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Paesi | Asia | Asia meridionale | Pakistan

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Islamabad
Area del Paese in chilometri quadrati: 796100
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 208
Forma di governo: Repubblica federale
Data dell'indipendenza: 14 agosto 1947
Indipendenza da: India britannica
Moneta: Rupia pakistana

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio del Pakistan occupa, nella sezione nord-occidentale della regione indiana, gran parte della valle dell'Indo, depressione d'origine tettonica simile a quella gangetica; strutturalmente rappresenta la saldatura tra il blocco continentale rigido del Deccan e i fasci montagnosi che orlano l'Asia meridionale. I terreni neozoici delle pianure sono formati dagli apporti detritici dell'Indo e dei suoi affluenti e raggiungono potenze anche superiori ai 1.000 m; al di sotto si trovano strati sedimentari del Cenozoico. Aperta a sud, sul Mar Arabico, nella fertile regione alluvionale del Sind, la piana dell'Indo è orlata a est dalle modeste alture del Thar, mentre imponenti sistemi la serrano sugli altri lati. A nord la depressione dell'Indo lascia il posto ai primi piegamenti montuo si, la Salt Range, quindi ai grandiosi corrugamenti dell'Himalaya che culminano nel Massiccio del Nanga Parbat (8.126 m). L'alta valle dell'Indo delimita a nord-ovest il sistema himalayano e lo separa tettonicamente dalle catene del Karakoram e dell'Hindukush, di cui appartengono al Pakistan le sezioni più elevate: del Karakoram il versante esterno che culmina nel K2 (8.616 m secondo le più recenti misurazioni), dell'Hindukush il tratto sud-orientale dominato dai "settemila" della catena, tra cui il Tirich Mir (7.708 m). La valle dell'Indo infine è chiusa a ovest dai fasci di pieghe che costituiscono l'orlatura orientale dell'Altopiano Iranico e delle alte terre afghane, rappresentata essenzialmente dai Monti Sulaiman e dalle catene del Beluchistan (Baluchistan), che si aprono a ventaglio verso il Makran e la costa (monti Siahan, Kirthar ecc.). Queste catene formano un bastione interrotto da pochi passi ben agibili, tra cui quello di Khojak (2.273 m), a nord di Quetta, tra i Monti Sulaiman (culminanti a 3.374 m nel Beluchistan); ancor più importante è il Passo Khyber , che corrisponde a una profonda incisione del fiume Kabul ai piedi del Monte Sikaram (4.755 m), al confine con l'Afghanistan, nel Massiccio di Safed Koh.

Clima. Il Pakistan ha un clima tendenzialmente arido, con alcune caratteristiche simili a quelle mediterranee, ben distinto perciò dal clima tropicale monsonico prevalente in India. Sul territorio gli influssi monsonici dell'Oceano Indiano giungono assai attenuati e si fanno sentire soprattutto sui versanti himalayani (le masse d'aria provenienti da sud-est hanno ormai scaricato quasi tutta la loro umidità sull'India), mentre il settore orientale è aperto ai venti caldi e asciutti di sud-ovest. Praticamente d'estate piove pochissimo, almeno su gran parte del Paese. Più rilevanti sono invece le precipitazioni invernali, determinate dal regime di basse pressioni che si forma ai margini delle alte pressioni continentali, così come nel Mediterraneo. Le precipitazioni annue complessive variano alquanto da zona a zona: in tutta la sezione centrale e meridionale del Paese non superano i 400 mm; si elevano un po' nel Punjab (a Lahore 630 mm) e più considerevolmente sui primi rilievi (Rawalpindi, 1.200 mm). In media però raramente superano i 500 mm annui e in alcune zone non raggiungono neppure i 200 mm (Karachi, 100 mm). Dal punto di vista termico si può parlare per il Pakistan di un clima di tipo continentale, specie nella pianura dell'Indo, dove le temperature sono elevate, con sensibili differenze tra gennaio (quando si fanno sentire le fredde correnti continentali da nord) e luglio: rispettivamente a Lahore si passa da 17 a 30 °C; a Multan, più a sud, da 19 a 32 °C. Nelle zone montuose si hanno le stesse escursioni s tagionali, però con valori nettamente più bassi. Diverse sono le condizioni della fascia costiera: a Karachi, per l'azione mitigatrice dell'oceano, sono più elevate le temperature dei mesi freddi con medie di 22-23 °C e assai più basse quelle dei mesi estivi (28 °C).

