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Ambienti naturali e questione ambientale

L'Africa per immagini 

Immagini del Marocco fa parte di un’attività di ricerca dal titolo “L’Africa per immagini” a cura della classe 2G svolta durante la fase sperimentale di Atlante on-line ; Scuola secondaria di 1° grado "Bobbio", Torino; Docente: Luca Pischedda; A.S. 2009/2010

Terrazzamento nell'Alto Atlante

I primi interventi di protezione delle risorse ambientali si possono far risalire ad un editto reale del 1916, durante il periodo di protettorato francese

 

Cascate di Ouzoud 

Video delle cascate d'Ouzoud, le più alte del Marocco

Da sempre considerato come un paese dotato di un patrimonio naturale vario e di grande attrattiva, il Marocco custodisce una diversità biologica di grande valore. A partire dagli anni '30 il paese si è dotato di una legislazione in materia di Parchi Nazionali. Numerosi sono i oggi i parchi, le riserve naturali e le aree protette (guarda alcune immagini del Parco nazionale Souss-Massa, creato nel 1991 sulla costa altantica del Marocco)

 

I principali problemi ambientali sono legati alla costante crescita demografica, all’urbanizzazione, ai bisogni generati dallo sviluppo economico e al ritmo elevato di sfruttamento delle risorse naturali

 

Lungo la costa Nord-Ovest, a sud di Tangeri, si estende la pianura fertile del Gharb (616.000 ettari) dove si producono agrumi, olio d'oliva, cotone, barbabietole e riso. La pianura si estende sul bacino del fiume Sebou. Le attività agricole (con uso di concimi, pesticidi e diserbanti) mettono in serio pericolo la biodiversità dell'ecosistema del Sebou

 

il Sahara 

La regione del Sahara occidentale si trova a sud del Regno del Marocco

A soli 15 km da Tinerhir, città dell' Alto Atlante, al fondo di una vallata ricca di palme e punteggiata di villaggi di berberi in mattoni di fango, sorge una delle bellezze naturali più sorprendenti del Marocco, la gola del Todra

 

La catena dell'Alto Atlante ha diverse cime che superano i 4.000 metri: la montagna più alta di questa catena è il Jebel Toubkal, alta 4.167 metri

 

Flora, fauna e attività umane

FLORA

Frutti dell'argan

L'argan (Argania spinosa) è un albero della famiglia delle acacie, endemico del Marocco: cresce a sud-ovest, nella regione costiera da Essaouira fino a dalla pianura di Souss; dai suoi frutti, con un lavoro paziente di battitura, le donne di questa regione ottengono l’olio di argan, dalle proprietà benefiche ed utilizzato sia in cucina che in cosmetica

 

 

Carta della diffusione dell'argan

Nella carta, le aree di diffusione dell'argan sono colorate di rosso, mentre le aree in verde rappresentano le aree di diffusione di altre specie arboree endemiche del Marocco come il ginepro thuringen o il cedro dell'Atlante (Cedrus atlantica), conosciuto come cedro blu

La quercia da sughero è una pianta che cresce nelle regioni centro occidentali del Mediterraneo e la produzione dell’intero sistema forestale delle sugherete (dal foraggio alla legna, alle erbe aromatiche, ai funghi, oltre naturalmente al sughero) alimenta ogni anno un giro d’affari di circa 60 milioni di euro

Nelle oasi regna la palma da dattero. In arabo, nakhla è la palma femmina e dhokkar la palma maschio: della palma si utlizzano tutte le parti. Anche oleandri e cactus colorano le oasi

Nel grande sud, la flora si compone essenzialmente di specie coltivate. Nella valle del Drâa e del Dadès cresce una flora composta da tamerici, melograni, prugni, peschi e mandorli, coltivati assieme a orzo e mais. Nella valle del Ziz crescono numerosi gli alberi da frutto: aranci, mandarini, melograni. A El Kalaâ M'Gouna (provinica di Ourzazate), invece, vengono coltivate le rose; la regione è conosciuta come la "valle delle rose": El Kalaâ M'Gouna è un centro famoso per la produzione di acqua di rose, nel quale viene anche organizzato il "Festival delle Rose". L'acqua di rosa, chiamata anche regina dei fiori, è estratta dalla distillazione del vapore dai petali della rosa Damascena, una rosa particolarmente pregiata e naturalmente ricca in principi attivi

