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Paesi | Africa | Africa orientale | Zimbabwe

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Harare
Area del Paese in chilometri quadrati: 390757
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 34
Forma di governo: Democrazia Parlamentare
Data dell'indipendenza: 18 aprile 1980
Indipendenza da: Regno Unito
Moneta: Dollaro dello Zimbabwe

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. L'unità morfologica dominante del paesaggio dello Zimbabwe è l'altopiano. La regione fa infatti parte di un esteso nucleo cratonico formato prevalentemente da rocce cristalline precambriane, alcune delle quali sono tra le più antiche del globo, che occupa anche gran parte della vicina Zambia, allungandosi tra le depressioni costiere del Mozambico e la subsidenza continentale del Kalahari . Le formazioni precambriane affiorano soprattutto nella sezione centrale del Paese, in una larga fascia orientata da nord-est a sud-ovest lungo cui corre lo spartiacque tra i bacini fluviali tributari dell'Oceano Indiano e quelli del Kalahari (palude Makgadikgadi nel Botswana) o diretti allo Zambesi; numerosi sono i rilievi residuali granitici, indicati localmente come kopje, che sorgono isolati nella savana. Ai lati di questa sezione mediana l'antico basamento cristallino è coperto da estese formazioni sedimentarie depositatesi nell'arco di tempo compreso tra il Precambriano superiore e il Mesozoico inferiore, tra cui caratteristici sono i depositi conglomeratici e arenaceo-argillosi di ambiente continentale facenti parte dell'estesissima formazione del Karroo, di età da cambriana a giurassica; verso la depressione interna predominano invece i terreni cenozoici. Tanto il basamento cristallino quanto i depositi continentali sono riccamente e variamente mineralizzati: soprattutto notevoli concentrazioni di minerali utili, in specie di cromo, si incontrano lungo il Great Dyke, un affioramento di rocce effusive basiche in cui prevalgono le doleriti, che attraversa da nord a sud, quasi a metà, lo Zimbabwe per circa 480 km, con una larghezza variabile tra i 5 e i 10 km. In rapporto all'altitudine il territorio viene solitamente diviso in tre zone (o veld , termine di origine olandese che significa campo, pianura): l'alto Veld, oltre i 1.400 m, che occupa gran parte dell'area centrale, sull'asse Harare-Bulawayo; il medio Veld, incluso tra i 700 e i 1.400 m, esteso soprattutto a nord-ovest e a sud-est; e il basso Veld, che comprende le regioni vallive dello Zambesi a nord e del Limpopo a sud. Verso est, lungo l'orlo marginale dei tavolati continentali, si eleva la catena dei Monti Inyanga, che culmina oltre i 2.500 m (2.595 m) e precipita con scoscese scarpate verso la regione collinare mozambicana, che digrada verso la baia di Sofala; l'origine di questa catena, che rappresenta il tratto più elevato del territorio dello Zimbabwe, così come più a nord quella dei Monti Mavuradonha (1.733 m) dominanti lo Zambesi, è legata tanto ai contraccolpi dell'intensa attività tettonica che interessò tra il Giurassico e il Cretaceo l'Africa australe, quanto all'influenza delle imponenti dislocazioni che successivamente colpirono l'Africa orientale. Varie cime superano i 1.500 m nella fascia montuosa dell'alto Veld, come il Mtoro (1.583 m), a sud-est di Harare, e il Mquilembegwe (1.545 m), a sud-est di Bulawayo.

