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Paesi | Asia | Asia meridionale orientale | Filippine

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Manila
Area del Paese in chilometri quadrati: 300000
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 285
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 12 giugno 1898
Indipendenza da: Spagna
Moneta: Peso filippino

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Nel quadro dell'Asia sud-orientale le Filippine rappresentano, dal punto di vista fisico-strutturale, il margine instabile del continente sul lato del Pacifico. L'area che esse occupano è tutta marcata da fenomeni crustali legati all'evoluzione stessa del bordo sud-orientale della massa continentale asiatica. La presenza presso l'arcipelago delle fosse oceaniche, che superano i 10.000 m di profondità, lascia intendere come tale evoluzione sia al tempo stesso connessa a quella della fascia circumpacifica, la "cintura di fuoco", di cui le Filippine, con il loro vulcanesimo e l'elevata sismicità, sono una delle zone più attive. La struttura di base è formata da rocce cristalline e scistose che, a partire dal Miocene (era cenozoica o terziaria), subirono successive e intense crisi orogenetiche; si originarono così i piegamenti che costituiscono l'ossatura montuosa dell'arcipelago. Parallelamente si ebbero forti manifestazioni vulcaniche, che ricoprirono con materiali magmatici di notevole spessore estese superfici delle isole; il vulcanesimo, benché oggi alquanto ridotto, è ancora attivo, così come la sismicità, che nel corso di questo secolo ha dato luogo annualmente a circa 150 scosse di terremoto, alcune delle quali disastrose.

Orografia. L'orografia è tormentata e varia: da ciò la forma spesso bizzarra dei contorni insulari e l'estrema frammentazione del Paese: i Filippini hanno calcolato più di 7.000 isole, le maggiori delle quali sono Luzon e Mindanao, poste all'estremità settentrionale e meridionale dell'arcipelago, e tra cui sorgono Samar, Negros, Palawan, Panay, Mindoro, Cebu ecc. I tratti caratteristici e fondamentali del rilievo sono dati dagli allineamenti montuosi cenozoici, che a loro volta si collegano con i sistemi dell'Arcipelago della Sonda. Tre sono gli assi principali: l'allineamento che, in direzione meridiana, attraversando Luzon e Mindanao si allaccia da un lato alla dorsale di Formosa, dall'altro a quella di Celebes; e i due allineamenti che, grosso modo paralleli, danno origine alle dorsali di Palawan e delle isole Sulu, continuando poi nei rilievi del Borneo. Tutte le isole sono montuose; solo in Luzon e Mindanao tra le catene s'interpongono estese depressioni, colmate da suoli alluvionali, che rappresentano gli spazi più vitali del Paese. Costituisce il cuore dell'intero arcipelago la fertile pianura che si apre verso la Baia di Manila, nell'isola di Luzon; sovrastano la piana a ovest i Monti Occidentali o Zambales, a est la Cordigliera Centrale, il più ampio dei tre principali allineamenti montuosi dell'isola nonché il più elevato (monte Pulog, 2.928 m), e che, come dice il nome, corre nella parte mediana del territorio. Verso est la Cordigliera Centrale domina la Valle del Cagayan, orlata sul lato opposto dalla Sierra Madre: è questa la terza grande catena di Luzon, che si sviluppa lungo la costa orientale dell'isola. Assai complessa è l'orografia di Mindanao; sovrastata da imponenti rilievi, l'isola culmina a 2.954 m nel monte Apo , un vulcano attivo che è la massima cima dell'arcipelago. Le coste, in genere rocciose, dominano caratteristici bracci di mare che prendono il nome dalle isole stesse; lo spazio marino più esteso è quello racchiuso tra le Sulu e Palawan (Mare di Sulu). Profondo sino a 5.580 m, corrisponde a una fossa tra le due dorsali, sormontate da formazioni insulari diverse: Palawan è in pratica un'unica ed erta catena montuosa che supera i 2.000 m di altitudine; le Sulu sono una miriade di isolotti frangiati da scogliere coralline.
Clima. Per quanto riguarda il clima, occorre tenere conto della posizione dell'arcipelago, che è aperto sul Pacifico e si trova nella fascia tropicale, stendendosi su un arco latitudinale di circa 15 gradi. La parte settentrionale, in particolare Luzon, risente del meccanismo climatico monsonico, quella meridionale degli influssi equatoriali. Caratteristica è comunque l'alternanza delle stagioni, sensibile soprattutto a Luzon, con un lungo periodo piovoso estivo e una marcata stagione secca d'inverno. Il regime delle precipitazioni varia però sul versante orientale, soggetto agli influssi del Pacifico. Particolare rilievo hanno qui i tifoni, formazioni cicloniche violente attratte dalle depressioni che si originano sul Mar Cinese Meridionale nelle fasi di transizione delle stagioni monsoniche, specialmente d'autunno, e che scaricano notevoli quantità d'acqua, sovente a carattere catastrofico. È sul versante orientale dell'arcipelago che piove di più, fino a 4.000 mm annui, mentre in media le precipitazioni non superano i 2.000 mm (a Manila cadono 2.100 mm); i valori più bassi si hanno nelle isole più occidentali. Mindanao, al riparo dagli influssi monsonici, ha un clima di tipo equatoriale, con precipitazioni in genere sui 2.000 mm annui e distribuite regolarmente nell'arco annuale. Per quanto riguarda il regime termico, una funzione decisiva ha la marittimità, responsabile delle limitate oscillazioni stagionali e giornaliere delle temperature. Le medie oscillano tra i 26 e i 27 oC; generalmente sono più elevate nella parte settentrionale che in quella meridionale dell'arcipelago, soggetta al clima equatoriale e quindi col cielo spesso coperto; in compenso qui è maggiore l'umidità relativa, che raggiunge peraltro valori notevoli su tutte le isole.

