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Paesi | Africa | Africa centrale | Repubblica del Congo

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Brazzaville
Area del Paese in chilometri quadrati: 342000
Numero degli abitanti del Paese per ogni chilometro quadrato: 11
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 15 Agosto 1960
Indipendenza da: Francia
Moneta: Franco CFA

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio, morfologicamente poco unitario, si stende ad arco dalla riva destra del Congo e dell'Oubangui alle alteterre orientali del Gabon, affacciandosi per breve tratto all'Atlantico e spingendosi a nord sino ai primi rilievi della dorsale centrafricana. Strutturalmente il Paese poggia su un basamento di rocce archeozoiche, in parte affioranti e in parte ricoperte da sedimentazioni di varie ere, dal Mesozoico in poi. La breve costa, in genere bassa e sabbiosa, bordata da una stretta pianura alluvionale, s'innalza a sud, dove giungono al mare i contrafforti degli altopiani interni. Questi occupano più della metà del territorio congolese, mantenendosi a un'altezza media di 300-400 m; li sovrastano però massicci intrusivi granitici, alti sino a 900 m, che formano a volte vere e proprie dorsali come quella del Mayombe, che costituisce la zona mineraria per eccellenza del Paese. La sezione nord-orientale presenta invece bassi rilievi sedimentari del Cenozoico, digradanti verso la depressione congolese, che in larga misura appare ricoperta da terreni alluvionali neozoici.

 

Clima e flora. Il clima del Paese è di tipo equatoriale, uniformemente caldo-umido (a Brazzaville la temperatura media invernale è di 21 °C, quella estiva di 26 °C), ma sulla costa è mitigato per effetto della corrente fredda del Benguela, mentre all'interno, via via che si procede verso nord, si fa più marcata la distinzione tra stagione umida e stagione secca. Le precipitazioni sono ovunque copiose; tendono però anch'esse ad aumentare dalla zona litoranea (1.300-1.400 mm annui) verso le regioni centrali e settentrional i del Paese, dove si registrano oltre 2.000 mm annui. La foresta pluviale, ricca di essenze pregiate, ricopre gran parte del territorio e le zone più umide degli altopiani interni, mentre in quelle meno piovose e nella pianura congolese prevale la savana erbosa e alberata, interrotta lungo i corsi d'acqua dalla foresta a galleria; nelle zone soggette alle inondazioni del Congo e dell'Oubangui la vegetazione ha carattere anfibio.

 

Idrografia. Il Congo sud-occidentale è attraversata da alcuni corsi d'acqua, in genere brevi, che sfociano nell'Atlantico; il più importante è il Kouilou, che rappresenta una buona via di comunicazione dalla costa verso l'interno. Il resto del Paese manda le sue acque al fiume Congo, sia direttamente (fiume Sangha, Likouala, Alima ecc.), sia tramite l'affluente Oubangui. In effetti Oubangui e Congo interessano il territorio della Repubblica solo in parte, in quanto ne formano il confine orientale. Il fiume Congo, che scorre lungo la frontiera per circa 750 km, si allarga in una specie di bacino lacustre assai ampio, lo Stanley Pool (o Pool Malebo), sul quale si affacciano sia la capitale della Congo sia quella della Repubblica democratica del Congo.

Ambiente umano

Testo completo:

Aborigeni del Congo sono i Pigmei, nomadi cacciatori e raccoglitori che sono sempre vissuti nelle foreste e di cui oggi sopravvivono forse 25.000 individui, in parte bantuizzati a causa delle massicce infiltrazioni, già in epoca remota, di sopraggiunti Bantu, dediti all'agricoltura. Sono questi ultimi, ripartiti in vari gruppi (Bateke, Bakota, Bakongo ecc.) a costituire la quasi totalità della popolazione. Il Paese è scarsamente popolato, con aree semidesertiche, specie nella fascia settentrionale. Solo di recente si è avuto un notevole incremento demografico; nel 1910 la popolazione non superava i 400.000 abitanti, ma negli ultimi cinquant'anni è molto aumentata, per effetto soprattutto della diminuita mortalità infantile. I maggiori addensamenti si r egistrano nella zona costiera e nell'immediato retroterra, dove la capitale Brazzaville esercita una forte attrazione demografica per le notevoli possibilità economiche che offre. Brazzaville infatti, oltre che sede di varie industrie, è un attivo porto fluviale ed è collegato all'unico importante sbocco marittimo del Paese, Pointe-Noire.

