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Paesi | Africa | Africa occidentale | Niger

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Niamey
Area del Paese in chilometri quadrati: 1267000
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 10
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 3 agosto 1960
Indipendenza da: Francia
Moneta: Franco CFA

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Dal punto di vista morfologico il territorio del Niger non è molto accidentato. Le sue superfici sono per lo più peneplanate e gli unici rilievi si trovano nella regione sahariana, dove, quasi al centro del Paese, s'innalza il massiccio dell'Aïr (o Azbine), elevazione dello zoccolo archeozoico cristallino alla cui attivazione endogena si devono le formazioni vulcaniche della zona. L'Aïr raggiunge l'altezza massima di 2.022 m ed è formato da lunghe dorsali rocciose che si distendono verso le sottostanti superfi ci di rocce paleozoiche, cui cedono nelle aree più depresse tavolati sedimentari mesozoici e cenozoici; verso nord-est, al di là della vasta regione prevalentemente sabbiosa del Ténéré, una delle più ingrate di tutto il Sahara, il terreno si rialza nell'Altopiano (Plateau) del Djado, prosecuzione dei rilievi del Fezzan (Libia). Pianeggiante è tutto il Niger meridionale, che soprattutto si abbassa in corrispondenza della vasta subsidenza del Lago Ciad a sud-est, della depressione solcata dal fiume Niger a sud-ovest. Lunghe vallate fossili, testimoni di una idrografia un tempo vigorosa, si dipartono dall'Aïr svolgendosi verso le due depressioni sopracitate; tra queste vallate, morfologicamente ancora caratterizzate dalle tracce di un'attività erosiva in ambiente non arido, una delle più marcate è quella dell'Azaouak, che solca le discese, spesso ciottolose, di Talak e tende verso il corso del Niger. In corrispondenza di queste antiche valli fluviali si trovano oggi le oasi, numerose soprattutto nella sezione orientale (oasi di Bilma, Dirkou, Aney) dove si hanno affioramenti di falde acquifere alimentate dall'Altopiano del Djado.

 

Clima. Le trasformazioni ambientali, in un Paese così poco movimentato orograficamente, sono legate quasi essenzialmente alle variazioni zonali del clima. Esso varia cioè da sud a nord in rapporto alla diversa penetrazione delle masse d'aria atlantica provenienti dal Golfo di Guinea e si manifesta, durante i mesi estivi, per l'allentarsi del regime anticiclo nico sulle superfici continentali sahariane. Le due stagioni sono marcatamente caratterizzate in tutto il Paese (quella secca va da ottobre a giugno, quella piovosa interessa soprattutto luglio e agosto) ma nella zona sahariana la stagione delle piogge è breve e quasi insensibile, divenendo via via più rilevante verso sud: qui le precipitazioni raggiungono annualmente i 500 mm, diminuendo progressivamente verso nord. Nel Niger settentrionale in certe annate possono completamente mancare le precipitazioni, e in ogni caso vi è un'irregolarità nel regime delle piogge che ogni tanto, forse ciclicamente, determina situazioni critiche nel Paese. Vento caratteristico è l'harmattan, che d'inverno spira da nord e nord-est. La temperatura raggiunge i valo ri più elevati nel deserto, dove sono forti le escursioni termiche giornaliere; la media è sui 28 °C, ma i valori diurni possono facilmente toccare i 38 °C.

 

Flora. Con il mutare delle precipitazioni in senso meridiano, muta anche l'ambiente vegetale, che forma successive fasce: dalle savane arborate, ma molto rade, nel sud, si passa progressivamente verso le aree arbustive, saheliane, nelle quali la vegetazione arborea, ovunque nana e degradata, assume portamenti normali lungo gli uidian. Nella regione sahariana infine la vegetazione si dirada o scompare: riappare nelle oasi, dove si ritrovano tutti gli aspetti vegetali, legati all'attività umana, propri delle zone desertiche (palme da dattero, colture orticole).

 

Idrografia. La rete idrografica, estremamente povera, s'incentra su vari uidian, tutti diretti da nord a sud, i cui alvei sono occupati da acque solo all'epoca delle piogge. Grosso modo metà del territorio è inclusa nel bacino endoreico del Lago Ciad (uadi Dilia e altri), sulle cui rive settentrionali si affaccia il Niger; l'altra metà tributa al fiume Niger , che attraversa però solo marginalmente il Paese per circa 500 km, in gran parte navigabili.

