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Paesi | Americhe | America centrale | Honduras

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Tegucigalpa
Area del Paese in chilometri quadrati: 112090
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 61
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 15 settembre 1821
Indipendenza da: Spagna
Moneta: Lempira

Spazio fisico

Testo completo:

 

Morfologia. Nei suoi tratti generali il territorio dell'Honduras corrisponde a un vasto altopiano, esteso da una sponda all'altra dell'istmo e percorso da catene montuose con prevalente andamento ovest-est. Geologicamente il Paese poggia su un imbasamento di rocce cristalline che affiora ampiamente nella sezione settentrionale. Piegato nell'era paleozoica e successivamente spianato dalla lenta erosione, tale zoccolo fu violentemente interessato dai moti orogenetici del Cenozoico, propri all'intera area istmica, che provocarono numerose fratture con conseguente fuoruscita di magma; gli espandimenti lavici e gli apparati vulcanici sono presenti nella parte meridionale del Paese, collegandosi a quell'allineamento di vulcani che corre lungo tutta l'America Centrale. Al di sopra dello zoccolo si hanno strati sedimentari mesozoici e cenozoici, questi ultimi particolarmente estesi nella sezione occidentale dell'altopiano; una copertura quaternaria caratterizza la Mosquitia e la pianura costiera nord-orientale.

 

Orografia. L'orografia è complessa, specie nella zona centrale e più compatta dell'altopiano, sovrastata da brevi catene (Montañas de Comayagua, Cordillera de Motecillos, Sierra Opalaca, Montaña La Sierra ecc.) in più punti superiori ai 2.000 m e culminanti nei 2.849 m del Cerro Las Minas, nella Sierra de Celaque; da tale nucleo di alte terre si diparte verso nord una serie di dorsali montuose, dall'andamento sud-ovest/nord-est più nettamente delineato, quali i Cerros de Cangreja (2.435 m), la Montaña La Esperanza, la Sierra de Agalta (2.590 m) e le Montañas de Colón, che talvolta raggiungono il litorale caribico, determinando una costa in alcuni tratti alta e rocciosa: tale è, per esempio, quella fronteggiata dall'arcipelago delle Islas de la Bahía. Il fronte costiero atlantico si sviluppa per 500 km, dal Golfo dell'Honduras al capo Gracias a Dios, ed è orlato di lagune (Los Micos, Guaimoreto, Ibans Ébano, Brus, Caratasca ecc.); qui si estendono le maggiori pianure honduregne, le quali peraltro occupano solo una limitata porzione del complessivo territorio. Tra le principali sono la Piana di Sula, estesa alla foce del fiume Aguán, e soprattutto la Mosquitia, in buona parte paludosa; un'altra vasta area pianeggiante si affaccia a sud-ovest sul Golfo di Fonseca, dove sbocca il fiume Choluteca.

 

Clima. L'Honduras ha un clima tropicale, ampiamente influenzato però dalla marittimità del fronte caribico e, nell'interno, mitigato dall'altitudine. Le coste e i bassopiani registrano temperature medie annue di 27-30 °C, con lievissime escursioni termiche diurne e stagionali, mentre tra gli 800 e i 1.500 m d'altitudine ( tierras templadas ) si hanno medie di 20-25 °C; i valori decrescono ulteriormente a quote più elevate ma non scendono in nessun luogo al di sotto dei 15 °C. Le precipitazioni, copiose da ottobre ad aprile, sono molto abbondanti nella fascia caribica, direttamente investita dall'aliseo di nord-st e che riceve in media 2.500-3.500 mm di pioggia annui (3.600 mm a Tela); si attenuano sulla fascia rivolta al Pacifico e soprattutto nelle valli interne, chiuse agli influssi delle masse d'aria marittime e dove cadono in media 900-1.400 mm di pioggia all'anno (1.000 mm a Tegucigalpa).

 

Flora. Assai ricco è il manto vegetale dell'Honduras: la foresta pluviale, comprendente il cedro, il mogano, la ceiba, la sapodilla ecc., domina nei bassopiani, lungo i versanti settentrionali delle catene montuose e in genere delle aree più umide, cedendo al di sopra dei 1.500 m ai boschi di querce e conifere; la savana occupa invece le zone più asciutte e le coste sono spesso orlate di mangrovie.

