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Paesi | Asia | Asia occidentale | Iraq

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Baghdad
Area del Paese in chilometri quadrati: 438320
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 64
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 3 ottobre 1932
Indipendenza da: Regno Unito
Moneta: Dinaro iracheno

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio iracheno comprende, oltre alla Mesopotamia, con cui si tende a identificarlo, un vasto lembo orientale del Deserto Siriaco e gli ultimi tavolati del Nafud (Arabia Saudita) a ovest, i primi rilievi della catena dello Zagros a est, un'estrema sezione della stessa catena a nord che corrisponde al Kurdistan meridionale. Circa il 60% del territorio è parte della pianura mesopotamica, vasta area depressionaria orientale (Iraq significa appunto bassura) del tavolato siro-arabico, colmata verso il Golfo Persico dalle alluvioni recenti del Tigri e dell'Eufrate : è perciò una zona di passaggio tra la Siria (e quindi il mondo mediterraneo) e il Golfo Persico, naturale corridoio verso il mondo indiano. La sua struttura geologica è relativamente semplice: è costituita essenzialmente da un imbasamento paleozoico che, ricoperto da potenti stratificazioni sedimentarie marine, si contrappose ai movimenti orogenetici cenozoici (a cui si ricollegano i vasti espandimenti di rocce effusive presenti a nord) che hanno formato gli archi montuosi del Tauro e dello Zagros. La grande zolla, rimasta essenzialmente rigida, subì un'inclinazione verso sud e, a partire dalla fine del Cenozoico, fu ricoperta nella sezione più meridionale dalle alluvioni depositate dal Tigri e dall'Eufrate, secondo un processo tuttora in corso, come testimoniano le continue variazioni morfologiche egli spostamenti della linea di costa. L'orlo montuoso dell'Iraq, che nella parte orientale supera in più punti i 3.500 m (Keli Haji Ibrahim, 3.600 m), forma un gigantesco arco di catene diretto prima da ovest a est e poi da nord-ovest a sud-est fin quasi a lambire il Golfo Persico. I monti scendono ripidi sul bassopiano o vi si smorzano con una serie di lunghe e spettacolari pieghe anticlinali: fratture tettoniche hanno favorito l'infiltrarsi di colate basaltiche e questi monti, per lo più formati da rocce calcaree, incisi da gole, si presentano aridi e nudi anche per la diffusione che vi hanno i fenomeni carsici. Nei settori occidentale e sud-occidentale del Paese si estendono invece monotone piattaforme, debolmente inclinate verso l'Eufrate e preludio ai deserti di Arabia e di Siria; i solchi degli uidian e le alture basaltiche ne sono la più marcata componente morfologica.

 

Clima e flora. Grande influenza sul clima dell'Iraq hanno soprattutto le alture del tavolato arabo-siriano, che impediscono ai venti mediterranei di far sentire il loro benefico influsso. D'altra parte le catene che chiudono il Paese a nord precludono l'accesso ai venti freschi settentrionali. Nel complesso il clima dell'Iraq è di tipo nettamente continentale, caldo e asciutto. Soprattutto elevatissimi sono i valori termici estivi, con medie nel mese più caldo (luglio) di 35 °C a Baghdad e di oltre 33 °C a Mosul, e massimi anche di 50-51 °C. Miti sono gli inverni: Baghdad ha, nel mese più freddo (gennaio), una temperatura di 10 °C, mentre a Mosul si toccano i 7 °C. Le precipitazioni (nei mesi invernali) sono limitate, ma aumentano verso l'interno del Paese. Eccezion fatta per le zone desertiche, i valori minimi (anche meno di 100 mm annui) si riscontrano tra Baghdad e Bassora; tale valore aumenta progressivamente verso nord, fino ai 500 mm nelle fasce pedemontane e sino a 800 mm annui sui rilievi più esposti. Grazie alle acque fluviali, la Mesopotamia si presenta come un'unica grande oasi che fiancheggia il Tigri e l'Eufrate, ampliandosi nelle zone irrigate da canali. Il verde è dato dai campi e dalla vegetazione arborea, rappresentata soprattutto da palme da dattero, che si spingono verso nord fin quasi all'altezza di Samarra; nella fascia pedemontana settentrionale il manto vegetale è dato dalle steppe (graminacee, artemisie), mentre sui rilievi compare a tratti l'ammanto arboreo costituito essenzialmente da querce. Macchie di vegetazione riparia (pioppi, salici) punteggiano i fondi valle.