FAUNA

Fennec

I fennec, piccole volpi, vivono nel deserto del Sahara insieme alle antilopi che hanno zoccoli quasi piatti per non sprofondare nella sabbia

Durante l'inverno, le dune dell'erg Chebbi proteggono il lago Dayet Srli, che attira centinaia di fenicotteri rosa. Da dicembre a marzo, gli ornitologi si ritrovano nella Valle degli Uccelli, vicino a Boulmane, nella regione del Dadès

Territori urbani

Rabat

Rabat è la capitale amministrativa del Marocco. Guarda alcune immagini di Rabat ieri ed oggi

LIBRI 

Jamila Hassoune, La libraia di Marrakech, Mesogea, Messina, 2012

Casablanca, invece, è la città più grande del Paese, e, pur non essendo certo tra le città più affascinanti, ha dei punti di interesse da non perdere come il quartiere ricco, una sorta di Beverly Hills

Fès

Fès e Meknes, le città imperiali e Kenitra, porto fluviale ed importante centro agricolo della pianura del Gharb: sono tre importanti città del bacino del fiume Sebou

Marrakech è una delle più prestigiose ed emblematiche capitali dell'impero marocchino

 

Marrakech

Tangeri domina dalle sue alture lo stretto di Gibilterra: si affaccia da una parte sull'Oceano Atlantico e dall'altra sul Mar Mediterraneo. E' una città di contraddizioni; la città aveva attratto la beat generation, in particolare Paul Bowles de "Il tè nel deserto" (che ha Tangeri è vissuto ed è morto), Jeck Kerouak e Allen Ginsberg

Agadir, nel Marocco meridionale, è uno dei porti pescherecci più importanti del paese; si affaccia sull'Oceano Atlantico e il suo nome, in lingua berbera, significa "granaio fortificato"

Essaouira, anche detta "la perla del regno", è una città affacciata sull'Oceano Atlantico, fondata secondo la tradizione dai mercanti cartaginesi in un luogo che era abitato dai berberi. Il suo nome attuale significa "muraglia", ma il suo nome più antico, mogador, di origine berbera, significava "la ben custodita"

Le mura di Essaouira

Territori rurali

Pianura del Gharb

La pianura del Gharb, nel bacino del fiume Sebou, è la prima zona agricola del Paese: Kenitra è il suo epicentro. Il foraggio (destinato a bovini, ovini, caprini ed equini) è la prima delle produzioni. Successivamente, la barbabietola e la canna da zucchero dominano il paesaggio agricolo. Seguono cereali, riso, pomodori (industriali), agrumi, carciofi e miele. La pianura irrigata è gestita da un Ufficio Regionale per la Valorizzazione del Gharb (ORMVAG); è previsto un aumento delle superfici e dei rendimenti: 20% per la barbabietola da zucchero, 100% per il riso, 125% per i carciofi

(Nella carta a destra, bacino del fiume Sebou, fonte: El Blidi S. et al., 2006)

La piana di Souss è un'altra zona agricola particolarmente fertile. Grandi aziende agro-industriali e di cosmetica producono ortaggi ed agrumi, in particolare pomodori, arance ed oli di bellezza togliendo risorse idriche e forestali alle famiglie rurali. Le donne sono sempre più coinvolte come braccianti nel lavoro dei campi

Serre di pomodori

Serre di pomodori

La palma da dattero è uno degli alberi più caratteristici del Nord Africa: sul dattero si è costruita la storia agricola ed economica di questi paesi. E non solo. Il dattero è il pane dei sahariani. Le malattie che colpiscono le palme da dattero (tra le quali il "bayoud") hanno profonde conseguenze sulla vita economica e sociale delle popolazioni

Attualmente l’olivo costituisce la principale specie da frutto coltivata in Marocco con una superficie di 590.000 ettari (oltre il 50% della superficie arboricola nazionale). La sua coltivazione gioca un ruolo socio-economico di primo piano nelle diverse zone agricole marocchine

