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Paesi | Africa | Africa orientale | Zambia

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Lusaka
Area del Paese in chilometri quadrati: 752618
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 15
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 24 ottobre 1964
Indipendenza da: Regno Unito
Moneta: Kwacha

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. A grandi linee il Paese corrisponde strutturalmente alla sezione settentrionale della cosiddetta "zolla rhodesiana", archeozoica, sollevatasi tra la depressione del Kalahari e la fossa estafricana (Rift Valley ), alla quale in tempi successivi si sono sovrapposti terreni di origine sedimentaria formatisi largamente nel Paleozoico e nel Mesozoico. Sul lato occidentale, intorno ai fiumi e ai laghi, non mancano infine sedimenti cenozoici, in prevalenza arenarie, e alluvioni recenti. Morfologicamente il territorio, paragonabile a un'ampia semicupola digradante lentamente tutt'intorno, meno che a est e a sud dov'è interrotta rispettivamente dalla Rift Valley e dal profondo solco dello Zambesi, si presenta come una successione piuttosto uniforme di altopiani elevati in media fra i 1.000 e i 1.300 m, la cui superficie, lungamente peneplanata dall'erosione, è rotta qua e là dai resti di antiche formazioni rocciose ormai in parte smantellate che non superano i 2.000 m. Soltanto sul lato orientale la catena dei Monti Muchinga, fondamentale spartiacque tra i bacini del Congo e dello Zambesi, raggiunge quote superiori (2.300 m), cedendo però nell'estremità settentrionale a una vasta e paludosa area depressionaria in parte occupata dai laghi Bangweulu e Mweru, mentre nel settore sud-occidentale del Paese gli altopiani digradano verso il bacino dello Zambesi, costituente una vasta depressione collegata direttamente con quella del Kalahari.

 

Clima e flora. La posizione astronomica (8-18° latitudine sud), il moderato influsso dell'aliseo di sud-est, unitamente all'azione delle masse d'aria cicloniche e anticicloniche che stagionalmente si formano sulle regioni interne dell'Africa, conferiscono al Paese un clima di tipo tropicale continentale che domina in maniera quasi incontrastata su tutto il territorio, benché con variazioni progressive da nord a sud, specie per quanto riguarda le precipitazioni. Le temperature, anche per l'altitudine relativamente elevata del Paese, non sono in genere eccessive (18-24 °C); si possono tuttavia registrare a causa del carattere continentale della Zambia escursioni termiche notevoli, sia stagionali sia giornaliere. Le precipitazioni sono portate dalle masse d'aria marittime centrate sull'Oceano Indiano a est del Madagascar, richiamate dal regime di basse pressioni esteso su tutta l'Africa equatoriale e meridionale durante i mesi dell'estate australe, da novembre ad aprile; per contro durante i mesi invernali si fanno sentire prevalentemente le masse d'aria collegate all'espansione dell'anticiclone del Kalahari, responsabile di una lunga stagione secca. Nel complesso le precipitazioni non sono abbondanti, e ciò per la continentalità del Paese; soltanto nella sezione settentrionale, più rilevata, cadono annualmente 1.200 mm annui, mentre nel sud più vicino all'area semidesertica del Kalahari e nella depressione dello Zambesi le piogge si riducono a valori di poco superiori ai 600 mm annui. In rapporto alle varietà delle precipitazioni, il manto vegetale assume aspetti diversi: nella parte settentrionale, più umida soprattutto nelle zone più elevate, o lungo i corsi d'acqua, il paesaggio è dominato dalla foresta equatoriale (superfici erbose ricoprono però le vaste aree paludose circostanti i laghi Mweru e Bangweulu), mentre più a sud la foresta cede interamente alla savana, sia erbacea sia arborata.

 

