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Paesi | Africa | Africa occidentale | Sierra Leone

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Freetown
Area del Paese in chilometri quadrati: 71740
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 78
Forma di governo: Democrazia costituzionale
Data dell'indipendenza: 27 aprile 1961
Indipendenza da: Regno Unito
Moneta: Leone

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio della Sierra Leone non è molto esteso, ma in larga parte favorevole all'insediamento. È montuoso in tutta la sezione interna, sovrastata dai massicci che continuano, nel tratto nord-orientale, con le alte terre guineane e che raggiungono nel Kundukonko un'altezza massima di 1.948 m. Si tratta di rilievi definitisi nel Cenozoico, in seguito al ringiovanimento di tutta l'area montagnosa guineana, ringiovanimento che ha suscitato vistose attività vulcaniche e potenti intrusioni granitiche. La zona montuosa è saldata alla pianura costiera da una fascia collinare solcata da numerose e aperte vallate; prevalgono qui i terreni archeozoici, scistosi e arenacei, che danno luogo a dorsali dai profili maturi, le quali man mano si spengono nell'ampia piana litoranea di recente formazione. Larga in media 100-150 km, essa presenta coltri argillose con terreni sostanzialmente lateritizzati; a una parziale ingressione marina si deve la frammentazione della costa, caratterizzata da numerosi e profondi estuari e ampie baie, come quella di Freetown, una delle più belle della costa guineana, e da varie formazioni insulari (isole Sherbro , Turtle, Banana ecc.).

 

Clima . Il clima è tipicamente guineano, cioè caldo-umido, con una stagione estiva piovosa, dovuta agli influssi di venti di tipo monsonico provenienti dal mare e spiranti da sud-ovest, cui si contrappone la stagione invernale asciutta, dominata da venti di nord-est, di origine continentale; questi però solo occasionalmente fanno sentire i loro influssi fin sulla costa. La piovosità infatti decresce sensibilmente dalla fascia costiera (4.000 mm annui e più) all'interno, dove cadono 2.000 mm annui di precipitazioni. Anche per quanto riguarda la temperatura si registrano sensibili differenze passando dalle pianure litoranee all'interno montagnoso. Qui l'altitudine mitiga gli eccessi termici, mentre sulla costa la temperatura è uniformemente elevata (a Freetown la media annua supera i 28 °C) e, con la fortissima umidità, rende il clima particolarmente insalubre per i bianchi.

 

Flora. Secondo la quantità delle precipitazioni varia la copertura vegetale. Ridotta ormai a pochi lembi nella fascia costiera è la bella foresta equatoriale, legata alla forte piovosità e ricca di essenze pregiate (teak, ebano ecc.); essa trapassa in savane arbustive e arborate (acacie, baobab) verso l'interno, dove lungo i fiumi si stende la foresta a galleria. Mangrovie costipano le foci fluviali.

 

Idrografia. L'idrografia ha uno sviluppo semplice, legato alla stessa conformazione del territorio, con fiumi scorrenti paralleli dai rilievi verso la costa; tra i principali, che penetrano profondamente nel territorio (alcuni attingono, in Guinea, ai versanti del Fouta Djalon), sono da nord a sud il Kolenté (Great Scarcies), il Little Scarcies, il Rokel, sul cui estuario è posta Freetown, il Sewa , il Moa ecc. Essi hanno qualche importanza come assi d'attrazione degli insediamenti ma ben poca ai fini della navigazione, specie nella sezione superiore, dove hanno corsi veloci, spesso interrotti da rapide e cascate.

Ambiente umano

Testo completo:

La Sierra Leone si colloca tra i più popolosi Paesi africani; le maggiori concentrazioni si registrano nella fascia costiera e mediana del Paese, vale a dire nelle pianure e nelle zone collinari, dove si hanno densità di 55 abitanti/km 2 : da decenni è in corso infatti una "discesa" delle popolazioni dalle zone montagnose interne (alcune aree settentrionali sono pressoché desertiche) verso le pianure e i centri costieri. Rilevante è la crescita demografica verificatasi in questo secolo, dato che nel 1900 il Paese ospitava appena un milione di abitanti; vi ha contribuito, dopo il 1958, anche un'immigrazione dalla vicina Guinea, valutata a 300.000 individui.