Ambiente umano

Testo completo:

Gruppi etnici. Così come la vita vegetale, anche quella antropica dipende essenzialmente dalle condizioni ambientali. La popolazione è rada nella fascia sahariana e si concentra per il 70-80% nell'estrema area meridionale, cioè lungo l'asse Zinder-Maradi-Niamey; un relativo addensamento si ha anche lungo le rive del Niger. Benché unita dalla comune religione islamica, la popolazione del Niger, punto d'incontro di razze negre e bianche, è divisa in numerosi gruppi etnici, divisione aggravata da un certo antagonismo tra nomadi e sedentari, tra pastori e coltivatori. Il gruppo più numeroso è quello degli Haussa (Hausa; 54% ca.), popolazione sudanese, cioè negra, che vive anche nella Nigeria. Gli Haussa sono stanziati nella fascia meridionale tra Zinder e Maradi e praticano l'agricoltura (anche di piantagione, a essi in particolare si deve la ricca produzione di arachidi) e il commercio. Lungo il Niger si trovano i Germa (o Djerma; 21%), sudanesi anch'essi e che formano uno dei gruppi più rappresentativi del Paese e che sono oggi numerosi anche nella capitale. Sempre lungo il Niger, ma più a nord, vivono i Beriberi e i Songhai, eredi del grande impero omonimo fiorito all'ansa del Niger, coltivatori e allevatori con qualche parentela con i Tuareg poiché etnicamente rappresentano una mistione tra questi, di origine bianca, e i negri sudanesi. Tra le popolazioni che praticano l'agricoltura sudanese si annoverano inoltre il Mandingo, i Dendi, i Manga. Tra i popoli allevatori il più numeroso (10%) è quello dei Fulbe (o Fulani), che mostrano mistioni di tratti europoidi; gran parte dei Fulbe (come i Bororo) vivono nel sahel facendo migrazioni stagionali con le loro mandrie, ma gruppi minori sono ormai agricoltori sedent arizzati nel sud. Nella regione sahariana vivono i Tuareg (9%), allevatori nomadi per eccellenza, e i Bellah, loro antichi servitori (haratin) di origine negra. Negli ultimi anni, a causa dell'imperversante siccità, molti Tuareg hanno abbandonato le loro oasi e si sono spostati verso sud; la loro integrazione risulta però difficile, anche perché sono le genti sedentarie del sud ad avere in mano la guida del Paese.

 

Sviluppo demografico e città. La popolazione ha registrato negli ultimi decenni un notevole aumento; nel 1926 nel Paese vi erano 1,2 milioni di persone, divenuti 2,5 milioni al censimento 1959-60 e 7,2 milioni a quello del 1988. Tranne i Fulbe allevatori, che vivono in campagna spostandosi continuamente, e i Tuareg, che però fanno capo alle oasi, la popolazione vive essenzialmente in villaggi. Le città, tranne Niamey, sono di modeste dimensioni; svolgono funzioni di mercato, oltre che amministrative. I maggiori centri sono Zinder, antica sede sultanale haussa, Maradi e Tahoua, tutti nel Niger meridionale, mentre nella regione dell'Aïr è Agadèz , importante stazione sulla Transahariana; Niamey è stata valorizzata dai Francesi come capoluogo già in epoca coloniale, favorita dalla posizione sul Niger.

Aspetti economici

Testo completo:

Profilo generale. Il Niger è uno degli Stati più poveri del mondo; l'arretratezza economica è il risultato soprattutto di condizioni ambientali particolarmente avverse. Il Paese è infatti isolato nell'interno del continente, privo di sbocchi e di comunicazioni, con un territorio in gran parte costituito da aree desertiche: oltre il 75% del Niger riceve meno di 250 mm annui di precipitazioni. A ciò si aggiunga l'ormai secolare impoverimento della fascia saheliana (comune in verità a tanti altri Stati dell'Africa tropicale) con il relativo spostamento della popolazione da nord a sud. La dominazione francese ben poco aveva fatto per potenziare l'economia del Niger, date le effettivamente limitate prospettive offerte dal Paese; era stata avviata però la coltivazione su scala commerciale delle arachidi nell'estrema fascia meridionale ed è ancora qui che si concentrano le principali attività economiche del Paese, tra Maradi, Zinder e Niamey. Né con l'indipendenza la situazione era mutata in modo rilevante; il governo aveva continuato a basarsi sugli aiuti e sulle direttrici economiche impostate dai Francesi e in larga misura anche dagli Stati Uniti: tra l'altro erano gestite congiuntamente dal governo di Niamey e da una società francese le ricche miniere di uranio di Arlit, nel massiccio dell'Aïr, scoperte nel 1966 e il cui sfruttamento era iniziato cinque anni dopo.

