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Paesi | Americhe | America meridionale | Ecuador

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Quito
Area del Paese in chilometri quadrati: 283561
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 46
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 24 maggio 1822
Indipendenza da: Spagna
Moneta: Dollaro USA

Spazio fisico

Testo completo:

Suddivisione morfologica. L'Ecuador è un Paese andino per eccellenza, benché la zona propriamente montana, localmente chiamata Sierra, abbia un'estensione di poco superiore a un quarto della complessiva superficie territoriale. In effetti l'Ecuador comprende tre regioni ben distinte per condizioni morfologiche oltre che ambientali: a ovest, affacciata all'Oceano Pacifico, è la Costa, al centro la Sierra, a est, verso il bacino amazzonico, l'Oriente.

 

Costa. La Costa, estesa per circa 66.000 km2 , corrisponde in gran parte a una pianura alluvionale, ampiamente ricoperta da materiale vulcanico; larga al massimo 150 km, è profondamente depressa in prossimità del versante andino, ma si rialza verso il litorale, su cui prospettano isolate colline o brevi dorsali montuose di natura calcarea (Cordigliera di Manabí, di Colonche ecc.), alte in genere sugli 800 m e formatesi durante gli ultimi corrugamenti che interessarono la regione andina. Tali rilievi lasciano uno spazio talora esiguo alla cimosa costiera, bassa e articolata, in cui taluni fiumi hanno inciso profondamente i loro estuari, mentre altri ristagnano dando luogo ad aree paludose. Scarse e di modesta estensione sono le isole che bordano il litorale ecuadoriano a eccezione dell'isola di Puná , situata nel Golfo di Guayaquil e formatasi per recenti moti eustatici. La parte più ricca e popolata della Costa è il bacino del fiume Guayas (termine improprio, in quanto si designa per Guayas la foce comune di alcuni corsi d'acqua, tra cui il Daule e il Vinces), i cui suoli assai fertili consentono una fiorente agricoltura di piantagione e che ospita la maggiore città dell'Ecuador, Guayaquil.

 

Sierra. La sezione centrale del Paese, la Sierra (ca. 70.000 km2 ), è una fascia di alte terre lunga oltre 600 km da nord a sud e larga 100-150 km; essa si articola su due catene andine grosso modo parallele, la Cordigliera Occidentale e la Cordigliera Orientale o Reale, tra le quali s'interpone una zona depressionaria, elevata in media 2.500 metri. I due allineamenti montuosi, costituiti da rocce paleozoiche e mesozoiche fortemente piegate (più antica è la Cordigliera Orientale, formata essenzialmente da rocce cristalline ricoperte di materiali sedimentari), si originarono per due successivi corrugamenti cenozoici; potenti strati lavici, attestanti un'intensa attività vulcanica, ricoprono in più punti i rilievi, specie nella sezione settentrionale della Sierra. Grandiosi apparati vulcanici, molti dei quali ancora attivi, sovrastano le due catene; nella Cordigliera Orientale, morfologicamente più compatta e nel suo complesso più elevata dell'Occidentale, s'innalzano, tutti superiori ai 5.000 m, il Cayambe (5.790 m), l'Antizana (5.704 m), il Cotopaxi (5.897 m) e il Sangay (5230 m, uno dei più attivi vulcani del mondo), mentre la Cordigliera Occidentale, largamente frammentata da numerosi solchi fluviali, pur presentando in genere apparati vulcanici di minore importanza (Cotacachi, 4.937 m; Pichincha, 4.783 m), annovera il possente Chimborazo , massima elevazione del Paese (6.310 m). Oltre all'attività vulcanica, l'Ecuador è interessato da frequenti fenomeni sismici, che denunciano l'instabilità strutturale del territorio. Terreni vulcanici ricoprono anche la fossa tettonica centrale, che le colate laviche hanno compartimentato in numerosi bacini ben distinti l'uno dall'altro, le hoyas (bacini di Ibarra, Quito, Latacunga, Riobamba ecc.), il cui clima è particolarmente adatto all'insediamento umano e i cui suoli assai fertili hanno determinato, sin da epoche remote, un fitto popolamento e l'ubicazione di centri assai importanti, nonché della stessa capitale.

