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Paesi | Africa | Africa settentrionale | Egitto

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Cairo
Area del Paese in chilometri quadrati: 1001450
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 73
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 28 Febbraio 1922
Indipendenza da: Regno Unito
Moneta: Sterlina egiziana

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio egiziano è una sezione dei grandi tavolati africani: ha perciò una struttura essenzialmente rigida. Lo zoccolo archeozoico, costituito da gneiss e graniti antichissimi, affiora su estese superfici nella parte sud-orientale del Paese, mentre altrove risulta sottoposto a strati di epoche diverse, formati da rocce sedimentarie d'origine sia continentale sia marina. Esso è anche interessato da intrusioni magmatiche più recenti di graniti, dioriti e sieniti (rocce queste con cui sono stati costruiti tanti monumenti antichi), presenti nella zona di Aswân (Assuan) e nei rilievi che orlano il Paese lungo il Mar Rosso. Le vicende geologiche da cui è derivata l'attua le configurazione dell'Egitto sono più o meno le stesse che hanno caratterizzato le altre regioni dell'Africa. Allo spianamento dello zoccolo precambriano è seguita la formazione degli strati di materiale continentale continuata in fasi diverse sino al Cretaceo; a questo processo sedimentario si devono le arenarie nubiane che coprono vaste superfici dell'Egitto meridionale. Nel Cretaceo si ebbe l'inizio del grande episodio tettonico, terminato nel Cenozoico, che portò al distacco tra Africa e Asia occidentale e alla nascita del Mar Rosso, e al quale si collega l'origine dei rilievi che orlano il Paese a est. Tali rilievi lasciano affiorare le formazioni archeozoiche, con potenti intrusioni granitiche e con espandimenti vulcanici; raggiungono altitudini comprese tra i 1.500 e i 2.000 m, culminando nei 2.187 m del Gebel Shâyib el Banât (massima elevazione del Paese, esclusa la penisola del Sinai).

Valle del Nilo. Nel Cenozoico si ebbero estese ingressioni marine, cui si devono gli strati calcarei presenti nel Medio e Basso Egitto. Sino a tale periodo inoltre l'idrografia era diversa: il Nilo, fiume di dimensioni e portata minore dell'attuale, correva in corrispondenza delle depressioni che si aprono nel Deserto Occidentale; alla formazione del nuovo corso contribuirono alcune fratture meridiane apertesi all'epoca dei movimenti tettonici connessi con la nascita del Mar Rosso. L'assestamento idrografico iniziò nel Pleistocene e si accompagnò alla cattura, molto a monte dell'Egitto, del Nilo Azzurro a opera del Nilo Bianco. Il fiume si aprì il corso tra strati sedimentari; subì inoltre mutamenti del suo profilo, con conseguente abbandono di vecchi terrazzi, restringimenti del letto, formazione delle bande alluvionali e dell'ampio ventaglio deltizio. La Valle del Nilo ha dimensioni e forme diverse in rapporto anche alle strutture geologiche che attraversa. Nella Nubia è priva di fasce alluvionali e il fiume corre (anzi correva prima della creazione del Lago Nasser) tra rive rocciose, arenacee; a valle di Aswân, dopo cioè la prima cateratta, il fondovalle si apre e cominciano i suoli alluvionali, fertilissimi, di terra scura, in gran parte d'origine basaltica, che fanno la ricchezza dell'Egitto.

