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Paesi | Africa | Africa occidentale | Senegal

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Dakar
Area del Paese in chilometri quadrati: 196720
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 60
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 4 aprile 1960 (completamente raggiunta in seguito alla dissoluzione della Federazione del Mali il 20 agosto 1960)
Indipendenza da: Francia
Moneta: Franco CFA

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. A parte la sezione meridionale a sud della Gambia (la Casamance), il territorio senegalese si appoggia al fiume Senegal e si estende sulla grande depressione centrata sul fiume, una delle caratteristiche aree di subsidenza del continente africano. Il Paese è per gran parte pianeggiante: presenta qualche rilievo residuale solo nella sezione più interna, dove affiora lo zoccolo di rocce precambriane da cui il territorio è geologicamente formato. Sottoposta a diverse sedimentazioni marine nel corso delle ere geologiche, la depressione presenta in superficie coltri cenozoiche marnose e calcaree, interrotte in prossimità della costa da espandimenti vulcanici (dovuti a un'attività eruttiva legata alla nascita del bacino stesso), come quelli che formano la caratteristica Penisola del Capo Verde. Agli strati cenozoici si sovrappongono, su gran parte del Paese, coltri argillose recenti, di trasporto eolico e, nella fascia settentrionale, sabbie trasportate verso sud dai venti continentali che soffiano dal Sahara, come l'harmattan.

 

Clima. Caratteristiche dell'area sudanese sono le precipitazioni via via più abbondanti da nord a sud: la Casamance, con 1.500-2.000 mm annui, fa parte ormai dell'Africa guineana, mentre la fascia bagnata dal Senegal, con non più di 400 mm annui, rientra nel Sahel . Come in tutta l'area saheliana le precipitazioni subiscono cospicue variazioni annuali, legate alla penetrazione più o meno profonda delle masse d'aria atlantiche, a regime monsonico. D'inverno, tra novembre e maggio, predominano i venti settentrionali, continentali, mentre le piogge si concentrano in genere nel periodo estivo; più diffusa è l'umidità nella Casamance. Le temperature, mitigate sulla costa dagli influssi del mare (a Dakar oscillano tra 21 °C, media di gennaio, e 27 °C, media di luglio), raggiungono nell'interno valori massimi spesso superiori ai 40 °C; temperature in genere meno elevate, e soprattutto sbalzi termici meno marcati, caratterizzano la Casamance: a Ziguinchor, dove le precipitazioni superano i 1.500 mm annui, le temperature medie variano da 23 °C a 26 °C.

 

Flora. La limitata quantità delle precipitazioni e la loro distribuzione nei pochi mesi estivi condizionano fortemente, specie a nord della Gambia, il manto vegetale. Dalle aree semidesertiche e dalle steppe del Sahel si passa verso sud a una savana ricca di baobab, di acacie, tra cui l'Acacia senegalensis che fornisce la gomma arabica, e di palme. Nella Casamance si trova un ambiente forestale che prelude a quello tipico dell'Africa guineana con formazioni a galleria lungo i fiumi.

 

Idrografia. Per le scarse precipitazioni e la conformazione tabulare del territorio, gran parte del Senegal è priva di una vera e propria rete idrografica. Il Senegal , uno dei principali fiumi dell'Africa occidentale, scorre maestoso e lento ai margini settentrionali del Paese, segnandone il confine con la Mauritania e, tramite l'affluente Falémé, con il Mali. Benché il regime del fiume, alimentato dalle piogge, sia molto incostante, esso è interamente navigabile; per tale ragione ha sempre rappresentato la principale via di penetrazione nell'interno del continente dalla costa dell'Africa occidentale. Tutto il resto del Ferlo, la regione settentrionale e più estesa del Paese, manca in pratica d'idrografia superficiale; degradata da lunghi processi d'inaridimento, tuttavia non è priva di falde sotterranee. Corsi d'acqua stagionali ha il Senegal centrale a eccezione del fiume Saloum, che sfocia con un ampio estuario poco a nord di quello del Gambia, fiume ormai relativamente ricco d'acque perché alimentato dalle abbondanti precipitazioni guineane, ma che interessa soprattutto lo Stato omonimo. Nell'estrema sezione meridionale del Senegal il Paese ha però un fiume importante, navigabile per quasi un centinaio di chilometri, il Casamance , anch'esso ben alimentato da piogge ormai copiose.

