la Moldava (Vltava), che ha origine dalla Selva Boema, solca la regione da sud a nord, bagnando Praga, e confluisce dopo oltre 440 km nell'Elba a Melník. La Moravia appartiene quasi interamente al bacino del Danubio, cui scende la Morava, che nasce dai Sudeti e attraversa il territorio da nord a sud. La Slesia tributa invece all'Oder , che ha in Moravia il tratto iniziale del suo corso

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento . Il primo stanziamento nel Paese storicamente documentato è quello, all'epoca romana, dei celtici Boii, che lasciarono il loro nome alla Boemia; ma a formare i primi nuclei delle attuali nazionalità furono le immigrazioni di Slavi del gruppo occidentale. Queste genti però non riuscirono a respingere la penetrazione dei Tedeschi che, attirati soprattutto dalle ricchezze minerarie, si insediarono nel Paese e diedero un forte impulso alle attività commerciali, causa ed effetto insieme della fo ndazione dei primi centri urbani. Passata sotto gli Asburgo e divisa tra Austria e Ungheria, la regione fu teatro di ulteriore immigrazione di gruppi tedeschi e magiari; fu solo al termine della seconda guerra mondiale che si poté realizzare un'effettiva omogeneità etnica. Alla fine del 1869 la popolazione della Repubblica Ceca (esclusa la Slovacchia) assommava a 7,6 milioni di abitanti. Questi nel 1921 erano già saliti a 10 milioni (esclusa la Slovacchia); ma a quell'epoca, cioè tre anni dopo l'acquisi zione dell'indipendenza, gli abitanti erano solo per il 65% Cechi e Slovacchi, mentre più del 23% era costituito da Tedeschi, circa il 6% da Ungheresi, il 3% da Ucraini e Russi. Gli eventi bellici determinarono in modo drastico l'assestamento etnico del Paese. Quasi interamente decimata dai nazisti l'importante comunità ebraica, espulsi alla fine della guerra i Tedeschi e i Magiari, la Repubblica Ceca si ritrovò nel 1947 ad avere 8,8 milioni di abitanti contro i 10,7 del 1930, e dopo il 1970 ha raggiunto la consistenza demografica prebellica. Vi ha contribuito il rientro di molti emigrati, mentre l'incremento demografico è piuttosto basso. L'attuale densità della popolazione è attestata sui valori medi dell'Europa centro-orientale, e tocca i suoi massimi nelle aree fortemente industrializzate della Boemia, Slesia e Moravia.

Distribuzione della popolazione. Circa un terzo della popolazione vive in villaggi con meno di 2000 abitanti, il che testimonia tra l'altro un ancora sentito attaccamento a un genere di vita rurale, nonostante le trasformazioni imposte in passato dal regime comunista. Tra tutte le città primeggia la capitale Praga, metropoli politica, culturale, artistica ed economica insieme; seconda città della Boemia è Plzen. Entrambe situate sull'asse Elba-Moldava sono le altre due principali città boeme, Ústí nad Labem, porto fluviale sull'Elba e sede di complessi chimici e metallurgici, e Ceské Budejovice . Infine sul fiume Ohre è la città termale di Karlovy Vary (la tedesca Karlsbad). Anche in Moravia i grandi corsi d'acqua hanno esercitato una sensibile attrazione demografica e i centri sorti sulle loro rive hanno aggiunto alla precedente attività commerciale una cospicua funzione industriale. Fra essi il più importante è Brno, capoluogo storico della regione ma d'aspetto ormai quasi interamente moderno, principale centro dell'industria laniera ceca e sede di annuali fiere merceologiche di largo richiamo internazionale. Città ricca di ricordi storici ma oggi vitalizzata dalle sue grandi industrie alimentari è Olomouc , mentre l'antica Zlín (che dal 1949 al 1990 si chiamò Gottwaldov), è "nata" come città solo nell'ultimo sessantennio, dopo l'i nstallazione degli stabilimenti che ne hanno fatto uno dei massimi centri europei per gomma, cuoio e prodotti affini. Ancora più marcata e rapida è stata però l'evoluzione di Ostrava , sino al secolo scorso modesto villaggio, che lo sfruttamento dei ricchi giacimenti slesiani ha trasformato, al pari della vicina Karviná, in una poderosa metropoli industriale, specie nei settori siderurgico e chimico