 

Oriente. A est della Cordigliera Orientale si stende l'Oriente, la più vasta (oltre 130.000 km2 ) regione morfologica del Paese; rivestita da un fitto manto forestale, per il suo difficile accesso, è raggiungibile solo percorrendo le selvagge gole dei pochi fiumi che si sono aperti un passaggio nella Cordigliera Orientale, è in molte zone ancora pressoché sconosciuta ed è quasi interamente spopolata. Formato da un'area pedemontana e da un'ampia pianura, l'Oriente è ricoperto da terreni sedimentari del Cenozoico e del Neozoico; si tratta in gran parte di depositi alluvionali, che digradano da ovest a est verso il bacino amazzonico.

 

Clima. Nonostante la posizione a cavallo dell'Equatore, il Paese non ha caratteristiche climatiche tipicamente equatoriali, eccetto che nell'Oriente. La Costa, pur contraddistinta da temperature costantemente elevate (a Guayaquil la media di gennaio è di 27 °C, quella di luglio di 25 °C), presenta nel corso dell'anno la netta alternanza tra una stagione piovosa (invierno, da dicembre a giugno), in cui predomina l'influsso delle masse d'aria umida equatoriali, e una più asciutta (verano, da giugno a dicembre), quando la regione è soggetta all'azione delle masse d'aria secca provenienti dal Pacifico. Le precipitazioni non sono comunque mai molto copiose; Guayaquil, per esempio, riceve 1.000 mm annui di pioggia e l'estremo tratto costiero meridionale, lambito dalla corrente fredda di Humboldt, o del Perú, è addirittura assai arido, registrando al massimo 500 mm annui. Nella Sierra è naturalmente la presenza dei rilievi a determinare le maggiori differenze climatiche. Per quanto riguarda specialmente le temperature, si ha la distinzione, propria delle regioni andine, in tierras calientes (le basse vallate e il pedemonte), templadas (gli altipiani centrali), frías (le aree fra i 3.000-3.500 e i 4.500 m) e heladas (le alte quote a partire dai 4.500 m, dove si pone il limite delle nevi perenni): si passa da una temperatura media mai inferiore ai 20 °C per le tierras calientes al clima perennemente primaverile di 13-15 °C nella fascia interandina, alle temperature più rigide, con medie invernali anche inferiori allo zero, nelle tierras frías, sino alle formazioni glaciali delle aree più elevate. Le precipitazioni sono piuttosto scarse nelle hoyas, pur variando ampiamente da bacino a bacino (tra i più piovosi è quello di Quito, con 1100 mm annui); le piogge sono invece assai abbondanti sui versanti orientali delle cordigliere, scarse su quelli occidentali. Temperature costantemente elevate e precipitazioni assai copiose, sino a 4000-4500 mm annui, ha infine l'Oriente, investito tutto l'anno dalle masse d'aria calda e umida d'origine atlantica (alisei di nord-est e di sud-est).

 

Flora. Le caratteristiche climatiche determinano rilevanti varietà di paesaggi vegetali. La lussureggiante foresta pluviale, ricchissima di essenze da ebanisteria, di piante medicinali, di alberi della gomma ecc., ricopre tutto l'Oriente; fitti ammanti forestali sono inoltre presenti nelle più umide regioni settentrionali della Costa e sui versanti andini sino ai 2.000 m, al disopra dei quali compaiono specie xerofile, tra cui i cactus, seguite verso i 3.000 m dalle distese steppiche erbacee e arbustive dei páramos. La savana, infine, prevale nell'arida fascia costiera meridionale, mentre il litorale è largamente frangiato da mangrovie.

Idrografia. L'Ecuador possiede una fitta rete idrografica, che tributa all'Oceano Pacifico e al Rio delle Amazzoni; i fiumi, assai ricchi d'acqua, si originano dalle catene andine e hanno in genere un regime pluvio-nivale. Data la maggiore vicinanza dei rilievi occidentali alla costa, più brevi sono in linea di massima i fiumi che scendono all'oceano; i principali sono l'Esmeraldas, che si forma dalla confluenza di vari fiumi, tra cui il Guaillabamba, e sfocia nel Pacifico con un profondo estuario dov'è situata l'omonima città, e il citato Guayas. Soprattutto ricchi d'acqua, per le copiosissime precipitazioni, sono i fiumi amazzonici; tra essi di particolare importanza sono il Napo, il Pastaza e il Tigre, i due ultimi tributari del Marañón.