Ambiente umano

Testo completo:

Composizione etnica. La popolazione del Senegal è costituita da neri sudanesi che però hanno avuto contatto con genti "bianche", soprattutto attraverso i Fulbe, e che ormai sono quasi interamente islamizzati. Il gruppo etnico più rappresentativo è quello dei Wolof (o Uolof, 43%), attivi agricoltori delle zone bagnate dal Sine e dal Saloum, sparsi soprattutto nelle regioni di Thiès e Diourbel, ma numerosi anche sulla costa, dove praticano la pesca; molti di loro fanno oggi parte del personale burocratico e amministrativo dello Stato. Affini ai Wolof sono i Serèr (15%), anch'essi in prevalenza coltivatori. Diffusi un po' ovunque sono i Fulbe (14%), tradizionalmente allevatori nomadi presenti in tutti i Paesi situati al margine meridionale del Sahara, ma oggi anche contadini e commercianti. Linguisticamente e culturalmente affini ai Fulbe sono i Tukulor (o Toucouleur, 9%), stanziati soprattutto lungo il corso del fiume Senegal. Nella Casamance prevalgono i Diola (5%), che vivono in piccoli gruppi ai margini del fiume, praticando l'agricoltura; molti sono ancora animisti.

 

Sviluppo demografico. Schiavitù, malattie, guerre tribali frenarono a lungo lo sviluppo demografico del Senegal, che agli inizi del secolo annoverava meno di 1 milione di abitanti; da allora l'aumento fu assai rapido, tanto che dal 1930 al 1970 la popolazione senegalese è aumentata di oltre 2 milioni ed è cresciuta, tra il 1985 e il 1995, con un tasso persino eccessivo rispetto alle possibilità di sviluppo economico del Paese. Nel complesso dell'Africa occidentale il Senegal è tuttavia uno dei Paesi dove più elevate sono le condizioni di vita: esso è perciò meta di una corrente migratoria (in parte solo stagionale) dal Mali e dal Burkina Faso. La maggior parte della popolazione si concentra lungo la costa, intorno a Dakar, e in genere nella Penisola del Capo Verde, dove si superano i 60 abitanti/km 2 .

 

Centri urbani. L'attrazione esercitata dalla capitale sulle popolazioni delle zone più interne è fortissima e la sua crescita è stata e continua a essere molto elevata, almeno rispetto alle sue capacità di assorbimento. Si calcola che tra alcuni anni l'area urbana di Dakar accoglierà da sola 1/4 dell'intera popolazione senegalese e la Penisola del Capo Verde diventerà una delle maggiori conurbazioni dell'Africa. Un'area di buon popolamento nell'entroterra si trova lungo la linea ferroviaria per il Mali, che è anche il limite settentrionale del Kaolack e del Fatick, le più popolose regioni interne del Paese grazie alle loro possibilità agricole. L'urbanesimo ha in Dakar, come già detto, la sua massima e spressione. Le sue principali attività sono legate al porto, che è sempre stato il più importante dell'Africa occidentale e che serve anche al Mali, ma anche agli istituti culturali e amministrativi di cui è sede: dal 1972 ospita la OMVS (Organizzazione per lo Sviluppo del Fiume Senegal), di cui sono membri il Senegal, il Mali e la Mauritania. Alle spalle della città europea, situata sul promontorio estremo della Penisola del Capo Verde, si stende la medina, la città africana, musulmana, vastissima, che accoglie sempre nuovi urbanizzati, sovente in miserabili bidonvilles. Altri centri importanti sono, vicino a Dakar, Rufisque e Thiès, entrambi sulla ferrovia per il Mali così come Kaolack. La vecchia Saint-Louis ha invece completamente perduto il ruolo di un tempo.