Mediterraneo: diffusione dell'olivo

Reti stradali e ferroviarie

Treno a Marrakech

La rete ferroviaria del Marocco è gestita da una società nazionale, l'ONCF (Office National des Chemins de Fer du Maroc). Il sistema ferroviario funziona con regolarità e offre un buon servizio: è uno dei più sviluppati dell'Africa. Esiste un collegamento ferroviario tra il Marocco e l'Algeria, ma il servizio è attualmente sospeso a causa della chiusura della frontiera tra i due paesi

Il sistema dei trasporti nazionali serve tutte le diverse regioni del paese. Impostato durante l’occupazione coloniale francese, è stato ben mantenuto e nel tempo anzi gradualmente allargato. Le ferrovie collegano i principali centri urbani del nord, mentre una nuova linea ferrata (oltre a nuove arterie stradali) collegano adesso anche El-Aaiun, nel Sahara Occidentale

Nel 2013, in Marocco sarà disponibile la prima linea ferroviaria ad alta velocità e ad energia solare del continente africano

Un progetto... 

Un tunnel di circa 40 chilometri sotto lo stretto di Gibilterra potrebbe ospitare una linea ferroviaria

La rete stradale della regione del Sahara (sud del Marocco) contava inizialmente solo 70 km di strade costruite secondo standard moderni. Il resto era a stento praticabile: si riduceva ad un insieme di vie composte di materiali naturali sui quali era applicato un leggero strato di asfalto molto poco resistente. Dal 1975, il Regno del Marocco ha investito grosse cifre per il rafforzamento della rete stradale e questo nonostante le difficoltà di realizzazione che un lavoro di questo tipo comporta in un ambiente desertico (manutenzione, insabbiamento, ecc.)

Popoli

Gli Arabi penetrarono nel Marocco appena alla fine del VII secolo, ma il loro numero rimase esiguo; essendo impossibile distinguere le tribù arabe da quelle berbere arabizzate, il criterio di distinzione utilizzato è le aree geografiche di insediamento: le pianure sono occupate dagli arabofoni, mentre le montagne ­ ad eccezione del Rif occidentale ­ sono berberofone

Il popolo Haratin 

Gli Haratin sono i discendenti di quegli schiavi che furono deportati dalle regioni interne dell'Africa nel Sud del Marocco; considerati ancora inferiori dalla società sahariana, vivono in capanne fuori delle mura dei villaggi.

Famiglia appartenente al gruppo etnico Haratin

Nonostante alcuni gruppi berberi si distinguano per un colore più chiaro di pelle, occhi e capelli, è piuttosto difficile distinguere i tratti somatici berberi da quelli arabi. I tre principali nuclei razziali berberi sono rappresentati dai Masmuda, sedentari, stanziati nell’area occidentale lungo le catene montuose dell’Atlante, dagli Zenata e dai Sanhaga; dai Draoua (situati nella vallata del Draa), caraterizzati da un'epidermide più scura. Affini ad essi sono i cosiddetti Haratin (alla lettera, uomini dal colore scuro), che vivono nelle oasi a sud dell'Atlante e che, in Mauritania sono sottomessi ad una vera e propria forma di schiavitù da parte degli arabi bianchi, i bidhan

Tradizioni e costumi del popolo marocchino:

Il caftano, abito da cerimonia femminile

-la famiglia e il rito del matrimonio nella società berbera;

-la vita dei nomadi;

-l'abbigliamento

Uomo che indossa il tarbuš

Diritti e cittadinanza

Rapporto 2008 relativo alle violazioni dei diritti umani in Marocco

Il Marocco e i diritti delle donne marocchine emigrate in Italia

Dalle parole di Tahar Ben Jalloun una testimonianza sui progressi registrati relativamente ai diritti delle donne in Marocco

l popolo Saharawi e le rivendicazioni nazionaliste contro il governo marocchino: storia e parti in conflitto

Realtà economica e politica

Economia... della classe

Dati elaborati dalla classe 5 C della Scuola primaria "A. Maggini" dell'Istituto Comprensivo “Grazie-Tavernelle” di Ancona nell'ambito del progetto "Economia... della classe" svolto durante la fase di sperimentazione di Atlante on-line (A.S. 2010-2011). I dati relativi alla distribuzione dei settori di occupazione, al denaro prestato da altri paesi, al rapporto immigrati-emigrati e agli abitanti che vivono con meno di due dollari al giorno in Marocco hanno consentito un confronto con altri Paesi come Italia, Romania, Spagna, Tunisia e Bangladesh (confronta i dati e la tabella comparativa).

