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Paesi | Europa | Europa occidentale | Francia

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Parigi
Area del Paese in chilometri quadrati: 551500
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 111
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 8 agosto 843
Indipendenza da: Sacro Romano Impero
Moneta: Euro

Spazio fisico

Testo completo:

Geologia. Il territorio francese rientra per gran parte nell'Europa dei massicci antichi e si presenta morfologicamente come una successione di bacini sedimentari e di aree moderatamente elevate, emergenti con le formazioni geologiche più antiche (quando non coperte anch'esse da terreni sedimentari). Nella parte marginale sud-orientale la Francia ingloba un'ampia sezione della catena alpina fino allo spartiacque e, a sud, il versante settentrionale dei Pirenei: due aree incluse geologicamente nell'Europa giovane, cenozoica, formatasi cioè con l'orogenesi alpina. I massicci antichi rientrano nei rilievi emersi nel Paleozoico (orogenesi ercinica) e corrispondono al Massiccio Armoricano, collegato ai rilievi della Gran Bretagna meridionale, e ai massicci varisci o medioeuropei. Tutta l'ampia sezione interessata dall'orogenesi paleozoica è emersa tra il Carbonifero e il Permiano; rimasero però parti semisommerse, lagune e mari epicontinentali ai cui margini si accumularono quei depositi carboniferi che sono la ricchezza della Francia settentrionale. Nell'era mesozoica il territorio rimase sommerso per un lungo periodo dal mare: al Giurassico e al Cretaceo risalgono le formazioni più estese e potenti. Successivamente ebbero inizio quell'emersione generale del territorio e quei moti tettonici connessi con l'orogenesi alpina che daranno l'assestamento definitivo al Paese. I contraccolpi di questi fenomeni orogenetici, che definirono la struttura delle Alpi, portarono al sollevamento di ampie aree già peneplanate, come il Massiccio Centrale , interessato parallelamente da attività vulcaniche, e al ringiovanimento dei massicci lungo il rift renano (Vosgi), oltre che alla particolare tettonica a pieghe del Giura . Nelle aree più depresse del territorio, in particolare nel Bacino Parigino e nel Bacino Aquitanico, si ebbero incessanti processi di sedimentazione cui si devono le coltri più superficiali di queste regioni, soggette successivamente agli apporti fluviali quaternari. A parte le zone alpina e pirenaica, il territorio francese è quindi geologicamente assestato, con profili maturi; ciò è all'origine del dolce paesaggio che si rileva in gran parte della Francia, sebbene esista una notevole varietà regionale per quanto riguarda i tratti fisionomici, legati anche alla morfologia.

Morfologia. Si hanno diverse regioni che presentano, fisicamente, una loro identificazione precisa, seppure senza limiti naturali ben definiti. Una delle principali, vero cuore geografico della Francia per la sua stessa posizione aperta all'Atlantico e a diretto contatto con l'Europa renana, è il Bacino Parigino, area sedimentaria con lievi ondulazioni (côtes) rotte dai terrazzamenti della Senna. A nord si stende l'area carbonifera, una piatta pianura delimitata verso sud dai bassi rilievi delle Ardenne, antico massiccio peneplanato, dai profili addolciti, con lunghe dorsali boscose. Il Bacino Parigino ha una sua appendice orientale nella Lorena, regione ricca di minerali ferrosi che si insinua tra le Ardenne e i Vosgi. Questi sono rilievi dai profili tondeggianti (ballons) che orlano la fossa renana e dominano la fertile e popolosa pianura dell'Alsazia, bagnata dal Reno. A sud dei Vosgi inizia l'Altopiano del Giura, sorta di avampaese alpino, formato da rocce calcaree mesozoiche, sovrastato da regolari ondulazioni e inciso da valli profondamente incassate. Elemento caratteristico della Francia sud-orientale è il solco rodaniano, lunga depressione percorsa dal fiume Rodano e dalla Saona: ha andamento meridiano ed è separato a nord dal Bacino Parigino mediante le alture della Borgogna, mentre a sud si apre un ampio varco tra il Massiccio Centrale e il versante alpino. Quest'ultimo, data la dissimmetria delle Alpi, è molto esteso e formato da potenti strutture sedimentarie mesozoiche, plasticamente piegate; la sezione francese delle Alpi, in larga parte compresa nel Delfinato e nella Provenza, culmina verso l'interno in vari massicci granitici, tra cui il Monte Bianco, che domina la Savoia. Le valli trasversali si addentrano profondamente nella catena, rendendo relativamente facili le comunicazioni con l'Italia. Le appendici alpine terminano a sud nell'articolato contorno della Costa Azzurra . Il Massiccio Centrale è un'ampia area sollevata costituita da rocce paleozoiche, marginalmente ammantata di strati mesozoici spettacolarmente incisi dai fiumi (causses) e sovrastata da coni vulcanici (puys ; massima elevazione il Puy de Sancy, con 1.886 m); a sud-est il Massiccio Centrale si rialza nella catena delle Cevènne dominante la pianura della Linguadoca, la cui costa è bassa, lagunosa, al di là del grande apparato deltizio del Rodano, che si espande nel Golfo del Leone; a ovest digrada invece al Bacino Aquitanico, ampia area depressionaria delimitata a sud dalla catena pirenaica. Questa è strutturalmente formata dal sollevamento di una zolla paleozoica, ciò che dà compattezza all'insieme e rende la catena (la quale supera in più punti i 3.000 m) poco transitabile, se non alle sue estremità. Il Bassopiano Aquitanico si raccorda alle pianure costiere atlantiche, le quali a loro volta si saldano con quelle che si estendono ai margini del Massiccio Armoricano. Formato da graniti, gneiss e rocce scistose varie, questo antico rilievo affiora su una vasta superficie ed è all'origine dei caratteristici paesaggi della Bretagna, "corno" atlantico della Francia, e della più piccola Penisola del Cotentin. L'entroterra di queste regioni è la Normandia, che rappresenta l'area di saldatura tra i bacini della Loira e della Senna e che si affaccia al mare con caratteristiche coste a falesie tra cui si apre il profondo estuario della Senna.

