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Paesi | Africa | Africa orientale | Eritrea

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Asmara
Area del Paese in chilometri quadrati: 117600
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 38
Forma di governo: governo di transizione
Data dell'indipendenza: 24 maggio 1993
Indipendenza da: Etiopia
Moneta: Nakfa

Spazio fisico

Testo completo:

Paese montuoso, comprende la parte più settentrionale dell'Acrocoro Etiopico (alto in media 2.200 m) che digrada a ovest verso la pianura sudanese, mentre a est scende bruscamente verso una fascia costiera arida e sabbiosa. A sud-est l'Eritrea comprende parte della Dancalia, torrida pianura litoranea la cui costa è rotta da numerose insenature, cosparse di isole. I principali corsi d'acqua sono il Baraka e il Tacazzè. Il clima, caldissimo e arido sulla costa, è più fresco e più umido (piogge tropicali estive) nell'altopiano interno. Un regime particolare ha la scarpata esposta al Mar Rosso, dove si hanno precipitazioni invernali ed estive con totali che in alcune zone superano i 1.000 mm annui. La temperatura subisce escursioni rilevanti: a Massaua si passa dai 25,5 °C di media in gennaio ai 34,5 °C in luglio, mentre il massimo assoluto è di 47,5 °C e il minimo assoluto di 14 °C.

Ambiente umano

Testo completo:

Gli Eritrei, pur essendo essenzialmente etiopidi, non si possono considerare un gruppo umano omogeneo e nel loro ambito si riconoscono diverse tribù: Habab, Mària, Mensa e Begia nelle regioni settentrionali e occidentali; Saho negli altipiani centromeridionali; Danachili nelle regioni sudorientali. Ne fanno pure parte piccoli gruppi paleosudanesi.

 

Vicende coloniali e indipendenza. Sede nell'antichità dell'impero di Aksum, fu occupata parzialmente dagli Arabi nel VII secolo e quindi (XVI secolo) dai Turchi. La zona costiera cadde nel 1866 sotto il dominio dell'Egitto, che vi costituì una base per tentare la conquista dell'Etiopia. Nell'ultimo trentennio dell'Ottocento l'Italia, col consenso inglese, si inserì nella zona acquistando Massaua (1885). Nel 1890 fu creata la colonia Eritrea, che unificava tutti i possedimenti italiani nella zona. Nel 1935 l'Eritrea servì di base per la campagna contro l'Etiopia, al termine della quale fu compresa nel territorio dell'AOI. Nel 1952, per una precedente delibera ONU (1950), l'Eritrea venne associata come entità autonoma all'Etiopia. La successiva totale annessione dell'Eritrea da parte dell'Etiopia (1962) apriva quindi un'epoca di conflitto continuo tra il movimento di liberazione dell'Eritrea e lo Stato etiopico, culminata nella conquista del territorio da parte dei secessionisti (1990-91). Nel maggio del 1998 le truppe eritree hanno passato il confine con l'Etiopia, occupando alcune zone del Tigré nord-occidentale (regione rivendicata dall'Eritrea in base ai confini stabiliti da carte geografiche italiane dell'epoca coloniale). Ben presto sono cominciati i combattimenti tra i due eserciti. Nonostante i tentetivi di mediazione compiuti da Italia, USA e OUA, il conflitto è proseguito.

 

Insediamenti e città. Lo sviluppo urbano è modesto, perciò hanno ancora grande importanza la struttura dei villaggi e la vita nomade, condotta per lo più dai pastori musulmani. Tuttavia concentrazioni urbane esistevano già in epoche remote: Adulis, presso Massaua, per esempio, era in epoca aksumita un vivace emporio commerciale. Prima città è la capitale Asmara, valorizzata dagli Italiani come centro commerciale e manifatturiero; situata in felice posizione quasi sul ciglio dell'altopiano, è ben collegata per strada e ferrovia con il porto di Massaua . Entrambe hanno però molto sofferto della guerriglia.