Clima. Il clima dello Zimbabwe è tropicale, con due stagioni ben differenziate, quella piovosa (estate australe) da novembre a marzo e quella secca (inverno australe). La stagione secca è nettamente influenzata dal predominio di masse d'aria anticicloniche che si instaurano sulla depressione del Kalahari, mentre quella piovosa è condizionata dall'ingresso di masse d'aria umida provenienti dall'Oceano Indiano. Ben irrorate risultano la sezione orientale dell'alto Veld, con precipitazioni annue superiori agli 800 mm, e soprattutto la stretta fascia di rilievi lungo il confine col Mozambico direttamente esposta all'Oceano Indiano, in cui si superano anche i 1.600 mm annui. Gli altopiani occidentali, riparati appunto dai rilievi, ricevono scarse precipitazioni, inferiori ai 600 mm, che scendono a 500 o anche meno nella valle del Nata; in media non cadono mai sul Paese più di 1.000 mm annui. Le temperature sono generalmente mitigate dall'altitudine: nell'alto Veld oscillano infatti tra i 22 °C del mese più caldo (gennaio) e i 15 °C di quello più freddo (luglio); fanno eccezione le valli dello Zambesi e del Limpopo, notevolmente calde e umide, e le zone aperte verso la depressione del Kalahari, dove la continentalità si accentua. Molto più sensibili sono invece le escursioni termiche giornaliere.
Flora. La maggior parte del territorio è coperta da una foresta rada, il cosiddetto tree-veld, o da una savana arborata, con predominio di acacie e di baobab nelle aree meno piovose e di specie arboree a foglie caduche; le specie xerofile sono in particolare diffuse nella sezione occidentale, mentre ai lati dei principali corsi d'acqua si sviluppa la foresta a galleria. Le praterie compaiono nelle zone più umide. Il paesaggio naturale è stato profondamente modificato sul versante sud-orientale dall'intervento dei bianchi con la creazione di piantagioni; l'arrivo degli Europei ha avuto gravi ripercussioni anche per la fauna, che ha subito una sensibile riduzione a opera della caccia indiscriminata. Solo in tempi abbastanza recenti è stata introdotta una legislazione adeguata per proteggere la fauna (pressoché scomparso è per esempio il leone) e si sono destinate vaste zone per parchi naturali; il più grande è il Parco Nazionale di Hwange (già Wankie; 1.465.000 ha circa), al confine con il Botswana.

Idrografia. Quasi 2/3 della superficie del Paese rientrano nel bacino idrografico dello Zambesi , il grande fiume che ne delimita il confine settentrionale; esso riceve numerosi affluenti dalla sezione centrale, orientati prevalentemente da sud-est a nord-ovest: i due più importanti sono il Gwai e l'Umniati, che contribuiscono all'alimentazione idrica del grande lago artificiale di Kariba (circa 5.300 km 2 ), sullo Zambesi, al confine tra Zimbabwe e Zambia. Sempre sulla linea confinaria al margine occidentale del Paese, lo Zambesi forma le celebri Cascate Vittoria (Victoria Falls), con un salto di 122 m e uno spettacolare fronte di circa 1.600 m. A ovest una limitata porzione del territorio è drenata dal fiume Nata, che si dirige verso la depressione interna del Kalahari, dove disperde le sue acque nella citata palude di Makgadikgadi. Lo Zimbabwe sud-orientale è invece direttamente tributario dell'Oceano Indiano tramite i fiumi Sabi (che prende il nome di Save in Mozambico, dove sfocia poco a sud della Baia di Sofala) e Limpopo , che segna per un buon tratto il confine con la Repubblica Sudafricana. Come si vede i grandi fiumi dell'Africa australe interessano pressoché marginalmente il Paese; essi inoltre non esplicano in genere una significativa funzione geografica, in quanto scorrono prevalentemente incassati nei tavolati e sono solo parzialmente navigabili durante la stagione piovosa.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. Quest'area dell'Africa australe è stata tra le prime che hanno visto la comparsa e lo stanziamento dell'uomo, come testimoniano anche i numerosi centri di arte rupestre paleolitica e mesolitica. Alcuni di questi si devono certamente ai Boscimani, che costituiscono le più antiche genti aborigene conosciute, ma che sono stati ormai relegati nelle aree semidesertiche del Kalahari dai più evoluti Bantu , discesi da nord in successive ondate probabilmente a partire dal V secolo. Verso l'XI secolo sarebbero giunti i Mashona, o Shona, i progenitori della maggior parte degli attuali abitanti, divisi in numerose tribù tra cui quella dei Karanga, celebri metallurgisti; essi sarebbero gli artefici di grandiose costruzioni realizzate con blocchi di granito, note come zimbabwe, l'unico esempio di edifici a carattere duraturo scoperti nell'Afric a nera all'arrivo degli Europei. Gli Shona attraversarono un periodo di grande splendore e potenza durante il leggendario regno di Monomotapa, che controllava le miniere d'oro della regione e i traffici commerciali, come attestano documenti portoghesi del XVI secolo. Altre tribù bantu sopraggiunsero nella regione, come i Venda o BaVenda, che tra il XV e il XVI secolo introdussero l'allevamento bovino. Gli Shona furono però sottomessi da genti di origine zulu, guerrieri e pastori che alla metà del secolo scorso invasero lo Zimbabwe provenendo da sud e si installarono prevalentemente nella parte occidentale (odierno Matabeleland): in particolare si distinsero gli Ndebele o Matabele, che oggi costituiscono il gruppo etnico più importante nel l'area dell'alto Veld. Gli Shona occupano invece le zone orientale del Paese (Mashonaland). I bianchi si stanziarono nello Zimbabwe solo verso la fine del secolo scorso, all'origine attratti dall'oro, ma in breve, realizzate le possibilità agricole offerte dal Paese, ne presero il controllo impossessandosi delle terre più produttive e relegando la popolazione africana nelle zone peggiori.