 

Agricoltura. Anche se oggi l'uranio costituisce la sola consistente esportazione del Paese, basi dell'economia rimangono l'agricoltura e l'allevamento; e ciò nonostante la precarietà e i limiti produttivi, dovuti da un lato al sussistere delle tradizionali e poco redditizie forme di conduzione agraria, dall'altro all'incidenza delle sfavorevoli condizioni climatiche, che ripetutamente assumono aspetti di vera catastrofe. Anche tutta la prima metà degli anni Settanta, per non dimenticare la stagione 1982-83, è stata caratterizza ta da una gravissima siccità, che ha falcidiato raccolti e bestiame; ciò ha costretto il Niger a dipendere in modo ancora più completo dagli aiuti stranieri per i rifornimenti alimentari di vasti strati della popolazione, minacciata da una carestia di drammatiche proporzioni. In tale contesto economico si inserisce la facile riuscita del colpo di Stato militare del 1974. Il nuovo governo nazionalizzò immediatamente le miniere di uranio e in campo agricolo si prefisse come compito prioritario il potenzia mento delle colture cerealicole tradizionali, così da assicurare al più presto l'autosufficienza alimentare al Paese, autosufficienza raggiunta già alla soglia degli anni Ottanta. La superficie territoriale è naturalmente sfruttabile solo in aree assai e sigue. L'estrema fascia meridionale è l'unica a essere coltivabile senza irrigazione e perciò è destinata essenzialmente all'agricoltura; la zona saheliana, centrale, è adibita in prevalenza all'allevamento, peraltro nomadico; infine il nord, per la mancanza pressoché totale di precipitazioni, consente solo le colture nelle oasi: cereali, ortaggi, palme da dattero.

 

Principali prodotti agricoli. Fra le coltivazioni cerealicole tradizionali spiccano il miglio e il sorgo; lungo il Niger è stata anche introdotta con discreto successo la risicoltura. Altre coltivazioni alimentari fondamentali sono la manioca e la batata; nonché vari ortaggi come cipolle, pomodori ecc. Il principale prodotto commerciale è invece costituito dalle arachidi, peraltro in diminuzione rispetto al passato; è altresì praticata una modesta cotonicoltura.

 

Allevamento e pesca. L'allevamento, benché attualmente frenato dalla scarsità di acqua, ha tuttavia possibilità di discreto sviluppo una volta realizzate le opportune opere di irrigazione e già ora avvia carne e pelli all'esportazione; predominano gli ovini e i caprini, seguiti dai bovini e dai volatili da cortile. Scarso rilievo ha invece la pesca, che viene praticata nel Lago Ciad e lungo i fiumi Niger e Komadugu .

 

Risorse minerarie. Buoni risultati hanno dato le recenti prospezioni geologiche del territorio; è stata accertata la presenza di vari minerali come ferro, cassiterite, stagno, tungsteno, fosfati, carbone, petrolio, al momento però solo in minima parte sfruttati; tradizionale attività est rattiva è invece quella del sale, commerciato dai Tuareg. Gli interessi internazionali sono in effetti volti allo sfruttamento dei giacimenti di uranio (dal 1978 si scava anche nelle miniere di Arlit e Akouta), minerale di cui il Niger è il terzo produttore mondiale, esclusi ex URSS e Paesi ex socialisti. Modesta è tuttora la produzione d'energia elettrica e così pure quella del settore industriale, che comprende vari oleifici, birrifici, cotonifici, alcuni cementifici ecc.