Aspetti economici

Testo completo:

L'economia senegalese, tradizionalmente basata sulla monocoltura delle arachidi, presenta ancor oggi i tipici squilibri dovuti al passato coloniale; tuttavia il panorama economico del Paese è stato di recente arricchito di elementi nuovi, dovuti a iniziative industriali diversificate.

 

Profilo generale. Con l'acquisizione dell'indipendenza, il governo si impegnò a dare un aspetto sempre più "africano" all'economia senegalese e nello stesso tempo a realizzare una maggiore redditività dell'intero apparato produttivo. Si tratta della cosiddetta "politica di senegalizzazione", che in effetti presenta due aspetti piuttosto contrastanti. Da un lato lo Stato interviene a controllare, mediante vari enti appositamente istituiti, soprattutto le attività primarie (agricoltura, pesca), il commercio e il settore minerario (è stato passato esempio fondato nel 1981 l'ente petrolifero di Stato Petrosen; il governo inoltre partecipa per il 50% allo sfruttamento dei ricchi giacimenti di fosfati situati presso Thiès). Dall'altro lato, per accelerare l'industrializzazione del Paese lo Stato ha delegato essenzialmente ai capitalisti stranieri il compito di promuovere lo sviluppo dell'industria. A tale scopo è stata creata attorno a Dakar una vasta zona franca industriale, dove gli operatori fruiscono di complete esenzioni fiscali e non sono soggetti ai controlli governativi.

 

Agricoltura. L'agricoltura costituisce la base dell'economia senegalese, partecipando in buona misura nelle esportazioni. Coltura principale, come si è detto, è quella delle arachidi, di cui il Senegal è uno dei maggiori fornitori mondiali, tanto da raggiungere posizioni molto elevate. La produzione subisce però forti oscillazioni per le ricorrenti siccità. Le coltivazioni si estendono su 840.000 ha (oltre un terzo dell'arativo) e hanno le loro aree migliori nella regione intorno a Kaolack, che è il grande centro di raccolta delle arachidi. Dal 1975 il governo sovrintende alla commercializzazione dei prodotti oleari mediante la Société Nationale de Commercialisation des Oléagineux du Sénégal. Nell'intento però di sottrarre il Paese alla troppo schiacciante dipendenza da questa monocoltura sono in atto vari programmi pubblici che, avvalendosi in larga misura di aiuti dell'Unione Europea, mirano a diversificare il panorama delle produzioni agricole e soprattutto a raggiungere l'autosufficienza alimentare (buona parte delle importazioni consiste proprio in generi alimentari); in tale ottica opera anche il citato progetto di valorizzazione del fiume Senegal, avviato dopo una lunga fase preparatoria alla fine del 1981 per l'irrigazione di 400.000 ha di terreno nel nord del Paese. Principali colture alimentari sono quelle dei cereali, soprattutto miglio, che è il tipico cereale africano e che copre 1/4 dell'arativo; seguono il riso, coltivato nel basso Ziguinchor e in altre aree irrigue, ma la cui produzione è del tutto insufficiente a soddisfare le richieste interne, e il mais. Si coltivano altresì manioca, banane, agrumi, palma da olio e da cocco. Un certo incremento ha registrato, tra le colture industriali, quella del cotone. Non mancano belle foreste, specie nel Senegal meridionale, ma sono ancora scarsamente sfruttate anche per la mancanza di adeguate vie di comunicazione.

 

Allevamento. L'allevamento riveste un ruolo economico piuttosto importante, potendo anche contare su vaste aree a prato e a pascolo permanente (oltre il 29% della superficie territoriale). Prevalgono i bovini, allevati soprattutto dai Fulbe; altrettanto numerosi sono complessivamente gli ovini e i caprini, mentre discreto è pure il numero dei volatili da cortile.

 

Pesca. In costante espansione è la pesca, favorita dalla ricchezza ittica delle acque intorno al Capo Verde; essa fornisce un prodotto alimentare diffusissimo nel Paese, oltre a sostenere una fiorente industria conserviera e a consentire una rilevante esportazione. In particolare Dakar è una grande base africana per la pesca del tonno. Nel 1982 è entrato in funzione a Casamance un modernissimo complesso conserviero, che si affianca a quelli di Dakar e di Saint-Louis.