Flora. L'elevata piovosità è all'origine della fitta foresta che copre ancora estese regioni delle Filippine; vi si trovano varie essenze subtropicali proprie dell'Asia sud-orientale, nonché una specie particolare di mogano (del genere Hovenia) dal legno duro e pregiato, detto appunto mogano delle Filippine. Frequenti ai bordi della foresta sono le palme da cocco, che orlano anche le coste, sovente frangiate di mangrovie, e le aree coltivate. Ai livelli altitudinali maggiori si hanno specie continentali come le conifere, ben rappresentate sui monti di Mindanao; nell'isola però, e ancora più a Luzon, il paesaggio pare in gran parte profondamente trasformato dall'opera dell'uomo.

Idrografia. A causa della conformazione montuosa e frammentata delle isole l'idrografia è sminuzzata e priva perciò di bacini estesi. Naturalmente i fiumi maggiori sono quelli che drenano le depressioni di Luzon (Cagayan , Agno, Pampanga) e di Mindanao (Agusan, Mindanao). Nelle zone vulcaniche esistono laghi craterici, come quello del Vulcano Taala Luzon.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento e composizione etnica. Il popolamento delle Filippine è avvenuto per successivi apporti: essi hanno determinato profondi miscelamenti lungo le coste, ma hanno sovente lasciato aree di fossilizzazione etnica nell'interno forestale e impenetrato delle isole maggiori. A questo processo discriminatorio si deve la presenza degli Aèta (20.000 individui circa), negritos o pigmoidi raccoglitori e cacciatori insediati in aree-rifugio a Luzon e Mindanao, e che rappresentano il substrato etnico dell'arcipel ago, ponendosi anche culturalmente a uno stadio piuttosto primitivo. Nell'insieme le Filippine presentano però una popolazione abbastanza omogenea costituita da sopraggiunte genti paleoindonesiane (Manobo, Mandaya, Igoroti, Apayao, Ifugao, Minghian e numerose etnie minori) e neoindonesiane (Visaya o Bisaya, Ilocano, Tagalog e altri); praticano nel complesso tecniche agricole anche elaborate (come gli Igoroti, i costruttori delle gigantesche terrazze coltivate sui monti settentrionali di Luzon) e culturalmente appartengono al mondo malese, anche se, fin dal V secolo, hanno subito importanti influenze dai Cinesi, che aprirono le isole ai traffici. Attività commerciali nuove si ebbero con la penetrazione musulmana promossa dai regni malesi; l'islamismo, b enché fieramente combattuto dagli Spagnoli, è rimasto radicato nella parte meridionale dell'arcipelago, in particolare nel sud di Mindanao e nelle Sulu, dove vivono i cosiddetti Moros , dediti in larga parte ad attività marinare e, in passato, alla pirateria. Sono circa 200.000 e manifestano un totale disaccordo con il governo centrale. Dopo diffuse manifestazioni e violenze che hanno turbato il Paese, un accordo è stato firmato nel 1997 fra il Governo e il Fronte Moro di Liberazione Islamico (FMLI), che si batte per creare uno stato indipendente nell'isola di Mindanao, ma la guerriglia ha continuato a mietere vittime. Presenti nel Paese vi sono anche i Cinesi (24.000), che esercitano attività mercantili e si distinguono per l'intraprendenza, benché siano tenuti in disparte dai Filippini.