 

Idrografia. L'idrografia della Mesopotamia, totalmente identificabile con quella dell'intero Iraq, è dominata dal Tigri e dall'Eufrate, fiumi che nascono dall'altopiano armeno, in una zona ricca di acque, dove le precipitazioni invernali cadono sotto forma di neve, costituendo una preziosa riserva: le portate sono perciò massime nel momento dello scioglimento delle nevi (marzo-maggio). Dopo aver attraversato il Paese da nord a sud, i due fiumi confluiscono a Qurna formando lo Shatt-al-Arab, che sfocia nel Golfo Persico. Dei due fiumi l'Eufrate è il più povero di acque, nonostante il suo bacino (765.000 km 2 ) sia più ampio di quello del Tigri, dato che nasce nella parte meno piovosa dell'Anatolia. La sua portata nei periodi di piena è di 1. 750 m3 al secondo, nei periodi di magra 250 m3 (a Ramadi); le portate massime e minime del Tigri (a Baghdad) sono rispettivamente di 3.000 m3 e 800 m3 al secondo. Entrambi i fiumi sono soggetti a piene eccezionali ma specialmente il Tigri, dato il rilevante apporto dei suoi grossi affluenti (Piccolo e Grande Zab , Diala) che scendono dallo Zagros. Lungo le rive del Tigri e dell'Eufrate, dalla latitudine di Baghdad fino al mare, si trovano delle vaste regioni paludose, dette hor o bahr, più o meno estese secondo le piogge e le inondazioni dei fiumi; sin dall'antichità l'uomo ha sfruttato le depressioni anfibie per far dirottare una parte delle acque durante le piene e questa forma di controllo dei fiumi è stata usata anche in epoca moderna, insieme con la costruzione di grosse dighe sul Piccolo e sul Grande Zab, consentendo al tempo stesso l'irrigazione di grandi comprensori agricoli.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. L'Iraq è terra di antichissimo popolamento; in particolare la Mesopotamia cominciò ad attrarre l'uomo in modo decisivo allorquando il clima terrestre conobbe, dopo le fasi umide postglaciali, i primi periodi di aridità. Lungo il Tigri e l'Eufrate si estendevano probabilmente fasce boscose dove le acque fluviali consentivano, sui suoli umidificati, la coltivazione dei cereali. Sorsero i primi insediamenti stabili e le testimonianze archeologiche hanno rivelato che accanto all'agricoltura era praticato anche l'allevamento degli ovini, dei caprini, dei bovini. Con l'ulteriore inaridirsi del clima si ebbe un ancor più accentuato addensamento umano lungo i fiumi. I Sumeri e gli Accadi furono i primi popoli che riuscirono a creare una vasta e complessa organizzazione sedentaria, all'incirca nel IV-II millennio a.C., fondendo piccoli regni che si estesero per aggregazione. Ur, una delle prime e grandi città-Stato dei Sumeri, sorgeva allora sulla riva del mare, progressivamente spostatasi verso sud a causa degli apporti detritici dei fiumi. Ai Sumeri si devono, con la fondazione delle prime città (Ur, Uruk ecc.), le prime opere idrauliche d'irrigazione e di controllo dei fiumi, che restarono come fattori determinanti delle successive civiltà . Più tardi si ebbe uno spostamento verso nord dell'occupazione umana; nel II millennio a.C. Babilonia divenne la città più importante della Mesopotamia, cui succedette Ninive, la capitale degli Assiri. Solo con la comparsa degli Arabi la terra mesopotamica conobbe un nuovo periodo di splendore. Nell'VIII secolo d.C. Baghdad, sorta circa 100 km a nord di Babilonia , divenne la splendente capitale degli Abbasidi, centro di vita islamica. La sua decadenza assunse il carattere di un vero tracollo con la ful minea e distruttiva apparizione dei Mongoli di Gengis Khan, che ruppe il mirabile e millenario equilibrio idraulico e iniziò processi di rigetto della popolazione sedentaria verso il nomadismo, la pastorizia errante, esaltata dall'ulteriore desertificazi one della pianura. Il consolidarsi del dominio ottomano cristallizzò questa condizione e il Paese è così entrato nell'epoca moderna in condizioni di generale arretratezza. Sotto gli Inglesi si ebbero, insieme con lo sfruttamento petrolifero, i primi gran di lavori di sistemazione idraulica che hanno ridato un nuovo equilibrio all'economia irachena, sebbene la popolazione sia nel frattempo considerevolmente aumentata.