 

Comunicazioni. Le vie di comunicazione sono del tutto inadeguate: mancano le ferrovie e le strade si sviluppano solo per 13.800 km. Le due maggiori arterie stradali solcano da nord a sud il Paese, collegandolo con quasi tutti gli Stati circostanti. Il fiume Niger è navigabile per circa 300 km; la città di Gaya, situata sul Niger presso il confine con il Benin e la Nigeria, è il maggior porto fluviale del Paese; nel 1973 è stata aperta la via d'acqua Gaya-Port Harcourt, attivo porto della Nigeria sul Golfo di Guinea, dando così al Niger un accesso diretto al mare. I servizi interni aerei sono gestiti dalla compagnia Air Niger; principali aeroporti sono quelli internazionali della capitale e di Agadez.

 

Commercio. Il commercio interno si svolge ancora in gran parte in modo tradizionale, tra nomadi o seminomadi e sedentari; è comunque molto limitato. Quanto agli scambi con l'estero il Niger esporta per circa la metà del valore uranio e per il rimanente soprattutto bestiame, prodotti zootecnici (carni, cuoio e pelli), arachidi e derivati, mentre importa in prevalenza macchinari, veicoli, prodotti petroliferi, cereali, tessuti. Gran parte dell'interscambio si svolge tuttora con la Francia, ma i mportanti acquirenti sono pure la Costa d'Avorio e la Gran Bretagna.

Storia

Testo completo:

Dalle origini alla colonizzazione francese.

L'area geografica corrispondente all'attuale Niger ha rivelato numerose vestigia di insediamento umano d'epoca neolitica, mentre scarse sono quelle di epoca paleolitica. Già ai tempi di Cartagine e di Roma il territorio fu collegato all'Africa del Nord da vie carovaniere. Nei sec. XIII e XIV le regioni occidentali del Niger caddero sotto l'influenza dell'impero del Mali e, successivamente, di quello Songhai, il cui imperatore Askiya il Grande (Muḥammad I) si impadronì nel 1515 di Agadèz. Dopo la conquista marocchina del Songhai (1591), si formarono nell'area tra Niamey e Agadèz vari regni songhai autonomi di scarsa rilevanza. Sempre nell'area occidentale si affermarono altri regni che ebbero interessanti sviluppi, come quelli di Dendi e di Djerma (sec. XVI-XVIII); notevole peso ebbero poi, a partire dai sec. XVIII e XIX, l'emigrazione fulbe e la pressione tuaregh. La parte occidentale del Niger attuale fu invece profondamente influenzata dal regno di Kanem prima (sec. XIII-XIV) e di Bornu poi. All'inizio del 1800, a opera del marabutto Cheirh Lamine si insediò in tali regioni una nuova dinastia, travolta più tardi dall'attacco dell'avventuriero Rabah che tiranneggiò il Paese fino allo scontro decisivo con le forze francesi che lo sconfissero e lo uccisero nel 1900. Il territorio del Niger, già descritto da viaggiatori arabi come Ibn Baṭṭūṭa, Ibn Khaldūn e Leone l'Africano (sec. XIV-XVI), cominciò a essere esplorato dagli europei solo alla fine del sec. XVIII con Mungo Park. Seguirono nel sec. XIX le esplorazioni di Denham, di Clapperton, di Barth, di Nachtigal, di Monteil, ecc. Francia e Inghilterra – che dopo la Conferenza di Berlino (1885) si disputavano il controllo dell'Africa sub-sahariana – definirono le rispettive zone d'influenza nel Niger tra il 1890 e il 1899, mentre i confini con la Libia furono delimitati con l'Italia nel 1935. Organizzato dapprima in tre territori o zone militari (1899-1900), il Niger fu gradualmente pacificato e quindi amministrativamente riorganizzato nel 1911 per diventare nel 1922 una colonia nel contesto della Federazione dell'Africa Occidentale Francese. Trasformato nel 1946 in Territorio d'Oltremare dell'Unione francese, esso poté giovarsi delle riforme introdotte dalla Loi-cadre (1956) e optare poi, col referendum del 1958, per l'ingresso nella Comunità francese, come Repubblica autonoma.

 

Una difficile indipendenza.

