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Paesi | Africa | Africa occidentale | Costa d Avorio

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Yamoussoukro
Area del Paese in chilometri quadrati: 322460
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 58
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 7 agosto 1960
Indipendenza da: Francia
Moneta: Franco CFA

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Dal Golfo di Guinea a sud, la Costa d'Avorio si spinge a nord sino agli altopiani sudanesi; presenta una morfologia non molto complessa, così come semplice è la struttura geologica. Il Paese poggia infatti su uno zoccolo di rocce precambriane (scisti, gneiss, quarziti, graniti), con prevalenza di affioramenti granitici nelle regioni settentrionali e occidentali, e di vaste formazioni scistose in quelle sud-orientali. La fascia costiera orientale, infine, presenta una copertura sedimentaria del Cenozoico, con limitate sovrapposizioni alluvionali più recenti. Prevalgono le aree pianeggianti e le distese tabulari; il prolungato processo di erosione ha logorato ovunque i rilievi. Si possono distinguere tre principali regioni fisiche: una fascia pianeggiante meridionale, che penetra profondamente nell'interno ed è sovrastata da vari dossi, la cui quota non supera i 200 m; una zona centrale, con cime isolate relativamente più elevate (Monti Tiguititi, 604 m) e che a ovest è accidentata dalle propaggini del massiccio dei Monti Nimba (Monte Tonkoui, 1.189 m), estremo tratto orientale dell'ampia dorsale guineana; infine una regione settentrionale di alteterre, con altitudine media di 350-500 m, che formano vaste distese tabulari separate le une dalle altre da ripide scarpate e sovrastate anch'esse nella sezione occidentale da affioramenti granitici (Monte Tiouri, 914 m). La costa, che si sviluppa per 550 km, è per lo più rocciosa a ovest, dato che qu i i rilievi si spingono sino al mare, bassa e sabbiosa a est, dove presenta sino al confine con il Ghana una serie di lagune (di Èbrié, Aby ecc.) che formano uno specchio d'acqua ininterrotto per 350 km.

 

Clima e flora. Per la sua posi zione, tra i 4o e i 10o di latitudine nord, la Costa d'Avorio ha un clima di transizione tra il subequatoriale e il tropicale; fondamentalmente esso trae origine dall'alternanza nel corso dell'anno degli influssi delle masse d'aria continentali e di quelle oceaniche, queste ultime però sempre meno marcate man mano che si procede verso nord. Nella regione meridionale si hanno di conseguenza piogge abbondanti (2.000-2.500 mm annui, con punte massime persino di 5.000 mm nella zona costi era occidentale), che cadono in due stagioni, da maggio a luglio e da settembre a ottobre, cui si alternano quelle secche; le temperature sono invece costantemente elevate, con medie annue sui 27 °C. Nell'area settentrionale le precipitazioni diminuiscono a 1.000 mm e nell'estremo nord-est persino a 700 mm annui, concentrate in un'unica stagione piovosa, da maggio a ottobre, cui si contrappone quella secca, durante la quale fa sentire il suo influsso l'harmattan, vento secco d'origine sahariana. In relazione alle condizioni climatiche il paesaggio vegetale presenta in tutta la parte meridionale del Paese, al di là della costa frangiata da mangrovie, la foresta pluviale, ricca di essenze pregiate da ebanisteria (mogano soprattutto).

 

Idrografia. Data la generale morfologia del territorio, sorta di piano inclinato da nord a sud, il sistema idrografico del Paese poggia su corsi d'acqua, pressoché paralleli, defluenti dagli altopiani settentrionali all'Atlantico; i maggiori sono il Sassandra (1.000 km), il Bandama (720 km), il Comoé (765 km) e il Cavally (515 km), che segna in parte il confine con la Liberia: tutti hanno il corso interrotto da rapide e sono perciò scarsamente utilizzabili per la navigazione. La Costa d'Avorio nord-occidentale tributa però al fiume Niger cui apportano le loro acque, tramite il Bani, il Bagoé e il Baoulé.

Ambiente umano

Testo completo:

Area di popolamento abbastanza recente e piuttosto limitato a causa soprattutto delle non favorevoli condizioni ambientali offerte dalla foresta, la cui estensione era un tempo assai superiore all'attuale, la Costa d'Avorio fu presumibilmente alle origini abitata da genti pigmoidi, cacciatori e raccoglitori, stanziati nella fascia forestale e di cui esistono oggi modestissimi gruppi. Furono le successive immigrazioni di genti sudanesi dedite all'agricoltura a originare i primi consistenti nuclei stabili.