Deserti e depressioni. La valle nilotica divide il territorio egiziano in due parti: a ovest il Deserto Libico, od Occidentale, e a est il Deserto Arabico, od Orientale. Quest'ultimo è una regione montuosa, solcata da corsi fluviali fossili che tendono verso la Valle del Nilo; essa termina sul Golfo di Suez e sul Mar Rosso con una breve cimosa pianeggiante, alla base degli stessi rilievi, tutta costipata da conoidi di deiezione formati dagli antichi corsi d'acqua che hanno inciso il versante dei monti. Il Deserto Orientale forma nel complesso un'area che, data la presenza di un'idrografia per quanto essenzialmente fossile e in ogni caso propria dell'ambiente desertico, è più abitabile di quella che si stende a ovest del Nilo. Il Deserto Libico è invece un territorio piatto e sabbioso, costituito da tavolati che raggiungono eccezionalmente l'altitudine di 1.934 m nel Gebel el Auenat nell'estremità sud-occidentale, al confine con la Libia e il Sudan. Eccetto tali rilievi periferici, è mosso solo dalle lunghe e monotone scarpate degli altipiani e dalle depressioni che si aprono nella parte centrale e settentrionale e che rappresentano il motivo morfo-tettonico peculiare di questo deserto. La depressione più estesa è quella di Qattâra, che ha il fondo a 133 m, fiancheggiata da quella più piccola di Sîwa. Altra marcata depressione è quella di El-Faiyûm, non lontana dal corso del Nilo, da cui artificialmente riceve le acque per mezzo di un antico canale che ne alimenta la ricca oasi. Altre depressioni, meno profonde, si aprono a sud, tra i tavolati nubiani. Il Deserto Libico si affaccia al Mediterraneo con una costa formata a ovest da basse scarpate rocciose; il litorale assume una morfologia particolare in corrispondenza del delta, la cui fronte rispecchia, con il suo profilo regolare, la simmetria dell'apparato, oggi imperniato sui due rami di Rosetta e Damietta. Caratteristiche lagune (buheiret) si succedono lungo il contorno deltizio, chiuse da cordoni sabbiosi.

Sinai. La Penisola del Sinai, che completa il quadro del territorio egiziano, è una zolla rimasta isolata tra i golfi di Suez e di Aqaba : quest'ultimo è la prosecuzione della fossa siro-palestinese, mentre il primo corrisponde alla linea strutturalmente e convenzionalmente divisoria tra Asia e Africa, che continua lungo l'istmo, oggi inciso dal Canale di Suez. Il Sinai costituisce nel complesso una regione con una sua spiccata individualità. È un territorio montuoso che culmina a sud nel Gebel Caterina (2.637 m), un massiccio granitico dal quale scendono valli fluviali fossili; è un ambiente aspro, arido, ma qua e là costellato di oasi.

Clima. La Valle del Nilo è in sostanza un'unica grande oasi in una regione a clima sahariano. Gli influssi mediterranei si fanno sentire, molto marginalmente, solo nell'area costiera, agendo sia sul valore delle precipitazioni sia su quello delle temperature. Ad Alessandria si hanno valori termici oscillanti tra i 13-14 °C di gennaio e i 26-27 °C di luglio; al Cairo, più internamente, le medie di luglio si aggirano sui 28-29 °C. Nel Medio e nell'Alto Egitto la continentalità accentua le escursioni termiche annue e giornaliere, mentre la latitudine più elevata determina medie di luglio di 32-33 °C (in gennaio non superano i 15 °C ). Per quanto riguarda le precipitazioni, sulla costa si hanno valori annui molto più bassi di quelli dell'area mediterranea: ad Alessandria cadono 166 mm annui di pioggia che scendono ad appena 40-50 mm al Cairo; ad Aswân si possono avere anni di seguito senza piogge. Il clima egiziano è condizionato dai predominanti influssi delle masse d'aria tropicali-continentali. Le manifestazioni cicloniche proprie dell'area mediterranea si verificano nei mesi invernali, durante i quali cadono le precipitazioni (i giorni piovosi nel Basso Egitto non superano i 25, per gran parte concentrati in dicembre). Agli scambi d'aria tra il Mediterraneo e l'interno si devono i venti etesii, richiamati verso sud dalle basse pressioni provocate dal riscaldamento delle superfici desertiche; dall'interno soffia invece, tra marzo e giugno, il khamsin, vento caldo, soffocante, proveniente dai quadranti meridionali, attratto dalle basse pressioni mediterranee.

