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Paesi | Asia | Asia orientale | Mongolia

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Ulaanbaatar
Area del Paese in chilometri quadrati: 1566500
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 2
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 11 luglio 1921
Indipendenza da: Cina
Moneta: Tughrik

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio della Mongolia è costituito da un insieme di alteterre che presentano una struttura prevalentemente tabulare nella sezione meridionale, mentre in quella settentrionale si hanno rilievi di età paleozoica con forme mature interessate però da faglie e dislocazioni in conseguenza dei contraccolpi dell'orogenesi alpina durante il Cenozoico. L'altopiano, elevato in media 1.500 m, è però esattamente un penepiano profondamente lavorato dall'erosione in rocce molto antiche, precambriane e paleozoiche, costituite per lo più da graniti, gneiss e scisti cristallini. Fu sommerso dal mare (e a ciò si devono le formazioni sedimentarie marine che ricoprono buona parte dei bacini interni), ma più estese sono le coperture sedimentarie d'origine continentale (arenarie) soprattutto del Mesozoico; fu sollevato ai valori attuali solo in tempi recenti, nel corso del Pliocene o del Pleistocene, con conseguente ringiovanimento e ripresa dell'attività erosiva. L'estrema fascia meridionale fa parte del grande bacino desertico del Gobi, tipica zona del modellamento eolico. Tra i rilievi settentrionali, la catena dell'Altaj Mongolo, che comprende le cime più elevate del Paese, tra cui il nodo orografico di Tabyn-Bogdo-Ola (4.355 m) al confine con Cina e Russia, forma una barriera in direzione nord-ovest/sud-est tra le alte terre mongole e la depressione della Zungaria. Il confine con la Russia corre a nord-ovest lungo la catena del Tannu Ola, mentre la sezione centrale è interessata dalla catena dei Saiani Orientali e quella est da quella degli Hentej. Infine la zona centro-settentrionale del Paese è sovrastata dalla catena degli Hangaj, con cime prossime ai 4.000 m.

 

Clima e flora. Il clima è aspramente continentale: la Mongolia è infatti situata nella parte interna dell'Asia dove assai deboli sono gli influssi delle masse d'aria marittime. In particolare gli inverni sono rigidissimi; nella sezione settentrionale del Paese il suolo, tranne uno strato superficiale di modesto spessore che sgela durante il periodo estivo, è permanentemente gelato (permafrost ). Nella capitale, che si trova a circa 1.150 m di altitudine, la temperatura media annua è di -4 °C, mentre le medie di gennaio e di luglio sono rispettivamente di -27 e di 18 °C. Le precipitazioni sono scarse, inferiori a 250 mm annui nella fascia meridionale, e fino a 500 mm, per lo più in forma nevosa, sui rilievi settentrionali, con punte anche superiori a 1.000 mm sulle cime più elevate. L'aria è molto secca, il cielo quasi sempre sereno, in particolare d'inverno, quando il Paese, dominato da pressioni molto elevate, ha condizioni di tempo stabile; in primavera soffiano venti impetuosi. Le piogge sono estive, grazie all'azione, sia pure debole, del monsone meridionale. Date le condizioni climatiche, l'altopiano mongolo è ricoperto da formazioni steppiche che forniscono un ottimo pascolo; i pendii riparati ospitano boschi di conifere e betulle. Nelle zone più aride la vegetazione si presenta come un tappeto erboso discontinuo disseminato di bassi arbusti xerofili.

 

Idrografia. Il reticolo idrografico è solo in parte esoreico: tributa al Mar Glaciale Artico tramite il lago Bajkal il Selenga, arricchito dall'apporto dell'Orhon; manda le proprie acque al Pacifico l'Onon, ramo sorgentifero dell'Amur. Altro importante fiume mongolo è il Kerulen. Per circa 2/3 il territorio è però areico o endoreico, inciso da letti di torrenti in cui scorre acqua solo durante le brevi violente piogge estive, che defluisce in piccoli bacini chiusi, laghi o stagni temporanei; tra le catene del Tannu Ola, degli Hangaj e dell'Altaj Mongolo si apre una serie di bacini endoreici occupati da estese conche lacustri tra cui il Hara-Nur e il Hirgis-Nur.