Flora. L'aridità del clima condiziona il paesaggio vegetale, caratterizzato quasi ovunque dalla steppa, dalla quale, dove si eccettuino le zone irrigate, si passa nella regione del basso Indo a un vero e proprio deserto di dune; nei fondivalle settentrionali appare una vegetazione riparia di pioppi e olmi. Al di sopra dei 3.000 m si estende la steppa alpina, caratterizzata dalla Caragana spinosa e da diverse specie di artemisie e, sui versanti più meridionali, lim itate aree forestali.

Idrografia. Il territorio, a eccezione per i fiumi del Beluchistan, comprende gran parte del bacino dell'Indo, fatto d'importanza capitale se si considera che l'economia del Pakistan è essenzialmente condizionata dalla disponibilità di acqua che questo fiume e i suoi tributari possono fornire. Superato il settore transhimalayano del suo corso, dove l'Indo riceve importanti affluenti (Shyok, Gilgit ecc.), volge verso sud e nella depressione di Peshawar è raggiunto dal Kabul, che raccoglie le acque dell'Hindukush afghano; quindi, dopo un lungo tratto pressoché parallelo alla catena dei Sulaiman, riceve gli apporti dei fiumi del Punjab. Questa regione, che si può considerare come un unico grande conoide di deiezione ai piedi dell'Himalaya, è una delle parti più ricche e popolose del Pakistan. I "cinque fiumi" che lo attraversano (punch significa appunto cinque) drenano il versante esterno himalayano, da cui fuoriescono dopo corsi tortuosi in valli profonde, trasportando spesso, con furia devastatrice, ingenti quantitativi di detriti. I maggiori fiumi del Punjab sono il Chenab, il Ravi e il Sutlej, che è il principale. L'Indo dopo la confluenza con il Sutlej non riceve più consistenti tributi. Il suo regime dipende dalle piogge monsoniche e dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacci nel suo tratto più elevato (nel Karakoram, che ha ghiacciai imponenti, il limite delle nevi perenni è a 4.500 m) ed è quindi molto irregolare. A Sukkur la sua portata minima (gennaio-marzo) varia tra i 500 e i 1.000 m3/s; quella massima (da agosto a settembre) tra i 12.000 e 22.000 m3 /s. Così come quelle del Gange, le piene dell'Indo conoscono violenze incalcolabili, anche per le loro enormi masse alluvionali (al notevole trasporto detritico del fiume si deve l'ampia pianura deltizia, che comincia praticamente a Hyderabad); per contro l'effetto benefico di queste colossali piene è evidente: esse permettono l'irrigazione delle colture estive e dove è possibile lo sbarramento delle acque, anche di quelle invernali.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. Grazie alla posizione geografica, il Pakistan, naturale regione di transito fra gli altopiani iranici e la fertile valle del Gange, ha attratto l'uomo fin dalle epoche più remote. Nel Paleolitico superiore esso fu lo sfondo di brillanti civiltà di cacciatori, testimoniate tra l'altro dai reperti della valle di Sohan, in prossimità di Rawalpindi; nel Neolitico il bacino dell'Indo, al pari della Mesopotamia, fu teatro di un'antichissima civiltà a base urbana dedita all'agricoltura, che ha lasciato le sue maggiori testimonianze a Mohenjo Daro e ad Harappa . In epoca storica le maggiori invasioni che contribuirono a determinare le caratteristiche antropiche della regione pakistana avvennero attraverso i più facili passi occidentali ed ebbero per protagonisti gli Indoari, la cui discesa portò al popolamento dell'intera India. La pianura dell'Indo fu però aperta anche ad altre invasioni, alcune violente, altre costruttive, da parte di popoli diversi provenienti per lo più da quella fucina di genti che è sempre stata l'Asia centrale: vennero di là, tra gli altri, Arabi, Iraniani, i Mongoli di Gengis Khan e Tamerlano, per lo più attraverso il famoso Passo Khyber.