 

Risorse minerarie. Il governo senegalese è fortemente interessato al potenziamento del settore minerario, le cui principali risorse sono offerte sinora dai ricchi giacimenti di fosfati; è stata però accertata la presenza al largo della costa sia di petrolio sia di gas naturale, mentre sono in corso prospezioni riguardanti l'uranio; dovrebbero inoltre essere sfruttati fra breve i cospicui giacimenti di minerali di ferro di Falémé. La produzione di energia elettrica è per lo più di origine termica.

 

Industria. Il settore più dinamico dell'economia senegalese è oggi quello dell'industria. Prevalgono nettamente le attività manifatturiere, non avendo il governo potuto ancora affrontare con i necessari supporti finanziari il problema di dotare il Senegal di un'adeguata industria di base. Ben rappresentate sono le industrie alimentari (che comprendono oleifici, conservifici, zuccherifici, complessi molitori, birrifici ecc.), cui si aggiungono manifatture di tabacchi, cotonifici, calzaturifici, cementifici ecc.; i settori di più recente impianto, ma già di grande sviluppo, sono quelli chimico (fertilizzanti) e petrolchimico.

 

Comunicazioni. Per secoli i corsi d'acqua furono le vie più idonee alla penetrazione nell'interno del Paese; si deve ai Francesi la costruzione delle ferrovie e delle prime arterie stradali di grande comunicazione. Importantissima è la linea ferroviaria che da Dakar attraversa tutto il Senegal giungendo sino a Bamako, capitale del Mali (essa fu realizzata per dare uno sbocco al mare al Mali, già Sudan Francese, e nello stesso tempo per potenziare l'attività portuale di Dakar); un'altra linea si sviluppa lungo la costa da Dakar sino a Saint-Louis. Dopo l'indipendenza, i piani di sviluppo hanno dedicato particolare attenzione al potenziamento della rete stradale che totalizza oltre 15.000 km, per quasi metà agibili tutto l'anno. La già accennata navigazione fluviale conserva tutta la sua importanza; oltre che il fiume Senegal (che è al servizio anche della Mauritania) sono navigabili il Saloum e il Casamance. Il commercio marittimo è svolto quasi interamente da Dakar, che è il secondo porto dell'Africa occidentale, dopo Abidjan; la capitale senegalese è altresì un grande centro aeroportuale grazie all'aeroporto internazionale di Yoff/Dakar, attivissimo scalo sulla rotta tra l'Europa e l'America Meridionale. Un buon incremento hanno registrato i servizi aerei interni gestiti dalla società SONATRA-Air Sénégal, per il 50% governativa; altri aeroporti sono quelli di Saint-Louis, Tambacounda e Ziguinchor.

 

Commercio. Discretamente intensi sono gli scambi interni, vivacizzati soprattutto dalla presenza della grande concentrazione urbana centro-occidentale. Per quanto riguarda il commercio con l'estero, il Senegal intrattiene rilevanti rapporti con parecchi Stati (come il Camerun, il Mali, l'Italia, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e, tra i Paesi produttori di petrolio, l'Algeria e la Nigeria); 1/3 degli scambi si svolge però tuttora con la Francia, la quale sostiene con aiuti finanziari l'economia senegalese. La bilancia commerciale è fortemente deficitaria, in quanto le esportazioni coprono appena la metà delle importazioni. Il Senegal esporta essenzialmente olio di arachidi, pesce fresco e inscatolato, fosfati ecc., mentre le principali importazioni sono rappresentate da prodotti petroliferi, macchinari e generi alimentari.

Storia

Testo completo:

Dalle origini al 1960.