 

Composizione etnica. L'attuale popolazione ivoriana è molto eterogenea, essendo mancato un processo di fusione dei differenti gruppi, molti dei quali sono presenti anche nei Paesi limitrofi. Prevalgono numericamente gli Anyi e i Baulé , appartenenti al grande gruppo degli Akan; affini perciò agli Ashanti del Ghana, donde giunsero, sono oggi in prevalenza concentrati nelle regioni centro-orientali del Paese e, con alcune stirpi affini, assommano a circa un milione di individui. Tra gli altri principali gruppi, la cui entità numerica è di circa mezzo milione ciascuno, sono: i Mande, d'origine sudanese, che vennero dal bacino del Niger e si stabilirono nell'area savanica occidentale; i Senufo e i Lobi, anch'essi sudanesi ma appartenenti al gruppo "voltaico" e che abitano invece la regione delle savane orientali; le varie popolazioni genericamente denominate Kru (Gueré, Dan, Dida ecc.), stanziate nella regione forestale di sud-ovest, dalla Liberia al corso del Bandama e tra le quali vengono talvolta inclusi anche i cosiddetti "lagunari", giunti da est e concentrati appunto nella fascia delle lagune, dove tradizionalmente praticano la pesca. Il Paese ospita un elevatissimo contingente di stranieri, sia Europei, per lo più Francesi, sia soprattutto Africani, che provengono dai Paesi vicini (Burkina Faso, Mali ecc.). L'attuale densità della popolazione è fra le più elevate dell'area guineana. Il villaggio rappresenta di gran lunga la preminente forma d'insediamento.

 

Città. Fra le città detiene un netto primato Abidjan, forte polo di attrazione demografica, massimo centro economico e culturale dell'Africa francofona occidentale dopo Dakar, scalo marittimo di primaria importanza, sede di numerose industrie (tessili, meccaniche, alimentari, petrolchimiche), nonché di varie compagnie finanziarie straniere. Seguono il centro portuale di Grand-Bassan, che fu per qualche tempo capoluogo della colonia, e, nell'interno, Bouaké, tradizionale centro economico-culturale dei Baulé, che ha registrato di recente un notevole sviluppo grazie anche all'installazione di nuovi impianti industriali, quindi le cittadine di Daloa e Man , poste sull'arteria stradale di grande traffico che da Abidjan porta in Guinea.

Aspetti economici

Testo completo:

Favorita da importanti risorse naturali, specie agricole (per varie colture il Paese detiene il primato o si pone ai primissimi posti tra i produttori africani), e caratterizzata da una notevole stabilità politica che ha permesso al governo di dedicarsi al consolidamento delle attività produttive, la Costa d'Avorio ha potuto realizzare un rilevante processo di espansione economica, tale da farne uno degli Stati nettamente emergenti dell'Africa Nera. Con un'economia essenzialmente liberista, la Costa d'Avorio garantiva assoluta tranquillità agli investimenti stranieri, francesi soprattutto ma anche statunitensi, tedeschi,ecc., che qui trovano abbondanza di materie prime e manodopera a basso costo. Alla fine degli anni Ottanta, però, la caduta sul mercato mondiale dei prezzi del caffè e del cacao ha dissolto in grave crisi il "miracolo economico" del Paese. Una certa ripresa è in atto grazie al rialzo dei prezzi dei principali prodotti esportati, ma la situazione sociale rimane preoccupante

 

Agricoltura e foreste. A tutt'oggi l'economia della Costa d'Avorio poggia essenzialmente sulle attività primarie, in particolare sull'agricoltura. Il prevalente regime della proprietà terriera è il microfondo; si hanno tuttavia grandi e moderne piantagioni in mano agli Europei. I principali prodotti agricoli destinati al consumo locale sono la manioca e alcuni cereali, coltivati sia nelle regioni centro-settentrionali, come il miglio, il sorgo e il mais, sia nella fascia meridionale, come il riso; quest'ultimo ha registrato un forte incremento anche per la realizzazione, nella zona acquitrinosa della costa, di risaie sperimentali sul modello asiatico. Assai più contano però nell'economia del Paese i prodotti agricoli d'esportazione, in partico lare il caffè e il cacao (per il quale la Costa d'Avorio si pone tra i primi posti a livello mondiale). Il governo ha introdotto nuove colture o potenziato quelle già esistenti all'epoca coloniale; l'assai ricco panorama agricolo comprende oggi banani, ananas, cotone, tabacco, canna da zucchero, piante oleaginose (arachidi, sesamo, palme da olio, soia), agrumi ecc. L'altra grande risorsa della Costa d'Avorio è il patrimonio forestale. Estese per circa 1/4 della superficie nazionale, le foreste danno legname assai pregiato, mogano soprattutto; anche in questo settore la Costa d'Avorio è tra i maggiori produttori africani. Il legname in parte alimenta varie segherie locali, ma essenzialmente viene esportato. È stata inoltre avviata la coltura del caucciù, con risultati promettenti.