Il bacino di Sebou ospita le tre grandi città di Fès, Meknes e Kenitra e fronisce la maggior parte della produzione industriale di olio, cuoio e zucchero

 

Gli ultimi anni hanno rappresentato per il Marocco il raggiungimento di importanti risultati economici, grazie al balzo in avanti che il sistema produttivo ha compiuto sia nei confronti dei paesi ad economia più avanzata, che dei paesi della zona nord-africana e medio-orientale

 

Attualmente l’olivo costituisce la principale specie da frutto coltivata in Marocco con una superficie di 590.000 ettari (oltre il 50% della superficie arboricola nazionale). La sua coltivazione gioca un ruolo socio-economico di primo piano nelle diverse zone agricole marocchine

Monete e banconote

20 Dirham (fronte)

Il dirham (diviso in centesimi) è la moneta del Marocco, emesso dalla Banca Al-Maghrib, la banca centrale del Marocco, è di fatto anche la moneta del Sahara occidentale, territorio occupato militarmente dal Marocco

20 Dirham (retro)

 

 

 

 

Cibo, alimentazione e ricette

Curiosità... 

Consulta il Glossario della cucina araba

Shebbakia 

Sono i dolcetti tipici del Ramadan, praticamente delle “bugie” o “stracci” cosparsi di miele. La parola Shebbakia significa “Rete”.

Ricerca a cura della classe IV C svolta durante la fase sperimentale di Atlante on-line ; Scuola primaria "Zanella", Istituto Comprensivo 2, Alte di Montecchio Maggiore (VI); Docente: Sciotto Immacolata; A.S. 2009/2010

La cucina araba è molto ricca e varia, così come profondamente diversi sono i paesi che appartengono al mondo arabo. Ogni regione esprime nella cucina le sue tradizioni ed il suo passato

La cucina tipica del Marocco è golosa e raffinata insieme; è frutto di un'antica tradizione che si esprime in piatti di lunga preparazione e dal profumo invitante

 

 

L'argan 

L'argan è simile all'olivo ed esiste soltanto sulla costa meridionale del Marocco, tra Safi (a nord) e Goulimime (a sud). Da tempo immemorabile l'olio ricavato dalle sue bacche, che maturano tra luglio e agosto, è un ingrediente fondamentale per la cucina dei berberi

 

Le pietanze più famose, oltre al cous-cous sono Tajine e la Bestilla, un composto di carne di piccione, uova, mandorle, cannella, zafferano e zucchero, racchiuso in diversi strati di una sfoglia detta ouarka

 

Le specialità, tuttavia, sono davvero numerose: Pollo alla marocchina con mandorle e ceci, Spalla di agnello candita alle spezie, Kefta (carne macinata) al sugo di pomodoro, Sardine alle patate, Polpette di pesce, Laadass(zuppa di lenticchie), Zaaluk e molte altre

 

Tra le bevanda la più popolare è il tè verde alla menta. Saper fare del buon verde alla menta è considerato in Marocco una forma di arte, e berlo con amici e familiari è uno dei rituali più importanti del giorno. Il tè è accompagnato con i coni o i grumi duri zucchero

Case e insediamenti umani

Ingresso di un Riad

Se pensate di fare un viaggio tra le meraviglie delle città imperiali marocchine non perdete l'occasione di soggiornare, almeno una notte, in un riad (che significa "giardino"). Si tratta di un' antica dimora padronale, disposta attorno ad un cortile con giardino. All'ingresso sarete accolti nel cortile quadrato con gli inconfondibili aromi di agrumi e tè alla menta; strette scale vi condurranno poi ai piani superiori: l'impressione che si ha stando all'interno di un riad è quella di essere ospitati in una vera e propria abitazione.

 

Tra le architetture rurali troviamo le casbah, edifici fortificati in terra battuta; abitazione dall'arte tipicamente berbera, essa funse in passato sia da residenza per i nobili che da fortezza, oppure come luogo di riparo e rifornimento per i commercianti. Le casbah sono fortificate su fondamenta di pietra, con mattoni crudi impastati di argilla e paglia. Più casbah, formano uno Ksar, un villaggio.

