conosci

Paesi | Americhe | America centrale | El Salvador

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: San Salvador
Area del Paese in chilometri quadrati: 21040
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 317
Forma di governo: Repubbllica
Data dell'indipendenza: 15 settembre 1821
Indipendenza da: Spagna
Moneta: Colon

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Territorialmente El Salvador occupa una sezione del versante pacifico dell'America Centrale compresa tra il Río Paz (confine col Guatemala) e il Golfo di Fonseca. È un Paese essenzialmente vulcanico che appartiene, dal punto di vista strutturale, alla fascia più esterna e più giovane del cordone istmico centroamericano, soggetta a frequenti moti sismici che indicano assestamenti in atto. Una duplice serie di allineamenti vulcanici si succede dalla parte più interna, dove il territorio assume una forma ad altopiano (elevato in media tra i 1.000 e i 1.500 m), verso l'esterno, cioè verso il Pacifico. Una breve cimosa costiera, ampia non più di 10-20 km e coperta da suoli alluvionali, orla il Paese a sud; all'estremità sud-orientale si apre il Golfo di Fonseca, una rientranza che corrisponde a un'interruzione dell'allineamento vulcanico più esterno (il quale continua in Nicaragua e, sul lato opposto, nel Guatemala). È su quest'allineamento che si ergono i vulcani più imponenti e d'origine più recente: dal Santa Ana (2.386 m) al San Salvador (1.950 m), dall'Usulután (1.453 m) all'Izalco, vulcano assai giovane che cominciò a formarsi nel 1770 e rimase attivo fino al 1957. Altri gruppi vulcanici sono il San Vicente o Chichoutepec (2.178 m), il San Miguel o Chaparrastique (2.132 m) ecc. Tra i rilievi si aprono conche vallive e fertili bacini, secondo i caratteri propri della morfologia vulcanica, rappresentata inoltre da caldere, bocche crateriche, depressioni varie, oggi per lo più occupate da laghi.

 

Clima e flora. Il clima è tropicale a due stagioni, condizionato dagli apporti umidi caribici (alisei di nord-est) e solo in modo marginale dai venti del Pacifico. Le piogge si manifestano nei mesi estivi, da maggio a ottobre (è il cosiddetto invierno) con una breve attenuazione tra agosto e settembre (veranillo ), sorta di breve estate che favorisce le pratiche colturali. Nel complesso però le precipitazioni non sono molto abbondanti, non superando in media i 1.500 mm annui. Le condizioni termiche variano dalle alteterre alla costa: questa fa parte infatti delle tierras calientes e registra valori termici oscillanti in media tra 26 °C e 28 °C, mentre sulle aree più elevate le temperature sono mitigate dall'altitudine (23 °C in media a San Salvador, posta a 680 m). La vegetazione è quella propria dell'area istmica, però il manto naturale, essenzialmente savanico, è molto esiguo in un Paese tanto popoloso. Nei sopravvissuti lembi forestali della fascia costiera si trovano ebani, mogano, diverse specie di palme; pianta un tempo assai diffusa e sfruttata era l'Indigoferaanil, da cui si estrae l'indaco. Querce, pini e cedri compaiono a varie altitudini nelle tierras templadas (terre temperate).

 

Idrografia. La rete idrografica comprende numerosi ma brevi corsi d'acqua, che scendono in genere dall'allineamento più esterno alla costa; un solo fiume, il Río Lempa (212 km), che nasce nel Guatemala, ha un bacino di una certa ampiezza che si stende sin nella parte più interna dell'altopiano e raccoglie le acque della maggior parte del Paese; per una cinquantina di chilometri dalla foce, sbarrata da cordoni sabbiosi, è parzialmente navigabile.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento e composizione etnica. Con le sue accoglienti e fertili alteterre vulcaniche El Salvador esercitò sempre una notevole attrazione sugli Spagnoli. Essi poterono insediarsi facilmente nel Paese dove mancavano organizzazioni politiche indie in grado di opporsi alla loro penetrazione; i Pipil, il popolo più evoluto di estrazione azteca, insediato sugli altipiani, accettò docilmente i nuovi venuti. In conseguenza di ciò si ebbe una rapida assimilazione dell'elemento indio che oggi, estraneo a ogni organizzazione tribale, rappresenta il 10% circa dell'intera popolazione. In numero largamente predominante sono i meticci o ladinos , pari all'89% del totale e, come in tutto il Centramerica, difficilmente classificabili dal punto di vista dei caratteri somatici. I Creoli sono l'1% e vivono in maggior parte nei centri urbani, in particolar modo a San Salvador che, fondata dai conquistadores, è stata da allora il principale centro del Paese.