Flora. La vegetazione si raccoglie lungo il Nilo e nelle oasi ed è quasi tutta introdotta e controllata dall'uomo. Pianta sovrana è la palma da dattero, diffusa anche per la funzione di riparo che essa esercita con la sua ombra sulle colture erbacee e orticole. Prima delle trasformazioni operate dall'uomo, le aree inondate stagionalmente dalle acque nilotiche erano occupate da erbe acquatiche, papiri, piante di loto ecc., vegetazione di cui si trovano ormai piccoli lembi marginali. Nelle zone desertiche si hanno povere associazioni cespugliose lungo gli uidian, con piante di mimose, tamerici e acacie nei tratti relativamente più favorevoli.

Idrografia. Idrograficamente l'Egitto è il Nilo , in modo esclusivo; di nessuna importanza sono gli uidian che scendono dai rilievi orientali, mentre areica è tutta la sezione occidentale del Paese. Il Nilo percorre in territorio egiziano 1.508 km, frazione limitata del suo lungo percorso, ma il "miracolo" dell'Egitto si deve alla ricchezza d'acqua che il fiume riesce a portare in una plaga desertica e così lontana dalle sue sorgenti. Il regime del Nilo è notoriamente determinato da quello dei suoi due grandi rami sorgentiferi: il Nilo Azzurro e il Nilo Bianco. Le piene avvengono allorquando si ha il cospicuo apporto del Nilo Azzurro, nei mesi estivi: il 19 luglio è considerato il giorno d'inizio della piena. La decrescita comincia in modo consistente verso la metà di ottobre; nel periodo di magra giungono le acque del Nilo Bianco. Le dighe oggi controllano totalmente il fiume, le cui acque in passato esondavano fertilizzando naturalmente il terreno. In effetti il controllo delle acque, sia pure in misura limitata, era esercitato anche nell'antichità, ma l'irrigazione controllata su vasta scala, interessante cioè larghe superfici agricole, si impose soltanto nel secolo scorso, con la creazione di grandi dighe e di estesi sistemi di canali. Il primo grande sbarramento fu quello di Qalyûb, poco a monte della biforcazione dei rami deltizi di Rosetta e Damietta, cui seguirono quelli di Isna, Asyût, Nag 'Hammâdi; la diga più imponente è quella di Aswân, costruita all'inizio del secolo e più volte ingrandita, cui si è recentemente aggiunta, 10 km a monte, la "diga alta", la realizzazione più importante dell'Egitto moderno: essa ha portato alla formazione del Lago Nasser (in parte però sudanese), elemento che ha rivoluzionato l'intera geografia della regione. La superficie irrigua maggiore resta sempre però quella del delta, tutta intessuta di canali di irrigazione e di scolo, resi necessari questi ultimi per tenere basso il livello della falda freatica, che nuoce alle coltivazioni, e per dissalare i terreni

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. Il popolamento della Valle del Nilo assunse i caratteri di un coagulamento umano lungo il fiume allorquando si ebbe l'accentuazione dell'aridità che ha portato all'attuale desertificazione dell'Africa settentrionale. Le acque fluviali consentivano infatti, con l'irrigazione, un'agricoltu ra intensiva che si offriva come risorsa fondamentale per un numero elevato di uomini, rifluiti dalle circostanti regioni in fase d'inaridimento. Come in Mesopotamia, l'alta concentrazione di uomini è stata al tempo stesso condizione indispensabile per lo sfruttamento idraulico, possibile appunto con una notevole disponibilità di manodopera, impiegata nei lavori di canalizzazione e nella realizzazione delle grandi opere proprie d'una società essenzialmente urbana, strutturata gerarchicamente. L'organizzazione sociale era infatti il riflesso diretto della particolare forma di sfruttamento economico fondato su un complesso rapporto con la natura. Essa presupponeva cioè un potere centrale, incarnato dal faraone, che col suo dispotismo poteva mantenere efficiente l'apparato produttivo. L'affermazione della civiltà egiziana fu un processo lento e si ebbe con l'unificazione politica della grande oasi nilotica; essa conobbe i suoi momenti più alti durante l'Antico Regno e, un millennio più tardi, all'epoca del Nuovo Regno, col quale il mondo egizio si espanse verso sud, nella Nubia. In questo periodo la popolazione lungo la valle del Nilo sembra fosse di 7 milioni di individui, ridottisi via via nelle epoche di decadenza, epoche che si spiegano con la mancanza di un potere centrale in grado di tener viva l'organizzazione economica e, in sostanza, l'apparato idraulico su cui si reggeva l'agricoltura. Il periodo di maggior decadenza economica e demografica si ebbe nel XIV secolo, sotto il dominio dei Mamelucchi; da allora praticamente l'Egitto non si è più ripreso, se non in epoca recente.