 

Allevamento. L'allevamento è invece assai meno sviluppato. Nelle aree savaniche centro-settentrionali sono presenti ovini e caprini, oltre ai bovini, mentre un poco ovunque si allevano animali da cortile; si deve però ricorrere all'importazione per soddisfare il fabbisogno interno. Del pari la pesca, praticata in genere con metodi antiquati, dà una produzione piuttosto modesta.

 

Risorse minerarie e industria. Le risorse minerarie sono modeste, limitate a giacimenti di diamanti, di petrolio e gas naturale, di ferro, di nichel, di bauxite e oro. Il petrolio dovrebbe dare un forte impulso alla produzione di energia elettrica e stimolare l'ulteriore industrializzazione del Paese, specie nei settori chimico e metallurgico. Attualmente l'attività manifatturiera è invece basata sulla lavorazione dei prodotti agricoli e forestali, annoverando oleifici, fabbriche di margarina, complessi molitori, industrie conserviere di ananas e frutta in genere, tabacchifici, segherie, cotonifici ecc.; tra gli altri e più recenti impianti industriali sono alcuni cementifici, una grande raffineria di petrolio a Vridi (periferia di Abidjan), stabilimenti metallurgici e meccanici. La capitale e l'area circostante rappresentano la zona di maggior concentrazione industriale dello Stato; questa crescita, avvenuta senza predisporre organici piani regolatori, ha provocato un fortissimo esodo rurale verso Abdjan e quindi un forte squilibrio territoriale, tanto che negli ultimi anni sono aumentati gli sforzi del governo per determinare un più omogeneo sviluppo del Paese mediante il decentramento delle nuove attività industriali.

 

Comunicazioni e commercio. La Costa d'Avorio possiede una linea ferroviaria 660 km che da Abidjan attraversa da sud a nord tutto il Paese, proseguendo poi nel Burkina Faso; ma è sulla rete stradale, una delle migliori dell'Africa occidentale, che si svolge la maggior parte dei traffici. Scarso rilievo hanno invece le vie navigabili interne; i tratti inferiori dei fiumi e le lagune costiere sono però usati per i trasporti locali. Infine il Paese può contare, a sostegno dei sempre più vivaci scambi con l'estero, sull'attivissimo porto di Abidjan e sull'aeroporto internazionale della capitale. Le esportazioni poggiano sempre sui prodotti agricoli e forestali (caffè, cacao, legname, banane, cotone, frutta fresca ecc.), benché un discreto ruolo comincino a svolgere taluni prodotti industriali (tessuti, ananas inscatolati, prodotti petroliferi, burro di cacao, caffè solubile ecc.) e minerari. Oltre alla Francia, gli scambi si svolgono soprattutto con Stati Uniti, Germania, Paesi Bassi, Italia, ma in crescente misura anche con taluni Paesi africani come il Senegal e la Nigeria.

Storia

Testo completo:

Le numerose emigrazioni succedutesi sul territorio della Costa d'Avorio vanno quasi certamente poste in relazione col fiorire e col dissolversi degli imperi e dei regni del Sudan occidentale (Ghana, Mali, Songhai, Mossi) e del Sudan centrale (Kanem, Bornu, Stati Haussa ecc.) e collocate quindi lungo un arco di tempo che va dal sec. IV al XVIII.