Aspetti economici

Testo completo:

Benché non sia particolarmente favorita quanto a risorse naturali (vi abbonda solo il carbone), la Repubblica Ceca si colloca tra i Paesi a livello economico discreto, nonostante le difficoltà connesse con il crollo dell'economia socialista in tutta l'Europa orientale e con il ritorno al libero mercato. Prevalgono nettamente le attività industriali; tuttavia anche l'agricoltura occupa un posto importante nell'economia e si caratterizza per l'elevata meccanizzazione raggiunta, la specializzazione delle colture prevalentemente intensive e il consistente impiego di fertilizzanti. L'industria ha invero tradizioni molto antiche, tanto che la Repubblica Ceca presentava, nel contesto dell'Europa orientale, una storia economica del tutto particolare. Quando nel 1918 fu istituita la Repubblica cecoslovacca, il Paese aveva già solide basi manifatturiere proprio in Boemia e Moravia, impiantate per sopperire alle esigenze dell'Impero asburgico e favorite, oltre che dalle risorse energetiche del Paese e dalle sue antiche tradizioni artigianali, dalla presenza del vasto mercato offerto dall'Impero austro-ungarico

Economia comunista. Nel 1948 il passaggio nell'area sovietica determinò un radicale cambiamento degli indirizzi economici cecoslovacchi. Le prime fondamentali realizzazioni furono la riforma agraria (abolizione del latifondo, assegnazione delle terre ai contadini), la nazionalizzazione delle risorse minerarie e forestali, delle industrie e la statalizzazione degli istituti bancari, fusi nel 1950 a formare la Banca di Stato, la conversione della moneta ecc. Il Paese passò da un regime liberistico a uno strettamente pianificato, che imponeva una rigida interdipendenza tra le varie economie degli Stati del blocco comunista. Alla Repubblica Ceca fu assegnato il ruolo di rifornire i Paesi est-europei e taluni afro-asiatici dei prodotti industriali di base e di armamenti. Fortemente sollecitato, lo sviluppo industriale cecoslovacco fu molto intenso, ma concentrato in una gamma piuttosto limitata di prodotti dell'industria specificamente pesante (siderurgica e meccanica), al cui servizio veniva fortemente potenziato il settore energetico mediante l'accresciuta estrazione di carbone. Il progresso economico fu rapido, ma non corrispose a un proporzionato miglioramento del livello di vita. Ciò finì col causare profonde tensioni nel Paese, che cercò di attuare una ristrutturazione della propria economia. Ben presto divenne chiaro che il programma riformistico era causa di profondi squilibri, suscitando richieste di beni di consumo e d'investimento che l'industria non era in grado di soddisfare e innescando una pericolosa spirale nell'aumento dei prezzi. Dopo i drammatici eventi della fine degli anni Sessanta, il nuovo governo installatosi reintrodusse un rigido controllo centralizzato sulla gestione economica, una più stretta dipendenza dall'URSS e una rinnovata netta priorità nei confronti dell'industria pesante (anche il piano quinquennale 1981-1985 aveva previsto incrementi soprattutto nei settori chimico, edile, metalmeccanico); ma i contraccolpi della crisi economica mondiale hanno reso impossibile mantenere i consueti ritmi di sviluppo. Ai rincari petroliferi e quindi dei prodotti industriali d'importazione, specie di quelli provenienti dall'Ovest, si aggiungono un calo di produttività, attribuibile sia al mancato pieno utilizzo degli impianti (causato in gran parte da un'avvertita insufficienza di manodopera) sia alla scarsità di macchinari tecnologicamente avanzati in molti settori industriali