Aspetti economici

Testo completo:

Fra i Paesi africani in via di sviluppo la Repubblica del Congo occupa un posto abbastanza privilegiato. La principale risorsa nazionale è il petrolio, la cui produzione è controllata dalle maggiori compagnie straniere. Dopo l'indipendenza i vari governi via via succedutisi, che hanno avuto e hanno orientamenti ideologici dichiaratamente socialisti, hanno sempre mantenuto buoni e stretti rapporti con la Francia, rimasta nettamente il maggior partner commerciale, e attuato una struttura economica di tipo misto. Così, accanto alle molte nazionalizzazioni realizzate per esempio nei trasporti e nei servizi pubblici, nei settori minerario, energetico e del legname, nell'ambito finanziario e bancario (Brazzaville è addirittura sede della Banque des Ètats de l'Afrique Centrale , che opera come istituto centrale per la Congo, il Camerun, la Repubblica Centrafricana, il Ciad e il Gabon, i Paesi cioè membri dell'UDEAC, l'Unione Doganale ed Economica dell'Africa Centrale) e accanto all'istituzione di vari enti statali di sviluppo e controllo sui principali prodotti agricoli, altri settori economici, in specie l'industria, rimangono eminentemente privati. Grazie senza dubbio alle risorse naturali, agricole, forestali e minerarie di cui dispone, ma anche a tale politica fortemente pragmatista e a un abile gioco internazionale che ha saputo avvalersi di sostegni tecnici e finanziari provenienti sia dai Paesi capitalisti sia da quelli socialisti, il Congo ha compiuto sensibili progressi.

 

Agricoltura e foreste. L'agricoltura impiega quasi la metà della popolazione attiva. Si tratta in larga misura di attività di pura sussistenza, praticata spesso con tecniche arcaiche, ma non mancano razionali piantagioni e, di più recente istituzione, redditizie aziende di Stato, create con l'assistenza tecnica cinese sul modello delle comuni. Non è stato tuttavia ancora raggiunto l'obiettivo dell'autosufficienza alimentare. Per il consumo interno si coltivano soprattutto manioca, mais e altri cereali, patate e banane; ma ben maggiore importanza economica hanno i prodotti destinati all'esportazione, che provengono in genere da vaste piantagioni dove l'impiego di moderne tecniche consente di ottenere un'elevata produttività. Di particolare rilievo sono varie oleaginose (palma da olio, arachidi, sesamo), la canna da zucchero, il caffè, il cotone, il tabacco. La principale risorsa del Paese è però rappresentata dalle foreste, che coprono oltre la metà della superficie nazionale, benché non siano ancora adeguatamente valorizzate anche per l'insufficienza delle vie di comunicazione. Si ricavano tuttavia legnami pregiati per l'esportazione, in particolare okoumé , mogano ed ebano. Scarsissimo rilievo ha invece l'allevamento del bestiame (il Congo è costretto a importare carne e latticini), anche se si è cercato di introdurre per esempio razze bovine resistenti alla tripanosomiasi; del pari ha un ruolo del tutto marginale la pesca.

 

Risorse minerarie. L'attività mineraria ha compiuto discreti progressi nell'ultimo decennio, anche se nel 1977 è stata chiusa la miniera di sali potassici di Holle Saint-Paul, presso Pointe-Noire. Il Congo estrae modesti quantitativi di rame, zinco, stagno, piombo, ma la principale risorsa mineraria è costituita da vari giacimenti di petrolio e di gas naturale. Molto ricco è anche il patrimonio idroelettrico, benché la produzione di energia elettrica sia tuttora piuttosto scarsa.

 

Industria. L'industria partecipa per oltre la metà alla formazione del prodotto nazionale ed è rappresentata soprattutto da aziende operanti nel settore alimentare (oleifici, zuccherifici, complessi molitori) e in quello della lavorazione del legno; si annoverano inoltre manifatture di tabacchi, birrifici, cementifici, cotonifici e una raffineria di petrolio.