I primi contatti col mondo esterno risalgono invece alla seconda metà del sec. XV, allorché i portoghesi riconobbero tutto il litorale del golfo di Guinea, destinato a diventare nei secoli successivi uno dei teatri più spietati della tratta degli schiavi; le difficoltà di clima e dell'ambiente umano frustrarono però ogni tentativo di insediamento europeo. Nel 1687 i missionari cappuccini francesi fondarono, con scarso successo, una stazione ad Assinie, né carattere duraturo ebbero i tentativi di dar vita a una piccola colonia francese che dovette essere evacuata nel 1703. Sotto Luigi Filippo, una missione ufficiale comandata dall'ammiraglio Bouet-Willaumez riuscì, tra il 1838 e il 1842, a concludere alcuni accordi con sovrani o capi della Costa d'Avorio, assicurando alla Francia le regioni di Grand-Bassam e di Assinie. Nel 1870 ogni responsabilità fu però trasferita nelle mani di Verdier, un armatore di La Rochelle che assunse il titolo di ministro residente della Francia. Con l'aiuto del suo agente Treich-Laplene e del capitano Binger, Verdier intraprese una sistematica esplorazione delle zone settentrionali del Paese, le cui regioni più interne e impervie furono assicurate alla Francia tra il 1908 e il 1915, grazie anche alla costruzione della ferrovia Abidjan-Bouaké (1913).

Nel contesto dell'AOF, la Costa d'Avorio partecipò all'evoluzione politica dell'impero coloniale francese dapprima in seno all'Unione francese (1946), poi con le riforme previste dalla “Loi Cadre” (1956) e infine con l'ingresso nella Comunità francese (1958) che prevedeva la concessione dell'autonomia interna ai Territori d'Oltremare. Contraria, per la sua privilegiata posizione economica, all'idea di Federazioni primarie nell'Africa Occidentale Francese, la Costa d'Avorio autorevolmente guidata da Félix Houphouet-Boigny, si fece sostenitrice di un'associazione di tipo federale tra i singoli territori e la Francia. In armonia con questo suo atteggiamento osteggiò con vigore la Federazione del Mali (1959), dando vita al “Conseil de l'Entente”, insieme all'Alto Volta (odierno Burkina), al Dahomey (odierno Benin) e al Niger, unione di carattere essenzialmente economico-doganale. Indotta dagli avvenimenti a seguire il rapido processo evolutivo della Comunità francese, si proclamò indipendente il 7 agosto 1960. Houphouet-Boigny assunse la presidenza della Repubblica. Filoccidentale e moderata, con un'economia di tipo capitalistico, la Costa d'Avorio conservò fin dall'indipendenza una notevole stabilità, garantita anche dal sistema a partito unico (PDCI, Partito democratico ivoriano).

Mutamenti intervennero durante la seconda metà degli anni Ottanta, in relazione alla crisi determinata dalla caduta del prezzo del cacao e del caffè sui mercati internazionali, con forte crescita dell'indebitamento estero. In particolare, nei primi mesi del 1990 il largo scontento per la corruzione nell'amministrazione pubblica e per la politica d'austerità varata (con proposta di riduzione dei salari e stipendi) causò disordini e proteste, diffusesi queste ultime anche nell'esercito e nella polizia, che successivamente indussero il regime alla formale accettazione del multipartitismo (maggio 1990). Alle prime elezioni presidenziali nelle quali erano in lizza più candidati (ottobre 1990), Houphouet-Boigny, venne nuovamente confermato, ottenendo una netta vittoria. Il 6 novembre il presidente fece emendare la Costituzione per organizzare la sua successione, stabilendo che il presidente dell'Assemblea nazionale avrebbe dovuto assumere le funzioni di capo dello Stato in caso di morte o di incapacità di quest'ultimo. Alle elezioni politiche di novembre, cui parteciparono una ventina di partiti (la maggior parte dei quali fu in grado di presentare solo un pugno di candidati), il PDCI si confermò primo a grandissima maggioranza, dimostrando quindi una notevole tenuta. Alla morte di Houphouet-Boigny (1993) un altro membro del PDCI, Henri Konan-Bédié, prese il suo posto e lo mantenne nelle elezioni presidenziali dell'ottobre 1995 che si svolsero in un clima di grave tensione. Conferme anche per il partito del presidente. Forte di questi risultati, Konan-Bédié impose un regime sempre più autoritario, fino a dichiarare fuori legge (settembre 1999) i militanti dell'RDR (Raggruppamento Dei Repubblicani), il maggior partito d'opposizione.