Sviluppo demografico. I bianchi, per lo più di origine britannica, all'inizio di questo secolo erano già oltre 10.000 e 50.000 trent'anni dopo, per passare a 150.000 a metà del secolo; la popolazione africana, invece, stimata nel 1910 a oltre 700.000 unità, era salita a 1 milione verso il 1930 e a 2 milioni nel 1950. Dopo la seconda guerra mondiale massicce immigrazioni di Europei incrementarono sensibilmente il numero dei bianchi: in soli sette anni, tra il 1946 e il 1953, entrarono nello Zimbabwe 100.000 bianchi (dopo l'acquisizione dell'indipendenza, nonostante la politica assai conciliante del governo e i suoi sforzi di realizzare gradualmente l'africanizzazione del Paese garantendo in pratica il mantenimento del potere economico ai bianchi, questi ultimi abbandonarono in buon numero il Paese). La densità della popolazione è piuttosto scarsa, se rapportata alle possibilità offerte dal territorio; i valori più bassi si registrano nello Zimbabwe occidentale, sia per l'accentuarsi nella fascia meridionale degli influssi semidesertici del Kalahari, sia per la presenza nel settore settentrionale di fitte foreste spesso infestate dalla mosca tsè-tsè.

Centri urbani. La città più importante è la capitale, Harare, nello Zimbabwe nord-orientale, in ottima posizione a circa 1.470 m nell'alto Veld; città moderna, di impronta tipicamente inglese (fu fondata nel 1890 per conto di Cecil J. Rhodes col nome di Salisbury), servita da una fitta rete di comunicazioni ferroviarie e stradali, è il polo accentratore delle attività principali: oltre che primario centro commerciale, dispone di numerosissime industrie ed è anche il maggior centro culturale dello Zimbabwe. Seguono Bulawayo, nel settore sud-occidentale del Paese, a oltre 1.450 m d'altitudine presso i Monti Matopo; è un attivo nodo ferroviario e sede anch'essa di numerose industrie; e Chitungwiza, poco a sud della capitale Tutti gli altri centri hanno rilievo assai inferiore. Sempre nell'Alto Veld, nello Zimbabwe centrale, è Gweru (già Gwelo), vivace mercato di una regione ricca per attività sia agricole e di allevamento, sia minerarie; a nord di Gweru, sulla ferrovia per Harare, si trova un altro notevole centro industriale, Kwekwe (già Que Que). Quasi al confine col Mozambico, sulla ferrovia che collega Harare con Beira (Mozambico), è situata infine Mutare (già Umtali), mercato agricolo con numerose industrie meccaniche. Sull'altopiano centro-meridionale, Masvingo è soprattutto nota per la vicinanza delle grandiose rovine di Zimbabwe.