Ambiente umano

Testo completo:

 

Popolamento e composizione etnica. Sin dall'epoca preincaica le genti indie erano stanziate quasi unicamente nella fascia interandina, dove i sopraggiunti Incas fondarono Quito, rimasta la principale città del Paese anche con gli Spagnoli. Questi iniziarono però il popolamento della Costa, che dotarono di vari centri portuali, tra cui emerse Guayaquil, e dove più tardi fecero affluire gruppi di negri, adibiti al lavoro nelle piantagioni. Meticci (40%), indios (40%), creoli, i discendenti cioè dei primi colonizzatori spagnoli (15%), neri e mulatti (5%) formano l'assai complessa compagine etnica ecuadoriana: i vari gruppi sono nettamente separati e la loro mancata fusione costituisce anzi un grave problema per il Paese. Ancor oggi gli Indios abitano in prevalenza nella Sierra, che complessivamente ospita quasi la metà della popolazione, mentre i meticci, i neri e i mulatti sono in genere stanziati nella Costa; le foreste dell'Oriente accolgono tribù indie di raccoglitori e coltivatori nomadi per complessivi 120.000 abitanti circa, tra cui sono i Jívaros, famosi per la loro abilità nel mummificare le teste dei nemici uccisi.

 

Sviluppo demografico. La popolazione dell'Ecuador, rimasta a lungo assai scarsa, da alcuni decenni registra un alto tasso d'incremento. Il Paese, passato da poco più di 500.000 abitanti nel 1825 a 1,5 milioni di abitanti nel 1920, da allora ha triplicato in quarant'anni la sua popolazione: al censimento del 1962 annoverava 4,6 milioni di abitanti, saliti a oltre 6,5 milioni nel 1972. Oggi è lo Stato più densamente popolato dell'America Meridionale. Vivono nelle città i creoli e gran parte dei meticci, mentre rurale è la popolazione india.

Città. Le uniche vere e proprie città ecuadoriane sono, come si è detto, Quito e Guayaquil : l'una, vivace centro commerciale ma soprattutto politico e culturale, ricco di antichi monumenti, in splendida posizione ai piedi del Vulcano Pichincha; l'altra, metropoli portuale, con la città satellite di Puerto Nuevo, e industriale del Paese, benché situata in una delle aree più malsane dell'Ecuador, ma allo sbocco di un fertile retroterra in continua espansione economica. Seguono, con funzioni eminentemente regionali, Santa Ana de Cuenca (o semplicemente Cuenca), Ambato e Riobamba, piccole «capitali» delle rispettive hoyas. Sulla Costa infine sono le cittadine portuali di Manta e di Esmeraldas: quest'ultima, già prevalentemente adibita all'esportazione di banane, è un porto soprattutto petrolifero, essendo stata collegata nel 1972, mediante un grandioso oleodotto transandino, al giacimento di Lago Agrio (Oriente).

Aspetti economici

Testo completo:

 

Paese ancora prevalentemente agricolo e poco sviluppato (la maggior parte della popolazione vive nella zona andina dove sussiste il latifondo largamente parassitario), l'Ecuador presenta tuttavia connotazioni tali da consentire di guardare al futuro con un certo ottimismo. Se il reddito è basso, significative sono però sia la presenza di risorse energetiche, non straordinarie ma sufficienti a dare all'Ecuador un certo peso come esportatore di petrolio, sia la forte espansione del settore manifatturiero. Nel 1972, l'anno in cui era realizzato l'oleodotto transandino collegante i giacimenti amazzonici dell'Oriente con il porto di Esmeraldas sul Pacifico, veniva fondata una società petrolifera di Stato, la Corporación Estatal Petrolera Ecuatoriana (CEPE); nell'ambito del programma di potenziamento delle risorse nazionali si inserisce anche il Fondo Nacional de Desarrollo (FONADE), un apposito fondo destinato a finanziare i nuovi piani di sviluppo economico ecuadoriano.