Composizione etnica. Fondamentalmente la popolazione pakistana, formatasi da questo straordinario amalgama, è abbastanza simile all'indiana. Tuttavia ai margini della pianura dell'Indo si trovano gruppi etnici che rappresentano ceppi più antichi, rimasti fossilizzati nei loro ambienti particolari. Così nel Beluchistan, dove predominano popolazioni d'origine iranica, si parla un idioma dravidico; ma è nelle montagne del Nord che il tessuto e tnico presenta sorprendenti varietà e cristallizzazioni dovute all'ambiente conservatore (che tra l'altro ha anche sempre reso queste genti ribelli al potere centrale). Vi si trovano anche popolazioni indoarie; altre, come le genti del Dardistan, rappresentano una mistione fra Indoari e Iranici; altre ancora, come i popoli del Baltistan, sono di origine tibetana.

Sviluppo demografico. La dinamica demografica si presenta molto attiva, caratteristica generalmente comune a tutti i Paesi sottosviluppati. La popolazione cresce di oltre due milioni di unità all'anno; nel 1947, all'epoca della separazione dall'India, era di circa 24 milioni, passati a 33,8 milioni nel 1951, a 42,8 nel 1961, divenuti oggi 138 milioni. L'elevato valore odierno dell'incremento della popolazione è in larga misura dovuto ai brillanti risultati conseguiti nella lotta contro la malaria. La densità della popolazione è relativamente bassa; buona parte del territorio è però costituita da superfici desertiche o semidesertiche, specie nel Beluchistan, mentre si registrano forti concentrazioni della popolazione nel Punjab sia per la presenza di grosse città sia perché l'estesa irrigazione consente elevate densità agricole.

Insediamenti rurali. Fra le forme di insediamento predomina di gran lunga quella di tipo rurale. Il villaggio tradizionale più diffuso è costituito da un nucleo compatto di case d'argilla racchiuse entro alte recinzioni pure d'argilla, secondo concezioni che risalgono alle più antiche civiltà dell'Indo. Da questo tipo di villaggio si allontanano i nuovi centri rurali specialmente nel Punjab, dove la recente valorizzazione dell'agricoltura irrigua ha fatto nascere una forma d'insediamento regolare, funzionale, sul tessuto geometrico dei campi. Nel Beluchistan è molto diffuso il nomadismo: su di esso vivono anche le grosse tribù pathane che migrano con le loro tende nere di tipo arabo tra la piana dell'Indo e le alte terre afghane (la divisione politica ha rotto l'unità di questo tradizionale territorio di migrazione pastorale, il cosiddetto Pashturistan, reclamato anche di recente dall'Afghanistan). Nel Nord le tribù montanare vivono in villaggi sui fondivalle o sui bassi versanti, con case di legno o di pietra secondo le condizioni ambientali.

Centri urbani. Più che una vera e propria trama urbana, sostenuta da un'organica rete di rapporti economici, il Pakistan presenta alcune popolose città, sviluppatesi specialmente nel corso di questo secolo. Tipica creazione inglese, per il cui impero coloniale costituiva un importante sbocco portuale, è Karachi, capoluogo della provincia del Sind. La metropoli ha conservato la funzione di unica grande apertura marittima del Paese; è però anche centro industriale importantissimo, vitalizzato dal ruolo di capitale, che ha svolto dall'indipendenza sino al 1959, e dalla sua funzione di scalo aereo internazionale. Le altre principali città in genere seguono il corso dell'Indo o dei suoi affluenti. Seconda metropoli è Lahore, situata sul fiume Ravi quasi al confine con l'India. Capoluogo dei Punjab, è città antichissima, già capitale dei grandi regni musulmani e tuttora massimo centro della regione; oggi è sede di industrie varie ed è un mercato agricolo, cui fanno corona vari grossi centri agricoli come Gujranwala, Sargodha e soprattutto Faisalabad, sviluppatasi dopo i grandi lavori di valorizzazione agricola della zona. Nel corso di questo secolo una funzione importante ha assunto, nell'Alto Punjab, Rawalpindi, situata in una posizione chiave della geografia pakistana, valorizzata dagli Inglesi di cui fu munita base militare, e oggi centro industriale; vicino a essa è sorta recentemente la nuova capitale Islamabad. Sullo stesso asse pedemontano si trova anche Peshawar, capoluogo della North West Frontier, città commerciale antica e sempre attiva, al centro di una conca sulla via che porta al Passo Khyber e per secoli un vivacissimo centro di traffico carovaniero. Altro centro di frontiera con l'Afghanistan è Quetta, città-oasi capoluogo del Beluchistan, una delle più desolate terre dell'Asia meridionale; è una creazione essenzialmente amministrativa, la sola di una certa importanza in mezzo alle montagne. Scendendo invece nella valle dell'Indo, troviamo le altre maggiori città del Pakistan: Multan, presso il fiume Chenab, di recente sviluppo al centro di una vasta area di valorizzazione irrigua e agricola e soprattutto, all'inizio della piana deltizia dell'Indo, Hyderabad, l'antica capitale del Sind , con varie attività industriali.