Ambiente umano

Testo completo:

Composizione etnica. La regione mongola, che ha ospitato l'uomo sin dal Paleolitico, è ritenuta il centro di irradiamento dei Mongoloidi; nel cuore della Mongolia centro-settentrionale sono stati trovati reperti riferibili a non meno di 5 successivi livelli di culture. La popolazione attuale è prevalentemente composta da Mongoli di diversi gruppi, tra cui dominante è quello dei Khalkha; i Buriati vivono nella valle del Selenga, gli Oirat nelle province occidentali e i Kazachi (più esattamente Turco-Mongoli) sono concentrati nella provincia del Bajan-Ulegej. Si hanno inoltre minoranze di Russi (nella capitale e in altri centri urbani) e di Cinesi.

 

Distribuzione. La Mongolia è il Paese asiatico meno densamente popolato, benché la popolazione negli ultimi 50 anni si sia quasi triplicata grazie soprattutto alle migliorate condizioni igienico-sanitarie. La serie di dorsali dell'Altaj e i rilievi che digradano al Bajkal rappresentano l'ambiente più favorevole all'insediamento umano.

 

Centri urbani. La popolazione è in gran parte concentrata nella capitale Ulan-Bator, che è un importante centro industriale e culturale; per il resto si tratta di cittadine soprattutto valorizzate dalle funzioni amministrative di capoluogo di provincia, come Cojbalsan, sul Kerulen, nella Mongolia orientale, e Ulangom, in quella occidentale. Lungo la linea ferroviaria che congiunge la capitale alla Transiberiana hanno avuto notevole sviluppo i centri di Suhe-Bator, quasi al confine russo, e soprattutto di Darhan. Nella fascia meridionale il centro più attivo è Sain-Sand, sorto come tanti altri in seguito al collegamento ferrovi ario tra Ulan-Bator e Pechino. Le radicali trasformazioni attuate nel Paese, specie d'ordine economico (ma anche culturale, sanitario ecc.), stanno operando la progressiva sedentarizzazione della popolazione, che in larga misura è però tuttora nomade ed è rimasta fedele all'ampia tenda rotonda detta ger o yurta, costituita da un'armatura di rami flessibili coperta di feltro o di pellicce, leggera tanto da poter essere portata da un cavallo o da un cammello, o alla kibitka , tenda montata su ruote rudimentali: forse però più che di nomadismo si può parlare di un vasto fenomeno di transumanza.

Aspetti economici

Testo completo:

L'attuale situazione economica della Mongolia è il risultato di una singolare commistione tra le tradizionali forme di vita e di attività produttiva di un Paese da secoli cristallizzato dai rigidi schemi del lamaismo, e in pratica dedito alla pastorizia nomade, e la pianificazione socialista di stampo sovietico, che mira a modernizzare la Mongolia mediante il potenziamento dell'agricoltura e la creazione di un adeguato supporto industriale. L'ambizioso progetto di passaggio diretto dal feudalesimo al socialismo, che ha già registrato un notevole successo, è stato reso possibile solo grazie alla preminente assistenza tecnica e finanziaria dell'ex URSS. La pianificazione, i cui primi tentativi risalgono agli anni Trenta, ha in effetti consentito il raggiungimento di importanti obiettivi, come la progressiva sedentarizzazione dei gruppi nomadi e la migliorata situazione generale dell'economia.

 

Agricoltura. Benché all'industria sia affidato, come conseguimento finale, il ruolo di settore-guida dell'economia, le attività primarie (agricoltura e soprattutto allevamento del bestiame) costituiscono tuttora la base della vita produttiva del Paese. L'agricoltura, che peraltro può contare su un'area ridottissima, è un elemento di novità nel panorama economico della Mongolia, poiché è "nata" in pratica solo negli anni Cinquanta; tuttavia il suo sviluppo è stato molto rilevante, tanto che essa è ormai pressoché in grado di far fronte alle richieste del mercato interno. Le colture principali sono il frumento, l'avena e l'orzo, le patate e gli ortaggi; il settore è organizzato in una cinquantina di aziende statali, idoneamente meccanizzate, cui si aggiungono numerose cooperative agricole.