Aspetti economici

Testo completo:

Nonostante i buoni risultati ottenuti nei primi due anni di indipendenza, il Paese attraversa una situazione di malessere economico crescente, dovuto agli alti valori dell'inflazione e della disoccupazione.

Profilo generale. Anche se un buon numero di coloni bianchi ha lasciato il Paese, le ricchezze minerarie, le principali piantagioni, le banche, le industrie sono in gran parte in mani straniere, spesso di società multinazionali, che non si oppongono a consentire, e persino a sostenere, una certa liberalizzazione economica e sociale, purché le leve economiche restino saldamente in loro possesso; ciò si traduce tra l'altro nell'assicurare allo Zimbabwe l'afflusso dei capitali esteri, fondamentali per un Paese appena uscito da una logorante guerra civile. In cambio il governo negro si deve fare garante della continuità degli indirizzi economici sinora perseguiti: quindi bando assoluto alle nazionalizzazioni o alla riforma fondiaria, ma si concede per esempio l'attuazione di un programma governativo di progressiva assegnazione ai contadini africani di fattorie agricole già appartenute ai coloni bianchi, ormai abbandonate o non adeguatamente sfruttate. Né bisogna dimenticare il potentissimo vicino, quella Repubblica Sudafricana da cui lo Zimbabwe fu in crescente misura sostenuto negli ultimi anni e con la quale tutti i Paesi dell'Africa meridionale devono, chi più chi meno, fare i conti. I limiti all'azione governativa sono dunque tanti e strettissimi i legami con il passato; tuttavia l'indipendenza ha segnato un'ora di grande importanza per l'ex Rhodesia e il Paese può già vantare i suoi primi progressi in vari settori della vita economica. Da rilevare un accordo siglato nel 1984 con l'Italia per il miglioramento irriguo e la formazione tecnico-professionale, in cambio di acquisto di macchinari e di beni strumentali.

Agricoltura e foreste. L'agricoltura dispone solo del 7,4% della superficie territoriale. La sua importanza poggia soprattutto sulle colture di piantagione, principalmente su quella del tabacco, che è di qualità molto pregiata: nel 1980, con l'ottenimento dell'indipendenza del Paese e quindi con la cessazione delle sanzioni economiche decretate dall'ONU , questo prodotto, fondamentale per le esportazioni, ha ritrovato la sua più ampia collocazione sui mercati internazionali. Con una produzione annua di oltre 2 milioni di q di tabacco lo Zimbabwe detiene nettamente il primato africano, ponendosi in buona posizione su scala mondiale. Fra gli altri prodotti industriali hanno rilevanza il cotone, le arachidi, la canna da zucchero, il tè e il caffè. L'assoluta maggioranza della popolazione rurale si dedica però all'agricoltura di sussistenza, imperniata sulla cerealicoltura; circa la metà dell'arativo è destinato alla coltivazione del mais, cui fanno seguito, a grande distanza, il frumento e il miglio, il sorgo, il riso ecc. Svariati prodotti offre la frutticoltura, rappresentata soprattutto dagli agrumi, coltivati in aziende specializzate e con impianti di irrigazione, e dalle banane, quindi da mele, pere e pesche. Per quanto concerne le attività forestali (boschi e foreste coprono un quarto della superficie territoriale), tra i legni duri da ebanisteria hanno importanza il teak e il mogano rhodesiano; come legni da cellulosa sono utilizzati conifere ed eucalipti, ai quali si è fatto ampio ricorso per rimboschire vaste aree. Le zone più produttive si trovano verso il confine orientale. A Mutare sono ubicati i principali impianti per la lavorazione della cellulosa.

Allevamento e pesca. Per l'abbondanza dei pascoli e la temperatura mite l'ambiente dell'alto Veld è molto adatto all'allevamento, che viene però spesso praticato in forme tradizionali e poco produttive (il patrimonio zootecnico è inoltre stato decimato, in più o meno grave misura, nel corso della guerra civile); prevalgono i bovini, i caprini, gli ovini, i volatili da cortile. La creazione del Lago di Kariba ha consentito di dare l'avvio all'attività peschereccia, per il vero tuttora poco sviluppata e scarsamente remunerativa.