Agricoltura. Prevalgono nettamente le colture cerealicole - le cui aree di più alta produttività sono la valle dell'Elba e i bacini di Olomouc e di Brno -, ovvero il frumento, l'orzo (in buona parte usato per la fabbricazione della birra), la segale, il mais e l'avena, che si adattano anche agli altopiani, dai suoli più poveri e dai climi più rigidi. Anche se ridotta, la produzione di patate è rimasta costante nelle zone di montagna. Le colture industriali sono ben rappresentate dalla barbabietola da zucchero, diffusa soprattutto nella Boemia settentrionale e nella valle della Morava, e dal luppolo, di qualità molto pregiata e presente nella Valle dell'Ohre; minore importanza hanno il tabacco, alcune piante tessili (canapa, lino) e oleaginose (colza, girasole); limitata è anche la coltura della vite, mentre diffusa è la frutticoltura, che dà prugne, mele, pere

Foreste. La Repubblica Ceca è uno dei Paesi europei più favoriti quanto a risorse forestali; esse coprono un terzo della superficie territoriale e comprendono soprattutto conifere, faggi e querce. Razionalmente sfruttato, il patrimonio forestale alimenta cospicue industrie del mobilio e della carta, tutte localizzate ai margini delle zone boschive

Allevamento. Ovunque si pratica l'allevamento a carattere intensivo in Boemia e Moravia, dove prevale l'allevamento bovino (con produzione di carne e latte); i suini e i volatili da cortile si allevano in tutto il Paese; diffusa è anche l'apicoltura

Risorse minerarie. Il sottosuolo dà soprattutto carbone e lignite, i cui principali bacini sono rispettivamente a Ostrava-Karviná (Slesia) e nella Boemia settentrionale; la Repubblica Ceca è inoltre un grande produttore di magnesite. Si estraggono inoltre, in quantitativi piuttosto modesti, ferro, grafite, oro, mercurio, rame, argento, zolfo, caolino, piombo, antimonio, minerali radioattivi; scarso è anche il petrolio, ma esiste una cospicua industria di raffinazione, che lavora il greggio proveniente dalla Russia mediante un oleodotto di 4.500 km. L'energia elettrica è in gran parte di origine termica; una centrale nucleare funziona a Dukovany

Industria. Ottimamente sviluppata è l'industria ceca di base, specie nel settore siderurgico e metalmeccanico; le attività siderurgiche e metallurgiche (con buona produzione di alluminio, piombo, zinco, rame) sono ubicate nelle zone minerarie, mentre le industrie meccaniche, che comprendono una gamma vastissima di prodotti (materiale ferroviario e aeronautico, autoveicoli, macchine tessili e agricole, strumenti di precisione, armi, materiale elettrico), sono situate soprattutto nelle grandi città, specie a Praga e a Plzen, sede della famosa "Skoda". Diffusa in tutto il Paese è invece l'industria tessile con prevalenza della produzione di filati e tessuti di cotone e di lana, benché gran parte delle materie prime debba essere importata. In continua espansione è l'industria chimica, nata nella zona di Ostrava per utilizzare i sottoprodotti della distillazione del carbone; oggi produce fertilizzanti azotati, fibre tessili artificiali e sintetiche, materie plastiche, resine, coloranti, acido solforico, acido nitrico, soda caustica, materiale fotografico ecc. Fiorente è anche il settore del cuoio e della gomma, con sedi principali a Zlín, Praga e Bratislava. L'industria alimentare fornisce in notevole quantità zucchero, insaccati e la famosissima birra (regione di Plzen soprattutto); fra gli altri celebri prodotti della Repubblica Ceca sono largamente esportati i cristalli e le porcellane (lavorati prevalentemente in Boemia), nonché gli strumenti musicali, per cui eccellono Kraslice (strumenti a fiato), Jirílkov (pianoforti), Krnov (organi)

Comunicazioni e commercio. Le comunicazioni, specie quelle ferroviarie (9.400 km), risentono ancora delle strutture create all'epoca dell'impero, in quanto hanno una prevalente direzione meridiana, gravitando su Vienna, piuttosto che seguire l'andamento territoriale, da est a ovest; ben sviluppata è invece la rete stradale (circa 56.000 km), che collega facilm ente il Paese al resto d'Europa. Intensa è anche la navigazione fluviale, ma ancor più quella aerea, che fa capo soprattutto all'aeroporto internazionale di Ruzyne (Praga), poi a quelli di Cernovice (Brno) e Holice (Olomouc. Il movimento commerciale con l'estero è quello tipico di un Paese che vive prevalentemente sull'industria; sono particolarmente ingenti le esportazioni di macchinari e mezzi di trasporto, prodotti chimici, calzaturieri e tessili, ferro e acciaio, mentre le importazioni vedono ai primi posti combustibili e altri minerali, prodotti semilavorati, macchinari, generi alimentari. Gli scambi si svolgono prevalentemente con la Germania, la Slovacchia, la Russia, l'Italia e l'Austria; seguono alcuni Paesi dell'Europa occidentale, ma la situazione è in rapida evoluzione. Importantissimo è infine il turismo, proveniente soprattutto dalla Germania