 

Sviluppo demografico. La popolazione salvadoregna era agli inizi numericamente assai ridotta; ha cominciato ad aumentare rapidamente nel secolo scorso. Nel 1821 El Salvador ospitava 400.000 abitanti, saliti a 800.000 nel 1894 e a 1,4 milioni al censimento del 1930. Accrescimenti ancor più rapidi si ebbero successivamente: nel 1949 il censimento registrò 1,8 milioni di abitanti. Più in generale, la rilevante popolazione del Paese è in rapporto alla fertilità del suolo nella fascia vulcanica, in cui appunto si registrano le densità più forti, con valori massimi nella sezione centrale, che ospita San Salvador; la densità si abbassa nella pianura costiera, dove predominano le vaste haciendas, e nelle zone più interne.

 

Agglomerati urbani. La popolazione vive per oltre la metà nei villaggi e nelle piccole proprietà, le fincas, oppure negli agglomerati annessi alle grandi aziende. Le città non sono numerose: la maggiore, di gran lunga, è la capitale San Salvador, in una posizione favorevole alle falde del vulcano omonimo e relativamente vicina alla costa, cui è oggi ben collegata da un'autostrada e dove ha il suo sbocco marittimo nel porto di La Libertad. La città ha subito frequenti terremoti ed è stata più volte riedificata; vi si svolgono le principali attività economiche, commerciali e culturali dello Stato. Secondo centro del Paese è Santa Ana, unita alla capitale dalla ferrovia e dalla Carretera Panamericana. A queste stesse linee di comunicazione fanno capo altri popolosi centri delle alteterre, tra cui Sonsonate e San Miguel, che hanno i loro sbocchi portuali sul Golfo di Fonseca.

Aspetti economici

Testo completo:

Le fertili e ben irrigate terre vulcaniche sono la principale risorsa di questo piccolo Paese, che fonda la propria economia sull'agricoltura, pur con tutte le implicazioni negative di dipendere, in pratica, da un solo prodotto, il caffè. Tuttavia il Paese rimane assai povero. Grave è la totale concentrazione dell'economia nelle mani delle cosiddette "200 famiglie" di latifondisti, il cui potere reale ha sempre impedito qualsiasi tentativo di una più equa distribuzione delle terre (e quindi del reddito), tanto che, ai primi tentativi di introdurre riforme più democratiche, queste forze hanno dato avvio a una serie pressoché ininterrotta di azioni terroristiche in tutto il territorio nazionale, mentre è in pratica inoperante la riforma agraria del 1980, che prevedeva ampie espropriazioni dei latifondi. La già latente crisi economica è stata aggravata da vari fattori. Innanzitutto la cosiddetta "guerra tra poveri", scoppiata nel 1969 con l'Honduras, che, terminata nel 1980, ha costretto tra l'altro al ritorno in patria di un elevato contingente di Salvadoregni, emigrati più o meno legalmente nella vicina repubblica, appesantendo così sensibilmente il già sovraccarico mercato del lavoro. In seguito il Paese è stato travagliato da anni di crudele guerriglia tra governo ed estremisti di destra e di sinistra, placata nel 1991, che ha lasciato profonde ferite anche nelle strutture produttive.

 

Agricoltura. L'agricoltura, che interessa quasi il 27% della superficie territoriale, è condotta in larga misura con tecniche arcaiche e quindi poco redditizie. Il settore più remunerativo riguarda alcune colture commerciali, in primo luogo il caffè, coltivato nelle alteterre, quindi la canna da zucchero, il cotone, il tabacco e il sesamo. Tali prodotti provengono in genere da piantagioni modernamente attrezzate che, a differenza di quanto si verifica in altri Paesi centramericani, sono di proprietà locale, non di società estere. La maggior parte dei contadini ricava però dai propri microfondi i generi alimentari di prima necessità, mais soprattutto, base dell'alimentazione dei Salvadoregni, quindi sorgo, riso e fagioli; si coltivano inoltre ortaggi, agrumi e varia frutta tropicale (ananas, banane ecc.). La produzione di legname è notevolmente aumentata; si hanno essenze pregiate come il cedro, il mogano, il legno di rosa e il cosiddetto balsamo del Perú, da cui si estrae l'omonima resina, largamente impiegata nell'industria dei cosmetici e di cui El Salvador è uno dei massimi produttori mondiali. L'allevamento ha una discreta diffusione, specie per i bovini, che sfruttano pascoli naturali relativamente estesi (29% della superficie totale); scarseggia invece la pesca, nonostante gli interventi governativi per potenziare il settore.