Risorse minerarie. Varie e talune rilevanti sono le risorse del sottosuolo; già si è detto che lo sfruttamento minerario, in particolare la ricerca dell'oro, fu la prima attività che spinse i bianchi nel Paese e molti sono i prodotti minerari largamente esportati. È ancora importante l'oro, affiancato dall'amianto (lo Zimbabwe è ai primi posti come produttore mondiale), dalla cromite, dal nichel, dal rame, tutti minerali d'esportazione; si estraggono inoltre carbone, minerali di ferro, argento, cobalto, antimonio, magnesite, bauxite, piriti, fosfati, platino, pietre preziose ecc. La disponibilità energetica è cospicua e si basa tanto su centrali termiche quanto su impianti idroelettrici; tra questi ultimi emerge nettamente la centrale alimentata dalla colossale diga di Kariba, sullo Zambesi.

Industria. L'attività mineraria presenta una crescente espansione, così come rilevante è stato negli ultimi anni lo sviluppo industriale del Paese; tuttavia lo Zimbabwe si attende un ulteriore incremento in entrambi i settori, grazie soprattutto all'acquisizione di nuovi mercati internazionali. Varie sono le industrie di base ormai bene affermate; alla siderurgia, che produce quantitativi consistenti di acciaio, ghisa e ferroleghe, si affiancano la metallurgia del rame e del nichel, la lavorazione dell'amianto, i processi per l'ottenimento del coke metallurgico ecc. Questo settore ha consentito a sua volta l'espansione di diverse attività meccaniche, comprendenti fabbriche per il montaggio di autoveicoli, stabilimenti per la produzione di elettrodomestici e altri macchinari, elettrici e non; non mancano, sempre tra le industrie di base, vari cementifici, una raffineria di petrolio presso Mutare, che lavora il greggio proveniente da Beira, nel Mozambico, cui è collegata con oleodotto, complessi chimici (fertilizzanti, materie plastiche), farmaceutici, cartiere. Abbastanza vario è altresì il panorama delle attività manifatturiere, legate essenzialmente alla trasformazione dei prodotti locali e che comprendono perciò complessi alimentari come zuccherifici, conservifici di carne, stabilimenti lattiero-caseari, oleifici, birrifici, complessi molitori; inoltre vi sono manifatture di tabacchi, cotonifici, calzaturifici, mobilifici ecc. Bulawayo e Harare concentrano la maggior parte delle attività industriali; però largamente diffusa è l'industria alimentare, che ha piccoli e medi impianti dislocati nelle principali aree di produzione delle varie materie prime.

Comunicazioni. Privo di sbocchi al mare, lo Zimbabwe ha dovuto crearsi un sistema di comunicazioni, soprattutto ferroviarie, che lo collegasse rapidamente con i centri portuali esteri. I porti mozambicani di Beira e di Maputo (raccordati rispettivamente il primo con la linea che si diparte da Harare, il secondo con l'asse ferroviario che, in prossimità di Gweru, si distacca dalla Harare-Bulawayo) hanno tradizionalmente rappresentato i più rapidi accessi del Paese al mare; quando nel 1975 con l'indipendenza del Mozambico e lo stato di guerriglia con l'allora Rhodesia entrambe le linee furono interrotte, così come per analoghe ragioni era stata interrotta sin dal 1973 quella con la Zambia, che supera lo Zambesi presso le Cascate Vittoria, assursero a particolare importanza le linee di raccordo con la rete della Repubblica Sudafricana: quella che si diparte da Bulawayo, attraversando però il Botswana orientale, e l'altra, più diretta e aperta appositamente nel 1974, la Rutenga-Beitbridge che, superato il fiume Limpopo, entra subito nel Transvaal. Comunque nel 1980 sono state riattivate le comunicazioni sia con la Zambia sia con il Mozambico. Le strade, principali e secondarie, si sviluppano per circa 92.000 km, di cui però poco più di 17.000 asfaltati. Servizi aerei interni e internazionali collegano ormai le maggiori città (compagnia di bandiera è la Air Zimbabwe); il più importante aeroporto è quello internazionale di Harare, sino al 1980 servito pressoché unicamente dalla South African Airways, oggi anche da una quindicina di altre compagnie, tra cui la British Airways. Altri aeroporti internazionali sono quelli di Bulawayo e Victoria Falls.