Idrografia. Allo Zambesi fa capo quasi per intero il sistema idrografico del Paese. Il grande fiume, il maggiore dell'Africa australe, nasce a poca distanza dal confine nord-occidentale del Paese, presso lo spartiacque del bacino congolese e dopo un percorso di 2.660 km tributa in territorio mozambicano all'Oceano Indiano. Nella prima parte del suo corso si mantiene in un alveo poco profondo, tanto da inondare periodicamente le pianure circostanti fertilizzandole col suo limo; il suo corso medio invece è frequentemente incassato e interrotto da cascate e da rapide, tra cui quelle grandiose e celeberrime (il loro salto è largo circa 1.700 m) che Livingstone scoprì nel 1885 e intitolò alla regina Vittoria. Poco a valle di queste il fiume s'addentra nella Gola di Kariba in corrispondenza della quale è stata costruita una diga che ha dato origine a uno dei più vasti (5.300 km 2 ) bacini artificiali del mondo. Nel suo lungo percorso lo Zambesi riceve numerosi affluenti (Kabompo, Kafue , il maggior corso d'acqua interamente compreso nella Zambia, Luangwa); per bacino (1.330.000 km 2 ) e portata (in media 10.000-20.000 m3/s) è il terzo fiume del continente. Alla Zambia appartengono inoltre l'estremità meridionale del Lago Tanganica, il settore orientale del Lago Mweru e interamente il Lago Bangweulu (circa 10.000 km 2 ), i quali però tributano al bacino congolese.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. Grazie alle favorevoli condizioni ambientali il territorio della Zambia ha attratto l'uomo fin dalle epoche più remote. Nel Paleolitico superiore esso fu lo sfondo di sviluppate civiltà di cacciatori, testimoniate tra l'altro dai reperti di Broken Hill (oggi Kabwe ); nel Mesolitico ospitò tribù di Boscimani e Ottentotti, che ancora in epoche non lontane abitavano le alte terre sud-occidentali, adatte alle loro attività pastorali. Popolazioni autoctone molto antiche sono anche i pigmoidi Twa (BaTwa o Batua) stanziati presso il Lago Bangweulu. In epoca storica le maggiori invasioni che contribuirono a determinare le caratteristiche antropiche della regione ebbero per protagonisti, a iniziare dal XII secolo, i Tonga (BaTonga), che si stabilirono nelle regioni poste a nord del medio corso dello Zambesi, e numerosi altri gruppi bantu, alcuni, come i Bemba (Ba-Bemba), provenienti dalla regione congolese, altri, con componenti cafre, da est e da sud in seguito agli spostamenti etnici dell'Africa australe, soprattutto suscitati dall'espansione dell'impero zulu di Ciaka (inizio del XIX secolo). Tutti questi invasori, tra cui particolare rilievo politico ebbero i Rotse (BaRotse), insediati nella Zambia sud-occidentale, si sovrapposero e si sostituirono ai Boscimani e agli Ottentotti, respingendoli e confinandoli definitivamente nelle aree più inospitali del Kalahari.

 

Composizione e distribuzione. Fondamentalmente la popolazione della Zambia, formatasi da questo complesso amalgama, presenta uno sfondo abbastanza omogeneo per quanto riguarda il patrimonio culturale e le attività tradizionali; in ogni caso sono state riconosciute circa un'ottantina di tribù. I bianchi (Europei e Sudafricani) hanno cominciato a insediarsi nella Zambia all'inizio del secolo, ma l'immigrazione si fece consistente solo negli anni Trenta. Oggi sono ancora numerosi e vivono nelle città svolgendo attività industriali e commerciali. Si annoverano anche minoranze di Indiani, per lo più dediti al commercio, e di coloureds (meticci), essi pure in genere urbanizzati. La Zambia è sempre stata uno dei Paesi meno popolati di tutta l'Africa; nel 1950 non raggiungeva ancora i 2 milioni di abitanti, ma negli ultimi anni si è avuta una forte riduzione della mortalità, grazie soprattutto ai brillanti risultati conseguiti nella lotta contro le malattie endemiche che per secoli hanno debilitato la popolazione rurale. La densità si mantiene tuttavia intorno a valori piuttosto bassi; solo nella provincia del Copperbelt (da Copper Belt , area del rame) e in quella di Lusaka si registrano forti concentrazioni.

 

Insediamenti. Tra le forme d'insediamento predomina quella di tipo rurale; il villaggio tradizionale più diffuso è quello dominato dal kraal, l'area centrale destinata al bestiame, intorno alla quale si dispongono le capanne che assumono forma e dimensioni diverse da luogo a luogo, secondo il genere di vita delle popolazioni rurali e dei diversi fattori ambientali. Da questo tipo di villaggio si allontanano i nuovi centri a contatto con le farms dei bianchi e le aree minerarie, che presentano una struttura più geometrica e razionale nella distribuzione delle sedi umane.