 

È problematico dire se le coste del Senegal siano state raggiunte in epoca antica: la circumnavigazione effettuata dai Fenici per ordine del faraone Nekao verso il 600 a. C. e la spedizione di Annone il Cartaginese nel sec. V a. C. non trovano valide conferme storiche. Per vie interne sembra invece che due gruppi di getuli convertiti al cristianesimo nel sec. III e identificabili negli zenaga e negli zenāta, sarebbero emigrati verso l'Adrar e il Touat. Gli zenaga avrebbero addirittura raggiunto le rive del fiume designato poi col nome di Senegal, deformazione del termine Zenaga o Çanaga. In epoche successive fu l'Islam a infiltrarsi e ad affermarsi nella valle del Senegal, dapprima con Tarsina, capo dei Berberi Lamtūna, e poi con Yaḥyā ibn Ibrāhīm. Quest'ultimo avvalendosi della predicazione di ʽAbd Allāh ibn Yāsīn fece del fiume Senegal la culla della sorgente dinastia almoravide che nel 1076 conquistava l'impero africano di Ghana.

Più tardi vari gruppi etnici soninke andarono, forse per effetto della pressione almoravide, a stabilirsi in diversi punti del Senegal: i serèr fondarono i reami di Baol, Sine, Saloum; i fulbe costituirono Stati assai vitali nel medio Senegal; i wolof si stabilirono nelle regioni costiere del Cayor e del Walo. Quanto agli europei, le prime navigazioni storicamente accertate, che raggiunsero le coste del Senegal, furono quelle portoghesi: nel 1444 Dinis Dias doppiava il Capo Verde gettando l'ancora nell'isoletta di Gorée; nel 1455/56 Alvise Ca' da Mosto e Antoniotto Usodimare risalivano con le loro navi i fiumi Senegal e Gambia.

Nella seconda metà del sec. XVI e nei primi decenni del successivo il litorale del Senegal divenne meta di inglesi, olandesi e francesi interessati nel commercio e alla tratta degli schiavi. Gli olandesi costruirono i forti di Nassau e d'Orange sull'isola di Gorée. Nel 1659 i francesi fondarono sull'isoletta di N'Dar, alla foce del Senegal, la città di Saint-Louis, perduta durante la guerra dei Sette anni, ma destinata qualche decennio più tardi (1779) a divenire capoluogo della Colonie du Sénégal et dépendances. Nel periodo 1809-17 il possedimento del Senegal tornava sotto il controllo britannico in conseguenza delle guerre napoleoniche, per poi divenire definitivamente possedimento francese. Il generale Faidherbe, nominato governatore del Senegal nel 1854, fu l'organizzatore e l'animatore della colonia, fondando il nuovo centro di Dakar e conducendo una serie di campagne contro il capo dei Tekrur, al-Hagi Omar, sottomesso nel 1863. Contemporaneamente anche la regina di Walo e i capi di Sine e Saloum chiedevano la protezione della Francia. Negli anni successivi la colonia del Senegal si ampliava ancora con l'annessione delle zone di Toro e di Cayor. Il Senegal costituì l'esperimento più significativo della politica assimilazionistica della Francia, esprimendo un'élite nativa destinata a dare un contributo positivo alla stessa vita politica della metropoli. Blaise Diagne fu eletto all'Assemblea Nazionale Francese nel 1914 e sottosegretario alle Colonie nel 1919; Lamine Gueye, Léopold Sédar Senghor, Mamadou Dia ebbero un ruolo determinante nelle varie tappe dell'evoluzione politica coloniale francese: dalla Conferenza di Brazzaville del 1944 alla formazione dell'Unione francese nel 1946, alla Loi Cadre nel 1956 e infine alla Comunità Francese nel 1958. Nel referendum costituzionale del 28 settembre 1958, il Senegal optò per l'ingresso nella Comunità con lo status di Repubblica autonoma e si diede un proprio governo e una propria Costituzione. Nel gennaio 1959 esso formò insieme al Sudan Occidentale, la Federazione del Mali che nel 1960 accedeva alla piena indipendenza fermi restando i vincoli di associazione alla Comunità.

 

L'indipendenza.