Sviluppo demografico. Le Filippine sono un Paese fittamente popolato. Si tratta però di un fenomeno piuttosto recente, dovuto essenzialmente da un lato a un accrescimento dei mezzi di sussistenza (verificatosi dopo che gli Spagnoli ebbero introdotto con successo, grazie alle rilevanti possibilità agricole dell'ambiente, nuove piante alimentari, come il mais e le patate), dall'altro all'eliminazione di molte malattie endemiche e a un generale miglioramento delle condizioni economico-sociali. Quando nel XVI secolo vi giunsero gli Spagnoli, valutarono che le Filippine ospitassero solo 500-750.000 abitanti. Alla fine del secolo scorso vi erano 8 milioni di abitanti e nel 1948 la popolazione era di oltre 19 milioni di persone, salite nel 1960 a circa 27,1 milioni.

Distribuzione e insediamenti. La popolazione ha una distribuzione assai varia: in generale tende a concentrarsi sulle fasce costiere, ma gli squilibri distributivi sono gravi sia tra zona e zona delle medesime isole, sia tra isola e isola. Il 49% circa degli abitanti si concentra nell'isola di Luzon; la zona più densamente popolata è quella intorno a Manila, polo economico e di attrazione demografica del Paese; la densità è elevata anche nelle isole Cebu, Iloilo e Leyte, mentre poco popolate sono le sezioni interne, montagnose, di Luzon e di Mindanao (tutta l'isola ha peraltro una densità piuttosto bassa) e l'isola di Palawan, che registra i valori più bassi dell'intero arcipelago. Scarsi risultati hanno avuto le migrazioni imposte alle popolazioni dalle aree più congestionate verso quelle meno abitate; come tendenza spontanea e inarrestabile vi è la spinta all'inurbamento verso la zona di Manila e secondariamente verso i centri maggiori delle altre isole. La popolazione, costituita per gran parte da risicoltori che praticano la loro attività fondamentale nelle risaie a irrigazione intorno ai villaggi, vive ancora però per quasi i 2/3 nelle campagne, nei barrios, villaggi che in origine avevano un'organizzazione sociale comunitaria, poi passati a far parte, con gli Spagnoli, delle encomiendas soggette ai latifondisti, i quali ancor oggi rappresentano la classe più influente dello Stato. Una caratteristica forma d'insediamento legata essenzialmente alle attività marinare è quella dei Moros delle isole Sulu, costituita da villaggi palafitticoli.

Città. Le città, e in particolare Manila, sono socialmente il risultato di un urbanesimo d'origine coloniale, oggi precario e tumultuoso, dai caratteri indefiniti, che rende difficile anche la formazione di attive e ben inserite classi borghesi; prevalgono le grandi masse di inurbati dalle campagne. Manila è in tal senso una tipica espressione dell'urbanesimo asiatico. Essa è nata come sbocco e centro d'appoggio dell'organizzazione coloniale dell'arcipelago (di cui è la capitale) e ha via via assunto il ruolo di centro motore dei moderni sviluppi dell'economia del Paese. Nelle sue vicinanze è situata Quezon City, elegante centro residenziale scelto per svolgere funzioni in prevalenza politico-amministrative e culturali. L'area metropolitana di Manila contava nel 1980 circa 6 milioni di abitanti. A Mindanao tutte le maggiori città sono costiere e basano la loro economia sui traffici marittimi. Primeggia Davao, moderna città posta sull'ampio golfo omonimo e sbocco di un ricco retroterra agricolo; segue Zamboanga, affacciata sulla costa sud-occidentale a breve distanza dalle isole Sulu, dei cui prodotti è il tradizionale centro di raccolta. Le altre principali città delle Filippine sono il fulcro commerciale delle isole maggiori e più popolate. La più importante è Cebu , situata sull'isola omonima; è ricca di ricordi storici per essere stata la base della colonizzazione spagnola nell'arcipelago, di cui rimase il centro di maggior rilievo sino alla fondazione di Manila; è tuttora un porto assai attivo.

Aspetti economici

Testo completo:

La struttura economica delle Filippine conserva tuttora l'impronta determinante ricevuta durante il dominio degli Stati Uniti, quando le attività produttive, in specie la coltivazione della canna da zucchero, ricevettero un forte impulso, ma solo in diretta funzione degli interessi americani. Con l'indipendenza il Paese si è avviato verso una lenta e difficile trasformazione, i cui elementi fondamentali sono stati la riforma agraria e la costituzione di alcune industrie legate soprattutto alla lavorazione dei prodotti agricoli locali.