Città. Meno della metà della popolazione vive nelle città; in effetti, più che una vera e propria trama urbana sostenuta da un'organica rete di rapporti economici, la Zambia presenta alcune popolate città, di sviluppo in genere recente, tutte situate nel Copper Belt o comunque lungo la ferrovia di creazione inglese, che da Bulawayo (Zimbabwe) attraversa il Copper BeltLusaka, la capitale, è il centro maggiore, privilegiato dalla sua posizione centrale anche nei confronti delle sezioni sud-occidentale e nord-orientale del Paese. Tipica creazione europea anche negli aspetti urbanistici, essa ospita la maggioranza della popolazione bianca residente nella Zambia, per gran parte occupata nei quadri direttivi e tecnici, commerciali e industriali. Le altre città principali sono Ndola , punto di convergenza e di ridistribuzione di tutti i prodotti del collegandosi alla rete della Repubblica democratica del Congo. Copper Belt, Kabwe, Kitwe e Chingola, centri minerari sedi di cospicue industrie, e Livingstone (Maramba), centro soprattutto turistico, presso le Cascate Vittoria.

Aspetti economici

Testo completo:

Le attuali strutture produttive della Zambia sono ancora in massima parte quelle create in epoca coloniale, essenzialmente cioè in funzione dello sfruttamento minerario, in particolare del rame, mentre avevano e continuano ad avere un peso limitato le altre attività economiche, come l'agricoltura di piantagione, un tempo anch'essa - così come il settore estrattivo - interamente in mano di operatori stranieri. Il governo indipendente ha tuttavia avviato importanti riforme miranti a potenziare l'agricoltura, a diversificare l'industria, a creare nuovi poli di sviluppo in aggiunta a quelli da tempo realizzati in poche aree economicamente privilegiate.

 

Interventi governativi. Già nel 1968 aveva inizio ufficialmente il processo di "zambizzazione" dell'economia con la "Dichiarazione di Mulungushi", con la quale si intendeva istituire un'economia mista, pubblica e privata. Nel 1971 il governo acquistava il 51% delle azioni delle società minerarie operanti nel Paese e due anni dopo si assicurava il pieno controllo dei due maggiori gruppi minerari del rame, che nel 1982 venivano fusi, dando vita alla Zambia Consolidated Copper Mines, oggi uno dei colossi mondiali nel settore cuprifero. In pratica l'economia del Paese - agricoltura esclusa - è gestita tramite lo ZIMCO ( Zambia Industrial and Mining Corporation), una holding alla quale fanno capo le varie società statali, come la INDECO (Industrial Development Corporation of Zambia), la MEMACO (Metal Marketing Corporation), la NIEC (National Import and Export Corporation). Più sfumata è stata invece l'azione governativa nell'ambito agricolo; da un lato non si è voluto nazionalizzare le grandi piantagioni degli Europei per garantirsi il mantenimento di una gestione moderna ed efficiente, dall'altro il governo ha dato avvio alla formazione di cooperative, al fine soprattutto di incentivare l'agricoltura di sussistenza, così da consentire al più presto l'autosufficienza nel settore alimentare. È ben da dire che gli anni Settanta non sono stati molto favorevoli per il Paese. La crisi economica mondiale, il crollo dei prezzi del rame sui mercati internazionali, l'inevitabile coinvolgimento della Zambia nelle guerre dell'Africa australe sono stati tutti elementi negativi che hanno pesantemente influito sul processo di sviluppo del Paese e hanno portato, nel 1983, alla svalutazione monetaria del 20%. La situazione economica si è fortemente degradata e ingenti sono ormai i debiti con l'estero, in specie quelli contratti con il Fondo Monetario Internazionale.

 

Agricoltura e foreste. L'agricoltura occupa ancora gran parte della popolazione attiva, benché partecipi solo per un sesto alla formazione del prodotto nazionale, il che indica immediatamente la bassa redditività del settore; le condizioni climatiche sono generalmente favorevoli, ma la superficie coltivata è ancora molto ridotta (solo il 7% del territorio nazionale). Anche nella Zambia è evidente la differenza fra agricoltura di sussistenza e agricoltura commerciale, che però nel complesso, a differenza che in altri Stati africani, non è molto sviluppata. Predominano infatti le attività agricole tradizionali, praticate con metodi scarsamente produttivi e incentrate sui cereali, in particolare sul mais, quindi sul miglio e sul sorgo; una certa diffusione hanno altresì la manioca e alcuni prodotti orticoli (pomodori, cipolle). L'agricoltura commerciale fornisce soprattutto cotone, tabacco, arachidi, girasole e canna da zucchero; quest'ultima, introdotta di recente, ha registrato un buon sviluppo grazie alla realizzazione di nuove opere irrigue. Le foreste coprono il 42% della superficie territoriale; è in atto un vasto piano governativo di rimboschimento, soprattutto per le essenze di maggior valore commerciale. Lo sfruttamento è particolarmente intenso nell'area del Copper Belt, dove il legname è largamente utilizzato dalla locale industria mineraria, e nella regione meridionale, in cui si hanno belle foreste ricche di pregiato teak rhodesiano.