 

Demografia ed etnologia. All'epoca della prima guerra mondiale l'Iraq contava non più di 2,5 milioni di abitanti e le condizioni igienico-sanitarie erano disastrose, a causa delle malattie epidemiche. Nel 1938 la popolazione aveva raggiunto i 3,7 milioni; successivamente l'incremento naturale registrò notevoli progressi e nel 1950 si contavano c.a. 5 milioni di abitanti, cresciuti poi con un ritmo piuttosto elevato. Il 77% circa della popolazione è costituita da Arabi, mentre il resto è rappresentato da genti di origine non semitica, i più numerosi sono i Curdi (19 % circa), insediati soprattutto nelle zone montuose settentrionali; altre minoranze sono rappresentate da Azerbaigiani, Turchi, Iraniani, Assiri. Le maggiori concentrazioni della popolazione si hanno nella parte centrale del Paese, nella fertile pianura tra Baghdad, Kerbela e Diwaniya; medie fra 30 e 60 abitanti/km 2 si registrano nel nord, fra Kirkuk e Mosul, e nel sud-est, tra Nasiriya e Bassora. Al di fuori delle oasi si hanno aree pressoché spopolate, transitorio dominio dei nomadi, che complessivamente assommano a poco meno di mezzo milione.

 

Centri urbani. Gran parte della popolazione vive nei villaggi, raccolti in vicinanza dei fiumi e dei canali o attorno ai pozzi, all'ombra delle palme o, come i Maadan, nelle isole anfibie del sud. Le città invece sorgono non lontano dagli antichi centri, in rapporto alle mutazioni dei corsi fluviali. Prossima a Babilonia e a Ctesifonte, al centro della Mesopotamia, è Baghdad, importante centro economico, culturale, amministrativo e industriale. A breve distanza da Baghdad si sono sviluppati vari nuclei rurali, tra cui assai popolati quelli di Adhamiy a e di Kadhimain. Nella sezione centrale del Paese centri importanti sono Kerbela, città santa dei Musulmani Sciiti, e Najaf. Nel nord la città maggiore è Mosul , l'erede dell'antica Ninive, cui fanno capo le comunicazioni di tutta la regione, mentre Kirkuk si è sviluppata come centro della più ricca area petrolifera irachena. Sulaimaniya è importante centro della regione curda. La seconda città del Paese è però Bassora , principale porto del l'Iraq (di recente integrato dal porto di Umm Qasr) posto sullo Shatt-al-Arab.

Aspetti economici

Testo completo:

Profilo generale. Lo sviluppo economico dell'Iraq iniziò nel periodo in cui la Gran Bretagna esercitava il suo controllo sul Paese. Fu, tuttavia, una crescita contraddittoria perché gli Inglesi favorirono lo sviluppo delle principali strutture produttive del Paese (valorizzazione dei giacimenti petroliferi, regolazione dei corsi fluviali, costruzione di nuove strade e di ferrovie), ma non porsero le basi per un suo autentico rinnovamento economico e sociale; le poche terre produttive rimasero sempre in mano ai grandi proprietari terrieri e nulla fu fatto per promuovere lo sviluppo di un'industria moderna. Il nuovo regime repubblicano dovette, così, affrontare molti e gravi problemi, in particolare quelli relativi al conseguimento della piena appropriazione delle risorse nazionali e quelli della formazione di personale tecnico e di manodopera modernamente addestrata. Infatti la caduta della Monarchia, strettamente legata agli interessi della Gran Bretagna e da questa sostenuta, non significò il venir meno della presenza e dei condizionamenti esteri, rappresentati soprattutto dalle multinazionali del petrolio operanti nel Paese, tra cui la potentissima IPC (Iraq Petroleum Company, anglo-americana); solo nel 1973, dopo durissimi contrasti con le compagnie petrolifere, l'Iraq ha potuto disporre realmente delle proprie risorse di idrocarburi. Oggi la INOC (Iraq National Oil Company) e la sua affiliata NPO (Northern Petroleum Organization) hanno il pieno controllo del settore petrolifero. Già a partire dal 1969 i cospicui proventi del petrolio (si stima che nel 1980 siano stati superiori ai 26 miliardi di dollari) furono messi al servizio dei piani quinquennali di sviluppo, volti però soprattutto al potenziamento dell'industria, dell'edilizia, delle vie di comunicazione, settori in cui si sono avuti sensibili progressi. Questa politica portò il Paese a di venire una delle principali potenze del mondo arabo. In questi ultimi anni, tuttavia, l'economia dell'Iraq, ha risentito fortemente delle guerre sostenute dal Paese; il conflitto con l'Iran, infatti, ha portato l'indebitamento con l'estero a raggiungere nel 1988 i 42 miliardi di dollari, mentre quella con il Kuwait ha significato durissime sanzioni internazionali e l'embargo petrolifero, con conseguente calo del reddito e altissimo tasso di inflazione.