Ksar di Ait Benhaddou, partimonio dell'umanità dell'UNESCO

Nell' immagine in alto, Ksar berberi; sono dei villaggi fortificati e consistono in uno spazio rettangolare cinto di mura con torri agli angoli ed un unico ingresso. Tra il muro di cinta ed il villaggio in genere c’è un groviglio di vie, case con cortili ed una moschea. Le architetture in terra apportano notevoli benefici: sono fresche d'estate e calde d'inverno.

Le tipiche abitazioni rurali del villagio presentano un tetto piatto e mattoni di fango (pisé) costituito da 1 o 2 piani; le entrate arricchite di ceramiche artigianali sono una peculiarità. In apparenza, potrebbero sembrare tutte uguali tra loro, ma, in realtà, differiscono tra loro mantenendo, tuttavia, un modello comune: -il pianterreno, riservato ad animali e attività agricole;
-al primo piano, la cucina a cielo aperto, riservata alle donne;
-al secondo piano, la sala di ricevimento, riservata agli uomini, e la terrazza.

Esempio di KhaÏma

Altro tipo di abitazione, per le tribù che si dedicano alla transumanza delle mandrie, è la tenda, chiama KhaÏma, in lana di montone o capra e di colore marrone

Arte tradizionale e moderna

Esempio di parete decorata con Zellij

Parole e numeri 

Ricerca svolta durante la fase sperimentale di Atlante on-line a cura della classe IV C; Scuola primaria "Zanella", Istituto Comprensivo 2, Alte di Montecchio Maggiore (VI); Docente: Sciotto Immacolata; A.S. 2009/2010

L'arte cartaginese, prima, e la romana poi hanno lasciato testimonianze notevoli, in parte conservate, che sono sopravvissute alla conquista araba, ma, dal VII secolo, è l'arte islamica che predomina nettamente nel panorama artistico marocchino

 

 

Zellij è una forma artistica che prevede la creazione di mosaici di piastrelle e motivi geometrici; tale pratica ha origine in Andalusia nell' XI secolo e fiorisce poi a Fes, in Marocco. E' composto da piastrelle policrome derivanti da materiali naturali

 

Immagine delle tipiche stoffe marocchine chiamate Kilim

L' artigianato marocchino: tappeti, lavorazione di legno ed oro, ceramiche, gioielli e la cosmesi

 

Lixus è uno dei siti archeologici più interessanti del Marocco, antica città fenicia e fondamentale punto strategico nel Mediterraneo; guarda le immagini

 

Il cinema in marocco: da set per pellicole internazionali e patria del cinema d'autore

 

A caratterizzare l' architettura marocchina troviamo le moschee, il simbolo della fede religiosa islamica la cui forma deriva da quella delle case private in cui i fedeli si riunivano per pregare; se le moschee non sono accessibili a chi non è musulmano, le mederse, ovvero gli edifici spesso adicenti alle moschee e utilizzate pr l'insegnamento della teologia e della legge islamica, lo sono

 

L'architettura berbera si esprime invece nel Ksar e nella qasba

Rovine dell'antica città romana Volubilis

 

Musiche e danze

Danza e musica araba 

La musica araba è un fenomeno ricco e complesso nel quale orientarsi non sempre è semplice; scopri le origini della musica e della danza orientale araba, il rituale Zar e gli strumenti musicali del mondo arabo

Lo sviluppo di una cultura berbera trova la propria espressione in splendidi canti originali tramandati oralmente; motivo di ispirazione di questi canti sono gli avvenimenti salienti dell'esistenza, la vita pastorale e campestre, la morte, l'amore, il fato

La musica marocchina: la tradizione colta e quella popolare berbera e araba

Esempi di musica andaluso- marocchina: al- ala e Nawba

La musica Gnawa e gli strumenti musicali: qraqb (guarda il video)

Suonatore di Rebab

Prima che gli arabi colonizzassero il Magreb c’era già una cultura berbera musicale; per i berberi la musica è un modo per raccontare storie da tramandare a generazioni successive. Il gruppo più conosciuto è Master musicans of Joujouka

Gli strumenti tipici marocchini che solitamente vanno a costituire un'orchestra tradizionale sono il violino, il rebab, il liuto , qanun (ascolta il suono di questo strumento) e il tar

Giochi e attività ludiche

Clicca qui e scegli il gioco marocchino che più ti piace: gran parte da fare all'esterno, di gruppo o uno alla volta; giochi di forza e di equilibrio..