Aspetti economici

Testo completo:

La lunga siccità che colpì il Paese dal 1983 al 1989 ha lasciato conseguenze gravissime sullo stato economico, ancora aggravato dai danni della guerra di indipendenza. Si calcola che il deficit alimentare superi le 200.000 t all'anno, mentre la popolazione vive di un'agricoltura di pura sussistenza. Sono soprattutto le popolazioni sedentarie dell'altopiano a praticarla (orzo, dura, mais, grano, semi oleosi, cotone e caffè), ma la risorsa principale è l'allevamento, praticato da pastori nomadi e seminomadi che si spostano dal Sudan al Mar Rosso. Le industrie manifatturiere (con attrezzature obsolete e con scarsissima energia a disposizione) sono quasi tutte concentrate all'Asmara (tessili, alimentari, conciarie, calzaturiere, cartarie ecc.). Massaua, importante porto sul Mar Rosso, è collegata per ferrovia all'Asmara.

 

Pesca. Tutta allungata lungo il Mar Rosso, che offre una notevole ricchezza ittica, l'Eritrea ha nella pesca una risorsa di primaria importanza che, adeguatamente sfruttata, potrebbe costituire una parte non indifferente del prodotto nazionale. Il pescato ha i principali centri di lavorazione, salatura ed essiccazione a Massaua e ad Assab , da cui può venire esportato. Si raccolgono anche conchiglie e ostriche perlifere.

Storia

Testo completo:

Cronologia 

Per una cronologia storica aggiornata dell'Eritrea, vedi la sezione Cronologia dell'Atlante di Nigrizia.

Dall'occupazione italiana alla seconda guerra mondiale.

L'Italia, tramite l'armatore Rubattino e il suo presunto agente Giuseppe Sapeto, acquistò Assab (1869) e quindi, col consenso inglese, Massaua (1885). L'imperatore d'Abissinia Giovanni IV e il governatore dell'Hamasien, ras Alula, reagirono e ne seguì un periodo di tensione e di guerra (1887-88), che culminò con i fatti di Dogali ed ebbe fine con la scomparsa dell'imperatore (1889). Le truppe italiane conquistarono l'altopiano e quindi, nel 1890, fondarono la colonia di Eritrea, che riuniva tutti i possedimenti italiani e che fu più tardi trasformata in base per le operazioni militari del 1895-96 (prima guerra italo-etiopica). Ampliata territorialmente nel 1902 in base all'accordo anglo-italo-etiopico, e nel 1908 in base al trattato italo-etiopico, dopo la seconda guerra italo-etiopica (1935-36) l'Eritrea entrò a far parte dell'Africa Orientale Italiana. Durante la seconda guerra mondiale l'Eritrea fu occupata da truppe britanniche (primavera 1941), che lasciarono la regione nel 1952, allorché, per disposizione dell'ONU Eritrea ed Etiopia si costituirono in federazione.

 

La lotta di liberazione.