Clima. Dal punto di vista climatico la Francia rientra per gran parte nell'area europea soggetta agli influssi atlantici "occidentali"; a sud del Massiccio Centrale e sul versante meridionale delle Alpi il Paese è soggetto al clima mediterraneo. L'oceanicità del clima francese non è uguale su tutta l'area investita dai venti occidentale; benché il territorio sia tutto aperto verso nord-ovest, gli influssi si allentano verso l'interno, per cui si può parlare di clima subatlantico per la zona centrale, che comprende tra l'altro il Bacino Parigino, e che è caratterizzata da una maggior continentalità e da un clima in generale meno umido e piovoso. Nella regione alpina, come nei Pirenei e nel Massiccio Centrale, l'altitudine determina notevoli differenziazioni climatiche, ma in generale si può dire che i versanti dei tre maggiori rilievi francesi sono ben esposti agli apporti umidi di nord-ovest. Nell'area a clima atlantico e subatlantico cadono in media annualmente 1.000 mm di pioggia, distribuiti con una certa regolarità nell'arco annuale, benché vi siano sensibili variazioni dalla fascia costiera all'interno (rispettivamente si ha una media di giorni piovosi di 200 e 150); anche la quantità delle precipitazioni varia in misura notevole, passando dai 1.500 mm della costa ai minimi di 600 mm del Bacino Parigino. Le precipitazioni aumentano sui versanti montagnosi pirenaici, alpini e del Massiccio Centrale registrando 2.000 mm annui oltre i 1.500 m. Regime e quantità delle precipitazioni mutano alquanto passando all'area mediterranea, dove si hanno estati siccitose e inverni piovosi; quantitativa mente si superano di poco i 500 mm di pioggia annui (a Marsiglia 580 mm). Dal punto di vista termico si può parlare in generale di un clima fresco, privo di eccessi, di escursioni termiche stagionali e giornaliere consistenti, benché anche da questo punt o di vista vi siano differenze rilevanti passando dalle zone costiere atlantiche a quelle interne: a Parigi dai 3-4 °C di gennaio si sale ai 18-20 °C di luglio, con pochi giorni di gelo. Nel Midi, il Mezzogiorno del Paese, soleggiato, si hanno estati calde (a Marsiglia le medie di luglio sono sui 23 °C) e inverni addolciti dai venti mediterranei (9,8 °C).

Flora. Il clima fresco e umido della gran parte del territorio è all'origine della bella foresta di latifoglie e degli ottimi pascoli che inverdiscono il paesaggio francese. Il bosco di latifoglie, ancora rappresentato da lembi consistenti, comprende tutte le specie dell'areale atlantico europeo: carpini, querce, olmi. Nelle zone più interne e fredde, come nel Giura, compaiono le conifere, numerose sulle Alpi. Nel Midi il paesaggio vegetale appare completamente diverso, povero, selezionato dai substrati calcarei, con tipiche specie dell'area mediterranea; più vicino alla costa si ha la cosiddetta macchia sempreverde, la garrigue.

Idrografia. Il mosaico di regioni fisiche ben definite strutturalmente e morfologicamente, descritto nella geomorfologia, acquista una più precisa identificazione considerando l'idrografia. La rete idrografica francese è infatti notevolmente articolata. Esistono quattro principali bacini fluviali: tre di essi, quelli della Senna, della Loira e della Garonna, comprendono per gran parte la Francia dei rilievi antichi, rivolta verso l'Atlantico (includente anche il Canale della Manica); uno, quello del Rodano, si sviluppa tra le Alpi e il Massiccio Centrale tributando al Mar Mediterraneo. Gli altri fiumi hanno bacini meno estesi e una dimensione regionale limitata. I fiumi atlantici scorrono nelle aree collinari e pianeggianti che formano in larga misura il territorio francese e i loro bacini sono divisi, almeno oltre una certa linea, da deboli soglie spartiacque, ciò che consente i collegamenti tramite canali. Legati tra loro sono in particolare la Loira e la Senna, la quale a sua volta è ben allacciata alle reti idrografiche della Mosa e del Reno . Queste possibilità di collegamento danno alla rete idrografica francese un'importanza fondamentale dal punto di vista geografico, in ciò favorita, agli effetti della navi gabilità (che interessa 8.623 km di vie interne frequentemente utilizzate), dal profilo maturo dei fiumi e dal loro regime quasi costante in rapporto al clima oceanico dei loro bacini. La Loira e la Garonna nascono dal Massiccio Centrale, vero e proprio château d'eaux che alimenta in parte anche il Rodano. Ma questo attinge la maggior parte delle sue acque dalla regione alpina e ha quindi un regime nivale, in parte attenuato dalla funzione regolatrice del Lago di Ginevra. Affluente del Rodano è la Saona , che scorre nella sezione più settentrionale del solco del Rodano e che oggi è artificialmente collegata alla Mosa e al Reno, costituendo perciò un elemento fondamentale nella rete di navigazione interna francese.