In Marocco a volte lo si gioca in tutto un quartiere o in un intero villaggio..il gioco dello Sdinifri

Feste e riti religiosi

Feste islamiche 

Ricerca svolta durante la fase sperimentale di Atlante on-line a cura della classe IV C; Scuola primaria "Zanella", Istituto Comprensivo 2, Alte di Montecchio Maggiore (VI); Docente: Sciotto Immacolata; A.S. 2009/2010

Le principali feste nazionali sono legate a eventi politici: l'11 gennaio si celbra il giorno dell’indipendenza mentre il 30 luglio la festa del trono che commemora l'ascesa al trono del re Mohammed VI; il 20 agosto prevede la commemorazione della rivoluzione del popolo mentre il 18 novembre la commemorazione del ritorno in Patria di Mohamed V dall’esilio.

 

Cristiani del Marocco 

In molti paesi africani la libertà di religione non esiste, in particolare per chi professa la religione di Gesù Cristo. Le libertà delle donne sono limitate, anche se il Marocco ha compiuto significativi passi avanti da questo punto di vista

Ad esse si aggiunge il mese di Ramadan, che corrisponde al nono mese del calendario musulmano durante il quale tutti i fedeli sono chiamati a osservare la totale astinenza da cibo, fumo, bevande e ogni altro divertimento per tutta la giornata, dall’alba fino al tramonto, Id al-Adha, la festa del sacrificio

 

I Moussem: feste popolari marocchine, al confine tra sacro e profano

 

La pratica della pittura del corpo con l'Henné

Le cerimonie che hanno luogo durante il corso dell'anno, le feste e iriti funebri: nascere in Marocco

 

Le feste religiose del Marocco e la pratica dell'utilizzo dell' henné

 

La pratica della colorazione della pelle, tramite motivi geometri e floreali, prende il nome di Henné o kohl, veri e propri riti di bellezza

Scuola ed educazione

In Marocco la scuola dell’obbligo dura nove anni ed è divisa in:

Scuola primaria Scuola secondaria di primo grado
dai sei ai dodici anni dai dodici ai sedici anni

Una classe primaria in Marocco

La scuola gode di grande considerazione; gli insegnanti sono figure autorevoli e, soprattutto nelle scuole rurali rappresentano il riferimento culturale degli abitanti, l’unico depositario del sapere accademico

Il Marocco come gli altri Paesi del Nord Africa possiede diverse lingua locali esclusivamente orali che fanno tutte riferimento all’unica lingua scritta: l’arabo classico

Sul piano grafico, teniamo conto che la scrittura araba è solamente corsiva e senza maiuscole, oltre che orientata da destra verso sinistra. La scrittura araba è alfabetica, costituita da 28 lettere

Leggi la ricerca a cura della classe IV C svolta durante la fase sperimentale di Atlante on-line ; Scuola primaria "Zanella", Istituto Comprensivo 2, Alte di Montecchio Maggiore (VI); Docente: Sciotto Immacolata; A.S. 2009/2010 (vedi progetto didattico)

Fiabe e racconti

Haina (illustrazione tratta dal progetto "Inventami una fiaba")

Haina è una fiaba marocchina raccontata ed illustrata dalle classi 5^A e 5^B della Scuola Primaria “A. Maggini” dell'Istituto Comprensivo “Grazie-Tavernelle” di Ancona nell'ambito del progetto "Inventami una fiaba" svolto durante la fase di sperimentazione di Atlante on-line (A.S. 2010-2011). Le classi hanno raccontato ed illustrato anche una fiaba della Tunisia, dell'Albania, una fiaba araba e una della Regione Marche. Le classi hanno inventato delle nuove "fiabe interculturali" facendo incontrare i personaggi delle storie lette (leggi tutte le fiabe).

 

"Molto tempo fa c’era un povero taglialegna con una moglie e sette figlie. Un giorno , dopo aver fatto legna si sedette sul pozzo a mangiare e gli cadde un boccone..." : il pozzo incantato

 

"Tanto tempo fa, nei villaggi disseminati in mezzo al deserto, c’era un terribile mostro che passava tra gli uomini seminando paura e terrore.." la fiaba di Haina e il mostro

 

La bellissima fiaba della palma d'oro

 

La volpe e il fenicottero: chi è più furbo??