Sviluppo demografico. Alla fine del XVIII secolo vi erano nel Paese appena 2,4 milioni di abitanti, ma a partire dalla seconda metà del secolo scorso si verificò la grande ripresa demografica, che nel giro di cent'anni ha portato la popolazione dai 6,7 milioni, registrati col primo censimento ufficiale del 1882, agli 11,2 milioni del 1907, ai 14,2 del 1927, ai 18,9 del 1947. In media nel corso di questo secolo la popolazione è aumentata di 300.000 unità all'anno; l'alto tasso d'incremento è imputabile alla forte natalità, implicita nella concezione stessa della famiglia musulmana, mentre il quoziente di mortalità, elevato fino a tutto il secolo scorso per le diffuse malattie, è in seguito assai diminuito. Nel secolo scorso immigrarono in Egitto numerosi stranieri (Inglesi, Italiani, Greci ecc.) occupati in attività diverse, imprenditoriali e commerciali; dopo le nazionalizzazioni del 1952 gran parte di essi hanno lasciato il Paese e oggi gli stranieri sono in numero insignificante.

Etnologia. Gli Egiziani formano un gruppo etnico abbastanza omogeneo. Tra i fellahin, i contadini, così come tra i copti, commercianti e artigiani che vivono in prevalenza nelle città, si ritrovano spesso le tracce delle più antiche popolazioni, quali appaiono raffigurate sui vari monumenti, e che dovevano rappresentare un miscuglio tra Africani e arcaiche genti mediterranee; successivamente ebbe inizio il processo di semitizzazione, esaltatosi durante la conquista araba e l'islamizzazione del Paese. Procedendo verso sud l'elemento nero, africano, si fa più numeroso e diventa generale nella Nubia. In territorio egiziano vi sono anche genti nomadi, cuscitiche, come i Bisharin, stanziati nell'Egitto sud-orientale, dove compiono migrazioni tra la costa e la Valle del Nilo.

Distribuzione. La popolazione è quasi interamente concentrata nella Valle e nel delta del Nilo, dove si registrano densità tra le più alte del mondo. Le densità più basse si hanno nell'Alto Egitto, che oggi è rimasto pressoché disabitato nella zona del Lago Nasser: le popolazioni nubiane sono state trasferite in nuovi comprensori agricoli creati appositamente, tra cui Kom Ombo. Aree di tenue popolamento sono anche la fascia costiera mediterranea e la Penisola del Sinai; nelle oasi infine abitano non più di 30.000 persone. Oltre la metà della popolazione vive nelle campagne, in villaggi o in gruppi sparsi di case (ezbahin). Le case sono semplici, spesso di fango e di mattoni (frequenti questi nella zona del delta), di pietra nell'Alto Egitto.