 

Allevamento e pesca. Nonostante le vaste estensioni a prato e a pascolo permanente (40%), l'allevamento è piuttosto limitato; presenta tuttavia un certo sviluppo il patrimonio bovino, e così pure quello dei volatili da cortile, mentre esiguo è il numero di caprini e suini. Dà un discreto contributo all'alimentazione la pesca, che è un'attività largamente praticata; molto pescosi sono sia i fiumi Kafue e Luapula sia i laghi Mweru, Kariba, Tanganica e Bangweulu.

 

Risorse minerarie. Il panorama minerario della Zambia è ampio, ma è il rame che lo domina; il Paese si colloca al primo posto su scala africana. Lo sfruttamento del Copper Belt (con principali giacimenti a Luanshya, Mufulira, Chambishi ecc.), che geograficamente rappresenta la prosecuzione dei giacimenti zairesi dello Shaba (Katanga), fornisce il 70% del valore delle esportazioni del Paese. Oltre al rame si estraggono zinco, manganese, stagno, piombo e, tra i minerali energetici, carbone in modesti quantitativi (dal bacino di Maamba, nella valle dello Zambesi), mentre oro, argento, selenio e soprattutto cobalto provengono dalla raffinazione del rame quali sottoprodotti. Le principali zone minerarie si avvalgono di importanti centrali elettriche; considerevole è infatti la produzione d'energia, per lo più di origine idrica, con grandi impianti a Mulungushi, alle Cascate Vittoria, sul fiume Lunsemfwa; nella Zambia viene altresì convogliata buona parte dell'energia prodotta dal grandioso complesso di Kariba, ubicato nello Zimbabwe.

 

Industria. Le attività industriali di maggior rilievo continuano a essere quelle metallurgiche con numerosi impianti (a Ndola, Nkana) per la concentrazione e la raffinazione elettrolitica del rame, nonché con vari stabilimenti, localizzati in genere a Kabwe, che trattano i minerali di zinco, piombo, cadmio; ma ormai il panorama industriale è abbastanza diversificato. A Ndola, oltre ai complessi metallurgici, opera un'importante raffineria di petrolio, che lavora il greggio proveniente per oleodotto dal lontano porto tanzaniano di Dar es Salaam; si hanno inoltre cementifici, fabbriche di pneumatici, complessi meccanici (tra cui una fabbrica di trattori a Lusaka, un'altra per l'assemblaggio di autocarri e automobili, e due per la produzione di motociclette e di biciclette) e chimici (acido solforico, fertilizzanti chimici). Numerosi sono gli stabilimenti adibiti alla trasformazione dei prodotti agricoli: zuccherifici, oleifici, birrifici, manifatture di tabacchi, cartiere, complessi molitori, stabilimenti tessili.

 