Ambiente umano

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Popolamento. Grazie alle favorevoli condizioni ambientali il territorio francese ha attratto l'uomo sin dalle epoche più remote. Nel Paleolitico superiore esso fu lo sfondo di brillanti civiltà di cacciatori, testimoniate tra l'altro dalle pitture parietali della Dordogna; nel Neolitico ospitò, in molte zone come nel Bacino Parigino, fitti insediamenti agricoli nelle radure dell'antica foresta atlantica. Per la sua posizione di convergenza nell'ambito dell'Europa, gli apporti culturali che in quelle epoche la Francia ricevette furono diversi: provennero sia dall'area mediterranea sia dall'area centroeuropea. Soltanto con i Celti, che invasero l'intero territorio, si ebbe però una prima omogeneizzazione culturale, concretizzatasi in termini di organizzazione territoriale con la conquista romana. Ai Romani si deve la creazione dei primi centri urbani, delle piccole unità insediative (cités ) e delle strade fondamentali, rimaste come infrastrutture imprescindibili del territorio francese in tutte le epoche successive. Le invasioni germaniche non rimossero il tessuto già costruito, benché proprio ai Franchi resterà legato il nome del Paese.

Sviluppo demografico. Dalla sintesi dell'elemento gallo-romano con quelli germanici la Francia acquisterà i suoi caratteri definitivi che si esprimeranno, oltre che sul piano politico e culturale, nel grande sviluppo agricolo verificatosi dopo il periodo carolingio. Tale progresso portò al rilevante sviluppo demografico avutosi tra l'XI e il XIII secolo, epoca cui si collega l'origine di tanti insediamenti sorti intorno a monasteri e a castelli al centro delle nuove aree di dissodamento, e che ancor oggi caratterizzano il paesaggio francese. La crescita delle città avvenne piuttosto tardi e interessò i centri meglio favoriti dal punto di vista commerciale, come Parigi, già allora perno delle comunicazioni della Francia settentrionale, Lione e le città portuali. I successivi sviluppi del Paese avranno come elementi promotori proprio queste stesse città, alla cui borghesia si collegano quei grandi movimenti che hanno caratterizzato la storia moderna della Francia. La relativa prosperità raggiunta dal Paese tra il XVII secolo e il XVIII suscitò un nuovo e più vasto incremento demografico annullato dalle tante guerre sopportate. Agli inizi del XVIII secolo la popolazione era di 20 milioni di abitanti, un secolo dopo, al censimento del 1801, risultò di 28 milioni. Nella seconda metà del XIX secolo il Paese cominciò a perdere quella vitalità demografica che aveva segnato l'apice politico ed economico dei secoli anteriori. La natalità prese a decrescere e la parallela riduzione del tasso di mortalità determinò un primo invecchiamento della popolazione. Ciò fu all'origine delle prime consistenti immigrazioni dall'estero, dall'Italia soprattutto. La guerra del 1914-18 ebbe gravi conseguenze indebolendo oltremodo la popolazione francese, che perse sui fronti di battaglia 1,3 milioni di giovani. La recessione degli anni Trenta, che coincise con un deficit demografico dello 0,8%, portò alla nuova massiccia immigrazione di oltre 3 milioni di stranieri, ancora in maggioranza Italiani. Alla vigilia della seconda guerra mondiale la Francia ospitava 42 milioni di abitanti, di cui un decimo nati all'estero (in prevalenza in Italia, Polonia, Spagna, Belgio). Dagli anni del dopoguerra, dopo una breve ripresa della natalità, l'incremento demografico sembra assestato su valori di poco inferiori alla media europea. I residenti stranieri ora sono in prevalenza maghrebini (marocchini, algerini, tunisini).

Distribuzione e città. La distribuzione della popolazione è molto ineguale, in stretto rapporto con i diversi sviluppi dell'urbanesimo e dell'industrializzazione. Le densità più elevate si riscontrano nelle zone più dinamiche industrialmente: il Nord, la media Valle del Rodano intorno a Lione, l'Alsazia, la fascia litoranea della Normandia e la fascia costiera di sud-est. Una posizione a parte occupa l'area parigina, dove si ha la densità più elevata della Francia. Si tratta infatti di un'area vitalizzata dalla capitale e che ospita da sola quasi un quinto dell'intera popolazione francese. Esistono poi i grandi centri regionali, che nella trama terr itoriale hanno una funzione estesa: Lione, Grenoble, Marsiglia, Nizza tra il Rodano e le Alpi; Tolosa e Bordeaux nel Bacino Aquitanico; Nantes, Brest, Le Havre sulle coste atlantiche; Lilla, Rouen, Nancy, Metz nel Nord; Strasburgo sull'asse renano. Altre città importanti sono i centri dipartimentali ai quali fa capo l'organizzazione rurale. Il resto della Francia ha conservato in parte i suoi connotati tradizionali, con villaggi, borgate (bourgs) e fattorie spesso piuttosto lontane tra loro.

Aspetti economici

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La Francia è uno dei Paesi economicamente più avanzati del mondo, tuttavia le trasformazioni economiche veramente radicali sono abbastanza recenti, risalendo in pratica all'ultimo quarantennio.