Nel 1960, però, l'Etiopia incorporò l'Eritrea come provincia, determinando la reazione degli eritrei, che vennero organizzandosi in movimenti di liberazione (FLE, Fronte di Liberazione dell'Eritrea; FPLE, Fronte Popolare di Liberazione dell'Eritrea) la cui tenace lotta armata contro l'esercito etiopico, condotta con alterne vicende, ha caratterizzato la recente, tormentata storia dell'Eritrea. Dopo la caduta dell'imperatore Hailè Selassiè per un colpo di stato militare (1974), il movimento indipendentista rilanciò con successo la lotta armata e nel 1977 riuscì a controllare oltre il 95% della regione, a esclusione delle grandi città come Massaua e Asmara, di fatto assediate. L'anno successivo, però, l'esercito etiopico, vincitore sui Somali nell'Ogadèn, concentrò le sue forze contro gli indipendentisti eritrei e, grazie anche al moderno armamento fornito dai Sovietici e all'aiuto delle truppe cubane, iniziò a riprendere il controllo dell'Eritrea. Solo nella seconda metà degli anni Ottanta la resistenza eritrea riacquistò vigore. Alla guerriglia contro il regime di Menghistu in crisi si unirono anche i ribelli del Fronte Popolare di Liberazione del Tigrè (FPLT). Nel febbraio 1990 i guerriglieri eritrei conquistarono Massaua e accerchiarono Asmara, mentre il Fronte Democratico Popolare Rivoluzionario (FDPRE) nato dall'unificazione del FPLT con il Movimento Democratico Popolare (MDPE) rafforzava le sue posizioni. I tardivi tentativi di Menghistu e la sua stessa fuga (21 maggio 1991) non riuscirono a ribaltare la situazione. Quando alla fine di maggio del 1991 il FDPRE entrò ad Addis Abeba, il FPLE controllava ormai tutto il territorio dell'Eritrea. Un rapido accordo con il nuovo governo etiopico definì il percorso dell'indipendenza dell'Eritrea fissando un apposito referendum per il 1993. Contestualmente si garantì all'Etiopia uno sbocco sul Mar Rosso dichiarando Assab e Massaua porti franchi anche se amministrativamente dipendenti dall'Eritrea. Alla consultazione, svoltasi sotto il controllo dell'ONU (23-25 aprile 1993), partecipò il 95% degli elettori e il 99,8% si dichiarò favorevole all'indipendenza che venne solennemente proclamata un mese dopo, con l'elezione di Isaias Afeworki a capo dello Stato. All'immediato riconoscimento etiopico faceva seguito quello della comunità internazionale e il 28 maggio 1993 l'Eritrea venne ammessa all'ONU. Finalmente indipendente, il Paese poté in tal modo iniziare una nuova pagina della sua storia: affrontò alcune questioni comuni nell'area del Corno d'Africa con una certa determinazione: nel dicembre 1994 infatti interruppe le relazioni diplomatiche con il Sudan, accusato di ingerenze e di voler destabilizzare il Paese finanziando gruppi di fondamentalisti islamici. Nel dicembre del 1995 occupò l'isolotto (Grande Hanish) nel Mar Rosso conteso con lo Yemen (restituito poi nel 1998). Furono introdotti nuovi diritti costituzionali, leggi per la salvaguardia dell'ambiente, furono ricostruite infrastrutture e si cercò di migliorare le condizioni di vita della popolazione. Questo percorso positivo si interruppe però con l'introduzione, alla fine del 1997, di una propria moneta (nakfa): questa decisione significava la fine dell'unione monetaria tra Eritrea e Etiopia e non venne approvata da quest'ultima che bloccò gli scambi commerciali tra i due Paesi. I dissidi si estesero dall'ambito economico a quello politico e la mancata definizione consensuale di un confine fra i due Stati portò nel giugno 1998 allo scoppio del conflitto militare: la contesa area del Tigrai fu invasa a fine maggio dalle truppe eritree. Dopo un breve periodo di tregua e il rifiuto di entrambi i Paesi di accettare interamente i negoziati proposti dall'OUA, agli inizi del 1999 la guerra riprese con violenza sia sul fronte terrestre sia su quello aereo. Gli scontri armati proseguirono per tutto il 2000 fino a che il 12 dicembre dello stesso anno il presidente eritreo Afeworki e il premier etiopico M. Zenawi firmarono ad Algeri un accordo di pace, che pose formalmente fine ai due anni di guerra. Sul confine fra i due stati in territorio eritreo venne creata, nel 2001, una fascia smilitarizzata sotto il controllo dell'ONU. I rapporti tra i due Paesi rimanevano però tesi e solo nel 2006 l'Eritrea riprendeva i colloqui con l'Etiopia, mentre una commissione internazionale incaricata di trovare una soluzione alla crisi si scioglieva con un nulla di fatto nel 2007. Nel dicembre del 2009 il Consiglio di sicurezza dell'ONU approvava nei confronti del Paese un embargo contro il commercio di armi e alcune sanzioni finanziarie.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 5253676
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 21,33
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Tigrini 50%, Tigre e Kunama 40%, Afar 4%, Saho 3%, altro 3%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Afar, Arabo, Tigre e Kunama, Tigrino e altre lingue Cuscite

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Religioni:

Musulmani, Copti, Cattolici, Protestanti

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 3,16
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 37,54
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 8,28

Media dell'area geografica: 11.276470577016 (su un totale di 17 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 52,80
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 57,80
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Numero medio di figli per donna: 4,68
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Rapporto tra i sessi: 97,06
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 19,04
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 57,61
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 62,23

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 181

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 2,61
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 475,23
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 1.055,24
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: 55000

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 14
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 70
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 74
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 57
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 61
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 52
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 4
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 14

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 86
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 92
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 73
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 34
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 39
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 23
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 32

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 1,08
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 4,47
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 6,20

Trasporti

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

0,3