Problemi e prospettive. Se confrontata con quella della maggior parte dei Paesi del Terzo Mondo, le Filippine hanno un'economia in netto sviluppo, avendo fatto registrare negli ultimi anni accrescimenti medi del 6% e avendo finalmente acquisito nel 1977 l'autosufficienza nel settore della produzione del riso, alimento base della popolazione. Tuttavia il Paese è ben lontano dall'aver risolto i propri problemi socio-economici, cui si accompagnano pesanti disparità negli sviluppi regionali e un estremamente caotico processo di urbanizzazione. Grava inoltre la netta dipendenza dell'economia filippina dal capitale internazionale, così come la troppo scarsa diversificazione degli scambi commerciali: netta è l'incidenza di Stati Uniti e Giappone (circa 50%), nonostante gli sforzi compiuti dal governo per stabilire rapporti regolari e più consistenti con altri Paesi, sia dell'area asiatica sia di quella europea. Comunque l'economia filippina è quella che ha resistito meglio, nell'area asiatica, alla crisi finanziaria del 1997-98: le perdite in borsa e la svalutazione si sono mantenute infatti entro limiti contenuti. Notevolissima è l'espansione del settore turistico, che è oggi uno dei più promettenti nell'economia delle Filippine.

Agricoltura e foreste. L'agricoltura interessa quasi la metà della popolazione attiva e fornisce i principali prodotti d'esportazione; dispone di ambienti favorevoli e adatti a svariate colture, che occupano il 30% della superficie territoriale. La maggior parte dell'arativo è destinata alla risicoltura, tradizionale attività economica del Paese, diffusa un po' ovunque ma che trova la sua area migliore nelle pianure centrali di Luzon, a nord di Manila; grazie all'introduzione di tecniche moderne e razionali la produzione di riso è cospicua. Secondo cereale per importanza è il mais, introdotto dagli Spagnoli e oggi particolarmente diffuso nella Valle del Cagayan e nella sezione settentrionale di Mindanao. Altri rilevanti prodotti alimentari sono le banane, la batata, la manioca, gli ortaggi e vari tipi di frutta, tra cui si annoverano ananassi, manghi e agrumi, oltre alle citate banane. Tra le colture industriali il primo posto è detenuto dalla canna da zucchero, coltivata anche in grandi piantagioni modernamente attrezzate. Larga diffusione ha la palma da cocco, anch'essa soprattutto presente nell'isola di Luzon e che dà forti contingenti all'esportazione di copra e di olio. Coltura oleifera secondaria è quella delle arachidi. Si coltivano varie piante tessili, tra cui la cosiddetta canapa di Manila o abaca, le agavi (sisalana e maguey) e il ramié; pregiato è il tabacco, di largo consumo locale e che ha la sua area più adatta nella valle del Cagayan e in genere a Luzon, oltre che nella parte occidentale di Mindanao. Minore importanza ha la coltivazione del cacao, mentre importante è quella del caffè, per il quale il Paese è fra i principali produttori del continente. Anche le attività forestali hanno un ruolo economico di grande rilievo; boschi e foreste coprono il 45% della superficie territoriale e alimentano numerose segherie che lavorano altresì per l'esportazione. Largamente richiesto dai mercati esteri è il mogano filippino, mentre per i più svariati usi interni viene impiegato il bambù; buona consistenza ha del pari la produzione di caucciù.

Allevamento e pesca. Assai minore importanza riveste invece l'allevamento del bestiame, data anche la scarsissima estensione delle aree a prato e a pascolo (pari al 4,3% della superficie territoriale); il settore comprende i bufali, animali tipicamente asiatici, mentre i bovini furono introdotti dagli Spagnoli; abbastanza numerosi sono i suini, essi pure di tradizionale allevamento, eccetto che nelle aree popolate dai musulmani, e ancor più gli animali da cortile. Sopperiscono però alle necessità proteiche i prodotti della pesca: anche se è un settore suscettibile di notevoli sviluppi.

Risorse minerarie. Le risorse del sottosuolo sono varie e per certi minerali non trascurabili; il Paese ha infatti giacimenti d'oro (già estratto e in quantitativi molto rilevanti all'epoca degli Spagnoli, mentre oggi la produzione è più modesta), manganese, nichel, ferro e soprattutto cromo, e rame. I minerali vengono avviati all'esportazione allo stato grezzo mancando un'adeguata industria di trasformazione locale. Il Paese invece è privo di importanti giacimenti di minerali energetici: l'isola di Cebu fornisce quantitativi assai modesti di carbone e ancor più esigui sono quelli di petrolio, che viene estratto dal 1979 al largo dell'isola di Palawan. Per la produzione di energia elettrica si ricorre al petrolio d'importazione e in piccola parte allo sfruttamento idrico, in particolare del fiume Agno.