Comunicazioni. La rete delle comunicazioni zambiane venne creata in epoca coloniale principalmente in funzione degli interessi minerari. Il sistema ferroviario, in particolare, era il diretto proseguimento della rete dell'allora Rhodesia, che a sua volta aveva gli sbocchi portuali nel Mozambico, sino al 1975 possedimento portoghese; la Zambia era inoltre collegata con le ferrovie della Repubblica democratica del Congo e dell'Angola (essa pure possedimento portoghese sino al 1975), grazie alle quali il Copper Belt era unito direttamente al porto angolano di Lobito. Per eliminare le ingerenze (divenute vere e proprie imposizioni economiche) di tali Paesi, tutti inseriti, eccetto la Repubblica democratica del Congo, nella cosiddetta Africa bianca australe, la Zambia cercò di studiare un sistema di trasporti autonomo; in tale contesto si colloca la realizzazione dell'importante ferrovia Tan-Zam o Tazara (Tanzania-Zambia Railway), che inizia a Kapiri Mposhi, poco a nord di Lusaka, e giunge sino al porto tanzaniano di Dar es Salaam, dopo un percorso di ben 1.859 km. Costruita con l'aiuto tecnico e finanziario cinese, la Tan-Zam richiese cinque anni di lavori e fu aperta al traffico nel 1975; il tratto in territorio zambiano è di 892 km (la complessiva lunghezza della rete ferroviaria della Zambia è di 2.164 km). La rete stradale, abbastanza sviluppata (circa 39.000 km), si appoggia principalmente su quella ferroviaria. L'arteria di maggior traffico è la "Grande Via del Nord" che attraversa da sud a nord il Paese, da Beitbridge, al confine con lo Zimbabwe, sino a Tunduma, alla frontiera con la Tanzania, passando per Lusaka; da essa si diramano la strada che da Kapiri Mposhi raccorda i centri minerari del Copper Belt, quella che da Lusaka porta a Chipata, al confine con il Malawi, e quella che da Kafue raggiunge Livingstone, nuovamente al confine con lo Zimbabwe. Le comunicazioni aeree si incentrano sull'aeroporto internazionale di Lusaka; compagnia di bandiera è la Zambia Airways Corporation.

 

Commercio. Abbastanza vivace è il commercio interno, discretamente intenso è quello internazionale. La bilancia commerciale è in genere attiva grazie alle forti richieste di rame sui mercati esteri; la Zambia esporta inoltre, ma in misura molto più contenuta, cobalto, zinco, piombo e, fra i prodotti agricoli, soprattutto tabacco. Le importazioni sono invece per la maggior parte rappresentate da combustibili, macchinari e mezzi di trasporto, prodotti chimici e alimentari. L'interscambio si svolge eminentemente con la Gran Bretagna, il Giappone, lo Zimbabwe, gli Stati Uniti, la Germania e, per quanto riguarda le importazioni, soprattutto con la Repubblica Sudafricana.

Storia

Testo completo:

Cronologia 

Per una cronologia storica aggiornata dello Zambia, vedi la sezione Cronologia dell'Atlante di Nigrizia.

Fin da epoche piuttosto remote migrazioni bantu mossero verso sud a ondate successive determinando complicati processi di commistione e un'inusitata diversità di tribù e di lingue (ca. 80). Le invasioni più consistenti e attendibili vennero nel sec. XVII dalle regioni meridionali del bacino del Congo, e nel sec. XVIII dall'Africa orientale. A esse seguirono, all'inizio del sec. XIX, invasioni arabe dal nord, e di ngoni dal sud. Anche i kalolo, provenienti dal Basutoland, si insediarono nel Barotseland, governato dalle genti lozi.

I primi europei a raggiungere il Paese furono, nel 1789, il portoghese Lacerda e, nel secolo successivo (1851-73) D. Livingstone. La penetrazione inglese a N ebbe inizio soprattutto per opera di C. Rhodes, che intendeva controllare – attraverso la British South Africa Company (BSAC) costituita nel 1889 e munita d'una Carta reale – i giacimenti di rame di quelle regioni. Rhodes entrò a contatto nel 1890 con i capi locali negoziando vari accordi intesi a porli sotto la protezione della Compagnia e quindi dell'Inghilterra. I trattati più importanti furono firmati con Lewanika, re dei lozi dello Zambesi superiore (1890, 1900). Nei confronti di altri popoli, come i bemba a S del Tanganica e i ngoni a E del fiume Luangwa, gli inglesi si imposero con le armi. Nel 1911 l'autorità della Compagnia era ormai riconosciuta in tutto il territorio. In seguito alle crescenti pressioni dei coloni europei, nel 1924 i poteri della BSAC furono trasferiti al Colonial Office, il quale istituì un Consiglio Legislativo, da cui erano esclusi gli africani. Lo sfruttamento intenso delle risorse minerarie (scoperte nel 1931), il rapido sviluppo industriale, il massiccio impiego di mano d'opera africana a salari di pura sussistenza portarono alla formazione di associazioni di lavoratori e politiche tra gli africani, e all'emergere di autorevoli leader nazionalisti e sindacalisti.