Aspetti economici

Testo completo:

Paese eminentemente agricolo, anche se l'agricoltura è da sempre un settore economico fortemente trascurato, stretto nella morsa di povertà e sottosviluppo propria di tutto il cosiddetto "subcontinente indiano", il Pakistan è stato altresì pesantemente coinvolto in una complessa serie di vicende politiche, le quali hanno inciso in modo determinante sulle possibilità e gli orientamenti generali dell'economia nazionale.

 

Vicende storiche. Dapprima il distacco nel 1947 dall'India privò il Pakistan di quasi tutto il proprio pur scarso potenziale industriale; da qui la scelta praticamente obbligata di rafforzare le attività manifatturiere, che hanno effettivamente registrato un certo sviluppo. Per contro l'agricoltura è andata tramutandosi in un settore sempre più arretrato, registrando una situazione di grave ristagno degli incrementi produttivi, che a mala pena tengono il passo con i forti aumenti demografici. A partire dagli anni Sessanta la cronica ostilità nei confronti dell'India sfociò in una guerra logorante, che condizionò a lungo l'economia e la politica interna ed estera del Pakistan, giacché le ingenti spese militari rallentarono di necessità gli investimenti industriali (se si escludono taluni settori destinati a consolidare l'apparato bellico) e i pur modesti interventi a favore dell'agricoltura. La situazione, già estremamente critica, andò ulteriormente aggravandosi nel 1971, quando la secessione del Pakistan orientale privò il Pakistan di buona parte della iuta grezza, da cui trovavano il principale sostegno le industrie tessili nazionali. Nel 1972 venne avviato un effimero processo di rinnovamento sotto il segno di un vago "socialismo islamico", che si avvantaggiò soprattutto dall'apporto finanziario dei Paesi arabi produttori di petrolio. Nel nome dell'unità del mondo islamico, fu varata una politica di blande riforme agrarie (badando bene tuttavia a non toccare l'effettivo potere dei grandi propri etari terrieri); nello stesso tempo venivano nazionalizzate le banche e le industrie di base e prendeva avvio un timido tentativo di ridurre i forti squilibri economici e le disuguaglianze sociali mediante interventi pubblici, volti a combattere le più gravi forme di povertà.

 

Interventi esterni. Il colpo di Stato del 1977 ha comunque arrestato questo processo e provocato una radicale inversione di tendenza negli indirizzi governativi: è stata adottata una "politica di austerità", comportante ampi tagli nelle spese sociali e assistenziali, ed è stata altresì assunta una posizione di netto sostegno nei confronti dell'iniziativa privata e degli investimenti stranieri. In tale ambito di rapido riavvicinamento ai Paesi occidentali e in particolare agli Stati Uniti, ha acquistato un peso particolare l'occupazione sovietica (dicembre 1979) del vicino Afghanistan. In cambio di un deciso appoggio alla guerriglia antisovietica e di aiuto ai profughi afghani, è stato concordato un ampio programma di sostegno al governo pakistano, consistente in aiuti economici e militari per svariate centinaia di milioni di dollari; finanziamenti non meno cospicui sono giunti dal Giappone, dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Mondiale ecc. Sull'intervento estero poggiano eminentemente i piani di sviluppo economico del Paese, che prevedono come obiettivi prioritari il potenziamento delle infrastrutture agricole, in particolare per conseguire l'autosufficienza nei generi alimentari di base, il rafforzamento del settore privato dell'industria e la qualificazione professionale di un elevato contingente di lavoratori pakistani da inviare all'estero.