 

Risorse minerarie e industrie. Le risorse minerarie sono pressoché nulle (vi è solo una miniera d'oro e d'argento) e l'energia elettrica deriva in prevalenza da impianti idrici, dei quali il maggiore è quello costruito sul Río Lempa, e da centrali geotermiche. Le industrie riguardano essenzialmente la lavorazione dei prodotti locali; la principale è quella tessile (cotonifici), cui si aggiungono impianti per la lavorazione del caffè, birrifici, oleifici, zuccherifici, tabacchifici, quindi calzaturifici, cementifici. Esistono inoltre piccoli stabilimenti chimici (specie per la produzione di fertilizzanti) e petrolchimici.

 

Comunicazioni e commercio. Le vie di comunicazione sono sufficienti, ma il 40% delle strade è praticabile solo durante la stagione secca per cui i traffici sono basati sulla linea ferroviaria che attraversa l'intero territorio nazionale raccordando i centri principali, sul tratto salvadoregno della Carretera Panamericana e sulle strade asfaltate (ca. 2.000 km) che collegano i centri maggiori dell'interno con i centri portuali, specie con quello di Acajutla. Esistono tre aeroporti internazionali, quello di Ilopango che serve la capitale San Salvador, e quelli di Santa Ana e San Miguel. Il movimento commerciale estero si svolge per oltre un terzo con gli Stati Uniti, quindi con il Guatemala e il Giappone per le importazioni, la Germania e ancora il Guatemala per le esportazioni; fra queste ultime domina nettamente il caffè, seguito dal cotone (fibra e tessuti), mentre le importazioni sono essenzialmente costituite da macchinari, mezzi di trasporto, combustibili, apparecchiature e prodotti industriali di largo consumo.

Storia

Testo completo:

Popolato in età precolombiana dalle tribù indigene dei Lenca e dei Pipíl, il territorio dell'odierno El Salvador fu occupato nel 1524 dal conquistador Pedro de Alvarado, uno dei luogotenenti di Cortés, che un anno dopo fondò la futura capitale, la città di San Salvador. Durante il dominio spagnolo El Salvador fece parte del Capitanato generale del Guatemala, che comprendeva oltre il Guatemala, l'Honduras, il Nicaragua e la Costa Rica, a sua volta ricompreso nel vicereame della Nuova Spagna (Messico). Nel 1811 scoppiarono nel Paese i primi moti nazionalistici, ma solo nel 1821 ebbe termine il dominio spagnolo. In quell'anno la Junta consultiva dell'ex Capitanato generale del Guatemala votò in favore dell'annessione delle province centroamericane al cosiddetto impero messicano di Agustín Iturbide. El Salvador fu la prima e la più inflessibile delle province a rifiutare l'annessione. La provvidenziale caduta di Iturbide (1823) evitò il conflitto con il Messico e nel 1823 El Salvador entrò a far parte della federazione delle Province Unite dell'America Centrale.
Seguì un periodo di torbidi e di anarchia cui El Salvador, divenuto il centro della resistenza liberale contro le tendenze conservatrici e autoritarie di cui era portatore il Guatemala, portò un notevole contributo, finché la federazione si sciolse (1839). La storia successiva del Paese ­ che nel 1841 si era organizzato come Stato repubblicano indipendente ­ fu caratterizzata dai tentativi di ricostituire un'unione con i Paesi vicini (in particolare con Honduras e Nicaragua, rispettivamente nel 1842-1844, nel 1849-1852 e nel 1862), tutti falliti per l'opposizione dei conservatori del Guatemala, col quale scoppiarono vere e proprie guerre nel 1844 e nel 1863. Nonostante l'avvento al potere nel Salvador dei conservatori, nuovi conflitti si aprirono nel 1885 e nel 1906 sempre con il Guatemala che, governato da un liberale dalla tempra forte e aggressiva come Justo Rufino Barrios (1873-1885), pretendeva di esercitare una leadership nell'istmo. In questo periodo la coltivazione del caffè per l'esportazione conobbe un grande impulso: i contadini indigeni subirono l'esproprio delle terre grazie ad alcune leggi che, proibendo il possesso comune della terra, favorirono l'acquisto della stessa da parte di una ristretta oligarchia borghese (le cosiddette 14 famiglie). Dopo la morte del guatemalteco Barrios ­ che inseguiva il sogno di unificare la regione dell'istmo, di darle un governo liberale e di farle compiere alcuni passi verso il progresso ­ i conservatori nel Salvador si consolidarono al potere e, pur tra le continue rivolte di generali che si succedettero al potere presidenziale, vi si mantennero fino al 1931. In questo stesso anno, in una situazione centroamericana di fatto completamente controllata dagli Stati Uniti, il generale Maximiliano Martínez, dapprima inviso a Washington, riuscì a impossessarsi con un colpo di Stato della presidenza del Salvador. Egli governò sopprimendo ogni tentativo di critica e di opposizione sino al 1944, allorché la ribellione di una parte dell'esercito fu soffocata così sanguinosamente che la piccola borghesia della capitale reagì con un lungo sciopero che paralizzò le attività pubbliche: il caudillo fu costretto a dimettersi. Al regime sanguinario di Martínez succedette il regime conservatore-militare del presidente Salvador Castañeda Castro.
La situazione nel Paese si andò sempre più deteriorando sia per motivi interni ­ ai detentori del potere politico ed economico che si identificavano con i militari e l'estrema destra si opposero, infatti, diverse formazioni di guerriglia che avviarono una lotta armata ­ sia per motivi esterni ­ l'eventualità di una nuova Cuba o di un nuovo Nicaragua spingevano gli USA a intervenire per il mantenimento dello statu quo: la fine degli anni Settanta e i primi anni Ottanta avevano infatti visto il moltiplicarsi delle azioni terroristiche e repressive condotte contro la stessa popolazione civile da organizzazioni paramilitari di estrema destra (gli "squadroni della morte") con evidenti legami con le forze armate (l'episodio più clamoroso fu l'omicidio del vescovo di San Salvador, Oscar Arnulfo Romero, nel 1980), mentre alcuni gruppi guerriglieri di sinistra si erano uniti nel Frente Farabundo Martí de Liberación Nacional (FMLN, dal nome di un leader comunista ucciso durante una fallita insurrezione nel 1932). Nel 1983, per tentare di risolvere una situazione ormai esplosiva, si costituiva il Gruppo di Contadora, formato esclusivamente da Stati latino-americani (Messico, Venezuela, Colombia, Panamá). Il 25 marzo 1984 vennero indette le elezioni generali, che videro la vittoria del candidato della Democrazia cristiana, il moderato José Napoleón Duarte.
Nonostante i propositi di pacificazione del neopresidente e la firma con Costa Rica, Guatemala, Honduras e Nicaragua nel 1987 degli accordi di Esquipulas (Guatemala) per una generale pacificazione in America Centrale, la guerra civile continuò con inalterata violenza. Il continuo peggioramento della situazione economico-sociale, il coinvolgimento di esponenti governativi in episodi di corruzione e la mancata attuazione della riforma agraria, avviata nel 1980 ma bloccata dagli interessi dei grandi proprietari terrieri, determinarono un netto calo di consensi per la Democrazia cristiana e la vittoria del candidato dell'ARENA, il conservatore A.F. Cristiani, nelle presidenziali del 1989.
L'avvento dell'estrema destra al governo provocò dapprima una radicalizzazione della guerra civile, ma, a partire dal 1990, la fine della guerra in Nicaragua, il radicale mutamento nei rapporti internazionali tra est e ovest e il connesso rilancio dell'azione delle Nazioni Unite sul piano regionale consentirono l'avvio di un processo di pace. Rappresentanti del governo e del FMLN condussero difficili negoziati e, grazie anche alla mediazione dell'ONU, concordarono una serie di riforme in campo militare, istituzionale ed economico-sociale. Nel gennaio 1992 furono firmati al castello di Chapultepec, a Città di Messico, gli accordi di pace; il conflitto si concluse formalmente, con una cerimonia ufficiale a San Salvador, il 15 dicembre 1992 dopo dodici anni, 75 000 morti, oltre un milione di profughi ed enormi danni economici.
La fine della guerra civile comportò un generale miglioramento delle relazioni con i Paesi vicini, mentre sul piano interno consentì una lenta ripresa economica, condizionata tuttavia dal persistere dei tradizionali squilibri; la politica neoliberista promossa dal presidente Cristiani favorì inoltre una ripresa degli investimenti privati ed esteri, senza però migliorare le condizioni di vita della popolazione. Quanto agli accordi di pace, la loro applicazione fu ampiamente disattesa: al dimezzamento degli effettivi delle forze armate non fece seguito la concessione di terre e alloggi alle unità smobilitate, né il riassorbimento di ex guerriglieri in un corpo di polizia civile, mentre l'approvazione di una legge di amnistia (1993) impedì l'epurazione dei militari colpevoli delle più gravi violazioni dei diritti umani.
Le prime elezioni del dopoguerra (1994) confermarono l'egemonia dell'ARENA, che ottenne la presidenza con A. Calderón Sol, mentre il FMLN, trasformatosi in partito politico, si impose quale principale partito di opposizione. Proveniente dall'ala più oltranzista del partito, il nuovo presidente impresse un'accelerazione al programma di privatizzazioni e inasprì la tassazione indiretta, suscitando un forte malcontento nell'opinione pubblica, già preoccupata da un vistoso aumento della criminalità comune, contro la quale Calderón lanciò una fallimentare "crociata". Nonostante le divisioni interne causate dall'emergere di una serie di scandali legati a episodi di corruzione e la minacciosa avanzata nei consensi per il FMLN, l'ARENA riuscì ad assicurarsi nuovamente la presidenza con l'imprenditore Francisco Flores, vittorioso alle presidenziali del marzo 1999. Tuttavia, nelle legislative dell'anno successivo per la prima volta gli ex guerriglieri ottennero la maggioranza relativa, superando l'ARENA anche nelle contemporanee consultazioni amministrative per eleggere il sindaco della capitale. Il nuovo governo dovette subito fronteggiare la disastrosa situazione causata da una serie di terremoti che, nel 2001, uccisero oltre 1200 persone e ne lasciarono senza casa circa un milione. Le elezioni legislative del marzo 2003 vedevano nuovamente la vittoria dell'FMLN, sanzionando la sconfitta dell'ARENA, che ha mantenuto tuttavia il controllo del Parlamento, alleandosi con le altre forze di destra. Gravi disagi sociali vennero provocati nel Paese dal lungo sciopero degli addetti al servizio sanitario nazionale. Le elezioni presidenziali del marzo 2004 venivano vinte da Elias Antonio Saca, candidato dell'ARENA, partito al governo, mentre il candidato dell'FMNL non arrivava nemmeno al ballottaggio. Nel marzo 2006 si tenevano le elezioni legislative nelle quali ARENA vinceva 34 seggi e l'FMNL 32.