 

Allevamento. Quanto al patrimonio zootecnico, che è tuttora la principale fonte di reddito della Mongolia, la maggior parte del bestiame appartiene a circa 250 cooperative di allevatori (sussiste però una certa aliquota di proprietà privata); operano inoltre, in misura più ridotta, fattorie statali. Il risultato più rimarchevole degli interventi governativi è stato la riduzione del nomadismo vero e proprio e di conseguenza il notevole progresso dal punto di vista qualitativo e quantitativo del patrimonio zootecnico; fattore questo determinante per il Paese, se si considera il fatto che il bestiame fornisce la base alimentare della popolazione, il latte, nonché prodotti non meno importanti come la lana e le pelli. In montagna predominano i bovini, mentre nella steppa si allevano gli ovini e i caprini, oltre ai cavalli; nelle aree semidesertiche infine prevalgono i cammelli. Buone prospettive presenta lo sfruttamento delle foreste.

 

Risorse minerarie e industria. Le risorse minerarie sono ingenti; l'attività estrattiva riguarda al momento essenzialmente il carbone e la lignite, l'oro, la fluorite, il manganese, il tungsteno, l'uranio, lo zinco, il petrolio, il rame e il molibdeno. L'energia elettrica deriva prevalentemente da impianti termici. Particolare attenzione è rivolta al potenziamento dell'industria, che registra da tempo un costante ritmo d'incremento; essa segue il modello sovietico del kombinat (raggruppamento di diverse aziende, nel cui ambito viene attuata un'opportuna concentrazione dei cicli produttivi) ed è impostata sulla trasformazione delle materie prime locali, in specie sulla lavorazione dei prodotti dell'allevamento, ma tende anche alla creazione di una buona industria di base. Si hanno perciò raffinerie di petrolio, cementifici, impianti metallurgici e meccanici, oltre a conservifici e altri complessi alimentari, aziende tessili, concerie, stabilimenti per la lavorazione del legno ecc. Il maggior polo industriale del Paese è la capitale, ma recentemente sono state realizzate varie industrie a Suhe-Bator, Cojbalsan e Darhan.

 

Comunicazioni e commercio. Fattore di grande importanza per la storia socio-economica del Paese è la ferrovia, il cui primo tronco risale solo al 1939; prima di allora in pratica la Mongolia non conosceva altro mezzo di comunicazione che quello animale. Oggi il territorio è attraversato da nord a sud dalla Transmongolica, che si raccorda sia alla rete russa della Transiberiana sia a quella cinese; inoltre la Mongolia orientale è servita da una diramazione della Transiberiana, che s'interna nel Paese sino a Cojbalsan. Quanto alle strade, che si sviluppano per circa 49.000 km e si collegano esse pure alle reti russa e cinese; le due principali arterie seguono l'una il fondamentale tracciato ferroviario, l'altra percorre l'intero Paese da ovest a est. Un certo rilievo ha ancora la navigazione interna, specie sul fiume Selenga e nel lago di Hubsu, ma un ruolo di particolare importanza rivestono i servizi aerei, gestiti dalla MIAT (Mongolian Civil Air Transport ); aeroporto principale è quello di Ulan-Bator. Il commercio con l'estero si svolge soprattutto con la Russia, la Cina, il Giappone e la Svizzera; le esportazioni sono rappresentate soprattutto da minerali, prodotti tessili, carne, bestiame, le importazioni da macchinari, veicoli e impianti industriali, petrolio e prodotti petroliferi, prefabbricati per l'edilizia.