Profilo generale. Già dal secondo dopoguerra l'economia francese iniziava ad articolarsi su una serie di successivi piani di sviluppo che, sia pure non rigidamente vincolanti, stabilivano di fatto lo schema cui dovevano fare riferimento la pubblica amministrazione e gli operatori privati. Con la costituzione della CEE (1957) la politica economica della Francia divenne più attiva e intraprendente, su basi essenzialmente tecnocratiche ed efficientistiche. Le ricerche nei campi più avanzati dell'energia nucleare e gli esiti già conseguiti nelle più moderne tecnologie testimoniano dei progressi compiuti in varie posizioni di punta. Ma anche per la Francia la recessione mondiale, iniziata verso la metà degli anni Settanta, ha seriamente pregi udicato la stabilità dell'assetto produttivo. Anche l'agricoltura, forse l'unico tra i fondamentali settori economici a non accusare difficoltà soggettive, risente degli squilibri interni della CEE che hanno spinto il Paese a mascherate azioni protezionistiche. In più serie condizioni versa l'industria, le cui ripercussioni sul tessuto economico e sociale del Paese sono state particolarmente gravi data la sua posizione predominante nell'intera compagine produttiva. La contrazione dei mercati interni ed esteri e l'aumento a catena dei costi di produzione furono tra le cause della caduta della produzione industriale, cui si è accompagnata una crescente gravissima disoccupazione, mentre la spinta inflazionistica raggiungeva alla fine degli anni Settanta valori del 14-15%. La salita al potere dei socialisti, nel 1981, ha impresso una svolta radicale alla politica economica sino ad allora praticata nel Paese. Assunto mediante una serie di nazionalizzazioni il controllo di quasi tutto il credito e dei gruppi industriali più potenti (siderurgici, aeronautici, chimici) il governo si è prefisso di incentivare la produzione e insieme di combattere la disoccupazione mediante un forte rilancio dell'attività economica, in particolare con il potenziamento degli investimenti pubblici. La crisi si è invece andata aggravando con la conseguente svalutazione del franco attuata per ben tre volte dal 1981 al 1983; un'inversione di tendenza negli investimenti pubblici ha portato alla ripresa degli investimenti nel settore privato. Per ridurre il disavanzo pubblico il governo è ricorso a una severa manovra finanziaria, con tagli alle spese e nuove entrate ottenute con l'aumento delle imposte. Sono proseguite inoltre le privatizzazioni delle imprese pubbliche.

 

Agricoltura. Come nella maggior parte delle nazioni altamente industrializzate e a economia avanzata, anche in Francia l'agricoltura è stata oggetto di profonde trasformazioni strutturali, tecniche e organizzative, sì da averne in gran parte mutato il tradizionale quadro, rimasto a lungo fortemente conservatore. Assai importante è stata l'azione del governo, tesa a frenare l'esodo rurale verso altre attività mediante appunto la realizzazione di una agricoltura in grado di offrire buone possibilità di reddito, analoghe a quelle dell'industria.. Si è infatti costantemente accresciuta la produttività agraria, mediante la creazione di aziende più efficienti, l'impiego di fertilizzanti chimici, l'attuazione di una vasta rete di cooperative, il raggruppamento di numerosi minifondi in aziende di vaste dimensioni (oltre il 40% delle aziende agricole supera i 20 ha di superficie), la riconversione di varie coltivazioni nell'ampio quadro dell'integrazione economica della UE, nella quale l'agricolt ura francese detiene posizioni assai forti. Si consideri inoltre che la Francia dispone del territorio agrario migliore e più esteso d'Europa (arativo e colture arborescenti rappresentano il 35,3% della superficie nazionale). Le produzioni agricole, nonostante i problemi creati dallo spopolamento delle campagne, restano fortemente attive, superando in larga misura la domanda del mercato interno e fornendo, quindi, ampie possibilità di esportazione. Per molti prodotti la Francia detiene il primato europeo o si colloca ai primissimi posti. Vi sono aree a precisa vocazione colturale (il Midi frutticolo e viticolo, il Nord cerealicolo ecc.), mentre una larga parte della superficie agricola è destinata al pascolo (prati naturali e pascoli coprono il 19,3% del territorio francese) e alle colture foraggere in funzione dell'allevamento, esso pure assai produttivo, e che contribuisce per oltre la metà alla formazione del reddito del settore.

Cereali e colture industriali. Il principale prodotto cerealico è il frumento, che occupa quasi un quarto dell'arativo, seguito dal mais, e dall'orzo, largamente usato nell'industria della birra. La produzione di avena è diminuita a vantaggio di altri cereali adatti all'alimentazione del bestiame. Nella Camargue è praticata la coltura del riso, in misura sufficiente al consumo nazionale; cereali minori sono il sorgo e la segale. Molto elevata anche la produzione di patate, che provengono soprattutto dalla Bretagna. Il Nord, in specie l'area compresa tra le Fiandre e il medio bacino della Senna, è la zona più adatta alla bieticoltura, la più importante coltura industriale del Paese (la Francia è al primo posto in Europa), e i cui sottoprodotti sono destinati all'allevamento.