Commercio. Anche il commercio, sia interno sia estero, ha naturalmente tratto sensibili vantaggi dalla cessazione della guerra civile e dall'acquisizione dell'indipendenza: tra l'altro, per quanto concerne gli scambi all'interno del Paese, bisogna tener conto della politica di segregazione che vigeva nel Paese e che in pratica consentiva la distribuzione dei beni di consumo solo nelle zone in cui fossero insediati dei bianchi, in effetti interessando quasi esclusivamente le aree urbanizzate. Il commercio estero ha registrato un netto incremento, ma la bilancia commerciale è quasi sempre deficitaria. Le importazioni sono soprattutto costituite da prodotti petroliferi, da macchinari e mezzi di trasporto, da manufatti, mentre le esportazioni sono rappresentate eminentemente da tabacco, oro, nichel, amianto, rame, zucchero e ferro-cromo. Nel 1982 è venuto meno il particolare accordo doganale con la Repubblica Sudafricana, che svolse in passato un ruolo fondamentale nel commercio estero del Paese, consentendo la veicolazione in tutto il mondo delle merci. Sono rimasti in pratica immutati i tradizionali partner commerciali dell'ex Rhodesia, come la Repubblica Sudafricana, la Gran Bretagna, la Germania, gli Stati Uniti, il Giappone; sono però in corso accordi di stretta cooperazione commerciale con Zambia, Tanzania, Mozambico e Malawi, ed è tuttora vigente l'unione doganale con il Botswana. Anche il turismo ha tratto vantaggio dal netto miglioramento della situazione interna; le mete più frequentate sono le cascate Vittoria e i parchi nazionali (Hwange, Monti Matopo ecc.).

Storia

Testo completo:

Cronologia 

Per una cronologia storica aggiornata dello Zimbabwe, vedi la sezione Cronologia dell'Atlante di Nigrizia.

Primi abitatori dell'alto Zambesi pare siano stati i boscimani, respinti poi verso SW dalle invasioni dei bantu. All'inizio dell'era cristiana le popolazioni appresero l'industria del ferro e crearono centri importanti nei sec. III e IV, specie nel Barotse e Mashona (o Shona), e intorno alla celebre Zimbabwe, capitale di un vasto regno, che attraverso varie vicende durò fino all'inizio del sec. XVIII e scomparve del tutto nel secolo successivo. Le popolazioni già costrette a subire le incursioni dei bantu da N e da S furono vittime, nel sec. XIX, delle sanguinose invasioni degli zulu, spinti, a loro volta, dall'estendersi dell'occupazione boera. I ndebele, loro affini, travolsero gli epigoni di Zimbabwe (1840), imponendo il proprio nome al territorio (Matabele) e soggiogando anche le popolazioni più a oriente, gli shona. Missionari e pionieri inglesi provenienti dalla Colonia del Capo cominciarono in quel tempo ad avventurarsi lungo lo Zambesi, il cui alto corso venne esplorato da Livingstone nel 1851. Pochi anni dopo fu scoperto l'oro del Matabele e, per iniziativa di sir Cecil J. Rhodes (dal quale lo Zimbabwe prese il nome di Rhodesia), gli inglesi ottennero in seguito dal re della regione trattati che assicurarono loro posizioni esclusive, politiche ed economiche: le parti mal definite in tali trattati provocarono una guerra durata 13 anni. L'avanzata dei bianchi verso le miniere d'oro era comunque inarrestabile.