Urbanesimo e città. L'urbanesimo vanta una tradizione che risale all'epoca faraonica: Tebe, nell'antichità, era una città prestigiosa e così pure importante era Menfi, che si sviluppò quando gli interessi del mondo egizio cominciarono a spostarsi verso nord; nel IV secolo a.C., con la supremazia ellenistica nell'area mediterranea, si affermò Alessandria. Il Cairo ha assunto il ruolo di massimo centro del Paese dopo l'avvento degli Arabi; all'origine della sua fortuna è la posizione a breve distanza dal delta e dalla costa, grazie alla quale funge da raccordo tra la valle del Nilo e il Mediterraneo. La grande espansione della città è iniziata però nel secolo scorso, con le aperture commerciali del Paese al mondo moderno, e si è accentuata in questo secolo, con l'immigrazione di vere e proprie masse di fellahin, attratte dalle molteplici attività della capitale. Oggi Il Cairo è la maggiore metropoli dell'Africa, con un abitato estesissimo cui fanno da appendice grosse città satelliti come El-Gîza, Imbâba, Heliopolis (in pieno deserto), El Matarîya ecc.; oltre a essere un centro culturale e artistico di eccezionale interesse, ospita le maggiori imprese industriali e commerciali, ma per la sua funzione di capitale è anche sede di attività burocratiche e amministrative che ne fanno al tempo stesso una città "dissipatrice" e in ogni caso caratterizzata da gravi squilibri economici e sociali. Alessandria, sul Mediterraneo, è una tipica città portuale di aspetto prevalentemente europeo; benché in parte decaduta con la chiusura del Canale di Suez, è comunque il primo porto del Paese. Città portuali sono anche Porto Said e Suez, valorizzate dalla loro posizione sul Canale di Suez, dal 1975 riaperto alla navigazione. La regione del delta raggruppa varie importanti città, centri commerciali di aree agricole fittamente popolate, alcune sedi di industrie, come Tanta, El Mahalla el-Kubra, El-Mansûra, Damanhûr ecc. Nella Valle del Nilo invece i centri sono maggiormente distanziati l'uno dall'altro; i principali sono El-Minya, Asyût, Qena, Luxor, Aswân, tutti sorti su antiche città faraoniche: in particolare Aswân è il massimo polo dell'Alto Egitto, in fase di valorizzazione anche industriale. Infine tra i centri d'oasi, per lo più villaggi, spicca El-Faiyûm , situato nella vasta e popolosa oasi omonima

Aspetti economici

Testo completo:

L'Egitto è un Paese povero, con un tasso molto alto di disoccupazione e di analfabetismo e con un'economia basata, oggi come nel più lontano passato, su un'agricoltura che vive sullo sfruttamento delle acque del Nilo.

Epoca coloniale. Le potenze coloniali, rappresentate soprattutto, ma non solo, dalla Gran Bretagna e conniventi con la monarchia, protrattasi sino al 1952, avevano sì avviato un non trascurabile processo di modernizzazione del Paese (per esempio con la costruzione delle ferrovie e l'apertura del Canale di Suez, il potenziamento della cotonicoltura e in genere dell'agricoltura in senso commerciale, la realizzazione delle prime industrie ecc.), ma avevano operato nell' esclusivo vantaggio di pochi gruppi al potere, mentre erano rimaste invariate, se non peggiorate, le condizioni dei fellahin, cioè della gran massa degli Egiziani.

Dirigismo e nazionalizzazione. Caduta la monarchia, l'Egitto ha conosciuto orientamenti economici praticamente opposti, senza peraltro trovare il rimedio al gravissimo sottosviluppo nazionale. Con Nasser infatti fu sperimentata una politica economica nettamente socialista e dirigista e le strutture produttive del Paese cominciarono a operare nell'ambito dei piani quinquennali di sviluppo. Furono nazionalizzate le grandi imprese, le banche, le compagnie di assicurazione, mentre lo Stato si faceva imprenditore, incorporando non solo le industrie di base ma talvolta anche varie aziende minori e assumeva la gestione dei circuiti commerciali con l'estero; in campo finanziario era operata una rigida chiusura nei confronti dei capitali occidentali. Parallelamente veniva attuata la riforma fondiaria e furono ridistribuite le terre confiscate ai latifondisti (prima del 1952 meno del 3% della popolazione era proprietaria di oltre il 55% dell'arativo, mentre si calcola che l'87% dei contadini fosse totalmente privo di terre); tuttavia ciò diede origine a una miriade di microfondi, in grande maggioranza inferiori a 2 ha, che rimanevano (e rimangono) ancorati a tecniche produttive assai arcaiche.