Viticoltura e frutticoltura. Di antica tradizione è la viticoltura, la cui area si estende dal Midi alla Champagne: l'uva è ampiamente sfruttata da una ricca e prestigiosa industria dei vini e dei liquori, che ha affermate qualificazioni regionali: Champagne, patria d'origine degli spumanti, Media e Bassa Loira, Sud-Ovest (Bordeaux, Médoc ecc.), Est (Borgogna) e Midi. La Francia alterna con l'Italia, a seconda degli anni, il primato mondiale per la produzione di vino. Tra le colture di piante oleaginose hanno rilievo il lino, la colza, il girasole e l'olivo, quest'ultimo diffuso nel Midi e in Corsica. Nel Meridione sono prevalentemente concentrate le colture frutticole (mele, pere, pesche), così come in larga misura anche quelle orticole (pomodori, cavoli, cipolle), del pari diffuse in Bretagna e nelle pianure alluvionali (media Garonna, valli della Loira e della Senna).

Floricoltura e foreste. Sulla Costa Azzurra è invece rilevante la floricoltura, che alimenta la celebre industria dei profumi francesi. Tabacco, canapa, luppolo completano il quadro delle colture minori. Le foreste coprono il 27,2% della superficie nazionale ma forniscono un quantitativo di legname, da opera e per l'industria cartaria, inferiore al fabbisogno; il patrimonio boschivo è costituito essenzialmente da latifoglie, quindi da conifere; abbastanza diffusa la quercia da sughero, soprattutto in Corsica.

Allevamento. L'allevamento dispone di un patrimonio zootecnico notevolissimo, specie per quanto riguarda i bovini, base della prosperità di molte zone agricole; l'allevamento è ampiamente in funzione sia dell'industria delle carni sia di quella lattiero-casearia, che è ottimamente organizzata, con la produzione di formaggi prestigiosi (Camembert, Brie ecc.), destinati in larga parte anche all'esportazione. Una certa diffusione hanno altresì gli ovini e i suini; molto consistente è il numero dei volatili da cortile il cui allevamento tende a concentrarsi in grandi complessi altamente industrializzati.

Pesca. La pesca presenta, nel quadro globale dell'economia francese, un ruolo di secondo piano; è tuttavia un settore di antica tradizione, esso pure oggi modernamente attrezzato. Numerosi sono i porti pescherecci, specie lungo le coste atlantiche e della Manica (Boulogne-sur-Mer in particolar modo, quindi Fécamp, Saint-Malo, Douarnenez), sedi di cospicue industrie conserviere, che operano però soprattutto in funzione della grande pesca dei merluzzi esercitata nell'Atlantico settentrionale sino ai banchi di Terranova e della Groenlandia. Ad Arcachon , Marennes e in altri centri sul Golfo di Guascogna è diffusa l'ostricoltura.

 

Risorse minerarie. Il territorio francese non ha vaste risorse minerarie. Ha tuttavia discreti giacimenti di carbone e soprattutto di ferro: proprio questa duplice disponibilità è stata alla base del processo d'industrializzazione che, già in atto nel secolo scorso, ha fatto della Francia, anche se con un certo ritardo rispetto alla Gran Bretagna e alla Germania, uno dei maggiori Paesi industriali d'Europa. Il carbon fossile si estrae essenzialmente in due grandi bacini, quello del Nord e del Pas-de-Calais e quello della Lorena, quindi in giacimenti assai minori, genericamente designati come Centre-Midi; si estraggono inoltre modesti qua ntitativi di lignite. Il ruolo del carbone è stato determinante per l'industrializzazione del Paese, in quanto proprio presso le aree carbonifere, tutte dotate di una buona rete di vie d'acqua, sono sorti i maggiori centri siderurgici; ciò vale specialmente per la Lorena dove si trova, oltre al carbone, il minerale di ferro. Del pari nel bacino carbonifero del Nord si è sviluppata un'importante industria siderurgica, in rapporto alla felice posizione di tale regione sia rispetto ai porti atlantici sia all'area parigina. Anche l'estrazione dei minerali di ferro è in continua diminuzione. Scarsi esiti hanno dato sinora le ricerche petrolifere; migliore è la situazione per il gas naturale, che si estrae in prevalenza dalla zona pirenaica, specie dal giacimento di Lacq, dove è associato al petrolio, e da dove una fitta rete di gasdotti si irradia per tutto il Paese. Tra gli altri minerali si ricordano la bauxite, estratta soprattutto dal Midi, a Baux presso Arles, a Brignoles ecc., e l'uranio. Cospicui sono inoltre i giacimenti di potassa, ubicati in Alsazia, mentre notevoli quantitativi di zolfo si ricavano come sottoprodotto dal gas naturale e dal trattamento di altri minerali. Si hanno infine più o meno consistenti depositi di oro, argento, antimonio, piombo, tungsteno, vanadio, zinco, manganese. Buona, inoltre, la produzione di sale.

Energia elettrica. Adeguata alle necessità interne è la produzione totale di energia elettrica, prevalentemente di origine nucleare. Le centrali nucleari, oltre all'uranio nazionale, si servono di minerale importato in buona parte dalle ex colonie africane: è questo anzi un settore in cui, con i suoi numerosi impianti (Marcoule, Avoine, Chinon, Fessenheim, Saint-Laurent-des-Eaux ecc.), la Francia si pone nettamente all'avanguardia in Europa. L'energia elettrica di origine termica è prodotta dalle centrali termiche dislocate principalmente nel Nord e nella regione parigina: si tratta di un'ubicazione prossima ai grandi centri di consumo, in origine legati alla vicinanza alle miniere di carbone. Oggi la maggior parte delle centrali funziona con combustibile d'importazione, soprattutto con olio combustibile, il che pone gravi problemi economici e la ricerca di una nuova, diversa riutilizzazione del carbone nazionale. Caratteristica infine è la centrale della Rance (Côtes-d'Armor), che utilizza l'energia fornita dalle maree.