Popolazione

(?)
Numero degli abitanti del Paese: 6192993
(?)
Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 64,78
(?)
Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

mestizo (meticci amerindi-spagnoli) 90%, bianchi 9%, amerindi 1%

(?)
Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Spagnolo, Nahua (parlato da alcuni gruppi amerindi)

(?)
Religioni:

Cattolici 57,1%, protestanti 21,2%, testimoni di geova 1,9%, mormoni 0,7%, altre religioni 2,3%, nessuna 16,8%

Demografia

(?)
Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 0,47
(?)
Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 20,69
(?)
Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 6,50

Media dell'area geografica: 4.9374999403954 (su un totale di 8 stati)

(?)
Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 19,80
(?)
Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 23,20
(?)
Numero medio di figli per donna: 2,35
(?)
Rapporto tra i sessi: 90,48
(?)
Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
(?)
Eta' mediana degli abitanti del Paese : 23,19
(?)
Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 66,55
(?)
Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 76,08

Indice di sviluppo umano

(?)
Posizione / 179: 107

Indicatori economici

(?)
Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 22,76
(?)
Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 3.854,98
(?)
Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 16
(?)
Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 18
(?)
Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 3
(?)
Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 11.994,90
(?)
Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -291710
(?)
Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 5

Indicatori socio-sanitari

(?)
Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 94
(?)
Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 94
(?)
Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 76
(?)
Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 87
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 89
(?)
Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 83
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 87

Istruzione

(?)
Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 95
(?)
Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 95
(?)
Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 76
(?)
Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 96
(?)
Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 95
(?)
Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 56
(?)
Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 54

Comunicazioni

(?)
Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 16,54
(?)
Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 133,54
(?)
Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 17,69

Trasporti

(?)
Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

32,88

(?)
Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

2,7