Svolta liberista. A partire dagli anni Settanta l'Egitto dava l'avvio a una svolta economica in senso apertamente liberista e oggi si può configurare come un Paese a economia mista, in cui tuttavia la presenza statale va man mano perdendo di potere nei confronti della nuova borghesia imprenditoriale. Tale svolta, che è stata naturalmente anche politica (l'Egitto è passato infatti dallo scacchiere filosovietico a quello filoamericano), ha innescato una serie di processi che hanno portato a un radicale mutamento dell'assetto produttivo. Da un lato cospicui aiuti finanziari sono elargiti dagli Stati Uniti e dai Paesi arabi conservatori (Arabia Saudita in primo luogo), dall'altro lo smantellamento delle barriere doganali e quindi il libero accesso delle merci occidentali hanno gravemente danneggiato talune produzioni locali, che per l'inefficienza o la scarsa specializzazione degli impianti non hanno retto alla concorrenza straniera. Del pari l'afflusso del capitale estero (tedesco, francese, italiano ecc., ma soprattutto statunitense), attirato al solito dall'enorme abbondanza di manodopera a costi estremamente bassi e dalle favorevolissime agevolazioni fiscali, viene indirizzato a forme d'industrializzazione volte al pressoché assoluto interesse delle multinazionali stesse, senza tradursi in un reale impulso alla crescita economica del Paese che lamenta una fortissima disoccupazione, ormai radicalizzata, aggravata dall'accrescimento demografico.

Agricoltura. La maggior parte dei terreni coltivati (complessivamente pari al 2,5% della superficie territoriale, in corrispondenza del delta e della Valle del Nilo) è irrigata. Solo 400.000 ha sono soggetti ancora all'inondazione periodica del Nilo, mentre ben superiore estensione hanno le terre irrigate in permanenza, grazie ai grandi sbarramenti di Aswân, Isna, Nag 'Hammâdi ecc. L'irrigazione permanente e controllata consente di praticare in rotazione sino a tre colture annue (ne consegue che la superficie seminata è molto più ampia di quella classificata come "coltivata"), ma presenta il risvolto negativo di non poter più contare sul fertile limo nilotico e di richiedere elevati quantitativi di fertilizzanti chimici. Le colture invernali (scitui) comprendono soprattutto frumento, cipolle e legumi, le estive (sefi) riguardano in prevalenza cotone, canna da zucchero, riso e piante oleaginose, le autunnali (nili ) sono massimamente rappresentate da mais e altri cereali a breve ciclo vegetativo, come il miglio. La coltura di gran lunga più importante è quella del cotone (della prestigiosa qualità a "fibra lunga"). Tra i cereali prevale il frumento, seguito dal mais, dal riso, coltivato soprattutto nel delta e dall'orzo. Patate, fagioli, fave, cavoli, cipolle e pomodori sono prodotti di largo consumo, ma sono in parte anche esportati. Nel quadro delle colture industriali, dopo il cotone è largamente diffusa la canna da zucchero; sesamo, arachidi, lino, olivo si aggiungono alle due colture principali. Notevole incremento ha avuto l'agrumicoltura, mentre per i datteri l'Egitto si colloca al primo posto nel mondo.

Allevamento e pesca. L'allevamento è complessivamente poco sviluppato, se si eccettuano i volatili da cortile; ovini e caprini sfruttano i terreni marginali e poveri della Valle del Nilo; per i bovini si ricorre in gran parte alla coltivazione di foraggere; non molto elevato è del pari il numero dei bufali, i tradizionali animali da lavoro del fellahin . Scarso rilievo economico ha egualmente la pesca, che viene anche praticata negli stagni e nei laghi del delta; spugne, coralli e madreperla si aggiungono ai prodotti ittici.