 

Composizione etnica. Etnicamente la popolazione è composita, comprendendo, oltre alla minoranza degli ex schiavi fondatori della colonia, numerose tribù. Prevalgono i popoli sudanesi penetrati nel Paese da nord e nord-est in successive ondate e sovrappostisi alle preesistenti popolazioni di tradizione arcaica, semibantu, che si sono conservate nelle zone costiere come i Bullom (4%), coltivatori e pescatori, e nelle aree forestali più difese come i Kuranko (4%), cacciatori della Sierra Leone orientale. Dei gruppi invasori il più importante è quello dei Mandingo (35%), coltivatori insediati nella parte centrale e meridionale del Paese; di poco inferiori numericamente sono i Temne (32%), stanziati nella zona del fiume Little Scarcies e anch'essi agricoltori. Nell'estremo nord del Paese si trovano invece i Fulbe (Peul, 4%), che nelle zone montagnose praticano soprattutto l'allevamento; altri gruppi importanti delle aree montuose interne sono i Limba (8%) e i Susu. Ma le autentiche, profonde fratture si verificano, più che tra i vari gruppi africani tra di loro, tra questi e gli ex schiavi emancipati, i cosiddetti creoli (termine d'estrazione sudamericana, peraltro improprio, indicante in genere i discendenti dei colonizzatori bianchi in contrapposizione con gli indios). Élite del Paese, benché siano appena 42.000, essi furono sempre privilegiati dagli Inglesi, che ne fecero in pratica gli unici detentori della cultura occidentale e beneficiari del progresso economico e sociale nella colonia.

 

Centri urbani. A Freetown ha sede il più antico (1827) istituto universitario dell'Africa occidentale, il Fourah Bay College, oggi incorporato nell'Università della Sierra Leone. Gli altri centri maggiori (Bo, Kenema, Makeni) si trovano sulle arterie stradali che penetrano verso le aree minerarie nella fascia meridiana del Paese. Peraltro l'assoluta maggioranza della popolazione vive in villaggi di capanne.

Aspetti economici

Testo completo:

Benché non manchi di svariate risorse, specie minerarie (diamanti, minera li di ferro, bauxite ecc.), la Sierra Leone rimane uno dei Paesi più poveri del continente africano.

 

Profilo generale. La sua economia è eminentemente condizionata dalle potenti società straniere che ne sfruttano i giacimenti minerari, pagando al governo royalties non certo sufficienti per promuovere investimenti o realizzare infrastrutture di rilievo, o comunque che non siano correlate direttamente con i loro specifici interessi. L'altro principale settore produttivo, quello agricolo, è sottoposto a un eccessivo carico umano e ha rendimenti del tutto insufficienti. Non sono in effetti mancate, di recente, talune iniziative governative atte a cercare nuovi sbocchi e a dare nuovi impulsi all'economia nazionale. Già nel 1973 la Sierra Leone e la Liberia avevano firmato il cosiddetto Mano River Agreement (Accordo del Fiume Mano), mirante tra l'altro a istituire un mercato comune tra i due Paesi; nel 1980 vi aderì anche la Guinea e l'anno successivo l'unione doganale fra i tre Stati divenne operante. Resta tuttavia come fondamentale ipoteca sull'effettivo decollo economico del Paese il fatto che solo una modestissima percentuale della popolazione è occupata in settori produttivi moderni, dato il persistente prevalere di attività tradizionali di pura sussistenza.

 

Agricoltura. Il lavoro agricolo occupa quasi i 2/3 della popolazione attiva; si tratta per lo più di contadini dediti a un'agricoltura di sussistenza, effettuata su piccoli appezzamenti con tecniche arretrate e rese piuttosto basse, dato anche il forte depauperamento dei suoli; è in atto però la creazione di più redditizie cooperative agricole. Per le richieste alimentari interne, il Paese è tuttavia ben lungi dall'aver conseguito in tale campo l'autosufficienza, si coltivano la manioca e alcuni cereali: miglio e sorgo, mais e soprattutto riso, introdotto da non molto tempo, ma la cui produzione, posta sotto il controllo di un apposito ente governativo, ha raggiunto valori considerevoli. Numerose sono le colture industriali, praticate in genere in grandi piantagioni. In tutta la fascia pianeggiante si coltiva la palma oleifera; altre oleaginose presenti sono il sesamo e le arachidi. Ai fini dell'esportazione hanno però particolare importanza il caffè della qualità robusta e il cacao, coltivati nelle zone collinose. Il Paese può inoltre contare su prodotti ortofrutticoli, specie su agrumi e pomodori, piante tessili (piassava) e aromatiche (zenzero). Lo sfruttamento delle foreste è controllato da un istituto governativo; la produzione annua di legname, più consistente in passato.