Dopo la seconda guerra mondiale il governo laburista inglese autorizzò la costituzione di trade unions e nel 1948 dalle associazioni suddette nasceva il Northern Rhodesia Congress, primo partito africano del territorio. Intanto i sudditi europei andavano reclamando la cessazione del governo coloniale e l'annessione alla Rhodesia Meridionale. Nel 1953 il governo inglese, guidato nuovamente dai laburisti, creò una federazione (Central African Federation) tra Rhodesia Settentrionale (Zambia), Rhodesia Meridionale (Zimbabwe) e col Nyasaland (Malawi). Intorno al 1958 si formò un movimento africano radicale, guidato da K. Kaunda, che diede vita all'United National Independence Party (UNIP). Fu in seguito all'energica azione politica dell'UNIP che il governo inglese adottò nel 1962 le prime riforme costituzionali per l'avvio del territorio all'indipendenza, che venne proclamata il 24 ottobre 1964. Kaunda divenne il capo del nuovo Stato, che prese il nome di Zambia.

A partire dal 1972, l'UNIP divenne l'unico partito legalmente riconosciuto nel Paese. L'anno dopo, in seguito all'entrata in vigore di una nuova Costituzione, Kaunda venne rieletto capo dello Stato (riconfermato nel 1978, nel 1983 e nel 1988). Sul piano interafricano il governo Kaunda si caratterizzò per un fermo atteggiamento anticolonialista e antirazzista. All'interno tuttavia il malcontento contro Kaunda divenne sempre più forte, con scioperi e manifestazioni di protesta contro la politica di austerità imposta dal governo per far fronte alla grave situazione economica del Paese. Indotto da questo diffuso scontento e dal mutamento del clima politico internazionale, il capo dello Stato nel 1990 adottò emendamenti costituzionali atti all'introduzione del multipartitismo (dicembre), favorendo inoltre più tardi, tramite un approfondito confronto con l'opposizione, la promulgazione di una nuova Costituzione (2 agosto 1991), con la quale si rendevano possibili le elezioni presidenziali, svoltesi nell'ottobre successivo sotto il controllo internazionale. Il risultato del voto popolare decretò la fine del potere di Kaunda e assegnò la vittoria al candidato dell'opposizione, F. Chiluba, leader del Movimento per il Multipartitismo e la Democrazia (MMD), che assunse la carica il 2 novembre 1991. Le fragili nuove strutture della Zambia vennero sottoposte negli anni successivi a tensioni politiche e tentativi eversivi: le elezioni del 1996 si svolsero nonostante il boicottaggio attuato dalle opposizioni e F. Chiluba venne riconfermato capo dello Stato.

Nel dicembre 2001, nuove elezioni per il rinnovo del Parlamento e per la designazione del presidente della Repubblica videro prevalere L. Mwanawasa (MMD), che divenne terzo presidente della Zambia, nei confronti del candidato dell'UNIP, ma anche per queste consultazioni si ripeterono le accuse di brogli e irregolarità da parte delle opposizioni a cui si aggiunse la condanna anche degli osservatori internazionali. Nonstante questo la Corte suprema convalidò i risultati delle elezioni. Mwanawasa, che nel suo primo mandato condusse il Paese attraverso un lento processo democratizzazione e di condanna del regime di Kaunda venne riconfermato nelle elezioni presidenziali del 2006 e nelle successive elezioni legislative l'MMD ottenne di nuovo la maggioranza dei seggi.

Nell'agosto del 2008 il presidente Mwanawasa morì per infarto e gli subentrò Rupiah Banda (MMD). In novembre si tenevano le elezioni presidenziali che vedevano come sfidanti lo stesso Banda e Michael Sata; il presidente in carica veniva riconfermato, creando forti proteste da parte del candidato dell'opposizione.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 13088570
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 39,15
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Bemba, Nyanja-Chewa, Tonga, Tumbuka, Lunda, Luvale, Kaonde, Nkoya e Lozi 98,7%, europei 1,1%, altro 0,2%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Inglese (ufficiale), Bemba, Kaonde, Lozi, Lunda, Luvale, Nyanja e Tonga

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Religioni:

Cristiani 70%, Musulmani, Indù e animisti

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 2,65
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 44,54
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 16,66

Media dell'area geografica: 11.276470577016 (su un totale di 17 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 86,00
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 99,20
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Numero medio di figli per donna: 6,20
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Rapporto tra i sessi: 100,45
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 16,70
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 46,49
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 47,26

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 163

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 19,21
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 1.413,77
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 13
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 14
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 4
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 4.359,82
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -85000
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 64

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 19
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 94
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 87
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 46
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 60
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 59
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 43
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 49

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 67
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 82
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 53
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 94
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 91

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,64
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 60,59
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 11,50

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

 

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

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