Industrie di base. L'industria ha ormai consolidato la sua posizione chiave nell'economia francese, contribuendo in modo determinante alle esportazioni. Un ruolo tradizionalmente di primo piano hanno le industrie siderurgiche e metallurgiche: le prime sono ubicate in gran parte nei bacini ferriferi. Il settore metallurgico comprende una gamma assai vasta di prodotti, a cominciare dall'alluminio i cui maggiori impianti, basati sulla trasformazione della bauxite nazionale e di quella importata, sfruttano l'energia idroelettrica della regione pirenaica e alpina. La Francia ha altresì una buona collocazione europea per la metallurgia del rame e ancor più del piombo e dello zinco. Sviluppata è anche l'industria di raffinazione del petrolio che avviene nei grandi stabilimenti nella regione della bassa Senna, alle foci del Rodano, sulla Gironda ecc.: l'ubicazione in prossimità delle coste è una conseguenza dell'importazione del grezzo, ma l'estesissima rete di oleodotti ha consentito l'installazione di raffinerie anche nell'interno del Paese.

Industrie meccaniche ed elettromeccaniche. Tecnologicamente avanzate e attive in ogni campo sono le industrie meccanica ed elettromeccanica, diffuse un po' ovunque. Le industrie dei mezzi di trasporto, macchine e motori, tradizionalmente concentrate nell'area parigina, sono state in parte decentrate, negli anni Settanta, soprattutto nella Franca Contea, Maine, Bretagna, nel Lionese e nel bacino del Rodano, oltre che nelle vecchie aree industriali nel Nord e nell'Est. Questo è un settore che conta società di grande prestigio che operano nei settori automobilistico, ferroviario, delle armi, delle macchine e veicoli industriali e agricoli. La Francia produce annualmente oltre 3 milioni (1995) di autovetture, ponendosi in ottima posizione su scala mondiale. In gran parte collegata è la fiorente industria della gomma, con sede principale a Clermont-Ferrand. Molteplici e diversificate sono le altre industrie, da quella elettrica a quelle della meccanica di precisione e degli elettrodomestici i cui centri principali si trovano nelle aree parigina, lionese, della Loira e del Rodano.

Industrie navali e aeron autiche. Molto attivo il settore navale, anche se in leggero declino rispetto alla prima metà degli anni Settanta: nel 1979, anno che ha visto un pesantissimo calo svedese, la Francia si è collocata, con circa 717.000 t di stazza lorda varata, al primo posto in Europa e addirittura al terzo nel mondo, dopo il Giappone e gli USA. Nel 1985 le tonnellate di stazza lorda varata sono scese a 184.000 e nel 1990 a circa 77.000; i dati del 1995 indicano una ripresa. I principali cantieri navali sono ubicati a Saint-Nazaire, sull'estuario della Loira, e a La Ciotat, presso Marsiglia. Tecnologicamente molto avanzata è l'industria aeronautica, sia nel settore dell'aviazione civile (basti ricordare l'aereo supersonico Concorde, realizzato in collaborazione con l'industria britannica) sia nel settore dell'aviazione militare, con i ben noti Mirage; gli stabilimenti sono concentrati nella fascia periferica di Parigi e nel sud-Ovest del Paese (Tolosa, Bordeaux ecc.).

Industrie tessili e chimiche. Posto di primo piano, con antiche tradizioni, occupa l'industria tessile, benché, come un po' in tutta Europa, il settore debba far fronte a ricorrenti crisi, essenzialmente dovute alla diminuzione degli sbocchi commerciali per la forte concorrenza di vari Paesi del Terzo Mondo. Le principali regioni tessili francesi sono il Nord (area di Lilla-Roubaix-Tourcoing ecc.), l'Est (Mulhouse, Belfort ecc.) e l'area attorno a Lione; nella prima, oltre a una discreta produzione di lino, prevale la lavorazione della lana; nell'Est è soprattutto concentrata l'industria cotoniera; nel Lionese infine, accanto al tradizionale setificio, industria tuttora fiorente anche se nettamente minore, sono in grande espansione le produzioni di fibre artificiali e sintetiche. Lione è altresì, insieme a Parigi, uno dei principali centri dell'industria chimica, diffusa però anche nel Nord; tale industria costituisce uno dei più dinamici settori dell'economia francese che nel suo complesso è la seconda d'Europa dopo quella della Germania (ex URSS esclusa). Fusioni e concentrazioni hanno creato imprese di grandi dimensioni, alcune a carattere multinazionale, in grado di tener testa ai colossi esteri, specie statunitensi e tedeschi. Ingenti sono le produzioni di acido solforico, che utilizza in parte piriti nazionali e in parte zolfo d'importazione, del vetro sia piano sia cavo o speciale, dei fertilizzanti sia potassici sia azotati, delle materie plastiche e resine sintetiche, dei coloranti, dei prodotti farmaceutici ecc.