Idrografia. La rete idrografica dell'Honduras è nel complesso piuttosto irregolare. Lo spostamento verso sud della linea spartiacque fa sì che i maggiori fiumi sfocino nel Mar delle Antille; vi scendono con vallate spesso tortuose, ma che rappresentano tuttora assai utili mezzi di accesso all'interno del Paese: l'Ulúa , il più importante fiume honduregno, che solca la ricca piana di Sula, il citato Aguán e il Patuca; quest'ultimo è il più lungo corso d'acqua del Paese (se si esclude il Río Coco, che segna gran parte del confine col Nicaragua), di cui attraversa l'intera sezione sud-orientale, ma di scarso rilievo come via di comunicazione, in quanto corrisponde in gran parte alla semidesertica Mosquitia. Due sono infine i principali fiumi del versante pacifico: il Goascorán, che segna per un buon tratto il confine con El Salvador, e il Choluteca, che nasce presso Tegucigalpa.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. All'inizio del XVI secolo, all'epoca della conquista spagnola, l'Honduras era popolato da circa un milione di Amerindi: nell'area settentrionale dell'altopiano vi erano genti di lingua nahua e maya; questi ultimi avevano edificato splendide città, tra cui la famosa Copán. Nelle regioni centrali e occidentali vi erano tribù di lingua mixe e lenca che, con quelle di lingua caribe della fascia atlantica, costituivano i più antichi abitanti del Paese. Infine, a sud e nella Mosquitia si trovavano le più settentrionali genti di lingua chibcha dell'America istmica. I colonizzatori si stabilirono sulle alte terre che, a causa delle migliori condizioni climatiche e dei fertili terreni vulcanici, sono tuttora l'area più fittamente popolata del Paese, dove si trova anche la capitale. Durante il dominio spagnolo si ebbe una profonda mistione con gli indios tanto che i creoli, i discendenti cioè degli Spagnoli, pur restando i detentori delle leve del potere, sono solo l'1% della popolazione attuale. Dopo la decimazione degli indigeni perpetrata dai conquistadores , tra i secolo XVIII e XIX furono introdotti nell'Honduras neri africani, adibiti al lavoro delle piantagioni; in parte puri, in parte meticciati con gli Amerindi ( zambos ), essi vivono soprattutto nella pianura caribica.

Sviluppo demografico e distribuzione. L'incremento demografico è restato a lungo piuttosto basso; valori molto elevati si hanno a partire solo da questo secolo, in cui si è passati dai 500.000 abitanti del 1910 ai 1,3 milioni del 1950 e agli odierni 6,5 milioni circa. L'Honduras è tuttavia ancora scarsamente popolato: semidesertica (2 abitanti/km 2 ) è La Mosquitia, corrispondente al dipartimento di Gracias a Dios, mentre sulle alte terre e nelle fertili pianure costiere l'addensamento umano è più elevato. Unica grande città è Tegucigalpa, centro politico, storico e culturale nonché attivo mercato di una vasta zona agricola delle alte terre centro-meridionali; notevole sviluppo ha però registrato San Pedro Sula, sede, insieme alla capitale, delle principali industrie del Paese. Seguono i porti caribici di La Ceiba, Tela e Puerto Cortés , sbocco questo di San Pedro Sula.

Aspetti economici

Testo completo:

 

Il Paese presenta una situazione economica caratterizzata da una generale arretratezza, che risale al periodo coloniale ma che non ha tratto alcun vantaggio dal conseguimento dell'indipendenza. Ciò deriva dalle pesanti ingerenze di alcune società estere, in particolare della United Brands , che a partire dall'inizio del XX secolo introdussero ben organizzate piantagioni commerciali di banani, caffè, canna da zucchero, cotone, tabacco, palme da olio, piante da frutto, mentre ben poco veniva fatto per potenziare l'agricoltura per i consumi interni, sicché è necessario ricorrere ancora oggi a cospicue importazioni di generi alimentari. Nel 1975 venne fatto un tentativo di riforma agraria mirante a una più equa distribuzione delle terre ai contadini, praticamente vanificato dai latifondisti e dalle multinazionali statunitensi. Anche il settore industriale è assolutamente inadeguato alla maggior parte delle richieste del Paese: l'unico polo di sviluppo è San Pedro Sula, che gode dal 1975 di una zona franca nel centro di Puerto Cortés.