 

Agricoltura. Ben poco è stato fatto, invece, per il settore agricolo, non essendo stata attuata ancora una vera riforma agraria e mancando sia la meccanizzazione sia la modernizzazione delle colture. Benché non manchino aziende di Stato e cooperative agricole (per lo più su terreni di antichi latifondi espropriati e ridistribuiti ai contadini), prevalgono le piccole proprietà a conduzione, in genere, familiare, tuttavia scarsamente meccanizzate e condotte con metodi poco produttivi, spesso a livello di pura sussistenza. D'altronde l'arativo copre appena il 13% del territorio nazionale, mentre le aree incolte e improduttive sono circa i 3/4 del totale. Comunque il Governo ha realizzato grandi opere di canalizzazione; la metà della superficie agraria è occupata da terre irrigue, che forniscono la maggior varietà di prodotti, mentre le zone non irrigate sono destinate soprattutto ai cereali. Le colture più diffuse sono il frumento e l'orzo, presenti nell'Iraq settentrionale, seguite dal riso, che richiede i più umidi terreni meridionali, e dal mais; si consumano inoltre localmente vari prodotti orticoli, come pomodori, fagioli, fave, cipolle, e così via, e frutticoli (uva, mele, agrumi); particolarmente importanti sono i datteri, che crescono soprattutto nella cosiddetta "bassa Mesopotamia" e di cui l'Iraq è anche esportatore. Infine tra le colture industriali si annoverano alcune piante oleaginose (sesamo, lino), la canna e la barbabietola da zucchero, il tabacco e il cotone.

 

Allevamento e pesca. Non molto redditizio è l'allevamento, un tempo praticato per lo più da pastori seminomadi; oggi vanno diffondendosi forme di allevamento stanziale, ma il numero dei capi di bestiame è sempre piuttosto modesto. Prevalgono gli ovini, i caprini e i bovini, mentre discreto è il numero dei volatili da cortile; si hanno inoltre asini, bufali, cammelli. Scarsa importanza ha del pari la pesca, che riveste tuttavia un certo ruolo per le popolazioni che vivono presso i laghi e lungo lo Shatt-al-Arab.

 

Risorse minerarie. La grande ricchezza dell'Iraq è, come si è visto, il petrolio, scoperto nel 1927 nella zona di Kirkuk, che costituisce tuttora il più importante dei giacimenti iracheni; altri sono situati ad Aiu-Zalah, nell'estremo nord del Paese, a Naft Khaneh, quasi al confine con l'Iran, nonché all'estremità meridionale della Mesopotamia (Zubair, Rumaila ecc.). Vari oleodotti sono stati realizzati sia per collegare i giacimenti con i centri principali del Paese e le raffinerie sia per convogliare la materia prima nei terminals del Mediterraneo (Banias e Tartous, in Siria, Tripoli e Saida, nel Libano oggi chiusi) e del Golfo Persico (Fao e Mina-al-Bakr). Il più recente oleodotto, che è anche l'unico rimasto in funzione, risale al 1977 e collega i giacimenti di Kirkuk con il porto turco di Dörtyol. Il greggio è in parte lavorato localmente nelle raffinerie di Kirkuk, Haditha, Baghdad, Bassora ecc. in parte danneggiate dai bombardamenti iraniani. Si estraggono altresì gas naturale, fosfati, gesso, zolfo e sale.

 

Industria. Nel settore industriale, in parte nazionalizzato, prevale l'efficiente industria petrolifera; un discreto livello raggiungono ormai l'industria tessile (che produce filati e tessuti di cotone, lana, fibre artificiali), quella chimica (fertilizzanti soprattutto ) e quella alimentare (zuccherifici, birrifici, complessi molitori, conservifici); si hanno poi manifatture di tabacchi, cementifici, concerie, calzaturifici. Da ricordare sono inoltre talune lavorazioni artistiche: dell'argento, del rame, del cuoio.