 

Il 20 agosto 1960, con lo scioglimento della Federazione, il Senegal decise di rimanere nell'ambito della Comunità come Repubblica indipendente e sovrana e varò una nuova Costituzione. Léopold Sédar Senghor venne eletto presidente. Nel dicembre 1962, fallito un tentativo di colpo di Stato a opera del primo ministro Mamadou Dia, il presidente Senghor si orientò verso un regime presidenziale a sfondo autoritario, consacrato dalla Costituzione del marzo 1963. Nel 1964 vennero sciolti i partiti d'opposizione e la vita politica fu concentrata nell'Unione Progressista Senegalese (UPS) fondata da Senghor. Solo dieci anni più tardi si avviò un processo di liberalizzazione della vita politica e, nel 1976, vennero ripristinati alcuni partiti, che uscirono comunque pesantemente sconfitti dalle elezioni del 1978, vinte dal partito di Senghor (ribattezzato nel 1976 Partito Socialista, PS). Quest'ultimo lasciò il 31 dicembre 1980 la carica di presidente del Senegal, che venne assunta il 1º gennaio successivo da Abdou Diouf. Nei mesi seguenti fu definitivamente instaurato un regime pluripartitico, tanto che le elezioni del febbraio 1983 videro otto partiti in lizza dei 14 attivi nel Paese. Le stesse elezioni confermarono la larghissima maggioranza del PS e la presidenza di Abdou Diouf. In politica estera, dopo l'intervento militare nella Gambia (luglio-agosto 1981), il Senegal costituì con questo Stato la Confederazione della Senegambia, esperienza che si concluse però in modo fallimentare nel 1989. Tra la metà degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta la situazione interna del Senegal andò progressivamente deteriorandosi, a causa della crisi economica e degli indipendentisti della Casamance. Nel 1991 Diouf accettò l'ingresso nel governo di una parte delle forze di opposizione, mentre riusciva a stipulare un cessate-il-fuoco con la guerriglia separatista. Nel 1992, migliorarono i rapporti con la Mauritania, dopo le tensioni verificatesi a partire dal 1989, ma ripresero le iniziative armate dei separatisti della Casamance. Intanto, Diouf venne rieletto (febbraio 1993) alla presidenza di un Senegal in preda alla crisi economica, causa anche dell'emergere di una vasta e tumultuosa opposizione sociale. Nel marzo 2000, dopo ca. vent'anni, l'egemonia del presidente Diouf volse al termine con l'elezione di un nuovo capo dello Stato, il suo avversario democratico Abdoulaye Wade. Questi, come promesso in campagna elettorale, come primo atto del suo governo limitò i poteri del presidente della Repubblica, proponendo una nuova Costituzione che venne approvata dai senegalesi con un referendum nel gennaio 2001. In questo stesso anno, sciolto il Parlamento, Wade indusse nuove elezioni legislative, che videro la vittoria della coalizione di governo guidata dal suo partito, il Partito liberaldemocratico (PDS). Nei successivi 4 anni il presidente sostituì 6 governi. Nella Casamance, nell'ottobre del 2003, mentre l'ala politica degli indipendentisti decideva una tregua, l'ala militare continuava le azioni di guerriglia: si giunse alla firma di un nuovo accordo di pace (dopo quelli del 2000-2001) fra governo e separatisti nel dicembre del 2004. Wade è stato riconfermato nelle elezioni presidenziali svoltesi nel febbraio 2007. In giugno si svolgevano le elezioni che venivano vinte dalla coalizione Sopi, che comprendeva il PDS.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 12433728
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 42,53
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Wolof 43,3%, Peul 23,8%, Serer 14,7%, Jola 3,7%, Mandinghi 3%, Soninke 1,1%, europei e libanesi 1%, altri 9,4%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Francese (ufficiale), Wolof, Pulaar, Jola, Mandingo

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Religioni:

Musulmani 94%, Cristiani 5% (in maggioranza cattolici), Animisti 1%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 2,69
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 38,61
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 9,52

Media dell'area geografica: 12.313125014305 (su un totale di 16 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 60,80
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 70,40
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Numero medio di figli per donna: 5,03
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Rapporto tra i sessi: 98,41
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 17,84
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 57,19
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 59,13

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 154

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 14,46
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 1.132,66
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 3
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 14
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 7
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 4.319,61
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -132842
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 34

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 100
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 87
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 92
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 52
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 69
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 69
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 38
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 51

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 56
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 74
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 58
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 76
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 74

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 2,71
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 73,25
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 17,50

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

7,52

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

0,5