 

Agricoltura, foreste e allevamento. L'agricoltura è tuttora la base dell'economia honduregna, benché arativo e colture arborescenti occupino appena il 18,1% della superficie territoriale; si tratta per lo più di contadini poverissimi, che coltivano su esigui appezzamenti mais e altri cereali, manioca, fagioli ecc. Quella che rende è l'agricoltura commerciale, in mano ai latifondisti creoli o alle menzionate società estere, che fornisce soprattutto banane e caffè, quindi tabacco, cotone, canna da zucchero, noci di cocco, olio di palma, agrumi e ananas. Un certo rilievo ha lo sfruttamento forestale, che fornisce mogano, cedro, pino; è in corso un programma di sfruttamento del bacino forestale di Olancho. Poco produttivo è anche l'allevamento del bestiame (prevalgono i bovini); in via di sviluppo è l'attività peschereccia.

 

Risorse minerarie e industria. Molteplici sono i minerali accertati nel Paese, ma in misura apprezzabile si estraggono solo piombo, zinco, oro, argento e antimonio. L'attività industriale è incentrata sulla lavorazione dei prodotti agricoli (zuccherifici, birrifici, tabacchifici, oleifici, conservifici) e sulla produzione di beni di prima necessità, come tessuti di cotone, calzature, cappelli di panama; presso San Pedro Sula funziona un cementificio.

Comunicazioni. Le vie di comunicazione sono del tutto insufficienti. Le ferrovie (790 km ca.), ubicate unicamente nel Nord del Paese, sono a scartamento ridotto, impiegate quasi unicamente per il trasporto dei prodotti di piantagione e del legname ai centri portuali: Puerto Cortés, il principale dell'Honduras, La Ceiba e Tela. Delle strade, che si sviluppano complessivamente per 15.400 km, solo l'asse Puerto Cortés-Choluteca e poche altre sono asfaltate; il maggior nodo delle comunicazioni è la capitale, collegata alla Carretera Panamericana (asfaltata) che interessa l'Honduras per ca. 250 km. Talune zone sono raggiungibili solo per aereo; in Honduras. operano varie aviolinee locali, tra cui la SAHSA, Servicio Aéreo de Honduras SA , che effettua collegamenti anche con gli Stati Uniti; Tegucigalpa, La Ceiba e San Pedro Sula sono sedi di aeroporti internazionali, ma il Paese dispone di numerosi altri campi di fortuna presso i centri più importanti delle piantagioni.

Commercio. Le esportazioni sono soprattutto rappresentate dalle banane e dal caffè, quindi dal legname, dal pesce, dalla carne e da alcuni minerali come piombo, zinco e argento, mentre le importazioni concernono essenzialmente macchinari e mezzi di trasporto, prodotti chimici, manufatti vari, generi alimentari; gli scambi si svolgono per circa il 55% con gli Stati Uniti, seguiti a notevole distanza dalla Germania, dal Giappone, dal Guatemala, dal Regno Unito e dalla Spagna.

Storia

Testo completo:

Situato ai margini dell'antico impero maya, che ebbe in Copán uno dei suoi più importanti centri, l'Honduras (o Las Hibueras) fu scoperto da Cristoforo Colombo nel 1502 e nel 1524 fu conquistato alla Spagna da Cristóbal de Olid. Il territorio venne incorporato nel vicereame della Nuova Spagna (Messico) e di questo seguì le vicende fino all'indipendenza. Si staccò definitivamente dal Messico nel 1823, anno in cui nacque il nuovo Stato delle Province Unite dell'America Centrale (Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Honduras e Nicaragua). Nel 1839, malgrado la resistenza federalistica dell'honduregno Francisco Morazán (1799-1842), i cinque membri dell'entità regionale si separarono, acquistando ciascuno una propria individualità. Da allora e per oltre un secolo, l'Honduras si fece promotore di numerosi tentativi di ricostituire una compagine federale con alcuni degli Stati centroamericani (di particolare rilievo, anche se falliti, i progetti di unione con El Salvador e Nicaragua del 1895-1898 e con El Salvador e Guatemala nei primi anni Venti del XX secolo).
Verso la metà del XIX secolo anche l'Honduras, come tutta l'America Centrale e caribica, cominciò a subire l'influenza economica e finanziaria degli Stati Uniti. Fra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX si allearono in particolare la United Fruit Company e la Standard Fruit Company che, direttamente o attraverso consociate, si impadronirono della produzione bananiera; i latifondisti locali si allearono agli Statunitensi e il Paese entrò così in una fase di intenso sfruttamento, senza peraltro che l'Honduras potesse goderne i profitti. Nel 1933 ascese al potere, con un colpo di forza, il generale conservatore Tiburcio Carías Andino, che riuscì a mantenere la carica di presidente fino al 1949; nel periodo in cui esercitò il potere, non esitò a reprimere con la forza le proteste popolari suscitate nel 1937 dalla crisi del settore bananiero e dal calo delle esportazioni, nel 1944-1945 dalla recessione provocata dalla seconda guerra mondiale e ancora nel 1947 da nuove difficoltà economiche. Sul piano dei rapporti regionali, nello stesso periodo si aprì un grave contrasto con il Nicaragua per questioni di confine, mentre si fecero tesi anche i rapporti con El Salvador. Succedettero alla presidenza Juan Manuel Gálvez (1949-1954), poi Julio Lozano Díaz (1954-1956), entrambi appartenenti al gruppo di potere tradizionale.
Nel 1957 le elezioni diedero la vittoria al liberale Ramón Villeda Morales, fautore di pur timide riforme, ma i conservatori non accettarono la novità e nel 1963 promossero un ennesimo intervento dei militari per restaurare il vecchio ordine: capo dello Stato divenne il colonnello Osvaldo López Arellano, che, battuto nelle elezioni del 1971, il 4 dicembre 1972 tornò al potere con un colpo di Stato; ma a sua volta fu destituito nell'aprile 1975 da un incruento golpe guidato da giovani ufficiali sensibili alle esigenze di riforma agraria. Un ulteriore colpo di Stato (agosto 1978) costringeva il presidente Juan Alberto Melgar Castro a dimettersi e insediava al suo posto il comandante dell'esercito Juan Paz García. Questi diede vita a un regime reazionario, che suscitò le preoccupazioni degli stessi Stati Uniti, interessati a stabilizzare una regione dove già esisteva una situazione esplosiva per le crisi in Nicaragua ed El Salvador.
Su pressione di Washington, Paz García nel 1980 promosse le elezioni di un'Assemblea costituente per l'elaborazione di una nuova Costituzione. Nel 1981 si tennero le elezioni generali, vinte dal Partito liberale, e fu nominato presidente della Repubblica un civile, Roberto Suazo Córdova; di fatto, però, il potere rimaneva nelle mani dei militari e in particolare del generale Gustavo Alvárez Martínez, il quale non esitò a ospitare, per addestrarli, i contras (elementi antisandinisti della Guardia nazionale) nicaraguensi rifugiati in Honduras, favorendo appieno i piani degli USA in cambio di ingenti aiuti economici. Nel 1984, tuttavia, Alvárez Martínez fu allontanato, anche se la politica honduregna verso gli USA non subì sostanziali mutamenti; nelle elezioni del 1985 fu eletto nuovo presidente della Repubblica il liberale José Azcona, la cui amministrazione confermò la politica di austerità adottata dal governo precedente. Insieme alla mancata concessione di una legge di riforma agraria, tale politica finì per aggravare la difficile situazione sociale, senza peraltro risolvere i problemi economici del Paese.
Sul piano internazionale, nel 1986 Honduras ed El Salvador rimisero un'annosa controversia di frontiera che condizionava le loro relazioni alla Corte internazionale dell'Aia, il cui verdetto, nel 1992, fu ampiamente favorevole a Tegucigalpa. Rimasero invece tesi i rapporti col Nicaragua, nonostante gli accordi di Esquipulas del 1987 ­ che erano stati firmati con i presidenti di Costa Rica, Guatemala, Salvador e Nicaragua ­ prevedessero lo smantellamento delle basi antisandiniste in territorio honduregno (tali basi rimasero attive fino alla conclusione del conflitto civile in Nicaragua, nel 1990).