 

Comunicazioni e commercio. L'Iraq, che è dai tempi antichi un'area di grande passaggio, ha un sistema di vie di comunicazione abbastanza sviluppato. La ferrovia Bassora-Baghdad-Mosul attraversa interamente il Paese sino al confine siriano; dalla capitale si diparte verso nord anche un altro tronco, che tocca Kirkuk e Arbil. La maggior parte del traffico passa, tuttavia, lungo la rete stradale, che si sviluppa per oltre 47.000 km e raccorda il Paese con la Giordania, la Siria, l'Iran, l'Arabia Saudita e il Kuwait. Un certo ruolo ha anche la navigazione fluviale; sono infatti navigabili sia lo Shatt al Arab sia i bassi corsi del Tigri e dell'Eufrate. Il principale sbocco portuale del Paese è Bassora, che, insieme con la capitale (attivissimo nodo di comunicazioni aeree), è sede di un aeroporto internazionale; compagnia di bandiera è la Iraqi Airways , che effettua servizi di linea con numerosi Stati d'Europa, d'Asia e d'Africa. Negli scambi con l'estero prevalgono le esportazioni di petrolio, seguite a grande distanza da quelle di datteri, pelli e cuoi, lana, cemento; le importazioni riguardano essenzialmente macchinari e mezzi di trasporto, generi alimentari, prodotti chimici.

Storia

Testo completo:

Dalle origini all'indipendenza.

L'Iraq è uno dei più antichi centri della civiltà, nella sua area si incontrano le culture di Babilonia e della Mesopotamia. Dalla preistoria emersero intorno al 3000 a. C. i Sumeri, i quali furono qualche secolo più tardi soppiantati dagli Accadi. Ma gli imperi che si costituirono nella pianura attraversata dal Tigri e dall'Eufrate non furono mai in grado di eliminare una volta per tutte le minacce provenienti dalle tribù guerriere delle montagne e dai nomadi del deserto. Fallirono in questa impresa anche gli Assiri i quali, all'apice della loro potenza (sec. IX-VII a. C.) dominavano su un territorio che si estendeva dall'Egitto alla Persia.

Nel sec. VI l'Iraq fu il centro di un impero neoaccadico, che però non resse all'urto dei Persiani. In seguito l'Iraq decadde, se si esclude la parentesi seleucide, al ruolo di provincia di più vasti imperi: anzi, tra il sec. I a. C. e il sec. VII d. C. fu una zona di confine contesa dai Romani ai Parti e ai Sassanidi. Nel 634 gli Arabi intrapresero la conquista del Paese. Nel 749-750 una nuova dinastia di califfi, gli Abbasidi, ebbe il sopravvento e restituì all'Iraq il ruolo di centro di un vasto impero, la cui compattezza fu però ben presto incrinata da spinte centrifughe. Il califfato abbaside si trascinò nominalmente fino al 1258, quando Baghdād, la capitale, fu devastata dai Mongoli, ma la sua potenza e la prosperità dell'Iraq non sopravvissero al sec. IX.

Tra il Cinque e il Seicento l'Iraq fu conteso dagli Ottomani e dai Persiani: i primi finirono per avere la meglio, ma in realtà il potere locale passò nelle mani di pascià di fatto autonomi nei riguardi di İstanbul. Soltanto nel 1831 gli Ottomani recuperarono il diretto controllo della regione. A cavallo del 1900 Inglesi e Tedeschi lottarono per assicurarsi l'egemonia economica nell'area. La prima guerra mondiale consentì a Londra di occupare militarmente il Paese: nel 1920 la Conferenza di Sanremo lo assegnò in mandato alla Gran Bretagna. La politica inglese si propose due obiettivi primari: assicurarsi il controllo dei giacimenti petroliferi iracheni (nel 1926 la Turchia fu costretta ad abbandonare le sue pretese su Mosul) e ingraziarsi i nazionalisti più moderati attraverso la concessione di una dinastia araba. Nel 1921 fu proclamato re dell'Iraq l'hascemita Fayṣal I. Nel 1932 l'Iraq divenne uno Stato indipendente, anche se con uno status che lo poneva all'interno delle linee imperiali britanniche.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 31671591
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 66,47
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

arabi 75-80%, curdi 15-20%, turcomanni, assiri e altri 5%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

arabo, curdo (ufficiale nelle regioni curde) turcomanno (lingua turca), assiro (neo-aramaico), armeno

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Religioni:

musulmani 97% (sciiti 60-65%, sunniti 32-37%), crisitani o altri 3%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 2,93
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 36,56
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 6,32

Media dell'area geografica: 5.1422222455343 (su un totale di 18 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 30,60
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 35,60
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Numero medio di figli per donna: 4,86
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Rapporto tra i sessi: 100,65
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,07
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 18,25
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 63,37
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 71,69

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 131

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 114,23
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 3.477,57
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 0,00
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -150021
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 4

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 84
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 91
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 55
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 79
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 76
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 66
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 73

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 80
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 85
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 82
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 93
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 38
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 48

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 5,49
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 78,12
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 5,00

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

9,58

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

0,5