 

Allevamento. Poco diffuso è l'allevamento del bestiame (bovini, ovini, caprini, volatili da cortile), praticato specialmente dai Fulbe nelle regioni interne, dove il clima è meno umido; è comunque un'attività di scarso valore economico per le razze scadenti e la mancanza di impianti per la macellazione e la conservazione delle carni.

 

Pesca. Suscettibile di ampio sviluppo è il settore della pesca, data la ricchezza ittica delle acque costiere, ma ancora una volta l'assenza di un'adeguata flottiglia di pescherecci e di complessi conservieri limita enormemente tale attività.

 

Risorse minerarie. Le risorse minerarie sono ingenti, ma il loro sfruttamento non apporta al Paese sostanziali benefici; il governo si è tuttavia assicurato il controllo e la commercializzaz ione dei diamanti mediante l'ente di Stato DIMINCO (Diamond Mining Company ). I principali giacimenti di diamanti, che hanno toccato punte di 1.380.000 carati nel 1975 e sono scesi a 290.000 carati nel 1982, sono ubicati nei distretti di Kenema, Kono e Bo; discretamente ricchi sono anche i giacimenti di ferro (nel 1982 è stata riattivata l'importante miniera di Marampa, inattiva dal 1975), di bauxite e di rutilo, minerale largamente richiesto dall'industria spaziale. Mancano però i minerali energetici; con petrolio d'importazione sono alimentate le centrali termoelettriche.

 

Industria. È praticamente assente una moderna industria manifatturiera. Il settore è in genere rappresentato da piccoli complessi a carattere artigianale, molti dei quali sopperiscono più o meno alle necessità locali, a livello di villaggio, di tessuti, vasellame ecc. Tra le industrie di maggior rilievo, se si eccettua la raffineria di petrolio di Kissy presso la capitale, sono alcuni stabilimenti di trasformazione dei prodotti agricoli e forestali, comprendenti oleifici, riserie, birrifici, manifatture di tabacco, segherie, fabbriche di mobili ecc.

 

Comunicazioni. Le vie di comunicazione sono assai carenti; le ferrovie, progressivamente disattivate, sono ora rappresentate da un tronco di 597 km, che unisce le miniere di Marampa con il porto di Pepel. Più sviluppato è il sistema stradale, con 11.700 km di strade, sulle quali opera la Sierra Leone Road Transport Corporation, interamente statale, che effettua servizi di autobus per il trasporto di merci e passeggeri, raccordando tutti i principali centri del Paese. Nell'ambito della Mano River Union si colloca la costruzione della superstrada tra Freetown e Monrovia, capitale della Liberia. Una considerevole mole di traffico si svolge tuttora per via fluviale; le vie navigabili interne totalizzano circa 800 km, benché gli alti corsi dei fiumi siano in genere utilizzabili solo all'epoca delle piogge. Il principale porto è quello di Freetown, particolarmente adibito al commercio d'importazione; attivi porti minerari sono Pepel e Port Loko. Discretamente rappresentati sono i servizi aerei interni e internazionali, cui sovraintende la Sierra Leone Airlines (denominazione assunta nel 1982); principale aeroporto è quello di Lungi, presso Freetown.

 

Commercio. Scarso rilievo ha il commercio interno; per quanto riguarda quello estero, i rincari di varie merci di cui il Paese necessita, come petrolio, prodotti industriali ecc., hanno avuto pesanti ripercussioni sulla bilancia commerciale. Le esportazioni, rappresentate per oltre il 50% da diamanti, quindi da rutilo, caffè, cacao, bauxite ecc., coprono in genere due terzi delle importazioni, in cui prevalgono macchinari, combustibili, prodotti industriali varie generi alimentari. L'interscambio si svolge in misura determinante con gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e i Paesi Bassi.