 

Agricoltura e foreste. È nel settore agricolo che si avverte particolarmente l'insufficienza di incisive riforme statali, benché dal 1976 si proceda alla graduale confisca di tutti i latifondi che risultino non coltivati per oltre l'80% della loro superficie. L'agricoltura in verità presenta due volti: nella Costa si hanno aziende molto produttive per lo più di medie dimensioni, mentre nella Sierra a poche immense proprietà terriere si contrappongono centinaia di migliaia di microfondi inferiori ai 5 ha, dove i contadini, spesso ridotti a un livello di pura sussistenza, si dedicano a colture di immediato consumo, su suoli ormai troppo sfruttati e con sistemi antiquati e ben poco produttivi. La Costa, oltre a fornire i prodotti chiave per l'economia del Paese, cioè banane (di cui l'Ecuador è tra i maggiori produttori del mondo), cacao di qualità pregiata (l'Ecuador ne è il maggior produttore americano dopo il Brasile), caffè, dà canna da zucchero, numerose varietà di frutta (come manghi, papaie, ananassi, agrumi), cotone, tabacco ecc., oltre ad alcune particolari palme, quali la Phytelephas macrocarpa, dal cui frutto si estrae il cosiddetto avorio vegetale (corozo), utilizzato nell'industria dei bottoni, e la Carludovica palmata , che fornisce la fibra impiegata per fabbricare i cappelli detti «panama», attività peraltro in netta diminuzione. Nei bacini intermontani della Sierra si coltivano invece cereali (mais e riso soprattutto), manioca, patate, leguminose e, in talune aree più protette e ben irrigate, colture frutticole. Oltre la metà della superficie territoriale è occupata da foreste: fra i numerosi prodotti forestali si annoverano la balsa, di cui l'Ecuador è il massimo produttore mondiale, e varie sostanze concianti.

 

Allevamento. Appare suscettibile di sviluppo anche il settore zootecnico, che oggi svolge una funzione ancora modesta nell'economia nazionale, coprendo a mala pena le richieste del mercato interno. Prevalgono i bovini, gli ovini e i suini, cui si aggiunge un discreto numero di volatili da cortile; nelle zone di montagna sono largamente impiegati come mezzi di trasporto asini e muli, oltre ai tradizionali lama. All'esportazione sono invece in prevalenza destinati i prodotti della pesca (gamberi, aragoste, tonni ecc.), settore cui il governo ha dedicato ampi investimenti.

 

Risorse minerarie. Unico prodotto notevole del sottosuolo è il petrolio, estratto sia ad Ancón, nella Penisola di Santa Elena, da dove è convogliato con oleodotto alla raffineria di La Libertad (altre raffinerie operano a Cautivo e a Quito), sia dai ricchi giacimenti dell'Oriente, situati al confine con la Colombia lungo il fiume Putumayo. Il petrolio è stato ampiamente posto al servizio della produzione elettrica; il problema dovrebbe tuttavia essere risolto con un maggiore utilizzo del ricchissimo potenziale idroelettrico della regione andina. Nonostante l'insufficiente produzione di energia, l'industria ha compiuto progressi notevolissimi e oggi opera anche per l'esportazione con i predominanti settori tradizionali tessile, alimentare e del tabacco.

Comunicazioni e commercio. Costituisce un grave ostacolo allo sviluppo economico dell'Ecuador l'insufficienza delle vie di comunicazione, il cui potenziamento è peraltro reso assai difficile dalla presenza di impervie montagne e di pressoché impenetrabili selve. Il Paese è servito da circa 1.000 km di ferrovie, 1400 km di autostrade e 45.000 km di strade. Le comunicazioni interne e con l'estero si avvalgono di una buona rete aerea (i principali aeroporti, entrambi internazionali, sono il Mariscal Sucre presso Quito e il Simón Bolívar presso Guayaquil); le maggiori compagnie aeree sono SAETA, SAN e TAME. Il commercio estero (l'Ecuador esporta soprattutto petrolio, pesce, caffè, cacao e banane, mentre importa in prevalenza macchinari e mezzi di trasporto, prodotti meccanici e chimici) si svolge per circa un terzo con gli Stati Uniti, seguiti dal Giappone per le importazioni e in gran parte con gli Stati Uniti per le esportazioni.