Sotto la guida di Hamani Diori, che eliminò il partito d'opposizione Sawaba, il Niger accedette alla piena indipendenza nel 1960 e si diede una nuova Costituzione, diventando una Repubblica di tipo presidenziale, nella quale H. Diori era insieme capo dello Stato, capo del governo e capo del partito unico (Parti Progressiste Nigérien). Nel 1974 un colpo di stato, attuato dal colonnello Seyni Kountché, rovesciò Diori, sospese la Costituzione e soppresse il partito. Il governo del Paese fu affidato a un Consiglio militare, presieduto da Kountché che assunse le cariche di capo dello Stato e del governo. Sotto la sua guida il Niger intraprese una via di maggiore dinamismo e autonomia sia sul piano interno sia internazionale, stabilendo tra l'altro rapporti con la Cina Popolare e prendendo per contro una certa distanza da Parigi. Solo nel 1986, con l'approvazione per referendum popolare di una bozza di Carta nazionale, il regime avviò la democratizzazione della vita politica del Paese. Morto Kountché nel novembre 1987, gli succedette alla guida dello Stato il colonnello Alì Saibou che nel 1988 diede inizio a una riforma delle istituzioni, ribadendo però l'intenzione delle forze armate di non voler rinunciare alla gestione totale del potere e costituendo a tale scopo un partito unico, il Movimento nazionale per una società di sviluppo (MNSD). Nel settembre 1989 venne adottata una nuova Costituzione e Saibou fu confermato alla presidenza della Repubblica. Nel 1990 in seguito alla pressione dei sindacati e alla crescente protesta popolare venne annunciata l'introduzione del multipartitismo e l'esercito si mostrò disposto a rinunciare alle sue funzioni politiche e istituzionali. Il necessario periodo di transizione, volto ad assicurare il passaggio alla nuova fase, fu aperto dalla convocazione di un'Assemblea nazionale (novembre 1991) che confermò il vecchio capo dello Stato, generale Saibou, nella sua carica, sia pur ridotta a un ruolo puramente onorifico, mentre André Salifou assunse la presidenza di un Alto consiglio della Repubblica con compiti legislativi. Amadou Cheiffou venne chiamato alla guida del governo.

 

Un quadro politico instabile.