Nel 1890 venne occupato il Mashona e tre anni dopo il Matabele, che costituirono insieme, nel 1898, la Rhodesia Meridionale con capitale Salisbury, centro principale dei primi pionieri. Nel 1923, in seguito a un referendum, l'amministrazione della regione passò al governo britannico, che concesse ai coloni bianchi l'autonomia interna, facendone un semi-Dominion. Dopo l'istituzione del protettorato britannico sul Nyasaland, si pensò anche a una federazione di quel territorio con le due Rhodesie; tuttavia la Federazione dell'Africa Centrale poté attuarsi soltanto nel 1953 e durò solo 10 anni: nel 1964, il Nyasaland e la Rhodesia Settentrionale divennero due stati indipendenti, rispettivamente col nome di Malawi e di Zambia. La minoranza bianca della Rhodesia Meridionale andava intanto perseguendo una politica sempre più spiccatamente razzista che relegava ai margini della vita e delle responsabilità di governo la stragrande maggioranza africana.

Dal 1960 Londra cominciò a fare pressioni per una riforma costituzionale favorevole agli africani, che si stavano organizzando in movimenti nazionalisti e chiedevano una partecipazione immediata alla gestione del Paese. Le loro istanze non trovarono però alcun ragionevole accoglimento da parte del governo di Salisbury. Una nuova Costituzione, adottata nel 1961, sancì la discriminazione razziale e le elezioni generali segnarono di lì a poco la vittoria del Rhodesian Front (RF), partito nazionalista e razzista guidato da I. Smith, eletto primo ministro nel 1964. A seguito della grave controversia insorta col governo di Londra, il governo rhodesiano presentò nel 1964 una richiesta ufficiale per l'indipendenza politica, che fu poi proclamata unilateralmente l'11 novembre 1965. Su pressanti sollecitazioni del governo inglese l'ONU adottò un insieme di sanzioni economiche contro la ex colonia, mentre in tutte le sedi internazionali si rinnovavano le condanne morali contro il governo rhodesiano. Tuttavia, neppure una nuova Costituzione (1969) valse a segnare un progresso per la soluzione del grave problema. Insieme all'African National Council (ANC), unico partito nazionalista africano autorizzato, si formarono nel frattempo altri movimenti di liberazione, la Zimbabwe African People's Union (ZAPU), costituita da J. Nkomo nel 1961, e la Zimbabwe African National Union (ZANU), nata nel 1963 dalla spaccatura del gruppo precedente, guidato da N. Sithole, con R. Mugabe come segretario generale (quest'ultimo ne avrebbe assunto la leadership nel 1975).

Agli inizi degli anni Settanta si intensificò la lotta armata (e il Paese fu teatro di una guerra civile) da parte di questi gruppi, sostenuti dalla Tanzania e dalla Zambia e, dal 1975, dal Mozambico indipendente. Smith fu indotto al negoziato: nel settembre 1976 dichiarò di accettare un governo di maggioranza africana e nel marzo 1978 siglò un accordo coi leader moderati N. Sithole e A. Muzorewa per il trasferimento dei poteri alla maggioranza nera. L'accordo era però respinto dall'ala più intransigente del movimento di liberazione, quella di J. Nkomo e di R. Mugabe. Una conferenza convocata a Londra nel settembre 1979 portò alla firma di un accordo (17 dicembre 1979), in base al quale il Paese ritornava colonia britannica fino alle elezioni generali. Queste, svoltesi nel febbraio 1980, registrarono la schiacciante vittoria della ZANU e del suo leader R. Mugabe, eletto primo ministro. Nell'aprile 1980 venne ufficialmente proclamata l'indipendenza del Paese, che assunse l'antico nome di Zimbabwe. Il governo di Mugabe, inizialmente, sostenne una riconciliazione fra i gruppi politici e ambiziosi piani di sviluppo economico nell'ottica di risollevare il Paese dopo gli anni di guerra civile. I bianchi, anche per volere del governo che evitò di attuare cambiamenti troppo bruschi, continuarono a conservare il potere economico mantenendo la guida delle farms più efficienti, delle miniere, delle industrie e delle banche e potendo inoltre contare su un'adeguata rappresentanza nel Parlamento “nero” di Harare-Salisbury attraverso il Rhodesian Front (RF) dell'ex premier I. Smith.