Storia

Testo completo:

Abitata fin dalla preistoria, la Mongolia vide imporsi sul suo territori svariate etnie: gli Unni crearono un grande impero tribale e vennero sostituiti poi da popoli turchi che regnarono fino all'arrivo del mitico condottiero Gengis Khān che nel 1206 diede vita all'impero mongolo. La dinastia Manciù nel sec. XVII conquistò la Mongolia e la governò fino alla sua caduta (1911) quando l'aristocrazia mongola della Mongolia Esterna proclamò la propria indipendenza con la costituzione di un governo autonomo retto da Maidari Khutukhtu, supremo esponente della Chiesa lamaista mongola, mentre la Mongolia Interna rimaneva unita alla Cina. Tuttavia, la Cina non rinunciò facilmente alla propria sovranità sulla Mongolia Esterna – divenuta di fatto un protettorato russo – e nel 1919 vi inviò un esercito per riassumerne il controllo.

 

Nel 1921, l'arrivo delle truppe russe bianche dell'avventuriero Ungern-Sternberg mise fine alla presenza cinese nella Mongolia Esterna. Successivamente le forze di Ungern-Sternberg vennero annientate dall'Armata Rossa, la quale poté avvalersi anche dell'appoggio del movimento rivoluzionario mongolo guidato dall'ex tipografo Suké-Bator. Con la fondazione della Repubblica popolare della Mongolia, nel 1924, ebbe inizio un processo di profonda trasformazione delle strutture economico-sociali della Mongolia Esterna. La terra e le risorse minerarie furono nazionalizzate, mentre venivano colpiti con decisione i privilegi dell'aristocrazia e dei monasteri lamaisti.

Durante la II guerra mondiale la Repubblica popolare della Mongolia partecipò alla lotta contro i Giapponesi a fianco dell'URSS, con la quale i legami si fecero poi sempre più stretti. Ribadita la propria esigenza di autonomia alla fine del conflitto, nel 1950 fu riconosciuta indipendente dalla Repubblica Popolare Cinese (trattato sovietico-cinese).

Intorno al 1960, con il sorgere della disputa ideologica tra URSS e Cina, la Mongolia si schierò con la prima, con la quale fin dal 1946 aveva stipulato un trattato di amicizia e assistenza, e dopo la rottura tra i due Paesi fu coinvolta nelle tensioni e ne subì le conseguenze (ritiro degli aiuti e dei tecnici cinesi, chiusura dei porti ai suoi mercantili). Dal 1966 tuttavia migliorarono i rapporti con la Cina, mentre gradualmente erano state instaurate relazioni diplomatiche con altri Paesi, non solo del blocco socialista (si ricordano nel 1961 l'ingresso all'ONU e l'apertura delle relazioni diplomatiche nel 1963 con la Gran Bretagna, nel 1965 con la Francia e con gli USA, nel 1972 con il Giappone). Le tensioni con la vicina Cina, comunque, perdurarono fino al 1986, anno in cui furono ristabiliti i rapporti consolari e commerciali tra i due Paesi. Nel 1988, inoltre, la Mongolia e la Cina firmarono il primo trattato per delimitare la frontiera comune, dopo l'annuncio del ritiro delle forze militari da parte del governo sovietico (1987), e giunsero ben presto alla completa normalizzazione dei rapporti. Nel frattempo sul piano interno, il Paese si avviava un processo di rinnovamento della dirigenza politica, stimolato dalla perestrojka sovietica, assunta come principio di governo nel 1988, e si apriva al pluralismo democratico (1990), abolendo il ruolo guida assunto dal Partito rivoluzionario del popolo mongolo (PRPM) per quasi settant'anni.

Nel marzo 1990 il pragmatico ed energico Jambyn Batmunk, capo dello Stato e segretario generale del PRPM dal 1984, veniva sostituito da un membro del suo partito, Punsalmaagiyn Ochirbat, che nel settembre dello stesso anno otteneva l'investitura presidenziale dal primo Parlamento liberamente eletto (luglio 1990). Per garantire, inoltre, l'imparzialità politica delle più alte cariche dello Stato, nel 1991, veniva varata una legge che decretava l'incompatibilità tra le massime funzioni di governo e l'appartenenza a un partito politico, in seguito alla quale Ochirbat si dimetteva dal PRPM.