Ridisegnata in tal modo la mappa del potere, tra le questioni più urgenti che si presentarono alle nuove istituzioni vi fu quella della ribellione dei tuaregh nei confronti dei quali il capo dell'esecutivo alternò appelli alla pacificazione e rapide offensive militari, senza però giungere a una reale soluzione del problema. Meno insicuro, invece, sembrava presentarsi il processo di democratizzazione politica, con l'approvazione tramite referendum di una Costituzione (dicembre 1992) che consentì le prime elezioni presidenziali e legislative libere. La consultazione per la formazione del Parlamento (febbraio 1993) fu appannaggio dei partiti d'opposizione che, raggruppati nell'Alleanza delle Forze del Cambiamento (AFC), riuscirono a conquistare 50 degli 83 seggi disponibili relegando all'opposizione il vecchio partito unico. Analogo il risultato delle presidenziali svoltesi il mese successivo con la vittoria di Mahamane Ousmane sul candidato del MNSD. Il concretizzarsi del processo democratico sembrò anche favorire un allentamento della pressione dei tuaregh con i quali si stabilì (marzo 1993) un nuovo accordo. Ma, ripercorrendo le tappe di una storia purtroppo comune a molti Paesi incamminatisi sulla strada della democrazia dopo anni di autoritarismo, anche il Niger fu vittima dell'incapacità del nuovo ceto dirigente a consolidare gli istituti rappresentativi che vennero scambiati come strumento di potere e affermazione personale. Conclusasi la fase elettorale, infatti, le varie forze che avevano composto l'alleanza ripresero la loro libertà di manovra provocando un insanabile dissidio tra il premier Mahamadou Issoufou, leader del Partito Nigerino per la Democrazia e il Socialismo (PNDS) e il presidente Ousmane, capo della Convenzione democratica e sociale (CDS). Quando il primo si dimise nel settembre del 1994 il presidente nominò in sua vece Souley Abdoulaye del CDS e, di fronte alla sfiducia del Parlamento, lo sciolse convocando nuove elezioni. Il risultato dello scrutinio (gennaio 1995), in cui tute le forze si coalizzarono contro il partito del presidente Ousmane, lo videro sconfitto ed egli fu costretto a nominare primo ministro il leader del MNSD, Hama Amadou. Amadou inizialmente sembrò riuscire a raggiungere un accordo definitivo con i ribelli tuaregh (1995), ma dopo pochi mesi la guerriglia riprese con maggior forza mentre si acuivano i dissidi tra il presidente e il primo ministro. L'instabilità del quadro politico in una situazione di ripresa generalizzata della ribellione del Nord indussero settori dell'esercito a un colpo di forza cruento che si concluse con l'istituzione di un comitato di salvezza nazionale (gennaio 1996) capeggiato dal colonnello Ibrahim Barré Mainassara. Azzerate le precedenti istituzioni, il comitato redisse una nuova Costituzione di tipo presidenzialista che venne approvata con un referendum (maggio 1996). Le elezioni dirette del presidente, svoltesi poco dopo (agosto), furono vinte dal colonnello golpista, così pure le legislative, celebratesi con vari rinvii nel novembre dello stesso anno, assicurarono al suo partito, l'Unione degli Indipendenti per il Rinnovamento Democratico, una stragrande maggioranza. Su ambedue le consultazioni, però, a conferma del quadro involutivo impresso dai militari alla vita politica del Niger, gravarono i sospetti di pesanti manipolazioni. Nell'aprile 1999, alcuni mesi dopo l'insorgere delle proteste dell'opposizione per la decisione della Corte suprema di annullare i risultati delle elezioni amministrative, Mainassara venne assassinato dalla sua scorta e i militari attuarono un colpo di stato: Francia e Stati Uniti sospesero gli aiuti al Paese legandoli al ripristino di elezioni democratiche. Queste si svolsero nel novembre del 1999 e portarono alla presidenza M. Tandja del MNSD. Nell'agosto del 2002 venne sventato un tentativo di colpo di stato messo in atto da alcuni reparti militari nella regione di Diffa. Nel marzo 2004 l'esercito dovette intervenire nelle regioni settentrionali, dove continua la guerriglia dei tuaregh. Alle elezioni presidenziali del dicembre 2004 Tandja venne riconfermato presidente. Nel marzo del 2007, dopo che il Parlamento dichiarò la sfiducia all'esecutivo, il presidente Tandja, invece di indire elezioni anticipate nominò nuovo premier Seyni Oumarou. Nel giugno 2009 il presidente scioglieva il parlamento e la corte costituzionale; le due istituzioni si erano opposte alla modifica della costituzione voluta dallo stesso Tandja per ottenere un terzo mandato. La nuova costituzione che prolunga il mandato presidenziale di tre anni e rafforza i poteri dello stesso Tandja veniva emanata due mesi dopo. In ottobre si svolgevano le elezioni legislative a cui hanno partecipato solo i partiti filogovernativi legati al presidente Tandja. Nel febbraio 2010 un colpo di stato metteva fine al regime di Tandja: il presidente veniva destituito e arrestato da una giunta militare guidata da Salou Djibo, che diventato presidente ad interim, prometteva un ritorno alla democrazia e nuove elezioni politiche. Nello stesso anno Niger, Mauritania, Mali e Algeria avviavano una struttura di coordinamento per combattere la criminalità organizzata e il terrorismo.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 15511953
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 17,84
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Haoussa 55,4%, Djermasonrai 21%, Tuareg 9,3%, Peul 8,5%, Kanouri Manga 4,7%, altri 1,2%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Francese (ufficiale), Haoussa e Djerma

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Religioni:

Musulmani 80%, altre 20% (compresi animisti e Cristiani)

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 3,54
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 49,49
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 13,75

Media dell'area geografica: 12.313125014305 (su un totale di 16 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 108,40
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 113,20
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Numero medio di figli per donna: 7,19
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Rapporto tra i sessi: 101,19
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 15,50
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 52,66
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 53,55

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 186

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 6,02
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 399,24
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 1.408,40
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -28497
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 43

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 14
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 46
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 96
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 39
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 48
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 34
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 4
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 9

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 23
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 52
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 67
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 48
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 60
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Percentuale delle ragazze iscritte alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 8
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Percentuale dei ragazzi iscritti alla scuola superiore tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutti gli altri non vanno a scuola): 13

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,53
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 29,52
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 1,30

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

1,52

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

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