Storia

Testo completo:

La Repubblica Ceca è costituita dalle due regioni storico-geografiche di Boemia e Moravia, la prima, a W, più estesa e popolata, in cui sorge la capitale, circondata dai rilievi e attraversata dall'Elba; la seconda, a E, prevalentemente collinare e attraversata dalla Morava. Abitate in origine da popolazione di origine celtica (ma le testimonianze dei primi insediamenti risalgono in Boemia addirittura al Paleolitico), le due regioni si trovarono unite per la prima volta nel IX sec. d. C., nel regno della grande Moravia, retto dalla dinastia dei Mojmirovci, mentre due secoli più tardi, nel 1029, fu la Boemia, guidata dal sovrano premyslida Bretislao I a sottomettere la vicina. Nonostante un tentativo di Federico Barbarossa per separarle (1182), Boemia e Moravia rimasero tuttavia unite sotto il controllo boemo, e sempre unite subirono il dominio degli Asburgo e poi dei Lussemburgo, sotto i quali la Boemia e Praga conobbero il periodo di maggiore splendore di tutta la loro storia durante il regno del sovrano Carlo IV (1347-78).

Nel 1468 la Moravia divenne possedimento del re ungherese Mattia Corvino, mentre in Boemia la dinastia degli Iagelloni si sostituiva al ceppo estinto dei Lussemburgo; ma nel 1490 l'elezione di Ladislao II Iagellone a re d'Ungheria comportava l'ennesima riunificazione delle regioni, che da quel momento furono sempre congiunte. Esse subirono quindi il passaggio alla dominazione degli Asburgo (1526), e il declassamento a province dell'impero (nel 1620 la Boemia e nel 1749 la Moravia) di cui fecero parte fino alla sua dissoluzione nel 1918, anno che vide la costituzione dello Stato indipendente di Cecoslovacchia. Da allora, e fino al verificarsi della scissione tra Repubbliche Ceca e Slovacca (1992), le due regioni furono sempre parte dello Stato cecoslovacco, se si eccettua la parentesi dell'occupazione tedesca tra il 1939 e il 1945 (durante la quale Hitler aveva istituito il Protettorato di Boemia e Moravia).

Nel 1992 avveniva la separazione consensuale tra i Cechi e gli Slovacchi, in virtù della quale le regioni di Boemia e Moravia andavano a costituire la Repubblica Ceca. La vita istituzionale del nuovo Stato iniziava mantenendo le precedenti strutture: i 200 parlamentari del vecchio Consiglio nazionale e il primo ministro Václav Klaus, leader del Partito Civico Democratico (ODS). Presidente della Repubblica era eletto (26 gennaio 1993) Václav Havel, già presidente della Cecoslovacchia dal dicembre 1989 al luglio 1992.

La storia nazionale del nuovo Stato fu da subito complicata dai problemi di una transizione politica ed economica atta a condurre il Paese al livello delle democrazie occidentali. In primo luogo quello della riconversione dell'apparato produttivo, che diede adito nei primi anni di indipendenza a vari scandali che misero il governo in forte imbarazzo (1994-95). In questo clima si giungeva alle elezioni politiche del maggio 1996, in cui il centro-destra perse la maggioranza assoluta, mentre avanzavano i socialdemocratici (CSSD) ed emergeva minacciosamente l'estrema destra xenofoba dei repubblicani. Il sommovimento politico non fu tuttavia tale da indicare un'alternativa di governo, così che Klaus tornò alla guida di un nuovo esecutivo di coalizione, insieme alla Democrazia Cristiana (KDU) e all'Alleanza civica democratica (ODA).