Storia

Testo completo:

Scarse sono le conoscenze archeologiche e antropologiche di carattere preistorico e protostorico riferibili alle regioni dell'attuale Sierra Leone. Poco precise anche le notizie sull'insediamento umano: le popolazioni sherbro, bullom, krim e vai erano forse originarie del Paese, mentre i gruppi etnici mandingo, temne e limba, oggi predominanti, vi sarebbero penetrati in epoche cronologicamente incerte, che talune tradizioni orali collocano tra il sec. XIV e il XV. I temne dettero vita a un solido regno (il re Farima III sembra si sia convertito nel 1605 al cristianesimo assumendo il nome di Dom Felipe de Leão) che raggiunse l'apogeo con Bai Borea il Grande (1630-64).

I primi contatti tra le popolazioni costiere e gli europei si ebbero tra il 1461 e il 1462 col portoghese Pedro de Sintra che battezzò quella terra col nome di “Serra Leão”. Questa diventò, dalla seconda metà del sec. XVI, meta di inglesi, olandesi, francesi che vi praticarono la tratta degli schiavi su un piano di aperta rivalità. Tra il 1592 e il 1630 varie Compagnie inglesi munite di Carta Reale trafficarono col litorale della Sierra Leone fondando anche stazioni a Sherbro e a Tasso. Quest'ultima fu attaccata e saccheggiata nel 1664 dall'ammiraglio olandese M. de Ruyter, mentre una nuova stazione inglese sull'isola di Bunche fu conquistata nel 1704 dai francesi e nel 1720 dal pirata gallese Roberts. Ufficialmente ritiratasi da quelle posizioni nel 1728, l'Inghilterra decise, dopo la guerra contro le colonie dell'America del Nord, di fare di quel territorio il luogo d'insediamento delle molte migliaia di neri-americani che avevano servito nell'esercito e avevano trovato poi asilo come liberti in Gran Bretagna.

I primi nuclei avviati su quelle coste, a iniziare dal 1787, dovettero però lottare a lungo contro il clima, l'ostilità delle tribù temne e gli attacchi della marina francese. Nel 1792 era stata fondata Freetown e nel 1807, con l'Atto d'abolizione della tratta approvato dal Parlamento inglese, una squadra navale fu dislocata sulle coste della Sierra Leone, divenuta il 1º gennaio 1808 colonia della corona nel 1921 fu unita alla Gambia e alla Costa d'oro (oggi Ghana) e vennero creati i territori dell'Africa occidentale. I suoi confini si ampliarono nei decenni successivi e nel 1844 essa ebbe con William Fergusson il primo governatore di origine africana.

Vari accordi definirono tra il 1882 e il 1911 i confini con i circostanti territori coloniali francesi e con la Repubblica di Liberia. L'organizzazione politico-amministrativa della Sierra Leone incontrò qualche ostilità nelle regioni interne poste sotto il protettorato inglese nel 1896: una sanguinosa rivolta dei mandingo nel 1898 contro la tassa sulle abitazioni (Hut tax) fu duramente repressa. Nella penisola di Freetown (amministrata come colonia della corona) la comunità creola, costituita dai liberti immigrati, formò la classe più evoluta. Il governatore, dapprima assistito da un Advisory Council, fu affiancato dal 1863 da un Consiglio legislativo e da un Consiglio esecutivo. Col 1930 sorgevano tra la comunità creola i primi movimenti politici, mentre solo più tardi il Protettorato espresse leader autorevoli come M. A. Margai. La Costituzione del 1951 segnò un notevole passo verso l'autonomia interna e proprio il Sierra Leone People's Party di M. A. Margai divenne il partito dominante. Conseguita l'autonomia interna nel 1958, la Sierra Leone poté, dopo la Conferenza costituzionale di Londra del 1960, accedere all'indipendenza il 27 aprile 1961 come monarchia legata alla corona britannica e come membro del Commonwealth.

Nel marzo 1967 la contesa tra i due maggiori partiti (All People's Congress di Siaka Stevens e Sierra Leone People's Party di Albert Margai, fratello del defunto leader) sfociò in un colpo di stato militare. Nell'aprile 1968 una diversa fazione militare s'impadronì del potere favorendo la nomina di S. Stevens a primo ministro. Il 19 aprile 1971 la Sierra Leone optò per la forma di governo repubblicana, ferma restando la sua permanenza nel Commonwealth. Siaka Stevens fu eletto anche capo dello Stato. Questi, col sostegno dei militari, diede al Paese un regime d'ispirazione socialista, venendo riconfermato in carica dal Parlamento nel 1976 e dalla consultazione elettorale dell'anno seguente. Nel novembre 1985 egli si ritirò dalla vita politica, scegliendo come proprio successore Joseph Momoh, confermatosi alla presidenza con le elezioni del maggio 1986.