Nel settembre del 1987, attraverso riforme costituzionali, venne abolita l'assegnazione automatica di 30 seggi in parlamento a candidati bianchi e il potere esecutivo passò nelle mani del presidente. Negli anni successivi all'indipendenza la lotta politica si articolò, per quasi un decennio, sulla contrapposizione fra la ZANU del primo ministro R. Mugabe, rappresentante l'etnia shona, e la ZAPU di J. Nkomo (per un certo periodo costretto anche all'esilio), legata alle tribù ndebele. Dopo anni di contrasti e laboriose trattative, durante i quali il Matabeleland venne controllato a fatica dalle autorità governative, quando la formazione politica di Nkomo nel dicembre del 1987 confluì nella ZANU, che di fatto divenne un partito unico, Mugabe acquisì incontrastato la carica presidenziale (30 dicembre). In seguito egli ha mantenuto con spregiudicatezza il potere affermandosi in tutte le competizioni elettorali (1990, 1996, 2002, 2008) malgrado la costante diminuzione della sua popolarità, le continue accuse di brogli e le ripetute condanne internazionali. Il presidente, deciso a eliminare ogni serio rivale, fece arrestare nell'ottobre del 1996 Sithole, accusandolo di aver organizzato un complotto per assassinare il capo dello stato e rovesciare il governo.

Le elezioni presidenziali che si tennero nel 2002 furono considerate irregolari: la denuncia di brogli provocò l'uscita dello Zimbabwe dal Commonwealth (ufficializzata nel 2003) con l'accusa di frode elettorale e persecuzione di oppositori. In seguito anche Morgan Tsvangirai, capo del Movimento per il cambiamento democratico (MDC), il nuovo principale partito di opposizione, venne ufficialmente accusato di alto tradimento per aver preso parte a un complotto per uccidere il presidente Mugabe.

Nel 2003 la repressione contro l'opposizione si intensificava e diversi esponenti dell'MDC, tra cui anche M. Tsvangirai, venivano arrestati. Nel luglio del 2005, a Pechino, Mugabe firmava con Hu Jintao un accordo di cooperazione economica e tecnologica, nel tentativo di uscire dall'isolamento internazionale. Intanto però la situazione interna del Paese peggiorava e un rapporto delle Nazioni Unite del 2006 dichiarava che lo Zimbabwe si trovava in serie difficoltà economiche e sociali e che la sopravvivenza di molte persone dipendeva dagli aiuti alimentari.

Le elezioni del 2008 si svolgevano in un clima di terrore, d'intimidazioni e persecuzioni: ufficialmente, al primo turno, davano un risultato alla pari tra il partito del presidente e quello dell'opposizione; in attesa di un ballottaggio tornava a presentarsi il problema delle violenze anche nei confronti dei bianchi da parte delle forze di polizia fedeli al presidente. In giugno M. Tsvangirai, arrestato più volte, decideva di ritirarsi dalla competizione elettorale e si rifugiava nell'ambasciata olandese. Al ballottaggio Mugabe veniva riconfermato nonostante le forti critiche dell'Unione Africana e di gran parte della comunità internazionale. In settembre Mugabe e Tsvangirai raggiungevano un accordo per la formazione di un governo di unità nazionale, in cui il capo dell'opposizione avrebbe assunto la carica di premier (carica assunta nel febbraio del 2009).

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 12571454
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 38,61
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Shona 82%, Ndebele 14%, Chewa 2%, Meticci e Asiatici 1%, bianchi meno dell' 1%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Inglese (ufficiale), Shona, Sindebele

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Religioni:

Sincretici (misto di cristiani e credo indigeni) 50%, Cristiani 25%, animisti 24%, Musulmani e altri 1%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 0,00
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 29,43
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 15,10

Media dell'area geografica: 11.276470577016 (su un totale di 17 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 52,90
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 63,00
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Numero medio di figli per donna: 3,47
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Rapporto tra i sessi: 97,22
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,02
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 19,31
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 47,45
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 45,43

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 172

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 9,46
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 752,07
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 8
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 24
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 7
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 6.275,47
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -900000

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 0
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 90
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 99
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 72
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 81
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 56
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 37
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 44

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 99
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 98

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 2,79
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 72,13
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 15,70

Trasporti

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

0,8