 

Agricoltura. L'agricoltura interessa oltre un quarto della superficie territoriale (quasi il 62% è incolto e improduttivo) e si basa essenzialmente sull'alternarsi di due raccolti nel corso dell'anno: quello delle colture estive o kharif, praticabili solo mediante irrigazione, e il raccolto delle colture rabi , esse pure in misura sempre crescente effettuate con irrigazione, ma già favorite dalle piogge monsoniche e quindi maggiormente diffuse. Quello agricolo è un settore, come si è detto, rimasto molto arretrato con prevalente diffusione dei microfondi poco o nulla meccanizzati; tuttavia la realizzazione di vasti bacini artificiali, specie sull'Indo e sullo Jhelum, e la conseguente utilizzazione delle acque fluviali mediante una complessa rete di canali di derivazione hanno permesso di aumentare i rendimenti dei terreni, che hanno le loro aree migliori nel Punjab e nel Sind. L'avvento di Zia (morto in un incidente aereo nel 1988) nel 1977 ha significato anche privilegi per i militari che lo hanno sostenuto. Con proprietà da 40 a 200 ha, questi sono andati a costituire una nuova aristocrazia di proprietari, veri e soli beneficiari della cosiddetta "rivoluzione verde" che prevedeva, nei piani del governo, il recupero di terreno incolto per una produzione che desse al Paese l'indipendenza alimentare. Quasi un terzo dell'arativo è riservato al frumento, tipica coltura rabi , cui fa seguito per importanza il riso, che è invece una coltura kharif e che riscontra condizioni particolarmente favorevoli nelle pianure inondabili del Sind; assai minor rilievo hanno gli altri cereali, come il mais che proviene soprattutto dalle zone pedemontane, il miglio e il sorgo, che sono invece limitati alle regioni asciutte e non irrigabili. Fondamentali colture alimentari sono anche le patate, numerosi ortaggi (cipolle, fagioli, ceci, lenticchie ecc.), gli agrumi, le banane e i datteri. Notevoli sono anche le colture industriali; di particolare importanza è quella del cotone (il Pakistan ne è uno dei massimi produttori su scala continentale), che è la principale coltura kharif del Paese, ed è soprattutto diffusa nelle zone irrigate della valle dell'Indo. Il Pakistan è altresì un rilevante produttore di oleaginose come sesamo, lino, ricino, colza e arachidi, mentre tra le piante tessili annovera la canapa; ben rappresentati sono inoltre il tabacco e la canna da zucchero. Poco estese sono le foreste, sottoposte tuttavia a intenso sfruttamento.

 

Allevamento e pesca. Nonostante la povertà dei pascoli, ormai troppo sfruttati, l'allevamento dispone di un patrimonio zootecnico considerevole. Prevalgono gli ovini e i caprini, il cui allevamento è comunemente di tipo pastorale, basato sulla transumanza tra le steppe della pianura dell'Indo e i versanti montuosi; elevato è anche il numero dei bovini (buoi e bufali), largamente adibiti ai lavori agricoli; al patrimmonio zootecnico si aggiungono asini, cammelli e cavalli. Cospicuo è il numero di volatili da cortile. Ha registrato un buon incremento il settore della pesca, che alimenta una discreta esportazione.

 

Risorse minerarie. Abbastanza ampia è la varietà di risorse minerarie, anche se in genere presenti in modesti quantitativi; si estraggono cromite, manganese, antimonio, magnesite, minerali di ferro, salgemma, zolfo ecc. Meglio rappresentato è invece il settore energetico, specie per quanto riguarda il gas naturale (i giacimenti sono ubicati nel Beluchistan e collegati con gasdotti a Karachi, Faisalabad e Islamabad), il petrolio è invece del tutto insufficiente al fabbisogno interno (onerosissime sono infatti le relative importazioni) e assai scarsi sono carbon fossile e lignite. Importante fonte di energia elettrica è quella idrica: la grandiosa diga di Tarbela, sull'Indo, ha una potenza di 700.000 kW.

 

Industria. L'industria pakistana è stata rivolta sinora in modo nettamente preponderante alla lavorazione dei prodotti agricoli locali. Tuttavia hanno registrato una certa espansione taluni settori di base, come il siderurgico (nel 1981 è stata inaugurata presso Karachi la prima acciaieria), il chimico (produzione di fertilizzanti azotati, acido solforico, soda caustica), il petrolchimico e il meccanico, presente con industrie sia di montaggio sia di riparazione (stabilimenti automobilistici, officine ferroviarie e aeronautiche). L'industria più importante del Paese è comunque quella cotoniera, che consente una buona esportazione e alimenta altresì un diffuso artigianato. Svolge del pari un ruolo di rilievo l'industria alimentare (zuccherifici, oleifici, conservifici, complessi molitori, birrifici), affiancata da varie manifatture legate alle produzioni agricole e zootecniche locali: lanifici, tabacchifici, calzaturifici ecc. Si ricordano infine i cementifici, le cartiere, i saponifici, nonché le svariate attività artigianali, come la tessitura a mano della seta, la produzione di tappeti, la lavorazione artistica delle ceramiche, delle pelli e del cuoio ecc.