 

Comunicazioni e commercio. In confronto ad altri Paesi dell'Africa centrale la Repubblica del Congo ha un sistema di vie di comunicazione abbastanza sviluppato, che risale però essenzialmente all'epoca coloniale, dati i precipui interessi della Francia nella regione. Le comunicazioni comprendono la linea ferroviaria Congo-Océan da Brazzaville a Pointe-Noire (da cui si dirama un tronco sino a Mlinda, realizzato per raggiungere l'area mineraria del Gabon) e una discreta rete stradale; la maggior parte del traffico continua tuttavia ad avvalersi delle vie navigabili interne, specie del Congo e dell'Oubangui. Infine Brazzaville, oltre a essere un attivo porto fluviale, è sede di un importante aeroporto internazionale, mentre Pointe-Noire è uno dei principali scali marittimi dell'Africa equatoriale, poiché per esso passano anche i prodotti da e per il Gabon, il Ciad e la Repubblica Centrafricana. Il commercio estero si svolge essenzialmente con la Francia, dalla quale proviene la metà dei prodotti d'importazione; più discontinuo è il ventaglio degli acquirenti di merci congolesi. Le importazioni riguardano soprattutto macchinari, mezzi di trasporto, prodotti chimici e tessili, mentre le esportazioni sono in prevalenza rappresentate da petrolio, legname, diamanti e prodotti agricoli (caffè, cacao, semi oleosi).

Storia

Testo completo:

La sovranità francese.
Alla fine del sec. XV era, col nome di Loango, provincia tributaria del re del Congo. Riacquistò in seguito autonomia e i suoi sovrani (Ma Loango) si dedicarono con notevole profitto alla tratta degli schiavi, che facevano affluire sulla costa dove erano acquistati e imbarcati dai mercanti europei. Nel sec. XVIII la Francia cominciò a interessarsi a questa zona del litorale; nel 1766 una missione cattolica francese si installò a Loango e nel 1839 Bouet-Willaumez si stabilì sull'estuario del fiume; dieci anni più tardi fu fondata Libreville e dal 1870 ebbe inizio la ricognizione delle regioni costiere e dei bacini dell'Ogoué e dell'Alima, a opera soprattutto di Savorgnan di Brazzà, impegnato a contrastare i disegni espansionistici di Leopoldo II del Belgio nel bacino del Congo. Il 10 settembre 1880 Brazzà concluse un trattato di amicizia col re Makoko, mentre nel 1883 il tenente di vascello Cordier (che aveva raggiunto il fiume Congo precedendo Stanley) ottenne dal re il riconoscimento della sovranità francese. Una legge del 17 dicembre 1882 istituì intanto la colonia del Congo francese, della quale il Brazzà fu nominato primo commissario il 2 febbraio 1883. Alla fase di regolamentazione dei confini con lo Stato indipendente del Congo di Leopoldo II, col Portogallo e con la Germania, insediatasi nel Camerun, seguì il periodo della pacificazione e organizzazione della colonia (1885-1920) che prese il nome di Moyen Congo e divenne, nel 1910, uno dei quattro territori dell'Africa Equatoriale Francese. Per la valorizzazione della colonia si diede inizio nel 1921 alla costruzione della ferrovia Brazzaville-Mayombè, ultimata solo nel 1934 con un impressionante tributo di vite umane. Tra il 1921 e il 1941 nel territorio sorsero e si diffusero movimenti profetico-religiosi (come quelli di Simon Kimbangu, di Simon-Pierre MPadi e soprattutto di André Matsua) che, predicando la disobbedienza alle autorità coloniali e la cacciata dei bianchi, provocarono gravi disordini e dure repressioni. Dopo la seconda guerra mondiale, il Congo francese seguì le tappe dell'evoluzione politica tracciate dalla metropoli con l'Unione francese (1946), con la Loi Cadre (1956) e con la Comunità francese (1958), optando per lo status di repubblica autonoma, nel quadro della predetta comunità, il 28 novembre 1958. Il 15 agosto 1960 il Congo-Brazzaville accedette alla piena indipendenza come Repubblica del Congo. Un colpo di stato rovesciò nell'agosto 1963 il presidente Foulbert Youlou e portò al potere Alphonse Massemba-Débat, che diede al Paese una nuova Costituzione, approvata l'8 dicembre 1963. Ma una successiva crisi politica interna si concluse nel 1968 con l'insediamento al vertice d'un Consiglio Nazionale rivoluzionario, presieduto dal capo dell'esercito Marien Ngouabi, divenuto capo dello Stato il 31 dicembre 1968.
La nascita della repubblica popolare e la guerra civile.
Una nuova Costituzione, promulgata il 3 gennaio 1970, diede vita (fino al 1992) alla Repubblica Popolare del Congo, nella quale preminenza assoluta ebbe il Partito Congolese del Lavoro (PCT) di ispirazione marxista-leninista. In politica estera restarono però inalterati i rapporti di collaborazione con la Francia e con l'Africa francofona. Una drammatica svolta si ebbe nel marzo 1977, quando il generale Ngouabi cadde vittima di un complotto ispirato, secondo la giunta militare, dall'ex presidente Massemba-Débat, il quale venne arrestato e fucilato. A succedere a Ngouabi fu designato il colonnello Joachim Yhorubi Opango il quale, non riuscendo a controllare la difficile situazione del Paese, rimise il potere nelle mani del Comitato Centrale del Partito Congolese (febbraio 1979). Dalle elezioni del marzo dello stesso anno fu eletto presidente Denis Sassou-Nguesso, che emanò una nuova Costituzione “socialista”, approvata nel luglio 1979. Sassou-Nguesso fu rieletto nel 1984 e nel 1989.