Alla fine del 1996 il governo ceco risolveva con la Germania, anche in virtù delle nuove e proficue relazioni economiche sviluppatesi nel frattempo tra i due Stati, il lungo contenzioso tra i due Paesi relativo all'espatrio forzato dalla Cecoslovacchia, dopo la seconda guerra mondiale, di due milioni e mezzo di tedeschi della Boemia-Moravia e dei Sudeti. Ai successi in politica estera faceva però riscontro una certa instabilità politica, che portava alle dimissioni del premier Klaus e alla formazione di un governo di tecnici, presieduto da Josef Tosovsky, primo ministro ad interim. Rieletto nel 1998 presidente della Repubblica, Havel indiceva nuove elezioni politiche, che vedevano l'ascesa del Partito socialdemocratico e la nomina di primo ministro del suo leader Miloš Zeman (giugno 1998), che completava il processo di privatizzazione dell'economia del Paese.

Le elezioni politiche del giugno 2002 confermavano il successo del Partito socialdemocratico, anche se di strettissima misura (con solo 101 seggi dei 200 disponibili). Il suo leader, Vladimir Spidla, veniva nominato dunque primo ministro. Sul piano internazionale, nel marzo 1999, la Repubblica Ceca faceva il suo ingresso ufficiale nella NATO e, nel dicembre 2002, al vertice di Copenaghen, concludeva il negoziato per l'adesione alla UE. Alle elezioni presidenziali del 2003 Vaclav Klaus, leader dell'opposizione, succedeva a Vaclav Havel. Nello stesso anno, con un referendum, la popolazione approvava l'entrata nella UE, avvenuta nel maggio 2004. I risultati disastrosi del partito di governo alle elezioni europee del giugno dello stesso anno comportavano le dimissioni del premier Vladimir Spidla. L'incarico di formare il nuovo governo veniva affidato a Stanislav Gross, vicepresidente del Partito socialdemocratico.

Nell'aprile 2005 Gross rassegnava le dimissioni a causa di uno scandalo finanziario in cui era rimasto coinvolto. Al suo posto veniva nominato il socialdemocratico Jiri Paroubek. Nel giugno 2006 si svolgevano le elezioni legislative vinte dal leader dell'opposizione Mirek Topolanek, del partito dei Civici Democratici (ODS) con il 35,38% , mentre i socialdemocratici (CSSD) prendevano il 32,32%. Successivamente il presidente Klaus affidava a Topolanek l'incarico di formare il nuovo governo. Nel febbraio 2008 V. Klaus era rieletto alla presidenza per altri cinque anni con una maggioranza di 141 voti, battendo così l'avversario socialdemocratico Jan Svejnar. In luglio veniva firmato un trattatato con gli USA per l'istallazione di un sistema radar in territorio ceco. Nell'ottobre del 2008 il CSSD vinceva le elezioni senatoriali, sconfiggendo i liberali (ODS). Nel marzo 2009 il premier Topolanek si dimetteva in seguito a un voto di sfiducia del parlamento, il mese dopo il CSSD e il Partito democratico civico raggiungevano un accordo per la nomina a premier di Jan Fisher. In novembre, dopo il via libera della Corte Suprema, il presidente firmava il Trattato di Lisbona.

 

 

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 10492960
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 73,42
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Cechi 90,4%, Moraviani 3,7%, Slovacchi 1,9%, altri 4%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Ceco 94,9%, Slovacco 2%, altre 2,3%, non specificate 0,8%

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Religioni:

Cattolici 26,8%, Protestanti 2,1%, altre 3,3%, non specificate 8,8%, non affiliati 59%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 0,53
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 10,75
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 10,13

Media dell'area geografica: 12.884000110626 (su un totale di 10 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 3,50
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 4,00
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Numero medio di figli per donna: 1,41
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Rapporto tra i sessi: 96,27
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 39,39
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 73,78
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 80,15

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 28

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 215,18
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 20.435,90
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 17
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 9
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 4
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 0,00
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: 240466
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 0

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 100
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 99
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 97
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 98

Istruzione

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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 100

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 21,73
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 123,44
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 72,97

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

165,68

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

12,4