 

La storia di Juha e la tigre: l'importanza di dire sempre la verità

 

La capra e il lupo: una fiaba semplice ma ricca di insegnamenti

 

Principi beduini, cammelli sapienti, ragazze-gatto e orchesse che mangiano carne umana: ecco i personaggi delle fiabe che ancora oggi si raccontano nei paesi del Maghreb. E accanto alle fiabe di magia, dove tutto può accadere, troveremo anche storie di beffe, astuzie e imbrogli, legati a un personaggio noto in tutto il bacino del Mediterraneo: Giuha

 

La festa araba chiamata "Sam Sam" trae spunto da una leggenda del Marocco

Testimonianze

Lettera in arabo

Safaa, alunna della scuola primaria "Zanella" di Alte, frazione di Montecchio Maggiore (VI), nell'ambito della ricerca svolta dalla classe IV C per la fase sperimentale di Atlante online, ha scritto una lettera in italiano e in arabo:

 

 

 

 

 

Un viaggio in...Marocco 

Un viaggio in Marocco - realizzato attraverso l'intervista ad una mamma di origini marocchine - è il risultato di un’attività didattica svolta dalla classe 4A durante la fase sperimentale di Atlante on-line;

In classe, durante le attività

Scuola primaria "Angiolo Silvio Novaro", Torino; Docenti: Borriello e Bartucca; A.S. 2009/2010

Diario di viaggio e alcune foto del Marocco (2005)

 

Marocco, crocevia storico della civiltà, rappresenta la cerniera di due mondi. Qui finisce l'Europa, qui inizia l'Africa

 

Racconti, diari e pensieri di viaggio in Marocco

 

Marocco - foto, racconti, consigli e informazioni di un viaggio

 

Video di viaggio nell'estate 2008

 

Viaggio tra le strade e la gente di Marrakech, moscheee, tombe e palazzi e ancora...la città di Rabat con il Palazzo reale, La Medina e Meknes, la città di Fes e il quatiere ebraico e tanto ancora

Personaggi

Nell'immagine a lato, uno dei simboli della Resistenza marocchina alla Colonizzazione: Abd el-krim el-Khatabi

Mohammed VI re del Marocco, diciottesimo sovrano della dinastia alawita, salito al trono il 30 luglio 1999 come legittimo successore di suo padre Hassan II

Ibn Battuta, studioso e famoso viaggiatore conosciuto per l'opera resoconto dei suoi viaggi chiamato "Rihla", il Viaggio in arabo. L'opera descrive il viaggio di quasi 30 anni che BAttuta compì in quello che era definito il "mondo islamico conosciuto", ovvero il territorio compreso tra Africa settentrionale, occidentale, Europa meridionale e orientale, Medioriente, India, Asia centrale, Sud-est asiatico e Cina

Tahar Ben Jelloun

Tahar Ben Jelloun è uno "scrittore di frontiera": nato in Marocco, autore di numerosi libri in lingua francese, è salito alla ribalta del panorama letterario internazionale come autore di bellissimi romanzi e di saggi quali "Il razzismo spiegato a mia figlia", che gli è valso il Global Tolerance Award nel 1998, consegnatogli dal Segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan. Nel 2007 ha pubblicato il romanzo "Partire", una storia di immigrazione, amore, compromessi e sofferenza; "La scuola o la scarpa", che parla invece di un maestro africano che ritorna nel villaggio dove è cresciuto per fare da insegnante ai bambini, ma si troverà di fronte a una realtà sconfortante: non ci sono sedie, non ci sono banchi, non c’è lavagna, e i bambini, che non hanno niente da mangiare, preferiscono cucire scarpe e palloni di cuoio per un dollaro l’ora piuttosto che frequentare la scuola.

Hicham El Guerrouj è un'atleta marocchino, di lingua madre berbera, che ha

corso il mezzofondo; campione olimpico sulla distanza dei 1500 e dei 5000 metri, ha terminato la propria carriera ad Atene nel 1997 annunciando il ritiro dalle competizioni nel 2006. Dal 2004 fa parte del Comitato Olimpico Internazionale.