La seconda metà degli anni Ottanta, in un clima di accresciute difficoltà economiche, vide una più forte opposizione al governo, espressa da manifestazioni anche violente. Nel 1989 si svolsero le prime elezioni con candidati esterni al partito al potere (ma solo in minima parte) e nel settembre 1990, infine, sotto la pressione della Chiesa e del sindacato unico, Sassou-Nguesso accettò di instaurare un sistema multipartitico, varato contemporaneamente alla rinuncia al marxismo-leninismo da parte del PCT, che adottò un programma socialdemocratico. Successivo passo verso la Repubblica fu la riunione, nel febbraio 1991, di una Conferenza nazionale, che nel giugno dello stesso anno, sottraendo al presidente Sassou-Nguesso molte delle sue prerogative, elesse un governo provvisorio presieduto dall'indipendente A. Milongo; contemporaneamente venne istituito un Consiglio superiore della Repubblica, organo legislativo con il compito di gestire la difficile transizione verso la democrazia.

Nel 1992, in un clima di grande instabilità sociale e politica, si tennero le prime elezioni presidenziali libere, vinte da Pascal Lissouba, leader dell'Unione panafricana per la democrazia sociale (UPADES). Sciolta l'Assemblea (novembre 1992), nella quale il suo partito risultò minoritario, Lissouba indisse nuove elezioni politiche tenutesi tra maggio e giugno 1993, questa volta favorevoli al presidente che tuttavia furono duramente contestate dall'opposizione che accusò l'UPADES di brogli. Ne scaturirono violenti scontri, con alcune centinaia di vittime.

Nel gennaio del 1994 venne firmato un accordo tra Lissouba e i deputati dell'opposizione e istituita una forza armata di interposizione, ma nel 1997 riesplose più grave che mai lo scontro tra Lissouba e il suo predecessore Sassou-Nguesso, e la Repubblica del Congo precipitò in una devastante guerra civile e a nulla servì l'intervento della Francia e quello dei Paesi limitrofi. Nell'ottobre dello stesso anno, dopo aver destituito Lissouba (grazie anche all'intervento dell'esercito angolano), Sassou-Nguesso (già presidente dal 1979 al 1992) si autoproclamò capo dello Stato, sospese la Costituzione e formò un governo di unità nazionale: il Paese ripiombò nell'anarchia e nella violenza e tutte le parti in conflitto (forze regolari, milizie e gruppi armati dell'opposizione) commisero diffusi abusi e uccisioni. I due cessate il fuoco firmati nel corso dello stesso anno tra i Ninja, sostenitori dell'ex presidente Lissouba e rappresentanti governativi vennero rinnegati dai leader dell'opposizione in esilio. Nel corso degli anni successivi, il clima di indiscriminata violenza di ambo le parti anche nei confronti di civili disarmati provocò un esodo massiccio di popolazione verso i Paesi vicini, soprattutto in Gabon. Intanto Sassou-Nguesso veniva riconfermato nelle presidenziali del 2002 e del 2009, mentre il suo partito si affermava con una maggioranza assoluta nelle legislative del 2007.