Altre industrie. Il notevole sviluppo agricolo consente alla Francia di avere una vasta gamma di industrie alimentari, dai citati zuccherifici e conservifici lattiero-caseari ai complessi molitori, agli oleifici ecc., i cui prodotti sono in parte avviati all'esportazione. Consistenti sono del pari, oltre alla citata produzione di vino, l'industria della birra e quella del tabacco. Varie e attive anche per l'esportazione, le industrie del cuoio (calzature, pelletteria, guanti), della carta (in genere tutte le produzioni connesse allo sfruttamento forestale), dei giocattoli, del cemento e dei laterizi, ai quali si collega un'industria della prefabbricazione edilizia all'avanguardia in Europa. Rinomanza internazionale hanno però vari altri prodotti, come i generi d'abbigliamento, specie quelli d'alta moda, i profumi, le porcellane di Limoges e di Sèvres, i cristalli di Baccarat.

Comunicazioni. Le vie di comunicazione sono, in ogni settore, assai sviluppate ed efficienti; Parigi conserva il suo carattere di nodo centrale del sistema che si allaccia perifericamente ai porti atlantici e mediterranei ed è collegato sul lato orientale con l'Italia e con i vari Paesi dell'Europa centrale. Tale struttura vale sia per le ferrovie e le strade sia per le vie d'acqua interne; queste ultime, di considerevole sviluppo, hanno largamente contribuito a determinare nel corso dei secoli la gerarchia urbana e in particolare il ruolo preminente di Parigi, naturale baricentro del Nord e del Nord-Est, congiunti da una fitta rete di canali navigabili, i quali offrono ulteriori sensibili vantaggi dai loro allacciamenti con il bacino del Reno. Anche il Rodano, di cui nel 1980 sono stati ultimati i complessi lavori di canalizzazione atti a collegare d irettamente Lione a Marsiglia, è ben inserito nella rete di vie d'acqua interne, che con il Canale del Mezzogiorno si spinge sino al Bacino Aquitanico. La rete ferroviaria è ampia (ca. 32.000 km, per il 90% controllati dalla Société Nationale des Chemins de fer Français) e ben attrezzata; la Francia ha dato particolare attenzione al settore ferroviario e il treno TGV (train à grande vitesse ), inaugurato nel 1981 e collegante Parigi con Lione, vanta il primato mondiale di velocità (260 km/h). La rete ferroviaria è allacciata a quelle spagnola, italiana e dell'Europa centrale; ha un andamento radiale con centro Parigi, salvo la linea diretta che unisce Strasburgo al Nord attraverso la Lorena. Dal 1994 una linea unisce la Francia al Regno Unito a ttraverso l'Eurotunnel che passa sotto il canale della Manica. La rete stradale è anch'essa molto estesa (980.367 km), e quasi totalmente asfaltata. Le comunicazioni aeree all'interno del Paese non hanno particolare rilievo; attivissimi sono invece i collegamenti internazionali, che hanno a Parigi uno dei maggiori scali d'Europa, con ottimi aeroporti, seguiti da quelli, pure internazionali, di Marsiglia, Nizza, Lione e Bordeaux. Compagnia di bandiera è l'Air France, tra le maggiori società aeree del mondo; all'interno del Paese opera principalmente l'AirInter . Con circa 4 milioni di t di stazza lorda, la Francia occupa un buon posto su scala mondiale anche per la marina mercantile; principali porti sono quello di Marsiglia, il maggiore del Mediterraneo, di Le Havre e di Dunkerque, che svolgono i traffici del Nord; Bordeaux è il principale sbocco dell'entroterra dell'Ovest.

Commercio. La poderosa rete delle comunicazioni smaltisce un imponente traffico commerciale: per volume di scambi internazionali la Francia è il quarto Paese del mondo. Sono esportati molteplici prodotti, finiti o semilavorati, tra cui principalmente macchinari, mezzi di trasporto, prodotti chimici, generi alimentari, leghe d'alluminio e acciai speciali, numerosi manufatti ecc., mentre le importazioni riguardano soprattutto petrolio e prodotti petroliferi, macchinari e mezzi di trasporto, materie prime di vario genere (minerali, legname, fibre tessili ecc.), alcuni prodotti alimentari e industriali ecc. Si può dire che, se si eccettuano talune materie prime, particolarmente i combustibili, l'economia francese non presenta gravi carenze strutturali, almeno nei confronti degli altri grandi Paesi europei. Gli scambi più rilevanti si svolgono all'interno della UE, specie con la Germania, seguita da Belgio, Lussemburgo, Italia, Paesi Bassi e Gran Bretagna; la Francia ha commerci vivaci anche con gli Stati Uniti, con vari Paesi ex coloniali, specie con quelli francofoni, nonché, per quanto riguarda le importazioni, con vari Stati produttori di petrolio, in particolare l'Arabia Saudita. Un apporto assai cospicuo di valuta proviene anche dal turismo.