Lo scontento popolare, accentuato dalla perdurante crisi economica provocata dal crollo del prezzo delle materie prime, diede avvio a una lunga serie di disordini e proteste, fino a sfociare, nel dicembre 1999, in un colpo di stato militare che pose fine a quarant'anni di democrazia nel Paese: il generale Robert Gueï, ex capo di stato Maggiore, destituì Konan-Bédié, costretto all'esilio, e si autoproclamò presidente di un Comitato nazionale di salute pubblica, sospendendo la Costituzione e il Parlamento e indicendo le elezioni legislative e presidenziali per la fine del 2000. Tuttavia durante queste consultazioni si impose il socialista Laurent Gbagbo: Robert Gueï tentò un nuovo colpo di stato autoproclamandosi vincitore, ma, a seguito di violente sommosse popolari, fu costretto a fuggire. Solo pochi mesi più tardi, nel gennaio 2001, venne sventato un ulteriore tentativo di colpo di stato, organizzato da alcuni militari ribelli, legati all'ex primo ministro repubblicano Alassane Outtara, escluso dalle elezioni presidenziali e legislative in virtù di un emendamento costituzionale del luglio 2000 che vietava la candidatura a coloro che non fossero di origine ivoriana.

Un ennesimo colpo di stato, nel corso del quale venne ucciso il suo ispiratore, l'ex presidente Gueï, venne sventato nel settembre 2002, da quel momento il Paese divenne teatro di una guerra civile con scontri tra ribelli di opposte fazioni organizzati nell'MPCI (Movimento Patriottico della Costa d'Avorio) e il governo. Nel gennaio 2003, a Marcoussis, in Francia, venne firmato, sotto l'egida della Francia, un accordo di pace tra governo e forze ribelli: venne creato un governo di unità nazionale a cui partecipavano anche i rappresentanti delle fazioni ribelli. L'accordo venne subito contestato in patria e ripresero gli scontri. Una breve tregua avvenne nel febbraio del 2003 quando il presidente Gabgbo, accettando gli accordi di Marcoussis, conferì a Seydou Diarra il compito di formare un nuovo governo di unità nazionale; come conseguenza in luglio le forze ribelli dichiararono la fine delle ostilità. Fu una pace di breve durata tanto che nel marzo dell'anno seguente l'opposizione accusò il governo di non aver rispettato l'accordo e, come protesta, alcune formazioni politiche tra cui MPCI (che aveva cambiato il nome in "Forze Nuove"), abbandonavano il governo; si arrivò così alla fine del 2004 alla ripresa del conflitto armato tra truppe governative e ribelli. Mentre l'ONU mandava un contingente internazionale di pace per evitare un ulteriore aggravarsi della situazione, si succedevano accordi di pace (Accra, luglio 2004 e Pretoria, 2005) che il governo non era poi in grado di rendere effettivi.

Nel novembre del 2004 il presidente fece bombardare alcune roccaforti dei ribelli e una base militare francese: come risposta i francesi annientarono l'aeronautica militare della Costa d'Avorio. Nel marzo del 2007 un accordo decretava la fine del conflitto. Nonostante sia iniziata la procedura per il disarmo e si sia deciso di concedere la cittadinanza agli ivoriani espulsi durante la guerra, il presidente Gabgbo continua a rimanere in carica e le elezioni presidenziali (che dovevano tenersi nel 2005 e nel 2007-2008) sono state rinviate.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 19737800
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 51,30
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Akan 42,1%,Gur 17,6%, Mandè del nord 16,5%, Krous 11%, Mandè del sud 10%, altri 2,8%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Francese (ufficiale), Dioula (maggiormente parlato)

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Religioni:

Musulmani 38,6%, Cristiani 32,8%, Animisti 11,9%, nessuna 16,7%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 1,82
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 34,98
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 12,98

Media dell'area geografica: 12.313125014305 (su un totale di 16 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 109,40
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 124,20
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Numero medio di figli per donna: 4,65
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Rapporto tra i sessi: 103,90
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,02
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 13,15
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 52,14
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 54,05

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 168

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 24,10
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 1.062,10
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 12.012,20
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: -360000
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 24

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale dei bambini vaccinati a spese dello Stato contro le principali malattie infettive (tutti gli altri non vengono vaccinati): 55
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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 85
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 93
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 68
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 80
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 36
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 11
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 23

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 61
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 72
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 61
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Percentuale delle bambine iscritte alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista (tutte le altre non vanno a scuola): 52
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Percentuale dei bambini iscritti alla scuola elementare tra coloro che hanno l'eta' prevista( tutti gli altri non vanno a scuola): 62

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 1,33
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 86,06
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 2,20

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

 

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

0,2