Risorse minerarie. Come si è detto, le risorse minerarie non sono eccezionalmente importanti, anche se nel 1975 sono stati restituiti all'Egitto i ricchi giacimenti petroliferi del Sinai, passati in mano israeliana nel 1967. L'estrazione, la raffinazione e la vendita di petrolio sono controllate da un apposito ente di Stato, l'Egyptian General Petroleum Corporation ). Oltre al petrolio e al gas naturale, abbondano solo i fosfati e il salmarino, cui si aggiungono meno rilevanti quantitativi di zolfo, amianto, manganese e minerali di ferro. Il petrolio è in parte utilizzato per la produzione di energia elettrica, che tuttavia è per quasi la metà d'origine idrica; ciò è soprattutto dovuto ai grandiosi impianti della cosiddetta "diga alta" di Aswân.

Industria. L'industria, pur essendosi sviluppata nell'ultima decade a un ritmo anche del 10% annuo, ha strutture tuttora piuttosto fragili, mostrando carenze particolarmente gravi nei settori di base; tuttavia sono stati creati, in specie all'epoca di Nasser, alcuni complessi siderurgici e meccanici, rappresentati però essenzialmente da stabilimenti di montaggio di autoveicoli, mentre un notevole impulso è stato dato all'industria chimica, specie dei fertilizzanti azotati, ma che altresì produce acido solforico, nitrico e cloridrico, soda caustica ecc. La maggiore industria è tuttora quella cotoniera che, oltre a coprire il fabbisogno nazionale, riesce a produrre per l'esportazione; attivo è anche il setificio e in espansione la produzione delle fibre artificiali. Gli altri principali settori riguardano la lavorazione dei prodotti agricoli locali, annoverando perciò zuccherifici, complessi molitori, pastifici, oleifici, birrifici, conservifici, distillerie di alcol; importante, benché si avvalga solo di merce di importazione, essendone in Egitto proibita la coltura, è la manifattura di tabacchi. Il settore industriale comprende altresì cementifici, cartiere, fabbriche di pneumatici e di apparecchiature elettriche (radio, televisori ecc.), oltre naturalmente alle raffinerie di petrolio e ai complessi petrolchimici. Tuttavia il forte impegno assistenziale, con salari pagati a manodopera non produttiva, causa di una insistente lievitazione dei prezzi.

Comunicazioni. La varia distribuzione delle attività nel delta e nella valle del Nilo è all'origine di cospicui scambi, che trovano ancor oggi nella navigazione fluviale una via di comunicazione largamente utilizzata. Il fiume è però affiancato dalla strada e dalla ferrovia che verso sud, con la navigazione sul Lago Nasser, consentono i collegamenti con il Sudan. Da questa dorsale principale, la Alessandria-Tanta-Il Cairo-Aswân, si dipartono diverse ramificazioni che servono soprattutto il delta e la zona del Canale; alcune strade raggiungono il Mar Rosso e le oasi del Deserto Occidentale, mentre una linea ferroviaria si sviluppa lungo la costa mediterranea, sino al confine con la Libia. Alessandria, che è anche collegata al Nilo per mezzo del canale Mahmudiya, è il principale sbocco del Paese sul mare, mentre Il Cairo è il vertice di tutte le comunicazioni interne, nonché attivissimo scalo aereo internazionale (compagnia di bandiera è la Egyptair ); fondamentale via di comunicazione è naturalmente il Canale di Suez (sottopassato dal 1980 da un tunnel).

Commercio. Quanto agli scambi con l'estero, la bilancia commerciale denuncia un passivo allarmante: le esportazioni, rappresentate essenzialmente da cotone, petrolio e prodotti petroliferi, non coprono nemmeno metà delle importazioni, consistenti soprattutto in generi alimentari, macchinari e mezzi di trasporto. L'intersca mbio si svolge eminentemente con gli Stati Uniti, la Francia, la Germania per le importazioni, con l'ex Unione Sovietica e l'Italia per le esportazioni

Storia

Testo completo:

Preistoria.