Storia

Testo completo:

I tempi preistorici hanno lasciato in Francia tracce profonde fin dalle epoche più remote e il sottosuolo ha fornito copiosi reperti di ogni periodo. Molte denominazioni di culture preistoriche accettate in campo internazionale, infatti, derivano dai nomi delle località francesi in cui vennero fatti i primi o i più tipici ritrovamenti. Nonostante alcune scoperte abbiano suggerito la presenza di industrie preacheuleane databili intorno ai 2 milioni di anni, non vi è nessun indizio sicuro, al momento attuale, che l'uomo abbia frequentato la Francia prima di un milione di anni fa. Tra i giacimenti più antichi, ricordiamo il Vallonnet (Roquebrune-Cap Martin) e le industrie dei terrazzi della Tet (Roussillon). Oltre che nei giacimenti eponimi di Abbeville, di Saint-Acheul e di La Micoque, anche in altre stazioni preistoriche, quali quella di La Celle-sous-Moret e quelle delle valli della Somme, della Senna e della Charente, si trovano numerosi siti dell'Acheuleano e altri con industrie su scheggia con rari o nessun bifacciale, generalmente riferiti al Tayaziano.

Numerose e importanti le testimonianze relative alle culture del Paleolitico medio; tra le molte stazioni preistoriche di questo periodo vanno menzionate Arcy-sur-Cure, Aldène, La Chapelle-aux-Saints, La Ferrassie,Fontechevade, Le Moustier, La Quina, Laussel,Les Eyzies-de-Tayac, Levallois-Perret, Pair-non-Pair, Pech-de-l'Aze, Placard, Prélétang, Quinson, Regourdon. Nelle ultime fasi dell'epoca glaciale, anche in Francia vi fu una grande diffusione di culture del Paleolitico superiore, che si susseguirono per un arco di ca. 20.000 anni, dal Chatelperroniano, all'Aurignaziano, al Gravettiano, al Solutreano e infine al Magdaleniano. La scoperta di una sepoltura neandertaliana a Saint-Césaire (Charente), associata a livelli castelperroniani, ha definitivamente mostrato che queste industrie di transizione tra Paleolitico medio e superiore sono opera dei Neandertaliani. Tra le località che diedero i più copiosi resti del Paleolitico superiore si devono ricordare Aurignac, Chancelade, Châtelperron, Laugerie, La Gravette, La Madeleine, Lespugne, Marsoulas, Pataud, La Ruth, Salpêtrière, Solutré, Teyat e Les Vachons.

Famoso per la quantità di informazioni che ne sono state dedotte grazie a un metodo di scavo rigoroso, introdotto in Francia da A. Leroi-Gourhan, è il sito di cacciatori magdaleniani di Pincevent (Seine-et-Marne) datato a ca. 12.000 anni fa. È in quest'epoca che si assiste a una straordinaria fioritura di arte paleolitica, sia con pitture sia con incisioni rupestri, diffuse in particolare nelle numerose cavità naturali della valle della Dordogna; numerosi anche gli oggetti incisi o intagliati, tra cui le celebri Veneri, quali quelle di Lespugne e di Brassempouy. Durante il Mesolitico il suolo francese conobbe numerosi insediamenti di genti dedite soprattutto alla pesca, alla raccolta dei molluschi nonché alla caccia.

Caratterizzate specialmente dall'abbondanza di strumenti litici di forma geometrica e di piccole dimensioni, si diffusero allora varie correnti culturali quali l'Aziliano, il Sauveterriano e il Tardenoisiano, il quale si protrasse fino a tempi neolitici. Le stazioni preistoriche più importanti per questa fase di transizione sono quelle di Mas-d'Azil, di Sauveterre-la-Lémance, di Tardenois, di Teviec, di Rochereil. Le prime facies culturali neolitiche, caratterizzate dalla presenza di ceramica impressa e con decorazione di tipo cardiale, compaiono nel VII millennio a. C. nel Sud della Francia. Nella parte settentrionale del Paese facies neolitiche di tipo Linearbandkeramik, analoghe a quelle documentate nello stesso periodo nell'Europa centro-orientale, compaiono solo alla fine del V millennio a. C. Al Neolitico superiore appartiene la cultura di Chassey, diffusa in tutta la Francia. La comparsa dei primi metalli dell'Eneolitico coincide con la diffusione della cultura del vaso campaniforme, di probabile estrazione iberica, e con la straordinaria fioritura dei megaliti che trova nella Bretagna una delle zone di maggior concentrazione. Nella successiva Età del Bronzo si accentua l'influenza delle culture europee dei Paesi confinanti, tra le quali la cultura delle tombe a tumulo e, più tardi, dei campi d'urne. Con l'Età del Ferro si entra ormai nei tempi protostorici.

 

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 62787427
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 85,82
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Celti e latini (con minoranze teutoniche, slave, nord africane, indocinesi, basche); Regioni d'Oltremare (DOM-ROM): neri, bianchi, mulatti, indiani orientali, cinesi, amerindi

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Francese (con declinazioni regionali: provenzale, bretone, alsaziano, corso, catalano, basco, fiammingo); Regioni d'Oltremare (DOM-ROM): francese e patois creolo

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Religioni:

Cattolici 83-88%, protestanti 2%, ebrei 1%, musulmani 5-10%, non affiliati 4%; Regioni d'Oltremare (DOM-ROM): cattolici, protestanti, indu, musulmani, buddisiti, pagani

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 0,58
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 12,79
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 8,62

Media dell'area geografica: 6.9088888168335 (su un totale di 9 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 3,50
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 4,30
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Numero medio di figli per donna: 1,97
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Rapporto tra i sessi: 94,76
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 39,91
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 77,48
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 84,32

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 20

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 2.778,09
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 44.007,30
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 0,00
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: 500001

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 100
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 100
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 100

Istruzione

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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 99
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 99
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 100
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 98

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 63,18
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 94,79
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 79,58

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

187,27

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

5,3