Nel 1992, con l'adozione di una nuova Costituzione democratica (febbraio 1992) il Paese assumeva il nome ufficiale di Repubblica della Mongolia e si tenevano le prime vere elezioni multipartitiche (giugno 1992), che determinavano comunque una schiacciante vittoria del PRPM sulle altre forze in campo. Nelle successive presidenziali del 1993, anche Punsalmaagiyn Ochirbat, nonostante fosse passato all'opposizione, veniva rieletto a capo dello Stato. Sconfitta, quindi, nelle prime elezioni libere la coalizione democratica d'opposizione, questa si trasformava in Unione democratica e nel giugno 1996 vinceva le nuove elezioni per il rinnovo del Parlamento, relegando all'opposizione per la prima volta nella sua storia il PRPM. In forza di tale risultato il Parlamento, il Grande Hural, eleggeva primo ministro il nazionaldemocratico Mensaikhan Enkhasaikhan al posto del comunista Puntsagiyn Jasray. Il malcontento diffusosi per la politica economica del governo favoriva, però nelle successive elezioni presidenziali del maggio 1997, nuovamente un candidato del PRPM, Ntsagiyn Bagabandi, che veniva eletto capo dello Stato con ca. il 60% dei voti. Questo risultato interpretato, quindi, come un voto punitivo contro le riforme applicate dal governo per una transizione del Paese verso un'economia liberistica, determinava nel 1998 la sostituzione del primo ministro in carica: veniva nominato il nazionaldemocratico Tsahiagiyn Elbergdorj. Il mese successivo, comunque, il governo si dimetteva e si apriva una fase di tensione politica. Le elezioni legislative del 2000 vedevano così, con una netta affermazione, il ritorno al governo del Partito rivoluzionario del popolo mongolo.

Nelle elezioni presidenziali del 2005 si affermava l'ex primo ministro Nambar Enkhbayar, candidato del Partito rivoluzionario del popolo mongolo; nel novembre dello stesso anno il presidente degli Stati Uniti G. W. Bush visitò ufficialmente la Mongolia e ringraziò Enkhbayar per il sostegno dato durante la guerra in Iraq, attraverso l'invio di cento soldati scelti.

Nel biennio 2006-2007 sono state poste le basi per lo sviluppo di diversi progetti di cooperazione economica con la Russia, in particolare nello sfruttamento delle risorse del sottosuolo. Nel luglio 2008 si svolgevano le elezioni parlamentari vinte dagli ex-comunisti del PRPM; questo risultato scatenava violente proteste nella capitale che obbligavano il presidente Enkhbayar a dichiarare lo stato di emergenza. Nel giugno 2009 il leader dell'opposizione Tsakhiagiin Elbegdorj vinceva le elezioni presidenziali, sconfiggendo il presidente uscente Enkhbayar.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 2756001
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 68,54
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Mongoli (prevalentemente Khalkha) 94,9%, Turchici (prevalentemente Kazaki) 5%, altri (inclusi Cinesi e Cussi) 0,1% (2000)

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

mongolo khalkha 90%, turchico, russo (1999)

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Religioni:

Buddisti lamaisti 50%, sciamanisti e cristiani 6%, musulmani 4%, nessuna 40% (2004)

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 1,58
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 23,39
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 6,52

Media dell'area geografica: 7.4559999465942 (su un totale di 5 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 38,00
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 46,00
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Numero medio di figli per donna: 2,50
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Rapporto tra i sessi: 97,52
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 25,42
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 63,40
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 71,47

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 108

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 8,71
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 3.125,53
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 6
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 9
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 9
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 2.564,38
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -15001
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 22

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 80
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 100
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 97
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 49
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 76
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 64
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 32
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 50

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 97
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 95
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 94
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 85
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 79

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 6,70
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 105,08
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 20,00

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

 

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

0,1