Sventato un primo colpo di stato nel marzo del nuovo anno, questi promosse una cauta liberalizzazione che condusse all'approvazione di una nuova Costituzione (1991); nel quadro di un forte deterioramento della situazione interna, il 29 aprile 1992 il capo dello Stato fu però deposto da un golpe militare. Il potere venne quindi assunto da un Consiglio nazionale provvisorio (trasformatosi in seguito in Consiglio supremo di stato) presieduto dal generale Valentin Strasser. Si aprì, in tal modo, una fase densa di incertezze con il tentativo golpista dei seguaci di J. Momoh (dicembre 1992) e l'insorgere di una guerriglia aggressiva, mentre Strasser per consolidare il suo potere operava continui rimaneggiamenti dei vertici militari. Alla fine del 1995 Strasser venne deposto con un colpo di stato dal suo vice, il generale Julius Maada Bio, che assunse la presidenza del governo militare provvisorio dichiarando l'intenzione di indire nuove elezioni: infatti nel febbraio 1996 venne eletto il nuovo capo dello Stato, Ahmad Tejan Kabbah che, insediatosi alla presidenza, avviò trattative con i capi della guerriglia.

Nel maggio 1997 un ennesimo colpo di stato fece nuovamente precipitare nel caos la Sierra Leone e nemmeno la mediazione dei Paesi limitrofi riuscì a dare uno sbocco alla crisi. Kabbah, fuggito all'estero, nel marzo 1998 tornò al potere, nonostante la guerriglia dei golpisti asserragliati sulle montagne a nord del Paese, aiutato dalle forze di pace nigeriane. Egli, cercando di trovare una soluzione al conflitto con i guerriglieri propose, l'anno successivo, ai ribelli del Fronte Unito Rivoluzionario (RUF) trattative di pace, senza ottenere nessun risultato positivo: proseguiva così la guerra civile tra le truppe governative e i ribelli del RUF, saldamente insediati nei distretti diamantiferi settentrionali e orientali del Paese. Nel novembre del 2000 nuovi reparti britannici (750 effettivi) si aggiunsero ai 17.500 caschi blu dell'ONU e il Consiglio di sicurezza prorogò l'embargo per bloccare il traffico dei diamanti, dal cui contrabbando derivavano le fonti di finanziamento del RUF. Un segnale positivo si è avuto con la dichiarazione del RUF di voler abbandonare le armi per proseguire la lotta con strumenti politici: di fatto i ribelli cominciarono a non ostacolare il dispiegamento dei caschi blu sui loro territori. La guerra civile venne sedata, dopo dieci anni, nel 2001: l'ultimo contingente della missione ONU ha lasciato il Paese nel dicembre del 2005. Nel maggio del 2002 Kabbah veniva rieletto presidente. Nel 2007 si svolgevano le elezioni presidenziali e parlamentari: Ernest Koroma diveniva presidente.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 5867536
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 39,23
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Temne 30%, Mende 30%, altri 30%, Crio (Creoli, discendenti degli schiavi giamaicani liberati e stabilitisi nell'area di Freetown alla fine del XVIII secolo) 10%, rifugiati, provenienti dalla Liberia a seguito della recente guerra civile, europei, libanesi, pakistani e indiani

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Inglese (ufficiale), Mende (lingua principale parlata nel Sud), Temne (lingua principale parlata nel Nord), Crio (Creolo inglese, parlato dai discendenti degli schiavi giamaicani stabilitisi nell'area di Freetown, lingua franca, prima lingua per il 10% della popolazione ma capito dal 95% della popolazione)

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Religioni:

Musulmani 60%, Cristiani 10%, Animisti 30%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 2,60
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 40,61
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 16,87

Media dell'area geografica: 12.313125014305 (su un totale di 16 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 149,50
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 170,90
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Numero medio di figli per donna: 5,22
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Rapporto tra i sessi: 95,49
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,02
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 18,36
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 45,65
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 46,88

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 177

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 2,92
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 485,77
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 1.048,78
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: 60000
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 53

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 87
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 86
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 26
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 49
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 24
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 6
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 13

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 48
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 68

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,00
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 35,63
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 0,00

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

 

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

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