 

Fra le tracce più antiche di presenza umana nel territorio egiziano vi sono manufatti considerati preacheuleani nei dintorni di Tebe e grossolani manufatti triedrici, genericamente riferibili a un Acheuleano inferiore, rinvenuti sui terrazzi alluvionali più alti della piana di Abbassieh, a E del Cairo. Materiali acheuleani sono segnalati da diversi siti come Arkin, Khor Abu Anga, le oasi di Dâkhla e di El-Khârga (Acheuleano finale), Bir Sahara. In quest'ultimo sito industrie musteriane, associate a fauna a rinoceronte bianco, un cammello estinto, bufalo, antilopi e facoceri, sono comprese tra ca. 45.000 e 32.000 anni fa. Un Musteriano di tecnica Levallois si trova sui terrazzi superiori della già citata piana di Abbassieh e nell'oasi di El-Khârga. Siti ateriani, presenti per esempio sia a Bir Sahara sia nell'oasi di El-Khârga, sarebbero succeduti al Musteriano intorno a 40.000 anni fa. Il Paleolitico superiore è attestato nell'oasi di Dungul, a Gebel Lagama, dove si conosce una sequenza compresa tra ca. 30.000 e 26.000 anni a. C., a Nazlet Khater, sito di estrazione della selce datato a poco più di 31.000 anni fa, da cui proviene anche una sepoltura ritenuta probabilmente contemporanea. Le fasi superiore e finale del Paleolitico sono note con il nome di Fakhuriano (nella regione di Esna) dal sito di Dair el Fakhuri (ca. 18.000 anni fa), con lamelle a dorso abbattuto e a ritocchi continui, perforatori e intaccature e denticolati, associati a fauna a bue primigenio, alcelafo, gazzelle, ippopotamo ecc., e di Sebiliano, nome dato ad industrie microlitiche rinvenute a Sebil vicino a Kom Ombo, con presenza di tecnica ancora Levallois, datate intorno a 11.000 anni fa. Molto numerose le tracce relative ai tempi neolitici, nei quali si avevano villaggi di capanne, tombe con abbondante corredo funebre, prodotti fittili, oggetti di ornamento e amuleti, nonché un'intensa attività agricola e l'allevamento del bestiame. A questo riguardo, va sottolineato come, nonostante recenti teorie attribuiscano la neolitizzazione più antica a sviluppi autonomi verificatisi nel Sahara, l'evidenza archeologica sembra ancora privilegiare la teoria dell'introduzione di alcune specie dal Vicino Oriente. Tipici sono tra gli utensili litici taluni coltelli a grande lama ricurva con accurata lavorazione bifacciale. È infine al Neolitico che si ritiene possano risalire le più antiche espressioni di arte rupestre egiziana, copiose specialmente nella zona di Luxor. Con l'Età del Rame, detta anche periodo predinastico, fioriscono, specie nel Medio Egitto, le facies culturali del Badariano, Amraziano e Gerzeano. Per l'antichità vedi: civiltà egizia.

 

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 81121077
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 43,50
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Egiziani 99,6%, altri 0,4%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Arabo (ufficiale), inglese e francese (largamente parlate)

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Religioni:

Musulmani 90%, copti 9%, altri cristiani 1%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 1,78
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 23,90
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 5,19

Media dell'area geografica: 5.8666666348775 (su un totale di 6 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 25,90
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 32,70
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Numero medio di figli per donna: 2,85
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Rapporto tra i sessi: 100,86
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 24,37
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 70,46
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 74,26

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 112

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 235,72
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 2.931,83
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 4
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 11
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 6
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 35.000,70
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -346922
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 2

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 75
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 74
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 100
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 98
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 99
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 97
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 92
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 94

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 82
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 88
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 94
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 97
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 64
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 66

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 10,56
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 101,08
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 35,62

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

13,72

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

0,5