Popolazione

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Numero degli abitanti del Paese: 4042899
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Percentuale degli abitanti del Paese che vivono nella citta': 63,66
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Gruppi etnici piu' numerosi nel Paese:

Kongo 48%, Sangha 20%, M'boki 12%, Teke 17%, europei ed altri 3%

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Lingua piu' diffusa e altre minoranze linguistiche:

Francese (ufficiale), Lingala e Monokutuba (lingua franca), Kikongo (lingua locale maggiormente diffusa)

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Religioni:

Cristiani 50%, animisti 48%, musulmani 2%

Demografia

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Crescita in un anno del numero di abitanti (in percentuale): 2,70
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Numero di bambini nati in un anno ogni 100.000 abitanti: 35,99
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Numero di morti in un anno ogni 100.000 abitanti: 11,71

Media dell'area geografica: 14.052222145928 (su un totale di 9 stati)

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Numero di bambine che sono morte prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 61,00
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Numero di bambini che sono morti prima di aver compiuto cinque anni, ogni 1000 bambini nati: 79,50
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Numero medio di figli per donna: 4,64
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Rapporto tra i sessi: 100,21
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
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Eta' mediana degli abitanti del Paese : 19,60
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere un bambino che nasce oggi: 54,88
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Numero di anni che potrebbe ragionevolmente vivere una bambina che nasce oggi: 57,16

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 142

Indicatori economici

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Valore dei beni e dei servizi prodotti in un determinato intervallo di tempo in un Paese: 14,44
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Valore dei beni e dei servizi disponibili in media per ogni abitante in un anno: 3.630,79
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per la salute dei cittadini : 4
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per l' istruzione dei cittadini : 4
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Percentuale della spesa annuale dello Stato per le armi e l'esercito : 10
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Quantita' di denaro che e' stata prestata al Paese da governi, enti pubblici o privati di altri Paesi: 2.523,10
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Differenza tra il numero di persone immigrate nel Paese e il numero di persone emigrate dal Paese: 49872
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Percentuale degli abitanti del Paese che dispone di meno di 2 $ al giorno a testa: 54

Indicatori socio-sanitari

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Percentuale delle donne incinte che riceve assistenza gratuita durante la gravidanza e il parto (e altre donne non ricevono assistenza): 86
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Percentuale di abitanti delle citta' che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 95
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Percentuale di abitanti della citta' che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 34
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Percentuale di tutti gli abitanti del Paese che ha facilmente a disposizione acqua potabile (tutti gli altri non hanno accesso ad acqua potabile): 71
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 31
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Percentuale di abitanti delle zone rurali che ha a disposizione servizi igienici adeguati ed una rete fognaria (tutti gli altri non hanno servizi igienici): 29
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 30

Istruzione

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Percentuale della popolazione femminile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti le altrei sono analfabete): 78
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Percentuale della popolazione maschile tra i 15 e i 24 anni che sa leggere e scrivere (tutti gli altri sono analfabete): 87
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Percentuale di bambine e bambini iscritti alla prima classe della scuola elementare che raggiungono il quinto anno (tutti gli altri non terminano le elementari): 70

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,34
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Numero di telefoni cellulari ogni 100 abitanti: 93,84
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Percentuale degli abitanti del Paese che ha accesso a Internet e lo usa (tutti gli altri non hanno accesso ad Internet): 5,60

Trasporti

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Chilometri di strade ogni 100 Km quadrati:

 

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Chilometri di rete ferroviaria ogni 100 Km quadrati:

0,3