Storia

Testo completo:

Dalla conquista spagnola alla prima costituzione.

Le coste ecuadoriane furono toccate dagli Europei prima ancora di quelle peruviane. Infatti, nel 1528, Francisco Pizarro e Diego de Almagro, per prepararsi alla conquista del Perú, esplorarono le zone di Túmbes e Atacames. Spettò però a Sebastiàn de Belalcázar il compito di occupare l'Ecuador, dopo l'assassinio dell'inca Atahualpa. Accanto alla vecchia San Francisco de Quito in rovina sorse la nuova Quito (l'odierna capitale). Primo governatore della colonia fu dal 1540 Gonzalo Pizarro, fratellastro di Francisco, che si spinse anche entro le foreste amazzoniche. Sede di Real Audiencia dal 1563, l'Ecuador fece parte del Vicereame del Perú fino al 1717, anno in cui fu incorporato nel neocostituito Vicereame della Nuova Granada. La sua organizzazione politico-amministrativa ricalcò quella delle altre colonie spagnole nell'America Meridionale. Ne ripeteva i modelli anche la struttura economico-sociale; pertanto, gradualmente, si assestò un'oligarchia latifondista di origine spagnola, al di sopra della grande massa indigena, costretta al lavoro agricolo e ai più umili servizi domestici o artigianali; al centro, fra queste due categorie, il ceto mercantile e burocratico, di estrazione europea ma nativo del posto (criollo). Appunto fra i criollos sul finire del sec. XVIII cominciarono a serpeggiare tendenze autonomistiche, che presto si tradussero in aspirazioni all'indipendenza. Il più autorevole propugnatore di tali idee fu Francisco Eugenio Espejo de Santa Cruz, segretario della Società patriottica degli amici del Paese, che morì in carcere nel 1796. Il 10 agosto 1809 insorti criollos destituirono le autorità iberiche e insediarono una giunta rivoluzionaria. La liberazione, tuttavia, giunse soltanto nel 1822, dopo le vittorie militari conseguite a Yaguachi e Pichincha dal generale Antonio José de Sucre (1821 e 1822). L'Ecuador poté così aderire – come terzo membro insieme con Colombia e Venezuela – alla Repubblica della Gran Colombia, istituita da Simón Bolívar nel dicembre 1819. Ma nel 1830 l'unione si sgretolò e ognuno dei suoi componenti diventò Stato sovrano. L'Ecuador si diede la prima Costituzione nazionale il 23 settembre 1830 ed elesse presidente della Repubblica il generale Juan José Flores, esponente dell'aristocrazia creola e rappresentante degli interessi degli oligarchi dell'entroterra: perciò fu osteggiato dai liberali, forti soprattutto nella zona costiera e mercantile di Guayaquil. Un compromesso fra i due schieramenti portò nel 1835 alla guida dello Stato il liberale Vicente Rocafuerte, che riformò la carta costituzionale; Flores riassunse la carica quattro anni dopo (anch'egli ritoccò la Costituzione, accentuandone gli aspetti autoritari). La lotta tra liberali e conservatori si riaccese, conducendo ora gli uni ora gli altri al potere.

 

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 14464739
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 67,46
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Meticci (incrocio tra amerindi e bianchi) 65%, Amerindi 25%, Spagnoli e altri 7%, Neri 3%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Spagnolo (ufficiale), lingue amerinde specialmente Quechua

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Religioni:

Cattolici 95%, altre 5%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 1,49
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 21,59
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 4,98

Media dell'area geografica: 6.3316666682561 (su un totale di 12 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 18,00
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 24,00
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Numero medio di figli per donna: 2,58
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Rapporto tra i sessi: 100,34
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 25,55
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 72,14
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 78,06

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 89

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 66,47
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 4.427,57
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 16.496,60
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -120000
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 5

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 100
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 84
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 97
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 89
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 89
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 94
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 82
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 94

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 97
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 96
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 98
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 97
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 53
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 52

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 15,07
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 104,55
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 31,40

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

15,6

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

0,3