Le elezioni del 1989 portarono alla presidenza il conservatore R. L. Callejas; questi inasprì le misure di austerità per far fronte alla critica situazione del debito estero, ma favorì in tal modo la crescita della protesta sociale, duramente repressa dall'esercito. Perso anche il sostegno della Chiesa cattolica, schieratasi a favore dei contadini senza terra e contraria all'eccessiva influenza ancora esercitata sul governo dalle forze armate, il Partito nazionale fu sconfitto nelle elezioni del 1993, che riportarono al potere i liberali. Il nuovo presidente, C. R. Reina, cercò di limitare il peso dei militari nella vita politica: ridusse drasticamente le spese del Ministero della Difesa, abolì la coscrizione obbligatoria e avviò i processi contro i militari responsabili nel periodo 1979-1990 di gravi violazioni dei diritti umani. Nonostante l'insoddisfazione popolare per la politica economica del governo (immutata rispetto al recente passato), la scoperta di clamorosi episodi di corruzione verificatisi durante l'amministrazione conservatrice favorì la conferma al potere dei liberali, vittoriosi nelle elezioni del 1997; il nuovo presidente, C.R. Flores Facussé, ebbe da far fronte alle gravissime conseguenze economiche di alcuni disastrosi eventi naturali, soprattutto il passaggio, nell'autunno del 1998, del tifone Mitch, quindi, un anno dopo, una nuova ondata di piogge torrenziali.
Le relazioni estere di Tegucigalpa hanno conosciuto una nuova fase di difficoltà, sempre per questioni confinarie, con il Nicaragua e con El Salvador, nonostante con quest'ultimo Paese (e con il Messico) fosse stato firmato nel giugno 2000 un trattato di libero commercio. Il dato più sconcertante rilevato nel 2000 mise in luce una crescente ondata di criminalità, che portò la polizia a presidiare numerose città e a introdurre leggi di stampo proibizionista. A seguito degli atti criminosi che rendevano invivibili le città e che causarono l’uccisione sommaria di civili da parte di squadre armate, nell’agosto 2001 una commissione delle Nazioni Unite fu chiamata ad indagare e impose la costituzione di corpi di polizia speciali che garantissero la sicurezza nelle città. Nel gennaio 2002, in seguito alle elezioni del precedente novembre, Ricardo Maduro fu eletto presidente e subito si mosse per dare nuovo lustro alla politica internazionale. Furono riallacciati i rapporti diplomatici con Cuba, interrotti nel 1961 quando questa fu espulsa dall’Organizzazione degli Stati Americani. Tuttavia la situazione interna parve deteriorarsi: nel marzo 2002, secondo i rapporti del World Food Program delle Nazioni Unite, in Honduras erano più di 30.000 le persone sotto la soglia della povertà a causa della siccità persistente in molte regioni e del crollo dei prezzi di vendita del caffè. Per tentare di porre rimedio alla situazione, nel maggio 2002, gli Stati Uniti estesero per un anno lo stato temporaneo di protezione per 100.000 immigrati senza permesso di soggiorno: i loro guadagni inviati in Honduras costituivano la più grande fonte di ingresso di capitale straniero. La criminalità ha continuato a essere uno dei problemi principali del paese, dove sono diffuse bande di delinquenti, soprattutto giovanili, e dove ogni giorno si verificano decine di omicidi. Nell'aprile 2003 il governo ha riconosciuto la responsabilità della polizia nella repressione indiscriminata e nell'assassinio di centinaia di ragazzi di strada. Nel corso dello stesso anno è stato sospeso il regime di immunità di cui godevano deputati, alti funzionari pubblici e i membri delle forze armate. Le elezioni presidenziali, svoltesi nel dicembre 2005, sono state vinte da Manuel Zelaya, del Partito liberale (formazione di destra), che ha ottenuto il 47,3% dei consensi.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 7600524
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 52,16
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Mestizo (meticci amerindi-europei) 90%, amerindi 7%, neri 2%, bianchi 1%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Spagnolo, lingue amerinde

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Religioni:

Cattolici 97%, protestanti 3%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 1,99
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 27,70
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 5,02

Media dell'area geografica: 4.9374999403954 (su un totale di 8 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 24,00
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 32,20
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Numero medio di figli per donna: 3,31
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Rapporto tra i sessi: 99,89
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 20,97
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 69,74
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 74,51

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 120

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 17,37
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 2.161,77
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 4.642,39
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -100000
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 23

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 63
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 92
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 95
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 77
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 86
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 80
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 62
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 71

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 95
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 93
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 76
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 98
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 96

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 7,86
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 103,97
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 15,90

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

 

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

0,6