 

Comunicazioni. Il settore delle vie di comunicazione denuncia gravi insufficienze rispetto alle necessità del Paese. Il fondamentale asse ferroviario, che da Karachi volge verso nord attraversando il Paese, si appoggia al corso con l'Indo e si dirama, nel Punjab, verso Peshawar e Lahore. A Hyderabad si allaccia la linea per l'India, mentre sul lato opposto da Sukkur si dirama il tronco che, toccando Quetta e il Beluchistan, giunge al confine dell'Iran. La rete stradale è meglio sviluppata; all'asse principale lungo l'Indo si innestano le strade che provengono dall'Iran e dall'Afghanistan dirette a Peshawar (attraverso il Passo Khyber) e a Quetta; nel 1978 è stata ultimata, dopo vent'anni di lavori, la cosiddetta "superstrada dell'amicizia" o del Karakoram che raccorda il Pakistan settentrionale con il Xinjiang Uygur (Cina). Sempre più rilevante è il ruolo delle comunicazioni aeree (compagnia di bandiera è la PIA, Pakistan International Airlines); i principali aeroporti sono quelli internazionali di Karachi, ottimamente situato sulla rotta che collega l'Europa con l'Estremo Oriente, Islamabad, Lahore, Quetta e Peshawar. La città di Karachi è altresì il maggior scalo marittimo pakistano, per il quale passa quasi tutto il commercio estero.

 

Commercio. Anche in rapporto allo sviluppo industriale del Paese gli scambi internazionali hanno registrato un rilevantissimo incremento; la bilancia commerciale denuncia però un costante passivo. Il Pakistan esporta soprattutto cotone grezzo e lavorato (filati e tessuti), quindi riso, tappeti, cuoio, prodotti petroliferi e pesci, mentre importa eminentemente combustibili, prodotti chimici, macchinari e mezzi di trasporto, manufatti vari. Nell'interscambio hanno un ruolo fondamentale i Paesi produttori di petrolio, come l'Arabia Saudita e il Kuwait, e quelli fornitori di prodotti industriali, specie il Giappone e gli Stati Uniti; tradizionali partner commerciali sono altresì la Malaysia, la Germania e la Gran Bretagna, mentre è recente l'intensificarsi degli scambi con la Cina.

Storia

Testo completo:

La storia del Pakistan è la breve vicenda d'una nazione nata nel 1947 a seguito della fine dell'impero britannico in India e della spartizione della penisola fra due Stati indipendenti.
Fino al 1947 il passato del Pakistan è perciò lo stesso passato dell'India: mai è esistita un'entità di tipo nazionale che si possa considerare risorta, nel XX secolo, con il Pakistan. Il Pakistan è la nazione dei musulmani d'India (separatisi dagli altri Indiani per una crisi antica sì, ma precipitata solo alcuni decenni or sono).

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 173593383
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 36,19
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

punjabi 44,68%, pashtun (pathan) 15,42%, singalesi 14,1%, sariaki 8,38%, muhagirs 7,57%, balochi 3,57%, altri 6,28%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

punjabi 48%, singalese 12%, siraiki 10%, pashtu 8%, urdu (ufficiale) 8%, balochi 3%, hindko 2%, brahui 1%, inglese (ufficiale; lingua franca dell'elite pakistana e delle cariche governative), burushaski e altre 8%

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Religioni:

musulmani 95% (sunniti 75%, sciiti 20%), altre (compresi cristiani e induisti) 5%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 1,80
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 28,09
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 7,69

Media dell'area geografica: 7.5466666221619 (su un totale di 9 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 66,60
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 61,30
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Numero medio di figli per donna: 3,65
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Rapporto tra i sessi: 103,38
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 21,67
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 63,78
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 65,42

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 146

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 210,22
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 1.199,11
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 1
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 2
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 13
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 60.181,80
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -1999998
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 23

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 100
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 61
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 95
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 87
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 90
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 72
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 29
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 45

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 61
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 79
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 60
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 60
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 72
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 29
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 36

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 3,24
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 61,61
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 9,00

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

32,94

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

1,1