Industrie. Le industrie riguardano sostanzialmente la lavorazione di prodotti agricoli locali, e comprendono perciò zuccherifici, impianti di pilatura e brillatura del riso, oleifici, tabacchifici, birrifici ecc.; un rapido sviluppo hanno registrato però l'industria tessile, che lavora cotone in misura ormai sufficiente alle richieste interne, quella chimica, in particolare per i fertilizzanti azotati, e quella della carta. Si hanno, inoltre, vari cementifici e alcuni impianti petrolchimici, piccole fabbriche di pneumatici, un complesso siderurgico e uno automobilistico, ma solo di montaggio.

Comunicazioni. Il problema delle comunicazioni è uno dei più gravi per le Filippine, soprattutto a causa della frammentazione territoriale e della generale montuosità delle isole. Per i trasporti interinsulari, sia di merci sia di passeggeri, svolgono ancora un ruolo preminente i servizi marittimi; presentano già un discreto sviluppo le linee aeree, gestite dalla PAL (Philippines Airlines ) che effettua altresì servizi con numerosi Paesi d'Asia e d'Europa, nonché con gli Stati Uniti e l'Australia. Le Filippine dispongono di oltre 80 aeroporti, ma solo quelli internazionali di Manila e di Mactan hanno una buona efficienza; la capitale è anche il vertice delle comunicazioni marittime, sia interne sia internazionali, ma porti attivi sono pure quelli di Cebu, Iloilo, Davao, Batangas e Zamboanga (tra piccoli e grandi le Filippine si avvalgono di oltre 500 scali portuali). Il servizio ferroviario è particolarmente carente; solo Luzon è provvista di ferrovie, che si sviluppano complessivamente per 805 km attraversando da nor da sud buona parte dell'isola (trascurabile è il breve tronco nell'isola di Panay). Più esteso, anche se esso pure carente, è il sistema stradale, che conta 161.313 km di strade, di cui solo 29.036 km asfaltati; i servizi di autobus costituiscono il più diffuso mezzo di trasporto all'interno delle isole.

Commercio. Gli scambi internazionali sono dominati dagli Stati Uniti e dal Giappone; il Paese esporta soprattutto olio di cocco e zucchero, quindi minerali di rame e legname, mentre importa in misura gravosa (pari a un terzo del totale) combustibili, seguiti da macchinari e mezzi di trasporto.

Storia

Testo completo:

Dalle origini al 1521.

Anticamente abitate fin dall'era paleolitica da popoli quasi sicuramente autoctoni, le isole che oggi formano l'arcipelago filippino, vennero a più riprese invase da popolazioni provenienti dalla Malesia e dall'Indonesia (dal II al XV sec. d. C.). A differenza della Malesia e di altre parti del Sudest asiatico, le Filippine non furono influenzate dalla cultura indiana, ma venero popolate da artigiani e mercanti dal Giappone, dalla Cina e dalle terre musulmane. All'inizio del XV sec., infatti, l'arcipelago fu islamizzato e vennero creati diversi sultanati con cui vennero in contatto i primi naviganti portoghesi nei primi anni del 1500.

 

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 93260798
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 48,84
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Tagalog 28,1%, cebuano 13,1%, ilocano 9%, bisaya/binisaya 7,6%, hiligaynon ilonggo 7,5%, bikol 6%, waray 3,4%, altri 25.3% (2000)

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Filippino (ufficiale, basato sulla lingua tagalog) e inglese (ufficiale); maggiori lingue parlate: tagalog, cebuano, ilocano, hiligaynon o ilonggo, bicol, waray, pampango e pangasinan

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Religioni:

Cattolici 80,9%, musulmani 5%, evangelici 2,8%, Iglesia ni Kristo (Chiesa di Cristo in lingua tagalog) 2,3%, Chiesa Aglipayan (Chiesa Indipendente delle Filippine) 2%, altri cristiani 4,5%, altre 1,8%, non specificate 0,6%, nessuna 0,1% (2000)

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 1,73
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 25,93
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 5,91

Media dell'area geografica: 6.4036362821406 (su un totale di 11 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 18,20
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 27,50
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Numero medio di figli per donna: 3,27
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Rapporto tra i sessi: 100,66
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 22,19
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 64,54
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 71,29

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 114

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 224,77
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 2.344,89
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 2
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 19
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 5
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 76.043,40
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -1233365
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 23

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 91
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 93
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 87
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 91
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 80
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 69
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 76

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 98
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 97
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 75
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 93
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 91
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 66
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 55

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 3,75
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 99,30
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 29,00

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

 

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

0,3